#Comunicatostampan.19 NASCE A TERRACINA IL PRIMO LABORATORIO DI RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE DI LEGAMBIENTE NEL LAZIO: OBIETTIVO INIZIALE IL PROGETTO PILOTA PER LA REDAZIONE DI UN PIANO INTEGRATO DI RIGENERAZIONE URBANA DEL TERRITORIO COSTIERO DI LEVANTE

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Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, Il Circolo Tematico Nazionale Città e Territorio di Legambiente “Città Invisibili”, e Legambiente Lazio hanno proposto all’Amministrazione Comunale lo studio di un progetto pilota finalizzato alla redazione di un Piano Integrato di rigenerazione urbana del Territorio Costiero del Levante di Terracina, comprendente il sito dell’”Ex-depuratore di Via delle Cave” e l’”Area archeologico-naturalistica di Pisco Montano” ma anche il “Parco del Montuno” e l’”Anello Ciclopedonale di Levante” e la redazione di linee guida per la rigenerazione urbana, identificando interventi-tipo e individuando criteri standard di sviluppo e gestione sostenibile che la Città potrà replicare anche per altre aree, come ad esempio per l’antico “Mercato della Marina”.

Il Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile del Circolo Legambiente di Terracina è già attivo, diretto dal Prof. Ing. Carlo Patrizio, presidente del Circolo Legambiente “Città Invisibili” di Legambiente e professore a contratto di Progetti Integrati e Sostenibilità presso l’Università di Roma “La Sapienza”, con il supporto del Vice-Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo di Terracina Ing. Gabriele Subiaco e coordinato dai Soci Arch. Giorgio Giovannini, Arch. Simone Quintavalle e Dott.ssa Silvia Canzano.

La proposta è stata recentemente presentata e discussa con l’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco dott. Nicola Procaccini e verrà presentata al Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, alla Regione Lazio e ai Ministeri, Mibact in primis, e agli Enti interessati, al fine di definire un Protocollo di Intesa congiunto e sarà utilizzata per l’ottenimento di fondi della nuova programmazione finanziaria europea 2014-2020.

“In Italia la situazione della rigenerazione urbana – spiega Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente nazionale – continua, purtroppo, ad essere negletta dal Governo e dalla maggior parte delle Amministrazioni. La gravissima crisi economica, che ha particolarmente colpito l’edilizia e la contemporanea crisi climatica, insieme alla trasformazione delle città e all’emergere di nuove consapevolezze come quelle culturali e ambientali e nuove domande di cambiamento degli stili di vita, impongono oggi un ripensamento radicale per rigenerare i centri urbani per fermare il consumo di suolo, per riportare qualità e identità dei centri urbani rispondendo alle sfide delle trasformazioni socio-economiche, dei cambiamenti climatici e degli inderogabili impegni in campo energetico. Rigenerare le città significa cambiare modo di concepirle, pensarle e progettarle”.  Incalza Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio: “Per farlo occorre la collaborazione attiva dei cittadini, come nel caso di Terracina, dove il Comitato Cittadino “Pisco Montano” e ora il Circolo Legambiente “Pisco Montano” già da mesi ha iniziato ad individuare obiettivi e strategie di riqualificazione (un esempio per tutti il progetto di ripristino della sorgente termale costiera “Acqua Magnesia” e di tutta la Scogliera di Levante con la riapertura alla balneabilità della zona), ma soprattutto necessita di una sapiente regia comunale, regionale e nazionale che metta al centro la riqualificazione urbana, il ripristino e l’allargamento dei parchi e delle aree protette, la bonifica e rigenerazione di aree naturalistiche soggette a degrado, ed il ripensamento del sistema della mobilità in chiave di sostenibilità, anche per creare nei prossimi anni nuovi posti di lavoro”. “I cambiamenti climatici e la conseguente necessità di ridurre il consumo di suolo hanno accelerato la convinzione che l’Urbanistica del ‘900 sia definitivamente superata. Ora è urgente costruire strumenti metodologici nuovi, che consentano di intervenire sulle città considerandole veri e propri eco-sistemi complessi. Per fare città non basta fare piani, bisogna attivare processi e la rigenerazione urbana può aiutare questa transizione.

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L’iniziativa intrapresa da Legambiente a Terracina” – dichiarano Carlo Patrizio, presidente del Circolo Legambiente “Città Invisibili” nonché Coordinatore della I^ Edizione della Summer School sulla Rigenerazione Urbana Sostenibile di Legambiente, e Anna Giannetti, fondatrice e presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” – “riguarda l’applicazione, in un contesto urbano costiero di grande pregio e rilevanza storico-artistica oltre che naturalistica, di uno standard metodologico, replicabile e di qualità, per progetti di rigenerazione urbana sostenibile nella Regione Lazio, e Terracina potrebbe diventare un sito di attuazione proprio per un’ applicazione sperimentale del TU sull’Urbanistica nella speranza che esso includa anche nuovi regolamenti e normative sulla rigenerazione urbana.

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Il nostro interesse per questo progetto a Terracina risiede proprio nel fatto che si possa fare sostenibilità a 360 gradi, anche con una Scuola di Formazione specifica, e ciò, in particolare, in un contesto in cui si vuole riconoscere un valore simbolico alla zona insistente sul tracciato della antica Via Appia, nella sua variante Traianea, con l’antico Porto traianeo, una delle più rilevanti della intera Via Appia per strategicità e complessità delle opere realizzate, e oggi anche parte del grande progetto del MiBACT di valorizzazione dell’“APPIA Regina Viarum e prossimo (ci auguriamo tutti) futuro Patrimonio UNESCO.”

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“Siamo molto soddisfatti – dichiara il Sindaco di Terracina, Nicola Procaccini– di essere stati scelti da Legambiente come il territorio nel quale si avvia e prende forma questa nuova iniziativa regionale e nazionale di Legambiente e che una area molto preziosa della nostra città legata alla Via Appia nella sua variante Traianea (area recuperata solo da un anno, dopo la chiusura dell’Ecomostro – Depuratore Costiero di Via delle Cave, chiusura che ci è valsa anche una menzione speciale da parte di Legambiente in occasione della tappa a Terracina di Goletta Verde di giugno scorso) –  sia la prima ad essere oggetto di una proposta articolata di rigenerazione urbana. La nuova Amministrazione fornirà tutto il supporto politico, amministrativo e tecnico necessario finalizzato a facilitare il percorso di rigenerazione, riconoscendo in questa collaborazione un grande valore aggiunto per il nostro territorio e siglando un protocollo di intesa con Legambiente e gli Enti interessati”.

#Comunicatostampan.18 IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA PRESENTA ALLA REGIONE LAZIO UNA PROPOSTA INTEGRATIVA AL DOCUMENTO BOZZA DELLA REGIONE AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DEI SIC MARINI DI TERRACINA QUALI ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC)

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha definito ed inviato nei giorni scorsi alla Regione Lazio, rispettando la scadenza del 4 settembre, un articolato documento che integra le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e il Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago”.

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Il documento di Legambiente è stato prodotto a seguito della richiesta da parte della Regione Lazio a tutti i portatori di interesse di osservazioni ed integrazioni alla bozza dei documenti regionali “Misure di Conservazione del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e del SIC IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”.

Il Circolo Legambiente di Terracina, già molto attivo nei mesi scorsi nella tutela dei SIC anche in occasione della campagna Goletta Verde sul proprio territorio, ed attualmente impegnato con un ricorso ad adiuvandum a fianco del Comune di Terracina contro la concessione dell’autorizzazione da parte della Regione Lazio alla anticipata occupazione dello specchio d’acqua prospiciente al SIC IT6000013 per la costruzione di un mega impianto di mitilicoltura (Determinazione regionale del 21 marzo 2016, n. G02621), ribadisce con questo documento l’importanza ed il ruolo centrale che i due SIC marini ricoprono non solo per la Direttiva Habitat che individua nella Prateria di Posidonia un habitat prioritario, ma anche per l’attuazione concreta della Direttiva quadro 2008/56/CE europea sulla Marine Strategy emanata il 17 giugno 2008 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea e successivamente recepita in Italia con il d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010 e sulla cui attuazione l’Italia sconta purtroppo un notevole ritardo. L’importante direttiva comunitaria, la quale si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica dell’Unione Europea pone agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine, con l’attuazione di una strategia che consta di una “fase di preparazione” e di un “programma di misure” e costituisce uno dei perni su cui si fonda l’azione di Legambiente sul territorio costiero e marino del Comune di Terracina.

Come afferma Gabriele Subiaco, Vice-Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo, autore del documento, “l’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso che deve essere protetto, salvaguardato e, dove possibile, ripristinato al fine ultimo di preservare la biodiversità e la vitalità di mari e oceani affinchè essi siano puliti, sani e produttivi; tuttavia le pressioni sulle risorse marine naturali e la domanda di servizi eco-sistemici marini sono spesso troppo elevate e si manifesta quindi l’esigenza di ridurre il loro impatto sulle acque marine, indipendentemente da dove si manifestino i loro effetti”. Il documento di Legambiente Terracina propone infatti una serie di azioni ed interventi integrativi al piano bozza della Regione rivolti alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione degli habitat e delle specie presenti nei due SIC marini del comune di Terracina:  habitat 1120 (Praterie di Posidonia oceanica), habitat 1110 (“Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina”- assimilato a Cymodocea nodosa), habitat 1170 (“Scogliere”- Coralligeno), Pinna Nobilis specie protetta dalla Direttiva Habitat (allegato IV).

Altre azioni e interventi individuati e suggeriti da Legambiente riguardano principalmente: la realizzazione di un monitoraggio permanente degli Habitat e delle Specie di interesse comunitario anche mediante un sistema geo-referenziato; l’adozione di un sistema di indicatori che assicuri qualità ed efficacia al processo di governance del piano di gestione; azioni di sorveglianza e tutela attiva dei SIC; campagne di pulizia dei SIC dai rifiuti e dagli inerti in particolare di plastica che devastano oramai permanentemente i nostri mari (Marine Litter);  realizzazione di applicazioni mobili per garantire la tutela e segnalare la presenza di rifiuti o violazioni; lo sviluppo di progetti LIFE mirati alla salvaguardia degli habitat e delle specie presenti e orientati alla prevenzione dei rifiuti, la mitigazione delle minacce (inquinamento,  utilizzo della pesca a strascico, ancoraggio incontrollato dei natanti in particolare durante la stagione estiva, urbanizzazione selvaggia della costa e delle spiagge) che possono mettere a repentaglio lo stato di salute e il delicato equilibrio dell’ecosistema che caratterizza la vita del SIC; la realizzazione di contratti di fiume e di foce per abbattere le fonti di inquinamento del Sisto e del Portatore; attività di educazione, informazione e sensibilizzazione dei fruitori e dei cittadini.

Le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione definiti, si applicano a tutti i SIC marini del Lazio ai fini della designazione degli stessi come Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa

alla conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche. A seguito di tale designazione, ai sensi dell’art. 2 del Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (D.M. del MATTM) del 17 ottobre 2007, “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)”, le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione, come definiti, si applicheranno, pertanto, anche alle ZSC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”.