LEGAMBIENTE TERRACINA E LA QUESTIONE DELLA MATTANZA DEI DAINI DEL CIRCEO: MENTRE SI LAVORA PER INNOVATIVE SOLUZIONI DI GESTIONE FAUNISTICA AD UN PROBLEMA COMPLESSO COME IL CONTENIMENTO DELLE SPECIE IN ZONE PROTETTE, LE AMMINISTRAZIONI LOCALI DANNO IL VIA AD UNA FACILE GARA DI  DICHIARAZIONI DI SOLIDARIETA’ PER “ADOTTARE” O “FAR ADOTTARE” I POVERI DAINI

Terracina, 17 gennaio 2020                              Comunicato Stampa n. 167

Sulla vicenda del brutale abbattimento dei daini previsto al Parco Nazionale del Circeo attraverso metodi davvero arcaici di prelievo era intervenuta già giorni fa Legambiente Lazio chiedendo di evitare pero’ anche ogni strumentalizzazione di una vicenda delicata e di grande impatto ecologico, visto che il tema della gestione faunistica all’interno di un’area protetta è questione assai delicata e secondo il “Piano gestionale di controllo del daino nella foresta demaniale” il Parco ospita ormai una densità complessiva di daino più che doppia (42 esemplari per 100 ettari)  rispetto alla capacità portante massima auspicata di 15-20 esemplari ogni 100 ettari. Giorni fa era quindi partita anche l’iniziativa dei Circoli Legambiente locali indirizzata verso l’Ente Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e l’Ente Parco Regionale Monti Aurunci per chiedere a gran voce la autorizzazione a trasferire li’ i daini, proprio al fine di limitare gli interventi di contenimento della popolazione di daino del Parco nazionale del Circeo a forme non cruente di prelievo, individuando aree o contesti territoriali disponibili ad “adottare” gli animali prelevati.

Ricordiamo che i daini del Circeo non sono originari del territorio del Parco, ma vi sono stati introdotti dal Corpo Forestale nel 1953 con l’intento di farli riprodurre come in un allevamento, per poi traslocarli in altri territori anche a fini venatori. Negli anni, il progetto non è stato più controllato e monitorato e gli animali sono riusciti ad uscire dai recinti di confinamento trovandosi in una zona ospitale con risorse a disposizione e senza predatori, condizioni che hanno favorito la loro riproduzione e il conseguente aumento degli esemplari. L’adozione quindi di un Piano di gestione e di contenimento è sicuramente una azione inevitabile se si vuole salvaguardare la stessa sopravvivenza dell’ecosistema Parco e diamo atto alla Direzione del Parco del Circeo di aver proceduto su questa linea, ma quello che non comprendiamo è perché non si siano evitati i rischi di una mattanza.

Legambiente Terracina fin dall’emergere della questione giorni fa ha espresso la volonta’ non solo di operare sull’emergenza dei trasferimenti, per evitare gli abbattimenti, ma di proporre almeno una temporanea sospensione del Piano di Gestione del Parco e di una revisione delle linee guida ‘Linee guida della gestione degli Ungulati – Cervidi e Bovidi’ dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), pur tenendo conto che il Piano ha una sua importante valenza ed ha avuto il parere positivo del ministero dell’Ambiente e della  Regione Lazio, al solo fine di introdurre metodi di prelievo meno cruenti (come quelli orribilmente descritti nel Piano) e più in linea con la contemporanea sensibilita’ animalista, considerando la possibilità – come indicato dalla Legge 157/1992 art. 19 “Controllo della fauna selvatica” – che definisce la necessità di valutare preventivamente eventuali operazioni alternative all’abbattimento.

Non si vuole infatti dare per scontato che l’inserimento di specie alloctone, inserimento a volte indiscriminato ed effettuato senza tener conto degli equilibri ecosistemici, debba poi finire con una “mattanza” che si concluda con una macellazione che mira solo ad avere carne da mangiare, come nel caso dei cinghiali o adesso dei daini. E’ necessario quindi pretendere una gestione attenta dei problemi e non un lasciar correre per decenni per poi arrivare a soluzioni cruente e costose e questo per tutte le specie, ed è per questa ragione che come Circolo vogliamo continuare a pensare anche alla soluzione più semplice, ovvero l’allestimento di recinzioni, dissuasori e catarifrangenti in loco che impediscano ai daini di dirigersi verso la strada ed evitare cosi’ le problematiche di sicurezza stradale, oppure il ricorso all’immunoterapia con vaccinazione con sostanze specifiche, senza spostare i fragili daini i quali hanno un sistema cardiocircolatorio molto delicato, considerando che le pratiche cruente per la cattura, come quelle riportate sul Piano, già li decimerebbero per infarto, senza contare gli animali che comunque potranno ferirsi o restare con le zampe spezzate.

Nonostante le problematiche connesse con l’applicazione del controllo di fertilità per la fauna selvatica siano molte e complesse esistono contesti e specie in cui questo metodo rappresenta una soluzione praticabile e possibile e auspicabile. La questione delle sterilizzazioni è importante e contrariamente ai vaccini contraccettivi degli anni ’90, che prevedevano la somministrazione di due dosi a poche settimane l’una dall’altra, gli immuno-contraccettivi (o vaccini contraccettivi) dell’ultima generazione causano infertilità per vari anni dopo l’inoculazione di una singola dose pur funzionando come un normale vaccino che, una volta somministrato, causa la produzione di anticorpi che attaccano proteine o ormoni essenziali per la riproduzione. I vaccini mono-dose rappresentano così un importantissimo passo avanti per le applicazioni pratiche del controllo della fertilità della fauna selvatica. L’efficacia e la durata dell’azione di questi contraccettivi sono in parte dovute alla presenza di nuovi adiuvanti, sostanze che stimolano la produzione di anticorpi negli animali vaccinati. In tutti i casi di popolazioni isolate o di animali la cui gestione non può, per varie ragioni, essere condotta attraverso abbattimenti, come ad esempio in molte aree protette, l’impiego dei contraccettivi rimane infatti uno dei pochissimi metodi validi dal punto di vista dell’efficacia e del benessere ambientale e animale.

Inoltre, in merito al trasferimento e alle cosiddette adozioni, affermiamo che non è facile fare recinti, poiche’ il daino utilizza, di norma, tra i 200 e i 300 ettari come spazio vitale e le femmine utilizzano spazi differenti dai maschi e non possono essere inseriti in piccole aree altrimenti andremmo a creare condizioni da zoo assolutamente non compatibili con il loro benessere. Le reti di recinzione devono essere alte circa 250 cm e in caso di terreni declivi l’altezza effettiva della recinzione dipende dell’altezza del terreno a monte mentre vanno fissate saldamente al suolo con ancoraggi in ferro. Poiché il benessere degli animali è l’obiettivo, tutte le alternative di sistemazione devono tener in conto la libertà degli stessi, per consentire ad animali selvatici che possono vivere anche 17 anni di manifestare il loro comportamento naturale (anche se non più come riproduttori).

“Mentre la nostra Associazione Legambiente nazionale con i propri settori di Parchi e Aree protette e Fauna, Tutela e Benessere Animale, consapevole dei problemi e della complessita’ della situazione, si preoccupa di trovare le soluzioni migliori e lo fa da anni cercando di indirizzare le azioni di contenimento, e mentre i Circoli Legambiente locali si prodigano per trovare aree protette dove poter trasferire in totale sicurezza e secondo metodiche collaudate i daini, e mentre i Parchi e le loro direzioni cercano le soluzioni migliori per tutelare l’ecosistema e la fauna, e in particolare mentre il Parco del Circeo, per bocca del suo Direttore P. Cassola apre con giudizio a tutte le possibilita’ alternative agli abbattimenti, assistiamo invece ad una rincorsa facile delle Amministrazioni, come quella di Terracina o anche di San Felice Circeo, le quali sull’onda emotiva e, senza alcuna considerazione degli impatti ecologici e degli aspetti tecnici assai complessi, si propongono per adozioni sul proprio territorio, senza peraltro specificare su quali aree demaniali e con quali costi, oppure pensano a delocalizzare gli animali attraverso l’adozione di privati, aziende agricole e agrituristiche che ne potrebbero far richiesta. Ricordiamo pero’ che non devono essere gli eventuali interessi elettorali a delineare il destino di questi animali, tra l’altro già soggetti ad attività di bracconaggio, ma piuttosto il loro benessere e soprattutto dobbiamo evitare che in tutto questo quadro si introduca surrettiziamente, come del resto abbiamo sperimentato a Ravenna, nella Pineta di Classe, con la concessione di un abbattimento ingiustificato di 67 esemplari di daino, l’attivita’ venatoria, sempre pronta, con il suo corredo di fucili per divertimento, dichiara Anna Giannetti, Presidente Circolo Legambiente Terracina e Consigliere Nazionale di Legambiente.

https://latinatu.it/daini-del-circeo-legambiente-terracina-comuni-non-strumentalizzino-sulle-adozioni/?fbclid=IwAR0MJdbwiO2eFMokxM7V1QFqXpzgBBBx_pCJ0L5OE2L_yMDYPEyKnReQLS8

http://www.anxurtime.it/abbattimento-dei-daini-al-parco-del-circeo-interviene-legambiente/?fbclid=IwAR3wiqMErgcF98aNkMzkrM5VKiPEugmgnTfL_6BHiTp61YACuSEW4Yb4LPg

https://www.ilfaroonline.it/2020/01/19/terracina-si-propone-di-adottare-i-daini-del-circeo-ma-e-gia-polemica/314243/?fbclid=IwAR0JQ81Ucv_WTDLrFXEj924OeJCB5PQZtOCd5QGLOTvHofW0eeMG9EjGe94

https://www.agoraregionelazio.com/legambiente-terracina-e-la-questione-mattanza-daini/?fbclid=IwAR3ONATDpVNED6WmBDnSUaIKv8gXCrmBO4zmaS8aLSxzqNMdhmcV8tl0Jbw

https://www.radioluna.it/news/2020/01/daini-nel-parco-del-circeo-legambiente-terracina-non-si-usino-per-fini-elettorali/?fbclid=IwAR1iIdzlfVliwsVfrOUoFZcXEVzDusYvbzNW-a2UV_40kXiC-JMg8Epu6kQ

https://www.h24notizie.com/2020/01/19/daini-legambiente-interviene-sulle-strumentalizzazioni-politiche-e-non/?fbclid=IwAR15CYs6w7BKgfJ8UMKMZNnRByYxHhkQP85KF1Qb0MND7vUgOQMc_mdvWvk

https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/81060/gestione-dei-daini-nel-parco-del-circeo-legambiente-bacchetta-i-comuni?fbclid=IwAR2d7Hi2wm9xrAmUFG1HceZ8_M9mEWAivPAGg49qIVUMc6z2QeimUWxNRUA

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2879/il-circolo-legambiente-e-la-questione-della-mattanza-dei-daini-del-circeo

http://www.latinatoday.it/cronaca/daini-circeo-legambiente-terracina.html?fbclid=IwAR0ZI9MbrUWtlYS_J-HCT1k1m_t0LgU51wCrflD3vBh2DHT_woAdlFnQtTg

https://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/82064/piano-di-gestione-del-daino-la-manifestazione-per-il-no-davanti-al-parco?fbclid=IwAR3XUJoEq5a6tn3KPijeC7wR1wTDgsgTZ-ojy-pcSeYza5T9ZeZie3WwOWY

LO 19.1.2020

IMG33

Grave intimidazione ai danni Parco Nazionale del Circeo e ai Carabinieri Forestali : I Circoli Legambiente della provincia di Latina esprimono piena ed incondizionata solidarietà e condannano con fermezza il vile gesto che offende tutto il territorio pontino

Sabaudia, 25 Giugno 2019      

E’ di queste ore la notizia di un grave atto intimidatorio compiuto ai danni del Parco Nazionale del Circeo tramite il rinvenimento, presso il Centro Visitatori dell’area protetta, di tre taniche di gasolio che ignoti hanno posizionato davanti alla sede della direzione degli uffici dell’Ente, a Sabaudia (LT). Il combustibile è stato parzialmente rovesciato facendolo penetrare all’interno dei locali con il tentativo di incendiare una vicina centrale termica. Accanto alle taniche è stata infine lasciata una busta, aperta poi dagli artificieri, contenente 4 cartucce a palla calibro 12 utilizzate per la caccia al cinghiale, indirizzata al Comandante della Stazione di Sabaudia nel Parco dei Carabinieri Forestali.

I Circoli Legambiente della provincia di Latina: Latina-Monti Lepini, Terracina, il Circolo Intercomunale “Luigi Di Biasio” (Fondi, Monte S. Biagio, Lenola, Campodimele, Itri, Sperlonga), i Circoli di Sabaudia e “Verde Azzurro” Sud Pontino condannano fermamente l’episodio ed esprimono tutta la loro solidarietà nei confronti del Luogotenente Alessandro Rossi dei Carabinieri Forestali, del direttore del Parco Paolo Cassola, della stazione territoriale e dell’Ente Parco.

Legambiente, nel ringraziare il Corpo e l’Ente per l’incessante lavoro che viene messo in campo quotidianamente contro i reati ambientali e a favore della tutela dell’ambiente come bene comune, auspica che i responsabili dell’atto vandalico perpetrato vengano immediatamente individuati e assicurati alla giustizia, confidando nel buon operato della magistratura e delle forze dell’ordine.

Secondo i Circoli pontini di Legambiente, infine, la legalità in un territorio di altissimo pregio ambientale come quello del Parco del Circeo non è negoziabile, non scende a compromessi e l’associazione è pronta a sostenere la sinergia tra Parco, Carabinieri Forestali e tutti gli altri organi di polizia giudiziaria oggi coesi più che mai nell’interesse dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile del territorio.

http://www.anxurtime.it/intimidazione-al-parco-nazionale-del-circeo-interviene-legambiente/

http://www.greenreport.it/news/diritto-e-normativa/dopo-lintimidazione-al-parco-del-circeo-sopralluogo-del-ministro-dellambiente/

https://www.news-24.it/dopo-latto-intimidatorio-contro-il-parco-del-circeo-solidarieta-ai-carabinieri-da-tutte-le-istituzioni/

https://www.studio93.it/attentato-incendiario-sventato-al-parco-del-circeo-dura-condanna-del-mondo-politico-delle-associazioni-ambientaliste-e-dei-sindacati/

https://www.h24notizie.com/2019/06/24/intimidazione-al-parco-del-circeo-la-solidarieta-ai-carabinieri-forestali-e-allente/9/

https://www.radioluna.it/news/2019/06/gesto-intimidatorio-al-comandante-dei-carabinieri-forestali-solidarieta-da-piu-parti/

https://www.giomagazine.it/cultura-e-societa/intimidazione-ai-danni-del-parco-nazionale-del-circeo-e-ai-carabinieri-forestali-la-solidarieta-di-legambiente/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

http://www.agoraregionelazio.com/grave-intimidazione-ai-danni-parco-nazionale-del-circeo-e-ai-carabinieri-forestali/

Intimidazione al Parco del Circeo, la solidarietà di Legambiente e Fare Verde

 

 

ITER DI APPROVAZIONE DEL PIANO DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” PRESENTA LE PROPRIE OSSERVAZIONI SU MOBILITA’ SOSTENIBILE, ENERGIA E RISCHIO CLIMATICO, INTEGRAZIONE CON SIC, ZSC E ZPS LIMITROFI SIA MONTANI CHE MARINI, INTEGRAZIONE GESTIONALE DI TERRACINA NELLA UNESCO MAB – RISERVA DELLA BIOSFERA (AREA DI TRANSIZIONE) CON L’ OBIETTIVO DI RICREARE LO STORICO LEGAME TRA IL PARCO E IL TERRITORIO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.63                                    25.10.2017

Nei giorni scorsi e rispettando la scadenza del 19 ottobre,  il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina ha inviato all’attenzione del Parco del Circeo le osservazioni al Piano del Parco come da iter in corso di approvazione.

L’approvazione del Piano del Parco rappresenta un momento storico, un vero traguardo per questa area protetta e per tutto il territorio per la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo economico del territorio, strumento di sintesi tra le esigenze di conservazione e quelle di fruizione sostenibile dell’area.

Le osservazioni prodotte dal nostro Circolo hanno tutte il comune denominatore di ricollegare il Comune ed il territorio di Terracina al Parco come vuole la sua storia, visto che gran parte dell’area rialzata della “duna antica” da Terracina a Nettuno coperta da boschi, era chiamata appunto Macchia di Terracina e di Cisterna ed era circondata da acquitrini e paludi infestate dalla malaria, nella quale vivevano alcune migliaia di persone dedite alla compravendita di legname e alla caccia, attività che per secoli hanno alimentato,  attraverso la preziosa rete dei canali, l’economia di Terracina. Proprio per ricordare l’importanza che la Macchia di Terracina ha avuto per secoli per la vita della nostra comunità, abbiamo voluto che il Piano recepisse gli indirizzi e le azioni tese a testimoniare, rinsaldare e a non far dimenticare questo storico legame cercando di lavorare sulle connessioni del Parco con il territorio circostante per poterlo integrare all’interno dello stesso legandolo con la storia passata ma anche futura di tutto il sud pontino.

parco1

Stato paludoso dell’Agro pontino nell’anno 1777. (da Bortolotti et al., 1986)

Le osservazioni presentate dal Circolo in sintesi riguardano: il Piano per la mobilità integrata e sostenibile, il Piano energetico e l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’inclusione nel Parco del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” per preservarlo da eventuali scempi come dalle autorizzazioni dei mega impianti per la mitilicoltura contro i quali il nostro circolo lotta da anni, la creazione di una rete di collegamento con le aree protette, SIC, ZPS, ZSC e i Parchi circostanti, l’integrazione compiuta del Comune di Terracina nella governance del Parco data la presenza del Comune di Terracina nella Transition Area UNESCO MAB-Man and Biosphere fin dal 2013.

Entrando nel dettaglio, in particolare è stata proposta la stesura di un Piano della Mobilità Sostenibile integrato tra i comuni del Parco in modo da collegare in modo più efficiente il Parco alla linea ferroviaria FL7 (Roma –Napoli) utilizzando gli hub di Priverno-Fossanova e Monte San Biagio-Terracina Mare che possono diventare veri e proprie porte di accesso al Parco, anche come InfoPoint di primo livello, ma anche incrementando la rete interna di piste ciclabili e interconnettendola con la prevista Ciclovia del Sole che potrebbe attraversare il Parco da nord a sud collegando (con le piste ciclabili già in uso e con altre da costruire) i Comuni di Latina-Sabaudia-San Felice Circeo e Terracina. E’ stata proposta la stesura di un PAESC (Piano di Azioni per l’Energia Sostenibile ed il Clima)  del Parco (esteso ed integrato con tutti i Comuni inclusi nel Parco) con obiettivi e azioni comuni sia sul piano della mitigazione (incremento dell’uso delle rinnovabili e degli interventi di efficientamento energetico) sia sul piano delle misure e delle azioni di adattamento climatico (in particolare per affrontare i fenomeni dell’innalzamento della temperatura del mare, del livello delle acque e dell’incremento dei fenomeni di erosione costiera) in linea con quanto già definito e previsto dagli scenari e dalle vulnerabilità ipotizzate nella Strategia nazionale e nel Piano nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici per il sud pontino. Un’altra osservazione riguarda la proposta di estendere a tutto il SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” l’area inclusa nell’ampliamento a mare del Parco in modo da compiere appieno, come affermato nel Piano, la funzione di tutela della prateria di posidonia che costituisce un elemento fondamentale per la protezione della fascia costiera e per la salvaguardia del sistema dunale e soprattutto contribuire ad escludere definitivamente la possibilità di installazione tra la foce del Sisto e del Portatore di un impianto di mitilicoltura di 500.000 mq proprio a ridosso dei confini settentrionali del SIC IT6000013 con un disastroso impatto sia ambientale che sulla economia turistica del litorale (come riportato nell’attuale ricorso ad adiuvandum del nostro Circolo al Comune di Terracina contro la Regione Lazio). Si propone anche di utilizzare, per la redazione del Piano di Gestione del SIC, le misure già proposte dal nostro Circolo alla Regione Lazio e dalla stessa approvate e di attuare, d’intesa con la Regione Lazio, una gestione integrata da parte del Parco del SIC marino anche per le parti non incluse nel perimetro amministrativo del Parco per garantire l’omogeneità di gestione del SIC, ed un adeguato livello di raggiungimento degli obiettivi di conservazione, senza necessariamente aggiungere ulteriori elementi di vincolo e di tutela.

parco2

SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”

E’ stato proposto inoltre, congiuntamente al Circolo Legambiente Sabaudia “Larus”, che il Piano possa includere anche la creazione a terra di una vera e propria rete con le aree protette e i parchi limitrofi come il Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, la ZPS IT6040043 “Monti Ausoni e Aurunci”, Il Sito di Interesse Comunitario IT6040007 “Monte Leano”, il Sito di Interesse Comunitario IT6040006 “Monti Ausoni meridionali”, il SIC/ZPS Lago di Fondi, il costituendo parco dei Monti Lepini attraverso la progettazione di corridoi ecologici di interconnessione tra le diverse aree per gli spostamenti in particolare dell’avifauna, che tenga conto del fatto che, come riportato nel Piano, esiste una Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva CEE 79/409 (Direttiva Uccelli Selvatici) per tutta l’area terrestre del Parco, che si estende alla fascia costiera marina, utilizzando ad esempio come corridoi i canali della bonifica pontina che potrebbero a loro volta diventare un SIC come è già in parte avvenuto per una loro porzione ricadente nel SIC “Canali in disuso della bonifica pontina” (IT6040008).

Infine data la presenza del Comune di Terracina nella UNESCO MAB- transition area dal 2013 (delibera Comune di Terracina DGC n.399 del 30 ottobre 2013 – Adesione alla Transition Area), si propone, anche considerando l’intero Parco Nazionale del Circeo, o anche un’area più vasta, come unità gestionale della “Riserva della Biosfera del Circeo”, di integrare anche il Comune di Terracina tra i Comuni di riferimento per il Parco e di impegnare il Comune di Terracina in una cogestione diretta della Transition Area. In particolare poi si chiede di riferirsi per tutto cio’ che riguarda la gestione dell’area al più aggiornato documento “Lima Action Plan for UNESCO’s Man and the Biosphere (MAB) Programme and its World Network of Biosphere Reserves (2016-2025)” adottato il 17 marzo 2016 al 4th World Congress of Biosphere Reserves in Lima, Peru.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.