LEGAMBIENTE TERRACINA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE SPONTANEA DI CITTADINI LUNEDI’ 15 APRILE PROSSIMO PRESSO LA ROTATORIA TRA VIALE EUROPA E PIAZZA DONATORI DI SANGUE E ALLA ASSOCIATA PETIZIONE CONTRO L’INSTALLAZIONE DI UNA ENNESIMA STAZIONE DI TELEFONIA MOBILE, IMPEGNANDOSI A FORNIRE IL PROPRIO SUPPORTO TECNICO, SCIENTIFICO E SE NECESSARIO LEGALE NELLA VERTENZA, PUR NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE NON SARA’ ASSOLUTAMENTE FACILE, DOPO AVER PERSO ANNI PREZIOSI E CON UNA SENTENZA SFAVOREVOLE DEL TAR, RITORNARE INDIETRO.

COMUNICATO STAMPA N. 133                                   13.4.2019

Ricostruendo la vicenda della stazione radio base WIND da installare presso la rotatoria tra Viale Europa e Piazza Donatori di Sangue, vicenda che data ormai al lontano 2014, con la concessione dell’area, ricadente in zona AP 7 del PRAEET approvato con delibera di C.C. n. 44 del 20.6.2014, costituita dalla rotatoria posta all’incrocio di Viale Europa con Piazzale Donatori di Sangue, ai fini della installazione di una stazione radio base secondo un progetto che prevedeva la realizzazione di una torre faro volta anche a illuminare l’area e nel contempo a ospitare altri gestori, sono molte le carenze di analisi tecnica, le omissioni e le superficialità anche riferite all’intero procedimento amministrativo, – tra cui quella, davvero grave, di non aver proceduto in questi ultimi anni ad una revisione e adeguamento del “Regolamento comunale per l’installazione di impianti di comunicazione elettroniche approvato con delibera di C.C. n. 114/XVI del 2.10.2008” e del corrispondente Piano (PRAEET), regolamento sul quale il TAR Sezione di Latina nella sentenza n.89 pubblicata il 23 febbraio 2018 ha espresso parere negativo proprio sulla motivazione carente della scelta di esclusione del sito utilizzando espressioni del tipo “scelta arbitraria e priva di alcuna motivazione” o ” illegittimo criterio distanziale generico ed eterogeneo”. Il Regolamento e il Piano associato quindi doveva già da anni essere al centro di una revisione tecnica approfondita, sia per evitare esborsi dall’erario comunale a causa dei ricorsi dei gestori, sia perché esso rappresenta un valido strumento (ancorchè purtroppo non del tutto vincolante) di concertazione per poter contemperare le esigenze del Comune, e quindi della collettività, e quelle delle società di telefonia, che oggi invece possono procedere con l’installazione selvaggia delle antenne proprio in virtù della L. n. 36 del 2001 e del DPCM 8.7.2003, che assimila le infrastrutture di telecomunicazione ad opere di urbanizzazione primaria.  Infatti un modo per difendersi dalle esposizioni ai campi elettromagnetici è quello di installare le stazioni radio base in maniera organica e razionale, al fine di rispettare il Principio di precauzione e il Principio di Cautela e di minimizzazione dell’esposizione, ma questo andrebbe fatto con competenza tecnica e motivando ogni scelta in modo inappuntabile e soprattutto condividendo Piani e criteri con i gestori di telefonia.

Data la situazione corrente è necessario poi che l’Amministrazione comunale insieme alla Regione Lazio, alla ASL, all’ ARPA LAZIO attuino IN MODO SISTEMATICO un monitoraggio di tutti gli impianti accertando il rischio per la salute dei cittadini sulla base degli attuali limiti di esposizione e dei criteri contenuti nel D.P.C.M. 8 luglio 2003, anche considerando la coesistenza di molte antenne ravvicinate e quindi gli effetti cumulativi del campo elettromagnetico prodotto dalle stesse, ad esempio sul modello della “Attività di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico nella Regione Marche”, condotto dall’ARPAM sulla base di una convenzione stipulata con Legambiente.

Potrebbe essere inoltre giusto pretendere che i gestori degli impianti si impegnino a versare, in quota proporzionale al numero di stazioni radio base installate nel territorio comunale, un contributo economico per permettere analisi mirate sui valori più critici di campo elettromagnetico, quota che potra’ essere definita dall’Amministrazione Comunale di concerto con le Associazioni Ambientaliste e i Comitati di Cittadini e andrebbe versata direttamente all’Amministrazione Comunale che potra’ nominare una parte terza come tecnico esecutore delle rilevazioni.

Una riflessione andrebbe fatta in generale sulla L. n. 36 del 2001 e il DPCM 8.7.2003 concernente la “Protezione dalle esposizioni di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”, ed in particolare sulla opportunità di assimilare tali impianti ad opere di urbanizzazione primaria (assimilazione, a ns avviso, eccessiva e non giustificabile anche alla luce degli studi epidemiologici sempre più probanti del rischio per la salute umana), sui limiti di esposizione che però, bisogna anche dire, sono di molto inferiori a quelli utilizzati in molti altri Paesi europei e nel mondo, e sul criterio di misura dei valori di campo e di potenza che si basa sulla media delle 24 ore mentre si dovrebbe analizzare anche l’esposizione ai livelli di picco che ovviamente sono concentrati nelle ore di maggior utilizzo del servizio.

Occorre poi fare molta attenzione all’uso smodato dei cellulari che sono potenzialmente molto più pericolosi delle stazioni radio base, visto che un cellulare con una potenza tipica di 1 W crea un campo di circa 6 V/m (cioè quello limite per una SRB) a un metro di distanza e di circa 60 V/m a 10 cm.

Massima attenzione è poi necessaria per le prossime sperimentazioni della tecnologia 5G di ultima generazione che consente una velocita’ di trasmissione superiore ai 10 GIGABIT/sec per i servizi a larghissima banda, perché le antenne saranno centinaia, di dimensioni più piccole e quindi meno invasive, mentre il campo elettrico a cui verremo esposti sarà 10 volte superiore a quello generato dalle attuali stazioni radio base. Per queste ragioni, il 26 febbraio scorso la responsabile nazionale Elettromagnetismo di Legambiente Katiuscia Eroe è stata audita dalla Commissione parlamentare Trasporti, poste e telecomunicazioni proprio per gli importanti rischi connessi alle sperimentazioni della nuova tecnologia 5G.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

Terracina. Domani Legambiente alla manifestazione contro l’antenna di telefonia mobile

Terracina, no al ripetitore di telefonia mobile. Domani sit-in di protesta con Legambiente

Antenne, Legambiente chiede controlli in base ai limiti di esposizione

https://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/72604/cittadini-in-piazza-contro-linstallazione-di-unantenna

Protesta per l’antenna in viale Europa, presente anche Legambiente

 

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IL DISEGNO DI LEGGE SALVAMARE: LA SPERIMENTAZIONE DEL PROGETTO FISHING FOR LITTER TERRACINA PROMOSSA DA LEGAMBIENTE A MAGGIO 2018 TRA I QUATTRO PROGETTI ITALIANI DECISIVI PER ARRIVARE ALLA APPROVAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE.

COMUNICATO STAMPA N. 132                           5.4.2019

Il Consiglio dei Ministri ieri ha approvato il disegno di legge SALVAMARE presentato dal ministro dell’ambiente Sergio Costa.  Con la legge Salvamare appena approvata i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori.

“Il ddl Salva mare è un tassello importante nella lotta all’inquinamento dai rifiuti che colpisce pesantemente il mare, una sfida mondiale a cui l’Italia sta dando il proprio contributo anticipando spesso gli altri paesi europei. Abbiamo fatto da apripista grazie alle leggi sulla messa al bando dei sacchetti di plastica, sui cotton fioc e sulle microplastiche nei prodotti cosmetici, ora per proseguire su questa strada auspichiamo che si proceda rapidamente alla discussione parlamentare del testo del ministero dell’Ambiente, apportando eventuali modifiche migliorative e integrandolo anche con la proposta di legge di Rossella Muroni sullo stesso tema, e all’approvazione anche della legge di recepimento della nuova direttiva europea sulla plastica monouso”- dichiara Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente.

Anche il Progetto Fishing For Litter Terracina rientra tra i quattro progetti sperimentali, assieme al progetto realizzato nell’Arcipelago Toscano, a Manfredonia in Puglia, e a Porto Garibaldi in Emilia Romagna, realizzati con il contributo di Legambiente, che sono stati determinanti per l’approvazione della Legge in quanto hanno dimostrato in questi mesi che il fishing for litter è realizzabile, con il contributo volenteroso dei pescatori che hanno raccolto tonnellate di rifiuti in mare.

A Terracina, il progetto sperimentale di Legambiente, all’interno del Protocollo Regione Lazio Fondali Puliti firmato dalla Regione Lazio con Arpa Lazio e Corepla lo scorso 3 luglio, finalizzato alla raccolta  e riciclo delle plastiche in mare, con la verifica e la misurazione delle quantità e delle tipologie dei rifiuti recuperati dalle imbarcazioni nell’ottica di migliorare la riciclabilità dei rifiuti, è partito il 27 Maggio scorso (in occasione della campagna Spiagge e Fondali Puliti 2018), patrocinato dalla Rete Territoriale Plastic Free Beaches Terracina, dal Comune di Terracina, la Capitaneria di Porto- Guardia Costiera, con il coinvolgimento di 3 Pescherecci (Piramide, Carlo Padre, Tequila), il gestore dei rifiuti la De Vizia transfer SpA Urbaser S.A, la ditta appaltatrice dei rifiuti portuali DJ Bertelli, Confcommercio Lazio Sud, l’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, le Cooperative dei Pescatori di Terracina con il supporto e la collaborazione dell’Associazione Chimica verde Bionet.

Il progetto ha l’obiettivo di monitorare la zona di mare compresa tra la Costa Pontina (da Lido di Latina alla foce del Garigliano)  e le Isole Ponziane (circa 5.000 kmq), raccogliere i rifiuti marini (Marine Litter), analizzare la tipologia dei rifiuti marini, mappare la densità dei rifiuti nell’area di mare monitorata, formare e sensibilizzare gli operatori della pesca, creare la filiera per lo sbarco, il recupero, il trattamento ed il riciclo del Marine Litter, avviare i processi di sostituzione dei materiali utilizzati, in particolare degli imballaggi (es. sostituzione delle cassette per il pesce di Polistirolo con Polypla materiale di origine vegetale completamente compostabile) in collaborazione con l’Associazione Chimica Verde Bionet, ricostituire l’ecosistema marino con la Tutela e Conservazione dei Sic Marini (ben 8 SIC Marini presenti nell’area monitorata con Habitat e Specie protette importanti).

In questi mesi 9 mesi di sperimentazione sono state raccolte centinaia di sacchi di rifiuti e oltre 6 tonnellate di rifiuti di diversa tipologia (pezzi di plastica di diversa grandezza, cassette e pezzi di polistirolo, bottiglie di plastica, bottiglie di vetro, buste di plastica, fili e corde di nylon, contenitori in metallo, reste per la mitilicoltura, lattine bevande, bidoni, fusti, taniche, reti, corde e cavi di vario materiale – tessuto, plastica, acciaio) di cui l’80% è plastica. Inoltre sono state effettuate attività importanti come la Pulizia dei Fondali del 13 Ottobre scorso nella zona conosciuta come del “Quadro”, zona vitale per il ripopolamento ittico e quindi per l’economia della pesca locale ma  costantemente oggetto di violazioni delle regole, con il risultato che molte delle specie non si riproducono più o sono molto danneggiate nel ciclo di riproduzione, effettuata dal nucleo sub del Circolo in collaborazione con la Capitaneria di Porto e alcuni sub molto esperti dei fondali di Terracina, dove sono stati rinvenuti e repertati alcune importanti tipologie di rifiuti e diverse tipologie di reti da pesca.

I dati portano ad una stima complessiva (ottimistica) di circa 140 ton. di rifiuti nell’area monitorata di cui oltre il 50% entro la linea dei 60 metri di profondita’ e per ripulire la quale a questo ritmo ci vorrebbero più di 10 anni.

fishing for litter logo

Il Progetto di Terracina ha anche avuto l’attenzione del prestigioso Dipartimento di Ecotossicologia e sostenibilita’ ambientale del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Universita’ di Siena che ha firmato una Convenzione con il Circolo per lo svolgimento di ricerche di tesi al fine di valorizzare quanto già raccolto ed esaminare ancora più in dettaglio la zona di Terracina e delle Isole Ponziane con particolare riferimento al macro litter e microplastiche sulla linea di costa, sea floor litter e microplastiche ingerite da organismi marini, anche svolgendo attività di analisi di laboratorio presso il Laboratorio “Goletta Verde a Terracina” dell’Istituto A. Bianchini, diventato anche grazie al Circolo un vero e proprio Centro di Monitoraggio per la qualità delle acque e dei sedimenti, e i cui risultati, in corso di predisposizione, andranno a complementare i dati già disponibili.

“Siamo soddisfatti di aver contribuito con la nostra sperimentazione Fishing  For Litter Terracina a questo risultato nazionale con l’approvazione del disegno di legge Costa. I dati sperimentali che abbiamo fornito a livello nazionale per il tramite di Legambiente nazionale e che hanno spinto per l’approvazione del Disegno di Legge, destano preoccupazione per la salute anche del nostro mare di Terracina. L’approvazione del disegno di legge costituisce un passo importante come anche la Direttiva della Commissione Europea per la messa a bando/riduzione dei prodotti di plastica monouso e degli attrezzi da pesca, che insieme rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Vogliamo ringraziare in particolare i comandanti dei tre pescherecci (Piramide, Carlo Padre e Tequila) e il gestore dei RSU De Vizia Urbaser Transfer SpA per l’impegno e la passione che hanno messo e stanno mettendo in questo importante progetto. Condividiamo questo importante momento con la rete Plastic Free Beaches Terracina e tutta la comunità dei pescatori e dei balneari di Terracina. Grazie anche alla Regione Lazio e a  Legambiente Lazio per il protocollo regionale Fondali Puliti che ci ha permesso di effettuare la sperimentazione e che ci sta supportando con le isole ecologiche portuali. Certo non abbiamo più molto tempo per fronteggiare il Marine Litter che  rappresenta, dopo i cambiamenti climatici, la più grave minaccia ambientale dei nostri tempi e la più grande minaccia da sempre per i nostri mari. Ricordiamoci solo che la gran parte dell’ossigeno che respiriamo è prodotto dal fitoplancton presente nei mari, e che, inquinando il mare, non stiamo solo danneggiando settori importanti dell’economia come la pesca ed il turismo e la salute umana con le pericolosissime microplastiche, ma stiamo mettendo seriamente a rischio la possibilità di vita sul nostro pianeta”. Afferma Gabriele SUBIACO Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente di Terracina coordinatore del Progetto Fishing For Litter Terracina.

fishing for litter inaugurazione

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2375/salvamare-fishing-for-litter-terracina-tra-i-quattro-progetti-per-approvare-il-disegno-di-legge-

http://www.anxurtime.it/disegno-di-legge-salvamare-legambiente/

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-prima-che-sia-troppo-tardi-salviamo-il-mare/

https://www.h24notizie.com/2019/04/06/fishing-for-litter-da-terracina-uno-dei-progetti-chiavi-per-il-ddl-salvamare/?fbclid=IwAR2r1q79bw4_wxh4zmYFG17c1qUGWumPkrrFikjFWdtCPWULHy-eGAJIjTw

https://www.radioluna.it/news/2019/04/legge-salva-mare-la-raccolta-di-plastiche-con-i-pescherecci-a-terracina-ha-funzionato/

https://www.news-24.it/terracina-successo-delliniziativa-salva-mare-grazie-ai-pescatori-raccolte-6-tonnellate-di-rifiuti/

https://latina.biz/il-progetto-di-legge-salvamare-a-terracina/07/04/2019/84276.html

http://www.latinatoday.it/green/terracina-fishing-litter-legambiente-decreto.legge-salvamare

https://www.ilfaroonline.it/2019/04/08/ddl-salvamare-perche-fishing-for-litter-terracina-decisivo-lapprovazione/269239/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&fbclid=IwAR0Ea9IkUuez9Xg8E_8_pmK_TFjTp-v6Mnf2W1WU0D_Kj13rtfcLC-9vqkI

 

F4LT

Intervista Lazio TV su Salvamare e Plasticfreebeaches

https://www.facebook.com/watch/?v=284032395878328