IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA PRESENTA, COME GIA’ ANNUNCIATO, PER IL PROSSIMO 23 FEBBRAIO, UNA INIZIATIVA, IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DEL PASSAGGIO DI GOETHE (1787) A TERRACINA, “J.W. GOETHE A TERRACINA” ORGANIZZATA ALL’INTERNO DEL FESTIVAL NAZIONALE “GOETHE IN ITALIA”, CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI TERRACINA, REGIONE LAZIO – VISIT LAZIO, CAMMINI D’EUROPA, APPIA DAY, COOPCULTURE, ITS A. BIANCHINI – indirizzo TURISMO E CON LA GENTILE COLLABORAZIONE DEL PRESTIGIOSO MUSEO “CASA DI GOETHE” DI ROMA E LOCANDA MARTORELLI – MUSEO DEL “GRAND TOUR” DI ARICCIA

Comunicato stampa n.79                                                      20.2.2018

#goetheinitalia #camminideuropa #casadigoethe #terracina #grandtour #roma #appia #economiadellabellezza

L’itinerario #camminodigoetheaterracina era stato già inagurato il 30 dicembre scorso in occasione della prima tappa del Festival nazionale Goethe in Italia a Terracina, https://legambienteterracina.wordpress.com/2018/01/10/il-circolo-legambiente-terracina-annuncia-per-il-30-dicembre-2017-la-creazione-di-un-nuovo-itinerario-storico-naturalistico-cittadino-denominato-sulle-orme-di-j-w-goethe-organizzato/ come itinerario letterario-storico-naturalistico-paesaggistico, guidato dal Circolo Legambiente Terracina con la gentile collaborazione del Museo Casa di Goethe di Roma e del Museo del Grand Tour-Locanda Martorelli di Ariccia gestito dall’Archeoclub Aricino-Nemorense, in italiano e in inglese con un bel successo di pubblico, proveniente anche da fuori città.

L’itinerario è stato il frutto di una intensa azione di progettazione culturale che il Circolo sta svolgendo, ormai da mesi, in qualità di membro della Rete nazionale di Partenariato di “Goethe in Italia” al fine di certificare l’Itinerario europeo di Goethe come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa (secondo le previsioni e i criteri descritti nella risoluzione CM/Res(2013)67) e in qualità di membro del Comitato nazionale promotore dell“Appia Day, con la istituzione del #camminodellaviaappiatraianea, il quale presenta molti tratti di collegamento con il #camminodigoethe.

L’evento del 23 febbraio sarà anche l’occasione per il Comune di Terracina di sottoscrivere lo Statuto dell’ Associazione Culturale Europea “Goethe in Italia” nella quale saranno coinvolti gli oltre 70 Comuni attraversati dall’itinerario, con un Comitato scientifico internazionale che coinvolgerà personalità e studiosi di Cammini d’Europa, Società Geografica Italiana, Goethe-Institut, Museo “Casa di Goethe” e altre autorevoli personalità e istituzioni culturali.

L’evento del 23 è già presente sul sito: http://www.goetheinitalia.it/goethe-a-terracina/

Federico Massimo Ceschin, segretario generale dei Cammini D’Europa e coordinatore del Festival “Goethe In Italia” dichiara “Sono particolarmente lieto che Terracina sia tra i primi Comuni italiani ad aderire nell’Associazione, a dimostrazione di quanto la figura di J.W. Goethe sia presente e viva nel cuore della città. Ricordo che il 23 maggio 1962 per la commemorazione di Goethe arrivo’  l’allora Ministro Folchi a Terracina, a testimonianza dell’importanza di questa figura per Terracina. Ringrazio l’Amministrazione, il Sindaco Dott. N. Procaccini e l’Assessore Dott. Avv. B. Cerilli, per la sensibilità mostrata e il Circolo Legambiente di Terracina per il grande lavoro svolto nella progettazione culturale del tratto terracinese dell’itinerario culturale europeo dedicato a Goethe”.

Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, membro del Comitato Promotore nazionale Appia Day e membro della rete di partenariato nazionale di Goethe in Italia, dichiara con soddisfazione “il nostro Circolo sta svolgendo, lavorando in modo sinergico con le Associazioni culturali e le Istituzioni museali tedesche più prestigiose, un ruolo molto importante per la costruzione di un itinerario culturale, letterario, paesaggistico, storico, archeologico, scientifico, naturalistico che metta al centro una delle figure più rilevanti della storia e della scienza Europea che ha scelto di dedicare pagine importanti a Terracina, per la sua grande bellezza storico e naturalistica, per la sua posizione centrale per il progetto di Bonifica di Pio VI, e per la sua posizione strategica di snodo tra Nord e Sud. La nostra Amministrazione, nella persona dell’Assessore B. Cerilli, che proprio l’anno scorso, in occasione della ricorrenza del 23 febbraio, aveva sollecitato le associazioni a farsi promotrici di eventi dedicati al grande genio europeo, cogliendo l’ importanza della nostra azione di recupero e rigenerazione dei luoghi e della memoria cittadina, ha poi voluto sottoscrivere lo Statuto dell’Associazione e si presenta quindi come membro fondatore della Associazione Culturale Europea “Goethe in Italia”. Allo stesso modo la presenza attiva del gestore cittadino dei nostri più preziosi beni culturali e dello straordinario Museo della Bonificazione Pontina “CoopCulture” e delle classi dell’indirizzo turistico del nostro prestigioso istituto “A. Bianchini” sottolineano ancora di più l’importanza della sinergia tra Istituzioni, Associazioni e Imprese Culturali e della Scuola nella ricostruzione della memoria collettiva cittadina”.

Il Programma dell’iniziativa, parte del programma di Alternanza Scuola Lavoro con l’Istituto A. Bianchini – indirizzo Turismo, aperto a tutta la cittadinanza, è il seguente:

Ore 9.00 Casa Comunale: Omaggio alle Stele Commemorative di J.W. Goethe a Terracina

Ore 9.30 Palazzo della Bonificazione Pontina (Sala Abbate):

  • Introduzione e Saluti del Sindaco N. Procaccini e dell’ Assessore alla Cultura B. Cerilli
  • Presentazione dell’Iniziativa “Goethe in Italia” a cura di F. M. Ceschin, e adesione del Comune di Terracina alla Associazione Culturale Europea “Goethe In Italia” con la sottoscrizione dello Statuto.
  • Relatori: MC. Vincenti, A. Giannetti, M. Gazzetti, D. Hock: Esperienze del Museo Casa di Goethe di Roma, del Museo Grand Tour – Locanda Martorelli di Ariccia, dell’ Itinerario “Goethe a Terracina”

Ore 11.00 Museo della Città: Visita Guidata del Museo della Città “Goethe, Pio VI, la riapertura della Via Appia e la Bonifica a Terracina” con lettura del Primo Brano tratto da “Viaggio in Italia” in cui si racconta il Decennovium e l’arrivo sulla via Appia

Ore 12.00 Camminata Panoramica verso la Rupe di Goethe (Pisco Montano) “con gli occhi di Goethe”

Ore 12.30 Visita al Parco panoramico del Montuno con vista sulla Rupe con lettura del Secondo Brano tratto da “Viaggio in Italia”

Ore 13.30 Omaggio alla Piazza J.W. Goethe con deposizione di targa e omaggio di fiori

Locandina Evento J.W. Goethe a Terracina 23 febbraio 2018

https://www.ilfaroonline.it/2018/02/22/gothe-a-terracina-arriva-litinerario-culturale-organizzato-da-legambiente/208332/

http://www.terracinatime.it/2018/02/22/eventi-e-cultura/viaggio-italia-goethe-levento-terracina/

http://www.h24notizie.com/2018/02/terracina-23-febbraio-si-celebra-passaggio-goethe-in-citta/

http://www.latinatoday.it/eventi/j-w-goethe-a-terracina.html

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1522/iniziativa-in-occasione-della-ricorrenza-del-passaggio-di-goethe-1787-jw-goethe-a-terracina-organizzata-allinterno-del-festival-nazionale-goethe-in-italia

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

Annunci

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA, AUTORE DI UN PIANO DI RIGENERAZIONE SOSTENIBILE E IN CHIAVE ECOTURISTICA DELLA COSTA DI LEVANTE PRESENTATO GIA’ UN ANNO FA ALLA AMMINISTRAZIONE, E DI UNA SERIE DI IMPORTANTI PROPOSTE E INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE E SVILUPPO DELLA ZONA, INVIA ALLA AMMINISTRAZIONE E A TUTTI GLI ENTI PREPOSTI, DETTAGLIATE OSSERVAZIONI IN MERITO AL RILASCIO DI UNA CONCESSIONE PER LA INSTALLAZIONE DI UN CAMPO DI ORMEGGIO ANTISTANTE LA COSTA DI LEVANTE, UNA DELLE COSTE PIU’ BELLE DELLA REGIONE LAZIO.

Comunicato stampa n.74                                            18 gennaio 2018

Il Circolo, di concerto con Legambiente Lazio, ha inviato nei giorni scorsi, con riferimento all’avviso avente per oggetto TERRACINA – LOC.: COSTA DI LEVANTE – ASSENTIMENTO IN CONCESSIONE SPECCHIO ACQUEO PER INSTALLAZIONE CAMPO DI ORMEGGIO, EX ART. 36 DEL CODICE DELLA NAVIGAZIONE ED ART. 8, COMMA 6 DEL REGOLAMENTO REGIONALE N. 19 DEL 12.08.2016, in qualità di Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta ai sensi dell’art. 13 legge n. 349/86 e successive modificazioni e portatore di interesse diffuso in tema di tutela ambientale e paesaggistica e a seguito di accesso agli atti avvenuto in data 11 gennaio 2018, una serie di articolate osservazioni, inviate per conoscenza anche agli assessorati e agli uffici competenti della Regione Lazio, alla Capitaneria di Porto di Terracina, all’Ente Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e all’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, al Ministero dell’Ambiente, sottolineando il fatto che tale concessione per 8800mq andrebbe ad impattare gravemente e irrimediabilmente sul grande valore naturalistico, storico, archeologico e paesaggistico dell’area, prospicente alla antica Via Appia nella sua variante traianea, limitrofo al Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, alle pendici del Monumento Naturale Regionale Tempio di Giove e Monte S. Angelo (EUAP1085), parco suburbano che rientra nella tipologia di paesaggio dell’ “Appennino centrale” e nel sistema di paesaggio “montano”, e al cui interno è presente un sito di interesse archeologico caratterizzato dalle strutture antiche pertinenti al complesso santuariale attribuito a Giove Anxur, tra i più importanti del Lazio, Sito di Importanza Comunitaria (IT6040009) in virtù della riconosciuta valenza naturalistica del territorio e della presenza di habitat della flora e della fauna selvatiche indicate dalle direttive europee.

Il Circolo è autore di un Progetto di Rigenerazione Sostenibile di tutta la costa di Levante, solo recentemente riguadagnata alla pubblica fruizione con la chiusura di un depuratore costiero e il completamento del tratto fognario costiero e con grandi potenzialità di sviluppo eco-turistico, che comprende il sito dell’ex depuratore, l’area archeologica di Pisco montano e la valorizzazione dell’Appia antica “traianea” sul versante costiero, il parco del Montuno, il mercato della Marina, l’Area del Molo e l’anello ciclopedonale di Levante e la più recente proposta per la definizione di una area marina protetta di Levante denominata “Il Miglio Blu”, http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/54168/la-rigenerazione-urbana-diventa-legge_-a-terracina-legambiente-ha-gia-un-piano , proposta che ha contribuito a portare Terracina al riconoscimento nel 2017 delle 3 Vele di LegambienteTouring Club.

In particolare le osservazioni, oltre a concentrarsi sugli aspetti tecnici e sulla valutazione di impatto ambientale dell’installazione, richiedendo pareri integrativi alla Amministrazione e richiedendo alla Regione Lazio la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA) previste ai fini del rilascio dei Piani di Utilizzazione a scopo turistico ricreativo delle aree del demanio marittimo, e soprattutto chiedendo che esse rispondano ai criteri di completezza e accuratezza dettati dalla più diffusa letteratura tecnica e scientifica in materia, riguardano anche la eccessiva vicinanza dello specchio acqueo coinvolto nella concessione al SIC – Sito di Importanza Comunitaria IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” che occupa una superficie di 2182 ettari nei cui fondali sono presenti 1459 ettari di Posidonia Oceanica, 7 ettari di habitat con Cymodocea Nodosa ed è presente la Pinna Nobilis specie protetta dalla direttiva europea Habitat. Lazio, che proprio nella zona della costa di levante di Terracina presenta la maggiore presenza e densità di Posidonia Oceanica come dimostrano anche le enormi quantità di questa pianta acquatica che in questi giorni, a seguito di numerose mareggiate, sono state riversate sulla spiaggia di Levante e sulla scogliera di Levante.

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La meravigliosa Costa di Levante (in rosso la posizione approssimativa del campo di ormeggio)

Inoltre le osservazioni riportano alla necessità di salvaguardare sia la Qualità delle acque di Balneazione, peraltro, a seguito della chiusura del depuratore costiero, oggetto di un costante monitoraggio da parte di Legambiente “Goletta Verde” che ne ha rilevato il grande recupero ambientale, e oggetto di una proposta del Circolo di riammissione al monitoraggio per la balneabilità dei tratti precedentemente esclusi (in prossimità del Depuratore), già concordata con Regione Lazio e ARPA LAZIO che la Qualità delle Acque marino-costiere (e delle acque termali sorgive di cui la zona è ricchissima, come l’antica Sorgente dell’Acqua Magnesia e l’antica Sorgente dell’Acqua Sulfurea – di cui anche la stessa Amministrazione aveva promosso poco tempo fa la riqualificazione) considerato anche il pericolo generato dallo scarico a mare dei liquami di scolo e delle acque non depurate provenienti da sentine o da altri impianti delle imbarcazioni e di altre sostanze tossiche e inquinanti.

Inoltre le osservazioni riguardano l’impatto sulla Qualità dell’aria (tipo di carburante utilizzato dalle imbarcazioni ed emissioni gassose prodotte) e sull’inquinamento acustico (uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali acustici o sonori) e luminoso (luci e fari posizionati per la visibilità notturna del campo di ormeggio) visto l’impatto di queste diverse fonti inquinanti oltre che sui residenti della zona anche sulla preziosa fauna (uccelli marini, in particolare gabbiani di molte diverse sottospecie) che numerosissimi da sempre vivono nella zona e che da sempre hanno scelto come loro sito di riproduzione proprio le falesie rocciose prospicenti la zona di mare interessata dal campo di ormeggio.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

TERRACINA PER LA PRIMA VOLTA TRA I COMUNI RICICLONI DEL LAZIO PREMIATI DA LEGAMBIENTE: SIAMO SULLA BUONA STRADA CON UNA PERCENTUALE ELEVATA DI DIFFERENZIATA MA OCCORRE DIMINUIRE DRASTICAMENTE LA PRODUZIONE DI INDIFFERENZIATA PUNTANDO AD ENTRARE TRA I COMUNI RIFIUTI FREE E PASSARE DECISAMENTE ALLA TARIFFA PUNTUALE

Terracina, 22 dicembre  2017                          Comunicato Stampa n. 71

C’è anche Terracina tra i Comuni Ricicloni premiati da LEGAMBIENTE nel corso del primo ECOFORUM dei Rifiuti del LAZIO che si è tenuto ieri a Roma, organizzato da Legambiente Lazio con il contributo della Regione Lazio. Comuni Ricicloni è la campagna nazionale di Legambiente, giunta nel 2017 alla XXIV edizione che ha visto negli anni aumentare continuamente l’adesione dei comuni come momento di analisi, verifica e riflessione sugli sforzi compiuti nei comuni italiani sulla raccolta differenziata. Legambiente attribuisce, ogni anno, riconoscimenti alle comunità locali, alle amministrazioni e ai cittadini che si siano distinti nella gestione dei rifiuti: migliori performance, esperienze virtuose, buone pratiche di riciclo.

Il Forum è stata l’occasione per parlare della situazione dei rifiuti nella regione Lazio, dell’economia circolare, del riciclo e del riuso, delle buone pratiche, del ciclo del trattamento dei rifiuti e degli impianti, delle piattaforme di conferimento di prossimità, della Tariffa puntuale e della riduzione/eliminazione dei termovalorizzatori e delle discariche, delle politiche di prevenzione e del quadro legislativo regionale, nazionale ed europeo in materia.

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Il momento della consegna ufficiale dell’attestato al Comune di Terracina da parte del Direttore Generale di Legambiente Stefano Ciafani

Il comune di Terracina entra per la prima volta nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio cioè dei comuni che hanno raggiunto nel 2016 una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. La classifica è stata elaborata sulla base dei dati 2016 dei comuni riportati nel Catasto Rifiuti dell’ISPRA (Ministero dell’Ambiente) e quest’anno sono 76 i comuni ricicloni nel Lazio su un totale di 378. Terracina risulta al 18° posto (al quarto posto tra i comuni della provincia di Latina) con una percentuale di differenziata del 73,07%, mentre nel 2015 la percentuale era del 52,26%.  Al primo posto c’è il comune di Rocca d’Arce in provincia di Frosinone con l’82,20%.

Il riconoscimento è stato ritirato per conto dell’Amministrazione dal Circolo Legambiente di Terracina presente all’evento e verrà consegnato direttamente dal Presidente Legambiente Lazio al Sindaco nel corso del prossimo convegno di Legambiente a Terracina, che si svolgerà sabato 27 gennaio 2018, presso l’Aula Magna dell’ITS A. Bianchini di Terracina, per la presentazione del 1^ Rapporto sull’Ecosistema urbano 2017 di Terracina, lo studio elaborato da Legambiente Terracina, sulla base del modello nazionale, sull’analisi degli indicatori della Città sui principali temi ambientali: la Qualità dell’Aria, l’Acqua e il Servizio Idrico, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità, il Verde Urbano, il Consumo di Suolo e le Energie Rinnovabili.

L’evento di ieri è stato anche l’occasione per fare il punto della situazione sulla gestione complessiva dei rifiuti nella nostra Città anticipando alcuni degli indicatori dell’Ecosistema Urbano. “Bene la Percentuale di raccolta differenziata che porta Terracina quest’anno nei Comuni Ricicloni in linea con le migliori pratiche nazionali. Bene anche la Percentuale di abitanti serviti dalla raccolta domiciliare (100%) e la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani (492 Kg/abitante) al di sotto della media nazionale ed europea che si attesta sui 500 Kg/abitante.  La Tari annuale applicata dal nostro comune (per una famiglia di tre persone che vive in una casa di 100 mq)  è di 290€ e risulta leggermente superiore al valore medio delle Piccole Città (città con meno di 80.000 abitanti) che è di 287€ e comunque distante dai valori migliori italiani che sono quelli del Trentino Alto Adige con Trento e Bolzano che pagano soli 178€. E’ fondamentale ridurre la Produzione annua pro capite della frazione indifferenziata (attualmente 133 Kg/abitante) che è molto lontana dai migliori valori italiani che sono tutti al di sotto dei 75 kg/abitante. E oltre a diminuire progressivamente la Tari, occorre porsi a breve l’obiettivo della Tariffa Puntuale, già applicata in 280 Comuni italiani, che è il cuore del sistema della differenziata visto che ha lo scopo di far pagare meno chi produce meno rifiuti (quindi inquina meno) e di ridurre la quota di rifiuti che vengono ancora avviati a smaltimento in inceneritori o discarica. Anche il costo del servizio (8,7 milioni di €/anno) che rappresenta la voce più significativa del bilancio del nostro Comune va progressivamente ridotto ottimizzando la catena di conferimento, riducendo i costi del trasporto e migliorando la qualità delle materie prime seconde da avviare al riciclo” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo.

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Ringraziamenti per conto dell’Amministrazione da parte di Gabriele Subiaco, Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina.

“Siamo contenti di questo ingresso di Terracina nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio con un’ottima percentuale di raccolta differenziata anche in rapporto alla popolazione, frutto dell’ottimo lavoro fatto in questi anni dalle Amministrazioni, del buon operato della azienda gestore dei rifiuti De Vizia Urbaser Transfer spa e soprattutto dell’impegno dei cittadini e delle associazioni attive sul territorio. Dopo aver raggiunto l’obiettivo sulla percentuale di differenziata, ci auguriamo però che Terracina cominci presto a ridurre drasticamente la quota di secco indifferenziato prodotto puntando ad entrare nella classifica dei Comuni RIFIUTI FREE, la classifica nazionale dei comuni virtuosi che hanno una percentuale di differenziata superiore al 65% e contemporaneamente una produzione annua pro capite di rifiuto indifferenziato inferiore ai 75 kg/abitante, e che vengono premiati da Legambiente tutti gli anni durante l’ECOFORUM nazionale dei Rifiuti. E’ fondamentale poi puntare decisamente alla Tariffa Puntuale che è il fine ultimo e l’elemento cruciale del sistema della differenziata e che dovrà essere applicata in tutti i comuni del Lazio entro il 2020 come stabilito nel Collegato alla legge di stabilità regionale del 8 agosto 2016. Vanno anche sostenute e promosse con convinzione le buone pratiche di educazione, prevenzione e riduzione dei rifiuti come quelle messe in campo da Legambiente per le plastiche attraverso la rete cittadina creata con il progetto Plasticfreebeaches che sta diventando un esempio a livello nazionale e internazionale. Riteniamo infine che il Circolo Legambiente locale debba partecipare all’Osservatorio sui rifiuti cittadino per poter fornire il suo autorevole contributo tecnico, scientifico e di conoscenza della materia che Legambiente, con tutta la sua organizzazione, assicura e presidia e del quale non ha molto senso non cominciare ad avvalersi anche in vista dello sfidante obiettivo di Terracina Comune Rifiuti Free“ dichiarano Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio e Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente “Pisco Montano di Terracina.

 Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

IL PROGETTO DI LEGAMBIENTE E DELL’ISTITUTO TECNICO STATALE A. BIANCHINI DI TERRACINA “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE” PER LA CREAZIONE DI UN CENTRO DI MONITORAGGIO DELLA QUALITA’ DELLE ACQUE DELLA RIVIERA DI ULISSE E’ TRA I 14 PROGETTI FINANZIATI DAL MIUR CON FONDI EUROPEI DEL PON 2014-2020 PER L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO (POTENZIAMENTO DEI PERCORSI ASL) NELLA REGIONE LAZIO.

Comunicato stampa n.70                                                      20.12.2017

Il progetto “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE” sviluppato nell’ambito della convenzione tra il Circolo Legambiente di Terracina e l’ITS A. Bianchini, con il supporto del Dipartimento Scientifico di Legambiente nazionale e il Dipartimento Scuola e Formazione di Legambiente nazionale, finalizzato alla creazione di percorsi di Alternanza Scuola Lavoro risulta tra i 14 progetti approvati ed ammessi al finanziamento per la Regione Lazio in base alle graduatorie MIUR a valere sul PON 2014-2020 – Fondi strutturali europei, avviso n. 3781 del 05/04/2017 – FSE – Potenziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro sottoazione: Percorsi ASL, pubblicate con decreto del 7 dicembre scorso. Il Progetto, di livello nazionale, è stato già presentato ufficialmente nel corso della Tappa di Terra di Goletta Verde a Terracina lo scorso 5 Luglio, e rientra nelle iniziative che il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” sta portando avanti sul tema del mare e della qualità delle acque sul nostro territorio (Beach Litter 2016-2017, Spiagge e Fondali Puliti-Clean up the Med 2016-2017, SOS Goletta, Monitoraggio della Posidonia Oceanica dei SIC) e si inserisce a pieno titolo all’interno del progetto internazionale Legambiente #Plasticfreebeaches, all’interno del programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco, di cui Terracina è sito di attuazione pilota internazionale, con un focus particolare sull’analisi delle acque marine e sull’analisi chimico-fisica delle microplastiche presenti nelle acque del nostro mare e sulle nostre spiagge.

L’obiettivo finale del progetto è quello di creare a Terracina un centro di monitoraggio certificato ed autonomo, perfettamente allineato alle metodiche e ai protocolli scientifici di laboratorio di Legambiente nazionale per “Goletta Verde”, per l’analisi periodica della qualità e lo studio delle maggiori e più pericolose cause di inquinamento del sistema delle acque della Riviera di Ulisse. Gli Alunni dell’indirizzo chimico dell’ITS A. Bianchini diventeranno delle vere e proprie “Sentinelle del Mare” a guardia delle acque del nostro territorio durante tutto l’anno, con il supporto e l’indirizzo costante di Legambiente.

Il Progetto è partito l’estate scorsa, con l’esperienza di ASL che gli alunni del Bianchini (indirizzo chimico) hanno fatto partecipando a Goletta Verde 2017, durante la quale hanno effettuato, assieme ai tecnici di Legambiente, sia i campionamenti sulla costa del Lazio che le analisi microbiologiche realizzate nei laboratori di Legambiente a Roma. Il progetto “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE” strutturato in fasi, prevede, una prima fase di predisposizione del Laboratorio con strumenti e dotazioni e l’acquisizione delle conoscenze e le competenze di base, per le analisi fisico-chimiche e batteriologiche delle acque come da programma scientifico Goletta Verde, tutto certificato da Legambiente ed operativo sul nostro territorio per tutto l’anno, per monitorare l’inquinamento organico (presenza di batteri fecali e germi patogeni derivante da assenza di depuratori, di reti fognarie o dal cattivo funzionamento di tali sistemi).

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Le alunne dell’ITS Bianchini nella sede nazionale di Legambiente in Via Salaria a Roma

Un successivo, e più ambizioso, sviluppo del progetto consentirà, acquisendo ulteriori conoscenze e competenze e dotando il laboratorio di strumenti e strutture idonee, di poter estendere il monitoraggio periodico anche alle microplastiche, ai fertilizzanti chimici (fosfati e nitrati),  ai pesticidi e ai diserbanti, alle sostanze tossiche e non biodegradabili quali metalli pesanti, oli minerali, idrocarburi, ammoniaca, solventi. Cioè a tutte quelle sostanze chimiche che, come messo in evidenza ormai da anni dall’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) nei rapporti annuali sullo stato delle acque italiane, inquinano gravemente i corpi idrici, le acque continentali e quelle marine, producendo effetti dannosissimi sulla flora e sulla fauna, con gravi pericoli anche per l’uomo, effetti che non rimangono localizzati nelle zone di scarico, ma si fanno sentire spesso a distanze notevoli.

“Dopo la firma della Convenzione con il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” è subito partito il progetto, che ha impegnato i nostri alunni su tutta la costa del Lazio e a Roma nei laboratori di Legambiente e che sta impegnando anche la nostra Scuola per il completamento delle attrezzature del Laboratorio. Sono quindi veramente soddisfatto per l’ulteriore e prezioso riconoscimento da parte del MIUR al progetto, che oltre a proiettare il nostro Istituto a livello nazionale, data la reputazione della storica campagna Legambiente “Goletta Verde”,  è soprattutto una opportunità di formazione professionale concreta e di crescita civica per i ragazzi e una grande occasione per loro di venire a contatto e di conoscere la più grande realtà associativa ambientale del nostro Paese. Ci impegneremo a fondo, con il supporto fondamentale di Legambiente nelle sue articolazioni locale e nazionale, per creare questo presidio territoriale per il monitoraggio delle acque che vuole essere non solo una occasione di pratica professionale per gli allievi, come è nello spirito dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, ma anche un modo per sviluppare nei ragazzi una cultura più rispettosa dell’ambiente e delle risorse del loro territorio” dichiara il Prof. Maurizio Trani dirigente scolastico dell’ITS Bianchini.

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Progetto “Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare” lezione in aula presso l’Istituto Bianchini

“Siamo felici di questo risultato e crediamo in questo progetto che Legambiente nella sua articolazione locale, regionale e nazionale supporterà con convinzione fornendo know-how, tecnologie e strumenti  oltre a favorire la ricerca degli ulteriori finanziamenti necessari.  Fin dalla sua nascita, il circolo Legambiente di Terracina ha messo al centro della sua azione il tema cruciale,

 

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Progetto “Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare” riunione nel Laboratorio di chimica del ITS Bianchini

per il nostro territorio, del mare e delle spiagge e quindi della qualità delle acque e del sedimento, con molte iniziative, indagini e progetti di grande rilievo, che hanno avuto riconoscimenti nazionali, europei, internazionali. Il progetto “Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare” rappresenta un ulteriore prestigioso passo avanti, perché avere un centro di monitoraggio delle acque della Riviera di Ulisse significa poter avviare un serio processo di promozione e di valorizzazione del nostro territorio, che non può non passare attraverso una maggiore attenzione ai suoi corsi d’acqua (Linea Pio, Portatore, Ufente, Amaseno, Sisto, etc.) da cui derivano le gravi forme di inquinamento come il #marinelitter, le microplastiche e l’inquinamento da agenti chimici, tutti fattori che poi vanno a compromettere inevitabilmente la qualità delle acque del nostro mare.  Un ringraziamento doveroso va in particolare alla Prof. Angela Fruggiero dell’indirizzo chimico che ha creduto con convinzione fin da subito nelle nostre potenzialità, al Prof. Maurizio Trani (Dirigente scolastico) per il suo costante incoraggiamento e alla Prof. Piera Petti per aver coordinato l’attività di progettazione finanziata per il PON MIUR e alla Prof. Simona Ciocia per il suo supporto nella comunicazione. Un grande ringraziamento va anche agli insostituibili e preziosi colleghi del Dipartimento Scientifico nazionale e del Laboratorio Goletta Verde Giorgio Zampetti, Serena Carpentieri, Stefania di Vito e del Dipartimento Scuola e Formazione di Legambiente nazionale Vanessa Pallucchi e Claudia Cappelletti che ci hanno sempre supportato e aiutato” dichiara Gabriele Subiaco Vicepresidente, responsabile scientifico e coordinatore del progetto.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

RETE #PLASTICFREEBEACHES A TERRACINA: DALLA PULIZIA STRAORDINARIA DELLA SPIAGGIA DI PONENTE DEL 12 DICEMBRE EMERGONO RIFIUTI INGOMBRANTI NON SMALTITI, MICROPLASTICHE E A SORPRESA ANCHE CENTINAIA DI RESTE PER LA MITILICOLTURA. TERRACINA PUO’ DIVENTARE PRESTO UN ECO-DISTRETTO #PLASTICFREE E UN ESEMPIO A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE.

Comunicato stampa n.69                                                          13.12.2017

A conclusione della pulizia straordinaria della Spiaggia di Ponente del 12 dicembre scorso, che ha visto la partecipazione e l’impegno degli alunni dell’indirizzo chimico del ITS A. Bianchini di Terracina con il quale il Circolo Legambiente ha avviato una importante collaborazione, la Rete #plasticfreebeaches creata da Legambiente all’interno del prestigioso Programma Internazionale “Beyond Plastic Med” della Fondazione Principato di Monaco, coordinata da Felice Enrico Di Spigno, Presidente del Sindacato dei Balneari, a cui partecipano attualmente SIB, Confcommercio Lazio Sud, Confcommercio ASCOM Terracina, Capitaneria di Porto di Terracina, De Vizia Urbaser Transfer SpA, Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, e le Scuole IC Don Milani, ITS A. Bianchini,  fa un’analisi qualitativa e quantitativa dei rifiuti raccolti sottolineando nuovamente la gravità del problema della plastica in mare e sulle spiagge (Marine e Beach Litter).

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La pulizia straordinaria del 12 dicembre sulla Spiaggia di Ponente di Terracina

Purtroppo non è  una questione residuale, quando parliamo di Marine e Beach Litter, perché secondo l’UNEP (United Nations Environment Programme) l’impatto economico derivato dai rifiuti nei mari del Pianeta è di 8 miliardi di euro l’anno e la sola spesa europea per la pulizia annuale delle spiagge è stimata in circa 412 milioni di euro. Sotto la lente d’ingrandimento della rete territoriale #Plasticfreebeaches anche le fonti d’inquinamento da microplastiche prodotte dalla degradazione delle plastiche, dai tessuti in fibra ed usate nei cosmetici e nei dentifrici, che purtroppo, per le dimensioni inferiori a 5mm, non vengono trattenute dagli impianti di depurazione delle acque reflue, come ricorda la recente campagna di Legambiente #Faidafiltro, insieme a circa 100 milioni di cotton fioc che arrivano nei nostri anch’essi per carenze depurative e per la cattiva abitudine di utilizzare il WC come il cestino di rifiuti, a cui si è ispirata la recente campagna di Legambiente #norifiutinelWC.

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Alcuni rifiuti spiaggiati raccolti dalla rete dopo le mareggiate sulla Spiaggia di Ponente

Inoltre ormai non è più moralmente accettabile che si continui ad utilizzare alcuni oggetti di plastica “usa e getta” e le nostre abitudini casalinghe devono cambiare drasticamente se vogliamo evitare questa catastrofe: i dati presentati, la settimana scorsa,  in occasione del workshop “Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa” organizzato dall’ENEA in collaborazione con Accademia dei Lincei e Forum Plinianum  a cui il Dipartimento Scientifico di Legambiente è stato invitato a partecipare, ci dicono che circa 700mila microfibre di plastica vengono scaricate in mare da un solo lavaggio di lavatrice e 24 sono le tonnellate di microplastica provenienti dai prodotti cosmetici di uso quotidiano che ogni giorno riversiamo nei mari europei e che entrano nella catena alimentare. Prodotti di degradazione delle plastiche sono stati rinvenuti infatti nei pesci e persino nel sale da cucina! Il Mar Mediterraneo non è ancora agli stessi livelli del Pacific Trash Vortex, l’isola di plastica nell’Oceano Pacifico grande come la Turchia, ma la plastica nel Mediterraneo rappresenta già un’emergenza e un recente rapporto dell’Unione Europea stima nel Mar Mediterraneo oltre 100mila pezzi di plastica per kmq.

“Durante la pulizia effettuata dopo le mareggiate di questi giorni abbiamo trovato: pezzi di polistirolo di diversa grandezza derivanti dallo sbriciolamento delle cassette utilizzate per il pesce, tappi di bottiglie e bicchieri di plastica, secchioni di plastica usati per la pittura degli edifici, pezzi di sedie da esterno in plastica, lattine di metallo, bottiglie e contenitori in vetro, pezzi di legno, pezzi di tessuto, addirittura una bombola del gas. In genere, tutti rifiuti che normalmente raccogliamo e classifichiamo durante le nostre campagne periodiche nazionali come Beach Litter e Spiagge e Fondali Puliti. Un dato sorprendente è stato invece il numero veramente rilevante di “reste” rinvenute nel corso della pulizia, circa un centinaio in meno di 5.000 metri quadrati. Le reste sono le reti di plastica dove si coltivano i mitili. Probabilmente a causa delle mareggiate dovute alle condizioni meteo degli ultimi giorni, le reste sono riaffiorate dal fondale dove tendono ad accumularsi proprio per via del mancato smaltimento come rifiuti speciali da parte delle aziende di mitilicoltura, e sono arrivate, a centinaia, fin sulle nostre spiagge. Questo fatto ci ricorda, ancor di più, che non dobbiamo abbassare assolutamente la guardia contro i mega-impianti di mitilicoltura che rischiano di devastare anche il mare di Terracina. E anche se il TAR del Lazio-sezione di Roma, dopo aver emesso sentenza favorevole contro il mega-impianto di Terracina (almeno negandone il carattere di urgenza!), ha accordato la sospensione, rispondendo di fatto in modo positivo al ricorso del Comune di Fondi, pur rimandando la decisione sul merito al prossimo 6 Aprile, dobbiamo tuttavia continuare a vigilare, come sta facendo, oramai da due anni il nostro Circolo che è diventato, sul tema, un punto di riferimento per tutto il sud pontino con analisi scientifiche, tecniche e ambientali di assoluto valore”, dichiara Gabriele Subiaco, Vice Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo.

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Una moltitudine di reste di plastica utilizzate per la mitilicoltura e non smaltite appropriatamente

“La giornata di pulizia straordinaria è stata anche l’occasione, da parte della rete del progetto #plasticfreebeaches, per avviare una serie di iniziative importanti, anche in vista della firma prossima del Protocollo di Intesa: estendere la rete a breve anche ai Pescatori, alle loro Cooperative e ai diportisti, avviare un tavolo di confronto con l’Amministrazione e l’azienda locale dei rifiuti De Vizia Urbaser Transfer SpA per la valorizzazione delle potenzialità dei materiali di plastica a fine vita e delle filiere del riciclo, inserire nella rete il Gestore Idrico Integrato AcquaLatina Spa per verificare assieme le azioni che si possono attuare sul filtraggio delle acque reflue per combattere il problema delle microplastiche e dei cotton fioc, e continuare nell’opera di sensibilizzazione dei ragazzi delle Scuole cittadine e di tutta la cittadinanza e dei turisti”-  dichiarano Anna Giannetti Presidente del Circolo e Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari Terracina e coordinatore locale della rete del progetto internazionale #PlasticFreeBeaches- “Inoltre la prossima campagna Legambiente #beachlitter 2018 in primavera prevederà una azione pilota innovativa sul riciclo dei materiali plastici in collaborazione con l’Amministrazione e la De Vizia Urbaser Transfer SpA. Terracina, operando unita e compatta come sta dimostrando la rete territoriale del progetto, può diventare presto un eco-distretto #plasticfree” all’attenzione del Governo, della Unione Europea, degli Organismi Internazionali come l’ONU ed essere da esempio per l’Europa e il Mediterraneo.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

#PLASTICFREEBEACHES A TERRACINA: LA RETE DEL PROGETTO INTERNAZIONALE #PLASTICFREEBEACHES DI LEGAMBIENTE DELLA FONDAZIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO DI CUI TERRACINA E’ IL SITO PILOTA ITALIANO MOSTRA ANCORA UNA VOLTA IL SUO ATTIVISMO ED ORGANIZZA, DI CONCERTO ALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE E ALLA DE VIZIA URBASER TRANSFER SPA, UNA PULIZIA STRAORDINARIA DELLA SPIAGGIA DI TERRACINA DOPO LE MAREGGIATE INVERNALI PER MARTEDI’ 12 DICEMBRE DALLE ORE 9.00 alle 12.00 PARTENDO DALLA SPIAGGIA ANTISTANTE PIAZZALE ALDO MORO COINVOLGENDO LA CITTADINANZA CON LA #5MINUTESCHALLENGE – IN 5 MINUTI PUOI SALVARE UNA TARTARUGA MARINA

Comunicato stampa n.68                                        9.12.2017

La città di Terracina, scelta da Legambiente come il sito marino e costiero che rappresenta l’Italia nel progetto internazionale #PlasticFreeBeaches, nel prestigioso programma “Beyond Plastic Med” finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco, dopo aver coinvolto durante la stagione estiva tutto il litorale terracinese e tantissimi bambini, cittadini, turisti oltre ad esercenti, scuole, operatori turistici ed il gestore locale dei rifiuti nella sfida internazionale #5minuteschallenge- In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina educando in modo divertente ad una raccolta e un’analisi differenziata dei rifiuti secondo le classificazioni internazionali e al cambiamento dei comportamenti di acquisto, mostra ancora una volta di saper giocare a livello internazionale e si mobilita con tutta la rete cittadina, coordinata da Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari per una raccolta straordinaria della plastica per martedì 12 dicembre ore 9.00-12.00 a partire dalla spiaggia antistante il Piazzale Aldo Moro. In caso di maltempo/pioggia, la raccolta straordinaria verrà rimandata al primo giorno utile.

“Dopo aver visto quanta plastica si era accumulata sulle spiagge dopo l’ultima mareggiata, vicenda che era stata riportata perfino dai giornali locali, abbiamo subito voluto dimostrare che Terracina non si lamenta ma si unisce e “al grido di #plasticfreebeaches” è in grado di mobilitarsi compatta per raggiungere l’obiettivo. Abbiamo pertanto deciso, concordemente con l’Amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone, la De Vizia Urbaser Transfer SpA, gestore integrato dei rifiuti urbani, il Circolo Legambiente Terracina e con tutti i partner della nostra rete, incluse le Scuole, di proporre una mattinata di pulizia straordinaria sulla spiaggia di Terracina” – afferma Felice Enrico Di Spigno, Coordinatore della rete territoriale “Plastic Free Beaches”. “Ringraziamo l’Amministrazione e il Gestore dei rifiuti urbani per aver subito aderito e dato corso all’iniziativa e il Circolo Legambiente Terracina che si è subito attivato e che mette a disposizione la sua organizzazione e le sue attrezzature per pulire”. Terracina tutta ama il proprio mare e le proprie spiagge e le difende tutto l’anno dall’aggressione dei rifiuti marini, il #beachlitter and #marinelitter e aspettiamo che anche molti cittadini attivi e associazioni si uniscano al nostro sforzo!

La rete raccoglierà e analizzerà i rifiuti, e la pulizia è aperta a tutti, accettando la sfida dei 5 minuti e condividendo foto sui social con hashtag #5minuteschallenge, #plasticfreebeaches, #schifidaspiaggia. Parteciperanno anche le classi dell’IC Don Milani, Scuola Sostenibile Legambiente Terracina.

salva una tartaruga

“Il progetto #plasticfreebeaches a Terracina, che a breve annuncerà la firma del protocollo di intesa per la costituzione di una rete permanente di coordinamento multi-stakeholder sul modello di quella presentata da Legambiente all’ONU lo scorso giugno, continuerà con altre iniziative importanti sulla progressiva sostituzione delle plastiche usa e getta con bioplastiche, in collaborazione con Legambiente nazionale, KyotoClub e l’Associazione ChimicaVerde Bionet, sull’utilizzo di acqua e detersivi alla spina, sul miglioramento della raccolta differenziata (in particolare la riduzione del rifiuto indifferenziato pro-capite e la promozione del riciclo) e nonostante lo stop della proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici, votata all’unanimità dalla Camera nell’ottobre 2016 e poi ferma al Senato a cui era seguito l’appello #Faidafiltro, lanciato il 16 novembre scorso da Marevivo, Legambiente, Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e Wwf per approvare al più presto la proposta di legge, e che ora è purtroppo bloccata dal parere negativo del Ministero dello Sviluppo Economico, continua nella esigenza di riduzione progressiva delle plastiche monouso e delle microplastiche per evitarne la dispersione nell’ambiente marino, anche attraverso la ricerca su loro sostituti, con il Ministero dell’Ambiente che invece, proprio allo scorso G7 di Bologna, rinnova il suo impegno nella Coalizione Internazionale ‘Stop Plastic Waste’. Inoltre Legambiente ha recentemente presentato ad ECOMONDO dello scorso novembre a Rimini, uno studio promosso dall’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo con Legambiente ed Enea, per analizzare, anche attraverso il coinvolgimento delle aziende di riciclo, la concreta fattibilità di recupero dei materiali presenti sulle nostre spiagge, per quella frazione degradata o composta da diversi polimeri che non possono tornare tal quali nelle rispettive filiere. Legambiente promuoverà la prossima campagna di raccolta del #beachlitter in alcuni Comuni costieri in accordo con le Amministrazioni e studierà la realizzazione di un impianto pilota per il riciclo di questi materiali e Terracina vuole essere uno di questi. Terracina sta infatti dimostrando sempre più di poter essere al centro di nuove politiche per la riduzione delle plastiche e ha la potenzialità, operando unita e compatta come sta dimostrando la rete territoriale del progetto, di diventare presto un eco-distretto #plasticfree” all’attenzione degli Organismi Internazionali come l’ONU ed essere da esempio per l’Europa e il Mediterraneo.dichiarano Anna Giannetti Presidente del Circolo e Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari Terracina e coordinatore locale della rete del progetto internazionale #PlasticFreeBeaches.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

IN OCCASIONE DELLA CHIUSURA DELLA BELLISSIMA FESTA DELL’ALBERO 2017, ANIMATA CON PASSIONE DA DECINE DI DOCENTI E CENTINAIA DI BAMBINI E ALUNNI DELL’IC DON MILANI – SCUOLA SOSTENIBILE LEGAMBIENTE TERRACINA, IL CIRCOLO LEGAMBIENTE ANTICIPA I DATI SULLA SITUAZIONE DEL VERDE URBANO DI TERRACINA PRESENTANDO ALCUNI INDICATORI ELABORATI ALL’INTERNO DELLO STUDIO SULL’ECOSISTEMA URBANO DELLA CITTA’ CHE SARA’ PRESENTATO A BREVE.

Terracina, 24 novembre 2017                    Comunicato Stampa n. 66

Conclusasi oggi la Festa dell’Albero 2017 dedicata quest’anno agli incendi con l’hashtag #ilfuturononsibrucia, svoltasi nelle giornate del 17, 21, 24 novembre al Parco del Montuno e presso tutti i Plessi dell’IC Don Milani, Scuola Sostenibile Legambiente di Terracina e una delle venti della Regione Lazio, con lezioni all’aperto sul ruolo degli alberi nel contrasto e nella mitigazione del rischio dei cambiamenti climatici, animazioni didattiche dedicate agli incendi che hanno devastato la nostra città ad agosto, abbracci agli alberi secondo le tecniche scientificamente provate della silvoterapia, e piantumazioni di alberi e arbusti (carrubi, corbezzoli, querce da sughero, filliree, tamerici e rosmarino) gentilmente offerti dai nostri partner UPM per il progetto “Un Bosco per la Città (da una idea di Mario Pianesi)”, il Circolo, mentre annuncia oggi la costituzione di un Raggruppamento ufficiale di Guardie Ambientali Zoofile Volontarie Legambiente, il primo in Provincia di Latina, e il progetto congiunto con la Scuola IC Don Milani “Gli Angeli del Parco”, dedicato alla scuola secondaria di primo grado, per formare piccoli guardiani del verde pubblico e contrastare il vandalismo in città, coglie l’occasione di fare il punto della situazione sul verde urbano della Città e sugli strumenti di programmazione e di gestione disponibili.

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Lezione all’aperto al parco del Montuno

Gli indicatori sull’Ambiente Urbano esaminati, tra gli altri, sono: il verde urbano fruibile, la presenza di alberi in città, gli orti urbani e gli orti sociali, gli strumenti di pianificazione e di gestione del verde urbano. Tali indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali e pubblici, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti  – le cosiddette Piccole Città- , valori pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente. https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-urbano-2017 che Legambiente, assieme al Il Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani, recentemente presentato con grande successo di pubblico e alla presenza di molte Amministrazioni della Penisola.

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Consegna degli attestati e nascita del Raggruppamento Provinciale Guardie Ambientali Zoofile Volontarie di Legambiente Terracina – Latina

“Gli Indicatori relativi alla Qualità dell’Ambiente Urbano della nostra Città fanno parte di un set di indicatori molto più ampio elaborati dal nostro Circolo all’interno di uno studio dedicato all’Ecosistema Urbano della Città di Terracina, con l’obiettivo di catturare il funzionamento della Città su temi importanti per la Qualità Ambientale come l’Ambiente Urbano, la Qualità dell’Aria, l’Acqua e il Servizio Idrico, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità e le Energie Rinnovabili. Uno studio analitico sulla Città, basato su dati reali e confrontabili, che sarà presentato a breve in un incontro pubblico e sarà messo a disposizione dell’Amministrazione e della cittadinanza e che consentirà di valutare concretamente la sostenibilità ambientale della nostra Città e di confrontarla con altre realtà. Gli indicatori di sostenibilità dell’ecosistema urbano e in generale di qualità della vita rappresentano uno strumento scientifico, diffuso a livello nazionale ed internazionale, che consente a tutti i fruitori di valutare, con estrema semplicità ed immediatezza, il livello di servizio complessivo offerto dalla Città in tutte le sue componenti più rilevanti (servizi, sanità, cultura, qualità ambientale, trasporti, sicurezza, vivibilità, accessibilità, economia, etc) e di misurare e confrontare nel tempo i risultati e l’efficacia delle azioni intraprese” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e  Vicepresidente del Circolo.

L’indicatore relativo al Verde Urbano Fruibile (3,4 metro quadro/abitante) risulta ancora inferiore sia alla media delle Piccole Città (14,9 metro quadro/abitante) che a quanto stabilito dall’ Art. 17 della legge 765 che individua in almeno in 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport e effettivamente utilizzabili per tali impianti. La situazione, senza tener conto dell’incremento di popolazione che la città subisce durante la stagione estiva, potrebbe essere sicuramente migliorata, riaprendo subito i parchi chiusi come ad esempio il Parco del Montuno (un polmone verde nel cuore della città, ancora purtroppo chiuso, ma su cui il Circolo ha avviato da un anno una importante opera di rigenerazione urbana) e progettando nuovi spazi verdi attrezzati nelle frazioni extra urbane della città come Borgo Hermada e la Fiora piu’ penalizzate da questo punto di vista alla luce dell’incremento di popolazione (soprattutto a Borgo Hermada) avvenuto negli ultimi anni.

Il Numero di Alberi presenti all’interno di aree di proprietà pubblica (11 alberi/100 abitanti) risulta ancora inferiore alla media delle Piccole Città (17 alberi/100 abitanti). La legge nazionale 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” riconosce l’importante ruolo che il verde, e gli alberi in particolar modo, rivestono nel controllo delle emissioni, nella protezione del suolo, nel miglioramento della qualità dell’aria, del microclima e della vivibilità delle città. La stessa legge stabilisce tra l’altro l’obbligo di piantare un albero per ogni nuovo nato e di istituire il Catasto comunale degli alberi.

“Il nostro Circolo, con il nostro partner Centro UPM di Roma e con il progetto “Un Bosco per la Citta (da una idea di Mario Pianesi)” con cui abbiamo firmato un protocollo di intesa, vuole contribuire fattivamente all’innalzamento dell’indicatore e sta predisponendo un ampio e articolato progetto da sottoporre all’ Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità (UTCB) di Fogliano e da valutare con il Comando Stazione Carabinieri Forestali di Terracina, per il rimboschimento di alcune aree che sono state incendiate durante l’estate, nelle nostre aree più protette. In particolare vorremmo iniziare da subito con la preziosissima Pineta di San Silviano andata distrutta”, dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo di Terracina.

Inoltre, secondo un’analisi della Coldiretti, sulla base di dati Istat, nel 2016 nelle città italiane sono saliti ad oltre 4 milioni i metri quadrati utilizzati ad Orto Pubblico. A Terracina, su questo fronte, è stato positivamente approvato nel 2015 il Regolamento per l’assegnazione e la gestione degli orti urbani e periurbani e sono state individuate le aree da destinare a tale scopo (oltre 4000 mq di superficie di verde pubblico destinata ad orti urbani per 2553 mq e ad orti sociali per 1469 mq tutti nella zona del quartiere “Calcatore”), ed è  stato emanato un avviso pubblico per la partecipazione all’assegnazione delle aree ed è stata pubblicata la graduatoria, occorreva solo completare quanto previsto e disposto dal Regolamento al fine di consegnare le aree agli aventi diritto, e speriamo che questo avvenga al più presto. Auspichiamo anche che siano presto adottati gli strumenti di Pianificazione e di Gestione del verde come il Piano del Verde, il Regolamento del Verde Urbano, il Censimento del verde urbano, la Carta del verde urbano, fondamentali per integrare i servizi ambientali delle aree verdi e degli spazi aperti urbani nella pianificazione urbanistica locale che deve orientarsi sempre di più ad un approccio ecosistemico, come è stato suggerito, già nel 2009, dall’ISPRA con il documento “ Gestione Ecosistemica delle Aree Verdi Urbane: Analisi e Proposte”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA E LA SCUOLA SOSTENIBILE LEGAMBIENTE DI TERRACINA IC DON MILANI ADERISCONO ALLA CAMPAGNA NAZIONALE “FESTA DELL’ALBERO 2017” CON UNA SERIE DI EVENTI EDUCATIVI CHE SI SVOLGERANNO AL PARCO DEL MONTUNO E PRESSO I PLESSI DELLA SCUOLA DON MILANI. L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “CENTRO UPM DI ROMA” PORTA PER LA PRIMA VOLTA ANCHE A TERRACINA L’IMPORTANTE PROGETTO NAZIONALE RICONOSCIUTO DALL’ONU “UN BOSCO PER LA CITTA’”. QUEST’ANNO LA FESTA E’ DEDICATA ALLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI CON LO SLOGAN “IL FUTURO NON SI BRUCIA”!

Terracina, 14 novembre 2017                       Comunicato Stampa n. 65

 Nel corso dell’estate 2017 sono andati letteralmente in fumo migliaia e migliaia di ettari di superfici boschive da nord a sud della penisola. Le temperature torride, la scarsa manutenzione dei territori e la mano criminale dell’uomo hanno innescato un mix esplosivo. Ed è proprio alla piaga degli incendi boschivi che quest’anno Legambiente dedica la Festa dell’Albero, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di FLA- FederlegnoArredo, CONLEGNO – Consorzio Servizi Legno sughero, ASSOCARTA e AFI-Associazione forestale italiana, che promuoveranno alcune piantumazioni simboliche in aree protette e territori colpiti dagli incendi.

La Festa dell’Albero è la storica campagna di Legambiente per la tutela del verde e del territorio nell’ambito della Giornata Nazionale degli Alberi che si realizza fin dal 1898, richiamando l’attenzione di tutti sull’importanza dei boschi e delle foreste, sul loro fondamentale ruolo di polmone verde per la Terra. La campagna nazionale vuole mettere l’accento sulla tutela del patrimonio arboreo, la riqualificazione del verde urbano, la valorizzazione degli spazi pubblici, la messa a dimora di nuovi alberi, la biodiversità contro i mutamenti climatici e il dissesto idrogeologico. Il nostro Circolo, autore con Legambiente Lazio di un importante e articolato esposto alla Procura di Latina per l’ipotesi di disastro ambientale e la distruzione di habitat protetto a danno di rilevanti aree protette boschive, vuole insieme alla Scuola Sostenibile Legambiente IC Don Milani e all’Associazione Culturale Centro UPM di Roma, che promuove il progetto Un Bosco per la Città (da una idea di Mario Pianesi), mettere a dimora giovani alberi per educare i cittadini a riflettere sulla prevenzione degli incendi boschivi che hanno deturpato la città nei mesi scorsi, mandando in fumo centinaia di ettari di preziosa foresta e macchia mediterranea e sulla non casualità del fenomeno degli incendi, oggi frutto dell’azione di piromani ed ecomafie e sulle sue conseguenze a livello ecologico e sociale. L’iniziativa e il concorso fotografico “il futuro non si brucia” sarà un’occasione per ricordare che senza i nostri polmoni verdi non c’è futuro e, anche se in piccola parte, per compensare tristemente la perdita di tanti alberi divorati dagli incendi. Nel pieno spirito della Legge n. 10 del 14 Gennaio 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, la Scuola Sostenibile IC Don Milani uilizza il suolo pubblico del Parco (purtroppo ancora chiuso ma aperto per l’occasione) per coinvolgere gli studenti nella messa a dimora delle piante e si impegna ad interessarsi nel tempo alla crescita e alla difesa del Parco, aderendo al progetto Legambiente “Gli Angeli del Parco”.

La festa dell’Albero di Legambiente a Terracina, aperta a tutta la cittadinanza, prevede il seguente calendario di iniziative:

  • Parco Pubblico del Montuno – Venerdì 17 novembre dalle 9 alle 13 (Laboratori didattici all’aperto, abbraccio degli alberi, censimento delle specie arboree, animazioni didattiche sui rischi degli incendi e la corretta prevenzione e della corretta classificazione dei rifiuti, messa a dimora di piante e piantine gentilmente offerti dall’UTB dei Carabinieri Forestali di Fogliano-Sabaudia nell’ambito del progetto UPM “Un Bosco per la Città”, seminario su Consumo di Suolo e Forestazione Urbana e presentazione del Concorso Fotografico: “Il futuro non si brucia”)
  • Scuola IC Don Milani – Martedì 21 Novembre dalle 9 alle 13 presso ogni Plesso della Don Milani – Festa dell’Albero a Scuola con piantumazioni e scambio di riflessioni sugli incendi estivi, riportando tutta l’esperienza fatta “outdoor” presso il Parco
  • Parco Pubblico del Montuno – Venerdì 24 novembre dalle 9 alle 13 (Laboratori didattici all’aperto, abbraccio degli alberi, messa a dimora di piante e piantine gentilmente offerti dall’UTB dei Carabinieri Forestali di Fogliano-Sabaudia nell’ambito del progetto UPM-Un Bosco per la Città, e presentazione del progetto “Gli Angeli del Parco” per avviare gli alunni ad una consapevolezza civica dell’importanza dei parchi come polmoni verdi e contrastare il vandalismo). A conclusione della mattinata si terrà anche la cerimonia di consegna degli Attestati di Guardia Ambientale Zoofila Volontaria Legambiente ai Soci Volontari del Circolo che hanno superato l’esame del Corso e che costituiranno il primo Raggruppamento di Guardie Volontarie Legambiente nella Provincia di Latina.

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Il Circolo Legambiente porta quindi a Terracina per l’occasione l’importante progetto nazionale “Un Bosco per la Città” – da una idea di Mario Pianesi, grazie all’Associazione Culturale “Centro UPM” di Roma e all’Albergo Ristorante “Neapolis” di Terracina, affiliato all’Associazione Nazionale e Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, progetto già avviato nella Regione Marche nel 2002 e che ha visto il successivo coinvolgimento di altre Regioni e di numerosi Comuni, trovando pieno riconoscimento in occasione della proclamazione dell’ONU nel 2011 dell’Anno Internazionale delle Foreste, con il Patrocinio di ONU, UNESCO, UNCCD, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari e Forestali, Corpo Forestale dello Stato e con il grande apprezzamento del Ministero della Pubblica Istruzione che lo ha individuato come progetto di eccellenza per le Scuole. Il Progetto “Un Bosco per la Città” offre un’opportunità per rispondere ai molteplici problemi ambientali presenti nelle diverse Regioni d’Italia. Gli alberi, ed in particolare le formazioni boschive, agiscono infatti come elementi riequilibratici dell’aria, dell’acqua e della terra, garantendo, tra le altre cose, l’abbattimento dei livelli di CO2 in atmosfera, il miglioramento del clima nelle zone urbanizzate e naturali e la formazione di una preziosa riserva di ossigeno.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA “PISCO MONTANO” HA PRESENTATO NELLE SCORSE SETTIMANE, CONGIUNTAMENTE A LEGAMBIENTE LAZIO, UN ARTICOLATO E DETTAGLIATO ESPOSTO ALLA PROCURA DI LATINA PER GLI INCENDI DI FERRAGOSTO DOPO LE NUMEROSE SEGNALAZIONI E TESTIMONIANZE RACCOLTE E I SOPRALLUOGHI EFFETTUATI.

Terracina, 1 novembre 2017                          Comunicato Stampa n. 64

All’inizio del mese scorso il nostro Circolo a seguito dei gravissimi accadimenti del mese di agosto a Terracina, riportati diffusamente dalla stampa, e dopo aver raccolto testimonianze, effettuato sopralluoghi, rilievi fotografici, analizzato la natura e l’entità del danno alla flora e alla fauna, monitorato il territorio coinvolto dagli incendi tramite il sistema della Unione Europea European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS, ha presentato un articolato e dettagliato esposto con allegati fotografici e rilevamenti satellitari alla Procura della Repubblica di Latina e per conoscenza a tutte le Autorità competenti per materia e per territorio, Forze dell’Ordine (Carabinieri Forestali, Comando e Sezione Carabinieri di Terracina, Polizia di Stato, Polizia Municipale, Polizia Provinciale) Vigili del Fuoco, Questura di Latina, Prefettura di Latina, ARPA LAZIO, Comune di Terracina, Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, Regione Lazio, Ministero dell’Ambiente.

La gravità della situazione è testimoniata dal fatto che gli incendi sono stati vasti e ripetuti. Ettari e ettari di preziosa vegetazione andati in fiamme, abitazioni evacuate, cittadini svegli ad assistere impotenti e impauriti al fuoco che distruggeva gli alberi e la macchia mediterranea lambendo le loro case. Incendi in sequenza appiccati sicuramente con dolo data la precisione e la dislocazione degli inneschi, ed è purtroppo solo di qualche giorno fa (25 ottobre) l’ultimo attacco che ha mandato in fumo ancora altri circa 5 ettari di macchia mediterranea nel comune di Terracina sempre a Monte Leano.

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“Le zone andate in fumo ad agosto a Terracina sono quasi tutte aree protette, e per di più solo recentemente promosse a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), con Decreto Legislativo del MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE del 6 dicembre 2016, come il SIC (Sito di Interesse Comunitario) IT6040007 “Monte Leano”, il SIC IT6040006 “Monti Ausoni meridionali” tutti ricadenti nella ZPS (Zona di Protezione Speciale) IT6040043 “Monti Ausoni e Aurunci” designata ai sensi della Direttiva Uccelli 209/147/CE ed estesa per 62327 ettari, e che risulta essere l’area protetta più danneggiata del Lazio con 3.399 ettari bruciati. Purtroppo anche a Terracina i danni alla flora e alla fauna sono spaventosi, con una superficie complessiva di preziosa Macchia Mediterranea, Querceti mediterranei, Praterie Montane, Pinete, di circa 156 ettari molto preziosi e difficilmente recuperabili, mentre il Lazio complessivamente risulta al quarto posto in Italia, dopo Sicilia, Calabria e Campania, con 13.142 ettari andati in fumo e la Provincia di Latina saldamente al primo posto della classifica nel Lazio. (Fonte: elaborazione Legambiente su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS)conferma Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo.

Nell’esposto si chiede di aprire un’indagine, effettuando una ricognizione delle zone interessate (tutte dettagliate e corredate di foto nell’esposto), auspicando sempre più l’intervento tempestivo del Comando Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare (CTUFAA) dell’Arma dei Carabinieri, in qualità di importante organo responsabile delle funzioni investigative e repressive per l’AIB (Antincendio boschivo), e di perseguire con durezza i responsabili, contestando in particolare (per le caratteristiche, la diffusione e gli impatti generati dagli incendi) oltre alle aggravanti già previste dal reato di incendio boschivo previsto dall’art. 423bis del Codice, la fattispecie di DISASTRO AMBIENTALE Art. 452 quater codice penale. Inoltre, dato che i siti coinvolti sono indicati e designati dagli Stati membri, ai sensi dell’articolo 4 della direttiva 92/43/CEE, come Zone Speciali di Conservazione (ZSC), si chiede che sia contestata anche la fattispecie di DISTRUZIONE O DETERIORAMENTO DI HABITAT ALL’INTERNO DI UN SITO PROTETTO, secondo il nuovo articolo 733 bis del codice penale.

Inoltre il Comune di Terracina presenta una classe di rischio ALTO (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo è assolutamente necessario (vista anche la preziosità dal punto di vista naturalistico delle aree ricadenti nel territorio comunale) ridefinire e potenziare il servizio di previsione, prevenzione e controllo delle aree a rischio, manutenere in modo costante le zone di interfaccia e delle fasce tagliafuoco, e adottare con urgenza tutti i provvedimenti stabiliti dai programmi e dai piani regionali compresi quelli relativi alla preparazione, alla formazione, alle dotazioni del nucleo di Protezione Civile comunale, e alla gestione dell’emergenza con la predisposizione di idonee procedure e relativi livelli di responsabilità, esercitazioni periodiche, designazione di aree di raccolta dei cittadini per assicurare i primi soccorsi in caso di eventi che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone, come quello di ferragosto.

 Il Circolo ringrazia tutti i soci, i volontari, i semplici cittadini, i comitati spontanei, le associazioni di Terracina che hanno contribuito e continuano a contribuire, anche con segnalazioni dirette a legambiente.terracina@gmail.com (e sono stati molti!) e rilasciando testimonianze, a tenere alta la guardia, contrastare il fenomeno e a tutelare il nostro prezioso territorio.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

ITER DI APPROVAZIONE DEL PIANO DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” PRESENTA LE PROPRIE OSSERVAZIONI SU MOBILITA’ SOSTENIBILE, ENERGIA E RISCHIO CLIMATICO, INTEGRAZIONE CON SIC, ZSC E ZPS LIMITROFI SIA MONTANI CHE MARINI, INTEGRAZIONE GESTIONALE DI TERRACINA NELLA UNESCO MAB – RISERVA DELLA BIOSFERA (AREA DI TRANSIZIONE) CON L’ OBIETTIVO DI RICREARE LO STORICO LEGAME TRA IL PARCO E IL TERRITORIO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.63                                    25.10.2017

Nei giorni scorsi e rispettando la scadenza del 19 ottobre,  il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina ha inviato all’attenzione del Parco del Circeo le osservazioni al Piano del Parco come da iter in corso di approvazione.

L’approvazione del Piano del Parco rappresenta un momento storico, un vero traguardo per questa area protetta e per tutto il territorio per la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo economico del territorio, strumento di sintesi tra le esigenze di conservazione e quelle di fruizione sostenibile dell’area.

Le osservazioni prodotte dal nostro Circolo hanno tutte il comune denominatore di ricollegare il Comune ed il territorio di Terracina al Parco come vuole la sua storia, visto che gran parte dell’area rialzata della “duna antica” da Terracina a Nettuno coperta da boschi, era chiamata appunto Macchia di Terracina e di Cisterna ed era circondata da acquitrini e paludi infestate dalla malaria, nella quale vivevano alcune migliaia di persone dedite alla compravendita di legname e alla caccia, attività che per secoli hanno alimentato,  attraverso la preziosa rete dei canali, l’economia di Terracina. Proprio per ricordare l’importanza che la Macchia di Terracina ha avuto per secoli per la vita della nostra comunità, abbiamo voluto che il Piano recepisse gli indirizzi e le azioni tese a testimoniare, rinsaldare e a non far dimenticare questo storico legame cercando di lavorare sulle connessioni del Parco con il territorio circostante per poterlo integrare all’interno dello stesso legandolo con la storia passata ma anche futura di tutto il sud pontino.

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Stato paludoso dell’Agro pontino nell’anno 1777. (da Bortolotti et al., 1986)

Le osservazioni presentate dal Circolo in sintesi riguardano: il Piano per la mobilità integrata e sostenibile, il Piano energetico e l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’inclusione nel Parco del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” per preservarlo da eventuali scempi come dalle autorizzazioni dei mega impianti per la mitilicoltura contro i quali il nostro circolo lotta da anni, la creazione di una rete di collegamento con le aree protette, SIC, ZPS, ZSC e i Parchi circostanti, l’integrazione compiuta del Comune di Terracina nella governance del Parco data la presenza del Comune di Terracina nella Transition Area UNESCO MAB-Man and Biosphere fin dal 2013.

Entrando nel dettaglio, in particolare è stata proposta la stesura di un Piano della Mobilità Sostenibile integrato tra i comuni del Parco in modo da collegare in modo più efficiente il Parco alla linea ferroviaria FL7 (Roma –Napoli) utilizzando gli hub di Priverno-Fossanova e Monte San Biagio-Terracina Mare che possono diventare veri e proprie porte di accesso al Parco, anche come InfoPoint di primo livello, ma anche incrementando la rete interna di piste ciclabili e interconnettendola con la prevista Ciclovia del Sole che potrebbe attraversare il Parco da nord a sud collegando (con le piste ciclabili già in uso e con altre da costruire) i Comuni di Latina-Sabaudia-San Felice Circeo e Terracina. E’ stata proposta la stesura di un PAESC (Piano di Azioni per l’Energia Sostenibile ed il Clima)  del Parco (esteso ed integrato con tutti i Comuni inclusi nel Parco) con obiettivi e azioni comuni sia sul piano della mitigazione (incremento dell’uso delle rinnovabili e degli interventi di efficientamento energetico) sia sul piano delle misure e delle azioni di adattamento climatico (in particolare per affrontare i fenomeni dell’innalzamento della temperatura del mare, del livello delle acque e dell’incremento dei fenomeni di erosione costiera) in linea con quanto già definito e previsto dagli scenari e dalle vulnerabilità ipotizzate nella Strategia nazionale e nel Piano nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici per il sud pontino. Un’altra osservazione riguarda la proposta di estendere a tutto il SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” l’area inclusa nell’ampliamento a mare del Parco in modo da compiere appieno, come affermato nel Piano, la funzione di tutela della prateria di posidonia che costituisce un elemento fondamentale per la protezione della fascia costiera e per la salvaguardia del sistema dunale e soprattutto contribuire ad escludere definitivamente la possibilità di installazione tra la foce del Sisto e del Portatore di un impianto di mitilicoltura di 500.000 mq proprio a ridosso dei confini settentrionali del SIC IT6000013 con un disastroso impatto sia ambientale che sulla economia turistica del litorale (come riportato nell’attuale ricorso ad adiuvandum del nostro Circolo al Comune di Terracina contro la Regione Lazio). Si propone anche di utilizzare, per la redazione del Piano di Gestione del SIC, le misure già proposte dal nostro Circolo alla Regione Lazio e dalla stessa approvate e di attuare, d’intesa con la Regione Lazio, una gestione integrata da parte del Parco del SIC marino anche per le parti non incluse nel perimetro amministrativo del Parco per garantire l’omogeneità di gestione del SIC, ed un adeguato livello di raggiungimento degli obiettivi di conservazione, senza necessariamente aggiungere ulteriori elementi di vincolo e di tutela.

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SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”

E’ stato proposto inoltre, congiuntamente al Circolo Legambiente Sabaudia “Larus”, che il Piano possa includere anche la creazione a terra di una vera e propria rete con le aree protette e i parchi limitrofi come il Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, la ZPS IT6040043 “Monti Ausoni e Aurunci”, Il Sito di Interesse Comunitario IT6040007 “Monte Leano”, il Sito di Interesse Comunitario IT6040006 “Monti Ausoni meridionali”, il SIC/ZPS Lago di Fondi, il costituendo parco dei Monti Lepini attraverso la progettazione di corridoi ecologici di interconnessione tra le diverse aree per gli spostamenti in particolare dell’avifauna, che tenga conto del fatto che, come riportato nel Piano, esiste una Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva CEE 79/409 (Direttiva Uccelli Selvatici) per tutta l’area terrestre del Parco, che si estende alla fascia costiera marina, utilizzando ad esempio come corridoi i canali della bonifica pontina che potrebbero a loro volta diventare un SIC come è già in parte avvenuto per una loro porzione ricadente nel SIC “Canali in disuso della bonifica pontina” (IT6040008).

Infine data la presenza del Comune di Terracina nella UNESCO MAB- transition area dal 2013 (delibera Comune di Terracina DGC n.399 del 30 ottobre 2013 – Adesione alla Transition Area), si propone, anche considerando l’intero Parco Nazionale del Circeo, o anche un’area più vasta, come unità gestionale della “Riserva della Biosfera del Circeo”, di integrare anche il Comune di Terracina tra i Comuni di riferimento per il Parco e di impegnare il Comune di Terracina in una cogestione diretta della Transition Area. In particolare poi si chiede di riferirsi per tutto cio’ che riguarda la gestione dell’area al più aggiornato documento “Lima Action Plan for UNESCO’s Man and the Biosphere (MAB) Programme and its World Network of Biosphere Reserves (2016-2025)” adottato il 17 marzo 2016 al 4th World Congress of Biosphere Reserves in Lima, Peru.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.