IL CIRCOLO ALLA INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA “L’APPIA RITROVATA. IN CAMMINO DA ROMA A BRINDISI” DI PAOLO RUMIZ E COMPAGNI

appia

Una mostra fotografica, documentaria e multimediale che sancisce la riscoperta e la restituzione al Paese della Via Appia Antica, percorsa a piedi nell’estate 2015 da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon.

Inaugurazione Giovedì 9 giugno ore 18 a Roma presso AuditoriumExpo, Auditorium Parco della Musica, viale P. de Coubertin 30 in concomitanza con l’edizione romana de La Repubblica delle Idee. La mostra fotografica, aperta tutti i giorni ore 12.30-20.30 fino al 18 settembre, documentaria e multimediale, sancisce la riscoperta e la restituzione al Paese dell’intero percorso della prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell’estate 2015, a 2327 anni dall’inizio della sua costruzione da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon. Il loro itinerario – conclusosi il 13 giugno 2015 dopo 611 chilometri, 29 giorni di cammino e circa un milione di passi – ha consentito di tracciare finalmente il percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza. L’Appia.Nell’esposizione, curata da Irene Zambon con testi e didascalie di Paolo Rumiz, si potranno ammirare le fotografie di Riccardo Carnovalini integrate da un reportage di Antonio Politano e da istantanee estratte dai filmati “on the road” di Alessandro Scillitani. Si troveranno, inoltre, le immagini dei viaggi di Luigi Ottani sui confini dei migranti e dei sopralluoghi di Sante Cutecchia sulla Regina Viarum, i filmati di Alessandro Scillitani e le musiche e le installazioni audio di Alfredo Lacosegliaz. Completano il percorso un apparato cartografico curato da Riccardo Carnovalini e Cesare Tarabocchia e il materiale documentario della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma e dell’Archivio Cederna a Capo di Bove in Via Appia Antica, come fotografie, cartoline d’epoca, mappe antiche e moderne.

Terracina LA REGINA DELLA VIA APPIA

In età traianea si ebbe un grande rinnovamento edilizio: fu mutato il percorso dell’Appia, che attraversa ora la città bassa escludendo il passaggio in montagna e proseguendo lungo il mare oltre i Lepini grazie al taglio del Pisco Montano e fu costruito un porto più grande con nuovi moli. Nel tratto terracinese per accorciare il percorso di un solo miglio e risparmiare la salita fino a quota 147 metri venne affrontato l’immenso lavoro della tagliata di Pisco Montano. Risale dunque a quel tempo la variante costiera dell’Appia qui stretta tra le rupi e gli spruzzi delle onde del mare.

Il taglio della rupe di Pisco Montano fu un’opera imponente: oltre 13.000 mc. di roccia furono asportati, per un’altezza 128 piedi (= m. 38) e per una lunghezza di 1000 piedi (= m. 296). Tanto lavoro per evitare la salita a Piazza Palatina e per accorciare il percorso di appena un miglioI segni di scalpello perfettamente ancora visibili ed i cartigli incisi nella roccia e recanti le cifre romane indicano il procedere dei lavori dall’alto verso il basso. Le cifre furono poste ogni 10 piedi (m. 2,90 circa). Naturalmente manca la cifra zero, ignota ai Romani. Oggi il piano stradale, rispetto a quello dell’Appia traianea, è notevolmente più alto. La cifra più in basso attualmente visibile è quella che reca le lettere CXX (=120). Ce ne dovrebbe essere però un’altra, almeno così testimoniò chi nel 1911 vide la cifra CXXIIX (=128) più in basso del piano stradale attuale, in occasione di uno scavo. Allora furono anche visti due gradini intagliati intorno alla rupe.Il piano della strada romana, all’altezza del taglio di Pisco Montano, si trovava, e si trova, a circa 70 cm, sotto il piano attuale asfaltato. All’altezza del Cappello di Prete – tra l’Acqua Magnesiaca e la Torre gregoriana – il piano dell’Appia traianea è coperto da almeno 3, 4 metri di detriti caduti dall’ alto. Il piano di posa è individuabile dall’allineamento delle pietre nere di basalto che si trovano solo un paio di metri sopra la linea di battigia attuale.Numerose pietre nere affiorano tra gli scogli, o si intravedono appena sotto il pelo dell’acqua: sono le tracce di quell’Appia voluta da traiano, che in questo punto toccava, letteralmente, il mare.

http://www.repubblica.it/cultura/2015/08/08/news/appia_perduta_rumiz_7-120627882/

http://video.repubblica.it/dossier/rumiz-appia/il-viaggio-di-rumiz-sulle-tracce-dei-romani-dove-ora-regna-il-cemento-7/208945/208057

 
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