TERRACINA: CAS e SPRAR quando la politica sragiona accecata dalla logica del consenso

28 aprile 2018

Da mesi si fa un gran parlare a Terracina del tema dell’accoglienza e di come gestirla. Un problema, a mio avviso, ordinario che riguarda come gestire un centinaio di persone, elevato (con il supporto di media e giornali locali troppo spesso proni al volere della politica e del suo ristretto entourage) a rango di questione centrale della nostra Città con politici e “politicanti” di tutti gli schieramenti che si affannano in analisi sociologiche e proposte di soluzioni su come gestire “l’emergenza”.

Eppure è oramai riconosciuto, a livello nazionale, che il sistema SPRAR è una buona pratica in quanto garantisce un coordinamento proficuo tra Stato centrale e enti locali, pone attenzione alla distribuzione territoriale dei migranti, garantisce un supporto all’inserimento sociale molto importante per prevenire conflitti con la popolazione locale, si prende cura anche di categorie vulnerabili con servizi dedicati, come i minori non accompagnati e i disabili.

E’ invece altrettanto noto che ciò che invece impedisce ancora, nel nostro Paese e nella nostra Città, ad un sistema come lo SPRAR di entrare a regime è il “calcolo politico” di molti sindaci e amministratori locali che costringe lo Stato a dirottare le risorse sull’accoglienza straordinaria (i CAS). Moltissimi comuni sono contrari, nonostante i progetti siano pagati con soldi dello Stato, per ragioni esclusivamente elettorali, perché non vogliono assumersi la responsabilità di avviare un progetto che porta “i profughi” a contatto con i propri elettori. Ma se tutti i comuni aderissero allo SPRAR, riusciremmo a distribuire molto meglio i migranti presenti nel sistema, garantendo loro anche un accompagnamento di qualità per l’integrazione e l’inclusione sociale ed economica, e prevenendo molte situazioni di conflitto con la popolazione locale.

Anche a Terracina, Noi, come cittadini, come elettori dovremmo pretendere risposte concrete ai problemi della Comunità, dovremmo pretendere una pianificazione dello sviluppo futuro della Città e la capacità di gestire in modo efficiente ed efficace il presente. Liberandoci dalla burocrazia e dal sogno e cominciando ad affrontare finalmente le questioni cruciali, piuttosto che parlare un giorno si e l’altro pure di Cas e Sprar.