Un paese immaginario

Questo è un paese immaginario.
All’angolo di una via c’è una salumeria. Entra in negozio un vigile urbano, ha il compito, tra l’altro, di verificare la bilancia. Dopo alcune allusioni, mezze frasi, e occhiatine, il vigile esce con un paio di borse della spesa ricolme. Le ha avute gratis e in cambio non ha controllato nulla. Il negoziante può continuare a vendere la carta della confezione allo stesso prezzo del prosciutto. Due piani sopra, nello stesso edificio, una signora sta pagando l’idraulico che le ha appena aggiustato il rubinetto. “Se vuole la fattura sono centoventi euro, se non la vuole novanta, un piccolo sconto.” “Faccia senza fattura, non mi serve, grazie per lo sconto.” A due passi c’è l’ufficio delle imposte. Un distinto signore sta parlando con il funzionario a proposito di una presunta evasione. Dopo un po’, quando ha capito che non rifiuterà, gli fa scivolare tra le mani una busta piena di denaro. Ancora qualche scambio di battute, si stringono la mano e si salutano: l’evasione è scomparsa. Poco più in là c’è una banca. Entra un cliente, titolare di conto corrente. Saluta il cassiere, apre la valigetta che porta con sé e pone sul banco una serie di mazzette di banconote. Il cassiere, allertato dal direttore, gli suggerisce il sistema per depositarle sfuggendo ai controlli antiriciclaggio. Intanto nella stessa banca, negli uffici della dirigenza, si approva l’idea di suggerire ai clienti meno importanti l’acquisto di bond che diverranno presto carta straccia.
Due isolati più in là c’è il palazzo di giustizia (i lavori di sopraelevazione sono stati assegnati all’impresa che ha versato una cospicua tangente). Un avvocato e un giudice stanno mercanteggiando l’esito di un processo che riguarda persone potenti. Nelle prigioni vicine un altro avvocato millanta al cliente le sue entrature con il gip che segue il processo: “Sei messo male, ma la libertà è cosa fatta con un adeguato regalo al giudice”. Nel suo studio, un altro avvocato, riceve un nutrito “fondo spese” senza fattura, esentasse. Un paio di chilometri più in là, allo stadio, c’è la partita. L’arbitro fischia un rigore assai dubbio a favore della squadra di casa, dai cui dirigenti aveva ricevuto qualche giorno prima in riconoscimento della sua competenza un bell’orologio di marca. La sera, in un luogo appartato, l’esponente di un grande partito riceve una borsa dal dirigente dell’impresa capofila nella costruzione della metropolitana. Sono le tangenti meticolosamente raccolte fra tutte le società che partecipano ai lavori. Chi le riceve chiama al telefono i colleghi degli altri partiti che contano: “Ci vediamo domani”, e l’indomani il denaro viene spartito secondo tariffe prestabilite, un tanto ciascuno, a percentuale variata a seconda del peso politico. La sera tardi, in una strada di periferia, un distinto signore contratta le grazie di una ragazzina “importata” da un paese più povero con l’inganno e ridotta tramite violenza e minacce in condizioni non lontane dalla schiavitù.
La mattina seguente nell’ospedale civile vengono impiantate valvole cardiache che si dimostreranno difettose, il cui acquisto era stato accompagnato (anche quello) da tangenti. Frattanto alcuni medici di base prescrivono ai loro clienti esami dei quali non hanno bisogno, da effettuare in cliniche private con spese a carico della regione, o specialità di industrie farmaceutiche che già li hanno invitati al convegno – weekend tutto compreso per medico e famiglia – in una rinomata località balneare. In una caserma vicina il maresciallo della fureria si porta a casa, ben confezionato per essere conservato in freezer, un quarto di bue destinato alla mensa sottoufficiali, e nei locali del comando si perfezionano contratti d’acquisto per forniture di dubbia utilità, in cambio, anche qui, di un po’ di denaro contante. Tre strade più in là c’è un cantiere edile: bussa agli uffici l’ispettore del lavoro, dovrebbe controllare presenza e adeguatezza delle misure antinfortunistiche. Gli mettono in mano un elenco di oggetti (elmetti, cinture di sicurezza, scarpe antiscivolo) e una busta (di soldi), compila la sua certificazione di regolarità del cantiere e se ne va. All’istituto delle pensioni c’è qualcuno che falsifica i dati al computer di chi l’ha pregato (con obolo) di farlo apparire professionalmente più anziano di quello che è. Senza neanche chiedere un compenso, il medico di base rilascia su richiesta telefonica un certificato di malattia al dipendente pubblico che si è allungato un po’ le vacanze. Il titolare delle pompe funebri ha stabilito un accordo con gli infermieri dell’ospedale: un tot per la notizia in esclusiva di ogni decesso. Intanto il benzinaio ha apportato qualche modifica agli erogatori di carburante, per lucrare quasi impercettibili differenze di prezzo per litro, che diventeranno sommette alla fine della settimana; i sottoufficiali della polizia tributaria sono addolciti dalla solita busta e il loro controllo dei conti della grande compagnia darà risultati del tutto regolari. La marca del cibo alla mensa scolastica è scelta in cambio di soldi; sempre per soldi qualcuno consente che in carcere entri qualche stupefacente; agenzie di pubblicità e di consulenza aiutano i loro clienti a creare fondi occulti, restituendo in nero parte del prezzo delle prestazioni. Irreprensibili imprenditori si rivolgono al crimine organizzato per far sparire i rifiuti tossici e pericolosi prodotti dalle loro aziende. Un giornalista decanta sul proprio giornale pregi e virtù del tale oggetto, dopo essere stato adeguatamente invogliato; si costruiscono e ricostruiscono alcune autostrade perché è stato lesinato il cemento; si truccano i concorsi per essere ammessi all’università; si rendono edificabili terreni che dovrebbero essere destinati a parco (ancora in cambio di soldi); si paga per farsi assegnare la costruzione della pista del nuovo aeroporto, per essere preferiti nella fornitura di materiale ferroviario, per ottenere un posto al cimitero.
Poi, c’è la mafia. C’è chi una volta al mese (là dove la mafia è più forte) passa tra i vari negozi e le imprese per raccogliere il “premio dell’assicurazione contro gli atti vandalici”, la tariffa della “protezione” garantita a chi non si oppone alla riscossione. C’è chi si infiltra nelle istituzioni, chi chiede e ottiene per la mafia la propria parte negli appalti. C’è chi traffica droga, e chi esseri umani. C’è anche (talvolta ma c’è) chi fa degli accordi anche a bassi livelli: il poliziotto che tira a campare, e riceve favori (denaro, coca, ragazze compiacenti) in cambio di chiudere un occhio.
Trionfano il sotterfugio, la furbizia, la forza, la disonestà sotto l’apparenza delle leggi uguali per tutti, del rispetto per ogni diritto di base. Coloro che si attengono alle leggi formali (che non è detto siano pochi) sono scavalcati ogni giorno da chi non le osserva.

Gherardo Colombo “Sulle Regole”

STRAGE DI ALBERI A TERRACINA: LEGAMBIENTE INVIA UN ESPOSTO AL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI FORESTALI SUGLI ABBATTIMENTI AI SENSI DELLA LEGGE 10 DEL 2013 E PREPARA UN ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI TERRACINA PER AVERE VISIONE DELLE AUTORIZZAZIONI E DEI PARERI NECESSARI E DEI PIANI DI COMPENSAZIONE. IL CIRCOLO INVITA IL COMUNE DI TERRACINA, PRIVO DI OGNI MINIMO STRUMENTO REGOLATORIO DEL VERDE URBANO, AD ADOTTARE CON SOMMA URGENZA UN PIANO ED UN REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO ANCHE AI SENSI DELLE RECENTI LINEE GUIDA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DI ISPRA/ANCI. INTANTO LA DELIBERATA ADESIONE AL PROGETTO DI RIFORESTAZIONE URBANA DI LEGAMBIENTE E AZZEROCO2  “MOSAICO VERDE” CHE POTEVA ASSOCIARE NUOVE PIANTUMAZIONI AGLI ABBATTIMENTI E IN MODO DEL TUTTO GRATUITO, NON E’ STATA MAI DI FATTO ATTUATA.

Terracina, 7 gennaio 2020                           Comunicato Stampa n. 166

Terracina è una citta’ estremamente carente in tema di Verde Urbano visto che storicamente lo sviluppo urbanistico della Città, nel dopoguerra, pur prevedendo inizialmente nel Piano Regolatore Generale PRG approvato alcune aree dedicate al verde, le stesse sono state poi sacrificate in nome di uno sviluppo urbanistico selvaggio e poco armonico. La carenza di verde urbano a nostro avviso deve essere immediatamente recuperata ampliando (ove possibile) le aree verdi esistenti e individuando nuove aree da destinare a verde pubblico soprattutto nelle zone di recente espansione abitativa come Borgo Hermada e la zona del Calcatore. Il Rapporto annuale Legambiente ECOSISTEMA URBANO di Terracina su dati 2018, che verrà presentato nella sua Terza edizione il prossimo 25 gennaio a Terracina alle ore 16 presso il Centro Congressi , conferma i pessimi indicatori, relativamente al verde pubblico disponibile ovvero la percentuale di verde pubblico rispetto alla superficie comunale che è pari allo 0,16%, molto inferiore alla media delle Piccole Città  che è di 2,9%, con le migliori (per lo più città del nord) che si collocano oltre il 10%, e relativamente al Verde Urbano Fruibile pari a 4,74 metri quadro/abitante che risulta molto inferiore sia alla media delle Piccole Città che è di 43,94 metri quadro/abitante che a quanto stabilito dall’ Art. 17 della legge 765 1967 “Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica» che individua in almeno in 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport (i cosiddetti standard urbanistici).  Se prendiamo in considerazione poi l’indicatore del numero di alberi presenti all’interno di aree di proprietà pubblica pari a 11 alberi/100 abitanti) esso risulta ancora inferiore alla media delle Piccole Città pari a 20 alberi/100 abitanti e sicuramente per i dati del 2019 troveremo purtroppo una diminuzione consistente visto gli abbattimenti in atto.  A questo si aggiunge anche la gravissima mancanza di un Piano e di un Regolamento del Verde Urbano, coerenti con le “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” prodotte nel 2017 dal Ministero dell’Ambiente e coerenti con quanto predisposto dallo specifico gruppo di lavoro ISPRA-ANCI in merito alle Linee Guida per la redazione del Piano Comunale del Verde, documento di indirizzo e consultazione da parte delle amministrazioni locali per la pianificazione delle attività di monitoraggio, cura, valorizzazione e sviluppo del verde cittadino.

Con il disastro climatico del 29 ottobre 2018 e con gli eventi atmosferici intensi che sono avvenuti durante tutto il 2019 con la conseguente caduta di alberi dovuti al forte vento di burrasca e alle continue piogge e smottamenti e le problematiche di pubblica incolumita’, sicurezza stradale e viabilita’ associate, il Comune di Terracina sta in questi giorni procedendo a cospicui abbattimenti soprattutto di Pini (nome botanico Pinus Pinea) anche in zone di pregio come la Via Appia o la Zona Portuale.

Gli abbattimenti però non possono essere sostitutivi di una corretta manutenzione, di una regolare potatura, con lo sfoltimento e il diradamento interno e una corretta azione di contenimento delle radici e non possono essere alternativi ad una piantumazione di altri filari di alberi in modo da creare una barriera frangivento resiliente. La legge nazionale 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” e il successivo sviluppo della Strategia nazionale e del Piano nazionale del Verde, in coerenza con la Strategia energetica nazionale (SEN), e il Piano Nazionale Energia e Clima, pensato per raggiungere i traguardi di crescita sostenibile nella direzione del contenimento (che non è solo riduzione) delle emissioni di CO2 e della lotta ai cambiamenti climatici, riconosce infatti l’importante ruolo che il verde, e gli alberi in particolar modo, rivestono nel controllo delle emissioni, nella protezione del suolo, nel miglioramento della qualità dell’aria, del microclima e della vivibilità delle città e individua filari e alberature di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani ed in particolare all’art.7, comma 4 specifica che gli abbattimenti, le modifiche della chioma e dell’apparato radicale devono essere effettuati per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale (anche paesaggistica), previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato. Inoltre le autorizzazioni comunali devono avvenire nel quadro delle Leggi Regionali e dei Regolamenti Comunali, e ribadiamo che il Comune di Terracina, ad oggi, è privo di un Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano come pure è privo di un Regolamento Scavi e Ripristino, due strumenti normativi fondamentali per una corretta gestione del verde urbano. Il Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano deve regolare gli aspetti relativi alla realizzazione e manutenzione del verde, definendo le norme di carattere botanico-agronomico-forestale, le regole per l’elaborazione progettuale degli interventi e le disposizioni per la tutela del patrimonio verde esistente in occasione degli interventi di ristrutturazioni, demolizioni, scavi, nuove urbanizzazioni, realizzazioni di aree verdi e relative manutenzioni, considerando oggetto di tutela tutte gli individui arborei, non solo sulla base delle dimensioni, ma anche  sulla base della rarità e/o della particolare importanza ecologica e del valore paesaggistico delle specie di appartenenza, prevedendo il censimento degli alberi di pregio e monumentali presenti nel perimetro cittadino su suolo sia privato che pubblico. Tali alberature devono essere tutelate come bene culturale, storico e paesistico. La manutenzione è poi un aspetto di primaria importanza che va regolamento in modo specifico: il Comune, da una parte deve garantirne l’applicazione e il controllo secondo le modalità previste dal Regolamento stesso, dall’altra deve prevedere una campagna di sensibilizzazione dei cittadini promuovendo la conoscenza, l’attenzione e la cura verso un bene pubblico, qual è il verde cittadino.

Su spinta del Circolo Legambiente il Comune di Terracina ha perfino aderito a Mosaico Verde, una importante campagna nazionale promossa da AzzeroCO2 e Legambiente https://www.mosaicoverde.it/ con l’intento di riqualificare il territorio italiano attraverso progetti – gratuiti per gli Enti Comunali e tutti a carico delle Aziende – di forestazione di nuovi alberi e di gestione sostenibile dei boschi esistenti. Per questo Mosaico Verde ha creato una piattaforma che regola l’incontro tra l’offerta di aree pubbliche disponibili per la forestazione o aree verdi esistenti da tutelare e l’esigenza delle aziende di investire risorse economiche come misura di Responsabilità sociale di Impresa (RSI). Il Comune di Terracina, con Delibera di Giunta Comunale DGC n.35 del 5 marzo 2019, ha aderito alla campagna sottoscrivendo un protocollo di intesa, ma da allora, nonostante l’accordo verbale prevedeva l’avvio della fase di analisi e pianificazione prima dell’estate per procedere alla riforestazione urbana delle aree critiche per l’autunno scorso, nulla è stato fatto dalla Amministrazione, mentre altri comuni più attivi accedevano ai fondi RSI delle Aziende coinvolte.

Inoltre il nostro Circolo è stato molto attivo sul territorio nel Progetto della Regione Lazio, denominato Ossigeno http://www.regione.lazio.it/rl/ossigeno/ , imponente progetto di 12 milioni di euro dal 2020 al 2022 per acquistare alberi e arbusti autoctoni certificati e sensibilizzare Comuni, grandi aziende, stakeholder, associazioni ambientaliste e onlus alla piantumazione diretta, fornendo assistenza per la scelta delle piante e dei luoghi più adatti, con l’obiettivo di arrivare alla piantumazione di 6 milioni di alberi, uno per ogni abitante del Lazio, che porteranno all’assimilazione e compensazione di 240 mila tonnellate annue di anidride carbonica, effettuando la piantumazione di nuovi alberi forniti da Ossigeno al Parco del Montuno in collaborazione con le Scuole, l’Ente Parco Monti Aurunci e l’Ente Parco Monti Ausoni, Parco che è diventato quindi un testimonial della campagna regionale di piantumazioni. Il Parco del Montuno è anche il punto di raccolta degli abeti natalizi, con un servizio che è attivo da oggi 7 gennaio fino al 20 gennaio dalle 9 alle 13, potendo lasciare gli alberi presso il Parco del Montuno, alberi che verranno poi ritirati dall’Ente Parco che provvederà alla loro corretta ripiantumazione in base alle zone climatiche. Con l’occasione i nostri Volontari saranno presenti al Parco per informare ed educare sul rispetto e la preziosità del nostro patrimonio arboreo.

“E’ davvero sorprendente che, dopo tre anni di insistenza sulle criticità relative al verde urbano e dopo che il nostro Circolo ha prodotto rapporti provvisti di dati validati, come quelli contenuti nelle due scorse edizioni di ECOSISTEMA URBANO di TERRACINA, e dopo aver invitato la Amministrazione non solo a munirsi di un Piano e Regolamento per il Verde Urbano, assolutamente necessario prima di procedere ad azioni così dirompenti sul patrimonio arboreo cittadino, ma anche ad aderire gratuitamente a  MOSAICO VERDE, campagna di riforestazione urbana di Legambiente e AzzeroCo2 tra le più importanti a livello nazionale con 300.000 mila nuovi alberi piantati e 30.000 ettari di boschi e aree verdi esistenti da curare, adesione formalizzata con una Delibera di Giunta n.35 del 5 marzo scorso, e dopo aver spinto l’Amministrazione a dichiarare Emergenza Climatica, come nel Consiglio Comunale del 13 dicembre scorso durante il quale è stata approvata all’unanimita’ la nostra mozione inviata il 5 giugno e dopo aver rilasciato interviste anche al servizio televisivo nazionale, ed effettuato incontri anche informali per evidenziare la grave problematica, la nostra Amministrazione continui pervicacemente nella sconsiderata politica degli abbattimenti di massa, procedendo per somma urgenza, come in un delirio collettivo, senza aver operato una corretta manutenzione preventiva degli alberi o un corretto contenimento delle radici, senza aver previsto un piano graduale di rimpiazzo delle piante più vecchie e pericolanti, senza dare contezza delle modalità di verifica delle condizioni statiche e di salute delle piante interessate agli abbattimenti e senza rendere pubbliche le autorizzazioni necessarie, anzi creando anche problemi di sicurezza alla viabilita’ cittadina e costringendoci così a dover accedere ai relativi atti per verificare la presenza e validità delle autorizzazioni e visionare gli allegati con le relazioni tecniche in merito alle avvenute manutenzioni periodiche, eventuali patologie o alle criticità statiche rilevate. Abbiamo provveduto quindi contestualmente ad inoltrare un esposto al Comando Provinciale Dei Carabinieri Forestali, chiedendo controlli e approfondimenti su quanto sta accadendo sul territorio comunale appellandoci alla Legge Nazionale n.10 del 2013 che prevede il parere vincolante del Corpo Forestale e formuleremo accesso agli atti ai sensi della Legge 07/08/1990, n. 241 “Disposizioni in materia di documentazione amministrativa” e del “Decreto legislativo 14/03/2013, n. 33 “Obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” per conoscere tutto il processo autorizzativo sottostante agli abbattimenti, le condizioni di manutenzione prima degli abbattimenti e per accertare l’effettiva esistenza di un piano di ripiantumazione e riforestazione che vada a compensare gli abbattimenti selezionati come necessari e urgenti, anche tenendo conto della gratuita’ offerta all’Ente dalla campagna MOSAICO VERDE e dal progetto regionale OSSIGENO. Chiediamo inoltre che il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) dopo molti anni finalmente approvato dal nostro Comune, ma purtroppo ancora privo della componente di gestione del rischio climatico, sia tempestivamente integrato anche con azioni che riguardano il rischio climatico e che sia redatto un piano locale di adattamento ai cambiamenti climatici (PACC) con evidenza delle risorse economiche dedicate alle azioni di mitigazione del rischio anche attraverso le cosiddette infrastrutture verdi, con una tempistica certa del loro completamento” dichiara Anna Giannetti, Presidente Circolo Legambiente Terracina e Consigliere Nazionale di Legambiente.

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-strage-di-alberi-legambiente-invia-esposto-ai-carabinieri-forestali/

http://www.gazzettinodelgolfo.it/strage-di-alberi-a-terracina/

https://www.latinacorriere.it/strage-di-pini-a-terracina-esposto-di-legambiente-ai-carabinieri-forestali/

http://www.anxurtime.it/alberi-abbattuti-sullappia-scatta-lesposto-di-legambiente/?fbclid=IwAR2m06ae2XQ6LuUG25OP3FPjOV8b4OhE_3ThB89z5KmUFQMcBXYGGBuATnI

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2863/esposto-di-legambiente-alla-forestali-per-la-strage-di-alberi

https://www.latinatoday.it/cronaca/terracina-alberi-abbattuti-legambiente.html

https://latinatu.it/terracina-legambiente-strage-di-alberi-da-parte-del-comune/

https://www.ilfaroonline.it/2020/01/08/strage-di-pini-a-terracina-insorgono-gli-ambientalisti/312518/?fbclid=IwAR1Yvy9_KEMKXsqSY7Ib86GX_bYQ7_JqQKiIKpkpb86iGdtv3IvtlDKySsc

https://www.h24notizie.com/2020/01/08/strage-di-alberi-esposto-di-legambiente-contro-gli-abbattimenti-del-comune/

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Blocco taglio pini della stradale LAtina Oggi 4 gennaio

TERRACINA COMUNE RICICLONE 2019: LEGAMBIENTE, AUTORE DEL RAPPORTO ECOSISTEMA URBANO E ASSOCIAZIONE CHE PREMIA A LIVELLO REGIONALE E NAZIONALE I COMUNI RICICLONI, ASSEGNA PER IL TERZO ANNO IL PREMIO AL COMUNE DI TERRACINA. IL CIRCOLO CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AL SINDACO E ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE, MENTRE ANCORA NON RIESCE AD ESSERE AMMESSO COME MEMBRO PARITETICO ALL’OSSERVATORIO RIFIUTI ZERO, PER ESAMINARE IL QUADRO COMPLESSIVO RELATIVO AL SERVIZIO DI GESTIONE RIFIUTI.

Terracina, 17 dicembre 2019                       Comunicato Stampa n. 165

In occasione dell’EcoforumLazio 2019 di oggi a Roma, alla presenza dell’Assessore Regionale ai Rifiuti Massimiliano Valeriani, della Responsabile Ufficio di Scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume Cristiana Avenali, del Direttore Generale di Arpa Lazio Marco Lupo, del Presidente nazionale Legambiente Stefano Ciafani, del Presidente Legambiente Lazio Roberto Scacchi, del Direttore Generale di Legambiente Lazio Maria Domenica Boiano, di molte imprese del settore e moltissimi Sindaci della Regione, Terracina ha ricevuto per la terza volta il Premio Comune Riciclone anche per il 2019 (relativo ai dati 2018) seppur superata come Comune riciclone più popoloso del Lazio quest’anno oltre che dal Comune di Fiumicino (come accaduto lo scorso anno) anche da quello di Aprilia. Con una percentuale di raccolta differenziata che fortunatamente risale di due punti e va al 72, 11% rispetto al 70,10% dello scorso anno, con una produzione pro-capite che continua purtroppo a salire a 526 Kg rispetto ai 492 del 2016 e ai 517 del 2017,  e con una quota di secco indifferenziato prodotto che scende lievemente a 146,7 Kg/abitante (ma che continua ad essere molto lontana dai migliori valori italiani, visto anche l’impatto ed il peso che lo smaltimento della componente indifferenziata ha sui costi di gestione) e comunque troppo elevata per puntare alla classifica di eccellenza dei COMUNI RIFIUTI FREE, la classifica nazionale per i comuni virtuosi che hanno una percentuale di differenziata superiore al 65% e contemporaneamente una produzione annua pro capite di rifiuto indifferenziato inferiore ai 75 kg/abitante. Sono 127 quest’anno i Comuni Ricicloni del Lazio (erano 86 nel 2017) cioè quelli con una percentuale di raccolta differenziata superiore al limite di legge del 65%, mentre sono 18 i Comuni Rifiuti Free del Lazio cioè quelli che oltre ad avere una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65% hanno anche una bassa produzione della frazione indifferenziata (inferiore a 75 kg pro capite).

Il Circolo Legambiente di Terracina, nonostante il grande impegno territoriale della Rete Plastic Free Beaches Terracina, le innovative proposte tecniche di deliberazione sulla prevenzione dei rifiuti plastici con annesso Vademecum nazionale, nonostante il progetto sperimentale Fishing for Litter Terracina, il progetto Plastic Free School con l’Its. Bianchini e tutte le azioni in corso con il riconoscimento di Terracina come sito di attuazione della Plastic Strategy europea, nazionale e regionale da parte della prestigiosa Associazione Chimica Verde Bionet per le bioplastiche sostitutive, impegno che ha portato Terracina anche nella importante lista dei comuni riconosciuti ufficialmente dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito della #plasticfreechallenge, continua a non ricevere attenzione da parte della Amministrazione e quindi non riesce a poter incidere sugli indicatori della plastica, visto che è in peggioramento anche l’indicatore di base della produzione del rifiuto plastico che è salito a 18,86 Kg/abitante, addirittura in peggioramento rispetto sia al 2017 (17,39 Kg/abitante) che al 2016 (15,46 Kg/abitante), mentre aumentano nel Lazio i Comuni Plastic Free, come ad esempio Genzano, Fonte Nuova, Mentana, Lanuvio, tutti Comuni virtuosi paragonabili a Terracina, che sono arrivati ad avere una frazione di plastica sotto i 10 kg/abitante. Sono 13 i Comuni Plastic Free del Lazio.

Vanno sottolineate la grande performance del Comune di Norma al secondo posto nel Lazio (alle spalle solo del Comune di Vallinfreda) ed in testa alla classifica dei Comuni Ricicloni della Provincia di Latina con l’83,67% di differenziata e che è anche tra i Comuni Rifiuti Free con 57,60 Kg di secco residuo procapite, come anche del limitrofo Comune di Fondi  con una popolazione di quasi 40.000 abitanti, che dopo il notevole debutto dell’anno scorso, con l’entrata per la prima volta in classifica con una ottima percentuale del 76,60%, arriva quest’anno addirittura ad una percentuale di RD dell’81,75%.

“Mentre continuiamo a non essere ammessi all’Osservatorio Rifiuti Zero del Comune di Terracina, per poter portare – proprio dove serve – la nostra conoscenza della materia e le nostre proposte di valore, continuiamo ad occuparci delle prestazioni complessive del servizio di raccolta dei rifiuti urbani con l’analisi di una serie di indicatori che oramai da 3 anni vengono monitorati nel nostro Ecosistema Urbano di Terracina, indicatori come: la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani, la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani (frazione indifferenziata), la Produzione annua pro capite di plastica, la spesa per la Tariffa Rifiuti, il costo di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, la produzione di rifiuti speciali, dati che in alcuni casi risultano peggiorati rispetto allo scorso anno ed in qualche caso peggiori anche rispetto anche ai dati medi di riferimento. Ad esempio il costo di gestione del servizio (9 milioni di € nel 2018) rapportato sia agli abitanti che alle tonnellate prodotte, risulta superiore alla media nazionale delle Città con popolazione e modalità di raccolta rifiuti analoghe. Questo costo che rappresenta la voce più significativa del bilancio del nostro Comune, va progressivamente ridotto ottimizzando la catena di conferimento, riducendo i costi del trasporto e migliorando la qualità e quindi di la redditività delle materie prime seconde da avviare al riciclo. Va ridotto anche il costo della Tariffa Rifiuti visto che la spesa pro capite (201 €/abitante) risulta superiore alla media dei comuni con popolazione analoga (156 €/abitante). Relativamente all’aspetto tariffario è necessario adottare la TARIFFA PUNTUALE, già applicata in 341 comuni in Italia,  che poi rappresenta  il fine ultimo e l’elemento cruciale del sistema della differenziata e che dovrà essere applicata in tutti i comuni del Lazio entro il 2020 come stabilito nel Collegato alla legge di stabilità regionale del 8 agosto 2016, e rappresenta il cuore del sistema della differenziata visto che ha lo scopo di far pagare meno chi produce meno rifiuti (quindi inquina meno) e di ridurre la quota di rifiuti che vengono ancora avviati a smaltimento in inceneritori o discarica e a tale proposito segnaliamo il “Progetto rifiuti zero“, per l’attivazione della Tarip, redatto dalla societa’ De Vizia Transfer Urbaser SpA, societa’ appaltatrice del servizio RSU a Terracina, all’interno di un protocollo d’intesa con capofila il Consorzio industriale Sud pontino con i Comuni di Itri, Fondi e Terracina, (recentemente rimodulato per un importo di 409 mila euro) e sottoposto per finanziamento alla Provincia di Latina. La De Vizia si richiama nello studio, al primo Rapporto Legambiente “Ecosistema Urbano di Terracina 2017”, nella parte in cui si dice che è «fondamentale ridurre la Produzione annua pro-capite della frazione indifferenziata (attualmente 133 Kg/abitante) che è molto lontana dai migliori valori italiani che sono tutti al di sotto dei 75 kg/abitanti. .In questo momento in cui il Piano Rifiuti della Regione Lazio è oramai in fase di approvazione finale da parte del Consiglio Regionale è poi particolarmente importante presidiare bene la tematica impiantistica per garantire che la nostra provincia si doti degli impianti di trattamento necessari ma che gli stessi siano localizzati e realizzati secondo precisi criteri che minimizzino i rischi per le persone e per l’ambiente ottimizzando l’impegno economico. Per tutte queste ragioni importanti per i cittadini di Terracina, chiediamo per l’ennesima volta, sperando di essere ascoltati, un incontro urgente al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente visto che non riusciamo ad essere ammessi da due anni all’Osservatorio Rifiuti Zero Cittadino per pretestuose questioni regolamentari che si commentano da sole.” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo.

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2843/legambiente-assegna-per-il-terzo-anno-il-premio-di-comune-riciclone-al-comune-di-terracina

https://www.ilquotidianodellazio.it/articoli/36445/legambiente-premia-terracina-ma-nel-lazio-i-rifiuti-complessivi-aumentano

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-comune-riciclone-con-discriminante-palese/

http://www.anxurtime.it/comuni-ricicloni-terracina-ce-legambiente-ora-miglioriamoci/

ComuniRiciclon 2019

APPROVATA OGGI ALL’UNANIMITA’ DAL CONSIGLIO COMUNALE DI TERRACINA LA PROPOSTA DI MOZIONE PRESENTATA DA LEGAMBIENTE TERRACINA IL 5 GIUGNO SCORSO PER LA DICHIARAZIONE DELL’EMERGENZA CLIMATICA E PORTATA IN CONSIGLIO DALLA CONSIGLIERA VALENTINA BERTI DEL PARTITO DEMOCRATICO. TERRACINA DOPO ESSERE ENTRATA NELL’OSSERVATORIO NAZIONALE CITTA’ CLIMA CON UNO DEI DISASTRI CLIMATICI PIU’ GRAVI DEGLI ULTIMI ANNI ENTRA ANCHE CORAGGIOSAMENTE NELLA LISTA DEI QUASI CENTO COMUNI ITALIANI CHE HANNO GIA’ DICHIARATO EMERGENZA CLIMATICA E PROPRIO DURANTE LA SETTIMANA DELLA COP25 IN CORSO DI SVOLGIMENTO A MADRID.

Comunicato stampa n.164                                                   11.12.2018

Nella seduta odierna del Consiglio Comunale è stata approvata all’unanimita’ la mozione di Dichiarazione di Emergenza Climatica, inviata da Legambiente Terracina il 5 giugno scorso a tutti i Consiglieri, alla Giunta e al Sindaco via PEC e presentata in Consiglio oggi 11 dicembre 2019 dalla Consigliera Valentina Berti, capogruppo del Partito Democratico. La mozione è stata presentata e discussa davanti ad una nutrita delegazione di Legambiente Terracina e della Scuola Sostenibile “Climate Change School” ITS A. Bianchini, con la presenza di Gustavo Giorgi, Presidente del Circolo Legambiente Arcobaleno di Latina e referente del Coordinamento Pontino per il Clima e molte Associazioni e cittadini presenti.

La discussione, dopo la puntuale illustrazione della Consigliera Valentina Berti,  ha visto la replica dell’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone, la quale si è espressa a nostro avviso incomprensibilmente contro l’accoglimento della mozione sostenendo la tesi, assai difficile da provare, che la stessa mozione fosse addirittura “superata”(!) dalle azioni già messe in campo dall’Amministrazione, l’intervento del Consigliere Valentino Giuliani, capogruppo della “Lega-Noi con Salvini” il quale, sottolineando il momento epocale, ha invece sostenuto con forza l’urgenza dell’adozione della mozione sottolineandone anche la valenza culturale importante per la nostra Città, l’intervento del Consigliere Alessandro di Tommaso capogruppo del Gruppo misto che ha sostenuto anche se più tiepidamente la mozione ringraziando comunque la nostra Associazione, fino all’intervento del Consigliere Patrizio Avelli, capogruppo Fratelli di Italia, il quale proponeva una non meglio “precisata” sospensione/ritiro della mozione per favorire un ripensamento generale, dando tempo a tutti di riesaminarla e arricchirla, e questo nonostante la nostra mozione sia stata inviata a tutti il 5 giugno scorso, quindi esattamente 6 mesi fa! Con la risposta in chiusura e molto efficace della Consigliera V. Berti, che non lasciava spazio ad ambiguita’, il Consiglio tutto ha pero’ poi ritenuto di approvare all’unanimita’ la mozione. Terracina entra cosi’ nella lista dei circa 100 Comuni che hanno approvato una dichiarazione di Emergenza Climatica https://www.google.com/maps/d/u/1/viewer?mid=1ixNf9nHzz_a9NBMPlZ0Lrqz-wScUC71a&ll=45.490137733048876%2C12.202322255322315&z=13 , tra cui Milano, Aosta, Napoli, Lucca, Padova, Siracusa, Savona, Cesena, Torino, Bergamo, Varese, Ravenna, Genova, Parma, Modena, Ferrara, Ancona, Bari, Brescia, Rimini, Bologna, Roma ma anche Follonica, Lanciano, Pinerolo, Civitavecchia, Agrate Brianza, Rovigo.

Si è ricordato in aula, proprio durante la discussione, quello è successo a Terracina il 29 ottobre 2018, un disastro climatico senza precedenti che ha provocato la morte di due concittadini e che è entrato tristemente nella casistica nazionale dell’Osservatorio Citta’ Clima di Legambiente, di cui recentemente è stato presentato l’ultimo Rapporto, https://www.legambiente.it/emergenza-citta-ecco-i-dati-dellosservatorio-legambiente-sui-mutamenti-climatici/ . L’Osservatorio nazionale ha l’obiettivo di raccogliere e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici e dal 2010 ad oggi, sono 563 gli eventi registrati sulla mappa del rischio climatico, con 350 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti e tra questi purtroppo a seguito del  disastro climatico del 29 ottobre 2018, anche il Comune di Terracina, considerando che solo nel 2018, il nostro paese è stato colpito da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati, un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni, senza considerare anche i costi economici enormi che questo comporta per il nostro Paese.

L’emergenza climatica va combattuta agendo su più fronti. Innanzitutto la mitigazione delle cause che producono i cambiamenti climatici cioè le emissioni in atmosfera dei gas climalteranti (principalmente CO2 e metano) derivanti dalle fonti fossili (carbone, petrolio, gas) ma anche dagli allevamenti intensivi. Questo si fa fissando degli obiettivi di riduzione della CO2 in atmosfera e promuovendo delle azioni di riduzione delle emissioni. Il Comune di Terracina a questo proposito ha deliberato il 25  giugno scorso, e dopo anni di ritardo, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) che fissa un obiettivo di riduzione della CO2 al 2030 al 41,8% attraverso una serie di azioni che vanno ad agire principalmente sulla riduzione dei consumi elettrici e termici, la adozione di nuove tecnologie per sfruttare le fonti rinnovabili, il rinnovamento del parco auto privato e la promozione della mobilità sostenibile. Il PAESC del Comune di Terracina purtroppo, nonostante la” C” nel nome, non prevede, ad oggi, obiettivi e azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, ma a seguito della approvazione della mozione di oggi sarà necessario accelerare e definire, tempo sei mesi, un vero cronoprogramma fitto di obiettivi ed azioni.

Gli obiettivi e le azioni vanno esplicitati anche attraverso l’articolazione a livello locale del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) che deriva dalla Strategia Nazionale di Adattamento Climatico (SNAC) e del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) oltre che come detto integrando nel PAES(C) la componente di adattamento ai cambiamenti climatici. Obiettivi ed azioni, che partendo da una analisi precisa delle vulnerabilità del nostro territorio con riferimento ad eventi calamitosi quali alluvioni, allagamenti, frane, incendi, erosione costiera, inondazioni, isole di calore, nubifragi, bombe d’acqua, uragani, siccità che purtroppo accadono per effetto dei cambiamenti climatici sempre più frequentemente e sempre con maggiore intensità, vadano a ridurre i rischi e quindi i potenziali danni a persone, strutture e cose. Queste azioni dovranno essere definite con riferimento alle principali vulnerabilità del nostro territorio, prevedendo anche una valutazione delle risorse economiche ed una stima dei tempi di realizzazione. All’interno del Piano Azioni di Adattamento Climatico va posta poi una particolare attenzione agli aspetti di informazione e formazione che dovranno coinvolgere  tutta la popolazione e le associazioni attive sul territorio , organizzando una struttura sempre più efficiente di protezione civile locale formata sui rischi climatici ed una struttura efficiente e diffusa di monitoraggio e sorveglianza che permetta di intervenire tempestivamente con un sistema di allarme, definendo procedure ed un piano di emergenza per fornire alle persone le misure minime di comportamento nelle situazioni di emergenza.

“Siamo sinceramente soddisfatti per l’impegno e il coraggio mostrato dal Consiglio Comunale nel dichiarare Emergenza Climatica, e proprio durante la settimana della Conferenza ONU sul Clima COP25 a Madrid in cui si stanno formulando gli accordi e le risoluzioni probabilmente più importanti della Storia dell’Uomo sul Clima, e ringraziamo la Consigliera Valentina Berti del Partito Democratico per aver accolto le nostre sollecitazioni ed aver avuto la determinazione di presentare la nostra proposta. Di fatto poi questa mozione, elaborata dal nostro Circolo e ispirata al lavoro degli European Greens-Europa Verde), una forza presente nel Parlamento Europeo con 75 seggi (quasi il 10% del totale), e già adottata in diversi Paesi e Comuni europei e italiani, vuole avere solo l’obiettivo di integrare ed accelerare tutte le iniziative già intraprese dall’Amministrazione e metterle come si dice “a sistema”, e contribuire ad elaborare nei prossimi 6 mesi – tali sono i tempi dettati da una emergenza– un vero cronoprogramma accurato, fatto di obiettivi e azioni e iniziative concrete, al quale ovviamente come Legambiente tutta, dal livello locale a quello nazionale, avremo l’onere di contribuire e monitorare. Primo tra tutti il completamento del PAES approvato anche con la parte Climatica, la formulazione di un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), uscendo poi dalla lista burocratica e senza anima delle delibere approvate cosi’ come riportata dall’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone ed entrando finalmente nella realta’ pratica delle azioni e nella concretezza dei problemi della Citta’. L’obiettivo è anche quello di far acquisire rapidamente alla nostra Città una nuova cultura, perché il cambiamento climatico sta mutando (anzi possiamo oramai ben dire, ha ormai definitivamente mutato) il contesto di rischio, con fenomeni che saranno sempre più frequenti ed intensi. Il rischio si può e si deve pianificare per tempo, per salvare vite umane e ridurre e mitigare i danni alle persone ed alle cose, e non intervenendo solo quando i disastri sono oramai già accaduti. Per questo abbiamo recentemente inaugurato a Terracina anche la prima “Climate Change School” della Provincia di Latina, la nostra Scuola Sostenibile “ITS A. Bianchini”, dove ogni venerdi’ di ogni mese con il programma SOS Clima – “Fridays for Climate” proviamo a fare il punto anche con la partecipazione attiva degli alunni, su tutti gli aspetti critici dei cambiamenti climatici” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina Pisco Montano e Consigliere Nazionale di Legambiente.

Il prossimo venerdì 13 dicembre alle ore 12 Legambiente Terracina, in collaborazione con il Coordinamento Pontino per il Clima, in occasione del calendario di incontri sul Clima, i SOS Clima – Fridays for Climate, aperti a tutta la cittadinanza e alle Scuole, presentera’ presso l’Aula Magna dell’ITS A. Bianchini, la mozione approvata e le sue implicazioni operative e proiettera’ video e risoluzioni/accordi in fase di negoziazione e definizione all’interno della UN Climate Change Conference COP 25 (2 – 13 December 2019) che si sta svolgendo in questi giorni a Madrid. 

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2827/approvata-la-proposta-di-mozione-presentata-da-legambiente-per-la-dichiarazione-dellemergenza-climatica?fbclid=IwAR3EYrUoI11L4vnJLmQ8u-Zmi-pa2vHDG9xjG2H1P6_r-_M-ZOFuWD8F8p8

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-passa-in-consiglio-comunale-la-mozione-di-legambiente-pisco-montano/

http://www.anxurtime.it/tutela-del-clima-legambiente-sicura-ora-al-lavoro-per-lambiente/

https://www.ilfaroonline.it/2019/12/13/terracina-dice-si-allo-stato-di-emergenza-climatica-approvata-la-mozione-di-legambiente/308905/

https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/79408/via-libera-del-consiglio-allo-stato-di-emergenza-climatica-

 

LEGAMBIENTE TERRACINA PARTECIPA ALLA AUDIZIONE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE “SVILUPPO E TUTELA DEL TERRITORIO” DELLA PROVINCIA DI LATINA DI OGGI 5 DICEMBRE E PRESENTA PUBBLICAMENTE LA PROPRIA POSIZIONE SUL MEGA IMPIANTO IPOTIZZATO IN VIA MORELLE A TERRACINA, COME DA BANDO PROVINCIALE, I CUI FINANZIAMENTI SONO STATI DICHIARATI DALLA PROVINCIA SOSPESI NELL’ODIERNO INCONTRO. LEGAMBIENTE TERRACINA ENTRERA’ NELL’ OSSERVATORIO RIFIUTI PROVINCIALE DI PROSSIMA COSTITUZIONE E SARA’ PRESENTE SUI TAVOLI TECNICI DELLA PROVINCIA PER LA DEFINIZIONE DELL’IMPIANTISTICA PROVINCIALE.

Comunicato stampa n.163                                                5. 12.2019

Legambiente Terracina, dopo aver espresso, qualche giorno fa, la sua articolata posizione in merito ad una ipotesi di megaimpianto di compostaggio con recupero di energia a Terracina in via Morelle per servire l’intera ATO provinciale, ha partecipato oggi alla audizione della Commissione Consiliare “Sviluppo e tutela del territorio” della Provincia di Latina presieduta dal Consigliere Domenico Vulcano presso la Sala Giunta in via Costa, alla presenza del Vice Presidente Vincenzo Carnevale, della Consigliera Provinciale Rita Palombi, del Consigliere Provinciale Domenico Villani e dei referenti tecnici del Comune, in primis il responsabile dell’Ufficio Gestione Rifiuti della Provincia Ing. Antonio Nardoni. All’ordine del giorno due punti: 1) l’audizione delle associazioni e dei comitati in merito al Piano Rifiuti Regionale; 2) l’ipotesi di un nuovo impianto di compostaggio dell’Ato 4 sul territorio del Comune di Terracina, tenendo conto che il Piano rifiuti del Lazio 2019-2025, che proprio oggi ha avuto il via libera dalla Giunta regionale, dovrà essere inviato prima alla Commissione competente e poi al Consiglio regionale per l’esame finale e la sua entrata in vigore, essendosi ormai conclusa la fase tecnica delle osservazioni al Piano ed avendo la Provincia di Latina già trasmesso i propri elaborati alla Regione Lazio, a seguito di un lavoro intenso di coordinamento di tutti i Sindaci del territorio pontino.

Già in una precedente riunione di Commissione dello scorso ottobre il Presidente Consigliere Domenico Vulcano aveva ribadito la necessità di accelerare l’avvio di una fase pubblica per definire un progetto complessivo sull’impiantistica provinciale, questione rispetto alla quale la stessa Commissione avrà un ruolo primario per accelerare il lavoro svolto finora dalla Presidenza della Provincia nei rapporti con la Regione, i singoli Comuni ed Invitalia. Il VicePresidente Dott. V. Carnevale ha ribadito infatti la disponibilità della Provincia a creare un raccordo tra le diverse istanze territoriali, ricordando che la Provincia di Latina è stata la sola provincia dopo quella di Roma ad aver contribuito con un documento strutturato alla formulazione delle osservazioni del Piano Regionale e di questo va dato merito alla attuale Amministrazione Provinciale.

L’audizione, sulla base anche delle problematiche sollevate da diverse associazioni, cittadini e comitati attivi soprattutto nel nord della nostra provincia, ha anche fatto emergere la necessità urgente di creare un Osservatorio partecipato sui Rifiuti a livello provinciale con tavoli tecnici necessari al confronto anche nel merito tecnico sugli impianti. In particolare il Vicepresidente Carnevale ha garantito l’avvio tempestivo dell’iter deliberativo per la creazione di un Osservatorio Rifiuti Provinciale che possa essere aperto a tutte le Associazioni e a i Comitati che sono portatori di interesse diffuso.

Il secondo tema all’ordine del giorno è stato dedicato all’ipotesi di un megaimpianto di compostaggio a Terracina, ipotesi testimoniata dall’emissione di un bando provinciale (deliberazione provinciale del 28.12.2018), e tema posto all’attenzione dal Consigliere Provinciale Domenico Villani, il quale ha presentato un’interrogazione a risposta orale sul caso Impianto Compostaggio a Morelle a cui risponderà a breve il Presidente della Provincia Ing. Carlo Medici.

Relativamente a questo punto all’ordine del giorno, Legambiente Terracina, ha chiesto la parola ed ha presentato in sintesi tutti i contenuti trattati nel recente comunicato stampa che riporta una analisi molto dettagliata e una posizione chiara ed univoca sulla vicenda https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/11/09/ipotesi-mega-impianto-di-compostaggio-con-recupero-di-energia-a-terracina-lanalisi-e-la-posizione-di-legambiente-terracina/?fbclid=IwAR3bT40i6iX5MVsgF__yZzCLNo4W_PLhuPYqw00djbqN8HpIseBuAUvwOSk.

In particolare Legambiente ha ricordato che:

  • visto che la frazione organica e vegetale costituisce in provincia di Latina (dati catasto Ispra Rifiuti 2017) oltre il 22% del rifiuto prodotto e quasi il 50 % di quello differenziato, a differenza di altre frazioni, non ha molto senso la realizzazione di uno/due megaimpianti a livello provinciale ma piuttosto quella di impianti più piccoli a livello di singolo Comune (o rete di piccoli comuni) valorizzando anche le buone pratiche dell’auto-compostaggio e del compostaggio di comunità promosse anche dalla recente legge regionale n.19 del 3 ottobre 2019 “Disposizioni per promuovere le pratiche di compostaggio aerobico di rifiuti organici”. Questo avrebbe l’effetto di ridurre l’impatto ambientale rilevante di un mega impianto, la pericolosità ed i rischi di ogni tipo associati, i costi di trasporto verso un unico centro di trattamento, l’emissione in atmosfera di notevoli quantità di CO2 ed inquinanti ed eviterebbe anche l’ostacolo, assolutamente da non sottovalutare, costituito dalla sindrome Nimby tra i Comuni;

 

  • dal Piano Rifiuti della Regione Lazio 2019 non emerge, a meno che non si voglia servire anche le altre province laziali e soprattutto le gravi carenze impiantistiche della Città metropolitana di Roma, nessuna necessità di realizzare in provincia di Latina impianti di compostaggio visto che la capacità autorizzata ad oggi è già in grado di smaltire tranquillamente le quantità prodotte oggi nella nostra Provincia e quelle ipotizzate dagli scenari di Piano per i prossimi anni fino al 2025 con i relativi target di RD, scenari e target tra l’altro non ancora recepiti dal Piano Rifiuti Provinciale in essere che andrebbe aggiornato in tal senso. Infatti anche escludendo l’impianto SEP di Pontinia attualmente sottoposto a sequestro giudiziario per le note vicende, ad oggi risultano in provincia di Latina 3 impianti attivi di compostaggio, Acea Ambiente Aprilia, Acea Ambiente Sabaudia e Self Garden di Aprilia con una capacità autorizzata di 190.000 tonnellate/anno contro un’esigenza che in base ai diversi scenari di Piano è variabile al 2025 tra 82.000 e 91.000 tonnellate/anno;

 

  • relativamente alla eventuale localizzazione dell’impianto in via Morelle a Terracina, vanno poi considerati i Fattori Escludenti riportati nel Piano Rifiuti regionale che impediscono la realizzazione di un nuovo impianto o la riqualificazione/ampliamento di un impianto preesistente localizzato in un’area che presenta in particolare: un elevato rischio idraulico come da PAI regionale (fattori escludenti relativi agli Aspetti idrogeologici e di difesa del suolo); la presenza nelle vicinanze di edifici sensibili quali scuole, ospedali, centri turistici, impianti sportivi e aree di espansione residenziale (fattore escludente riferito agli Aspetti Territoriali); notevoli criticità relativamente alla viabilità d’accesso esistente, all’accessibilità al sito e al traffico locale.

Legambiente ha quindi chiesto alla Commissione di conoscere se quello di cui si sta parlando è una ipotesi di impianto o se già esiste un piano o un progetto e, in questo caso, come la relativa VAS o la VIA rispondono alle osservazioni sollevate nel nostro articolato comunicato e alle criticità che anche la cronaca giudiziaria recente testimonia relativamente a questa tipologia di impianti (anche in provincia di Latina, SEP di Pontinia ed ex Kyklos di Aprilia) e che riguardano in sintesi: la presenza diffusa di miasmi e cattivi odori, l’inquinamento dell’aria, l’inquinamento delle acque superficiali e delle falde acquifere, la scarsa qualità del compost prodotto e la difficoltà di tracciamento dei rifiuti in ingresso agli impianti.

Rispondendo alla domanda il Vicepresidente V. Carnevale ha affermato che è stata recentemente deliberata dalla Provincia una sospensione dei finanziamenti relativi al Bando provinciale per il megaimpianto (“Analisi Preliminare per la Realizzazione di un Impianto di Trattamento della Frazione di Rifiuto Organico vegetale, derivante dalle raccolte differenziate comunali della Provincia di Latina,  con recupero di energia”) e pertanto per ora non esiste alcuno studio preliminare relativo al megaimpianto a Terracina, che resta quindi nel campo delle pure ipotesi. Ipotesi che però, secondo Legambiente, va definitivamente cancellata in virtù di quanto osservato ed evidenziato.

“E’ stata una importante occasione di chiarimento e va dato merito al Consigliere Provinciale della Lega Domenico Villani di aver inserito all’ordine del giorno della riunione di Commissione oggi proprio la questione del megaimpianto di compostaggio con recupero di energia a Terracina, così come va dato merito alla Consigliera Regionale del M5S Gaia Pernarella per la sua presenza alla audizione e per l’intervento a sostegno, – conferma l’Ing. Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo di Terracina – ed è stato molto istruttivo ascoltare tutti i cittadini, i comitati e i territori, in particolare di Aprilia e Latina, già gravati da diverse situazioni impiantistiche mal realizzate e mal gestite. Anche se purtroppo con poco tempo a disposizione, abbiamo comunque potuto ben evidenziare le criticita’ del posizionamento dell’impianto in via Morelle, ribadendo che tali criticita’ del sito di Morelle perdurano da anni al punto che andrebbe considerata l’opportunità di smantellare e riposizionare anche l’attuale centro di raccolta rifiuti urbani della De Vizia Transfer. Abbiamo inviato al Presidente ed al VicePresidente della Provincia ed al Presidente della Commissione “Sviluppo e tutela del territorio” tutta la documentazione in nostro possesso via PEC. Questa opportunita’ offertaci dalla Provincia di Latina e la disponibilita’ al confronto e alla elaborazione di una posizione accettata da tutti i portatori di interesse, soprattutto adesso nella fase critica di approvazione finale del Piano dei rifiuti Regionale, ci fa tristemente riflettere sul fatto che, dopo tre anni, ancora non riusciamo, nonostante ripetute richieste formali inviate via PEC e una lettera dei nostri legali, a farci ammettere dalla Amministrazione del Comune di Terracina all’Osservatorio Rifiuti Comunale. Inoltre, a fine mese, come succede tutti gli anni, Legambiente premierà i Comuni Ricicloni del Lazio nel Forum Rifiuti che si terrà a Roma ed è ormai evidente che questa pervicace, pretestuosa e ostinata negazione ci costringerà inevitabilmente ad ulteriori azioni che andranno stavolta ad indagare sul perchè di questo incomprensibile rifiuto e sulle sue reali motivazioni. Ci chiediamo infatti quali potranno mai essere le questioni sensibili trattate in un Osservatorio partecipato, e quali le perplessità e le paure di avere Legambiente, con la sua competenza analitica, tecnica e scientifica ma anche con il suo ruolo regionale e nazionale, nell’Osservatorio del nostro Comune”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2819/il-circolo-legambiente-presenta-pubblicamente-la-propria-posizione-sul-mega-impianto-ipotizzato-in-via-morelle?fbclid=IwAR3A7SkPvzHajHDBu9o_SIfcCWSHe-1hYFHSbN8-GWqVIwqlW5oh5JO_UCY

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-mega-impianto-di-compostaggio-alle-morelle-sospesi-i-finanziamenti/?fbclid=IwAR1rMa2Yn4Y4Bo8i9Oxzjj1Y1WuzlHtyY2z5zHHemuVcP8eBAULXuZzR9Ns

http://www.anxurtime.it/impianto-di-compostaggio-a-morelle-legambiente-in-commissione-provinciale/

Audizione Commissione Provinciale impianto di compostaggio

PULIAMO IL MONDO 2019 PRESSO IL PARCO DEL MONTUNO PER MARTEDI’ 3 DICEMBRE ALLE ORE 9.30: L’ENTE PARCO REGIONALE DEI MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI ADERISCE UFFICIALMENTE A PULIAMO IL MONDO 2019 con IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO”, FIRMATARIO DI UN IMPORTANTE PROTOCOLLO DI INTESA CON IL PARCO. LA GIORNATA ECOLOGICA DI PULIZIA, CON i VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE DEL COMUNE DI TERRACINA E DELL’ENTE PARCO REGIONALE, CON I BAMBINI DELL’I.C. MARIA MONTESSORI- SEZ. A. MORO E CON GLI ALUNNI DELL’IPS A. FILOSI E’ APERTA A TUTTA LA CITTADINANZA ED E’ PREVISTA PER MARTEDI’ 3 DICEMBRE ORE 9.30 PRESSO IL PARCO DEL MONTUNO.

 

Comunicato stampa n.162                                        1. 12.2019

La collaborazione del Circolo con il Parco Ausoni, fin dalla nascita del Circolo, è sempre stata molto attiva e su diversi fronti: il 18 marzo 2018, dopo intensa pulizia, il Circolo grazie al supporto del Parco ha ripristinato il “Sentiero del Tempio”, riaperto ufficialmente dall’Ente Parco degli Ausoni, consegnando al Parco via PEC, la Scheda di rilevamento Catasto sentieri CAI e la scheda di Valutazione del Sentiero, con una completa relazione analitica e fotografica, frutto di una azione comprensiva di riqualificazione ambientale del Sentiero del Tempio di Giove (Itinerario n.3 del Parco) (SIC/ZSC Monte Sant’Angelo), dopo i devastanti incendi del 2015 e del 2017, e a coronamento di questa importante iniziativa di recupero, il 29 marzo 2018 è stato firmato un importante protocollo di intesa tra l’Ente Parco degli Ausoni e il Circolo Legambiente di Terracina per la tutela e lo sviluppo della sentieristica, la promozione di iniziative di educazione ambientale e di monitoraggio per la prevenzione degli incendi e l’abbandono illecito di rifiuti. La collaborazione con il Parco, con la struttura di Promozione e con i Guardia Parco è poi proseguita durante l’intensa attività di avvistamento statico sul Sentiero, presso il Parco della Fossata, e presso il Parco del Montuno, a supporto della squadra Anti Incendio Boschivo – AIB 2018 e 2019 della Protezione Civile Comunale, a seguito del Protocollo congiunto firmato dal Circolo con l’Amministrazione Comunale e con il Parco Ausoni per la prevenzione degli incendi boschivi.

Attualmente è in corso di definizione una più ampia collaborazione sul fronte del costituendo Centro di Educazione Ambientale Legambiente presso il Parco del Montuno che operera’, con i propri educatori iscritti al Registro Nazionale degli Educatori Ambientali, in modo sintonico con il Centro di Educazione Ambientale del Parco Ausoni, con la partecipazione alla costituzione di un catalogo di progetti didattici per le Scuole nelle zone del Parco, come quello in fase di definizione su “Il Parco e l’Acqua”, e a partire da un importante progetto didattico in corso di attuazione con la Scuola dell’Infanzia – plesso A. Moro dell’IC Maria Montessori di Terracina, denominato “LA NATURA ENTRA IN CLASSE: IL NOSTRO ERBARIO” tutto dedicato al Parco del Montuno e che si avvarra’ della consulenza del Parco Ausoni, custode di uno dei più preziosi erbari regionali, quello del Lazio Meridionale.

Dopo aver aderito già a Puliamo il Mondo svoltosi il 27 ottobre 2018, presso il Sentiero del Tempio con la presenza degli alunni del IPS A. Filosi e delle famiglie, il Parco ha subito aderito ufficialmente anche a Puliamo il Mondo 2019, mostrando non solo una grande attenzione e cura per le aree verdi di Terracina, ma anche un grande apprezzamento per il Circolo e le sue attività e per la campagna Legambiente Puliamo il Mondo, il più grande evento mondiale di volontariato ambientale, sia per valenza educativa che per il coinvolgimento della popolazione, con iniziative in oltre centoventi Paesi. La giornata ecologica si terrà il prossimo martedì 3 dicembre, con appuntamento alle ore 9.30 all’ingresso del Parco del Montuno. La giornata è aperta a tutti, completamente assicurata e saranno forniti kit pettorine e guanti. In caso di maltempo l’iniziativa verrà spostata in una data successiva.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2810/domani-puliamo-il-mondo-2019-presso-il-parco-del-montuno-alle-ore-930

https://latinatu.it/terracina-puliamo-il-parco-montuno-liniziativa-ecologica-per-bambini-e-ragazzi/

http://www.anxurtime.it/puliamo-il-mondo-iniziativa-al-parco-del-montuno-con-legambiente/

http://www.parchilazio.it/appuntamenti-4714-l_ente_parco_ausoni_e_puliamo_il_mondo_clean_up_the_world_martedi_3_dicembre_ore_9_30_appuntament

ITS A. BIANCHINI SCUOLA SOSTENIBILE LEGAMBIENTE PRIMA “CLIMATE CHANGE SCHOOL” IN PROVINCIA DI LATINA. VENERDI’ 29 PROSSIMO IN OCCASIONE DEL QUARTO SCIOPERO “GLOBAL STRIKE FOR FUTURE” ITS A.BIANCHINI APRE LE PORTE A TUTTI CON IL LANCIO UFFICIALE DELLA CAMPAGNA NAZIONALE DI LEGAMBIENTE “CHANGECLIMATECHANGE”. NASCE UN PROGRAMMA SOS CLIMA DENOMINATO “FRIDAYS FOR CLIMATE” CHE VEDRA’ CONFERENZE SUL CLIMA OGNI ULTIMO VENERDI’ DEL MESE PER TUTTO l’ANNO SCOLASTICO PER APPROFONDIRE TUTTI GLI ASPETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI.

Comunicato stampa n.161                                             27.11.2018

Legambiente Terracina con l’ITS A. Bianchini, Scuola Sostenibile Legambiente che ha aderito alla campagna di Legambiente Scuola e Formazione SOS CLIMA, annunciano la nascita di una “Climate Change School”, la prima in Provincia di Latina, con una serie di appuntamenti che verranno condotti da esperti del Circolo Legambiente locale, da altri esperti dei Circoli Legambiente della Provincia e da illustri ospiti di Legambiente nazionale, della Coalizione per il Clima, del Coordinamento Pontino per il Clima, invitati di volta in volta, e che si terranno tutti gli ultimi venerdì del mese di mattina per una ora, fino alla chiusura dell’anno scolastico, denominati “Fridays for Climate”. La Climate Change School vuole essere un luogo dove informarsi, attivarsi e mobilitarsi da subito anche nel proprio quotidiano perché conoscere il cambiamento climatico e comprenderne cause ed effetti è il primo passo per agire e solo tutti insieme possiamo fermare la febbre del Pianeta che sta minacciando la vita sulla Terra. Il primo appuntamento in via sperimentale si è tenuto già venerdì 25 ottobre scorso, alla presenza di Gustavo Giorgi, Presidente del Circolo Arcobaleno Pontino di Latina e referente provinciale del Coordinamento Pontino per il Clima e con circa cento alunni, ed è stato dedicato, proprio in occasione del triste anniversario, all’approfondimento, con proiezioni video e analisi, di quanto avvenuto proprio a Terracina il 29 ottobre 2018, ovvero un disastro climatico senza precedenti che ha provocato la morte di due concittadini e che è entrato tristemente nella casistica nazionale dell’Osservatorio Citta’ Clima di Legambiente, di cui recentemente è stato presentato l’ultimo Rapporto, https://www.legambiente.it/emergenza-citta-ecco-i-dati-dellosservatorio-legambiente-sui-mutamenti-climatici/. L’Osservatorio ha l’obiettivo di raccogliere e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici, di contribuire ad analisi e approfondimenti che riguardano le città e il territorio italiano, oltre a condividere analisi e studi internazionali e esperienze di piani e progetti di città, paesi, Regioni. Dal 2010 ad oggi, sono 563 gli eventi registrati sulla mappa del rischio climatico, con 350 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti e tra questi purtroppo a seguito del  disastro climatico del 29 ottobre 2018, anche il Comune di Terracina. Nel 2018, il nostro paese è stato colpito da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati, un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni. Dal 2014 al 2018 le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di 68 persone. In particolare sono stati 197 i casi di allagamenti provocati da piogge intense, le stesse che hanno causato 17 frane, 69 giorni di blackout elettrici, 74 esondazioni fluviali e 180 eventi che hanno interrotto le infrastrutture di trasporto, portando a 73 giorni di stop a metropolitane e treni urbani. Sono stati 14 i casi di danni al nostro patrimonio storico, 17 quelli provocati da prolungati periodi di siccità, 123 quelli prodotti da trombe d’aria. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane e di feriti: sono oltre 203 le vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 45mila persone legata a eventi atmosferici estremi. Non va dimenticato, infatti, che in Italia, oltre 7,5 milioni di persone vivono o lavorano in aree a rischio idrogeologico elevato: un problema che interessa circa 7.275 comuni incluso il nostro nel quale, secondo il Rapporto Ecosistema Urbano di Terracina 2018, il dissesto idrogeologico del territorio (frane e inondazioni) interessa un terzo (32,29%) della superficie con migliaia di persone a rischio. Sul fronte dei costi l’Italia dal 1998 al 2018 ha speso, secondo dati Ispra, circa 5,6 miliardi di euro (300 milioni all’anno) in progettazione e realizzazione di opere di prevenzione del rischio idrogeologico, a fronte di circa 20 miliardi di euro spesi per “riparare” i danni del dissesto secondo dati del CNR e della Protezione civile (un miliardo all’anno in media, considerando che dal 1944 ad oggi sono stati spesi 75 miliardi di euro). Il rapporto tra prevenzione e riparazione è insomma di uno a quattro.

Per questa ragione Legambiente ha deciso di rafforzare il proprio impegno per combattere la crisi climatica lanciando la nuova campagna #ChangeClimateChange: una piattaforma online https://www.changeclimatechange.it/ tutta dedicata ai giovani che vuole proporre, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare con  Greta Thunberg “ai grandi della Terra che il nostro Pianeta è in pericolo e che bisogna fare presto”. La piattaforma web presenta per questo un’ampia sezione di approfondimento (anche con contributi multimediali) che analizza i settori maggiormente impattanti e climalteranti: l’energia, per un’uscita dalle fonti fossili e un futuro finalmente 100% rinnovabile; l’efficienza e la rigenerazione delle città; per promuovere una mobilità a zero emissioni; cibo sano, giusto, equo e sostenibile e infine il tema dell’emergenza e del rischio. Sulla piattaforma web Legambiente identifica anche i principali nemici del clima, ancora troppi e difficili da cacciare: le aziende, una su tutte l’ENI, le infrastrutture, centrali che contribuiscono in maniera drammatica al cambiamento climatico e all’inquinamento locale e che poco o nulla stanno facendo per invertire la rotta. Associazioni, comitati e cittadini potranno essere protagonisti della denuncia, segnalando a Legambiente i “nemici del clima” presenti nella propria città e nei propri territori per realizzare così una mappa interattiva che supporti l’azione di mobilitazione e di protesta.

Il prossimo venerdì 29 novembre, in occasione della quarta mobilitazione mondiale legata ai #FridaysForFuture, il quarto sciopero globale per il Clima, e anniversario della famosa Marcia Globale per il Clima del 29 novembre 2015, organizzata dalla Coalizione per il Clima, nella quale decine di migliaia di manifestanti scesero in piazza a Roma alla vigilia della COP21 per chiedere un accordo internazionale serio e vincolante per arrestare il cambiamento climatico e salvare il nostro Pianeta, ma anche nella triste ricorrenza dell’evento climatico estremo avvenuto il 25 novembre 2018 a seguito di piogge torrenziali, con l’ apertura di una impressionante voragine stradale che ha inghiottito per sempre un nostro concittadino Valter Dona’, Legambiente Terracina, in collaborazione con il Coordinamento Pontino per il Clima, presenta presso l’Aula Magna dell’ITS A. Bianchini, la nuova campagna Changeclimatechange mettendo in campo iniziative concrete, stili di vita sostenibili e offrendo strumenti di comprensione delle cause e degli effetti dei cambiamenti climatici e saranno presentate anche idee e proposte provenienti dai ragazzi.

“Sono felice di annunciare un calendario di incontri sul Clima, i Fridays for Climate che si svolgeranno la mattina di ogni ultimo venerdì del mese presso l’Aula Magna della Scuola Sostenibile Legambiente ITS A. Bianchini, con ospiti illustri, proiezioni di video e filmati e con testimonianze e approfondimenti e che saranno aperti a tutta la cittadinanza e a tutte le Scuole della Provincia e che vedranno anche la partecipazione attiva dei ragazzi. La Scuola ITS A. Bianchini si conferma ancora una volta all’avanguardia sui temi ambientali e dopo essere diventata la prima Plastic Free School della Provincia di Latina https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/10/15/lits-a-bianchini-di-terracina-e-la-prima-plastic-free-school-della-provincia-di-latina-e-una-delle-prime-nella-regione-lazio-borracce-inox-plastic-free-e-dispenser-di-acqua-pubblica-filtrat/ si avvia a diventare come prima Climate Change School della Provincia, un punto di riferimento per gli approfondimenti sugli impatti devastanti dei cambiamenti climatici sul nostro territorio pontino, dalle alluvioni, alle frane, alle trombe d’aria, ai tornado, all’erosione costiera. Durante gli incontri, verranno fornite anche spiegazioni su come attrezzarci per i rischi climatici e come provare a cambiare i nostri stili di vita in modo da contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti.  Ricordo però purtroppo che nonostante le ripetute sollecitazioni la nostra Amministrazione Comunale non ha ancora calendarizzato la nostra mozione per la dichiarazione di emergenza climatica, presentata il 5 giugno di quest’anno, e questo nonostante Terracina abbia subito uno degli eventi climatici più devastanti nella Regione Lazio proprio il 29 ottobre 2018 con un tornado che ha provocato due morti e il 25 novembre 2018  con l’apertura di una voragine stradale che ha provocato purtroppo un disperso e non ha ancora messo in cantiere in modo deciso azioni concrete per evidenziare e mitigare il rischio climatico e creare e diffondere una cultura di prevenzione. Chiediamo pertanto come Legambiente Terracina di calendarizzare e discutere al più presto la nostra mozione. Purtroppo più in generale l’Italia è l’unico grande paese europeo, nonostante dal 2014 sia stata approvata la Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ancora senza un piano nazionale di adattamento al clima, piano che permetterebbe di individuare le priorità di intervento e ripensare il modo in cui si interviene e come Legambiente chiediamo al governo di approvare quanto prima il Piano di adattamento e di mettere le città al centro delle priorità di intervento” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina Pisco Montano.

http://www.anxurtime.it/global-strike-for-future-la-campagna-nazionale-legambiente-parte-dal-bianchini/?fbclid=IwAR2ACe0Lt65DTADfx7-gV89Vdt0GbFP8rJqUXKHA8KzdHVAX8BUM-0aXwHA

https://www.h24notizie.com/2019/11/28/domani-al-bianchini-di-terracina-il-lancio-della-campagna-di-legambiente-changeclimatechange/?fbclid=IwAR2RkWUczi2-DDmq8UKdYtSQ-6oDEXdj9whHZlmKiJIOhcRHkpC9n3qG7Rc

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-its-a-bianchini-scuola-sostenibile-legambiente-prima-climate-change-school/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2803/quarto-sciopero-global-strike-for-future–venerdi-29-allits-bianchini-lancio-ufficiale-della-campagna-nazionale-di-legambiente

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IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” PORTA PER LA QUARTA VOLTA LA FESTA DELL’ALBERO IN CITTA’ E AL PARCO DEL MONTUNO, CON IL PATROCINIO GRATUITO DEL COMUNE DI TERRACINA, DELl’ENTE PARCO REGIONALE MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI, CON LE SCUOLE SOSTENIBILI LEGAMBIENTE IC M. MONTESSORI  E IPS A.FILOSI, con gli SCOUT AGESCI TERRACINA GRUPPO 3 E CON IL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE DEL COMUNE DI TERRACINA CON UNA SERIE DI INIZIATIVE CHE CULMINERANNO IL 21 NOVEMBRE CON LA CERIMONIA DI PIANTUMAZIONE DI UN PREZIOSO TIGLIO E LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL CENSIMENTO BOTANICO DEL PARCO, DEL PROGETTO DIDATTICO PER UN ERBARIO DEL PARCO, DELLA NUOVA CARTELLONISTICA PER IL PARCO E DEI DATI RELATIVI AL CENSIMENTO DEI RIFIUTI E ALL’ ANALISI DELLA TIPOLOGIA DEI RIFIUTI NEL PARCO (PIM LITTER 2019).

Comunicato stampa n.160                                                               18.11.2018

Il Circolo Legambiente Terracina, con il patrocinio gratuito del Comune di Terracina e con il patrocinio dell’Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi,  per la quarta volta aderisce alla campagna nazionale per la Festa dell’Albero https://www.legambiente.it/festa-dellalbero/ dedicata alla tutela del verde e del territorio nell’ambito della Giornata Nazionale degli Alberi che si realizza fin dal 1898, richiamando l’attenzione di tutti sull’importanza dei boschi, dei parchi e delle foreste, sul loro fondamentale ruolo di polmone verde per la Terra.

Anche quest’anno a Terracina la Festa dell’Albero si svolgerà presso il Parco Pubblico del Montuno, ormai riaperto, dopo molti anni di chiusura e abbandono, grazie al grande impegno del Circolo locale e alla volonta’ della Amministrazione Comunale, anticipando alcuni progetti del Centro di Educazione Ambientale (CEA) Legambiente in fase di costituzione.

La Festa di quest’anno intitolata “Gli Alberi del Parco” ha già avuto inizio i primi di novembre con l’intento di aggiornare il Censimento Botanico effettuato dal nostro Circolo, con un progetto coordinato dalla socia del circolo Annalaura Rossi, ecologa, educatrice ed animatrice ambientale del CEA Legambiente e Volontaria del Servizio Civile Nazionale, in collaborazione con il coordinatore della ditta di gestione del Verde Urbano Verdeidea srl Giuliano Leo e con Gino Paparello, esperto botanico del Circolo Legambiente “Luigi Di Biasio”, mentre i Volontari del Servizio Civile Nazionale del Comune di Terracina, Annalaura Rossi, Chiara Zoina, Matteo D’Onofrio, Alfredo Garofalo, Lorenzo Tribuzio, coordinati dalla consigliera Sara Norcia, hanno svolto anche lavori di piccole manutenzioni e messa in ordine del parco, e, dopo aver definito un percorso botanico nelle zone del Parco, hanno condotto visite botaniche aperte alle Scuole.

Inoltre si è dato inizio, insieme alla Scuola Sostenibile Legambiente IC Maria Montessori, Scuola dell’Infanzia del Plesso Aldo Moro, ad un importante progetto didattico per la costruzione di un erbario associato al Parco a cura delle Maestre Rita Di Mauro, Sonia Carnevale, Alessandra Macera, autrici del Progetto Didattico LA NATURA ENTRA IN CLASSE: IL NOSTRO ERBARIO. Il progetto viene svolto in coordinamento con l’Ente Parco Regionale dei Monti Ausoni che ospita uno degli erbari più importanti, quello del Lazio Meridionale. Inoltre la socia Agostina Pagliaroli, educatrice ambientale del CEA Legambiente, ha ideato e definito un progetto grafico e predisposto, con la grande collaborazione di Andrea Orlandi, scout AGESCI Terracina Gruppo 3, i tabelloni illustrativi di tutte le essenze arboree più importanti del Parco, gentilmente sponsorizzati da Filiberto Pecchia di Gruppo Vege’ Gran Risparmio- Supermercato Primavera per una struttura in legno che verrà apposta all’ingresso del Parco e che permetterà di effettuare diversi percorsi botanici alla ricerca delle specifiche essenze.

Il 21 Novembre dalle 10 alle 13 avverrà la Piantumazione del Tiglio a cura della socia Marcella Rossi, educatrice ambientale del CEA Legambiente sotto la supervisione della Ditta Verdeidea srl, con la partecipazione di alcuni allievi dell’Istituto IPS A. Filosi coordinati dalla Referente Educazione Ambientale della Scuola e socia Antonietta Mauriello, educatrice ambientale del CEA Legambiente, e la predisposizione dei cartelloni che evidenziano il meraviglioso patrimonio botanico, la presentazione ufficiale del Censimento nella sua versione aggiornata che includerà anche i percorsi botanici e uno stato di avanzamento dell’erbario didattico. Inoltre verranno presentati i dati su PIM LITTER 2019, sui rifiuti e la loro tipologia raccolti al parco, a cura di Ing. Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo.

“Cogliamo l’occasione della Festa dell’Albero non solo per annunciare e pubblicizzare il prezioso Censimento arboreo ed erbaceo del Parco del Montuno, progetto lanciato in occasione della giornata internazionale Fascination of Plants Day 2018 del 18 maggio scorso e già consegnato in estate al Comune ed ora in fase di aggiornamento, e tutti i bellissimo progetti correlati, ma anche per festeggiare il recente decreto del Prefetto di Latina che ci autorizza, dopo una trafila davvero lunga (era infatti novembre 2017 quando, proprio in occasione della Festa dell’Albero 2017 abbiamo annunciato il superamento del nostro esame come Guardie Ambientali e Zoofile Volontarie Legambiente!) ma necessaria per ottenere tutte le approvazioni dagli Enti e delle Forze dell’Ordine coinvolte, a costituirci in raggruppamento di guardie ambientali e zoofile per tutta la Provincia di Latina e ci permette finalmente di indossare la nostra bellissima divisa GAZV Legambiente. Ci auguriamo che non solo la Provincia di Latina e il Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, che hanno già espresso la loro volonta’ di collaborazione con il nostro raggruppamento, ma anche il Comune di Terracina possa ben utilizzare le nostre Guardie Volontarie  riconosciute dalla Prefettura di Latina per progetti di educazione ambientale, per contrastare il vandalismo nei parchi, prevenire e contrastare gli atti illeciti nei parchi, sui sentieri e sulle coste, combattere l’inquinamento, e per una migliore tutela degli animali. Purtroppo pero’ la nostra Festa quest’anno è stata anche l’occasione, durante le sessioni svolte al Parco, per fare la conta dei danni, dovuti stavolta non al maltempo come l’anno scorso ma a qualche cattiva frequentazione soprattutto estiva derivanti da una “movida” senza troppe regole e controlli, e questo nonostante una nostra presenza continuativa al Parco come Volontari Legambiente e nonostante la presenza dei Volontari del Servizio Civile Nazionale del Comune di Terracina i quali hanno sempre garantito la presenza e hanno operato in modo competente, fattivo e collaborativo su tante iniziative del nostro Circolo, e voglio qui ringraziarli tutti uno ad uno Annalaura Rossi, Chiara Zoina, Matteo D’Onofrio, Alfredo Garofalo, Lorenzo Tribuzio, insieme al coordinatore, Consigliera Sara Norcia. Inoltre, poiche’ a breve verrà sottoposto all’approvazione degli uffici comunali competenti, il progetto esecutivo della nostra sede al Parco, compatibile con i vincoli della Convenzione stipulata, abbiamo bisogno che il Comune attui, come peraltro promesso, il progetto di videosorveglianza (già predisposto), garantendo maggiori controlli, con orari più stringenti, una migliore illuminazione per tutto il percorso, una maggiore sicurezza del perimetro del Parco e soprattutto stimoli tutte le forze dell’ordine ad un maggior controllo del Parco, mentre noi ci impegneremo in un prossimo futuro come Guardie nelle attività di Vigilanza e nella progettazione di interventi educativi di contrasto al vandalismo, con il progetto in fase di elaborazione denominato “Gli Angeli del Parco”- dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina Pisco Montano e futuro Responsabile del Raggruppamento Guardie Volontarie di Legambiente.

https://www.lanuovaecologia.it/festa-dellalbero-terracina-parco-montuno/?fbclid=IwAR0ilYye-0EiNEtXhP8rj4c7bBCHy9QtNXPdfo9uIwYqVIscdA600xAlWvQ

https://www.radioluna.it/news/2019/11/legambiente-terracina-festa-dellalbero-al-parco-di-montuno/?fbclid=IwAR0ccGUSJSlZn270TqJHBOO0M6InSkpIN5sFRfLDBFERwkuoZPTuTMbrVHg

http://www.anxurtime.it/campagna-nazionale-per-la-festa-dellalbero-legambiente-aderisce/?fbclid=IwAR0fzjW37U8GN2JNDn77aiT2NohNOyyHK8ZXbny8ryC_lFBM10xLpvs2-SM

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-legambiente-pisco-montano-porta-a-festa-dellalbero-al-parco-del-montuno/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2785/per-la-quarta-volta-la-festa-dellalbero-in-citta-e-al-parco-del-montuno-grazie-a-legambiente

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-legambiente-pisco-montano-porta-a-festa-dellalbero-al-parco-del-montuno/?fbclid=IwAR2m7zAM04UzgtmqNaPdPJtR1ihEFuN1SlFindPTSbazil5dOBXKF-Mviu8

https://www.ilfaroonline.it/2019/11/20/terracina-legambiente-presenta-la-festa-dellalbero/304721/

http://www.latinatoday.it/eventi/festa-dell-albero-2019-terracina.html

Festa dell'albero 2019

IPOTESI MEGA IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO CON RECUPERO DI ENERGIA A TERRACINA: L’ANALISI E LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE TERRACINA.

Terracina, 9.11.2019                                   Comunicato Stampa n. 159

Nell’ultimo mese (ma in realta’ già da almeno un anno), si parla della realizzazione di un mega-impianto di compostaggio con recupero di energia a Terracina in Via Morelle per il trattamento della Frazione organica di rifiuti solidi urbani (FORSU) su una superficie estesa di circa 60.000 metri quadri (6 ettari) per fare fronte alla emergenza rifiuti della Provincia di Latina. Relativamente al trattamento della frazione organica e vegetale, visto che questa frazione costituisce in provincia di Latina (dati catasto Ispra Rifiuti 2017) oltre il 22% del rifiuto prodotto e quasi il 50 % di quello differenziato, riteniamo, a differenza di altre frazioni, che non abbia invece molto senso la realizzazione di uno/due megaimpianti a livello provinciale ma piuttosto quella di impianti più piccoli a livello di singolo Comune (o rete di piccoli comuni) valorizzando anche le buone pratiche dell’auto-compostaggio e del compostaggio di comunità promosse anche dalla recente legge regionale n.19 del 3 ottobre 2019 “Disposizioni per promuovere le pratiche di compostaggio aerobico di rifiuti organici”. Questo avrebbe l’effetto di ridurre l’impatto ambientale rilevante di un mega impianto, la pericolosità ed i rischi di ogni tipo associati, i costi di trasporto verso un unico centro di trattamento, l’emissione in atmosfera di notevoli quantità di CO2 ed inquinanti ed eviterebbe anche l’ostacolo, assolutamente da non sottovalutare, costituito dalla sindrome Nimby tra i Comuni. Inoltre impianti di dimensioni minori possono essere realizzati e gestiti a costi incrementali ottimizzati nell’ambito dei contratti di appalto in essere di ciascun Comune con il proprio gestore del servizio RSU. Oltre al riflesso positivo che la promozione delle forme di smaltimento singole e di comunità, ci si aspetta che abbiano, sia sui costi di gestione che sulle tariffe applicate ai cittadini in linea con l’introduzione auspicata del sistema di Tariffazione Puntuale della frazione indifferenziata in applicazione del principio comunitario europeo “chi inquina paga”.

Dall’analisi puntuale della documentazione tecnica disponibile ad oggi (Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025 approvato dalla Giunta il 2 agosto 2019 e successivamente sottoposto alle osservazioni e controdeduzioni terminate il 2 novembre 2019, Piano Rifiuti della Provincia di Latina “Schema per la Proposta di Aggiornamento del Piano Provinciale dei Rifiuti ai sensi delle DGR Lazio n.14 del 15.1.2012”, successiva deliberazione provinciale del 28.12.2018 per l’affidamento del servizio “Analisi Preliminare per la Realizzazione di un Impianto di Trattamento della Frazione di Rifiuto Organico vegetale, derivante dalle raccolte differenziate comunali della Provincia di Latina,  con recupero di energia”, Documenti di Piano e Deliberazioni connesse), emergono a nostro avviso alcuni elementi imprescindibili di criticità che segnaliamo di seguito:

  • Innanzitutto vanno considerati i vincoli derivanti dalle pianificazioni territoriali nazionali, regionali, provinciali e di ambito di bacino che escludono la localizzazione degli impianti in siti ed aree vincolate; a riguardo, va segnalato che la zona individuata per l’impianto di compostaggio a Terracina in via Morelle, ricadrebbe in un area sottoposta a tutela per pericolo elevato di inondazione ed esondazioni come riportato nel quadro TAV_2.09_Sud del PAI della Ragione Lazio, essendo all’interno di un triangolo idrografico che ha come vertice il nodo fluviale di Ponte Maggiore e come lati il canale lungolinea Pio VI da una parte ed i fiumi Portatore e Fosso La Cavata dall’altra. Questa caratteristica risulta essere tra i fattori escludenti (relativi agli Aspetti idrogeologici e di difesa del suolo) riportati nel Piano dei Rifiuti della Regione Lazio 2019 per la localizzazioni di nuovi impianti, che escludono esplicitamente: Aree destinate al contenimento delle piene individuate dai Piani di bacino di cui alla L. 183/89 e Aree a rischio idrogeologico, tutelate dalla L.267/98 (conversione del D.L. 180/98), a pericolosità molto elevata (Pi4); pericolosità elevata (Pi3); a rischio elevato (Ri4), a rischio elevato (Ri3). Oltre a questi due fattori, c’è anche la presenza del sito in fascia di rispetto di 150 m. da corsi d’acqua, torrenti e fiumi (L.R. 24/98 Art.7 e s.m.i.; N.T.A. P.T.P.R. Art. 35), altro fattore escludente (relativo agli Aspetti ambientali) sempre citato nel Piano dei Rifiuti della Regione Lazio 2019. Ecco, immaginiamo solo il disastro ambientale che avverrebbe nel caso di esondazione dei fiumi presenti in quella zona in presenza di un impianto di quelle dimensioni, rischio che tra l’altro corriamo già oggi, in scala ridotta, con la presenza in via Morelle del Centro Comunale di raccolta rifiuti urbani e assimilati del gestore dei rifiuti De Vizia Transfer spa proprio a ridosso di un ampio canale trasversale di collegamento tra il Lungolinea ed il Portatore in una zona di pantano soggetta ad evidente subsidenza del suolo.

 

  • Un altro aspetto da valutare è la presenza di edifici sensibili quali scuole, ospedali, centri turistici, impianti sportivi a distanza minima e aree di espansione residenziale a distanza pari o inferiore a 1000 metri. Per i nuovi impianti, allo scopo di prevenire situazioni di compromissione o grave disagio, si deve tener conto, in funzione della tipologia di impianto e degli impatti generati, della necessità di garantire una distanza minima tra l’area dove vengono svolte le attività di smaltimento e/o recupero e le funzioni sensibili, a cura delle Province in sede di individuazione delle aree idonee/non idonee. Relativamente a questo ulteriore fattore escludente (riferito agli Aspetti Territoriali) del Piano Rifiuti regionale, va segnalata la vicinanza dell’eventuale impianto di compostaggio sia al centro sportivo di San Martino che agli abitati della frazione di Borgo Hermada (oltre 10.000 abitanti), e delle zone di San Benedetto e Appia Antica con presenza di scuole, campi sportivi ed estese aree residenziali.

 

  • C’è poi da considerare l’impatto del nuovo impianto di compostaggio sulla viabilità d’accesso esistente e sull’accessibilità da parte di mezzi conferitori che non deve essere di particolare aggravio rispetto al traffico locale; relativamente a questo aspetto, la collocazione dell’eventuale impianto ci sembra abbastanza critica sia per la scarsa viabilità (unica strada di accesso molto stretta, dissestata e costeggiante l’argine del canale, che consente oggi a malapena il passaggio di un unico mezzo e che risulta assolutamente inadeguata anche per l’impianto ad oggi esistente), sia per la presenza di un attraversamento di carreggiata pericoloso per chi proviene da sud per immettersi su via morelle attraverso un ponte sul canale Lungolinea Pio VI assai stretto, angusto e la cui resistenza statica a carichi frequenti ed elevati è tutta da verificare e sia per l’impatto prevedibile del rilevante traffico pesante dei mezzi conferitori sul già congestionato traffico sull’Appia proprio all’altezza del punto critico delle rampe di entrata e di uscita dalla superstrada Terracina – Frosinone Mare e sul traffico da e verso Terracina visto che l’Appia rappresenta una delle principali dorsali stradali di collegamento della Città. Criticità di accesso, viabilità e traffico che appaiono evidenti del resto già oggi per le esigenze tutto sommato contenute dell’attuale Centro Comunale di raccolta rifiuti urbani e assimilati gestito dalla De Vizia Transfer e co-locato nello stesso sito.

 

  • Va poi posta particolare attenzione alla progettazione e alla gestione di tutti gli aspetti che possono avere un impatto critico sia sull’ambiente (aria, acqua, consumo di suolo agricolo, ecosistema naturale flora e fauna) che sulla salute dei lavoratori che lavorano nell’impianto e dei cittadini che abitano nelle zone circostanti, ed in particolare alle misure che devono essere adottate per limitare i rischi associati all’esercizio dell’impianto in funzione anche della tipologia (aerobico, anaerobico) dello stesso. Tra i problemi storicamente rilevati su questa tipologia di impianti e legati al sito e alle sue dimensioni, si evidenziano in particolare: il rischio derivante dalla presenza di bio-aerosol, di organismi patogeni per la presenza di fanghi di depurazione e di organismi microbiologici; la produzione di odori fastidiosi dovuti alla presenza nelle arie esauste di cataboliti quali i composti non completamente ossidati dello zolfo, dell’azoto e del carbonio, oltre alla presenza di composti organici volatili e di polveri sottili; la presenza di rumore intenso; la gestione del percolato, delle acque di lavorazione d’impianto e la necessaria salvaguardia delle acque superficiali e di falda che possono essere gravemente inquinate; il traffico e l’inquinamento dell’aria prodotto dai mezzi conferitori; l’inquinamento del suolo prodotto da perdite accidentali del carico da parte dei mezzi conferitori; la gestione degli scarti e dei rifiuti della lavorazione; lo stoccaggio e la distribuzione dell’eventuale biogas prodotto; gli aspetti epidemiologici e i rischi sanitari; la necessità di sofisticati sistemi di monitoraggio e di sicurezza; la qualità finale del compost ai fini del suo uso sicuro in agricoltura visto che molti pericoli (come testimoniato dalla cronaca) sono conseguenti all’utilizzo in entrata di materie prime non ben differenziate che contengono contaminanti, come vetro, imballaggi in genere, metalli, plastica e batterie o addirittura rifiuti speciali come fanghi di depurazione, amianto, pesticidi, fitofarmaci, rifiuti ospedalieri e radioattivi, che causano, nel compost prodotto, la presenza di sostanze classificate come cancerogene o potenziali cancerogene come: arsenico, asbesto, cromo esavalente, nikel e policlorodifenili (PCB).

 

  • Va fatta poi una accurata analisi dei costi e dei benefici per valutare l’effettiva convenienza che giustifichi l’investimento rispetto a gestioni alternative, visto anche che dal Piano Rifiuti della Regione Lazio 2019 non emerge, a meno che non si voglia servire anche le altre province laziali e soprattutto le gravi carenze impiantistiche della Città metropolitana di Roma, nessuna necessità di realizzare in provincia di Latina impianti di compostaggio visto che la capacità autorizzata ad oggi è già in grado di smaltire tranquillamente le quantità prodotte oggi nella nostra Provincia e quelle ipotizzate dagli scenari di Piano per i prossimi anni fino al 2025 con i relativi target di RD, scenari e target tra l’altro non ancora recepiti dal Piano Rifiuti Provinciale in essere che andrebbe aggiornato in tal senso. Infatti anche escludendo l’impianto SEP di Pontinia attualmente sottoposto a sequestro giudiziario per le note vicende, ad oggi risultano in provincia di Latina 3 impianti attivi di compostaggio, Acea Ambiente Aprilia, Acea Ambiente Sabaudia e Self Garden di Aprilia con una capacità autorizzata di 190.000 tonnellate/anno contro un’esigenza che in base ai diversi scenari di Piano è variabile al 2025 tra 82.000 e 91.000 tonnellate/anno. Quindi l’esigenza di realizzare un nuovo impianto unico per la provincia risponderebbe non ad una effettiva carenza impiantistica di capacità di trattamento ma piuttosto alla esigenza strategica di eliminare il regime di oligopolio tariffario dei gestori privati caratterizzato da tariffe di conferimento praticate dai gestori degli impianti di trattamento spesso eccessive. La maggiore presenza di impianti pubblici rappresenterebbe, da questo punto di vista, un impedimento al verificarsi di aumenti immotivati delle tariffe di trattamento delle frazioni differenziate da parte degli impianti privati esistenti, effetto di eventuali future distorsioni di natura oligopolistica. L’analisi economico/finanziaria dovrà quindi tener conto: del Costo attuale e futuro (in base alle quantità prodotte ipotizzate negli scenari al 2025 riportati nel Piano Rifiuti della Regione Lazio 2019) del servizio di smaltimento della FORSU prodotta nella nostra provincia in base alle tariffe di conferimento attuali e alla loro evoluzione nei prossimi anni; del Costo degli Investimenti necessari per realizzare il nuovo impianto, delle quote di ammortamento e dei costi di gestione annuali; dei costi di tutte le esternalità ambientali; dell’eventuale accesso agli incentivi statali e alla produzione di certificati verdi; dei Ricavi derivanti dalla vendita sul mercato del prodotto finale (ammendante) e biogas (nel caso di impianto anaerobico); dei ricavi o dei mancati costi derivanti da altri eventuali benefici come la riduzione dei Km per il trasferimento dei rifiuti. Insomma occorrerà innanzitutto dimostrare attraverso una seria analisi finanziaria che sono soldi spesi bene e a vantaggio della comunità. Si pone poi eventualmente il problema dell’affidamento della realizzazione e della gestione dell’impianto ed anche qua i requisiti richiesti, i criteri di scelta e la procedura di selezione delle Società appaltatrici dovranno essere tali da evitare qualunque dubbio e ogni prevedibile intromissione della politica “affaristica”.

 

“Premesso che la nostra posizione come Circolo e come Legambiente è favorevole alla piena attuazione dell’Economia Circolare che non può prescindere dall’adeguamento degli impianti attuali con nuove tecnologie e dalla realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti che devono consentire una maggiore estrazione di materia da avviare al riciclo rispetto ad oggi, una riduzione significativa dei rifiuti che finiscono in discarica e negli inceneritori, una autosufficienza impiantistica con la chiusura del ciclo di trattamento di tutte le frazioni a livello provinciale/città metropolitana o perlopiù regionale con conseguente riduzione dei costi di smaltimento e gestione, ribadiamo però la nostra contrarietà alla realizzazione di megaimpianti di compostaggio a livello ATO provinciale, anche considerando il fatto che è necessario comunque garantire assolutamente il rispetto dei criteri di pianificazione e dei relativi vincoli per la localizzazione dei nuovi impianti ed una progettazione, realizzazione e gestione degli stessi che eviti potenziali disastri o gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini e dei lavoratori. Relativamente alla ipotesi di realizzazione di un impianto di compostaggio localizzato a Terracina in via Morelle a servizio dell’intera Provincia, da una prima verifica dei piani regionali e provinciali e della documentazione tecnica connessa, sussistono alcune pesanti criticità bene evidenziate nella nostra accurata analisi e assolutamente non risolte nella documentazione ad oggi disponibile analizzata e che non potranno, a nostro avviso, essere superate in nessun modo da una eventuale deroga per ampliamento/riqualificazione di un impianto preesistente, visto che lo stesso insiste comunque su un’area ad elevato rischio idrogeologico. Ovviamente ci riserviamo come Circolo locale assieme a Legambiente Lazio e Legambiente nazionale, di verificare nel merito e nel metodo direttamente in Regione e in Provincia i dettagli della soluzione proposta ed in particolare se e come le criticità da noi segnalate siano state affrontate nella Valutazione Ambientale Strategica e comunque fare in modo che la Valutazione di Impatto Ambientale ne tenga debitamente conto, chiedendo di essere parte audita dalle varie amministrazioni (Regionale, Provinciale, Comunale) coinvolte nella autorizzazione/realizzazione dell’opera, alla luce della storia problematica di questo tipo di impianti. Recentemente infatti, sempre in provincia di Latina, l’impianto di compostaggio Acea Ambiente Srl (ex Kyklos Srl) di Aprilia, dopo le proteste dei residenti nella zona esposti a disturbi odorigeni pesanti e alla presenza costante di sciami di mosche e dopo l’intervento dell’Autorità Giudiziaria, ha dovuto effettuare un abbattimento del 50% della produzione per cercare di limitare i problemi che persistono da anni nonostante Acea assicuri di utilizzare tecnologie di biofiltrazione d’avanguardia, mentre la SEP di Pontinia è diventato uno dei casi giudiziari più importanti della provincia, come dimostra la recentissima inchiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Roma “Smoking Fields” (e prima ancora della Procura di Latina) che vede indagate 23 persone, con reati contestati come il concorso in traffico illecito di rifiuti, il falso ideologico in atto pubblico nella predisposizione di certificati di analisi, abbandono di rifiuti e discarica abusiva, e infine l’intralcio all’attività di vigilanza e controllo ambientale, secondo la quale la Società Ecologica Pontina avrebbe ceduto ad aziende agricole laziali compost di pessima qualita’, nel quale i rifiuti organici venivano triturati con scarti di ogni tipo: vetro, plastica, metalli vari, perfino siringhe. Un sistema articolato e ramificato con il quale sarebbero state smaltite per anni decine di migliaia tonnellate di rifiuti speciali, con gravissime conseguenze per l’ambiente e la salute umana, sistema reso possibile anche dalla mancanza di un garante a livello nazionale/regionale/provinciale dei necessari controlli e della dovuta tracciabilità dei rifiuti. Inoltre vorremmo assolutamente evitare decisioni che cadano direttamente dall’alto, mettendo tutti davanti al fatto compiuto, senza che i cittadini, le associazioni e i portatori di interesse del territorio vengano opportunamente coinvolti ed informati in un corretto processo di pianificazione partecipata e condivisa, e soprattutto, come spesso diciamo, non ci piace la politicizzazione delle questioni, soprattutto oggi che, a Terracina, siamo già in campagna elettorale. Politicizzazione che sta puntualmente avvenendo con il rischio di affidare a posizioni ideologiche obsolete, semplicistiche e scarsamente documentate, o peggio ancora a ricatti e lusinghe occupazionali, decisioni che invece sono molto rilevanti per l’economia e l’ambiente del nostro territorio.” dichiara l’ing. Gabriele Subiaco Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente di Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2766/ipotesi-mega-impianto-di-compostaggio-con-recupero-di-energia-lanalisi-e-la-posizione-di-legambiente?fbclid=IwAR1eGWlOefGDUz79DmufPT0n9lyASy9IHe056jwEeIi3fBVtprW5Nqfzz6c

https://www.latinacorriere.it/compostaggio-legambiente-di-terracina-no-a-mega-impianti-no-a-morelle/

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-impotesi-mega-impianto-di-compostaggio-la-posizione-di-legambiente/

http://www.anxurtime.it/impianto-di-compostaggio-a-morelle-la-posizione-di-legambiente/?fbclid=IwAR3R-nnfBSZDtg2arPfQmIdI8Ex7I3LT-fbxbCwwSFc0hZreHfpZb9Amgv4

https://www.ilfaroonline.it/2019/11/11/ipotesi-mega-impianto-di-compostaggio-a-terracina-ecco-lanalisi-e-la-posizione-di-legambiente/303097/

LO Impianto di Compostaggio

LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE TERRACINA IN REGIONE LAZIO PER LA QUESTIONE TRENO A TERRACINA: RESOCONTO AUDIZIONE DELLA SESTA COMMISSIONE DELLA REGIONE LAZIO DEL 28 OTTOBRE 2019. RFI E REGIONE LAZIO CONCORDANO SUL FATTO CHE L’INTERVENTO PREVISTO DI MESSA IN SICUREZZA DEL MONTE CUCCA NON E’ PURTROPPO SUFFICIENTE PER GARANTIRE LA RIAPERTURA DELLA LINEA TERRACINA-PRIVERNO FOSSANOVA.

COMUNICATO STAMPA N. 158                                                  4 Novembre 2019

Si è svolta nei giorni scorsi presso la Sala Etruschi di Via della Pisana, sede del Consiglio Regionale, la seduta della audizione a carattere seminariale convocata dal Presidente della VI° Commissione Consiliare Permanente “Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti” della Regione Lazio Eugenio Patanè con RFI e Ministero Trasporti e Infrastrutture, rivolta ai commissari e ai consiglieri regionali e aperta su invito a tutti i portatori di interesse attivi, per approfondimenti sul nodo ferroviario di Roma e sull’intera rete ferroviaria del territorio del Lazio. All’audizione hanno partecipato oltre al presidente della Commissione, l’Assessore ai “Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità della Regione Lazio Mauro Alessandri, i consiglieri regionali E. Minnucci (PD), A. Aurigemma (Gruppo Misto) e D. Porrello (M5S), il direttore della “Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie” del Ministero dei Trasporti Enrico Maria Pujia, l’Amministratore Delegato di RFI Maurizio Gentile, i responsabili della Direzione Commerciale RFI ing. C. Colaneri e della Direzione Investimenti di RFI ing. V. Macello, l’Osservatorio Trasporti della Regione Lazio rappresentato da Andrea Ricci,  amministratori comunali, comitati e associazioni in rappresentanza dei cittadini.

Il Circolo Legambiente Terracina è stato invitato a partecipare, e ringraziamo il Presidente della Commissione, Dott. E. Patane’ per questo invito, ed era presente con il suo Presidente Anna Giannetti e Vicepresidente Gabriele Subiaco assieme a Legambiente Lazio rappresentata dal suo Presidente Roberto Scacchi e dal delegato regionale alla Mobilità Amedeo Trolese, in virtù della sua documentata  richiesta di audizione inviata a settembre scorso in merito al “Ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno/Fossanova dopo la frana del 12 settembre 2012” di cui al nostro comunicato di qualche settimana fa https://legambienteterracina.wordpress.com/2019/09/28/legambiente-terracina-congiuntamente-a-legambiente-lazio-e-allosservatorio-trasporti-regionale-del-lazio-ha-inviato-nei-giorni-scorsi-via-pec-una-richiesta-di-audizione-con-massima-urgenza-a/, ed essendo uno dei temi posti all’ordine del giorno dell’audizione, anche proprio in virtu’ della nostra richiesta, lo stato del ripristino della tratta ferroviaria Terracina-Priverno Fossanova.

Dopo la presentazione da parte del direttore della “Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie” del Ministero dei Trasporti dei contenuti del Contratto di Programma RFI 2017-2021 approvato a maggio scorso e che prevede 1,3 miliardi di euro per la valorizzazione delle Reti Regionali, si è passati all’analisi dei 17 punti all’ordine del giorno presentati in sequenza dal Presidente della Commissione E. Patane’. Relativamente al ripristino della tratta Terracina-Priverno Fossanova, RFI ha dichiarato la disponibilità sulla carta a riattivare la linea, intervento comunque inserito nella progettazione tecnologica relativa al CCM di Formia, ma ha anche affermato e senza ambiguita’ che la riattivazione della stessa è condizionata alla messa in sicurezza completa di tutta la linea dal rischio frana, i cui lavori, afferma RFI, sono di competenza della Regione Lazio. La Regione Lazio, per voce, dell’assessore regionale alla Mobilita’ M. Alessandri ha ricordato che i lavori di messa in sicurezza di un tratto del Monte Cucca per il rischio idrogeologico (fondi regionali su piattaforma Rendis) come da PAI (Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio) che assegna a quella zona il rischio Quattro (il rischio più elevato), lavori per i quali il Comune di Terracina funge da stazione appaltante e per i quali è stato previsto un finanziamento regionale di 4 milioni di euro, non sono ritenuti sufficienti (a giudizio di RFI e dalla stessa confermato già qualche tempo fa) per garantire la completa sicurezza dell’intera tratta dal rischio idrogeologico, e che ad oggi non esiste ancora un Piano completo che dica con esattezza quali e quanti siano gli interventi necessari ed il loro costo per poter mettere in completa sicurezza tutta la tratta che giace sotto un fronte franoso esteso per diversi chilometri e che comprende oltre Monte Cucca anche Monte Leano. Piano complessivo che dovrà partire innanzitutto dai requisiti imposti da RFI e che dovrà dalla stessa essere validato visto che la responsabilità di riattivare la linea ricade nel suo ambito. L’intervento in audizione dell’Assessore Regionale alla  Mobilita’ M. Alessandri è stato quindi particolarmente importante e chiarificatore, e lo ringraziamo per aver accolto la nostra sollecitazione e soprattutto per averci dato attenzione, ma soprattutto per aver messo in luce che, al di la’ dell’impegno della Regione per favorire la soluzione, la questione del ripristino della tratta ferroviaria a Terracina sussiste come fatto conseguenziale solo ed esclusivamente ad un completo e adeguato progetto di messa in sicurezza e di mitigazione del rischio idrogeologico di tutto il fronte franoso esteso, progetto complessivo di cui non esisterebbero ancora pero’ i presupposti ne’ tecnici ne’ economici, visto che l’unico progetto, ad oggi, effettivamente approvato e finanziato dalla Regione Lazio su piattaforma RENDIS e in via di attuazione da parte del Comune di Terracina, coprirebbe solo una parte del versante e non sarebbe sufficiente per la riattivazione della tratta.

“Al di là delle promesse e di quanto ha raccontato la politica e l’amministrazione locale per anni e fino a poche settimane fa e cioè che i lavori attualmente finanziati per Monte Cucca avrebbero – una volta completati – consentito la riapertura della linea, da quanto emerso dalla audizione, e come purtroppo temevamo, appare chiaro che invece la situazione vive ancora una fase di stallo, visto che, se da una parte c’è la disponibilità a riattivare la tratta (almeno sulla carta, come affermato in audizione da RFI) e la disponibilita’ della Regione ad individuare i fondi ulteriori eventualmente necessari, dall’altra non c’è, ancora ad oggi e dopo quasi 8 anni dalla caduta del masso, alcuna chiarezza sui lavori complessivi di messa in sicurezza necessari, i loro costi e i loro tempi e soprattutto su quali siano i parametri di accettabilita’del rischio da parte di RFI, considerato che i lavori di messa in sicurezza del versante non abbasseranno la classe di rischio elevata (classe 4) come da PAI ma lo mitigheranno soltanto. Per quanto ci riguarda, come più grande associazione ambientalista della Regione Lazio, e come chiediamo da tempo, oggi è stato finalmente fatto un passo avanti di chiarezza sgomberando il campo da inutili e dannose ambiguità, ma questo per noi è solo il primo passo di un lungo cammino, attendiamo infatti insieme all’Osservatorio Trasporti della Regione Lazio di essere convocati ad una audizione più approfondita, dedicata solo al caso specifico del treno e della stazione di Terracina come da noi richiesto, per poter continuare a premere cercando di arrivare presto al nodo cruciale cioè ad un progetto validato sia dalla Regione Lazio che da RFI che valuti tutte le esigenze di messa in sicurezza della montagna sovrastante la linea (fronte franoso di Monte Cucca e Monte Leano come da PAI regionale), consentendo di stimare dettagliatamente i costi in modo da poterli prevedere nella programmazione degli investimenti per i prossimi anni. Per questo continueremo a spingere in Regione affinche’ entro l’anno si possa avviare una riprogrammazione degli investimenti regionali, da effettuarsi all’inizio del 2020, visto che l’Accordo Quadro pluriennale tra RFI e Regione Lazio può sicuramente essere aggiornato dalla Regione a copertura di questa esigenza ma a fronte però di una analisi approfondita e di una concreta e realistica possibilità di ripristino della trattadichiarano Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio ed Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina. “Spiace notare – continua Legambiente come nota a margine – la completa assenza all’audizione, di altri portatori di interesse terracinesi (politici, amministratori, consiglieri regionali, comitati, associazioni) che pure hanno fatto di questo treno per anni un cavallo di battaglia e che hanno sempre presenziato su giornali e tv locali sulla questione del treno, spesso facendo balenare superficialmente che tutto fosse facilmente risolvibile. Pensiamo che sarebbe stato davvero utile invece esserci in tanti in questa occasione unica di grande livello e alla presenza di tutti i veri decisori, per poter sostenere le esigenze del nostro territorio con forza, convinzione e competenza ai tavoli che contano”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/2755/legambiente-lazio-e-legambiente-terracina-in-regione-lazio-per-la-questione-treno

http://www.anxurtime.it/audizione-in-regione-si-parla-anche-del-treno-legambiente-presente/

https://www.latinatoday.it/cronaca/terracina-riattivazione-treno-audizione-regione-lazio.html?fbclid=IwAR2y49RRiX3ma_1mGB2BEen8qErA8ybdKDsbSlrs_8h1hSLutQpQNVOVOa4

https://www.radioluna.it/news/2019/11/nella-commissione-lavori-pubblici-della-regione-la-tratta-terracina-priverno/

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-questione-treno-il-resoconto-dellaudizione-regionale/

Treno a Terracina, ecco il resoconto di Legambiente dell’audizione in Regione

https://www.facebook.com/laziotv.tv/videos/483367942265167/UzpfSTEyMjIwOTQ3NTc4MDU2ODA6MzA0MDQwNDEzOTMwODA1Nw/

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