SPERICLE – Discorso ai Terracinesi, 2020 d.C.

Qui a Terracina noi facciamo così.

Qui il nostro governo non favorisce i molti ma i pochi: e per questo viene chiamato democratura.

Qui a Terracina noi facciamo così.

Le leggi qui non assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi ignoriamo sempre i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso non sarà mai, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato.

Qui a Terracina noi facciamo così.

La libertà di cui non godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi siamo sospettosi l’uno dell’altro e infastidiamo sempre il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi non siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia non siamo mai pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino terracinese trascura sempre i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto si occupa sempre dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui a Terracina noi facciamo così.

Ci è stato insegnato a non rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di non rispettare le leggi e di dimenticare sempre che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di non rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui a Terracina noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi lo consideriamo innocuo, ma utile; e benchè non tutti siano in grado di dare vita ad una politica, beh in pochi qui a Terracina siamo in grado di giudicarla.

Noi consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi non crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del non valore.

Insomma, io proclamo che Terracina non è la scuola della Nazione e che ogni terracinese non cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città non è aperta al mondo e noi cacciamo sempre uno straniero.

Qui a Terracina noi facciamo così.

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Pericle – Discorso agli Ateniesi, 431 a.C.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.