LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE TERRACINA IN REGIONE LAZIO PER LA QUESTIONE TRENO A TERRACINA: RESOCONTO AUDIZIONE DELLA SESTA COMMISSIONE DELLA REGIONE LAZIO DEL 28 OTTOBRE 2019. RFI E REGIONE LAZIO CONCORDANO SUL FATTO CHE L’INTERVENTO PREVISTO DI MESSA IN SICUREZZA DEL MONTE CUCCA NON E’ PURTROPPO SUFFICIENTE PER GARANTIRE LA RIAPERTURA DELLA LINEA TERRACINA-PRIVERNO FOSSANOVA.

COMUNICATO STAMPA N. 158                                                  4 Novembre 2019

Si è svolta nei giorni scorsi presso la Sala Etruschi di Via della Pisana, sede del Consiglio Regionale, la seduta della audizione a carattere seminariale convocata dal Presidente della VI° Commissione Consiliare Permanente “Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti” della Regione Lazio Eugenio Patanè con RFI e Ministero Trasporti e Infrastrutture, rivolta ai commissari e ai consiglieri regionali e aperta su invito a tutti i portatori di interesse attivi, per approfondimenti sul nodo ferroviario di Roma e sull’intera rete ferroviaria del territorio del Lazio. All’audizione hanno partecipato oltre al presidente della Commissione, l’Assessore ai “Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità della Regione Lazio Mauro Alessandri, i consiglieri regionali E. Minnucci (PD), A. Aurigemma (Gruppo Misto) e D. Porrello (M5S), il direttore della “Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie” del Ministero dei Trasporti Enrico Maria Pujia, l’Amministratore Delegato di RFI Maurizio Gentile, i responsabili della Direzione Commerciale RFI ing. C. Colaneri e della Direzione Investimenti di RFI ing. V. Macello, l’Osservatorio Trasporti della Regione Lazio rappresentato da Andrea Ricci,  amministratori comunali, comitati e associazioni in rappresentanza dei cittadini.

Il Circolo Legambiente Terracina è stato invitato a partecipare, e ringraziamo il Presidente della Commissione, Dott. E. Patane’ per questo invito, ed era presente con il suo Presidente Anna Giannetti e Vicepresidente Gabriele Subiaco assieme a Legambiente Lazio rappresentata dal suo Presidente Roberto Scacchi e dal delegato regionale alla Mobilità Amedeo Trolese, in virtù della sua documentata  richiesta di audizione inviata a settembre scorso in merito al “Ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno/Fossanova dopo la frana del 12 settembre 2012” di cui al nostro comunicato di qualche settimana fa https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/09/28/legambiente-terracina-congiuntamente-a-legambiente-lazio-e-allosservatorio-trasporti-regionale-del-lazio-ha-inviato-nei-giorni-scorsi-via-pec-una-richiesta-di-audizione-con-massima-urgenza-a/, ed essendo uno dei temi posti all’ordine del giorno dell’audizione, anche proprio in virtu’ della nostra richiesta, lo stato del ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno Fossanova.

Dopo la presentazione da parte del direttore della “Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie” del Ministero dei Trasporti dei contenuti del Contratto di Programma RFI 2017-2021 approvato a maggio scorso e che prevede 1,3 miliardi di euro per la valorizzazione delle Reti Regionali, si è passati all’analisi dei 17 punti all’ordine del giorno presentati in sequenza dal Presidente della Commissione E. Patane’. Relativamente al ripristino della tratta Terracina-Priverno Fossanova, RFI ha dichiarato la disponibilità sulla carta a riattivare la linea, intervento comunque inserito nella progettazione tecnologica relativa al CCM di Formia, ma ha anche affermato e senza ambiguita’ che la riattivazione della stessa è condizionata alla messa in sicurezza completa di tutta la linea dal rischio frana, i cui lavori, afferma RFI, sono di competenza della Regione Lazio. La Regione Lazio, per voce, dell’assessore regionale alla Mobilita’ M. Alessandri ha ricordato che i lavori di messa in sicurezza di un tratto del Monte Cucca per il rischio idrogeologico (fondi regionali su piattaforma Rendis) come da PAI (Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio) che assegna a quella zona il rischio Quattro (il rischio più elevato), lavori per i quali il Comune di Terracina funge da stazione appaltante e per i quali è stato previsto un finanziamento regionale di 4 milioni di euro, non sono ritenuti sufficienti (a giudizio di RFI e dalla stessa confermato già qualche tempo fa) per garantire la completa sicurezza dell’intera tratta dal rischio idrogeologico, e che ad oggi non esiste ancora un Piano completo che dica con esattezza quali e quanti siano gli interventi necessari ed il loro costo per poter mettere in completa sicurezza tutta la tratta che giace sotto un fronte franoso esteso per diversi chilometri e che comprende oltre Monte Cucca anche Monte Leano. Piano complessivo che dovrà partire innanzitutto dai requisiti imposti da RFI e che dovrà dalla stessa essere validato visto che la responsabilità di riattivare la linea ricade nel suo ambito. L’intervento in audizione dell’Assessore Regionale alla  Mobilita’ M. Alessandri è stato quindi particolarmente importante e chiarificatore, e lo ringraziamo per aver accolto la nostra sollecitazione e soprattutto per averci dato attenzione, ma soprattutto per aver messo in luce che, al di la’ dell’impegno della Regione per favorire la soluzione, la questione del ripristino della tratta ferroviaria a Terracina sussiste come fatto conseguenziale solo ed esclusivamente ad un completo e adeguato progetto di messa in sicurezza e di mitigazione del rischio idrogeologico di tutto il fronte franoso esteso, progetto complessivo di cui non esisterebbero ancora pero’ i presupposti ne’ tecnici ne’ economici, visto che l’unico progetto, ad oggi, effettivamente approvato e finanziato dalla Regione Lazio su piattaforma RENDIS e in via di attuazione da parte del Comune di Terracina, coprirebbe solo una parte del versante e non sarebbe sufficiente per la riattivazione della tratta.

“Al di là delle promesse e di quanto ha raccontato la politica e l’amministrazione locale per anni e fino a poche settimane fa e cioè che i lavori attualmente finanziati per Monte Cucca avrebbero – una volta completati – consentito la riapertura della linea, da quanto emerso dalla audizione, e come purtroppo temevamo, appare chiaro che invece la situazione vive ancora una fase di stallo, visto che, se da una parte c’è la disponibilità a riattivare la tratta (almeno sulla carta, come affermato in audizione da RFI) e la disponibilita’ della Regione ad individuare i fondi ulteriori eventualmente necessari, dall’altra non c’è, ancora ad oggi e dopo quasi 8 anni dalla caduta del masso, alcuna chiarezza sui lavori complessivi di messa in sicurezza necessari, i loro costi e i loro tempi e soprattutto su quali siano i parametri di accettabilita’del rischio da parte di RFI, considerato che i lavori di messa in sicurezza del versante non abbasseranno la classe di rischio elevata (classe 4) come da PAI ma lo mitigheranno soltanto. Per quanto ci riguarda, come più grande associazione ambientalista della Regione Lazio, e come chiediamo da tempo, oggi è stato finalmente fatto un passo avanti di chiarezza sgomberando il campo da inutili e dannose ambiguità, ma questo per noi è solo il primo passo di un lungo cammino, attendiamo infatti insieme all’Osservatorio Trasporti della Regione Lazio di essere convocati ad una audizione più approfondita, dedicata solo al caso specifico del treno e della stazione di Terracina come da noi richiesto, per poter continuare a premere cercando di arrivare presto al nodo cruciale cioè ad un progetto validato sia dalla Regione Lazio che da RFI che valuti tutte le esigenze di messa in sicurezza della montagna sovrastante la linea (fronte franoso di Monte Cucca e Monte Leano come da PAI regionale), consentendo di stimare dettagliatamente i costi in modo da poterli prevedere nella programmazione degli investimenti per i prossimi anni. Per questo continueremo a spingere in Regione affinche’ entro l’anno si possa avviare una riprogrammazione degli investimenti regionali, da effettuarsi all’inizio del 2020, visto che l’Accordo Quadro pluriennale tra RFI e Regione Lazio può sicuramente essere aggiornato dalla Regione a copertura di questa esigenza ma a fronte però di una analisi approfondita e di una concreta e realistica possibilità di ripristino della trattadichiarano Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio ed Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina. “Spiace notare – continua Legambiente come nota a margine – la completa assenza all’audizione, di altri portatori di interesse terracinesi (politici, amministratori, consiglieri regionali, comitati, associazioni) che pure hanno fatto di questo treno per anni un cavallo di battaglia e che hanno sempre presenziato su giornali e tv locali sulla questione del treno, spesso facendo balenare superficialmente che tutto fosse facilmente risolvibile. Pensiamo che sarebbe stato davvero utile invece esserci in tanti in questa occasione unica di grande livello e alla presenza di tutti i veri decisori, per poter sostenere le esigenze del nostro territorio con forza, convinzione e competenza ai tavoli che contano”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2755/legambiente-lazio-e-legambiente-terracina-in-regione-lazio-per-la-questione-treno

http://www.anxurtime.it/audizione-in-regione-si-parla-anche-del-treno-legambiente-presente/

https://www.latinatoday.it/cronaca/terracina-riattivazione-treno-audizione-regione-lazio.html?fbclid=IwAR2y49RRiX3ma_1mGB2BEen8qErA8ybdKDsbSlrs_8h1hSLutQpQNVOVOa4

https://www.radioluna.it/news/2019/11/nella-commissione-lavori-pubblici-della-regione-la-tratta-terracina-priverno/

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-questione-treno-il-resoconto-dellaudizione-regionale/

Treno a Terracina, ecco il resoconto di Legambiente dell’audizione in Regione

https://www.facebook.com/laziotv.tv/videos/483367942265167/UzpfSTEyMjIwOTQ3NTc4MDU2ODA6MzA0MDQwNDEzOTMwODA1Nw/

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SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE 2019 A TERRACINA: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE, PUR INVITATO, NON ADERISCE ALLA SETTIMANA DELLA MOBILITA’ COMUNALE E FA IL PUNTO SULLA CARENTE SITUAZIONE DELLA MOBILITA’ A TERRACINA, ANALIZZANDO ALCUNI INDICATORI ELABORATI ALL’INTERNO DELLO STUDIO SULL’ECOSISTEMA URBANO DELLA CITTA’ E A DISTANZA DI UN ANNO TORNA A CHIEDERE NUOVAMENTE DI ISTITUIRE CON URGENZA UN OSSERVATORIO PARTECIPATO SULLA MOBILITA’, ALLA LUCE DEI PROBLEMI DA AFFRONTARE E DELLE SOLUZIONI DA APPORTARE.

Terracina, 16 settembre 2019                            Comunicato Stampa n. 151

uest’anno il Comune di Terracina aderisce alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile e organizza una lunga serie di eventi con il coinvolgimento di Scuole e Associazioni.

E’ passato un altro anno https://legambienteterracina.wordpress.com/2018/09/25/settimana-europea-della-mobilita-sostenibile-ed-ecosistema-urbano-il-circolo-legambiente-fa-il-punto-della-situazione-sulla-mobilita-a-terracina-evidenziando-tutte-le-critici/ e nonostante le nostre richieste e osservazioni, la situazione resta purtroppo la stessa ed è quindi doveroso per noi, che siamo una Associazione che ama la concretezza e la soluzione dei problemi e non le facili passerelle, fare il punto della situazione sulla Mobilità della Città, sugli strumenti di programmazione e sulle politiche di gestione messe in atto.

A tale scopo, come facciamo oramai da qualche anno, abbiamo elaborato anche quest’anno – applicandolo alla nostra Città-  alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani, all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano, che è stato presentato ufficialmente e alla presenza della Amministrazione, lo scorso 29 marzo presso ITS A. Bianchini di Terracina https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/03/30/il-circolo-legambiente-terracina-pisco-montano-insieme-a-legambiente-lazio-e-legambiente-nazionale-con-il-gentile-patrocinio-del-comune-di-terracina-del-coordinamento-nazionale-agen/ considerando che Terracina è l’unica città NON capoluogo di provincia ad essere oggetto di tale analisi approfondita a livello nazionale, grazie anche alle competenze presenti nel Circolo locale e al supporto di Legambiente regionale e nazionale. Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, vengono poi confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti, le cosiddette Piccole Città, pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2018 di Legambiente. Di seguito il quadro di sintesi degli Indicatori relativi alla Mobilità nella nostra Città per il 2018:

I dati del Trasporto pubblico locale (TPL) sia relativamente alla domanda che all’offerta di servizio, risultano molto al di sotto della media di riferimento, ossia la media delle piccole città. Questi due indicatori, assieme al tasso di motorizzazione auto, ci dicono che Terracina è ancora una città con una mobilità obsoleta – decisamente auto-centrica – ed il servizio di trasporto pubblico è poco usato e poco incentivato. Buono invece il costo del servizio rapportato al numero di Km offerti dal gestore COTRI e la qualità della flotta di automezzi impiegati, quasi tutti a metano o elettrici e sicuramente molto positiva è la adozione da parte del gestore COTRI della piattaforma di infomobilita’ MOOVIT che andrebbe potenziata ma che rappresenta un ottimo passo avanti di modernizzazione per la Città, segnalata infatti come “Best Practice” cittadina a Legambiente. Per quanto riguarda gli indicatori sulla mobilità lenta, è buono il dato sui metri equivalenti di piste ciclabili (utilizzabili) ma c’è da migliorare decisamente sulla quantità totale di km di piste disponibili e sulla qualità realizzativa e sulla manutenzione delle piste esistenti oltre che progettare un ampliamento dell’attuale infrastruttura integrando l’esistente ed il nuovo all’interno dei reali flussi (scuola, lavoro) di spostamento cittadino. La mobilità pedonale, visto il grave deficit sia dell’indicatore relativo alle isole pedonali che di quello relativo alle ZTL, Zone 20 e Zone 30, è fortemente penalizzata nella nostra città, dove oramai i marciapiedi praticabili sono inesistenti, occupati da tavolini e sedie dei locali e da dehors (come del resto le piazze). E’ importante sviluppare la Mobilità dolce ed i servizi di Green Mobility (car sharing, car pooling, bike sharing) anche sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalla Legge Regionale 28 dicembre 2017, n. 11. Non esistono ancora scuole raggiunte da un servizio Pedibus e zone a traffico limitato in prossimità delle scuole. Grave la mancanza sia del PUM (Piano della Mobilità) che del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), se ne parla oramai da troppi anni ma siamo ancora senza. Il PUMS è un moderno e imprescindibile strumento di programmazione della mobilità complessiva dei centri urbani, oramai adottato in tantissime Città in Italia e nel mondo e propedeutico ai finanziamenti europei.

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Quadro di Sintesi degli Indicatori 2018 sulla Mobilità

Anche alla luce degli indicatori e del confronto con analoghe città a livello nazionale, la Citta’di Terracina deve affrontare presto e con decisione le questioni cruciali storiche relative al traffico e alla viabilità come, ad esempio: 1) l’organizzazione dei parcheggi di scambio esterni con adeguata segnaletica e navette frequenti e la gestione del traffico e della viabilità che la riducono (in alcune giornate di intensa presenza) e nel periodo estivo ad un ammasso informe di lamiere impossibilitate a muoversi in qualunque direzione; 2) lo stato di incuria e di dissesto a volte grave e pericoloso di molte strade comunali; 3) l’organizzazione della mobilità intermodale e l’assenza di servizi minimi nell’area portuale, abbandonata al degrado da anni e senza un concreto piano di riqualificazione; 4) la difficile mobilità nel centro storico alto, irrisolta da sempre, nonostante le ultime programmazioni della Navetta al Centro Storico e il futuro Ascensore delle Poste centrali;  5) la mancata attuazione della direttrice stazione-mare, pianificata con lungimiranza negli anni ’70 per intercettare ed alleggerire il traffico entrante a Terracina dall’Appia e fondamentale per collegare alla Città la nuova urbanizzazione oggi dimenticata del Calcatore; 6) il Polo Trasporti, mai decollato ed in stato di abbandono cronico con una stazione ferroviaria “fantasma” oggetto di atti di vandalismo; 7) la carenza di manutenzione e lo stato di degrado delle infrastrutture primarie, con il Ponte sul Sisto demolito e solo dopo due anni oggetto di una provvisoria ricostruzione, 8) la situazione precaria della Superstrada Terracina-Frosinone, 9) la Stazione ferroviaria ed il Treno finiti nell’oblio oramai dal 2012 ed ora preda perlopiù di comode strumentalizzazioni elettorali nell’ambiguità alimentata tra i lavori per la messa in sicurezza del Monte Cucca per il rischio idrogeologico ed il ripristino della linea ferroviaria, ovviamente assai più complesso e costoso; 10) il sottoutilizzo e la carenza di servizi della Stazione di Monte San Biagio-Terracina mare, strategico snodo di connessione sulla linea ferroviaria nazionale fl7, il cui collegamento con la Città andrebbe invece incentivato e valorizzato, allungandolo anche agli orari notturni, anche con servizi di taxi e navette veloci, e su cui il nostro Circolo è impegnato, dall’anno scorso, con una importante azione permanente sulla mobilità sostenibile a livello europeo http://mobilityweek.eu/registered-actions/?country=IT&action_uid=gS4gZaUR; 11) la mancanza di un progetto integrato di Ciclabilità cittadina integrato nei flussi reali di spostamento delle persone, che preveda anche l’interconnessione con la futura ciclovia nazionale del Sole (sulla quale invece il Comune di Sabaudia e di San Felice stanno investendo!) e che superi l’obsoleto Anello Ciclabile pensato per il passeggio in bici; 12) lo sviluppo dei servizi di Green Mobility (car sharing, bike sharing, car pooling) vista anche la loro valenza per una Città turistica; 13) la pianificazione del trasporto Casa-Scuola che garantisca aree sicure e a misura di bambino libere dall’invasione delle automobili, pianificando servizi di Pedibus, creando percorsi sicuri (per le centinaia di studenti che ogni giorno si spostano dal polo trasporti della Stazione agli Istituti superiori Bianchini e Leonardo da Vinci con il pericolosissimo attraversamento dell’Appia), inserendo le scuole all’interno di zone a traffico limitato ed evitando così traffico, code e smog all’ingresso e all’uscita; 14)  la promozione e l’istituzione della figura del Mobility Manager nelle scuole e nelle realtà di lavoro pubbliche e private con più dipendenti; 15) un disegno organizzato e chiaro delle modalità di spostamento delle persone e delle merci, la ricerca di fondi e la progettazione finanziata per poter accedere ai molti finanziamenti regionali, nazionali ed europei che vengono banditi sul tema della mobilità; 16) la grave mancanza di un Piano della Mobilità, a riguardo, visto che anche l’Unione Europea spinge per il superamento del Piano urbano del traffico (PUT), ormai obsoleto, con il Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), finanziato dall’Ue, ci chiediamo perché il nostro Comune continua ancora ad aggiornare, e a proprie spese, il PUT.

 

“Tutto ciò premesso, pur complimentandoci con tutti per la organizzazione di molti eventi in occasione della Settimana Europea della Mobilita’ Sostenibile a Terracina, abbiamo ritenuto, pur invitati dalla Amministrazione, di non aderire non in contrasto ma semplicemente in coerenza con quanto sopra riportato.  Non siamo affatto soddisfatti delle politiche per la mobilita’ della nostra Città e chiediamo nuovamente al Sindaco, e a distanza di un anno dalla nostra prima richiesta, di istituire un Osservatorio comunale sulla Mobilità ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto Comunale, aperto a tutti i portatori di interesse (e speriamo che questa volta Legambiente sia ammessa a partecipare a differenza di quanto purtroppo sta accadendo per l’Osservatorio Rifiuti!) per affrontare, finalmente con urgenza e decisione, le rilevanti problematiche relative alla mobilità della nostra Città e per fornire risposte concrete alle tante questioni aperte, risposte che la Città attende oramai da troppo tempo e che non possono di certo limitarsi al, seppur necessario ed apprezzabile, lavoro di rattoppo delle strade comunali disastrate, all’attivazione di alcuni servizi di bus-navetta durante il periodo estivo, o all’avvio di alcuni interventi estemporanei e fuori da un inesistente quadro programmatico coerente sulla mobilità cittadina, come l’ascensore per il centro storico, il parcheggio a San Domenico o il nuovo ponte pedonale sul canale di navigazione al porto o nella periodica organizzazione di eventi per la Settimana Europea.

Un Osservatorio dedicato al tema della Mobilità nel quale condividere idee, proposte e soluzioni, mettere al centro della discussione anche il tema importante dell’Autostrada Roma-Latina che va superato con soluzioni intelligenti di adeguamento della Pontina fino a Terracina mettendo sul tavolo anche il tema della metropolitana leggera, o il tema del ripristino della ferrovia Terracina-Priverno Fossanova sul quale va fatta chiarezza dopo quasi otto anni e vanno definiti obiettivi, tempi e costi certi e per quale il nostro Circolo, senza clamori, è impegnato insieme all’Osservatorio Trasporti Regionale e Legambiente Lazio con una iniziativa di pressione in Regione Lazio che a breve sarà resa pubblica.

Un Osservatorio nel quale progettare un Piano della Mobilità condiviso e partecipato e dare un senso e vera sostanza a manifestazioni come “La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile” che devono essere un’occasione per lanciare progetti ed iniziative di contenuto, discutere di sviluppo e trasformazione della Città, e lanciare finalmente un Osservatorio Partecipato aperto a tutte le proposte e le competenze, e non solo per organizzare passeggiate nei parchi e visite guidate nel centro storico, attività di sensibilizzazione sicuramente apprezzabili ma che poco hanno a che vedere con lo spirito e le finalità di una manifestazione importante come questa. A meno che non si voglia ridurre queste manifestazioni allo scopo minimo di collezionare qualche foglio di carta necessario per la pratica annuale relativa al conseguimento della Bandiera Blu” dichiara l’ingegner Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili. 

https://latinatu.it/terracina-settimana-europea-mobilita-2019-legambiente-non-parteciperemo-siamo-coerenti/

http://www.anxurtime.it/settimana-della-mobilita-sostenibile-legambiente-fa-il-punto/?fbclid=IwAR0HeOYaqHzfAc1SD__0grHVCGZcFYZwfDloZrBj6ic0SHYqxK5XsMTpw1Y

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2675/il-circolo-legambiente-non-aderisce-alla-settimana-della-mobilita-comunale-e-fa-il-punto-sulla-situazione-della-mobilita

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-e-la-settimana-della-mobilita-sostenibile-2019/

https://fattoalatina.it/2019/09/17/legambiente-pubblica-i-dati-sulla-mobilita-di-terracina-e-non-ci-sta/

https://www.ilfaroonline.it/2019/09/18/terracina-e-limmobilita-insostenibile-ecco-i-dati-di-legambiente/294071/

Latina Oggi 17.9.2019

 

Terracina: aspettando la Settimana della Mobilità Sostenibile…

Come tutti gli anni, ci apprestiamo, tra un mese a “celebrare” la Settimana della Mobilità Sostenibile con “coreografiche” passeggiate a piedi, sul ciuccio e a cavallo…diciamolo, un obbligo formale utile solo per “accuzzare” qualche foglio di carta necessario per la “burocratica” pratica annuale della Bandiera Blu… Ma a proposito di mobilità e viabilità quelle vere, questa era la nostra “ridente” cittadina ieri sera: una Apocalisse di strade inondate di auto imbottigliate nel traffico che giravano senza via d’uscita come in un labirinto infinito, urla musica e clacson assordanti, turisti pedoni di ogni provenienza che cercavano avviliti una via di uscita da quell’ammasso di lamiere di auto surriscaldate e fumanti, auto parcheggiate ovunque anche sui pali della luce, auto che non riuscivano ad uscire dai propri parcheggi perchè bloccate da altre auto in doppia tripla quadrupla fila, marciapiedi diventati parcheggi e sui quali era impossibile camminare se non scavalcando e arrampicandosi letteralmente sulle auto, persone inferocite alle fermate delle navette bloccate per ore sul lungomare, discese a mare sbarrate e protette da buttafuori che impedivano il libero accesso alla spiaggia oramai privatizzata e irrangiungibile, quattro poveri vigili smarriti a piazzale Aldo Moro che cercavano frastornati di incanalare le copiose orde barbariche, già alcol munite a prima serata, dirette verso le discoteche sul mare, la Ibiza “de noantri”, che tutto il Mondo ci invidia…Un vero inferno, un delirio di lamiere e gomma, una città senza difese, travolta e allo sbando che subisce da anni ogni tipo di maltrattamento e vessazione a vantaggio di pochi “prenditori” che ci lucrano sopra con la complicità di chi l’Amministra questa Città… Tutto ciò si può e si deve governare meglio. O semplicemente si deve solo governare…Questo non è il modello di Città che ci piace, questa non è la Terracina che vogliamo.

15 Agosto 2019

Gabriele SUBIACO

TERRACINA BELLA E IRRAGGIUNGIBILE: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” ADERISCE ALLA INIZIATIVA DI PRESIDIO DEL 2 FEBBRAIO PROSSIMO DEL “COMITATO NO CORRIDOIO-ROMA-LATINA PER LA METROPOLITANA LEGGERA” DALLE ORE 10 AL KM. 97,7 DELLA PONTINA PRESSO LA VORAGINE PER RICORDARE IL CONCITTADINO VALTER DONA’ PURTROPPO ENNESIMA VITTIMA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA E TESTIMONIARE ANCORA UNA VOLTA LA NECESSITA’ DI UN IMMEDIATO RIPRISTINO E MESSA IN SICUREZZA E RIAPERTURA DELLA PONTINA DA ROMA A TERRACINA

Terracina, 29 gennaio 2019                      Comunicato Stampa n. 122

 

Volantino iniziativa 2 febbraio 2018Il nostro Circolo e’ sempre stato attivo, fin dalla sua nascita nel 2016, con il Comitato No Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera e ha partecipato ai vari sit – in e presidi dei mesi scorsi con il Nodo di Latina. Le gravi condizioni in cui versa la Via Pontina da Roma a Terracina con buche ovunque e ruote squarciate sono state sempre denunciate dal nostro Circolo, proprio sostenendo il Comitato No Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera, movimento autonomo e indipendente dei cittadini, che, insieme al suo portavoce storico Gualtiero Alunni, lottano in prima persona per difendere la propria terra dalla devastazione dell’inutile autostrada a pedaggio A12-Roma-Latina, per l’adeguamento in sicurezza di tutta la Via Pontina, da Roma a Terracina, per l’intermodalità con la costruzione del treno-tram e il rilancio del trasporto merci su ferro, purtroppo rimanendo spesso inascoltato non solo dalla politica governativa sia a livello centrale che regionale, ma spesso anche dalla stampa locale, regionale e nazionale che invece da’ ampio spazio a coloro che sostengono la costruzione della devastante autostrada a pedaggio. Il Comitato lotta da anni per una Strada Statale pubblica senza pedaggio, sottoposta ad un costante adeguamento e mantenimento in sicurezza secondo la norma vigente e secondo le moderne logiche di intermodalità, ispirate all’economia circolare, che disincentivi l’utilizzo dell’auto di proprietà e il corrispondente flusso veicolare, tramite un miglior sistema di trasporto pubblico locale con corsie dedicate, su ferro.

Sono caduti purtroppo nel nulla anche i numerosi appelli della Polizia Stradale e di alcuni Sindaci della Provincia di Latina che hanno a cuore l’incolumita’ dei propri cittadini, visto che negli anni, pur di sostenere il progetto della nuova autostrada a pedaggio (si parla di una gabella di 12 euro per A/R Latina-Roma!), una delle tante altre grandi opere inutili, costose e ad alto impatto ambientale, è stata completamente abbandonata la messa in sicurezza della strada che è diventata la Pontina killer (una delle arterie di comunicazione più funestate d’Italia) con oltre 600 morti negli ultimi anni, senza contare i feriti e gli invalidi. Una media di un incidente al giorno, con punte di tre, a cui si aggiunge tristemente l’ultimo disastro con l’apertura della voragine che ha inghiottito tristemente purtroppo un nostro caro concittadino Valter Dona’, all’alba del 25 novembre, mentre, insieme ad un amico la stava percorrendo con la propria automobile.

Il nostro Circolo ha partecipato l’11 gennaio scorso – dopo i sit in dei mesi scorsi a Latina – all’incontro di Terracina con il Comitato No Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera, incontro preliminare per provare a lanciare il Nodo Terracina del Comitato.

“Alla luce delle condizioni odierne dello sbriciolamento dell’asfalto e delle enormi buche che si aprono come voragini, dimostrazione palese dell’assenza di qualsiasi seria manutenzione e dei gravi rischi scaricati sugli automobilisti e sui motociclisti, riteniamo semplicemente obsoleta e disastrosa l’ipotesi di una autostrada a pedaggio, con la “magica formula” del project financing, dell’importo complessivo di 2,72 miliardi di euro, non solo per il grave impatto che essa avrebbe sull’ambiente, devastando la Riserva Decima di Malafede, Riserva Litorale Romano, La Via Francigena del Sud, il lago di Giulianello e facendo chiudere qualche decina di aziende agricole che costituiscono l’eccellenza del settore agroalimentare regionale, non solo per il grave incremento dell’inquinamento atmosferico e acustico, ma anche alla luce del fatto che il Consiglio di Stato, il 13 settembre 2018, ha deciso di accogliere il ricorso della Salini Impregilo, precedentemente rigettato dal TAR, perché è stato riscontrato un errore di fondo nella predisposizione della normativa di gara, tale da rendere la stessa illegittima e visto che Bankitalia ha evidenziato, letteralmente, “una precarietà nella capacità di rimborso” che avrebbe esposto lo Stato al rischio di non vedersi restituire la quota con cui ha finanziato il progetto e che questo implica che Autostrade per il Lazio, società partecipata da Anas e Regione Lazio – che del progetto è il soggetto attuatore- deve riavviare l’intero iter, ripartendo dalle lettere di invito. E’ questo quindi il momento giusto per provare a chiedere uniti e compatti al Governo e alla Regione il ritiro completo del progetto anche alla luce del fatto che il progetto è ormai vecchio e superato, si fonda su un paradigma obsoleto di economia lineare, mentre l’economia circolare spingerà sempre più per una riduzione dell’uso privato dell’auto, in totale contrasto con un’autostrada pensata per far circolare il maggior numero di auto possibili che possano quindi pagare il pedaggio e creare quindi il beneficio economico per il concessionario, per il paradigma di smartworking e telelavoro che diminuira’ inevitabilmente la necessita’ del pendolarismo, per la molteplicita’dei mezzi e delle modalita’ di trasporto (come la bicicletta, il trasporto pubblico, il treno, ride-sharing e il car-sharing) e per la multimodalita’ integrata, per un ambiente più salubre e più ricco di verde urbano e di verde agricolo, e allo stesso momento chiedere lo storno immediato di 468 milioni di euro dal budget milionario della Autostrada, destinandoli alla messa in sicurezza della Pontina, come richiesto anche dalle Associazioni dei Piccoli e Medi Costruttori, lavori che potrebbero essere conclusi in 2 anni senza eccessivi impatti sulla viabilita’ ordinaria, ovvero con una semplice riduzione alternata della carreggiata. Ricordiamo inoltre che i costi per i progetti associati all’Autostrada Roma-Latina sono stati già molto onerosi, infatti per la sola progettazione si parla di un investimento di oltre 50 milioni di euro. La Corte dei Conti calcolò uno spreco di denaro pubblico che si aggirava intorno ai 20 milioni di euro e nel 2015 ha già rinviato a giudizio 11 persone tra politici, funzionari e manager”, dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

“Terracina in questo momento storico sembra essere davvero una città “bella ma irraggiungibile”: una carenza grave di infrastrutture viarie primarie di accesso alla città che ne impediscono un adeguato sviluppo turistico e fanno precipitare la Città in una sorta di limbo, non solo con la interruzione della Pontina dovuta alla triste vicenda della voragine che ha purtroppo inghiottito Valter Dona’, il cui corpo non è stato ritrovato nonostante i grandi sforzi profusi dai volontari della Protezione Civile, ma anche con il Ponte sul Sisto demolito e dopo due anni ancora lontano da una seppur provvisoria ricostruzione, anche se recentemente, e solo grazie ad una recente manifestazione di cittadini, sembra di nuovo aver ricevuto impulso, la situazione precaria della Superstrada Terracina-Frosinone ancora chiusa, la Stazione ferroviaria ed il Treno finiti nell’oblio oramai dal 2012, una linea ferroviaria in una zona con gravi e ben conosciuti rischi da dissesto idrogeologico, preda solo di comode strumentalizzazioni elettorali che ripetono stancamente un retorico cliche’ per noi francamente indigesto; il sottoutilizzo e la necessità di migliorare i servizi della ormai riqualificata e modernissima Stazione di Monte San Biagio-Terracina mare, strategico snodo di connessione sulla linea ferroviaria nazionale fl7, il cui collegamento con la Città andrebbe incentivato e valorizzato, allungandolo anche agli orari notturni, anche con servizi di taxi e navette veloci, e su cui il nostro Circolo è impegnato, dall’anno scorso, con una importante azione permanente sulla mobilità sostenibile a livello europeo http://mobilityweek.eu/registered-actions/?country=IT&action_uid=gS4gZaUR. Il nostro Circolo autore del secondo rapporto ECOSISTEMA URBANO 2018 renderà ufficiali a breve i dati relativi alla mobilita’ a Terracina, dati parzialmente già anticipati in occasione della Settimana Europea della Mobilita’ Sostenibile in cui avevamo chiesto l’istituzione immediata di un Osservatorio sulla Mobilita’ Sostenibile proprio per affrontare i gravi temi https://legambienteterracina.wordpress.com/2018/09/25/settimana-europea-della-mobilita-sostenibile-ed-ecosistema-urbano-il-circolo-legambiente-fa-il-punto-della-situazione-sulla-mobilita-a-terracina-evidenziando-tutte-le-critici/, dati che, confrontati con città simili a livello nazionale, si annunciano purtroppo molto carenti e meritevoli di un intervento immediato, sia a livello di infrastrutture di accesso e viabilita’ primaria e sia a livello di viabilita’ e ciclabilita’ cittadina, frutto di anni di immobilismo”- dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente Terracina.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-legambiente-al-presidio-del-comitato-no-corridoio-roma-latina/?fbclid=IwAR2S2lj1QxRtnANAPkJsdcpKJ1hftJLiGX6UpQAuz8zgO9luVsFRea9gKPo

https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/69449/voragine-sulla-pontina-indagini-geologiche-diranno-se-possono-partire-i-lavori?fbclid=IwAR1eZxGKwly4Mbqu7HMfuxVoRogdM5HJ7ofJ_V-DgvWaKYn5e4Ct3ibgY9g

https://www.latinatoday.it/cronaca/voragine-pontina-terracina-presidio-legambiente.html?fbclid=IwAR1021Vgv9ClMxM3RRN7jivFOfxDMVDHtL8jpBgHJEQNMxVdtOoHdnG9ak8

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2223/il-circolo-legambiente-aderisce-alla-iniziativa-di-presidio-del-prossimo-2-febbraio

http://www.perteonline.it/notizie-generali/terracina-legambiente-aderisce-al-presidio-sulla-pontina-contro-lautostrada-a-pedaggio-a12-roma-latina/?fbclid=IwAR34jd3-L39sMMkdYElY7ujfkzzTmuV3Fa8pwZp-7tMpQA4YCZLHozXmc8g

http://www.anxurtime.it/voragine-sulla-pontina-legambiente-in-prima-linea/

https://www.youreporter.it/sabato-2-febbraio-ore-1000-presidio-associazioni-presso-strada-pontina-km-97-700-voragine/?refresh_ce-cp

https://www.studio93.it/terracina-citta-bella-e-irraggiungibile-questo-sabato-presidio-sulla-pontina-al-km-97700/

http://www.anxurtime.it/legambiente-sta-con-i-balneari-per-un-turismo-sostenibile/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2236/legambiente-nel-convegno-sib-del-4-febbraio-dichiara-il-proprio-sostegno-ai-balneari-di-terracina

 

 

SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE ED ECOSISTEMA URBANO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SULLA MOBILITA’  A TERRACINA, EVIDENZIANDO TUTTE LE CRITICITA’ CON ALCUNI INDICATORI ELABORATI ALL’INTERNO DELLO STUDIO SULL’ECOSISTEMA URBANO DELLA CITTA’ E CHIEDE DI ISTITUIRE CON URGENZA UN OSSERVATORIO SULLA MOBILITA’ ALLA LUCE DELLE CRITICITA’ PRESENTI E DEI PROBLEMI DA AFFRONTARE.

Terracina, 20 settembre 2018                  Comunicato Stampa n. 110

 La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile 2018, a cui il Comune di Terracina aderisce da anni con una serie di interessanti iniziative e alla quale ha partecipato quest’anno anche il nostro Circolo, è anche l’occasione per fare il punto della situazione sulla Mobilità della Città, sugli strumenti di programmazione e sulle politiche di gestione messe in atto.

A tale scopo abbiamo elaborato applicandolo alla nostra Città alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano.

Gli indicatori sulla Mobilità esaminati sono: la domanda di Trasporto pubblico locale (TPL), l’offerta di Trasporto pubblico locale, il costo del servizio, la spesa per singolo viaggio, il tasso di motorizzazione auto, l’incidentalità stradale, le auto alimentate a carburante alternativo (gpl, metano, elettriche, ibride), le navette TPL elettriche/metano, le piste ciclabili, le isole pedonali, Ztl, zone 20 e zone 30, Servizi di car sharing, bike sharing, car pooling, Piano della Mobilità (PUMS).

Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti, le cosiddette Piccole Città, pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente.

Di seguito il quadro di sintesi degli Indicatori, che evidenzia tutte le criticità:

I dati del Trasporto pubblico locale (TPL) sia relativamente alla domanda che all’offerta di servizio, risultano molto al di sotto della media di riferimento, ossia la media delle piccole città. Questi due indicatori, assieme al tasso di motorizzazione auto, ci dicono che Terracina è ancora una città con una mobilità obsoleta – decisamente auto-centrica – ed il servizio di trasporto pubblico è poco usato e poco incentivato. Buono invece il costo del servizio rapportato al numero di Km offerti dal gestore COTRI e la qualità della flotta di automezzi impiegati, quasi tutti a metano o elettrici. Per quanto riguarda gli indicatori sulla mobilità lenta, è buono il dato sui metri equivalenti di piste ciclabili (utilizzabili) ma c’è da migliorare decisamente sulla loro qualità realizzativa e sulla loro manutenzione oltre che progettare un ampliamento dell’attuale infrastruttura integrando l’esistente ed il nuovo all’interno dei reali flussi (scuola, lavoro) di spostamento cittadino. La mobilità pedonale, visto il deficit sia dell’indicatore relativo alle isole pedonali che di quello relativo alle ZTL, Zone 20 e Zone 30, è fortemente penalizzata nella nostra città, dove oramai i marciapiedi praticabili sono inesistenti, occupati da tavolini e sedie dei locali e da dehors (come del resto le piazze). E’ importante sviluppare la Mobilità dolce ed i servizi di Green Mobility sfruttando gli strumenti della Legge Regionale 28 dicembre 2017, n. 11 “Disposizioni per favore la mobilità nuova” approvata nel 2017, legge che favorisce la mobilità collettiva come car pooling, car e bike sharing, l’utilizzo di bici+treno, promozione zone 20 e 30, parcheggi e spazi comuni dedicati per le biciclette, il cicloturismo, le ciclo-officine, le ciclovie e le infrastrutture per la mobilità. Non esistono scuole raggiunte da un servizio Pedibus e appena l’1,5% rientri in zone a traffico limitato. Code e smog che avvolgono bambini e ragazzi non sono però un destino inevitabile. Grave la mancanza sia del PUM (Piano della Mobilità) che del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), se ne parla oramai da troppi anni ma siamo ancora senza. Il PUMS è un moderno e imprescindibile strumento di programmazione della mobilità complessiva dei centri urbani, oramai adottato in tantissime Città in Italia e nel mondo.

mobilità indicatori

Quadro di Sintesi degli Indicatori sulla Mobilità

“Siamo contenti che l’Amministrazione aderisca tutti gli anni alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, ma, alla luce della quantità e della rilevanza delle criticità che emergono dalla nostra analisi, ci chiediamo: cosa è stato fatto in passato e cosa ha fatto l’Assessore in carica e la sua Amministrazione negli ultimi due anni sul tema della Mobilità a Terracina? Evidentemente non molto. Una Città questa, che chiede con forza di uscire dall’immobilismo e di cominciare ad affrontare con decisione le questioni cruciali: l’organizzazione dei parcheggi di scambio esterni e la gestione del traffico e della viabilità che la riducono (in alcune giornate di intensa presenza) ad un ammasso informe di lamiere impossibilitate a muoversi in qualunque direzione; lo stato di dissesto grave e pericoloso delle strade comunali; l’organizzazione della mobilità intermodale e l’assenza grave di servizi minimi nell’area portuale, abbandonata al degrado da anni e senza un piano di riqualificazione; la difficile mobilità nel centro storico alto, irrisolta da sempre, nonostante le ultime programmazioni della Navetta al Centro Storico; la direttrice stazione-mare, pianificata con lungimiranza negli anni ’70 per intercettare ed alleggerire il traffico entrante a Terracina dall’Appia e fondamentale per collegare alla Città la nuova urbanizzazione oggi dimenticata del Calcatore; il Polo Trasporti, mai decollato ed in stato di abbandono cronico con una stazione ferroviaria “fantasma” oggetto di atti di vandalismo; la carenza di manutenzione e lo stato di degrado delle infrastrutture primarie, con il Ponte sul Sisto demolito e dopo due anni ancora lontano da una seppur provvisoria ricostruzione, la situazione precaria della Superstrada Terracina-Frosinone, la Stazione ferroviaria ed il Treno finiti nell’oblio oramai dal 2012 ed ora preda solo di comode strumentalizzazioni elettorali; il sottoutilizzo e la carenza di servizi della Stazione di Monte San Biagio-Terracina mare, strategico snodo di connessione sulla linea ferroviaria nazionale fl7, il cui collegamento con la Città andrebbe invece incentivato e valorizzato, allungandolo anche agli orari notturni, anche con servizi di taxi e navette veloci, e su cui il nostro Circolo è impegnato, dall’anno scorso, con una importante azione permanente sulla mobilità sostenibile a livello europeo http://mobilityweek.eu/registered-actions/?country=IT&action_uid=gS4gZaUR; un progetto di Ciclabilità cittadina integrato nei flussi reali di spostamento delle persone, che preveda anche l’interconnessione con la futura ciclovia nazionale del Sole e che superi l’obsoleto Anello Ciclabile pensato per il passeggio in bici; lo sviluppo dei servizi di Green Mobility vista anche la loro valenza per una Città turistica; la pianificazione del trasporto Casa-Scuola che garantisca aree sicure e a misura di bambino libere dall’invasione delle automobili, pianificando servizi di Pedibus, creando percorsi sicuri (vedi le centinaia di studenti che ogni giorno si spostano dal polo trasporti della Stazione agli Istituti superiori Bianchini e Leonardo da Vinci con il pericolosissimo attraversamento dell’Appia), inserendo le scuole all’interno di zone a traffico limitato ed evitando così traffico, code e smog all’ingresso e all’uscita; la promozione e l’istituzione della figura del Mobility Manager nelle scuole e nelle realtà di lavoro pubbliche e private con più dipendenti; un disegno organizzato e chiaro delle modalità di spostamento delle persone e delle merci, la ricerca di fondi e la progettazione finanziata per poter accedere ai molti finanziamenti regionali, nazionali ed europei che vengono banditi sul tema della mobilità, come ad esempio il caso del progetto comunale “Share Fresh Air Project” a valere sul bando “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” 2016 del Ministero dell’Ambiente, ammesso al cofinanziamento per oltre 450 mila euro nella “fase programmatica”, ma purtroppo risultato poi non tra quelli finanziati nella fase “attuativa”; la mancanza di un Piano della Mobilità, a riguardo, visto che anche l’Unione Europea spinge per il superamento del Piano urbano del traffico (PUT), ormai obsoleto, con il Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), finanziato dall’Ue, e ci chiediamo perché il nostro Comune ha aggiornato, e a proprie spese, ancora il PUT.

Tutto ciò premesso, chiediamo all’Assessore competente, di istituire un Osservatorio comunale sulla Mobilità ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto Comunale, aperto a tutti i portatori di interesse, per la costituzione del quale faremo formale richiesta (alla quale speriamo questa volta di ricevere dovuta risposta), per affrontare, finalmente con urgenza e decisione, le rilevanti problematiche della mobilità della nostra Città e per fornire risposte concrete alle tante questioni aperte, risposte che la Città attende oramai da troppo tempo e che non possono di certo limitarsi al, seppur necessario, lavoro di rattoppo delle strade comunali disastrate, all’attivazione di alcuni servizi di bus-navetta durante il periodo estivo, o all’avvio di alcuni interventi estemporanei e fuori da un inesistente quadro programmatico coerente sulla mobilità cittadina, come l’ascensore per il centro storico o il parcheggio a San Domenico. Apprezziamo invece l’impegno con cui l’Amministrazione aderisce tutti gli anni alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile con lodevoli iniziative “ludiche”, settimana alla quale quest’anno abbiamo aderito anche noi con il Dipartimento nazionale di Legambiente per la mobilità ciclistica LEGAMBICI con un innovativo “archeobicitour” a marchio “Appiaday”, ma dobbiamo constatare con molto realismo, che nella quotidianità di tutti i giorni, la mobilità sostenibile ed in generale una qualità della mobilità accettabile, in questa Città, sono ancora di là da venire e per adesso restano purtroppo solo una chimera, altro che la velleitaria partecipazione di Terracina al prestigioso European Mobility Week Award vinto per altro negli anni da città che hanno fatto davvero la storia della mobilità sostenibile come Copenhagen, Ferrara, Bologna, Vienna, Budapest” dichiara l’ingegner Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina.

 G.Subiaco

Gabriele Subiaco Vicepresidente e Responsabile Scientifico Legambiente Terracina

 Per gli approfondimenti del caso si rimanda al dettaglio degli indicatori esaminati:

 Domanda del TPL: questo indicatore misura l’uso del servizio pubblico da parte dei cittadini misurando i viaggi a persona all’anno sui mezzi pubblici. Il valore misurato pari a  12,72 (viaggi/abitante/anno) anche se in crescita negli ultimi anni risulta di molto inferiore alla media delle piccole città italiane (33,2) con le migliori che si collocano attorno a ai 70 viaggi/abitante/anno.

Offerta del TPL: che misura i chilometri di servizio offerti annualmente dalla società che gestisce il servizio (COTRI) ed approvati dall’Ente comunale. Anche questo indicatore 9,7 (km-vettura/abitante/anno) seppur in leggero miglioramento negli anni risulta inferiore alla media (20,6) e lontano dai migliori (34). Il programma di esercizio 2017 approvato dall’Ente comunale, prevede nel dettaglio una percorrenza totale di 448.744 chilometri.

Buoni rispetto alla media delle piccole Città risultano i due indicatori relativi al Costo “pubblico” del servizio (1,51 € a km offerto) che misura la spesa pubblica per finanziare il servizio e alla Spesa per singolo viaggio (0,34€) che misura gli ulteriori ricavi del gestore del servizio per la vendita di biglietti ed abbonamenti. In base al Piano di esercizio del TPL 2017 del comune di Terracina il costo pubblico del servizio è stato di 675.429 € a fronte di una offerta di 448.744 Km

Migliori della media anche il tasso di motorizzazione 59,25 (auto circolanti ogni 100 abitanti) con una media delle piccole città pari a 65 e l’incidentalità stradale con 3,55 (morti e feriti in incidenti stradali ogni 1.000 abitanti) contro una media di 5,25.

Relativamente alla tipologia delle auto circolanti, le Auto alimentate a carburante alternativo (gpl, metano, elettriche, ibride) risultano pari all’8,15% del parco auto, peggiore della media nazionale che è del 8,9%, con l’Italia che è ancora molto lontana da alcune performance europee (es. Norvegia) con già oltre il 60% di auto elettriche.

Buona invece la quantità di navette del TPL elettriche/metano con una percentuale di navette elettriche o a metano sul totale parco automezzi pari all’83%. Il recepimento della direttiva 2014/94/UE impone che almeno il 25% dei nuovi autobus sia a trazione alternativa al diesel (veicoli elettrici, GNC, GNL, biometano, ibridi).

Gli indicatori relativi alla mobilità dolce (ciclabile e pedonale) presi in considerazione sono le piste ciclabili, le isole pedonali, e le Ztl, zone 20 e zone 30.

 L’indicatore piste ciclabili misura i metri equivalenti di piste ciclabili (praticabili in sicurezza)  ogni 100 abitanti, il valore misurato a Terracina è 16,19 secondo l’elaborazione fatta da Legambiente, migliore della media delle Piccole Città di 6,28 con le migliori che stanno a 18,15. Reggio Emilia anche nel 2017 si conferma il valore più alto dell’indice (41,02 metri equivalenti/100 abitanti) grazie a una rete complessiva di piste ciclabili che si estende per 235 km. E’ Copenaghen il paradiso dei ciclisti dove nel 2016 le bici hanno superato le auto.

Isole pedonali: secondo l’elaborazione fatta da Legambiente l’estensione pro-capite della superficie stradale pedonalizzata (mq/abitante) è pari a 0,23 inferiore alla media delle Piccole Città che è di 0,34 con le migliori che stanno a 0,90. Per Terracina bisogna però considerare che almeno il 30% della superficie disponibile effettiva sconta l’occupazione da parte di tavoli e sedie di bar e locali pubblici.

Ztl, zone 20 e zone 30:  a Terracina non sono presenti ztl permanenti e zone 20/30. Una Zona 20/30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 20/30 Km orari invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale in ambito urbano. La minore velocità consentita permette una migliore convivenza tra auto, biciclette e pedoni. Rallentare la velocità massima in città è un intervento già realizzato in molte città europee  e anche italiane che non ha praticamente controindicazioni.

I servizi di Green Mobility: Car sharing, Bike sharing, Car pooling, etc sono ad oggi praticamente inesistenti a Terracina pur cominciando ad essere consistenti le esperienze in tal senso a livello italiano ed anche di città limitrofe (es. servizio Bike Gaeta).

Relativamente all’aspetto pianificatorio, pur avendo deliberato di adottare un PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) comunale, ad oggi, la città ancora non si è dotata di tale piano. Il PUMS è un  moderno strumento di programmazione della mobilità nelle città che supera gli altri strumenti di pianificazione dei Trasporti cittadini  e le cui linee guida per la redazione sono state  definite con il recente Decreto 4 agosto 2017 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

http://www.gazzettinodelgolfo.it/mobilita-a-terracina-luci-e-ombre/

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-settimana-della-mobilita-esaustivo-intervento-di-gabriele-subiaco-di-legambiente-pisco-montano/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1948/settimana-europea-della-mobilita-sostenibile-ed-ecosistema-urbano-legambiente-fa-il-punto-della-situazione-sulla-mobilita

https://www.ilfaroonline.it/2018/09/21/mobilita-terracina-punto-della-situazione-secondo-legambiente/238801/

http://www.anxurtime.it/mobilita-studio-legambiente/

http://www.latinatoday.it/green/mobilita-sostenibile-terracina-legambiente.html

LATINA OGGI del 22 settembre 2018

Latina Oggi 22.9.2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO”, IN OCCASIONE DELLA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE REGIONALE DI DOMENICA 4 MARZO, ESPONE LE PROPRIE PRIORITA’ PER LA CITTA’ DI TERRACINA, RIBADENDO LA CENTRALITA’ DELLA QUESTIONE AMBIENTALE E DEL TEMA DELLA QUALITA’ DELLA VITA, SPESSO DIMENTICATE IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE DAI CANDIDATI PONTINI.

 

 

 

Comunicato stampa n.80                                                                 1.03.2018

La campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2018 del Lazio sta andando verso la sua naturale conclusione e quello che è balzato agli occhi e alle orecchie, tranne alcune lodevoli eccezioni, è la quasi totale assenza dei temi ambientali nei programmi e nella comunicazione dei candidati pontini, e questo nonostante Terracina possa essere anche in alcuni ambiti, un modello da proporre e di cui vantarsi in Regione. Solo un mese fa è stato infatti presentato, a cura del Circolo, il Primo Rapporto Ecosistema Urbano Terracina 2017 che con dovizia di dati e analisi certificate ha illustrato la situazione delle performance ambientali della Città, costituendo uno strumento imprescindibile per definire le priorità di programmazione e di azione della Città, non solo a livello locale ma anche regionale http://www.latinatoday.it/cronaca/legambiente-primo-rapporto-ecosistema-urbano-terracina-2017.html .  Il nostro Circolo, da sempre attento alle vicende politiche della nostra città, della nostra provincia e della nostra regione, ha individuato alcune questioni nodali, alcune purtroppo solo accennate o solo genericamente affrontate in campagna elettorale, ma che meriterebbero invece una grande considerazione visto l’impatto sulla qualità della vita di tanti cittadini e su cui Il nostro Circolo si è già impegnato in questi anni e continuerà a farlo qualsiasi sia il colore e la composizione della nuova Giunta e del nuovo Consiglio regionale.

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RIFIUTI E PLASTICHE

Pur avendo quasi tutti i candidati citato il problema della gestione dei rifiuti tra quelli da affrontare, e pur essendo il Piano Regionale dei Rifiuti ormai una priorità anche alla luce dei recenti disservizi legati alla carenza degli impianti di trattamento della Regione (in particolare quelli di compostaggio), e nonostante che Terracina sia stata premiata nel 2017, per la prima volta, da Legambiente come COMUNE RICICLONE DEL LAZIO e possa da adesso in poi ragionevolmente puntare ad entrare anche nella graduatoria nazionale dei comuni Rifiuti Free (% RD > 65% e <75 kg pro-capite di indifferenziata), solo alcuni hanno messo in programma:  la riduzione della TARI ed il raggiungimento dell’obiettivo della Tariffa Puntuale (già applicata in 280 Comuni italiani, che è il cuore del sistema della differenziata peraltro obbligatoria dal 2020 come riporta il Collegato alla legge regionale di stabilità del 8 agosto 2016); il tema generale del corretto smaltimento dei rifiuti e le problematiche degli impianti carenti e della legislazione carente (il cosiddetto “end-of-waste”) che stanno mettendo in seria difficoltà tutta la filiera del recupero dei materiali differenziati vanificando spesso gli sforzi fatti da cittadini e amministrazioni nella differenziazione; la necessità di imprimere un impulso decisivo alla Economia Circolare che può dare vita a tante nuove imprese e generare tanti nuovi posti di lavoro cogliendo anche l’impatto che la Green Economy può avere sui nostri territori anche in ottica di sviluppo economico. Senza dimenticare le buone pratiche che Terracina sta avviando e che possono essere replicate anche a livello regionale, come quella che vede la nostra Città essere il sito italiano di attuazione del Progetto internazionale “PlasticFreeBeaches” finanziato dal programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco, con la Rete #Plasticfreebeachesterracina creata da Legambiente, SIB, Confcommercio, Cooperative Pescatori, Esercenti e Scuole che sta diventando un modello a livello nazionale e internazionale, e potrebbe diventare una best practice regionale per il contrasto al Marine e Beach Litter su cui la Regione porrà sicuramente molta attenzione nei prossimi anni con finanziamenti dedicati.

INFRASTRUTTURE, PORTI E MOBILITA’ SOSTENIBILE

Si è parlato molto di infrastrutture, quasi un nuovo “Piano Marshall dell’Agro Pontino”: nuove autostrade (la Roma-Latina), porti ed aeroporti come se fossimo nel pieno di uno sviluppo economico senza fine e con una idea della mobilità e dei trasporti a dir poco novecentesca, senza pensare a come mantenere l’esistente (manutenendo strade, ricostruendo ponti e ripristinando ferrovie) e soprattutto a “cosa e chi” deve passare su quelle strade e perché, sorvolando sui piani partecipati di sviluppo della mobilità come il Piano regionale della Mobilità, o quasi ignorando i gravi deficit di qualità del trasporto ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale che il nostro Circolo ha portato alla attenzione della Regione con le proprie iniziative e campagne #Pendolaria, come pure poca è stata l’attenzione dedicata ai temi del pendolarismo giornaliero, della mobilità per lo sviluppo turistico, della mobilità dolce e integrata, delle ciclovie e dei cammini. Eppure la Regione ha recentemente approvato una importante legge regionale (Legge sulla Mobilita’ Nuova n.11 del 28 dicembre 2017 stanziando più di un milione di euro nel biennio 2018-2019) per incrementare la ciclabilita’ e Terracina si trova proprio sulla direttrice della futura Ciclovia nazionale con la possibilità di collegare diversi tratti di pista ciclabile litoranea, ed è assolutamente necessario invece che le questioni dell’accesso e dei servizi di accoglienza della nostra Città anche per i cittadini senior e disabili, del doppio (e costoso) pendolarismo con le due stazioni di Priverno-Fossanova (scambio) e Monte San Biagio-Terracina Mare, dell’uso della stazione di Terracina e del ripristino della tratta ferroviaria tra Terracina e Priverno-Fossanova (con una decisione definitiva su questo a sei anni dalla frana), siano poste con forza  ma anche con tanta consapevolezza della complessità, al centro del piano della mobilità regionale. Il nostro circolo nel contesto della campagna annuale di Legambiente #Pendolaria ha portato all’attenzione da anni una serie di istanze provenienti dai cittadini e dagli utenti e sta lavorando ad una proposta di mobilità integrata (treno, auto, bici, traghetto, bus) per il sud pontino che prevede, tra l’altro, massima attenzione alla qualità dei servizi della tratta ferroviaria FL7 Roma-Napoli, la realizzazione del tratto laziale della ciclovia come infrastruttura portante regionale, la realizzazione di una metropolitana leggera che colleghi la nostra provincia con Roma, con un deciso e fermo No alla realizzazione dell’autostrada Roma-Latina e alla trasformazione dell’Aeroporto di Latina da militare a civile per dare invece priorità agli investimenti dedicati ad una efficace manutenzione del sistema viario (strade e ponti) provinciale completamente dissestato a cominciare dalla Pontina e dal ponte sul fiume Sisto, oltre alla necessità di procedere ad un aggiornamento del vetusto Piano Regionale di Coordinamento dei Porti che risale ormai al 1998. La questione del Porto di Terracina infatti andrebbe affrontata in modo sistemico e strategico, con un Piano integrato e partecipato di tutta l’area portuale evitando interventi ad hoc, come nel caso del discusso parcheggio, seppur necessario per lo sviluppo turistico, e attivandosi per fornire il Porto di una Stazione marittima e dei servizi di base visto lo stato di assoluto degrado in cui versa.

ACQUA PUBBLICA, RISCHIO CLIMATICO, SICCITA’ E INCENDI, DISSESTO IDROGEOLOGICO

Con qualche eccezione anche l’importante questione dell’acqua pubblica (su cui peraltro la nostra Regione si è espressa con una legge del 2014 n. 5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque” che ha fatto storia, dopo il referendum sull’acqua pubblica del 2011) e soprattutto la grave situazione della rete di distribuzione con una dispersione idrica superiore al 60% e la necessità di enormi investimenti per il suo ammodernamento avrebbe dovuto essere tema centrale (e non lo è stato purtroppo se non con qualche eccezione) così come il tema della grave siccità dell’anno scorso e dei cambiamenti climatici in atto che vedono anche la nostra Regione in grave crisi come approvvigionamenti idrici con impatti rilevanti sulle attività economiche e sulla vita delle persone nella nostra provincia oltre che sul turismo. L’intero assetto degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) andrebbe rivisto alla luce dello stato in cui versano i nostri bacini idrici, anche se Terracina, ne ha risentito meno di altre e degli investimenti necessari per l’ammodernamento della rete che sono poco compatibili con l’affidamento della gestione a società private. Anche la questione degli incendi, che pure ha funestato la nostra città e tutto il Sud Pontino la scorsa estate con migliaia di ettari di bosco andati in fumo nella nostra città e provincia molti dei quali appartenenti ad aree di assoluto pregio ambientale (SIC, ZSC, ZPS), è stata assente dal dibattito, o minoritaria, mentre invece è necessario già da ora partire con l’aggiornamento del Piano Anti Incendio Boschivo regionale che possa fare tesoro dei tanti errori commessi l’anno scorso frutto anche di una riorganizzazione del Corpo Forestale che abbiamo pagato a caro prezzo. Pochi hanno ricordato che il Comune di Terracina presenta una classe di rischio incendi alto (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo, è assolutamente necessario aggiornare il catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000, rafforzando gli investimenti in ambito forestale anche con strumenti finanziati. Oltre al tema del controllo e della  riforestazione del territorio bruciato che va portato avanti anche con finanziamenti mirati. Per non parlare delle questioni climatiche che pure danneggiano la nostra regione e la nostra economia locale come abbiamo visto nei mesi scorsi con siccità prolungata, alluvioni e trombe d’aria e su cui è necessario impegnarsi a fondo per la definizione di un Piano regionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici che, recependo le vulnerabilità e i rischi individuati dalla Strategia e dal Piano Nazionale, definisca le azioni da attuare sui territori per prevenire e mitigare i rischi. Siamo poi convinti che sia necessario un Piano di interventi unitario e straordinario per il dissesto idrogeologico a Terracina, tenuto conto del fatto che più di un terzo del comune di Terracina è a rischio frane e idraulico con circa 4000 persone a rischio attivandosi a livello regionale per i finanziamenti e attribuendo priorità alle emergenze post-incendi.

 TURISMO, CAMMINI E ITINERARI, EROSIONE DELLA COSTA E MITILICOLTURA

Anche su fronte del turismo, che pure rappresenta una fetta importante della nostra economia cittadina e regionale non abbiamo ascoltato molte proposte articolate, eppure la Regione deve dotarsi quanto prima di un Piano strategico regionale, coerente con il piano strategico nazionale 2017-2022 recentemente approvato, che possa valorizzare ogni singolo aspetto del nostro prezioso territorio sviluppandone la vocazione eco-turistica e culturale. La legge regionale n.2 del 10 marzo 2017, sulla valorizzazione dei cammini poteva costituire un ottimo punto di partenza, visto che a Terracina il nostro Circolo dalla sua nascita si sta impegnando per la valorizzazione del Cammino della via Appia a Terracina e per la costruzione del Itinerario Culturale Europeo di Goethe a Terracina entrambi presentati anche in prestigiosi contesti internazionali e conosciuti anche a livello regionale come una buona pratica di progettazione, speriamo presto finanziata. Anche sul fronte della erosione delle coste (che impatta oltre il 60% della costa della nostra città e il 44% della costa laziale) e delle spiagge e dei ripascimenti, nonostante la gravità crescente del fenomeno che mette al rischio le nostre belle coste e le attività commerciali turistiche, non abbiamo sentito molte proposte, mentre invece è assolutamente necessario predisporre un Piano strategico e operativo che coinvolga soprattutto gli operatori balneari, tutelando le piccole imprese a gestione familiare, prevedendo premialità per gli operatori più sensibili all’ambiente e che si fanno carico delle problematiche in coerenza con la Direttiva Strategia Marina dando sostanza alla Direttiva europea che prevede la Gestione Integrata delle Zone Costiere. Per non parlare del tema degli impianti per la Mitilicoltura, questione ancora aperta e da noi più volte sottolineata per la sua gravità, con comunicati e azioni congiunte, ma di fatto ignorato da tutti i candidati, nonostante i gravi potenziali impatti sul turismo del sud pontino. Ribadiamo anche la necessità di adottare quanto prima i Piani di gestione dei Siti di importanza comunitaria (SIC)/ZSC marini e dei SIC/ZSC terrestri del Lazio e di nominare gli enti gestori dei SIC/ZSC; di evitare i campi di ormeggio in specchi di acqua di particolare valore paesaggistico, naturalistico e ambientale sfruttando  per le nuove infrastrutturazioni per la nautica minore i corsi d’acqua e i canali se compatibile idrogeologicamente; di promuovere lo strumento dei Contratti di fiume accorciando i tempi e finanziando in modo adeguato sia la fase progettuale che quella di realizzazione del Piano di Azioni; oltre ad un No deciso e fermo alle trivellazioni nel Tirreno, il cui rischio non è ancora sventato.

RIGENERAZIONE URBANA, RECUPERO EDILIZIO, EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Anche sulla rigenerazione urbana Terracina, con il primo Laboratorio di rigenerazione urbana sostenibile del Lazio, fondato da Legambiente nel 2016, potrebbe rappresentare un elemento di buona pratica alla luce della recente approvazione della legge regionale n. 7 del 18 luglio 2017 sulla Rigenerazione Urbana e il Recupero Edilizio, favorendo una interpretazione in chiave ecosostenibile della Legge, che pure presenta alcuni aspetti sicuramente complessi (a tale proposito la Regione ha emesso recentemente con la Deliberazione n.867 del 19 dicembre 2017 una Circolare interpretativa che non scioglie però ancora tutti i dubbi) e applicando le sue parti più innovative per la rigenerazione di aree e zone degradate della nostra città magari proponendo progetti per finanziamenti regionali, o modificando il regolamento edilizio vigente per il nostro Comune con l’introduzione dei criteri di bioarchitettura e sostenibilità, e non utilizzando solo alcune norme vantaggiose, come fatto con il recente regolamento sulla monetizzazioni degli standard urbanistici approvato a fine anno. Altro tema completamente assente è quello delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica ad oggi assolutamente inesistenti a Terracina (con 78Kw/abitante contro una media nazionale di oltre 300KW) nonostante le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la Città. Il Piano Energetico regionale sviluppato negli scorsi anni ma ancora non operativo dovrà essere dotato anche delle misure economiche necessarie a spingere questa innovazione energetica in territori più arretrati come il nostro, e a questo proposito citiamo i recentissimi  Bandi e interventi della Regione Lazio per oltre 55 milioni di euro per sostenere gli investimenti di imprese ed enti locali in materia di efficienza energetica, economia circolare e sostenibilità, oltre ad impegnare la Regione per una definitiva liberalizzazione dell’autoproduzione e dello scambio dell’energia prodotta in loco con notevole vantaggio per i cittadini e le aziende oggi ingiustamente penalizzati.

AGRICOLTURA E PRODOTTI DI QUALITA’, MERCATI CITTADINI, CHILOMETRO ZERO E MIGLIO ZERO

Pur citandola genericamente come tema di campagna elettorale, nessun candidato ci sembra abbia presentato proposte puntuali per la valorizzazione nel proprio territorio dei prodotti agricoli e alimentari di qualità’, di cui peraltro la nostra città è molto ricca e questo anche alla luce della Legge regionale n. 14 del 7 novembre 2016 sulla Filiera Corta e i Prodotti di Qualità, che prevede uno stanziamento di 600.000 euro per il triennio 2016-2018, e che definisce un circuito in cui inserire le aziende agricole e le imprese e strutture ricettive che utilizzano almeno il 50% di prodotti a filiera corta che saranno contraddistinte da un logo, i bandi per le risorse genetiche autoctone, per il pesce a miglio zero, contributi ai comuni che promuovono iniziative nelle scuole, e l’indicazione di utilizzo dei prodotti a filiera corta nelle strutture di ristorazione collettiva pubblica, con la Regione promotrice di accordi tra i produttori e la grande distribuzione organizzata presente sul territorio laziale per la vendita dei prodotti provenienti dalla filiera corta, e sostenendo la nascita di gruppi di acquisto e di gruppi di offerta di cittadini. Non abbiamo visto proposte articolate su come concretamente valorizzare tutta la filiera dal produttore al consumatore, nonostante Terracina sia un Comune fortemente agricolo e ittico, e anche dopo la comunicazione della nostra posizione a riguardo, sul modello di gestione del nostro prezioso “Mercato della Marina” che oramai versa in condizioni di degrado inaccettabili e che potrebbe diventare il cuore pulsante di una nuova economia diffusa cittadina tutta a “chilometro zero” e a “miglio zero” e di come porre in generale il tema generale della riqualificazione dei mercati cittadini e rionali in ambito regionale anche con l’accesso a finanziamenti europei.

VERDE URBANO E CONSUMO DI SUOLO

Il tema della tutela dei parchi e del favorire la partecipazione civica alla gestione dei parchi cittadini, visto che gli indicatori sul Verde Urbano per Terracina mostrano un grave deficit sia in termini di Verde Urbano Disponibile (0,14%) che Fruibile (3,4 metro quadro/abitante), lontani dai valori medi di riferimento e anche da quanto stabilito dall’ Art. 17 della legge 765 (che detta gli standard urbanistici minimi del PRG) che individua in almeno 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport (dati Legambiente- Ecosistema Urbano 2017), è stato quasi del tutto assente totalmente dal dibattito, nonostante la Regione, proprio a partire dal collegato alla legge di stabilità (legge regionale n. 9 del 14 agosto del 2017) all’articolo 16 preveda incentivi per la manutenzione delle aree verdi con un impegno di circa un milione di euro di incentivi nel biennio 2017-2018.  Altri temi importanti di nostro sicuro interesso sono: la promozione di una Legge regionale per dire stop al Consumo di Suolo, per favorire la gestione dei Parchi Pubblici cittadini da parte dei comitati e delle associazioni anche attraverso l’adozione, da parte dei Comuni del Lazio, del Regolamento sui Beni Comuni; la revisione della L.R. 7 (Rigenerazione urbana) in particolare l’art.8 che consente comunque la monetizzazione degli standard urbanistici sotto i 1000/500 mq aumentando di fatto il consumo di suolo.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” INSIEME AL CIRCOLO LEGAMBIENTE SUD PONTINO E AL CIRCOLO LEGAMBIENTE FONDI “LA GINESTRA”, STORICO CIRCOLO PONTINO E AUTORE DI UN PROGRAMMA ANNUALE DI ESCURSIONI MOLTO SEGUITO IN PROVINCIA DI LATINA, ANNUNCIANO PER DOMENICA 25 FEBBRAIO LA PRIMA ESCURSIONE LEGAMBIENTE 2018 CONGIUNTA SUL TERRITORIO DI TERRACINA, ALL’INTERNO DEL PERIMETRO DEL PARCO REGIONALE DEI MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI, E ALLA VIA APPIA, DEDICATA AL SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA (ORA ZONA SPECIALE DI CONSERVAZIONE) DI MONTE S. ANGELO CON LA RIAPERTURA DEL SENTIERO ESCURSIONISTICO VERSO IL TEMPIO DI GIOVE.

Comunicato stampa n.79                                                            22.02.2018

Il Circolo Legambiente Fondi “La Ginestra” è autore da molti anni di un ricco programma di escursioni annuali, molto seguito ed apprezzato in tutta la Provincia.

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escursione2Programma 2018 delle Escursioni a Cura del Circolo Legambiente Fondi

La escursione del prossimo 25 febbraio, organizzata anche per celebrare il secondo anno di vita del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, con percorso guidato a cura del Circolo Legambiente Terracina in collaborazione con CoopCulture e  con il patrocinio del Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, http://www.parcoausoni.it/visita-al-tempio-giove-anxur-terracina-domenica-25-febbraio-2018-percorso-guidato-giornata/  non sarà solo una bella passeggiata naturalistica e archeologica e un momento conviviale aperto a tutti Soci e simpatizzanti di Legambiente, ma soprattutto una occasione civica per rimettere al centro dell’agenda ambientale e culturale cittadina, provinciale e regionale il Sito di Importanza Comunitaria di  Monte Sant’Angelo (solo recentemente dichiarata Zona di Conservazione Speciale (ZSC) con decreto ministeriale del 27/12/2016 ai sensi del Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonche’ della flora e della fauna selvatiche) e il suo simbolo famoso nel mondo del Tempio di Giove, la situazione di abbandono e degrado del Parco della Fossata e la riapertura del sentiero di accesso al Tempio attraverso il Monte, abbandonato dal devastante incendio del 2015. Con questa escursione vogliamo infatti annunciare il nostro impegno congiunto come Circoli Legambiente del Sud Pontino per un lavoro programmato e costante di ripristino, manutenzione e cura dei sentieri del nostro territorio (città, collina, montagna, borghi) che costituiscono il tessuto connettivo della nostra amata Città.

Ci stiamo già impegnando per consolidare tutta la sentieristica del Parco Regionale degli Ausoni e Lago di Fondi relativa al territorio di Terracina, con l’obiettivo di valorizzare al meglio il SIC di Monte S. Angelo, ma anche il SIC di Monte Leano, le località collinari come Santo Stefano e le zone del Parco.

Michele Forte e Andrea Sicignano, consiglieri del Direttivo del Circolo di Terracina e autori della iniziativa dichiarano” Con questo bellissimo percorso vogliamo riportare l’attenzione sul “Parco della Fossata”, di fatto abbandonato, e sul Sentiero escursionistico per raggiungere il Tempio di Giove, anch’esso di fatto danneggiato dal grave incendio del 26 luglio 2015 che aveva mandato in fumo centinaia di ettari di macchia mediterranea ma anche dai più recenti incendi del 2017. La nostra precisa volontà come Legambiente tutta è quella di riaprire il sentiero verso il Tempio, e manutenerlo anche con l’approssimarsi della bella stagione,  ricordando il grande impegno di Legambiente Lazio e del nostro Circolo durante la stagione degli incendi con un analitico esposto alla Magistratura che ha dato origine a ricerche e indagini, per mettere al centro della azione cittadina la questione della prevenzione degli incendi sul nostro territorio, anche attraverso la corretta frequentazione e manutenzione dei sentieri”.

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Incendio di Monte Sant’Angelo del 2015

Anna Giannetti, Presidente del Circolo, dichiara: “Ringraziamo il gestore del Tempio Coopculture che ci sta supportando nella creazione di un sistema di sentieri e di luoghi di visita per il Monte S. Angelo, in modo da rendere possibile un accesso pedonale per raggiungere il Tempio, il quale presenta note problematiche di parcheggio e questo al fine di aumentarne la fruizione e l’accessibilità ma anche per favorire un turismo lento e sostenibile. Inoltre con CoopCulture e con l’ausilio della cartografia del Parco, stiamo programmando delle visite guidate di tipo naturalistico e ambientale, da integrare nell’offerta turistico-archeologica del Tempio. Con il Comitato Promotore Appia Day nazionale http://www.appiaday.it/chi-siamo/ , supportato da CoopCulture, stiamo inoltre anche definendo un nuovo itinerario turistico-esperienziale cittadino, da collegare all’itinerario della Via Appia nella città bassa #ilcamminodellaviaappiatraianea, già sviluppato dal Circolo, con la apertura al pubblico dell’Appia Antica a Villa Salvini e presentato in vari congressi e convegni anche internazionali”

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Itinerario n.3 del Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondo con cartina

Il Percorso guidato che durerà l’intera giornata (9-16), a cura del Circolo di Terracina e di CoopCulture, con il supporto del Parco degli Ausoni, seguirà il seguente programma:

PARTENZA PUNTUALE ORE 9 a Piazza del Municipio di Terracina, dove si ammirera’ la preziosità del luogo con la pavimentazione originale risalente al Foro Emiliano (I e II sec a.c.), il Capitolium, l’Arco Quadrifronte cosiddetto di Galba, il tratto forense dell’Appia Antica, gli scavi del Teatro Romano (I sec a.c. e I sec d.c.). Si farà il percorso tra il Centro Storico alto e il versante nord-occidentale del Monte Sant’Angelo, lungo un tratto dell’antica Via Appia, utilizzata nel Medioevo come Via Francigena del Sud, proseguendo per una Strada panoramica per arrivare alla località “Parco La Fossata” (a quota 92 m. sul livello del mare) dove, compatibilmente con le condizioni di pulizia e sicurezza, si visiteranno anche i resti della antica villa romana e un antico santuario silvestre. Dal Parco si percorre, riaprendolo di fatto di concerto con il Parco come elemento della sentieristica associata al Parco degli Ausoni (si veda cartina allegata), l’Itinerario n.3 per il Tempio di Giove Anxur (dislivello di 135 m.), proseguendo in direzione sud-est, fino a quando raggiunge l’orlo del dirupo in prossimità della Grotta Sabina, con una descrizione geomorfologica, paleontologica, naturalistica a cura di una esperta guida ambientale e speleologica CAI.

Una volta giunti al Tempio costruito in epoca sillana (I sec a.C. circa) su di una area di culto esistente sin dal IV secolo a.C., ci sarà una visita guidata (gratuita solo per i Soci e simpatizzanti Legambiente), di tutta l’area a cura di CoopCulture con l’ausilio di un archeologo esperto. Si rimarrà al Tempio nell’area ristoro per un pranzo al sacco conviviale con offerta di dolci tipici terracinesi. Si riprenderà poi la Strada Panoramica e la Via Appia Antica fino a Piazza Palatina per assistere al tramonto e bere un te’ caldo.

RIENTRO PREVISTO PER LE ORE 16.

In caso di pioggia l’escursione sarà rimandata ad una successiva domenica, compatibile con il programma già in essere.

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-escursionetra-natura-e-storia-il-25-febbraio-con-legambiente-pisco-montano/

http://www.parcoausoni.it/visita-al-tempio-giove-anxur-terracina-domenica-25-febbraio-2018-percorso-guidato-giornata/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1524/domenica-25-la-prima-escursione-legambiente-2018-sul-territorio-di-terracina-allinterno-del-perimetro-del-parco-regionale-dei-monti-ausoni-e-lago-di-fondi

http://www.temporeale.info/77364/argomenti/ambiente/terracina-monte-santangelo-domenica-apertura-del-sentiero-tempio-giove.html

http://www.anxurtime.it/riapre-sentiero-del-tempio-giove/

http://www.temporeale.info/77364/argomenti/ambiente/terracina-monte-santangelo-domenica-apertura-del-sentiero-tempio-giove.html

http://www.latinatoday.it/eventi/escursione-terracina-tempio-di-giove.html

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE HA PRESENTATO SABATO SCORSO 27 GENNAIO PRESSO l’AULA MAGNA DEL ITS A. BIANCHINI IN UN EVENTO NAZIONALE E ALLA PRESENZA DI ISTITUZIONI, AZIENDE DI SERVIZI, ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, E ALTRI ENTI, LA PRIMA EDIZIONE DEL RAPPORTO LEGAMBIENTE “ECOSISTEMA URBANO DI TERRACINA 2017”: UNO STUDIO DETTAGLIATO DEGLI INDICATORI SULLA QUALITA’ DELL’ARIA, DELL’ACQUA, SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI, SULLA MOBILITA’, SUL VERDE URBANO, SUL SUOLO E SULLE ENERGIE RINNOVABILI CORREDATO DI PROPOSTE OPERATIVE SU CUI LEGAMBIENTE SI IMPEGNA A FORNIRE TUTTO IL SUPPORTO POSSIBILE ALLA CITTA’

Comunicato stampa n.76                                                29 gennaio 2018

Sintesi – Buona la Qualità dell’Aria anche se i superamenti della soglia per l’Ozono risultano superiori ai valori medi di riferimento ma i dati vanno consolidati predisponendo centraline di misura fisse o aumentando il numero e la frequenza delle campagne di misura. Acqua e Sistema Idrico: ottimo il consumo idrico pro-capite ma occorre investire sulla qualità della rete di distribuzione e ampliare la raccolta della rete fognaria. Rifiuti: siamo sulla buona strada con una percentuale di differenziata elevata ma occorre fare più attenzione alla produzione pro capite della frazione indifferenziata, applicando la Tariffa puntuale, consolidando il successo del premio Comuni Ricicloni di Legambiente e puntando decisamente ai Comuni #rifiutifree. Mobilità: ancora troppe auto, poco trasporto pubblico locale (scarsa sia la domanda che l’offerta, anche se ecologica) e ancora penalizzata la mobilità lenta a parte il valore ottimale dell’indicatore sulle piste ciclabili, ed è importantissimo dotarsi del Piano della Mobilità Sostenibile; Verde Urbano: vanno aperte, curate, sistemate ed attrezzate le aree esistenti, create nuove aree, sviluppati progetti di forestazione urbana e adottati moderni strumenti di pianificazione come il Piano del Verde. Suolo: il consumo va ridotto e regolamentato meglio, va posta notevole attenzione al dissesto idrogeologico del territorio che interessa un terzo della superficie comunale e al fenomeno dell’erosione costiera e vanno sviluppati progetti di recupero ambientale delle cave che deturpano fortemente il paesaggio della città, cosi’ come è ormai irrinunciabile dotarsi del Piano di Azione  per l’Energia Sostenibile e il Clima; Energie Rinnovabili: occorre iniziare finalmente con convinzione a pianificarle, promuoverle e svilupparle partecipando a Comuni Rinnovabili di Legambiente e aprendo uno Sportello dedicato all’ambiente.

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Il Circolo Legambiente “Pisco Montano” ha presentato nell’evento del 27 gennaio scorso, patrocinato dal Comune di Terracina, Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Arpa Lazio, Consorzio della Bonifica Pontina, Scuola ITS A. Bianchini, e dalle principali Aziende Gestori locali come Gestore Idrico Integrato Acqualatina SpA, Gestore Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer SpA, Gestore Verde Cittadino Verdeidea srl, Gestore Trasporti Locali CO.TR.I, Gestore Pubblica Illuminazione City Green Light srl, con il supporto di due Media Partner Latina Oggi e Lazio TV, e alla presenza di tutti i principali portatori di interesse e le principali Forze dell’Ordine a tutela dell’Ambiente (Carabinieri Forestali e Capitaneria di Porto-Guardia Costiera), e le principali associazioni di categoria (CONFCOMMERCIO, SIB Balneari), e le associazioni a tutela dell’ambiente e della salute come ISDE-Medici per l’Ambiente,  LA PRIMA EDIZIONE DEL RAPPORTO LEGAMBIENTE “ECOSISTEMA URBANO DI TERRACINA 2017”, ispirato al rapporto annuale che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica da decenni per i capoluoghi di provincia italiani. Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, le cosiddette Piccole Città.

“L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa bene e spende bene le sue risorse, che si misura, accetta le proprie carenze, progetta miglioramenti, evolve e pianifica le trasformazioni future, e che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza – commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente nazionale e curatore insieme a Mirko Laurenti del report nazionale – e siamo particolarmente contenti che Terracina, grazie al Circolo locale, abbia preso con decisione questa strada innovativa, avviandosi a diventare un laboratorio di monitoraggio dei propri indicatori, di confronto sistematico e di sperimentazione di buone pratiche a livello nazionale, come già in atto con il premio assegnato oggi a Terracina per Comuni Ricicloni o il progetto internazionale di Legambiente e della Fondazione Principato di Monaco sulla prevenzione, riduzione e il riciclo della plastica “Plastic Free Beaches”, di cui Terracina è sito pilota nazionale”.

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“L’Ecosistema Urbano è uno studio analitico sulla Città che il nostro Circolo ha condotto in questi mesi e che vuole essere non una pagella ma uno strumento di lavoro che ha l’obiettivo di aiutare a comprendere il funzionamento della Città su temi ambientali importanti quali la Qualità dell’Aria, l’Acqua e il Servizio Idrico, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità, il Verde Urbano, il Suolo e le Energie Rinnovabili. Un quadro di riferimento analitico, chiaro e basato su dati ufficiali che consente finalmente di confrontare la Città di Terracina con altre realtà analoghe. Abbiamo considerato il quadro nella sua complessità, con le luci e le ombre e abbiamo identificato anche proposte operative e priorità di azioni. Ebbene, se pensiamo alla Città come ad una macchina, oggi l’abbiamo dotata di un cruscotto che consentirà sicuramente di guidarla con una maggiore consapevolezza su dove siamo oggi e su dove vogliamo stare domani” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e  Vicepresidente del Circolo e autore del Rapporto.

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ARIA: i risultati sulla qualità dell’aria derivano da dati pubblicati da Arpa Lazio e relativi a campagne periodiche organizzate a Terracina ma bisogna prioritariamente dotarsi di una rete di centraline fisse nei punti più critici (es. incrocio Via Roma-via Derna, ponte del Salvatore, Ponte dell’Ospedale, Ponte tra Via Appia Nuova e Via Ponte Rosso, interno/esterno della Galleria); gli indicatori monitorati, che sono quelli tipici (il Biossido di azoto NO2, l’Ozono O3, le Polveri sottili Pm2,5 e Pm10), indicano una qualità buona dell’aria (soprattutto se confrontata con altre realtà del nostro Paese come le città del nord Italia) anche se i superamenti della soglia per l’Ozono risultano superiori ai valori medi di riferimento e sia il PM2,5 che il PM10 risultano comunque superiori ai limiti stabiliti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). In particolare per l’ozono, di norma ascrivibile al traffico veicolare, sarebbe opportuno fare più campagne estive, quando ci sono i maggiori picchi a causa dell’irraggiamento e delle temperature elevate. Per il PM2,5 e il PM10, sarebbe comunque opportuno fare una campagna di misure invernale visto che le polveri sottili derivano oltre che dal traffico veicolare anche dal riscaldamento domestico.

ACQUA E REFLUI: ottimo il dato sul Consumo giornaliero pro capite di acqua potabile per uso domestico (111,5 litri) in linea con le migliori pratiche a livello nazionale. Buona la Qualità delle Acque di balneazione e delle Acque marino-costiere sia per quanto riguarda lo Stato Ecologico (buono) che lo Stato Chimico (buono). E’ necessario però investire sulla qualità della rete di distribuzione dell’acqua per usi civili, industriali e agricoli che presenta un dato di Dispersione (68%) elevato rispetto ai valori nazionali. Va anche migliorata la Percentuale delle utenze collegate alla rete fognaria che risulta estesa al 83% della popolazione. Anche la Tariffa media (342€) di una famiglia tipo, di tre persone con un consumo annuo di 150 metri cubi di acqua, risulta superiore alla media nazionale e lontano dalle migliori città italiane. Inoltre è necessario dettare misure efficaci di tutela della risorsa idrica per garantire la buona qualità delle acque superficiali, sotterranee e marino costiere estendendo la rete di monitoraggio e gli inquinanti analizzati come previsto anche dal nostro progetto di ASL con l’ITS Bianchini recentemente finanziato dal Miur (Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare).

RIFIUTI: bene la Percentuale di raccolta differenziata (73,07%) che porta Terracina quest’anno per la prima volta nei Comuni Ricicloni del Lazio di Legambiente, in linea con le migliori pratiche nazionali. Bene anche la Percentuale di abitanti serviti dalla raccolta domiciliare (100%) e la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani (492 Kg/abitante) in linea con la media nazionale ed europea che si attesta sotto i 500 Kg/abitante. E’ fondamentale invece ridurre la Produzione annua pro-capite della frazione indifferenziata (attualmente 133 Kg/abitante) che è molto lontana dai migliori valori italiani che sono tutti al di sotto dei 75 kg/abitante. La Tari annuale applicata dal nostro comune (per una famiglia di tre persone che vive in una casa di 100 mq)  è di 290€ e risulta leggermente superiore al valore medio delle Piccole Città che è di 287€ anche se comunque distante dai valori migliori italiani che sono quelli del Trentino Alto Adige con Trento e Bolzano che pagano soli 178€. Significativamente più alta della media la spesa annua ad abitante per la Tari (205€/abitante) superiore alla media Italia dei comuni con un numero di abitanti compreso tra 15.000 e 50.0000 che è di 155,27€/abitante. Oltre a diminuire progressivamente la Tari, occorre porsi a breve l’obiettivo della Tariffa Puntuale, già applicata in 280 Comuni italiani, che è il cuore del sistema della differenziata peraltro obbligatoria dal 2020 come riporta il Collegato alla legge L.R. di stabilità del 8 agosto 2016. E’ importante aderire all’indagine nazionale di Legambiente COMUNI RICICLONI per puntare al premio annuale e portare Terracina anche nella graduatoria nazionale dei comuni Rifiuti Free (% RD > 65% e <75 kg pro capite di indifferenziata). E’ poi necessario sviluppare progetti dedicati al Marine e Beach Litter (su cui c’è anche un impegno di finanziamento regionale): un esempio è la Rete #Plasticfreebeachesterracina all’interno del Progetto internazionale “PlasticFreeBeaches” finanziato dal programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco, creata da Legambiente, SIB, Confcommercio, Cooperative Pescatori, Esercenti e Scuole che sta diventando un modello a livello nazionale e internazionale.

MOBILITA’: i dati del Trasporto pubblico locale (TPL) sia relativamente alla domanda di servizio (Passeggeri trasportati annualmente dal trasporto pubblico) che all’offerta (Percorrenza annua per abitante) risultano molto inferiori alla media. Questi due indicatori assieme al Tasso di motorizzazione auto (58,7 ogni 100 abitanti) ci dicono che Terracina è ancora una città con una mobilità decisamente auto-centrica. Buono il dato del Costo del servizio (1,61 €/km), della Spesa per singolo viaggio (0,48 €/viaggio) e della Incidentalità stradale (4,20 morti e feriti per 1000 abitanti). Nella media il valore dell’indicatore relativo all’uso di auto ecologiche ed ottimo il dato sull’uso dei mezzi ecologici nel TPL (83%) quasi tutti a metano. Per quanto riguarda gli indicatori sulla mobilità lenta, è buono il dato sui metri equivalenti di Piste ciclabili ogni 100 abitanti (16,26), ma c’è da migliorare sulla mobilità pedonale visto il deficit sia dell’indicatore relativo alle Isole pedonali (0,22 mq/abitante) che di quello relativo alle ZTL, Zone 20 e Zone 30. E’ importante sviluppare la Mobilità dolce sfruttando gli strumenti della Legge Regionale 28 dicembre 2017, n. 11 “Disposizioni per favore la mobilità nuova” recentemente approvata (che favorisce la mobilità collettiva come car pooling, car e bike sharing, l’utilizzo di bici+treno, promozione zone 20 e 30, parcheggi e spazi comuni dedicati per le biciclette, il cicloturismo, le ciclofficine, le ciclovie e le infrastutture per la mobilità). Inoltre è cruciale dotarsi del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), moderno e imprescindibile strumento di programmazione della mobilità complessiva nelle città che supera il piano della viabilità e del traffico.

VERDE URBANO: gli indicatori sul Verde Urbano mostrano un grave deficit sia in termini di Verde Urbano Disponibile (0,14%) che Fruibile (3,4 metro quadro/abitante), lontani dai valori medi di riferimento e anche da quanto stabilito dall’ Art. 17 della legge 765 (che detta gli standard urbanistici minimi del PRG) che individua in almeno 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport. Per quanto riguarda gli Orti urbani e sociali pur essendo stata individuata un’area (sebbene di molto inferiore alla media nazionale) di 4000 metri quadri da adibire a questo scopo e definita una graduatoria dei richiedenti, ad oggi ancora non è stato assegnato alcun lotto. Anche la percentuale delle aree percorse dal fuoco nel periodo 2011-2016 2,51% risulta superiore alla media nazionale (1,19%) con un totale di superficie distrutta in sei anni pari a 342 ettari che non tiene conto della devastazione degli incendi avvenuta nel 2017 con ben 234 ettari bruciati in un solo anno. Il Comune di Terracina presenta una classe di rischio incendi alto (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo, è assolutamente necessario aggiornare il catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000, rafforzando gli investimenti in ambito forestale anche con strumenti finanziati, e occorre anche che siano presto integrati nella pianificazione urbanistica locale alcuni strumenti di Pianificazione e di Gestione del verde come il Piano del Verde, il Regolamento del Verde Urbano, il Censimento del verde urbano, la Carta del verde urbano, il Catasto degli alberi, che cominciano ad essere adottati in moltissime città italiane e che sono ormai imprescindibili.

IL SUOLO: relativamente al Consumo di Suolo del nostro Comune il rapporto tra la superfice impermeabilizzata e la superficie totale (12,42%) risulta superiore sia alla media provinciale che a quella regionale e nazionale (7,64%) con un incremento 2015-2016 di 1,06 ettari di suolo del territorio comunale edificato e sottratto al verde. Invece sia il Suolo consumato pro capite (m2/ab) che la Percentuale di suolo consumato nel periodo 2012-2016 (8 ettari) risultano inferiori alle medie di riferimento. Superiore alla media nazionale anche la riduzione (-25,15%) della superficie agricola utilizzata (SAU) valutata negli anni di censimento 1982-2010. Relativamente al tema del dissesto idrogeologico del territorio risultano in linea con il dato medio nazionale le Aree a pericolosità da frane e idraulica (32,29 % sulla superficie totale) mentre superiore al dato medio nazionale risultano le Aree ad elevata pericolosità da frane ed idraulica (12,34%) con una popolazione a rischio di circa 4.000 persone. L’erosione costiera impatta oltre la metà delle coste del Comune di Terracina (53,33%) nel cui territorio sono presenti anche un numero elevato di Cave 6 (di cui 2 attive e 4 inattive), un dato consistente se confrontato con la media nazionale di siti estrattivi per comune (2,54). E’ poi necessario rivedere la applicazione della L.R. 7 del 2017 «Rigenerazione Urbana» (Art. 8) subordinando la possibilità di fare ricorso all’istituto della monetizzazione alla “comprovata impossibilità” di reperire gli standard secondo la prassi ordinaria evitando cosi consumo di suolo (riduzione del verde,  impermeabilizzazione del terreno, allagamenti, isole di calore, etc.) e preservare il verde agricolo, considerando il contributo e la valenza della agricoltura urbana in una città come Terracina, anche tenendo conto della Legge Regionale n. 14 “Disposizioni per valorizzare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti da filiera corta”;

ENERGIE RINNOVABILI: i dati (GSE) della Potenza installata di Fotovoltaico per 1000 Abitanti a Terracina sono di molto inferiori alla media provinciale, regionale e nazionale nonostante le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la città. Il dato sul Fotovoltaico e termico pubblico purtroppo non è disponibile pur in presenza di questionari che Legambiente, tutti gli anni, invia ai Comuni italiani per l’indagine nazionale Comuni Rinnovabili. Il Consumo di energia elettrica per uso domestico, pari a 1068,8KWh, risulta superiore alla media delle Piccole Città e lontano dalle migliori. Il Comune di Terracina ha deliberato, negli anni passati, l’adozione di un PAES ma ad oggi non si è ancora dotata di questo importante Piano Energetico che nel frattempo non si chiama più PAES ma PAESC visto che ha integrato anche la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e che molti comuni e regioni stanno adottando come piano sovraordinato. E’ imprescindibile adottare il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc) insieme ad uno Sportello Informativo Unico Ambiente (Qualità dell’Acqua, Risparmio idrico, Energie Rinnovabili, Efficienza Energetica, Aree Protette, Biodiversità, etc.), favorendo anche la partecipazione attiva di Terracina all’indagine nazionale di Legambiente «COMUNI RINNOVABILI» nello spirito del confronto e del miglioramento continuo.

Infine auspichiamo che l’Amministrazione si doti presto di un Regolamento edilizio sostenibile che integri i principi di sostenibilità e di efficienza energetica degli edifici, le energie rinnovabili, il risparmio idrico, l’isolamento acustico, il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie, l’incentivazione di sistemi e impianti di fitodepurazione, la tutela della permeabilità del suolo e promuovano l’utilizzo di materiali e tecnologie costruttive anti-impermeabilizzazione (materiali drenanti e rain garden) e di materiali da costruzione locali e riciclabili.

http://www.latinatoday.it/cronaca/legambiente-primo-rapporto-ecosistema-urbano-terracina-2017.html

http://www.retisolidali.it/ecosistema-urbano-di-terracina-2017/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1483/legambiente-annuncia-i-dati-ufficiali-del-rapporto-ecosistema-urbano-2017-di-terracina-presentato-lo-scorso-27-gennaio-ed-elabora-proposte-operative-per-la-citta

https://www.ilfaroonline.it/2018/01/29/204465/204465/

http://www.anxurtime.it/troppe-automobili-trasporto-pubblico-migliorare-report-legambiente/

http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=122993

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-legambiente-ha-presentato-lo-studio-degli-indicatori-sulla-qualita-dellaria-acqua-e-rifiuti/

 

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” INSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE NAZIONALE ANNUNCIA L’EVENTO “PRESENTAZIONE DEL I^ RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO 2017 DELLA CITTA’ DI TERRACINA” CHE SI SVOLGERA’ SABATO 27 GENNAIO 2018 DALLE ORE 9 ALLE ORE 13.30 PRESSO l’AULA MAGNA DELL’ITS A. BIANCHINI

Comunicato stampa n.75                                             25 gennaio 2018

L’EVENTO “PRESENTAZIONE DEL I^ RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO 2017 DELLA CITTA’ DI TERRACINA” DEL 27 GENNAIO 2018, ORGANIZZATO DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA IN COORDINAMENTO CON LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE NAZIONALE SI SVOLGERA’ PRESSO l’AULA MAGNA DELL’ITS A. BIANCHINI ed ha la finalità di presentare la 1^ edizione del Rapporto che il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha elaborato, basato su alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Nazionale Ecosistema Urbano https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-urbano-2017 https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/ecosistema-urbano-2017-dati-performance-ambientali-comuni-capoluogo , recentemente presentato a Milano a Palazzo Marino.

L’evento ha il patrocinio, oltre che di Legambiente nazionale e regionale, dei seguenti Enti pubblici locali: Comune di Terracina, Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Arpa Lazio, Consorzio della Bonifica Pontina, Scuola ITS A. Bianchini, e delle principali Aziende Gestori locali come Gestore Idrico Integrato Acqualatina SpA, Gestore Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer SpA, Gestore Verde Cittadino Verdeidea srl, Gestore Trasporti Locali CO.TR.I, Gestore Pubblica Illuminazione City Green Light srl, e due Media Partner come Latina Oggi e Lazio TV, i quali parteciperanno tutti anche alla Tavola Rotonda, insieme alle principali Forze dell’Ordine a tutela dell’Ambiente (Carabinieri Forestali e Capitaneria di Porto-Guardia Costiera), alle principali associazioni di categoria (CONFCOMMERCIO, SIB Balneari), alle associazioni a tutela dell’ambiente e della salute come ISDE-Medici per l’Ambiente.

L’Ecosistema Urbano è uno studio analitico sulla Città che il nostro Circolo ha condotto in questi mesi e che vuole essere uno strumento di lavoro con l’obiettivo di aiutare a comprendere il funzionamento della Città su temi importanti quali la Qualità dell’Aria, Qualità dell’Acqua e il Servizio Idrico Integrato, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità, il Verde Urbano, il Consumo di Suolo e le Energie Rinnovabili. Un quadro di riferimento analitico, chiaro e condiviso che consente di confrontare in modo oggettivo la nostra Città con altre realtà analoghe a livello nazionale.

Gli indicatori di sostenibilità dell’ecosistema urbano e in genere di qualità ambientale e della vita rappresentano uno strumento scientifico, diffuso a livello nazionale ed internazionale, oramai imprescindibile e dai risvolti pratici notevolissimi in quanto rappresentano il vero e proprio cruscotto della Città, utile ad orientare l’azione di governo, a decidere e fissare gli obiettivi, a misurarne i risultati e a valutarne l’efficacia e la concretezza. Inoltre rappresentano un formidabile strumento di trasparenza e di comunicazione (anche turistica) visto che consentono a tutti i fruitori della Città di valutare, con semplicità ed immediatezza, il livello di servizio complessivo offerto dalla Città in tutte le sue componenti più rilevanti (es. ambiente, servizi, sanità, cultura, trasporti, sicurezza, vivibilità, accessibilità, economia, etc). Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti, le cosiddette Piccole Città.

L’evento, dalle ore 9 alle ore 13.30, aperto a tutti e inserito all’interno del percorso di Alternanza Scuola Lavoro dell’ITS A. Bianchini, prevede la seguente organizzazione

  • Introduzione e apertura dei lavori a cura del Presidente Legambiente Lazio, R. Scacchi
  • Presentazione del Rapporto nazionale Legambiente ECOSISTEMA URBANO 2017 a cura del Responsabile Nazionale di Legambiente per le Aree Urbane, A. Fiorillo
  • Presentazione del 1^ rapporto ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 2017 a cura del Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente, G. Subiaco
  • Consegna Ufficiale del Premio Legambiente Comuni Ricicloni al Comune di Terracina
  • Tavola Rotonda dal titolo “Performance Ambientali e Qualità della Vita” (che sarà moderata da A. Fiorillo di Legambiente Nazionale)
  • Conclusioni a cura del Presidente del Circolo Legambiente Terracina, A. Giannetti

Presentazione ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 27 gennaio 2018

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

ITER DI APPROVAZIONE DEL PIANO DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” PRESENTA LE PROPRIE OSSERVAZIONI SU MOBILITA’ SOSTENIBILE, ENERGIA E RISCHIO CLIMATICO, INTEGRAZIONE CON SIC, ZSC E ZPS LIMITROFI SIA MONTANI CHE MARINI, INTEGRAZIONE GESTIONALE DI TERRACINA NELLA UNESCO MAB – RISERVA DELLA BIOSFERA (AREA DI TRANSIZIONE) CON L’ OBIETTIVO DI RICREARE LO STORICO LEGAME TRA IL PARCO E IL TERRITORIO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.63                                    25.10.2017

Nei giorni scorsi e rispettando la scadenza del 19 ottobre,  il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina ha inviato all’attenzione del Parco del Circeo le osservazioni al Piano del Parco come da iter in corso di approvazione.

L’approvazione del Piano del Parco rappresenta un momento storico, un vero traguardo per questa area protetta e per tutto il territorio per la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo economico del territorio, strumento di sintesi tra le esigenze di conservazione e quelle di fruizione sostenibile dell’area.

Le osservazioni prodotte dal nostro Circolo hanno tutte il comune denominatore di ricollegare il Comune ed il territorio di Terracina al Parco come vuole la sua storia, visto che gran parte dell’area rialzata della “duna antica” da Terracina a Nettuno coperta da boschi, era chiamata appunto Macchia di Terracina e di Cisterna ed era circondata da acquitrini e paludi infestate dalla malaria, nella quale vivevano alcune migliaia di persone dedite alla compravendita di legname e alla caccia, attività che per secoli hanno alimentato,  attraverso la preziosa rete dei canali, l’economia di Terracina. Proprio per ricordare l’importanza che la Macchia di Terracina ha avuto per secoli per la vita della nostra comunità, abbiamo voluto che il Piano recepisse gli indirizzi e le azioni tese a testimoniare, rinsaldare e a non far dimenticare questo storico legame cercando di lavorare sulle connessioni del Parco con il territorio circostante per poterlo integrare all’interno dello stesso legandolo con la storia passata ma anche futura di tutto il sud pontino.

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Stato paludoso dell’Agro pontino nell’anno 1777. (da Bortolotti et al., 1986)

Le osservazioni presentate dal Circolo in sintesi riguardano: il Piano per la mobilità integrata e sostenibile, il Piano energetico e l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’inclusione nel Parco del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” per preservarlo da eventuali scempi come dalle autorizzazioni dei mega impianti per la mitilicoltura contro i quali il nostro circolo lotta da anni, la creazione di una rete di collegamento con le aree protette, SIC, ZPS, ZSC e i Parchi circostanti, l’integrazione compiuta del Comune di Terracina nella governance del Parco data la presenza del Comune di Terracina nella Transition Area UNESCO MAB-Man and Biosphere fin dal 2013.

Entrando nel dettaglio, in particolare è stata proposta la stesura di un Piano della Mobilità Sostenibile integrato tra i comuni del Parco in modo da collegare in modo più efficiente il Parco alla linea ferroviaria FL7 (Roma –Napoli) utilizzando gli hub di Priverno-Fossanova e Monte San Biagio-Terracina Mare che possono diventare veri e proprie porte di accesso al Parco, anche come InfoPoint di primo livello, ma anche incrementando la rete interna di piste ciclabili e interconnettendola con la prevista Ciclovia del Sole che potrebbe attraversare il Parco da nord a sud collegando (con le piste ciclabili già in uso e con altre da costruire) i Comuni di Latina-Sabaudia-San Felice Circeo e Terracina. E’ stata proposta la stesura di un PAESC (Piano di Azioni per l’Energia Sostenibile ed il Clima)  del Parco (esteso ed integrato con tutti i Comuni inclusi nel Parco) con obiettivi e azioni comuni sia sul piano della mitigazione (incremento dell’uso delle rinnovabili e degli interventi di efficientamento energetico) sia sul piano delle misure e delle azioni di adattamento climatico (in particolare per affrontare i fenomeni dell’innalzamento della temperatura del mare, del livello delle acque e dell’incremento dei fenomeni di erosione costiera) in linea con quanto già definito e previsto dagli scenari e dalle vulnerabilità ipotizzate nella Strategia nazionale e nel Piano nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici per il sud pontino. Un’altra osservazione riguarda la proposta di estendere a tutto il SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” l’area inclusa nell’ampliamento a mare del Parco in modo da compiere appieno, come affermato nel Piano, la funzione di tutela della prateria di posidonia che costituisce un elemento fondamentale per la protezione della fascia costiera e per la salvaguardia del sistema dunale e soprattutto contribuire ad escludere definitivamente la possibilità di installazione tra la foce del Sisto e del Portatore di un impianto di mitilicoltura di 500.000 mq proprio a ridosso dei confini settentrionali del SIC IT6000013 con un disastroso impatto sia ambientale che sulla economia turistica del litorale (come riportato nell’attuale ricorso ad adiuvandum del nostro Circolo al Comune di Terracina contro la Regione Lazio). Si propone anche di utilizzare, per la redazione del Piano di Gestione del SIC, le misure già proposte dal nostro Circolo alla Regione Lazio e dalla stessa approvate e di attuare, d’intesa con la Regione Lazio, una gestione integrata da parte del Parco del SIC marino anche per le parti non incluse nel perimetro amministrativo del Parco per garantire l’omogeneità di gestione del SIC, ed un adeguato livello di raggiungimento degli obiettivi di conservazione, senza necessariamente aggiungere ulteriori elementi di vincolo e di tutela.

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SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”

E’ stato proposto inoltre, congiuntamente al Circolo Legambiente Sabaudia “Larus”, che il Piano possa includere anche la creazione a terra di una vera e propria rete con le aree protette e i parchi limitrofi come il Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, la ZPS IT6040043 “Monti Ausoni e Aurunci”, Il Sito di Interesse Comunitario IT6040007 “Monte Leano”, il Sito di Interesse Comunitario IT6040006 “Monti Ausoni meridionali”, il SIC/ZPS Lago di Fondi, il costituendo parco dei Monti Lepini attraverso la progettazione di corridoi ecologici di interconnessione tra le diverse aree per gli spostamenti in particolare dell’avifauna, che tenga conto del fatto che, come riportato nel Piano, esiste una Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva CEE 79/409 (Direttiva Uccelli Selvatici) per tutta l’area terrestre del Parco, che si estende alla fascia costiera marina, utilizzando ad esempio come corridoi i canali della bonifica pontina che potrebbero a loro volta diventare un SIC come è già in parte avvenuto per una loro porzione ricadente nel SIC “Canali in disuso della bonifica pontina” (IT6040008).

Infine data la presenza del Comune di Terracina nella UNESCO MAB- transition area dal 2013 (delibera Comune di Terracina DGC n.399 del 30 ottobre 2013 – Adesione alla Transition Area), si propone, anche considerando l’intero Parco Nazionale del Circeo, o anche un’area più vasta, come unità gestionale della “Riserva della Biosfera del Circeo”, di integrare anche il Comune di Terracina tra i Comuni di riferimento per il Parco e di impegnare il Comune di Terracina in una cogestione diretta della Transition Area. In particolare poi si chiede di riferirsi per tutto cio’ che riguarda la gestione dell’area al più aggiornato documento “Lima Action Plan for UNESCO’s Man and the Biosphere (MAB) Programme and its World Network of Biosphere Reserves (2016-2025)” adottato il 17 marzo 2016 al 4th World Congress of Biosphere Reserves in Lima, Peru.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.