LEGAMBIENTE TERRACINA HA PARTECIPATO, SU INVITO DELLA RAI E IN QUALITA’ DI CIRCOLO MOLTO ATTIVO SUL TEMA E IN COLLABORAZIONE CON LEGAMBIENTE LAZIO E l’OSSERVATORIO REGIONALE TRASPORTI, ALLA PUNTATA DI OGGI 30 GENNAIO 2020 DI BUONGIORNO REGIONE DELLA TG REGIONALE LAZIO, SULLA QUESTIONE DEL TRENO “FANTASMA” E DELLA STAZIONE “FANTASMA” A TERRACINA, A OTTO ANNI DAL MASSO CADUTO SULLA FERROVIA. INOLTRE IL 3 FEBBRAIO LEGAMBIENTE NAZIONALE PRESENTA A PALERMO PENDOLARIA 2020, IL RAPPORTO CHE ILLUSTRA LO STATO DEL TRASPORTO FERROVIARIO IN ITALIA, POLITICHE E INVESTIMENTI.

Comunicato stampa n.170                                            30 gennaio 2020

Oggi 30 gennaio 2020 presso la stazione “fantasma” di Terracina si è tenuto il collegamento in diretta per la rubrica Buongiorno Regione della TG Lazio, a cui siamo stati invitati come grande associazione ambientalista impegnata sul tema dei trasporti (il 3 febbraio prossimo uscira’ infatti il nostro consueto rapporto PENDOLARIA 2020 https://www.legambiente.it/pendolaria-save-the-date/ che analizza ogni anno la situazione del trasporto ferroviario in Italia, con numeri e storie che illustrano i risultati di politiche e investimenti. Quest’anno l’evento di presentazione sarà a Palermo presso la Real Fonderia alla Cava – Piazza Fonderia 7) e come circolo locale molto attivo sul tema.

La conosciuta ed esperta giornalista, redattrice e conduttrice Mariella Anziano, dopo anni, tornava a Terracina per comprendere se fosse vero che ormai tutto si stesse finalmente risolvendo e si potesse annunciare, davanti ai pendolari e alle associazioni che da anni avevano fatto della riapertura della tratta Terracina-Fossanova una battaglia campale (i quali pero’ stranamente oggi non c’erano!), l’imminente riapertura del tratto.

 

QUI LA PUNTATA ODIERNA DI BUONGIORNO REGIONE: https://www.rainews.it/tgr/lazio/notiziari/index.html?/tgr/video/2020/01/ContentItem-e896b696-e160-4aad-bfb2-b103060a35bf.html

 

I lavori previsti a Monte Cucca per la messa in sicurezza di persone e case, di cui si parla in questi giorni sulla stampa in vista della prossima gara europea, dopo alcuni anni dall’aggiudicazione delle risorse sulla piattaforma Rendis, sono, a detta della stessa Amministrazione, la più imponente e costosa opera pubblica mai realizzata dal Comune di Terracina e quindi si è inevitabilmente rallentato l’iter e a tale proposito ci chiediamo soltanto se sia stato opportuno da parte della Regione Lazio affidare lavori cosi’ complessi ad un Ente, ad oggi non sappiamo fino a che punto preparato a gestire una tale complessita’.

 

Ora, nonostante la nostra Amministrazione utilizzi ora toni sicuramente meno trionfalistici di quelli utilizzati prima della nostra recente audizione in Regione Lazio https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/11/04/legambiente-lazio-e-legambiente-terracina-in-regione-lazio-per-la-questione-treno-a-terracina-resoconto-audizione-della-sesta-commissione-della-regione-lazio-del-28-ottobre-2019-rfi-e-regione-lazio/, parlando della riapertura della tratta Terracina-Fossanova solo come beneficio collaterale” dei lavori di Monte Cucca oggetto di gara, è invece dimostrato ampiamente che i lavori di Monte Cucca non sono e non saranno sufficienti per la riapertura della ferrovia. Infatti come emerso nell’audizione pubblica della Commissione Trasporti della Regione Lazio dello scorso 28 ottobre, sollecitata dal nostro Circolo e alla quale abbiamo partecipato, la triste realtà è che dopo 8 anni dalla caduta del masso ancora non abbiamo un progetto completo, validato con i criteri e gli standard tecnici richiesti da Rete Ferroviaria Italiana- RFI, di messa in sicurezza dell’intero fronte franoso, fronte di diversi chilometri che ricordiamo comprende non solo l’intero Monte Cucca ma anche Monte Leano, progetto complessivo ovviamente preliminare a qualsiasi ipotesi di riapertura della ferrovia. Di conseguenza non abbiamo ancora un piano economico-finanziario che valuti il costo totale dell’opera, che è di molto superiore ai 4 milioni di euro stanziati dalla Regione Lazio (come da piattaforma Rendis) per la messa in sicurezza del tratto del monte Cucca oggetto della gara per i lavori per la mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico.

 

Il Circolo Legambiente Terracina di concerto con Legambiente Lazio e con l’Osservatorio Trasporti Regionale sta comunque continuando a spingere con la Regione Lazio affinchè Rete Ferroviaria Italiana-RFI, la quale ha comunque inviato oggi nel corso del collegamento, una nota scritta in cui si assumeva quanto meno l’onere di valutare la questione, renda esplicite le condizioni e gli standard di sicurezza necessari alla riapertura della tratta, che comunque non è stata cancellata da Trenitalia, la quale per ora garantisce comunque servizi sostitutivi.

 

“Come grande associazione portatrice di un interesse diffuso e da anni impegnata sul territorio, e come cittadini, non potevamo disertare questo invito, e ringraziamo la TGR Lazio per questo, invito che peraltro abbiamo reso pubblico a tutti attraverso i social media proprio per rendere ancora più partecipato l’incontro, ma francamente siamo stanchi di ascoltare continue strumentalizzazioni e quasi sempre a fini politico-elettorali di questa vicenda. Dopo 8 anni di attesa, e pur contenti che finalmente la macchina burocratica del nostro Comune si sia messa in moto per esperire la complessa gara europea, che speriamo solo non incontri altri intoppi, pretendiamo pero’ che venga subito redatto un progetto complessivo di tutta l’opera con il relativo piano economico-finanziario validato, tempi certi di realizzazione, standard di sicurezza rispettati e di arrivare presto ad una decisione finale positiva per il ripristino della tratta (e quindi renderla realmente cantierabile) o nel caso di decisione negativa, vogliamo conoscere invece le proposte concrete di valide alternative di trasporto per i cittadini ed i turisti di Terracina. Inoltre stiamo già lavorando ad un progetto di Legambiente Green Station da sottoporre a RFI, sulla falsariga di quanto da noi già fatto come Legambiente ad Anzio, Pescara, Potenza ed altri luoghi in Italia, visto che la stazione di Terracina è ormai fatiscente, priva dei servizi essenziali e ricettacolo di senza tetto e piccola criminalita’ e visto che la stessa RFI ha mostrato interesse per avviare un accordo territoriale proprio qui a Terracina, che prevede la concessione in comodato d’uso gratuito degli spazi di stazione liberi dalle attività ferroviarie a Enti Locali, Associazioni no profit e Fondazioni e che questo rientra nel più ampio piano di RFI per il riuso sociale degli scali e degli immobili ferroviari da destinare a progetti e attività culturali, turistiche, di solidarietà e sostenibilità.” dichiara Ing. Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico di Legambiente Terracina.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.anxurtime.it/stazione-fantasma-legambiente-in-prima-linea-con-buongiorno-regione-tg-lazio/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2894/il-circolo-legambiente-ha-partecipato-alla-puntata-di-oggi-di-buongiorno-regione-del-tg-regionale-lazio-sulla-questione-del-treno-e-della-stazione-fantasma

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-la-rai-per-la-stazione-ferroviaria-fantasma/

LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE TERRACINA IN REGIONE LAZIO PER LA QUESTIONE TRENO A TERRACINA: RESOCONTO AUDIZIONE DELLA SESTA COMMISSIONE DELLA REGIONE LAZIO DEL 28 OTTOBRE 2019. RFI E REGIONE LAZIO CONCORDANO SUL FATTO CHE L’INTERVENTO PREVISTO DI MESSA IN SICUREZZA DEL MONTE CUCCA NON E’ PURTROPPO SUFFICIENTE PER GARANTIRE LA RIAPERTURA DELLA LINEA TERRACINA-PRIVERNO FOSSANOVA.

COMUNICATO STAMPA N. 158                                                  4 Novembre 2019

Si è svolta nei giorni scorsi presso la Sala Etruschi di Via della Pisana, sede del Consiglio Regionale, la seduta della audizione a carattere seminariale convocata dal Presidente della VI° Commissione Consiliare Permanente “Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti” della Regione Lazio Eugenio Patanè con RFI e Ministero Trasporti e Infrastrutture, rivolta ai commissari e ai consiglieri regionali e aperta su invito a tutti i portatori di interesse attivi, per approfondimenti sul nodo ferroviario di Roma e sull’intera rete ferroviaria del territorio del Lazio. All’audizione hanno partecipato oltre al presidente della Commissione, l’Assessore ai “Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità della Regione Lazio Mauro Alessandri, i consiglieri regionali E. Minnucci (PD), A. Aurigemma (Gruppo Misto) e D. Porrello (M5S), il direttore della “Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie” del Ministero dei Trasporti Enrico Maria Pujia, l’Amministratore Delegato di RFI Maurizio Gentile, i responsabili della Direzione Commerciale RFI ing. C. Colaneri e della Direzione Investimenti di RFI ing. V. Macello, l’Osservatorio Trasporti della Regione Lazio rappresentato da Andrea Ricci,  amministratori comunali, comitati e associazioni in rappresentanza dei cittadini.

Il Circolo Legambiente Terracina è stato invitato a partecipare, e ringraziamo il Presidente della Commissione, Dott. E. Patane’ per questo invito, ed era presente con il suo Presidente Anna Giannetti e Vicepresidente Gabriele Subiaco assieme a Legambiente Lazio rappresentata dal suo Presidente Roberto Scacchi e dal delegato regionale alla Mobilità Amedeo Trolese, in virtù della sua documentata  richiesta di audizione inviata a settembre scorso in merito al “Ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno/Fossanova dopo la frana del 12 settembre 2012” di cui al nostro comunicato di qualche settimana fa https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/09/28/legambiente-terracina-congiuntamente-a-legambiente-lazio-e-allosservatorio-trasporti-regionale-del-lazio-ha-inviato-nei-giorni-scorsi-via-pec-una-richiesta-di-audizione-con-massima-urgenza-a/, ed essendo uno dei temi posti all’ordine del giorno dell’audizione, anche proprio in virtu’ della nostra richiesta, lo stato del ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno Fossanova.

Dopo la presentazione da parte del direttore della “Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie” del Ministero dei Trasporti dei contenuti del Contratto di Programma RFI 2017-2021 approvato a maggio scorso e che prevede 1,3 miliardi di euro per la valorizzazione delle Reti Regionali, si è passati all’analisi dei 17 punti all’ordine del giorno presentati in sequenza dal Presidente della Commissione E. Patane’. Relativamente al ripristino della tratta Terracina-Priverno Fossanova, RFI ha dichiarato la disponibilità sulla carta a riattivare la linea, intervento comunque inserito nella progettazione tecnologica relativa al CCM di Formia, ma ha anche affermato e senza ambiguita’ che la riattivazione della stessa è condizionata alla messa in sicurezza completa di tutta la linea dal rischio frana, i cui lavori, afferma RFI, sono di competenza della Regione Lazio. La Regione Lazio, per voce, dell’assessore regionale alla Mobilita’ M. Alessandri ha ricordato che i lavori di messa in sicurezza di un tratto del Monte Cucca per il rischio idrogeologico (fondi regionali su piattaforma Rendis) come da PAI (Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio) che assegna a quella zona il rischio Quattro (il rischio più elevato), lavori per i quali il Comune di Terracina funge da stazione appaltante e per i quali è stato previsto un finanziamento regionale di 4 milioni di euro, non sono ritenuti sufficienti (a giudizio di RFI e dalla stessa confermato già qualche tempo fa) per garantire la completa sicurezza dell’intera tratta dal rischio idrogeologico, e che ad oggi non esiste ancora un Piano completo che dica con esattezza quali e quanti siano gli interventi necessari ed il loro costo per poter mettere in completa sicurezza tutta la tratta che giace sotto un fronte franoso esteso per diversi chilometri e che comprende oltre Monte Cucca anche Monte Leano. Piano complessivo che dovrà partire innanzitutto dai requisiti imposti da RFI e che dovrà dalla stessa essere validato visto che la responsabilità di riattivare la linea ricade nel suo ambito. L’intervento in audizione dell’Assessore Regionale alla  Mobilita’ M. Alessandri è stato quindi particolarmente importante e chiarificatore, e lo ringraziamo per aver accolto la nostra sollecitazione e soprattutto per averci dato attenzione, ma soprattutto per aver messo in luce che, al di la’ dell’impegno della Regione per favorire la soluzione, la questione del ripristino della tratta ferroviaria a Terracina sussiste come fatto conseguenziale solo ed esclusivamente ad un completo e adeguato progetto di messa in sicurezza e di mitigazione del rischio idrogeologico di tutto il fronte franoso esteso, progetto complessivo di cui non esisterebbero ancora pero’ i presupposti ne’ tecnici ne’ economici, visto che l’unico progetto, ad oggi, effettivamente approvato e finanziato dalla Regione Lazio su piattaforma RENDIS e in via di attuazione da parte del Comune di Terracina, coprirebbe solo una parte del versante e non sarebbe sufficiente per la riattivazione della tratta.

“Al di là delle promesse e di quanto ha raccontato la politica e l’amministrazione locale per anni e fino a poche settimane fa e cioè che i lavori attualmente finanziati per Monte Cucca avrebbero – una volta completati – consentito la riapertura della linea, da quanto emerso dalla audizione, e come purtroppo temevamo, appare chiaro che invece la situazione vive ancora una fase di stallo, visto che, se da una parte c’è la disponibilità a riattivare la tratta (almeno sulla carta, come affermato in audizione da RFI) e la disponibilita’ della Regione ad individuare i fondi ulteriori eventualmente necessari, dall’altra non c’è, ancora ad oggi e dopo quasi 8 anni dalla caduta del masso, alcuna chiarezza sui lavori complessivi di messa in sicurezza necessari, i loro costi e i loro tempi e soprattutto su quali siano i parametri di accettabilita’del rischio da parte di RFI, considerato che i lavori di messa in sicurezza del versante non abbasseranno la classe di rischio elevata (classe 4) come da PAI ma lo mitigheranno soltanto. Per quanto ci riguarda, come più grande associazione ambientalista della Regione Lazio, e come chiediamo da tempo, oggi è stato finalmente fatto un passo avanti di chiarezza sgomberando il campo da inutili e dannose ambiguità, ma questo per noi è solo il primo passo di un lungo cammino, attendiamo infatti insieme all’Osservatorio Trasporti della Regione Lazio di essere convocati ad una audizione più approfondita, dedicata solo al caso specifico del treno e della stazione di Terracina come da noi richiesto, per poter continuare a premere cercando di arrivare presto al nodo cruciale cioè ad un progetto validato sia dalla Regione Lazio che da RFI che valuti tutte le esigenze di messa in sicurezza della montagna sovrastante la linea (fronte franoso di Monte Cucca e Monte Leano come da PAI regionale), consentendo di stimare dettagliatamente i costi in modo da poterli prevedere nella programmazione degli investimenti per i prossimi anni. Per questo continueremo a spingere in Regione affinche’ entro l’anno si possa avviare una riprogrammazione degli investimenti regionali, da effettuarsi all’inizio del 2020, visto che l’Accordo Quadro pluriennale tra RFI e Regione Lazio può sicuramente essere aggiornato dalla Regione a copertura di questa esigenza ma a fronte però di una analisi approfondita e di una concreta e realistica possibilità di ripristino della trattadichiarano Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio ed Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina. “Spiace notare – continua Legambiente come nota a margine – la completa assenza all’audizione, di altri portatori di interesse terracinesi (politici, amministratori, consiglieri regionali, comitati, associazioni) che pure hanno fatto di questo treno per anni un cavallo di battaglia e che hanno sempre presenziato su giornali e tv locali sulla questione del treno, spesso facendo balenare superficialmente che tutto fosse facilmente risolvibile. Pensiamo che sarebbe stato davvero utile invece esserci in tanti in questa occasione unica di grande livello e alla presenza di tutti i veri decisori, per poter sostenere le esigenze del nostro territorio con forza, convinzione e competenza ai tavoli che contano”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2755/legambiente-lazio-e-legambiente-terracina-in-regione-lazio-per-la-questione-treno

http://www.anxurtime.it/audizione-in-regione-si-parla-anche-del-treno-legambiente-presente/

https://www.latinatoday.it/cronaca/terracina-riattivazione-treno-audizione-regione-lazio.html?fbclid=IwAR2y49RRiX3ma_1mGB2BEen8qErA8ybdKDsbSlrs_8h1hSLutQpQNVOVOa4

https://www.radioluna.it/news/2019/11/nella-commissione-lavori-pubblici-della-regione-la-tratta-terracina-priverno/

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-questione-treno-il-resoconto-dellaudizione-regionale/

Treno a Terracina, ecco il resoconto di Legambiente dell’audizione in Regione

https://www.facebook.com/laziotv.tv/videos/483367942265167/UzpfSTEyMjIwOTQ3NTc4MDU2ODA6MzA0MDQwNDEzOTMwODA1Nw/

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LEGAMBIENTE TERRACINA CONGIUNTAMENTE A LEGAMBIENTE LAZIO E ALL’OSSERVATORIO TRASPORTI REGIONALE DEL LAZIO HA INVIATO, NEI GIORNI SCORSI VIA PEC UNA RICHIESTA DI AUDIZIONE CON MASSIMA URGENZA AL PRESIDENTE DELLA VI COMMISSIONE – LAVORI PUBBLICI, INFRASTRUTTURE, MOBILITA’, TRASPORTI – DELLA REGIONE LAZIO CORREDATA DA DOCUMENTAZIONE, IN MERITO ALLA ANNOSA QUESTIONE DEL RIPRISTINO DELLA LINEA FERROVIARIA TERRACINA-PRIVERNO FOSSANOVA. L’OBIETTIVO E’ COMPRENDERE DAL CONFRONTO TECNICO E CON DOCUMENTI ALLA MANO, CON TUTTI I DECISORI, LA REALE VOLONTA’ E L’EFFETTIVA POSSIBILITA’ DI RIAVERE IL TRENO FACENDO DAVVERO CHIAREZZA AL DI LA’ DELLE OVVIE E PERIODICHE CONVENIENZE ELETTORALI DELLA POLITICA LOCALE (DI OGNI COLORE) A CUI PURTROPPO ASSISTIAMO DA ANNI.

Terracina, 28 settembre 2019                     Comunicato Stampa n. 153

La questione del treno a Terracina tiene banco dal settembre 2012 cioe’ dal giorno dell’infausta caduta sui binari di quel masso che ha interrotto il percorso del trenino che per decenni ha collegato la nostra Città alla stazione di Priverno – Fossanova e a Roma. Centinaia sono stati gli articoli e i servizi televisivi locali dedicati, in questi anni, al tema che ogni tanto ritorna alla ribalta della cronaca, ma ad oggi a quasi otto anni dalla interruzione, in concreto, al di la’ delle dichiarazioni di intenti e delle rassicurazioni dei politici e delle amministrazioni che hanno addirittura attribuito all’opera un carattere “ultraprioritario”(!) già a partire dal 2014,  risultano acclarati i seguenti fatti:

  • un finanziamento di 4 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza di un tratto del Monte Cucca per il rischio idrogeologico (fondi regionali su piattaforma Rendis) come da PAI (Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio) che assegna a quella zona il rischio Quattro (il rischio più elevato);
  • la decisione del Comune di Terracina di fungere da stazione appaltante per i lavori di 4 milioni di euro di messa in sicurezza di un tratto del Monte Cucca, lavori normalmente di competenza regionale, la cui conferenza dei servizi (ovvio passaggio di prassi!) per avere il via libera da tutti gli enti, si è svolta presso il Comune di Terracina il 13 settembre scorso, a valle della predisposizione del documento tecnico propedeutico all’avvio della gara di appalto per i lavori. Decisione francamente “singolare” visto che la Regione possiede sicuramente molta più esperienza, competenza e risorse tecnico/gestionali per poter gestire lavori di questa complessità.
  • una Delibera Cipe uscita qualche giorno prima delle elezioni politiche del marzo 2018 (gazzetta ufficiale n. 132 del 9-6-2018) che prevedeva un finanziamento di 6 milioni di euro per Interventi di ripristino della linea ferroviaria Priverno-Fossanova-Terracina, finanziamento che giace presso il Ministero dei Trasporti e sarebbe utile capire da subito se è ancora utilizzabile tenendo conto dei vincoli tecnici e temporali stringenti che pone il Ministero dei Trasporti (che è l’ente che di fatto eroga il finanziamento) sulla effettiva realizzabilità e sicurezza dell’opera;
  • l’uscita di scena, non sappiamo per quali motivi, di un soggetto importante come Rete Ferroviaria Italiana (RFI) individuata ed ufficialmente incaricata dalla Regione Lazio, il 13 febbraio del 2015, come soggetto attuatore di un complesso e costoso “Progetto per la realizzazione delle opere in difesa della caduta massi della linea ferroviaria Priverno-Terracina” e la cui presenza avrebbe sicuramente dato maggiori garanzie di impegno per il ripristino della linea;
  • un Piano della Mobilita’ Regionale che cita la tratta, ma non dice nulla a riguardo e non chiarisce affatto i termini (soprattutto tecnico-economici) di un suo eventuale ripristino;

Ciò detto, il tema continua da anni, ad essere al centro di strumentalizzazioni pre-elettorali giocate tutte sulla pelle dei pendolari e dei cittadini alimentando l’ambiguità tra i lavori per la messa in sicurezza del Monte Cucca per la tutela di persone e case dal rischio vita e da danni gravi ed il ripristino della tratta ferroviaria. Lo stesso ex Sindaco di Terracina affermava già un anno fa – mettendo prudentemente le mani avanti sulla questione – “L’area del monte Cucca è estremamente complessa. La frana del settembre 2012 non è stata l’unica nell’area. La riattivazione della ferrovia è un obiettivo strategico di questa amministrazione ma ciò deve avvenire secondo i principi di massima sicurezza e salvaguardia pubblica”. https://www.ilcaffe.tv/articolo/47900/ferrovia-lavori-al-via-nel-2019  Ed è proprio per questo che vogliamo provare a chiedere in Commissione e a fare definitiva chiarezza mettendo attorno ad un tavolo tutti gli attori che contano davvero per il ripristino (Regione Lazio, RFI, Trenitalia, Ministero) offrendo una nostra visione analitica del problema e pretendendo risposte ed impegni seri e certi anche su eventuali soluzioni alternative e meno problematiche come una moderna metropolitana leggera in pianura, di cui si è iniziato a discutere nell’ambito delle azioni del “Comitato no corridoio Roma-Latina per la metropolitana leggera” e già proposta in un vecchio progetto della Regione Lazio.

L’unica Realtà certa dopo quasi otto lunghi anni, e’ che ci rimangono desolatamente, per ora, una montagna sempre più pericolosamente dissestata e scarrupata, una ferrovia abbandonata e coperta da erbacce e rovi ed una stazione (dal nome altisonante :“Polo Trasporti”) degradata, sporca e fatiscente, purtroppo ormai chiusa dal 2012 e diventata una stazione “fantasma”, che versa in condizioni di pericoloso degrado che abbiamo sempre documentato e segnalato alle autorita’, e che obbliga i pendolari e i turisti che utilizzano i bus sostitutivi Trenitalia per i collegamenti con la stazione di Priverno-Fossanova, a condizioni di assoluto disagio, privi dei minimi servizi.

Partendo da questo scenario alquanto desolante, e dopo anni di analisi documentale, nei giorni scorsi il nostro Circolo attivo sul territorio di Terracina, nella persona di Anna Giannetti, in qualita’ di Presidente del Circolo locale, da sempre attivo sul tema dei trasporti locali, insieme a Roberto Scacchi, in qualita’ di Presidente di Legambiente Lazio, autore di un importante rapporto annuale PENDOLARIA sui trasporti pubblici regionali https://www.legambiente.it/pendolaria-2018-il-rapporto-sullo-stato-del-trasporto-ferroviario-in-italia/, iniziativa alla quale il nostro Circolo ha fornito un grande contributo durante la fase di rinegoziazione del contratto tra Regione Lazio e Trenitalia e i momenti di grande disagio per i pendolari della tratta FL7 Roma-Formia-Napoli, e congiuntamente a Andrea Ricci, in qualita’ di Presidente Osservatorio Regionale Trasporti del Lazio, ha fatto richiesta di audizione con la massima urgenza a E. Patane’, Presidente della VI Commissione – Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti della Regione Lazio per poter avere contezza in merito alla concreta fattibilita’ tecnica e ai tempi del ripristino della Ferrovia Terracina-Priverno Fossanova e per comprendere se i complessi lavori previsti su fondi regionali per la mitigazione del rischio da dissesto idrogeologico del Monte Cucca (stazione appaltante Comune di Terracina) consentano, una volta avviati e portati a termine, la completa sicurezza della tratta e quindi siano direttamente collegabili al ripristino del servizio ferroviario o siano solo un pezzo di un puzzle molto più intricato e sicuramente molto più costoso in termini di risorse economiche di cui ad oggi nessuno sembra conoscere realmente tutti i pezzi. Saranno presenti all’audizione in Commissione: la Dott.ssa Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente “Pisco montano” di Terracina, il Dott. Roberto Scacchi, Presidente Legambiente Lazio, l’Ing. Gabriele Subiaco, VicePresidente e Responsabile Dipartimento Scientifico del Circolo di Terracina e il Dott. Andrea Ricci, Presidente Osservatorio Regionale Trasporti del Lazio.

“Come associazione operante sul territorio e portatrice di un interesse diffuso, e come associazione impegnata nella costruzione di proposte e analisi come quelle contenute nel nostro prestigioso rapporto annuale PENDOLARIA e attiva nell’ Osservatorio Regionale Trasporti, chiederemo, nel corso dell’audizione, vista la situazione in essere, quali siano le reali determinazioni della Regione Lazio, di RFI, di Trenitalia e del Ministero dei Trasporti che si richiede siano presenti all’audizione, in merito alla reale volontà e alla effettiva possibilità di ripristino della tratta ferroviaria in oggetto e l’eventuale programmazione completa (risorse economiche, fonti di finanziamento, tempi operativi, responsabilità) di tutti gli interventi necessari, se questa è la decisione, per raggiungere l’obiettivo del ripristino del treno. Ciò al fine di fare definitiva chiarezza, sciogliere i dubbi e speriamo sgombrare definitivamente il campo da facili manipolazioni e strumentalizzazioni politiche che da anni alimentano la vicenda” dichiara Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio.

“Francamente siamo stanchi di sentire periodicamente, ad ogni anniversario della caduta del masso di Monte Cucca, lo stesso refrain sul treno senza che nulla poi cambi nella realtà come accade anche per la mobilità sostenibile nella nostra Città ed è per questo che abbiamo deciso come Associazione, dopo anni di analisi di documenti e piani, di fare definitiva chiarezza. Evidentemente, a nessuno sfuggono le potenzialità elettorali di un tema come questo, ed è evidente l’interesse della “Politica” di tenere in piedi questa situazione fatta di vaghe promesse e di periodiche rinnovate speranze, oramai quasi un decennale tormentone senza via d’uscita. Dovremmo invece tutti chiederci, a fronte del rinnovato battage di questi giorni: ma cosa è cambiato oggi rispetto a uno, due o tre anni fa? Nulla. Quale è la vera novità di questi giorni? Nessuna. Quello che sappiamo oggi è esattamente quello che sapevano tutte le persone informate già a marzo del 2018 in piena campagna elettorale, cioè, ci sono  4 milioni di euro per il dissesto idrogeologico di un tratto del Monte Cucca e forse (nella speranza che siano ancora utilizzabili), 6 milioni Cipe per il ripristino della tratta. Ma questo è sufficiente per dire che il treno tornerà a Terracina? No, non lo era a marzo 2018 e continua a non esserlo oggi purtroppo, e perché? Perché ancora ad oggi non esiste un Piano vero ed impegnativo sottoscritto da tutti i decisori importanti (RFI e Regione in primis) per riportare il treno a Terracina che dia contezza in modo chiaro e trasparente: 1) delle risorse economiche complessive necessarie, cioè tutto quello che serve per mettere in sicurezza l’intero fronte franoso (diversi chilometri)  di Monte Cucca  e di Monte Leano, per ripristinare la linea ferrata rielettrificandola, per ripristinare i relativi azionamenti, per garantire la sicurezza visti anche i numerosi passaggi a livello e per riqualificare la stazione di Terracina e le altre stazioni sulla tratta; 2) delle fonti di finanziamento, cioè, una volta fatta la valutazione dei costi complessivi, chi ci mette tutti i soldi che servono?; 3) dei tempi operativi di intervento e del relativo cronoprogramma completo; 4) dell’organizzazione e delle responsabilità operative tra i vari enti coinvolti a partire dal coordinamento del progetto. C’è poi da porsi, in modo molto pragmatico, una domanda di fondo: ma vale la pena, ammesso che si trovino, spendere ipotizziamo decine di milioni di Euro per ripristinare una ferrovia sotto una montagna a rischio (perché anche con gli interventi di mitigazione il rischio purtroppo rimane) e sempre più pericolosa (visti i continui incendi e il diradamento della vegetazione a causa della siccità) o non è più ragionevole pensare ad una soluzione diversa e meno rischiosa, come del resto già ipotizzato dalla stessa Regione qualche anno fa? Ecco, dopo quasi otto anni questo Piano ancora non esiste ed il quadro, che emerge anche dagli interventi di questi giorni della politica locale, è invece purtroppo assai confuso e si naviga sempre e solo a vista in mezzo alla nebbia più fitta. E’ per questo che con la nostra azione di motivata richiesta di audizione a tutti gli Enti Decisori, vogliamo cercare di fare definitiva chiarezza, proponendo un approccio più razionale e trasparente, per evitare che si continui a “giocare” tristemente, e per chissà quanti altri anni, sulla pelle dei cittadini. Cittadini che si affidano speranzosi alla politica, ma che, dopo otto anni, dovrebbero pretendere con forza, dalla stessa, oltre che competenza e capacità di affrontare i problemi, certezze e non solo vaghe promesse trascinate avanti stancamente di elezione in elezione” dichiara l’ingegner Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

http://www.anxurtime.it/treno-legambiente-audizione-regione/

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-la-questione-treno-dal-2012-ricostruita-da-legambiente-pisco-montano/

https://www.h24notizie.com/2019/09/28/ferrovia-legambiente-racconta-la-storia-di-un-progetto-dimenticato/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2698/legambiente-sul-ripristino-della-linea-ferroviaria-terracina-priverno-fossanova

https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/77480/treno-legambiente-in-regione-per-sbloccare-la-situazione

https://www.ilfaroonline.it/2019/09/29/ripristino-della-stazione-ferroviaria-di-terracina-legambiente-chiede-unaudizione-urgente-in-regione/296093/

https://latinatu.it/il-treno-fantasma-della-terracina-priverno-tutti-i-motivi-dello-stallo-nellanalisi-di-legambiente/

 

 

LA STAZIONE PERSA NELL’OBLIO

Ma dove sono finiti i soldi promessi per la messa in sicurezza del Monte Cucca? Ricordate? Parliamo dei 4 milioni di euro per il dissesto idrogeologico (finanziamento regionale tramite Rendis) dello scorso novembre più gli altri 6 milioni di euro della delibera CIPE spuntata inopinatamente a due giorni dalle ultime elezioni politiche di marzo 2018. Con la improvvisata e inetta politica locale, preda di “statisti” autoproclamatisi e di portaborse sgomitanti tutti solo ossessionati più dalla voglia di “comparire e di apparire” che di Fare, i quali, all’indomani della pubblicazione della delibera “elettorale” Cipe, prontamente si sbracciavano ad annunciare “alle genti terracinesi” il grande traguardo raggiunto, la vittoria finale, con il consueto servile supporto della grancassa mediatica locale e della adulante e plaudente ampia “corte dei miracoli”, dichiarando, in un coro a più voci, che quei soldi sarebbero stati finalmente la manna dal cielo, la svolta decisiva per poter riportare l’agognato Treno a Terracina. Si proprio lui, quel Treno che starebbe bloccando lo sviluppo economico e turistico della Città, congelato in un fotogramma immobile al 2012, anno della caduta dell’infausta “breccola” colpevole, ebbene si, a detta dei nostri “statisti”, di tenere inchiodato il “Destino ed il Futuro” di un’intera Città.

Addirittura, “gettando il cuore oltre l’ostacolo”, l’Amministrazione del Comune di Terracina, “famosa in tutto il globo terracqueo per la sua solerzia ed efficienza”, si assumeva l’onere di fungere da stazione appaltante dei lavori per poter dare un impulso deciso e definitivo alla pratica “intollerabilmente impantanata” da troppi anni. Una avvilente manipolazione della realtà che continua oramai da 7 lunghi anni, giocata tutta sulle spalle dei poveri cittadini, alimentando costantemente l’equivoco tra finanziamenti legati al rischio idrogeologico della montagna e questione treno che è tutt’altra e assai più complicata faccenda.

Ebbene, ad oggi, chissà perché.., è di nuovo sparito tutto nel nulla. I “Nostri eroi” tacciono, la Regione, a quanto pare, non vuole neanche sentirne parlare, i giornali ed i media che, fino a qualche tempo fa, appena si spargeva la voce anche solo della presenza di un usciere della Regione Lazio dalle parti del Monte Cucca, erano pronti con copiosi articoli e servizi, ora hanno alzato il muro del silenzio. Ancora una volta sono calate le tenebre, il vuoto assoluto….Ma state pur certi che il Treno ritornerà di nuovo a Terracina. Quando si compirà di nuovo il triste destino di questa disgraziata stazione. Appunto, quando?..In occasione delle prossime Europee del 2019 e in occasione di ogni altra tornata elettorale locale, regionale, nazionale, europea da qui all’eternità…quando i nostri prodi torneranno, con tutta la grancassa mediatica, alla carica, senza vergogna, con mirabolanti progetti ed imminenti finanziamenti megagalattici preelettorali, nonostante, nel frattempo, quando governano veramente non sappiano andare oltre la manutenzione ordinaria delle strade e l’organizzazione di  inutili “eventucoli” autocelebrativi, oltre alla consueta gestione del sottobosco clientelare.

Di contro c’è la Frosinone-Mare, che si appresta a diventare un ennesimo caso emblematico di sperpero di danaro pubblico, riaperta, in piena estate, dopo lungo calvario, ma da percorrere seguendo le indicazioni come un farmaco, “a stomaco vuoto” e “facendosi leggieri” o il ponte sul Sisto troppo frettolosamente abbattuto, divenuto oramai Rubicone tra il Comune di Terracina e quello di San Felice, al centro di un colossale scaricabarile tra Istituzioni, fatto di tanti proclami, ma ancora, per la seconda estate, al palo, in attesa dei fatti veri.

Appunto quei Fatti che dimostrano inequivocabilmente, nella pratica, che chi ha governato prima e governa oggi questa Città e questo Territorio, non ha alcuna idea e nessun progetto reale di Trasformazione e di Sviluppo dello stesso, ma al contrario ha un’idea chiarissima e cinica di come capitalizzare al massimo il consenso elettorale sfruttando le sue disgrazie. Si perché, al di là della cruda ed inappellabile evidenza dei fatti, ahimè…sappiamo che ci sarà sempre qualcuno disposto ancora a credergli per interesse, per convenienza, per disinformazione, per simpatia, per semplice piaggeria o solo per puro tifo.

https://legambienteterracina.wordpress.com/…/infrastruttur…/

https://legambienteterracina.wordpress.com/…/terracina-fer…/

di Gabriele SUBIACO

17.7.2018