“Viva Terracina Redenta e Libera!”

“Viva Terracina Redenta e Libera!”

L’irredentismo italiano fu un movimento politico e culturale espressione dell’aspirazione italiana a ricreare territorialmente la propria unità nazionale, liberando le terre soggette al dominio straniero.

Nonostante siano passati molti anni, sembra proprio che questo movimento, a Terracina, abbia conservato delle insospettabili e profonde radici. Un bisogno di mostrare di sentirsi italiani, di esibire uno spirito patriottico, di far sventolare a più non posso il Tricolore in questa Città, che spesso ci fa dubitare di essere, magari a nostra insaputa, in guerra con qualcuno, di essere accerchiati dal nemico, di essere rimasti l’unico baluardo della Italianità nelle gloriose Terre Pontine. Forse stiamo ancora combattendo, senza rendercene conto, la nostra guerra di indipendenza (annunciata durante le ultime amministrative) per liberarci dal tallone malevolo del “nostro” oppressore (prima amico, poi nemico, durante le amministrative 2016, poi nuovamente amico durante le politiche 2018) senatore fondano al grido di “Terracina ai terracinesi”? Boh…Forse temiamo gli attacchi improvvisi dello straniero vicino? I Sanfeliciani? I Vallecorsani? I Terellani? I Campomelani? I Zampitt? I Tisc Tosc? Boh..O forse dello straniero lontano? L’Isis? I richiedenti asilo africani? I Sikh? I Rom? I Sinti? La “perfida Albione”? I tedeschi della Merkel? I francesi di Macron? Gli attacchi dal mare delle navi delle ONG? Boh…comunque speriamo che arrivi presto questo benedetto 2026 in cui a Terracina “staremo Tutti bene” finalmente!!!

Sta di fatto che, tra lo sventurato, tragico e scioccante weekend dell’Air Show dello scorso anno, lo sbarco a Terracina dell’ammiraglio Romano Sauro, nipote dell’eroe di guerra Nazario, giustiziato dagli Austriaci nel 1916 durante il primo conflitto mondiale, e nei giorni scorsi la calata nella nostra Città di centinaia di bersaglieri più o meno panciuti ed attempati per celebrare “il raduno provinciale dei bersaglieri” con centinaia di bandiere che hanno sventolano per l’intera lunghezza della nostra via Roma, sembra, in questi anni, non di vivere a Terracina ma di vivere a Triste durante i giorni della sua liberazione al grido di “Trieste (Terracina) redenta ed italiana” o di “Viva l’Italia, viva Trieste (Terracina) libera, fuori lo straniero!” come esclamò Guglielmo Oberdan primo martire irredentista mentre il boia austriaco gli metteva il cappio al collo. Insomma, pare proprio che Terracina sia l’ultima Città Irredentista d’Italia.

Uno spirito patriottico insospettato che in questi anni ha trovato nella nostra città nuova linfa e tanta passione per il Tricolore. Certo un sentimento bello e nobile l’amore per la nostra Bandiera, come merita grande rispetto chi ha vestito e veste, con grande decoro, una divisa. Sentimenti che non sono una prerogativa di Destra ma di tutti coloro che si riconoscono nello Stato come ente politico sovrano costituito da un popolo e un territorio. In ogni caso sentimenti che richiedono misura. Allora, mi auguro solo che almeno qualcuno dei giovanotti, che governano in questi anni questa Città, e a cui il Tricolore accende il cuore ed che amano fare sfoggio ed esibire il loro spirito patriottico e militaristico, abbia fatto almeno il servizio militare e non abbiano invece trovato furbesche scappatoie……sarebbe veramente disdicevole, dopo tanto afflato per la nostra Bandiera….ma sono certo che chi governa questa Città è stato felice di donare generosamente un anno e passa della sua vita servendo la Patria con onore, dignità e senza vanagloria, come si conviene ad un buon cittadino italiano.

di Gabriele Subiaco

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