LETTERA AL SINDACO FF. ROBERTA TINTARI SULLA MOBILITA’ CITTADINA POST-COVID19 DEL PRESIDENTE DEL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” ANNA GIANNETTI.

Comunicato stampa n.177                        2  maggio  2020                                                      

Egregio Sig.ra Sindaco ff. Roberta Tintari, sono certa che abbia già ricevuto nei giorni scorsi una lettera da Legambiente nazionale, inviata all’ANCI e a tutti i Comuni italiani, lettera che vuole risvegliare le vostre coscienze di Amministratori perché a noi di Legambiente “non piacerebbe tornare nelle stesse città che abbiamo lasciato i primi di marzo. Noi di Legambiente pensiamo che le nostre città possano essere un fantastico banco di prova per sperimentare le vie green verso nuovi modelli di sviluppo. La mobilità in questo senso è un settore chiave perché incide sull’organizzazione della città, sull’urbanistica, sui tempi e sugli stili di vita di ciascuno di noi”.

Ecco, le scrivo anche io in qualita’ di Presidente del Circolo Legambiente locale, un circolo molto conosciuto, attivo e propositivo da anni su tutti gli argomenti relativi alla mobilita’, per chiederle di leggere con attenzione la lettera e di rispondere alle nostre reiterate (da ormai due anni) richieste di costituire un Osservatorio cittadino sulla Mobilita’ che possa raccogliere tutti gli spunti necessari per la formulazione di un PUM/PUMS davvero adeguato alle esigenze e non calato dall’alto da un qualche “consulente” esperto. Perché non iniziare SUBITO – utilizzando gli strumenti di supporto digitali-  il processo partecipato per la stesura del Piano Urbano di Mobilita’ anche Sostenibile inserendolo nel più ampio programma post-covid19? E soprattutto quale è mai stata la ragione per cui l’Amministrazione ha invece preferito rivedere nel 2017 il Piano Urbano del Traffico, strumento universalmente considerato obsoleto invece di avviare già allora la stesura partecipata del Piano?

Ma riportiamo l’attenzione a Terracina: i dati nel nostro report annuale ECOSISTEMA URBANO 2019, che lei sicuramente conosce bene, affermano che sono ancora troppe le auto nella nostra Città (siamo saliti addirittura dal 59,25 ogni 100 abitanti del 2017 al 60,69 del 2018) e continua ad essere molto scarsa la domanda di trasporto pubblico locale (5,21 viaggi ad abitante annui rispetto ad una media delle città confrontabili di 31,8), addirittura in diminuzione rispetto al 2017.

E purtroppo, converra’ con me, che quando si ripartira’, come afferma Legambiente nazionale “quanti vorranno ancora accalcarsi negli autobus o nei vagoni della metropolitana e non preferiranno piuttosto ricorrere al mezzo privato per andare in ufficio? Quante macchine in più ci saranno già a partire da giugno, ma soprattutto cosa succederà a settembre quando riapriranno finalmente le scuole? Quanti genitori non si vedranno costretti ad accompagnare i propri figli a scuola in macchina piuttosto che affidarli all’autobus o allo scuolabus?

Ecco allora, sempre per riportare tutto al contesto terracinese, i nostri dati (DATI ECOSISTEMA URBANO 2019) ci dicono che la mobilità ciclabile va decisamente migliorata riqualificando le piste ciclabili esistenti e utilizzabili in sicurezza e creando nuove piste integrate nei flussi di spostamento reale delle persone casa-scuola-lavoro, e incrementare oggi la mobilità lenta (soprattutto pedonale) aumentando di molto le isole pedonali, assolutamente carenti, e superando la mancanza di Zone a Traffico Limitato (ZTL), zone 20 e zone 30.

Purtroppo nonostante i pomposi titoli giornalistici sulla “Pink Road” stile Lisbona in risposta al Bando Regionale relativo alla Legge “Disposizioni per lo sviluppo della mobilita’ in bicicletta e la realizzazione delle rete nazionale di percorribilita ’ciclistica” addirittura da collegare alla Ciclovia del Sole, sulla “Appia Wellness Road” con fondi regionali e comunali della Pista sospesa modello Lago di Garda, e il bel progetto “Share Fresh Air Project” che il Comune di Terracina ha presentato in risposta al bando Ministeriale “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” entrato in graduatoria ministeriale e riportato anche nel Piano Triennale delle Opere, NULLA è stato veramente ancora fatto concretamente in questi ultimi anni.

Le Zone a Traffico Limitato ZTL, Zone 30, Aree Pedonali, Pedibus vanno invece subito istituite per favorire la mobilita’ attiva anche e soprattutto in occasione della riapertura delle scuole e il riavvio del turismo e la ciclabilita’ cittadina va incrementata da SUBITO, come stanno già facendo con delibere urgenti molti Comuni limitrofi, come il nostro Capoluogo di Provincia, magari seguendo la proposta di Bikeconomist, sostenuta da Fiab, Salvaiciclisti e Legambiente, https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/04/18/cento-ciclabili-emergenza-meno-milione-euro-studio-bikenomist_bJUWuvQ8Xk0akalGazJnUJ.html con la costruzione di piste ciclabili “pop-up”, cioè itinerari provvisori ricavati rapidamente per consentire spostamenti sostenibili e sicuri (ma non nello stile delle ultime proposte governative di “bike lane” aperte anche ai veicoli a motore!) anche semplicemente tracciando i percorsi direttamente sull’asfalto oppure attraverso l’ampliamento dei marciapiedi, la realizzazione di percorsi pedonali protetti, la creazione di ciclo-stazioni e corsie preferenziali “Bike to School” per incentivare l’uso della bici per i percorsi casa-scuola e puntando soprattutto verso l’uso della bicicletta elettrica, definita dall’OMS e dalle Associazioni amiche della mobilità sostenibile il mezzo ideale per il “social distancing”. In questo caso sarebbero particolarmente utili i finanziamenti pubblici per l’acquisto di biciclette elettriche, che potrebbero essere anche sostituiti o incrementati da bonus comunali per l’acquisto e che aumenterebbero la diffusione di questo mezzo di trasporto, non solo per gli spostamenti dei cittadini, ma anche per le consegne a domicilio. E’ necessario inoltre aumentare la qualità, la sicurezza – nel pieno rispetto dei requisiti prestazionali e normativi – delle piste ciclabili esistenti, aumentare le strutture portabiciclette distribuendole in modo diffuso sul territorio, introdurre un sistema di bike sharing a flusso libero con biciclette a pedalata assistita, realizzare collegamenti ciclo-pedonali per favorire l’intermodalità bici – trasporto pubblico, con la costruzione di grandi parcheggi per biciclette presso i principali snodi cittadini e altri importanti attrattori di mobilità. E’ fondamentale poi occuparsi anche della micromobilita’ cittadina, equiparando anche i monopattini elettrici alle biciclette, aggiornando i regolamenti cittadini nel rispetto delle disposizioni nazionali, come recentemente fatto dal Comune di Latina.

Aggiungo poi che l’adozione della applicazione di infomobility MOOVIT per il trasporto pubblico locale con la associata APP scaricabile è stato un ottimo passo avanti, che abbiamo sempre riconosciuto e portato anche alla attenzione nazionale come best practice cittadina, ma bisogna spingere ancora di più con l’analisi di fabbisogni, la comunicazione, e magari integrando l’applicazione orientata al TPL con altri servizi di intermodalita’ ciclabile, ferroviaria e pedonale in modo da facilitare l’ impostazione degli itinerari personalizzabili con orari flessibili.

A Terracina poi risultano completamente assenti da anni (Dati ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 2019) i servizi di green mobility come car sharing, car pooling, bike sharing, mentre afferma Legambiente nazionale “bisognerà lavorare per rafforzare la sharing mobility per avere più mezzi e in più quartieri, per rendere disponibili da subito a prezzi popolari, al limite del gratuito, e-bike e monopattini elettrici, veicoli che garantiscono di per sé il miglior distanziamento sociale, e realizzare nuovi percorsi ciclabili temporanei e protetti lungo gli assi di traffico prioritari”. Ovviamente questi servizi devono essere istituiti al più presto nel rispetto di tutti i protocolli sanitari e delle procedure di sanificazione e alcune Amministrazioni più aperte ed evolute stanno pensando addirittura alla gratuita’ dei servizi, pur di spingere all’adozione di un nuovo stile di vita e di mobilita’.

Egregio Sig.ra Sindaco ff. Roberta Tintari, non si limiti quindi all’ordinario, non ci restituisca la vecchia città. Il suo mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove. E oggi che tutti abbiamo sperimentato una condizione eccezionale, non c’è momento migliore per osare lo straordinario.

Cordiali Saluti

Anna Giannetti

Presidente Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

http://www.anxurtime.it/mobilita-post-covid-19-legambiente-scrive-alla-sindaca-tintari/

https://www.h24notizie.com/2020/05/02/fase-2-rivedere-la-mobilita-cittadina-lappello-del-circolo-di-legambiente/?fbclid=IwAR2VxQ8Yvi8zoxIaat_3fvBMBE0m0c4xrjUmOkbNu1rlLCw-zBcaHCxRgPA

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3037/lettera-al-sindaco-tintari-sulla-mobilita-cittadina-post-covid19-del-presidente-del-circolo-pisco-montano-anna-giannetti

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-cara-sindaca-ti-scrivo-invito-programmatico-per-il-dopo-covid-19/

https://www.ilfaroonline.it/2020/05/05/mobilita-post-coronavirus-legambiente-terracina-scrive-al-vicesindaco/337373/

https://www.facebook.com/laziotv.laziotv/videos/2611677655780842/?__xts__[0]=68.ARAIbPoXZiLe7gJO91mnbJzkSiqPk6pC-fpoiiJeNNZWwzT9kjC-end6G3A0vdmHj04Uu0i-VgOuxa5JCz4f_D4pltLPpQe1HDnHa9_N6m68X1tMStNd-Bb8jG2DBuGfvWun_JhfiU1nPShgRH7xETgNnza93NKVAKDHe-stMGYmFO1FIO2cWZU7LkEgVkF_gHbxVjQL2XpAfZnXE9zpY6gdZJEcbN8VxyQLZf28v6FBrzF4H2SuGAGx6eRHvXJSNU10qbUtiguvaVssBis1gNkC9fVoLbG52ZiRRgxtiqa2X2KwBaka9vHk_XfdDeN-WAPCOdBdCwCW7vuj_ecVrbnNxLQtAFO9ofLcXKEANQ2yN7WRc5Lrg9buA3xuPHXBQmPBw8GtLhObHOiJUTJcxl-OJBrL5DNXXK6afFvQmTgJvw2OZQqiZw8r3EQJnXLh0Ozv0zh9bSglwJbYXdlep2Du6oR88jx9vu7pz_xqUs5kYgmmkOr8I0viY7sEPtbtutt67Q&__tn__=H-R

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LEGAMBIENTE TERRACINA HA PARTECIPATO, SU INVITO DELLA RAI E IN QUALITA’ DI CIRCOLO MOLTO ATTIVO SUL TEMA E IN COLLABORAZIONE CON LEGAMBIENTE LAZIO E l’OSSERVATORIO REGIONALE TRASPORTI, ALLA PUNTATA DI OGGI 30 GENNAIO 2020 DI BUONGIORNO REGIONE DELLA TG REGIONALE LAZIO, SULLA QUESTIONE DEL TRENO “FANTASMA” E DELLA STAZIONE “FANTASMA” A TERRACINA, A OTTO ANNI DAL MASSO CADUTO SULLA FERROVIA. INOLTRE IL 3 FEBBRAIO LEGAMBIENTE NAZIONALE PRESENTA A PALERMO PENDOLARIA 2020, IL RAPPORTO CHE ILLUSTRA LO STATO DEL TRASPORTO FERROVIARIO IN ITALIA, POLITICHE E INVESTIMENTI.

Comunicato stampa n.170                                            30 gennaio 2020

Oggi 30 gennaio 2020 presso la stazione “fantasma” di Terracina si è tenuto il collegamento in diretta per la rubrica Buongiorno Regione della TG Lazio, a cui siamo stati invitati come grande associazione ambientalista impegnata sul tema dei trasporti (il 3 febbraio prossimo uscira’ infatti il nostro consueto rapporto PENDOLARIA 2020 https://www.legambiente.it/pendolaria-save-the-date/ che analizza ogni anno la situazione del trasporto ferroviario in Italia, con numeri e storie che illustrano i risultati di politiche e investimenti. Quest’anno l’evento di presentazione sarà a Palermo presso la Real Fonderia alla Cava – Piazza Fonderia 7) e come circolo locale molto attivo sul tema.

La conosciuta ed esperta giornalista, redattrice e conduttrice Mariella Anziano, dopo anni, tornava a Terracina per comprendere se fosse vero che ormai tutto si stesse finalmente risolvendo e si potesse annunciare, davanti ai pendolari e alle associazioni che da anni avevano fatto della riapertura della tratta Terracina-Fossanova una battaglia campale (i quali pero’ stranamente oggi non c’erano!), l’imminente riapertura del tratto.

 

QUI LA PUNTATA ODIERNA DI BUONGIORNO REGIONE: https://www.rainews.it/tgr/lazio/notiziari/index.html?/tgr/video/2020/01/ContentItem-e896b696-e160-4aad-bfb2-b103060a35bf.html

 

I lavori previsti a Monte Cucca per la messa in sicurezza di persone e case, di cui si parla in questi giorni sulla stampa in vista della prossima gara europea, dopo alcuni anni dall’aggiudicazione delle risorse sulla piattaforma Rendis, sono, a detta della stessa Amministrazione, la più imponente e costosa opera pubblica mai realizzata dal Comune di Terracina e quindi si è inevitabilmente rallentato l’iter e a tale proposito ci chiediamo soltanto se sia stato opportuno da parte della Regione Lazio affidare lavori cosi’ complessi ad un Ente, ad oggi non sappiamo fino a che punto preparato a gestire una tale complessita’.

 

Ora, nonostante la nostra Amministrazione utilizzi ora toni sicuramente meno trionfalistici di quelli utilizzati prima della nostra recente audizione in Regione Lazio https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/11/04/legambiente-lazio-e-legambiente-terracina-in-regione-lazio-per-la-questione-treno-a-terracina-resoconto-audizione-della-sesta-commissione-della-regione-lazio-del-28-ottobre-2019-rfi-e-regione-lazio/, parlando della riapertura della tratta Terracina-Fossanova solo come beneficio collaterale” dei lavori di Monte Cucca oggetto di gara, è invece dimostrato ampiamente che i lavori di Monte Cucca non sono e non saranno sufficienti per la riapertura della ferrovia. Infatti come emerso nell’audizione pubblica della Commissione Trasporti della Regione Lazio dello scorso 28 ottobre, sollecitata dal nostro Circolo e alla quale abbiamo partecipato, la triste realtà è che dopo 8 anni dalla caduta del masso ancora non abbiamo un progetto completo, validato con i criteri e gli standard tecnici richiesti da Rete Ferroviaria Italiana- RFI, di messa in sicurezza dell’intero fronte franoso, fronte di diversi chilometri che ricordiamo comprende non solo l’intero Monte Cucca ma anche Monte Leano, progetto complessivo ovviamente preliminare a qualsiasi ipotesi di riapertura della ferrovia. Di conseguenza non abbiamo ancora un piano economico-finanziario che valuti il costo totale dell’opera, che è di molto superiore ai 4 milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio (come da piattaforma Rendis) per la messa in sicurezza del tratto del monte Cucca oggetto della gara per i lavori per la mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico.

 

Il Circolo Legambiente Terracina di concerto con Legambiente Lazio e con l’Osservatorio Trasporti Regionale sta comunque continuando a spingere con la Regione Lazio affinchè Rete Ferroviaria Italiana-RFI, la quale ha comunque inviato oggi nel corso del collegamento, una nota scritta in cui si assumeva quanto meno l’onere di valutare la questione, renda esplicite le condizioni e gli standard di sicurezza necessari alla riapertura della tratta, che comunque non è stata cancellata da Trenitalia, la quale per ora garantisce comunque servizi sostitutivi.

 

“Come grande associazione portatrice di un interesse diffuso e da anni impegnata sul territorio, e come cittadini, non potevamo disertare questo invito, e ringraziamo la TGR Lazio per questo, invito che peraltro abbiamo reso pubblico a tutti attraverso i social media proprio per rendere ancora più partecipato l’incontro, ma francamente siamo stanchi di ascoltare continue strumentalizzazioni e quasi sempre a fini politico-elettorali di questa vicenda. Dopo 8 anni di attesa, e pur contenti che finalmente la macchina burocratica del nostro Comune si sia messa in moto per esperire la complessa gara europea, che speriamo solo non incontri altri intoppi, pretendiamo pero’ che venga subito redatto un progetto complessivo di tutta l’opera con il relativo piano economico-finanziario validato, tempi certi di realizzazione, standard di sicurezza rispettati e di arrivare presto ad una decisione finale positiva per il ripristino della tratta (e quindi renderla realmente cantierabile) o nel caso di decisione negativa, vogliamo conoscere invece le proposte concrete di valide alternative di trasporto per i cittadini ed i turisti di Terracina. Inoltre stiamo già lavorando ad un progetto di Legambiente Green Station da sottoporre a RFI, sulla falsariga di quanto da noi già fatto come Legambiente ad Anzio, Pescara, Potenza ed altri luoghi in Italia, visto che la stazione di Terracina è ormai fatiscente, priva dei servizi essenziali e ricettacolo di senza tetto e piccola criminalita’ e visto che la stessa RFI ha mostrato interesse per avviare un accordo territoriale proprio qui a Terracina, che prevede la concessione in comodato d’uso gratuito degli spazi di stazione liberi dalle attività ferroviarie a Enti Locali, Associazioni no profit e Fondazioni e che questo rientra nel più ampio piano di RFI per il riuso sociale degli scali e degli immobili ferroviari da destinare a progetti e attività culturali, turistiche, di solidarietà e sostenibilità.” dichiara Ing. Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico di Legambiente Terracina.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.anxurtime.it/stazione-fantasma-legambiente-in-prima-linea-con-buongiorno-regione-tg-lazio/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2894/il-circolo-legambiente-ha-partecipato-alla-puntata-di-oggi-di-buongiorno-regione-del-tg-regionale-lazio-sulla-questione-del-treno-e-della-stazione-fantasma

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-la-rai-per-la-stazione-ferroviaria-fantasma/

SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE 2017: LA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO –TERRACINA MARE TRA PROBLEMI PRESENTI E PROSPETTIVE FUTURE AL CENTRO DELLA “EUROPEAN MOBILITY ACTION” PERMANENTE PROMOSSA DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA

Terracina,15 settembre 2017            Comunicato Stampa n.59

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA LANCIA PER LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE UNA AZIONE INDIPENDENTE E PERMANENTE (EUROPEAN MOBILITY PERMANENT ACTION) CHE INIZIA IL PROSSIMO 17 SETTEMBRE IN COLLABORAZIONE CON I COMITATI DEI PENDOLARI DELLA TRATTA FL/7 E CON L’OSSERVATORIO REGIONALE DEI TRASPORTI  E LEGAMBIENTE NAZIONALE NEL CONTESTO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE #PENDOLARIA, CHE HA AL CENTRO LA QUALITA’ DEI SERVIZI E DELLE INFRASTRUTTURE E IL BENESSERE E LA SICUREZZA DEI CLIENTI DELLA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO-TERRACINA MARE, INDIVIDUATA COME SNODO (HUB) DI COLLEGAMENTO PER TUTTA LA RIVIERA DI ULISSE, TRA LITORALE, ISOLE PONTINE, VIA APPIA E PARCO REGIONALE MONTI AUSONI

Il Circolo di Terracina, dopo la mobilitazione permanente a fianco dei comitati dei pendolari della tratta FL7, iniziata a gennaio scorso in occasione della campagna nazionale #PENDOLARIA con una azione non solo di protesta ma anche di raccolta e strutturazione di informazioni e proposta per il miglioramento degli orari e delle fermate dei treni e proseguita poi con diverse iniziative con la definizione di una proposta integrata per la mobilità sostenibile nel Sud Pontino, ha lanciato sulla piattaforma dell’Unione europea, in occasione della settimana europea della Mobilità sostenibile, un’azione permanente che si svolgerà nel corso dell’intero anno e che sarà incentrata sul miglioramento della condivisione delle informazioni, dei servizi con particolare riferimento all’inter-modalità e alla mobilità condivisa, del benessere e della sicurezza della stazione di Monte San Biagio -Terracina mare, denominata: TOWARDS A MULTIMODAL-SYNCHRONIZED SUSTAINABLE MOBILITY – TRAIN+BICYCLE+CAR+SHUTTLE SERVICES AT THE NEWLY RENOMINATED RAILWAY STATION: MONTE SAN BIAGIO – TERRACINA MARE ON ONE OF MOST POPULATED RAILWAY LINE IN ITALY (ROME-NAPLES- FL7). http://www.mobilityweek.eu/registered-actions/?country=IT&action_uid=gS4gZaUR,

Come già ribadito in altre occasioni (https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/08/07/legambiente-terracina-ribadisce-la-posizione-in-merito-alla-ridenominazione-della-stazione-monte-san-biagio-terracina-mare-come-hub-aggregativo-per-tutta-la-riviera-di-ulisse-considerando-c/) l’attenzione a questa stazione non preclude alcunchè riguardo al ripristino della stazione di Terracina che invece si pone sempre più come obiettivo di lungo periodo, fortemente condizionato dalla vastità dell’intervento necessario per sistemare l’intero fronte franoso sovrastante la ferrovia Priverno/Fossanova – Terracina, dai costi dell’intervento e dalla difficoltà di reperire i finanziamenti ed i cui tempi si prospettano sempre più lunghi anche a seguito della recente mancata assegnazione dei fondi per la messa in sicurezza del Monte Cucca (che costituisce, è bene saperlo, solo un tratto limitato del fronte franoso da mettere in sicurezza).

stazione msb1

L’obiettivo di questa azione permanente è quello di consentire alla nuova stazione Monte San Biagio-Terracina Mare, una stazione classificata di categoria SILVER da RFI, di essere pienamente inclusa anche nel nuovo Piano della Mobilità del Lazio per quanto riguarda il miglioramento dei servizi e la riqualificazione/rigenerazione e di diventare un sito di attuazione di buona pratiche di condivisione (car sharing e car pooling), di intermodalità e di bigliettazione integrata, proponendola a sito sperimentale di tutte le nuove misure regionali sulla mobilità sostenibile (come a esempio l’ abbonamento che consente l’accesso con la bici pieghevole ai treni regionali pagando un costo più basso rispetto al prezzo standard o come lo speciale abbonamento annuale per il trasporto pubblico locale che consente a tutti i sottoscrittori di ricevere un contributo per l’acquisto di bici pieghevole), entrambe azioni permanenti lanciate ufficialmente dalla Regione Lazio in occasione proprio della Settimana europea della mobilità per incentivare il contrasto allo smog e per decongestionare le città dal traffico, ma anche per creare nuova occupazione, con risvolti importanti anche nel cicloturismo, promuovendo il riavvicinamento ai territori ed alle bellezze naturali con effetti positivi sulla qualità della vita e sulla salute in piena sintonia con il tema  e gli intenti della Settimana Europea della Mobilità che ricordiamo è  quest’anno “Una Mobilità pulita, condivisa e intelligente”.  Le azioni progettuali e la sperimentazione di buone pratiche nell’arco dell’intero anno prenderanno spunto anche dal recente testo unificato delle proposte di legge n. 190, prima firmataria Cristiana Avenali, e n. 192 primo firmatario David Porrello che riguarda “Disposizioni per favorire la mobilità nuova” per promuovere la mobilità nuova e la mobilità ciclistica sul territorio regionale, che prevede l’istituzione di due fondi, uno di parte corrente con uno stanziamento di 250 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, uno in conto capitale, 800 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, che ha avuto proprio ieri il via libera con un sì all’unanimità, da parte della Commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità del Consiglio regionale del Lazio, per l’Aula.

La stazione è poi già assegnataria, grazie all’impegno dell’Amministrazione di Monte San Biagio, di un importante finanziamento nell’ambito dell’iniziativa nazionale di Ferrovie dello Stato denominata “500 stazioni” e dedicata alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie italiane principalmente adottando linee di design e di arredo uniformi. Il progetto per la stazione di Monte San Biagio include anche la ristrutturazione delle sale d’attesa, nuove pensiline e un sottopassaggio per attraversare i binari, eliminando quindi il sovrappasso.  Tuttavia, la stazione ad oggi manca ancora di servizi primari essenziali come ad esempio servizi igienici interni alla stazione e raggiungibili comodamente anche per i passeggeri in transito, di accessibilità idonea per i portatori di handicap, di un info-point adeguato al flusso turistico (intenso nel periodo estivo), di segnalatori acustici e visivi per facilitare l’attraversamento dell’Appia (molto trafficata in quel tratto), con semafori che vengono spenti con la sera con il rischio di rendere ancora più critico l’attraversamento già molto pericoloso.  Il Comune di Monte San Biagio aveva poi con Ordinanza n.44 del 03/04/2016 e a partire dal 1/05/2016, previsto nuove modalità di fruizione del parcheggio con un costo raddoppiato per i non residenti (15 euro di abbonamento mensile per i residenti e 30 euro per i non residenti). I cittadini di Terracina che vogliono usufruire del parcheggio sono ancora oggi costretti ad un esborso doppio rispetto a quelli di Monte San Biagio in attesa che il Comune di Terracina risolva finalmente la questione ripianando il Comune di Monte San Biagio. Inoltre il parcheggio non è custodito e neanche videosorvegliato, con continui furti e atti di vandalismo, e lo stesso non è dotato di biglietterie automatiche per l’acquisto dei tagliandi che possono essere acquistati solo presso le attività commerciali poste nelle vicinanze della stazione, che avendo orari fissati di apertura e di chiusura, non rendono possibile acquistare il tagliando a qualsiasi ora. Inoltre le linee COTRAL servono in modo incidentale la stazione provenendo da diverse località regionali e non sono tutte perfettamente sincronizzate con i treni (oltre a non garantire servizio di sabato e domenica) e inoltre penalizzano chi non ha il biglietto integrato regionale facendo pagare ben 7 euro a bordo per la tratta di 15 km (da Monte San Biagio a Terracina). Dal canto suo il COTRI del Comune di Terracina pur garantendo per quanto possibile la copertura giornaliera e festiva (con un biglietto orario di 1,50 euro), termina il servizio alle 20.00 e a volte causa fine turno alcune navette risultano partire vuote. Inoltre esiste un solo taxi (a prezzi non economici) e ci è stata riportata perfino la presenza saltuaria di tassisti abusivi.

stazione msb2

“L’azione permanente (che si svilupperà nel dettaglio nei prossimi mesi) prevede attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e condivisa e indicazioni su come migliorare la sicurezza dei passeggeri in transito, da svolgersi anche in collaborazione con le Amministrazioni locali e regionali, RFI e Trenitalia, con i Comitati dei Pendolari e con l’Osservatorio Regionale dei Trasporti e include attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e diffusione delle misure regionali disponibili, di monitoraggio e raccolta dati con somministrazioni di interviste e questionari sulla qualità del servizio complessiva con particolare attenzione alla inter-modalità, facilitando anche l’accesso concreto ai fondi europei per la mobilità sostenibile e mirando a promuovere e valorizzare le caratteristiche uniche della stazione di Monte San Biagio-Terracina Mare, come nodo di servizio territoriale, e come sito di sperimentazione delle iniziative di nuova mobilità sostenibile lanciate dalla Regione Lazio” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana del Circolo e referente dell’azione europea “La stazione di MSB-Terracina Mare ha una serie di caratteristiche peculiari che verranno opportunamente analizzate sia dal punto di vista del potenziale di sviluppo turistico di tutte le città servite e sia per le necessità derivanti dai flussi di passaggio come la presenza della Stazione sulla Via Appia, la vicinanza con il Parco Regionale dei Monti Ausoni, la capacità di servire tutto il litorale che va da San Felice fino al confine con Sperlonga e soprattutto le Isole Pontine (attraverso i porti di Terracina e San Felice Circeo), tutte località dotate di Bandiera Blu e delle 3 o 4 Vele Legambiente e Touring Club e un bacino di utenza di varie centinaia di migliaia di persone tra residenti e turisti che potrebbe sicuramente prevedere la fermata di intercity e treni veloci. Ricordiamo che nel nostro ultimo Rapporto Legambiente “Qualità delle stazioni nel Lazio” la stazione di Monte San Biagio – Terracina Mare risulta essere tra le migliori del Lazio”. Inoltre, il progetto di rigenerazione, allo studio del Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile di Legambiente, che sostanzia l’azione europea, si innesta sugli interventi già previsti dal finanziamento “500 stazioni” per allargarne l’ambito dall’infrastruttura ferroviaria al parcheggio e soprattutto ai servizi essenziali (igienici, illuminazione, informativi, per i passeggeri in transito); l’incremento della sicurezza (videosorveglianza, custodia, attraversamenti); l’autonomia e l’efficienza energetica (fotovoltaico, led); il miglioramento del collegamento pedonale stazione-parcheggio; un servizio efficiente di navette anche elettriche con Terracina ed in particolare con il porto; lo sviluppo di una rete ciclabile territoriale integrata; la promozione dei servizi di car sharing e car pooling e delle relative piattaforme software”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

LEGAMBIENTE TERRACINA RIBADISCE LA POSIZIONE IN MERITO ALLA RIDENOMINAZIONE DELLA STAZIONE MONTE SAN BIAGIO – TERRACINA MARE COME HUB AGGREGATIVO PER TUTTA LA RIVIERA DI ULISSE, CONSIDERANDO CHE TERRACINA PURTROPPO, E NON DA OGGI, NON E’ PRESENTE COME NODO DELLA FERROVIA ROMA-NAPOLI, PUR CONFERMANDO STAMATTINA AI MICROFONI DI AGORA’ESTATE RAI 3, LA VOLONTA’ DI PERSEGUIRE ANCHE IL PIU’ DIFFICILE OBIETTIVO DI RIAPRIRE PRESTO LA TRATTA TERRACINA-PRIVERNO FOSSANOVA

Comunicato Stampa n.52                                                       2.8.2017

Il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina (nato solo poco più di un anno fa) ha sempre avuto una posizione chiara ed univoca, ed esprime soddisfazione per il risultato della ridenominazione della stazione di Monte San Biagio in Monte San Biagio-Terracina Mare, raggiunto anche con gli sforzi e le richieste avviate già alcuni anni fa dall’Amministrazione di Terracina e con la collaborazione attiva del Comune di Monte San Biagio, pur rispettando gli sforzi fatti, in questi anni, dai comitati, dalle associazioni, dai cittadini, e dall’Amministrazione per il ripristino della tratta Priverno Fossanova- Terracina, sforzi che però – si deve constatare-  non hanno portato i risultati sperati.

Il nostro Circolo da gennaio 2017 si è impegnato con una mobilitazione straordinaria permanente in occasione della nostra prestigiosa campagna nazionale denominata “Pendolaria” sulla tratta FL7 Roma-Napoli insieme ai Comitati dei pendolari cercando di affiancarli con una azione non solo di protesta ma anche di raccolta e strutturazione di informazioni e proposta evidenziando anche le gravi lacune del nostro trasporto cittadino e delle sue tipicità. La frana del Monte Cucca che ha interrotto la tratta Terracina-Priverno risale oramai al lontano 2012 ed in questi anni è forse mancata una mobilitazione numericamente rilevante della cittadinanza anche per elevare l’attenzione sul problema portandola anche a livello dei media nazionali. Inoltre sul piano della comunicazione i messaggi sono stati sempre a nostro avviso troppo rassicuranti con la prospettiva del “miracolo” sempre a portata di mano. Infatti l’ambiguità tra la messa in sicurezza del Monte Cucca (doveroso e con i fondi ora messi a disposizione della Regione Lazio sicuramente raggiungibile) e il ripristino della ferrovia abbandonata – inserita nel nostro dossier Pendolaria 2016 tra quelle “sospese per inagibilità della infrastruttura”- ha sempre creato confusione e noi abbiamo cercato di chiarire tutto questo già a gennaio nel nostro primo comunicato https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/01/28/legambiente-ha-presentato-a-palermo-il-24-gennaio-scorso-il-rapporto-pendolaria-2016-la-linea-roma-napoli-via-formia-risulta-ancora-piu-infernale-dopo-la-recente-entrata-in/

“Partecipando attivamente e in modo permanente a “Pendolaria 2017” con una mobilitazione straordinaria e interloquendo con i comitati, le amministrazioni e la Regione, Trenitalia e RFI ed essendo presenti nell’Osservatorio Regionale Trasporti come Legambiente Lazio, https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/02/26/legambiente-terracina-continua-la-campagna-pendolaria-2017-con-la-mobilitazione-permanente-sulla-linea-fl7-roma-formianapoli-a-sostegno-dei-comitati-pendolari-ma-anche-per-promuovere-una-mo/   ci siamo resi conto delle grandi difficoltà in cui versiamo a Terracina come nodo ferroviario purtroppo NON presente sulla tratta FL7, delle diseconomie del doppio pendolarismo (Priverno-Fossanova e Monte San Biagio) e della necessità di operare in una logica aggregativa e comprensoriale che miri ad aumentare il bacino di utenza per raggiungere gli obiettivi fissati, come ad esempio quello di poter effettuare fermate dei treni veloci o degli Intercity”, dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo.
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Collegamento in diretta su RAI 3 dalla Stazione di Terracina dai microfoni di Agora Estate

Tutto ciò premesso, seguendo il nostro approccio che è stato fin dall’inizio un approccio pragmatico e realista finalizzato ad ottenere il meglio per la nostra città, riteniamo il cambio di denominazione della stazione di Monte San Biagio in Monte San Biagio – Terracina Mare uno risultato importante (un obiettivo di breve periodo) che non preclude alcunchè riguardo al ripristino della stazione di Terracina (che si pone inevitabilmente come obiettivo di medio-lungo periodo visti i tempi della messa in sicurezza della montagna e poi del ripristino del servizio di trasporto ferroviario) ma che ridà alla città una presenza sui siti web importante dal punto di vista dello sviluppo turistico di un territorio che vive di turismo, in particolare estivo, e che non può permettersi (nel 2017) di restare congelato, in una sorta di incantesimo, in attesa del ritorno del “vecchio” treno a Terracina,  per mettere mano ad un serio piano di sviluppo dell’offerta turistica e culturale della città e dei servizi connessi e per risolvere una volta per tutte le annose problematiche dei pendolari sulla tratta.

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“Per noi, il cambio di denominazione della stazione di Monte San Biagio non è solo ‘nominale’ ma è sostanziale ed assolutamente necessario per cominciare a parlare veramente dello sviluppo turistico di un territorio, con un piano di potenziamento concreto di tutti i servizi che preveda: non solo più fermate e più treni ma anche la possibilità di fermata degli Intercity (che oggi, a bacino di utenza aumentato, potrebbe diventare una realtà), la riqualificazione dei parcheggi con annessi servizi primari (igienici, illuminazione, videosorveglianza, servizi informativi) e realizzazione del sottopasso di connessione con la stazione, collegamenti con il TPL in coincidenza con tutti i treni, il collegamento con navette dirette con il porto di Terracina in coincidenza con la partenza e l’arrivo dei traghetti o per eventi specifici, la promozione dei servizi di car sharing e car pooling e delle relative piattaforme software, lo sviluppo della rete ciclabile territoriale per favorire la mobilità intermodale (bici-treno). Non possiamo permetterci di perdere altri anni preziosi ma dobbiamo iniziare da subito a costruire una rete di servizi efficienti attorno all’hub di Monte San Biagio-Terracina Mare visto che già oggi la stazione di Monte San Biagio (che nel nostro Rapporto Legambiente “Qualità delle stazioni nel Lazio” risulta essere tra le migliori) ualità delle staè stata inserita tra le 500 stazioni italiane con finanziamenti per la riqualificazione da parte del Ministero dei Trasporti. Rete all’interno della quale sarà poi possibile integrare più facilmente, e ci auguriamo tra non molto, la stazione di Terracina” afferma Gabriele Subiaco, Vicepresidente e responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile del Circolo.

“Ribadiamo di voler affrontare la questione della stazione di Terracina con un approccio più civico e partecipativo facendola uscire dalla palude che l’ha fatta precipitare come “stazione nel vuoto”, come riportata nel Dossier Stazioni di Legambiente, chiedendo un tavolo concertato con la Regione Lazio, all’interno delle azioni partecipative relative alla discussione del Piano di Mobilità del Lazio,  al quale debbono sedere oltre all’Amministrazione locale, anche i comitati, le associazioni e tutti i portatori di interesse, e finalizzato ad ottenere un Piano specifico e completo di tutti gli interventi necessari per traguardare il ripristino del treno a Terracina ed una calendarizzazione puntuale degli stessi, valutando anche i danni di eventuali ritardi di attuazione del Piano per la collettività. Al contempo però ci impegneremo, come stiamo già facendo, anche per la stazione di Monte San Biagio – Terracina, al fianco dei comitati pendolari e insieme agli altri circoli, alle amministrazioni e agli operatori turistici per il potenziamento dei servizi, in una ottica di collaborazione costruttiva con proposte e progetti concreti di sviluppo del territorio” conclude Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE TERRACINA CONTINUA LA CAMPAGNA PENDOLARIA 2017 CON LA MOBILITAZIONE PERMANENTE SULLA linea FL7 Roma – Formia/Napoli A SOSTEGNO DEI COMITATI PENDOLARI MA ANCHE PER PROMUOVERE UNA MOBILITA’ NUOVA.

Terracina, 24 febbraio  2017                                                                                 

 Comunicato Stampa n.34

Il Circolo Legambiente di Terracina continua la mobilitazione annunciata per la campagna Pendolaria 2017 sulla tratta FL7 Roma-Formia/Napoli rafforzando la sua azione di supporto al Comitato Pendolari di Terracina, Priverno e MonteSanbiagio in coordinamento con il Circolo Legambiente Sud Pontino e il Coordinamento Interregionale dei Pendolari. Si aprono spiragli positivi sui nuovi treni più confortevoli ma diverse sono le perplessità sulle modifiche all’orario di servizio in vigore, mentre continuano i guasti sulla linea, i disservizi, i ritardi, i sovraffollamenti e nel frattempo la situazione del progetto di messa in sicurezza e ripristino della tratta Terracina-Priverno/Fossanova si fa sempre più confusa tra passaggi di competenza nell’esecuzione della messa in sicurezza del Monte Cucca tra RFI, Comune di Terracina e Regione Lazio mentre arriva anche lo stop inaspettato del Consiglio Regionale. Si lavora alla predisposizione di un articolato dossier con l’obiettivo di far diventare la linea Roma-Napoli l’arteria principale della mobilità su ferro per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Lazio e della Campania e alla attuazione di una mobilità nuova per favorire l’intermodalità sulla linea.

Il Circolo Legambiente di Terracina continua la mobilitazione permanente sul trasporto pubblico locale già annunciata per la campagna Pendolaria https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/01/28/legambiente-ha-presentato-a-palermo-il-24-gennaio-scorso-il-rapporto-pendolaria-2016-la-linea-roma-napoli-via-formia-risulta-ancora-piu-infernale-dopo-la-recente-entrata-in/  viaggiando sulla tratta Roma-Priverno/Fossanova-MonteSanbiagio-Formia/Napoli insieme ai pendolari e ai turisti per cercare di individuare i problemi più significativi ma anche gli aspetti positivi del servizio e sta predisponendo un articolato dossier da portare al tavolo di confronto con la Regione e Trenitalia.  “Nei nostri viaggi sulla tratta FL7 effettuati nei giorni scorsi con il Comitato Pendolari di Terracina, Priverno e Monte San Biagio abbiamo potuto constatare positivamente la presenza di treni mediamente più puntuali e confortevoli (anche se un po’ freddi soprattutto la mattina presto) e condizioni di viaggio decisamente migliori rispetto ad alcuni anni fa. Treni più puliti, condizioni dei servizi igienici migliorate, maggiore cura degli accessi per le persone diversamente abili” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina, “ma la situazione continua ad essere esplosiva sul fronte della carenza e del sovraffollamento dei treni, dei continui disservizi, con guasti e cancellazioni tanto che appena qualche giorno fa i Pendolari della Stazione Priverno Fossanova alle 6 del mattino hanno protestato invadendo i binari della stazione per un guasto tecnico che aveva sospeso la circolazione ferroviaria, segno questo di un malcontento oramai difficilmente contenibile. Anche ieri il traffico sulla linea è stato fortemente rallentato sia in direzione Napoli sia verso Roma, per vari guasti, in più punti della linea, ai sistemi di distanziamento in sicurezza dei treni, registrando allungamenti dei tempi di viaggio fra gli 80 e i 120 minuti ed oggi fino a 90 minuti di ritardo per i treni in partenza da Roma per un convoglio guasto sulla linea tra le stazioni di Campoleone e Cisterna di latina. Una condizione davvero “infernale” per le migliaia di Pendolari costretti a subire un vero e proprio bollettino di guerra quasi giornaliero di problemi e malfunzionamenti del servizio.”.

In questi ultimi giorni sono state comunicate alle Amministrazioni Comunali e ai Comitati Pendolari della FL7 le possibili modifiche dell’orario ferroviario di Trenitalia licenziato dal tavolo permanente, aperto da Regione Lazio, Trenitalia, RFI e Regione Campania, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 12 marzo, ma sono tanti ancora i nodi da sciogliere, e la stessa Regione ha dovuto ammettere di considerare questo orario ancora come “sperimentale” fino al 12 giugno, con la necessità di un costante monitoraggio per analizzarne eventuali criticità e prevedendo incontri di raccordo con i Comitati. Un nodo su tutti è quello della modalità stessa di costituzione di un tavolo permanente di lavoro in Regione Lazio, su cui i Comitati della intera linea e il loro Coordinamento interregionale si sono sempre mostrati attenti (si veda a tale proposito la lettera inviata alla Regione Lazio, Regione Campania, Trenitalia, RFI il 9 gennaio da tutto il Coordinamento Interregionale dei Pendolari che auspicava un incontro il 14 gennaio a Minturno, incontro riprogrammato poi dalla Regione per il 14 febbraio, ovvero un mese dopo la data auspicata e dopo che solo “alcuni Sindaci” delle città servite dalla linea FL7 avevano avuto una presentazione anticipata del nuovo orario) ma che sarebbe poi stato istituito “a loro insaputa”, in quanto nelle note uscite a mezzo stampa non vi era stato alcun riferimento specifico alla istituzione del tavolo e nè di quali fossero le modalità di lavoro e di scambio documentale con i Comitati, le Associazioni e le rappresentanze dei Pendolari.

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La situazione di Terracina è oltremodo critica, vista la già disagiata situazione dovuta alla mancanza di una stazione funzionante (ricordiamo che la stazione di Terracina è purtroppo chiusa dal 2012 e versa in condizioni di degrado che abbiamo opportunamente documentato e che segnaleremo al tavolo di confronto regionale) che obbliga i pendolari e i turisti ad utilizzare i bus sostitutivi Trenitalia per i collegamenti con la stazione di Priverno-Fossanova e le navette (COTRI O COTRAL) per il collegamento con quella di Monte San Biagio.

 “Pur apprezzando alcuni cambiamenti migliorativi (eliminazione del buco mattutino per arrivare a Roma nella fascia oraria 10:36-12:36, il ripristino della frequenza dei treni serali ogni mezz’ora al rientro da Roma in orario di punta, in particolare alle 20, manca pero’ il treno in partenza da Roma alle 19:56) segnalano al contempo un insopportabile allungamento dei tempi di percorrenza dei treni mattutini che aumentano il loro tempo di percorrenza in media di un quarto d’ora a fermate invariate per qualcuno (in particolare il treno 12204 che vedrà aumentato per chi parte da Priverno di 18 minuti il tempo di percorrenza per arrivare a Roma), mentre permane la forbice oraria dalle 5:45 alle 07:04 per i treni in arrivo a Roma (partenze da Priverno Fossanova rispettivamente alle 4:43 e alle 5:59). Manca poi un treno che arrivi a Roma in prossimità delle 7:00, lo chiedono i lavoratori del comparto sanità, sicurezza, scuola, chi lavora su turnazioni continue oltre moltissimi lavoratori privati che hanno la necessità di giungere a Roma prima delle ore 7:00. Sempre con il nuovo orario mancherà un treno che arrivi a Roma tra le 08:04 e le 08:59, anche questo intervallo di tempo infatti si presenta troppo ampio per le esigenze dei Pendolari. Nella fascia oraria mattutina 5-10 di arrivo a Roma con il nuovo orario mancheranno 2 treni rispetto all’orario precedente l’11 Dicembre 2016. Si è passati in questa fascia oraria da 11 a 9 treni. La grave mancanza è poi il taglio dei treni 5:50 e 6:56 partenti da Priverno che dall’ 11 Dicembre 2016 partono invece da Latina. Il Comitato Pendolari di Terracina e Priverno chiede pertanto il ripristino di questi treni utilizzati dai Pendolari del territorio i quali avevano la certezza di un viaggio confortevole avendo il posto a sedere sicuro e non dovendo risentire tali treni delle problematiche che spesso avvengono nelle stazioni che vanno da Priverno a scendere verso Formia e che costituiscono motivo di ritardi giornalieri. Tali treni inoltre permettevano una migliore distribuzione dei pendolari su tutti i treni con destinazione Roma evitando il sovraffollamento degli stessi” segnala il Comitato Pendolari di Terracina. I Pendolari di Monte San Biagio (stazione che nelle intenzioni di Trenitalia sembrerebbe avviarsi sempre più a diventare uno snodo primario della linea FL7 per la sua posizione strategica sulla Via Appia) esprimono parere parzialmente favorevole sul nuovo orario, pur sottolineando la permanenza di alcuni problemi come ad esempio i tempi di percorrenza nella fascia oraria dalle 6:00 alle 8:00 e la mancanza dei collegamenti nella prima fascia mattutina in modo da evitare che l’arrivo a Roma possa avvenire unicamente alle ore 5.45 o alle ore 7.04, anche e soprattutto per evitare il sovraffollamento dei pochi treni in fasce orarie critiche, e le irrisolte problematiche dei pendolari in arrivo e partenza dalle stazioni intermedie, come Pomezia e Torricola, ed esprimendo parere contrario ad una ipotetica fermata eccezionale a Fondi del treno delle 14.56 da Roma solo per venire incontro alle esigenze di pochi lavoratori del comparto ortofrutticolo mentre da lunedì 20 febbraio, dopo due mesi di richieste e solleciti visto i numerosi bus COTRAL vuoti per mancata coincidenza, sono finalmente entrate in vigore anche alcune importanti modifiche dell’orario COTRAL che interessano le stazioni FS di Terracina e Monte San Biagio con una rimodulazione oraria di oltre 100 corse per migliorare le coincidenze con la linea FL7.

Il Coordinamento Interregionale ribadisce comunque nell’ultimo comunicato di febbraio l’importanza di tornare al metodo su cui era basato l’orario antecedente all’11 dicembre 2016, ovvero all’abolizione di ogni esperimento di modello di “rottura di carico” su cui si fonda l’attuale orario di servizio con scelte che inequivocabilmente hanno portato al drastico peggioramento dello stesso. Il Coordinamento sta presentando in queste ore un articolato documento di proposta alla Regione con le principali richieste provenienti dai diversi Comitati sulla tratta FL7. Il Coordinamento si pone l’obiettivo di far diventare la linea Roma-Napoli l’arteria principale della mobilità su ferro e lo strumento indispensabile allo sviluppo economico, sociale e culturale del Lazio e della Campania e a tal fine il Circolo Legambiente di Terracina con il Circolo Sud Pontino e con i Circoli limitrofi della Campania sono stati subito attivi per rafforzare l’azione in corso del Coordinamento Interregionale, garantendo una mobilitazione permanente al fine di potenziare il ruolo della tratta FL7 rendendola centrale per la politica del trasporto su ferro della Regione Lazio. Questo  anche  attraverso un progetto di trasformazione che doti la tratta di tutte le caratteristiche rilevanti per una mobilità più sostenibile, favorendo una inter-modalità “Bici in Treno”, con un uso combinato della bicicletta e del trasporto pubblico, inter-modalità che rappresenta uno dei punti chiave della proposta di legge regionale sulla “Mobilità Nuova” presentata dalla Consigliera Regionale Cristiana Avenali, componente della Commissione Mobilità, attualmente in attesa del parere della commissione bilancio e del passaggio all’esame del Consiglio, al fine di disincentivare sempre più l’uso dell’auto privata e scegliere un mezzo di trasporto  più pulito.

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Sul versante dei lavori per il ripristino della tratta Terracina-Priverno Fossanova la situazione si fa invece sempre più confusa e a preoccupare sono la finanziabilità e i tempi di realizzazione delle opere previste. La proposta presentata dal M5S di porre il tema dei lavori di ripristino all’Ordine del Giorno della seduta del 15 febbraio scorso del Consiglio Regionale è stata inaspettatamente bocciata, mentre solo un anno fa, il 12 gennaio 2016, quello stesso ordine del giorno era stato invece approvato all’unanimità. Ad oggi sembra esserci un conflitto di attribuzione di responsabilità, tra Regione e Comune, dei lavori di messa in sicurezza del Monte Cucca, mentre RFI sembra oramai “pericolosamente” uscita di scena, nonostante sia suo il progetto approvato in Conferenza dei Servizi e passato al vaglio del Comitato Lavori Pubblici. Vale la pena ricordare che la Regione Lazio aveva già concesso nel 2012 al Comune di Terracina un contributo straordinario di quattrocento mila euro (Determinazione N. A11556 del 12 novembre 2012) per l’esecuzione di un intervento per la messa in sicurezza dell’area che però era risultato insufficiente per la riapertura della tratta ferroviaria.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE HA PRESENTATO A PALERMO IL 24 GENNAIO SCORSO IL RAPPORTO PENDOLARIA 2016: LEGAMBIENTE TERRACINA SI MOBILITERA’ SULLA TRATTA FERROVIARIA ROMA-NAPOLI PER MANTENERE L’ATTENZIONE SUL PENDOLARISMO DEL SUD PONTINO.

Terracina, 28 gennaio  2017                                                  

Comunicato Stampa n.31

Pendolaria, storica campagna di denuncia di Legambiente, nata nel 2008, dedicata ai treni regionali e locali, al pendolarismo ed alla mobilità urbana per un trasporto ferroviario regionale e locale moderno e per rendere le città meno inquinate e più vivibili, fa il punto sul trasporto pendolare nel nostro Paese denunciando l’inadeguatezza del servizio e proponendo soluzioni concrete per realizzare un trasporto ferroviario regionale e locale moderno e al passo con l’Europa. Il Rapporto 2016  https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/pendolaria_2016.pdf, presentato lo scorso 24 gennaio a Palermo alla presenza di Orazio Iacono, direttore divisione passeggeri regionale Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, direttore esercizio rete RFI, Giovanni Pistorio, assessore alle infrastrutture Regione Sicilia, Giusto Catania, assessore alla mobilità Comune di Palermo, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente e Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia, e molti rappresentanti di comitati pendolari, analizza con grande dettaglio una serie notevole di dati senza trascurare i disagi dei viaggiatori che ogni giorno utilizzano il trasporto ferroviario per spostarsi. Sono infatti circa 3 i milioni di pendolari che ogni giorno si spostano in treno per raggiungere i posti di lavoro e di studio tra carrozze sovraffollate, degrado, ritardi e sono le disuguaglianze il tratto più forte che viene fuori dal Rapporto Pendolaria 2016, fotografando un Paese che in treno viaggia sempre di più a velocità differenti, con prospettive, problemi e speranze molto diverse, che cambiano da regione a regione e, a volte nelle stesse città a seconda delle linee. La ricetta per uscire da questo stato di impasse la fornisce Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: “Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno. Arrivare a 10 milioni di persone al 2030 è una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo.”

Analizzando meglio i risultati del rapporto relativamente al trasporto nel Lazio si rileva che nella nostra regione ci sono ben 540mila pendolari sulle tratte ferroviarie, quasi tutte tra i primissimi posti nella classifica delle più frequentate, con un totale di 383 treni, la cui età media è di 16,9 anni (a fronte di una età media nazionale di 17,2 anni) mentre il 27,1% dei treni ha più di 15 anni (il 69% in Italia). La Regione Lazio, se migliora dal punto di vista dell’età dei convogli in circolazione, presenta una situazione comunque grave per quel che riguarda la spesa per il servizio ferroviario pendolare visto che i fondi stanziati non arrivano nemmeno allo 0,1% del bilancio regionale.  In questi anni si è inoltre assistito alla chiusura di oltre 1.120 chilometri di linee ferroviarie, cui vanno aggiunti 412 km di rete ordinaria che risulta “sospesa” per inagibilità dell’infrastruttura, tra cui la ormai tristemente nota Priverno Fossanova-Terracina.

 

“Risale infatti al settembre del 2012 la frana del Monte Cucca che ha reso inagibile la ferrovia per Terracina, con la conseguente chiusura della stazione. La Regione Lazio, a seguito del parere favorevole della Conferenza dei servizi e con Determinazione n. 15233 del 30 ottobre 2014 della Direzione Regionale infrastrutture, ambiente e politiche abitative, aveva approvato il progetto generale definitivo denominato “Indagini geologico-tecniche e progettazione delle opere di difesa dalla caduta massi dal km 113+800 al Km 114+800 della linea ferroviaria Priverno-Terracina località La Fiora”, a cura di Rete Ferroviaria Italiana, per un importo pari a circa 10 milioni di euro, progetto poi presentato anche al Comitato Regionale dei Lavori Pubblici il 19 giugno 2015. A gennaio 2016, il Consiglio Regionale aveva poi approvato, all’unanimità, una mozione che impegnava la Giunta Regionale al finanziamento integrale dell’opera di messa in sicurezza e ripristino della tratta ferroviaria e ora, con i fondi disponibili del POR FESR Lazio 2014-2020 sull’ Asse prioritario 5 – Rischio idrogeologico per oltre 90 milioni di euro, l’obiettivo sembra davvero raggiungibile, anche se a tutt’oggi non vi è ancora certezza sull’avvio dei lavori, nonostante che i cittadini, attraverso comitati spontanei e associazioni, con petizioni e raccolta firme, e l’Amministrazione Comunale di Terracina non abbiano mai smesso da anni di esercitare forti pressioni perché si conseguisse il risultato del ripristino della tratta, ritenuta importante anche per lo sviluppo turistico della città di Terracina e di tutto il comprensorio.” – dichiara Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”- “Nella categoria “Stazioni nel vuoto” del nostro Rapporto entra ormai di diritto quella di Terracina chiusa ormai dal lontano 2012 e precipitata nel degrado e nel vandalismo con binari invasi dalle erbacce, locali vuoti con i vetri rotti, biglietteria murata, diventata occasionale meta di senzatetto che spesso tentano di riaprirne i locali per trovare riparo. Dato che Trenitalia garantisce comunque il collegamento dalla stazione Priverno-Fossanova con bus sostitutivi in coincidenza e visti i tempi presumibilmente lunghi non solo per l’auspicabile avvio ma anche per la eventuale conclusione dei lavori di messa in sicurezza e ripristino della vecchia tratta, andrebbe presa in seria considerazione anche l’ipotesi di potenziare la vicina stazione di Monte San Biagio che è sulla direttissima Roma-Napoli, vero e autentico hub sia per Roma che per Napoli, arricchendola con fermate aggiuntive dei treni regionali non-stop che collegano Formia a Roma oltre che con fermate degli Intercity dal Nord e Sud Italia, attuando una rigenerazione dell’intera stazione rendendola più funzionale ed accogliente anche per i turisti (nel Dossier Stazioni di Legambiente Lazio http://www.legambientelazio.it/legambiente-presenta-dossier-qualita-delle-stazioni-nel-lazio-le-peggiori-due-ponti-tor-di-valle-e-quelle-della-termini-centocelle/ la stazione risulta non essere tra le peggiori!). La rigenerazione dovrebbe portare al potenziamento del servizio di parcheggio auto come snodo intermodale, con annessi servizi igienici e di illuminazione e coperture per le auto in sosta, sempre tenendone accessibili i prezzi e garantendo una completa autonomia energetica, e al rafforzamento del servizio veloce di navette in coincidenza (anche elettriche!) che in una decina di minuti consentirebbero di raggiungere il centro di Terracina. Sarebbe utile anche riprendere poi il vecchio progetto presentato a Trenitalia con il cambio di denominazione da “Monte San Biagio” a “Monte San Biagio-Terracina mare””.  

Nel Rapporto viene menzionata infatti la situazione critica della linea regionale FL7 che con i 128 chilometri ferroviari che separano la stazione di Roma Termini da quella di Formia è diventata una delle ferrovie regionali del Lazio “infernali” come testimonia la sua presenza nel Dossier Legambiente Lazio “TROFEO CARONTE” 2015 http://www.legambientelazio.it/wp-content/uploads/20151216dossier_caronte.pdf . I Pendolari tra Lazio e Campania denunciano infatti gravi disagi con il nuovo orario invernale in vigore dall’11 dicembre 2016, poi parzialmente rivisto il 2 gennaio anche per le proteste degli stessi pendolari, e che ha visto una riduzione delle corse tutta a carico della utenza della stazione di Minturno-Scauri, per la regione Lazio, e delle utenze di Sessa Aurunca e Falciano-Mondragone per la Campania. Proprio a fronte di tali modifiche di orario e treni è nato un importante Coordinamento interregionale che raggruppa i comitati pendolari di Minturno, Monte San Biagio, Terracina, Priverno, Sezze Romano facenti parte della regione Lazio, e i comitati di Sessa Aurunca (comitati civici e pendolari), Falciano-Mondragone-Villa Literno, Associazione pendolari Sannio-Terra di lavoro, Comitati pendolari Terra di Mezzo, appartenenti alla regione del sud pontino e della Campania, la cui finalità è quella di ribadire che “la linea Roma-Napoli è fondamentale per l’economia del Lazio meridionale e della Campania, oltre che per la vitalità e la vivibilità dei territori, per il loro sviluppo turistico e culturale oltre che per garantire alle popolazioni pieno accesso a strutture essenziali come quelle sanitarie e universitarie”.

Per tutte queste ragioni e per mostrare la nostra vicinanza a tutti i Comitati Pendolari della tratta Roma-Napoli e ai Pendolari di Terracina, attualmente divisi tra bus sostitutivi Trenitalia per la Stazione Priverno-Fossanova e Navette e Bus Cotri e Cotral per la  Stazione di Monte San Biagio, nei prossimi giorni il Circolo Legambiente di Terracina, in coordinamento con i Circoli di Monte San Biagio, Fondi e Formia-Minturno (Sud Pontino) e con il supporto di Legambiente Lazio organizzerà una mobilitazione su tutta la tratta Roma-Napoli via Formia per evidenziarne le criticità, far conoscere le condizioni di vita dei pendolari del Sud Pontino e rivendicare l’assoluta necessità di migliorare la qualità del servizio fornito, avanzando anche proposte concrete e coinvolgendo tutti gli interlocutori della Regione Lazio, Trenitalia e RFI oltre che i Comuni del territorio.