L’INDAGINE NAZIONALE E MONITORAGGIO PARK LITTER ARRIVA A TERRACINA PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO PRESSO IL PARCO DEL MONTUNO: IL CIRCOLO RENDE NOTO I DATI DI DETTAGLIO sulla presenza di Rifiuti nel Parco del montuno a Terracina CONFRONTANDOLI A LIVELLO NAZIONALE E SU BASE STORICA, E ANNUNCIA DI AVER INVIATO UNA PEC ALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE CON TUTTE LE ISTANZE DA AFFRONTARE IN TEMPI BREVI PER IL PARCO, AUSPICANDO NEL NUOVO CORSO AMMINISTRATIVO UN PIU’ STRETTO COORDINAMENTO TRA L’ASSOCIAZIONE E L’ AMMINISTRAZIONE.

Terracina, 4 novembre 2020          Comunicato Stampa n. 192

Nei giorni scorsi, in occasione della campagna “Puliamo il Mondo 2020” è stata effettuata anche l’indagine nazionale Park Litter 2020 di Legambiente https://iorestoacasa.legambiente.it/uncategorized/indagine-park-litter-2020-legambiente-raccoglie-e-conta-28-000-rifiuti-in-73-parchi-urbani/ , realizzata con il prezioso contributo dei 295 volontari dei circoli locali e regionali dell’associazione che hanno campionato, con un protocollo rigoroso di citizen science che permette di categorizzare i rifiuti raccolti all’interno di 73 parchi urbani distribuiti in tutte le regioni d’Italia, per un totale di 7300 metri quadrati monitorati.

La media nazionale risultante dall’indagine è di 28.000 i rifiuti raccolti durante le attività di pulizia, ovvero 4 per ogni metro quadro setacciato. Sul podio dei rifiuti raccolti, i mozziconi di sigaretta si quantificano come il 33% del totale, seguiti al secondo posto da tappi di bottiglia e linguette di lattine che precedono gli innumerevoli frammenti di carta non identificabili. All’appello non manca la plastica: 1580 piccoli frammenti di plastica, il 6% di quelli totali. Una rilevazione più tecnica, rispetto alle categorie dei materiali trovati, ha evidenziato che più della metà dei rifiuti sono polimeri artificiali. Protagonisti quest’anno, anche i dispositivi di sicurezza, mascherine usa e getta e guanti monouso che sembrano essere ufficialmente entrati a far parte della lista di tutti quei rifiuti che quotidianamente, ci troviamo davanti agli occhi; le prime erano presenti nel 30% dei parchi monitorati – in minor percentuale, invece, i guanti monouso. Soltanto 9 sui 73 parchi in totale sono risultati sprovvisti di cestini per la raccolta differenziata, ma spesso questi cestini non vengono correttamente utilizzati dai frequentatori.

Anche il Parco del Montuno a Terracina viene sottoposto all’indagine ormai dal 2018 ed è entrato nel novero dei parchi monitorati a livello nazionale, e quest’anno il monitoraggio è stato effettuato in occasione della campagna nazionale “Puliamo il Mondo 2020” durante il mese di ottobre, su un’area di 100 metri quadri considerata critica ai fini della presenza di rifiuti all’interno del Parco da 10 volontari del Circolo Legambiente. Sono stati raccolti e classificati (utilizzando un questionario ed un protocollo di raccolta, campionamento e classificazione nazionale che permette il confronto tra i dati raccolti da chiunque lo utilizzi) ben 115 rifiuti con una media di 1,15 rifiuti per metro quadro, una media di cui andiamo orgogliosi perché è decisamente inferiore alla media nazionale.

Nella classifica delle Top 10 dei rifiuti trovati nel Parco del Montuno, emergono importanti dati: al primo posto la presenza di 40 mozziconi di sigaretta, pari al 34,8 del totale, seguiti a distanza da altri oggetti di plastica (non identificabili) pari al 6% del totale, tappi di bottiglia e linguine di metallo pari a 5,2%, carta stagnola e carta di alluminio pari al 4,3%, bottiglie e pezzi di vetro per il 4,3%. Si rileva inoltre, nella zona esaminata, la presenza di rifiuti particolari come pezzi di tubo corrugato, 1 copri-rasoio, cartine per sigaretta, fazzoletti, cerotti, un lucchetto di acciaio, 1 mascherina, 1 siringa, 1 preservativo. Molti anche gli escrementi di cane rilevati e questo segnala purtroppo una non corretta gestione degli animali all’interno del Parco, nonostante i molteplici inviti fatti dai nostri volontari. Dal dettaglio per categoria di rifiuti si evince chiaramente che la plastica la fa da padrona con oltre il 66% del totale.

Dettaglio del monitoraggio rifiuti per il Parco del Montuno a Terracina (Park Litter Terracina 2020)

Classificazione dei rifiuti al Parco del Montuno in base al materiale (Park Litter Terracina 2020)

Questo è il terzo anno in cui si svolge la nostra campagna Park Litter all’interno del parco del Montuno che ha visto monitorate diverse aree (sempre della dimensione confrontabile di 100 metri quadrati) all’interno del Parco. Il totale dei rifiuti raccolti e classificati nei 3 anni è stato complessivamente di 385, per una media di 1,28 rifiuti a metro quadro. Per quanto riguarda i materiali, la plastica la fa sempre da padrona con il 75%, seguita dal metallo 9,13% e dalla carta 6,8%. Guardando ai 3 anni, la top 10 dei rifiuti vede al primo posto sempre i mozziconi di sigaretta, seguiti da pezzi di plastica non identificabili, tappi e coperchi di bevande, lattine tappi e linguette di metallo, pezzi di carta, bottiglie di plastica 0,5 litri, pezzi e bottiglie di vetro.

“Pur risultando il Parco in generale abbastanza pulito, con una media di rifiuti a metro quadro decisamente inferiore alla media nazionale, e di questo dobbiamo ringraziare soprattutto Il Gestore Verde Urbano Verde Idea srl e il Gestore Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer, ma anche la costante attenzione e vigilanza del nostro Circolo, firmatario di una Convenzione con il Comune di Terracina, per la cura e la valorizzazione del Parco. E’ tuttavia necessaria una maggiore responsabilizzazione dei cittadini e dei turisti che lo frequentano affinchè partecipino più attivamente alla sua cura e alla sua tutela, anche per contrastare forme di vandalismo diffuse (panche e tavoli rotti, rami di alberi spezzati, rifiuti gettati a terra, etc) e piccole attività di consumo e spaccio di stupefacenti che purtroppo sono difficili da prevenire in un’area così vasta che andrebbe controllata meglio con un servizio di vigilanza meglio organizzato e una presenza più frequente delle forze dell’ordine, ma soprattutto con una adeguata illuminazione e dotando il parco di telecamere per la videosorveglianza. Proprio per rendere consapevoli tutti i frequentatori e gli utilizzatori del Parco, il nostro Circolo Legambiente, oltre ad organizzare decine di campagne nazionali e decine di eventi educativi, culturali e sportivi ha lanciato anche un innovativo Patto Civico per il Montuno, partendo dal riconoscimento del contributo fornito da Legambiente non solo per la riapertura del Parco (che ricordiamolo sempre è rimasto chiuso ed abbandonato per 10 lunghi anni) ma anche per il lavoro costante per il buon mantenimento, vigilanza, cura , valorizzazione e sviluppo turistico del Parco. Riteniamo infatti che chi frequenta o utilizza il Parco dovrebbe infatti contribuire alla sua cura, secondo la massima “È cittadino di un luogo chi lo ama e se ne prende cura”. Già negli scorsi anni, i Gruppi Scout AGESCI e MASCI, La Comunita’ Indiana del Lazio, gli IC M. Montessori e IC Milani e la Società Acqualatina SpA, con la partecipazione alle campagne Puliamo il Mondo, Festa dell’Albero, Giornata dell’Acqua o altre iniziative e campagne, ma anche altre associazioni che hanno organizzato eventi al Parco, hanno di fatto suggellato un patto con Legambiente, per la tutela, sviluppo e valorizzazione del Parco in una ottica di scambio e azioni congiunte, testimoniato anche dalla consegna da parte del nostro Circolo di una Targa ufficiale di Ringraziamento. Inoltre negli ultimi due anni e nonostante la pandemia, il nostro Circolo, grazie alla generosita’ dei contributori, ai finanziamenti assegnati e ai progetti vinti ed eseguiti, è riuscito in completa autonomia e senza utilizzare fondi pubblici, a raccogliere i fondi necessari per la costruzione di una casa ecologica di legno e allo stesso tempo è riuscita ad ottenere il riconoscimento della Prefettura di Latina del proprio Raggruppamento Guardie Ambientali e Zoofile Volontarie e ad avviare la formazione degli Educatori Ambientali certificati di Legambiente, fondamentali per ottenere il riconoscimento come Centro di Educazione Ambientale Legambiente. Annunciamo quindi che abbiamo contestualmente inviato una PEC all’Ufficio Ambiente del Comune di Terracina, nostro referente per la Convenzione, e per conoscenza al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente, in cui ribadiamo le improrogabili necessita’ del Parco e della nostra Associazione, e in cui chiediamo un incontro urgente con i Dirigenti preposti per portare a termine tutte le attività previste dalla Convenzione stipulata in data 15/06/2018 – Prot. n.375a9/D relativa alla valorizzazione del Parco del Montuno, soprattutto orientato alla attuazione dell’ Articolo 3, comma 1.5 della Convenzione, finalizzato ad istituire presso il Parco la sede operativa del Circolo, la sede del proprio Raggruppamento Provinciale Guardie Ambientali Volontarie (Servizio di Vigilanza Ambientale – Terracina Latina), la sede del Centro di Educazione Ambientale (CEA) Legambiente. Ci auguriamo davvero che la nuova Amministrazione Comunale sia maggiormente attenta al Parco e alla nostra Associazione e risponda sollecitamente alla nostra richiesta.” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente “Pisco Montano” e Consigliere Nazionale di Legambiente.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3209/lindagine-nazionale-e-monitoraggio-park-litter-arriva-a-terracina-per-il-terzo-anno-consecutivo-presso-il-parco-del-montuno

SUCCESSO PER l’EVENTO NAZIONALE APPIA DAY 2020 A TERRACINA CON UN ARCHEOTOUR DI DUE ORE DEDICATO ALLA FIGURA DELL’ IMPERATORE TRAIANO A CURA DEL LOCALE CIRCOLO DI LEGAMBIENTE “PISCO MONTANO”. DOPO AVERLO ANTICIPATO A MAGGIO SU RAI 1 PER LINEA VERDE, IL CIRCOLO TORNA SULLE ORME DI TRAIANO NEI LUOGHI RIGENERATI E RIQUALIFICATI CON “PULIAMO IL MONDO 2020”.

Terracina, 20 ottobre 2020               Comunicato Stampa n. 191

Anche quest’anno – per il quinto anno consecutivo- .Terracina è stata una delle più importanti citta’ italiane sulla Via Appia “Regina Viarum” al centro dell’evento nazionale APPIA DAY 2020, organizzato dal comitato promotore in collaborazione con Legambiente, Touring Club Italiano, Comitato Mura Latine, VeloLove, CoopCulture, Federparchi, Archeocomitato, Fiab, Kyoto Club e con altre decine di associazioni, oltre che con il Parco archeologico dell’Appia Antica, il Parco Regionale dell’Appia Antica, la Sovrintendenza Capitolina ai beni Culturali, il Ministero dei Beni Culturali, con il patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio. Oltre Terracina e Roma, quartier generale dell’Appia Day, protagonisti nazionali anche Ariccia, Benevento, Bisaccia, Brindisi, Capua, Caserta, Fondi, Formia, Gravina di Puglia, Itri, Minturno, San Prisco, Santa Maria Capua Vetere, Marino e Mesagne. 

Il Circolo Legambiente “Pisco Montano” proprio a Terracina ha riproposto Il Cammino di Traiano (Parco del Montuno, Area Archeologica Stella Polare, Antico Porto Traianeo, Appia Antica a Villa Salvini, Pisco Montano, Molo), percorso di visita nei luoghi rigenerati grazie all’iniziativa di Legambiente “Puliamo il Mondo” gia’ a partire dal 2016 (e ancora nel 2020) e riaperti al pubblico in piena sicurezza.  Sono stati infatti numerosi i visitatori che hanno saputo dell’archeotour “Sulle Orme di Traiano”, e questo anche grazie alla preziosa pubblicita’ del sito della Regione Lazio, Visit Lazio, che ha scelto di mettere in evidenza il nostro evento, valorizzandolo a livello regionale, e che hanno percorso il cammino con passione e coinvolgimento, nel massimo rispetto delle norme anti-covid. Molteplici sono state le provenienze: Itri, Monte San Biagio, Formia, Gaeta, Latina, Cisterna, Roma, Napoli.

Il Cammino proposto è centrato sulla complessa e interessante figura dell’Imperatore Traiano, e si svolge proprio raccontando in modo itinerante la storia dell’Imperatore, con particolare riferimento al magnifico decennio dal 105 al 115 d.c, anni in cui l’imperatore Traiano ha voluto lasciare una traccia indelebile anche nella nostra Citta’, impegnandosi nel rifacimento della antica Via Appia (il famoso Decennovium), nell’allargamento e potenziamento dell’Antico Porto con lavori di escavazione per evitare gli insabbiamenti e di rafforzamento della scogliera protettiva creando uno scalo commerciale e logistico molto fiorente con grandi magazzini portuali e strutture militari, riportati sulle molteplici carte archeologiche del grande storico e archeologo De La Blanchere, e nella costruzione di un cosiddetto diversivo della Via Appia traianea, proprio nello stesso periodo in cui curava la creazione della Via Appia Traiana da Benevento a Brindisi, concludendo con il monumentale taglio di Pisco Montano (necessario per aumentare l’efficienza del passaggio e degli approvvigionamenti durante la campagna per la conquista della Dacia, che verrà conquistata nel 109 d.c. dando inizio ad un decennio di grandi ricchezze e sviluppo portando l’Impero alla sua massima espansione), opera ingegneristica tra le più ardite dell’antichita’, ispirato con molta probabilita’ da Apollodoro da Damasco, consulente e architetto imperiale, il quale utilizzo’ tecniche costruttive innovative, e il quale nello stesso periodo era impegnato nella costruzione del famoso Ponte sul Danubio, una altra opera di grande ingegneria strutturale e militare rilevante per l’espansione dell’ Impero Romano e che presenta alcune somiglianze con il taglio del Pisco Montano.

“Il Cammino di Traiano” è un progetto che è parte integrante del programma nazionale Appia Day – Appia net “Terracina: La Regina della Via Appia”, sviluppato insieme al Comitato nazionale Appia Day e a Legambiente Turismo, sancito con un protocollo sottoscritto dal Comune di Terracina con Legambiente, proposto come anello urbano nella Via Francigena del Sud- Direttrice Via Appia e che ha ricevuto negli anni importanti patrocini e riconoscimenti, oltre che dall’Ente Comunale, dall’Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, dalla Regione Lazio-Visit Lazio, dall’Associazione Cammini d’Europa, della Soprintendenza Archeologica del Lazio-MIBACT e della Associazione Europea delle Vie Francigene.

“Il nostro Circolo si era reso protagonista già il 18 maggio scorso della registrazione di una puntata, dedicata a Terracina, di Linea Verde su Rai 1, storico programma itinerante, puntata andata poi in onda Domenica 31 maggio scorso alle ore 12 su Rai 1, proprio anticipando il contenuto del “Cammino di Traiano” e lanciando l’Appia Day dopo il lockdown, con riprese mozzafiato sul Porto e sul Pisco Montano. Poi a partire dal 3 ottobre abbiamo organizzato nel contesto della campagna nazionale di Legambiente “Puliamo il Mondo 2020” una serie di eventi di pulizia e decoro nei luoghi storico-archeologici della nostra città, riportandoli allo splendore. Questo è il senso della nostra azione civica che vuole essere contagiosa e riportare tutti ad amare e soprattutto ad occuparsi concretamente delle proprie bellezze. Il cammino di Traiano è già per noi da anni un fiore all’occhiello e predisponiamo sempre visite guidate e aperture straordinarie anche di Villa Salvini, ma purtroppo quest’anno non ci era stato possibile organizzare la consueta rassegna per via dei rischi della pandemia.

Siamo poi oltremodo felici che una altra associazione cittadina di escursionisti e camminatori abbia percorso nella stessa giornata dell’APPIA DAY, un altro sentiero cittadino collegato all’Appia Antica, l’antico Sentiero del Tempio di Giove (sentiero dei pellegrini) nella parte alta della città, sentiero che il nostro Circolo aveva già ripulito e riqualificato in occasione della campagna nazionale di Legambiente “Puliamo il Mondo 2018 “in collaborazione con l’Ente Parco Ausoni e sul quale aveva già effettuato visite guidate e per il quale il Circolo aveva già inviato al Parco l’aggiornamento della Scheda Sentiero del Tempio di Giove (Itinerario n.3 del Parco) (SIC/ZSC Monte Sant’Angelo), la scheda di rilevamento Catasto sentieri CAI e la Scheda di Valutazione del Sentiero, con allegata relazione analitica e fotografica, frutto di una altra importante azione di riqualificazione ambientale compiuta dal nostro Circolo, dopo i devastanti incendi del 2015 e del 2017”- dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente locale e Consigliere Nazionale dell’Associazione.

In data odierna è stato inviato dal Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” via PEC un ESPOSTO a Comune di Terracina, nella persona del Sindaco ff. e dell’Ufficio Ambiente, Polizia Municipale, Comando Carabinieri Terracina e Comando Carabinieri Forestali di Latina e Stazione di Terracina e per conoscenza alla Ditta di Gestione del Verde Urbano Verdidea srl e al Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio, SU GRAVE FATTO RELATIVO AD UN ESEMPLARE DI PINUS PINEA CENTENARIO DI CIRCA 15 METRI IN UN GIARDINO STORICO A VALENZA PAESAGGISTICA A TERRACINA


 Terracina 17 agosto 2020

Alla cortese attenzione di:

Sindaco facente funzione del Comune di Terracina

Ufficio Ambiente del Comune di Terracina

Comando Polizia Municipale del Comune di Terracina

Stazione Carabinieri Forestali Terracina

Comando Provinciale Carabinieri Forestali di Latina

Comando Stazione Carabinieri Terracina

Verdeidea srl

Cc: Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio

OGGETTO: ESPOSTO SU UN IMPROVVISO ESSICAMENTO DI UN PINO DOMESTICO (PINUS PINEA) CENTENARIO DI CIRCA 15 METRI PRESSO I GIARDINI DI LEVANTE – DEDICATI AL BATTAGLIONE BERSAGLIERI ZARA, GIARDINO STORICO DI TERRACINA IN ZONA VIA TRIPOLI A TERRACINA

Con il presente esposto vi mettiamo a conoscenza di un fatto grave accaduto in questi ultimi giorni presso i Giardini di Levante- dedicati al Battaglione Bersaglieri Zara – a Terracina presso Via Tripoli.

I Giardini di Levante sono una area verde storica e simbolica per Terracina e chiaramente di grande valore paesaggistico, dato che essi si trovano ai piedi di Pisco Montano, uno degli attrattori turistici più importanti di Terracina e di grande valore naturalistico, visto che in esso dimorano esemplari di Pinus pinea centenari.

Uno di questi pini centenari di enorme valore paesaggistico che godeva, fino a pochi giorni fa, di ottima salute ha improvvisamente iniziato a seccarsi, come testimoniato dalle foto allegate. La chioma e le foglie hanno subito in poco tempo un rapidissimo disseccamento rimanendo sui rami e la pianta sta assumendo uno strano colore rossiccio chiaramente visibile a occhio nudo. La situazione, che ripetiamo, si aggrava di giorno in giorno, rischia di impattare anche sulla l’incolumità stessa delle persone perché indebolendo la pianta, che è ormai quasi seccata, potrebbe accadere l’irreparabile, visto che il grande albero alto 15 metri circa con la chioma ormai secca e indebolita può rovinare a terra colpendo persone e veicoli di passaggio.

Il pino si trova accanto ad altri pini coevi che non mostrano nessun segno di sofferenza per ora ma che, a causa di una eventuale patologia, potrebbero essere anch’essi danneggiati.

Chiediamo pertanto l’immediato intervento di un fitopatologo di vostra fiducia che possa accertare al più presto, attraverso una ispezione e un campionamento del tessuto vegetale, del tronco e del terreno, le cause di tale improvviso e rapidissimo evolversi verso la morte, per accertare le motivazioni di tale deterioramento e questo sia per valutare che non sia una grave patologia trasmissibile ad altri esemplari vicini o se ci siano eventualmente i presupposti di una violazione dell’art.146 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n.42 per la distruzione di un elemento caratterizzante il paesaggio oltre che per un fatto lesivo delle Bellezze naturali secondo quanto definito dall’art. 1 sexies della L. 431/85 e dalla L. 1497/39.

Vi informiamo peraltro che la nostra Associazione, in qualita’ di portatore di interesse diffuso, potra’ procedere, da sola o in collaborazione con altre associazioni o coordinamenti nazionali, alla nomina di un fitopatologo di fama per i medesimi accertamenti.

Dalle foto allegate si può anche notare che i Giardini pubblici, compresa l’area su cui insiste il suddetto pino purtroppo ormai in fin di vita, è attualmente utilizzata come “dehors” estivo, dove sia il pino in questione che altri pini sono stati circondati da sedie e tavoli e in alcuni casi il pavimento erboso è stato ricoperto con mattonato amovibile o con telo impermeabile.

Su tali usi temporanei la nostra Associazione contestualmente chiede di essere informata della effettiva presenza di autorizzazioni rilasciate dall’Ente Comunale e di tutte le prescrizioni, sicuramente fatte dall’Ente Comunale, per garantire la massima tutela della superficie erbosa e del prezioso patrimonio arboreo e arbustivo dei Giardini in questione.

Segnaliamo inoltre che l’ Ente Comunale in indirizzo è purtroppo privo ancora oggi di un minimo strumento regolatorio del verde urbano e chiediamo quindi, proprio alla luce di vicende come queste, di predisporre e adottare con urgenza un piano e un regolamento del verde ai sensi delle recenti “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” prodotte nel 2017 dal Ministero dell’Ambiente e coerenti con quanto predisposto dallo specifico gruppo di lavoro ISPRA-ANCI.

Nonostante l’assenza di strumenti regolatori riteniamo comunque di fondamentale importanza impegnare gli utilizzatori degli spazi verdi urbani, anche e soprattutto se in deroga per l’utilizzo del suolo pubblico a causa della emergenza COVID19, al totale rispetto della superficie erbosa e del patrimonio arboreo e arbustivo per evitare potenziali danni ad un bene della collettivita’.

Inoltre ricordiamo che Terracina è già una citta’ estremamente carente in tema di verde urbano e il Rapporto annuale Legambiente ECOSISTEMA URBANO di Terracina su dati 2018 ha confermato infatti i pessimi indicatori, relativamente al verde pubblico disponibile ovvero la percentuale di verde pubblico rispetto alla superficie comunale che è pari allo 0,16%, molto inferiore alla media delle Piccole Città  che è di 2,9%, con le migliori (per lo più città del nord) che si collocano oltre il 10%, e relativamente al Verde Urbano Fruibile pari a 4,74 metri quadro/abitante che risulta molto inferiore sia alla media delle Piccole Città che è di 43,94 metri quadro/abitante che a quanto stabilito dall’Art. 17 della legge 765 1967 “Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica” che individua in almeno in 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport (i cosiddetti standard urbanistici).

Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento in merito.

Cordiali Saluti

Anna Giannetti

Presidente
Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”
cell. 3491412199

email: legambiente.terracina@gmail.com 
PEC: legambiente.terracina@pec.it
facebook: https://www.facebook.com/Circolo-Legambiente-Terracina-Pisco-Montano-1222094757805680/ 
twitter: legambienteter2 
website: https://legambienteterracina.wordpress.com/

#VIVIPARCHIDELAZIO: VENERDI’ 31 LUGLIO ALLE ORE 10.30 PRESSO IL MONASTERO SAN MAGNO A FONDI UN EVENTO GRATUITO CON LABORATORIO DIDATTICO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “ACQUA SORELLA PREZIOSA” A CURA DEL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” CON ACQUALATINA SPA E ENTE PARCO MONTI AUSONI E LAGO DI FONDI SUL TEMA DELLE SORGENTI, DELLA LORO INDIVIDUAZIONE E CAPTAZIONE, DELLA LORO QUALITA’ MA ANCHE DELLA SICCITA’ E RISPARMIO E RIUSO IDRICO E VISITA GUIDATA SULLE SORGENTI DEL MONASTERO E SULLA SUA STORIA A CURA DEL SIG. EMILIO FONTANA, VOLONTARIO DELLA FRATERNITA’ DI SAN MAGNO E CONOSCIUTO E STIMATO CONOSCITORE DEL MONASTERO

Terracina, 29 luglio 2020                         Comunicato Congiunto n. 186

Anche il Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi partecipa all’iniziativa Vivi i Parchi del Lazio promossa dall’Assessorato Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio, organizzando in collaborazione con le Associazioni del territorio un ricco programma di appuntamenti dal venerdì alla domenica dedicato a chi, a causa dell’emergenza sanitaria resterà nel Lazio, ma ama la natura e gli spazi aperti. Le iniziative sono state pensate per le famiglie, compresi i nonni e i bambini. Tutti gli appuntamenti sono all’aperto, gratuiti e a prenotazione obbligatoria in rispetto alle norme di prevenzione dettate a seguito dell’emergenza sanitaria.

Venerdì prossimo 31 luglio alle ore 10.30 fino alle 12.00 si svolgerà, nello scenario di bellezza incomparabile del Monastero di San Magno a Fondi, un laboratorio didattico interattivo dedicato principalmente ai ragazzi ma aperto a tutti sul tema della risorsa idrica denominato “ACQUA SORELLA PREZIOSA” e verrà effettuata, a cura del Sig. Emilio Fontana, volontario della Fraternita’ di San Magno e profondo conoscitore della storia del Monastero, una insolita visita guidata dedicata proprio alla Sorgente su cui nasce il Monastero con brevi cenni alla storia del Monastero.

Successivamente verrà presentato il progetto didattico “Acqua Sorella Preziosa”, già proposto alla Regione Lazio e che verrà avviato con la firma prossima di un protocollo di intesa tra Ente Parco Ausoni e Lago di Fondi, Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”- per il costituendo Centro di Educazione Ambientale Legambiente e Acqualatina SpA per la definizione congiunta di iniziative e moduli didattici relativi alla preziosa risorsa idrica, con una introduzione alla struttura geologica del Parco e la ricchezza delle sue sorgenti, le principali sorgenti individuate, la loro qualita’ e la loro alimentazione con la definizione di percorsi di visita e illustrazione delle tecniche di individuazione e captazione, con le principali tecnologie per la analisi e la assicurazione di qualita’ alla fonte e i principali problemi, la mancanza di pioggia e la siccita’ incombente e con illustrazione di tecniche di risparmio e riuso della risorsa idrica.

Il Dott. Ing. Giorgio Stagnaro, Direttore Operativo Acqualatina SpA e il Dott. Ing. Stefano Giulioli, Responsabile Impianti e Reti Acqualatina SpA illustreranno brevemente e in modo interattivo le sorgenti e le tecniche di individuazione e captazione con l’assicurazione della qualita’, mentre il Dott. Ing. Gabriele Subiaco, Responsabile Scientifico e Volontario Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, si concentrera’ sui principali rischi ambientali, come la siccita’ di questi mesi e la necessita’ di preservare l’acqua potabile cambiando alcuni comportamenti nella vita quotidiana.

L’evento è gratuito, si svolgerà all’aperto e rispettera’ tutte le norme anti-COVID ma sarà necessario indossare mascherine o mantenere comunque la distanza di 1 m.

L’evento sarà ad esaurimento dei posti disponibili tenendo conto delle norme del distanziamento sociale. Sarà possibile prenotarsi sia alla pagina facebook dell’evento https://www.facebook.com/events/755204615311251/ che al numero 3491412199.

https://www.h24notizie.com/2020/07/29/il-monastero-di-san-magno-protagonista-del-progetto-acqua-sorella-preziosa/?fbclid=IwAR15m4sfFqGv0QFguTqMQe1Yp6KyVSd-pJuv5m8JgrhcE_rqOQ8S_wu1uCo

 

LEGAMBIENTE TERRACINA TORNA SULLA QUESTIONE TRENO A TERRACINA: DALL’INCONTRO TECNICO DI APPROFONDIMENTO CON LA DIREZIONE REGIONALE TRASPORTI, SI CONFERMA CHE NON ESISTE ANCORA AD OGGI NESSUN PROGETTO COMPLESSIVO E CHE I TEMPI SIA DELL’APPALTO ATTUALE CHE DELLA PREDISPOSIZIONE DELL’EVENTUALE PROGETTO INTEGRATIVO E SUCCESSIVAMENTE DEL PROGETTO DI RIPRISTINO DELLA LINEA SARANNO ANCORA LUNGHI.   

Terracina, 27 luglio 2020                      Comunicato Stampa n. 185

LEGAMBIENTE TERRACINA INSIEME CON L’OSSERVATORIO REGIONALE SUI TRASPORTI E LEGAMBIENTE LAZIO HA EFFETTUATO NEI GIORNI SCORSI UN INCONTRO TECNICO DI APPROFONDIMENTO CON ING. F. BIASI DELLA DIREZIONE REGIONALE TRASPORTI, ALLA PRESENZA DELLA DOTT.SSA LORENZON DELLA SEGRETERIA TECNICA DELL’ASSESSORATO TRASPORTI, E SI CONFERMA CHE NON ESISTE ANCORA AD OGGI PURTROPPO NESSUN PROGETTO COMPLESSIVO E CHE I TEMPI SIA DELL’APPALTO ATTUALE CHE DELLA PREDISPOSZIONE DEL PROGETTO INTEGRATIVO E SUCCESSIVAMENTE DEL PROGETTO DI RIPRISTINO DELLA LINEA SARANNO MOLTO LUNGHI.  LEGAMBIENTE E L’OSSERVATORIO HANNO RICHIESTO ALLA REGIONE DI COORDINARE TUTTE LE LINEE DI PROGETTO E DI ORGANIZZARE INCONTRI PERIODICI PER MONITORARE COSTANTEMENTE DA ADESSO IN POI LO SVILUPPO DELL’INTERO PROGETTO

A valle dell’incontro richiesto dal Circolo, da Legambiente Lazio e dall’Osservatorio Trasporti Regionale e avvenuto nei giorni scorsi, possiamo affermare che la Regione Lazio e in particolare la Segreteria Tecnica dell’Assessorato e la Direzione Regionale Trasporti ha inquadrato in modo corretto tutta la complessità dell’azione di ripristino della linea e concorda con quanto da noi rappresentato, ovvero che un conto è l’intervento per mitigare il rischio del dissesto idrogeologico, un altro è quello di procedere alla riattivazione della linea ferroviaria.

Si è concordato infatti nell’incontro che non c’è, ancora ad oggi e dopo quasi 8 anni dalla caduta del masso, alcuna chiarezza sui lavori complessivi di messa in sicurezza necessari, i loro costi e i loro tempi e soprattutto su quali siano i parametri di accettabilità del rischio da parte di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), responsabile della decisione di riattivare il servizio, considerato che i lavori di messa in sicurezza del versante franoso non ridurrebbero la classe di rischio elevata (classe 4), come da Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), ma lo mitigherebbero soltanto.

Purtroppo, come era già emerso nell’audizione della Commissione Trasporti della Regione Lazio dello scorso Novembre richiesta dal nostro Circolo insieme a Legambiente Lazio e Osservatorio regionale sui Trasporti, sarà necessario, dopo l’espletamento della gara d’appalto per la messa in sicurezza di Monte Cucca (in capo al Comune di Terracina), prevista non prima di un anno anche in base ai tempi stabiliti dal codice degli Appalti, procedere, da parte della Regione e con i fondi disponibili ad oggi (ovvero i famosi 6 milioni di euro di cui si parla nel Piano Infrastrutture e Trasporti della Regione per il ripristino della linea riportati anche nel nuovo piano di investimenti e anche nella vecchia delibera CIPE (Delibera Cipe del marzo 2018 pubblicata in gazzetta ufficiale n. 132 del 9-6-2018)) ad un progetto integrativo per la messa in sicurezza dell’intero fronte franoso che, ricordiamo, comprende anche Monte Leano. Progetto integrativo che va definito, tenendo conto dei requisiti di RFI, e valutato in termini di costi. Costi che potrebbero essere coperti con parte dei 6 milioni di finanziamenti riportati nel Piano Infrastrutture e Trasporti della Regione, verificando puntualmente quanti di quei 6 milioni siano effettivamente necessari per il rispristino della linea e del servizio ferroviario ed utilizzando la parte restante per il progetto integrativo di messa in sicurezza della montagna.

Ed è proprio questo l’elemento più discordante: RFI non avendo proceduto alla manutenzione del tratto ferroviario che risultava sospeso ma non cancellato, ha lasciato degradare tutti i materiali, gli azionamenti, le opere civili, la stazione di Terracina, e risulta evidente, anche ai non esperti, che la cifra finanziata potrebbe non essere più congruente con le necessità di ripristino del servizio stimate a suo tempo e questo anche a seguito della necessità di adeguamento alle nuove normative di esercizio che nel frattempo sono subentrate.

E’ quindi necessario che la Regione Lazio faccia chiarezza verificando tutto quello che serve in termini di budget sia relativamente alla messa in sicurezza del fronte franoso nella sua interezza che alla riattivazione del servizio, visto che è stato riconosciuto da tutti i partecipanti all’incontro che l’unico progetto, ad oggi, effettivamente approvato e finanziato dalla Regione Lazio su piattaforma RENDIS e in via di attuazione da parte del Comune di Terracina, relativo alla messa in sicurezza del Monte Cucca, coprirebbe solo una parte del versante e non sarebbe sufficiente, come del resto è riportato nelle conclusioni della relazione tecnica allegata al progetto esecutivo, per consentire la riattivazione della tratta, neanche con la eventuale esigua cifra aggiuntiva di 800.000 euro stanziata dal Comune di Terracina.

“Ringraziamo l’ Assessorato Regionale ai Trasporti e la Segreteria Tecnica e la Direzione Generale Trasporti della Regione Lazio nelle persone della Dott.ssa Giulia Lorenzon e l’Ingegnere Filippo Biasi  per aver dedicato tempo ed energie all’incontro e agli approfondimenti a margine e per aver accolto la proposta proveniente dall’ Osservatorio Regionale Trasporti e da Legambiente Lazio, oltre che dal nostro Circolo, di istituire un tavolo tecnico che monitori tutta l’evoluzione del progetto, per evitare gli errori e le carenze anzi peggio le manipolazioni informative degli anni precedenti e per aver accolto, e preso in carico per valutarla, la proposta di avere la Regione Lazio come coordinatore di tutto il progetto, avendo la Regione la duplice veste dell’Ente sovraordinato per la difesa del suolo e Ente gestore di un contratto di servizio con Trenitalia. Inoltre riteniamo importante che anche Trenitalia si esprima da subito sul ripristino della tratta anche perché non vorremmo trovarci nella condizione di spingere per un forte investimento pubblico infrastrutturale che però poi non può trasformarsi in effettivo servizio a causa della non remunerabilita’ della tratta ferroviaria o peggio a causa della mancanza di treni idonei o altri materiali necessari. Chiediamo che la Regione definisca e concordi una volta per tutte i Parametri di accettabilita’ del rischio per la riattivazione del servizio da parte di RFI e si predisponga, con un addendum al Contratto di Servizio con Trenitalia, a modificare il servizio da gomma a ferro e a reperire i treni necessari. Oggi abbiamo fatto sicuramente un passo avanti in termini di chiarezza condivisa sullo stato del progetto e sulle sue ulteriori necessità in termini sia progettuali che finanziari, necessità che monitoreremo con attenzione nei prossimi mesi, con la Regione, assieme ai tempi e ai costi della gara che sarà indetta dal Comune per la messa in sicurezza del tratto già progettato e finanziato di Monte Cucca. E’ un cammino lungo e non sarà semplice raggiungere l’obiettivo, ma perlomeno è stato condiviso un approccio ed una metodologia di lavoro che non potrà che essere apprezzata da tutti i cittadini e i turisti di Terracina che potranno essere informati correttamente su quanto riguarda la questione treno senza proclami superficiali e affrettati trionfalismi del momento“ dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”. 

https://www.ilfaroonline.it/2020/07/27/terracina-legambiente-torna-sulla-questione-del-treno-non-esiste-nessun-progetto-complessivo/354506/

https://www.h24notizie.com/2020/07/26/stazione-ferroviaria-di-terracina-legambiente-fa-il-punto-della-situazione/?fbclid=IwAR0BViQe2vf_XIcMBnA03ODLAtYp9ayTbaP-OtlvAam51MeOds6OM33CZDY

http://www.anxurtime.it/questione-treno-legambiente-in-pressing-sulla-regione/

https://www.latinatoday.it/attualita/treno-terracina-legambiente-nessun-progetto.html

Treno

 

LEGAMBIENTE TERRACINA PARTECIPA PER IL TERZO ANNO ALLA RETE COMUNALE DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI BOSCHIVI (AIB 2020) E INVIA DUE ESPOSTI PER SEGNALARE UN’AREA FORTEMENTE PERICOLOSA IN LOCALITA’ SANTO STEFANO E I PRINCIPALI RISCHI RELATIVI ALL’AREA DI MONTE SANT’ANGELO, ZONA PROTETTA DALLA UNIONE EUROPEA (SIC-ZSC) DI INESTIMABILE VALORE STORICO-ARCHEOLOGICO E NATURALISTICO.  

Terracina, 8 luglio 2020                          Comunicato Stampa n. 183

Legambiente Terracina ha sottoscritto, per il terzo anno consecutivo, il protocollo d’intesa per le attività anticendio boschivo. La rete di prevenzione degli incendi, creata nel 2018 proprio a seguito del grave disastro incendiario dell’estate del 2017, sul quale Legambiente invio’ un corposo esposto in Procura, è coordinata dalla Protezione Civile comunale con le associazioni di volontariato, ambientaliste, sportive, cacciatori, e ha visto negli ultimi tre anni aumentare la propria qualita’ e quantita’ di impegno fino ad essere considerata una buona pratica da integrare nel sistema di prevenzione regionale della stessa Agenzia Regionale di Protezione Civile. I numeri del servizio AIB riportati l’anno scorso nel comunicato istituzionale conclusivo del 2019 https://comune.terracina.lt.it/notizie/111058/prevenzione-incendi-ottimi-risultati-terracina sono stati di tutto rispetto: circa 100 volontari impiegati in turni h24 per 108 giorni consecutivi (pari a 2592 ore di servizio), 21 interventi distribuiti tra la zone Le Mole, Frasso e Barchi, sette associazioni più la Protezione Civile Comunale, con il servizio potenziato dall’acquisto di una telecamera antincendio dotata di sensori infrarossi e capace di fornire informazioni georeferenziate h24 per 365 giorni l’anno, installata presso la zona collinare del territorio comunale, capace di coprire un raggio di diversi chilometri, il tutto in costante sinergia con la Protezione Civile Regionale, i Carabinieri Forestali, i Vigili del Fuoco e con le forze dell’ordine preposte.

Legambiente Terracina si occupa del problema degli incendi boschivi fin dal 2017, a seguito della gravissima situazione degli incendi dell’estate 2017 riportata nella nota congiunta sulla vicenda di #terracinainfiamme https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/08/18/nota-congiunta-del-circolo-legambiente-di-terracina-e-di-legambiente-lazio-dopo-lazioinfiamme-anche-terracinainfiamme-con-un-prezioso-sic-regionale-quello-di-monte-leano-andato-completamente-in-f/ e dopo aver presentato il 1 ottobre 2017 insieme a Legambiente Lazio, a valle di una complessa raccolta di segnalazioni e testimonianze, un articolato e dettagliato esposto con allegati fotografici e rilevamenti satellitari alla Procura della Repubblica di Latina https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/11/05/il-circolo-legambiente-di-terracina-pisco-montano-ha-presentato-nelle-scorse-settimane-congiuntamente-a-legambiente-lazio-un-articolato-e-dettagliato-esposto-alla-procura-di-latina/ che ha sicuramente contribuito a identificare le cause e quantificare i danni provocati dagli incendi avvenuti in preziosissime aree tutelate dalla Unione Europea a Terracina come SIC IT6040007 “Monte Leano” promosso a ZSC – Zona Speciale di Conservazione, SIC IT6040009 “Monte Sant’Angelo” promosso a ZSC, all’area collinare di Santo Stefano e Camposoriano – Sito di Interesse Comunitario IT6040006 “Monti Ausoni meridionali” promosso a ZSC, e con particolare riferimento alle zone ZPS.

Inoltre Legambiente Terracina collabora con l’Ente Parco Ausoni e Lago di Fondi, in qualita’ di firmatario di un protocollo specifico sottoscritto il 29 marzo 2018 http://www.parcoausoni.it/firmato-protocollo-dintesa-parco-ausoni-circolo-legambiente-terracina-la-tutela-lo-sviluppo/  relativamente ai Servizi di Vigilanza Ambientale, tra cui anche la sorveglianza antiincendio, e ai Servizi di supporto, attraverso la conoscenza da parte di Legambiente degli strumenti tecnologici satellitari, come il sistema europeo European Forest Fire Information System (EFFIS), Global Wildfire Information System (GWIS), del Copernicus Emergency Management Services (EMS).

Legambiente Terracina, dopo aver già partecipato attivamente alla stagione AIB 2018, 2019, ha firmato il protocollo e iniziato i propri servizi in concomitanza con la Ordinanza del Comune di Terracina N.71/AG del 15/06/2020 “Applicazione delle misure di prevenzione rischio incendi boschivi in vista del periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi” e ha provveduto ad inviare nei giorni scorsi, a seguito delle attività di vigilanza e avvistamento, ben due esposti – ampiamente documentati con rilievi fotografici- al Comando Provinciale dei Carabinieri Forestali, all’ Ente Parco Ausoni e Lago di Fondi, Comune di Terracina e Monte San Biagio al fine di segnalare un potenziale rischio di incendio relativo ad una ampia zona di circa 10 ettari interessata da un taglio del bosco e dalla presenza di ingenti quantitativi di ramaglie secche non asportate in localita’ Santo Stefano a Terracina e un potenziale rischio di incendio nell’area di Monte S.Angelo, considerando le fasce di interfaccia con la Strada panoramica, le intersezioni con il Sentiero del Tempio e il Parco della Fossata, l’abbandono illegale di rifiuti, la mancata manutenzione e la presenza di ramaglie secche anche in prossimita’ del Santuario del Dio Silvano. Inoltre, essendo stato appena riaperto dopo mesi il complesso santuariale di Monte S. Angelo, si è rilevato un forte rischio di incendio associato alla presenza di apparati e fili elettrici scoperti e la conseguente necessita’ di ripristinare il sistema elettrico, e la presenza di erbacce e infestanti che andrebbero ripulite anche per una questione di decoro oltre che di sicurezza, e la necessita’ di introdurre percorsi di sicurezza ed evacuazione anti incendio e punti di accesso all’acqua per eventuali spegnimenti di piccoli fuochi che potranno essere anche del tutto accidentali, visto che si è riaperto il sito alla fruizione pubblica.

Il Comune di Terracina presenta un indice di “pericolosità incendi MOLTO ALTA” come riportato sul Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2022, (pagg. 255-256) e per questo è assolutamente necessario (vista anche la estensione e la preziosità dal punto di vista naturalistico delle aree ricadenti nel territorio comunale) ridefinire e potenziare il servizio di previsione, prevenzione e controllo delle aree a rischio, manutenere in modo costante le zone di interfaccia e delle fasce tagliafuoco, e adottare con urgenza tutti i provvedimenti stabiliti dai programmi e dai piani regionali compresi quelli relativi alla preparazione, alla formazione, alle dotazioni del nucleo di Protezione Civile comunale, e alla gestione dell’emergenza con la predisposizione di idonee procedure e relativi livelli di responsabilità, esercitazioni periodiche, designazione di aree di raccolta dei cittadini per assicurare i primi soccorsi in caso di eventi che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone.

In base alla Legge Regionale n. 39 del 28/10/2002, del suo Regolamento di Attuazione (approvato il 18/04/2005) e con riferimento alla Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n.126 del 14/02/2005 e in base al programma di sviluppo rurale della Regione Lazio 2014- 2020, il Comune di Terracina avrebbe dovuto già da lungo tempo essersi munito di un Piano, mentre solo ad aprile 2019 è stato approvato, in Consiglio Comunale, il Piano di Gestione e di Assestamento Forestale (PGAF) del Comune di Terracina, che sarà valido per il decennio 2020-2029, adottato con Deliberazione di C.C. n.21 del 16/04/2019, con la quale sono state definite le linee di indirizzo per lo Sviluppo Sostenibile del patrimonio silvo-pastorale e lo schema generale della Pianificazione Sostenibile delle Risorse Forestali, delle procedure di approvazione, di cofinanziamento e di attuazione, piano che rappresenta uno strumento indispensabile di programmazione e gestione operativa ed esecutiva delle proprietà silvopastorali comunali, con gli obiettivi della valorizzazione naturalistica, la ripresa delle attività selvicolturali, la razionalizzazione del pascolamento del bestiame, e soprattutto la mitigazione del fenomeno degli incendi attraverso interventi di sensibilizzazione e prevenzione.

“Siamo ben felici di partecipare con le nostre squadre di volontari, che ringrazio a nome della Associazione, per il terzo anno consecutivo e sottoscrivere il Protocollo di Intesa comunale AIB 2020, anzi ci riteniamo sicuramente tra le Associazioni più attive e presenti con il proprio lavoro di vigilanza e osservazione e con gli esposti dettagliati e corredati di rilievi fotografici, ma riteniamo anche che sia necessario che il Parco degli Ausoni e il Comune di Terracina provvedano alla redazione e rendano operativi i propri Piani Anti Incendi Boschivi- PAIB, la cui redazione e aggiornamento deve essere quanto più partecipata dagli abitanti che conoscono tutte le caratteristiche del territorio e il Piano di Gestione e Assestamento Forestale – PGAF, come quello già adottato ma sembrerebbe non ancora reso operativo dal Comune di Terracina,  in modo che tali Piani contengano gli elementi di prevenzione della diffusione degli incendi e la pianificazione scientificamente corretta delle fasce taglia-fuoco, cosi come richiediamo che il Comune debba effettuare l’aggiornamento continuo del Catasto delle aree percorse dal fuoco, così come previsto dalla legge 353 /2000. Inoltre è importante che la squadra dei volontari AIB 2020 segua idoneo percorso formativo in modo da condividere una cornice di riferimento relativamente ai riferimenti normativi A.I.B, in merito alla determinazione e classificazione tipologica degli incendi boschivi, alle fasi evolutive degli incendi boschivi, alle principali e più sicure tecniche di spegnimento e di salvaguardia della propria incolumita’ nel caso di emergenza incendio. Inoltre, vorremmo fare un salto di qualita’ anche nella organizzazione dei servizi di sorveglianza e controllo ad esempio sulla base di modelli previsionali e di dati meteorologici forniti in tempo reale che permettano di concentrare le energie nelle giornate maggiormente rischiose per la propagazione degli incendi (temperatura elevata, vento sostenuto), con la creazione di punti di osservazione per l’avvistamento precoce degli incendi coerenti con la struttura geomorfologica del territorio e con il movimento delle masse d’aria; con l’ adozione della procedura univoca di segnalazione per le emergenze già in parte concordata con il Gruppo Comunale di Protezione Civile che possa velocizzare eventuali interventi con una opportuna strutturazione delle segnalazioni; ma anche ricevere un addestramento all’eventuale spegnimento di piccoli focolai di incendio mediante l’utilizzo di acqua che dovrà essere disponibile in punti strategici e ben identificati predisposti dall’Amministrazionedichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano e Consigliere Nazionale di Legambiente”. 

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-legambiente-pisco-montano-partecipa-alla-rete-comunale-di-prevenzione-degli-incendi

http://www.anxurtime.it/legambiente-nella-rete-contro-gli-incendi-boschivi/

https://www.ilfaroonline.it/2020/07/11/terracina-legambiente-partecipa-alla-rete-comunale-di-prevenzione-degli-incendi-boschivi/350648/?fbclid=IwAR0uG4XesgVMGEeLAMM4jii3CtObuJ2Dg1AQuLlk4bjhi5TvIx_fg753mhk

LEGAMBIENTE TERRACINA TORNA SULLA QUESTIONE TRENO CHIEDENDO ALLA REGIONE LAZIO – INSIEME CON L’OSSERVATORIO REGIONALE SUI TRASPORTI E LEGAMBIENTE LAZIO –  UN NUOVO INCONTRO TECNICO DI APPROFONDIMENTO, ALLA LUCE DEL PIANO DI INVESTIMENTI REGIONALI PER LE FERROVIE RECENTEMENTE PRESENTATO E PER RIBADIRE L’ESIGENZA DI UN PROGETTO COMPLESSIVO FINALIZZATO AL RIPRISTINO DELLA TRATTA.

Terracina, 20 giugno 2020                         Comunicato Stampa n. 182

Il Protocollo di Intesa annunciato lo scorso 23 aprile dalla Regione Lazio si inserisce nell’importante piano di investimenti da oltre 18 miliardi di euro del Gruppo FS Italiane per il sistema economico e turistico del Lazio. In particolare, dei 18 miliardi di euro di investimenti 13 miliardi di euro sono dedicati alle infrastrutture ferroviarie, 1,4 miliardi al trasporto ferroviario e 3,9 miliardi alle infrastrutture stradali. Circa 1 miliardo di euro è invece destinato a interventi di rigenerazione urbana e di riqualificazione delle stazioni. Per viabilità e ferrovie la Regione con il piano regionale “Ripartire Veloci” investirà 780 milioni di euro e in particolare per le ferrovie sono previsti oltre 638 milioni di investimenti, tra cui 41 milioni di euro per la nuova stazione di piazzale Flaminio a Roma, oltre 560 milioni di euro per le ferrovie ex concesse della Roma-Viterbo e della Roma-Lido, 24 milioni per la metropolitana di Roma linea C – nodo di interscambio Pigneto, 10 milioni di euro per il completamento della ferrovia Formia-Gaeta e 6 milioni per il ripristino della linea ferroviaria Priverno-Fossanova-Terracina. Sembrerebbero proprio i 6 milioni già finanziati nel 2018 (Delibera Cipe del marzo 2018 pubblicata in gazzetta ufficiale n. 132 del 9-6-2018) per il ripristino della linea riportati anche nel nuovo piano di investimenti.

Purtroppo, come era già emerso nell’audizione della Commissione Trasporti della Regione Lazio dello scorso Novembre richiesta dal nostro Circolo insieme a Legambiente Lazio e Osservatorio regionale sui Trasporti, l’unica vera e triste realtà è che dopo 8 anni dalla caduta del masso ancora non abbiamo un progetto completo di messa in sicurezza dell’intero fronte franoso che, ricordiamo, comprende non solo il Monte Cucca ma anche Monte Leano, progetto ovviamente preliminare a qualsiasi ipotesi di ripristino e riapertura della ferrovia. Infatti in sede di audizione relativamente al ripristino della tratta Terracina-Priverno Fossanova, RFI dichiaro’ la disponibilità sulla carta a riattivare la linea (e con il recente piano di fatto lo conferma), ma affermo’ e senza ambiguità che la riattivazione della stessa era condizionata alla messa in sicurezza completa di tutta la linea dal rischio frana, il cui progetto e i cui lavori, affermava RFI, restano di competenza della Regione Lazio.

E’ di questi giorni poi la notizia, riportata con grande evidenza dalla stampa, che anche l’Amministrazione Comunale di Terracina ha intenzione di impegnare quasi 900 mila euro dal proprio bilancio per integrare la somma che manca per completare la messa in sicurezza di circa un chilometro del fronte franoso e questo viene, come ormai accade da 8 anni, associato alla riapertura della ferrovia con una vaga e ambigua dicitura che perpetua la mistificazione in atto: eliminare i motivi ostativi della rifunzionalizzazione del tratto ferroviario Terracina-Priverno Fossanova, mentre dalla analisi della relazione tecnica comunale allegata al progetto esecutivo si tratta semplicemente di opere relative alla mitigazione del rischio dalla caduta massi dal M.te Cucca (estensione dei valli A e B) già previste dal progetto approvato con Determinazione n.49 del 28.01.2020, stralciate dal progetto esecutivo iniziale per poter rientrare nel budget di finanziamento di 4 Milioni di Euro concesso dalla Regione Lazio e poi reintegrate nel progetto con finanziamento a parte derivante o dal ribasso di gara per i lavori relativi a 4 milioni di euro o direttamente con finanziamento comunale per un importo di € 867.111,53. L’intervento previsto a M.Te Cucca inoltre non è affatto risolutivo come si legge nelle conclusioni della stessa relazione tecnica, dove si afferma: “Tuttavia, occorre ribadire che l’intervento è rappresenta un primo step per la messa in sicurezza, realizzando un miglioramento delle condizioni di stabilità dell’area ma che tuttavia, dovranno essere supportate da ulteriori azioni necessarie e successive ai fini della riapertura della tratta, attesa l’estensione e la vulnerabilità del Monte Cucca nonché, la complessità dei fenomeni presenti, per la cui significatività l’Autorità di Distretto non ritiene opportuno, a lavori collaudati, attivare le relative procedure di ridefinizione dell’area di cui all’art. 14 delle Norme Tecniche Attuative”.

Ad oggi infatti purtroppo si continua a procedere a vista mancando un progetto complessivo di messa in sicurezza totale di tutto il fronte franoso di M.te Cucca +M.te Leano e del relativo piano economico delle risorse finanziarie necessarie per poter garantire la riapertura della tratta ferroviaria con i criteri di sicurezza (vincolanti) richiesti da RFI.

E’ sempre stato evidente infatti che la questione del ripristino della tratta ferroviaria a Terracina sussiste come fatto conseguenziale solo ed esclusivamente ad un completo e adeguato progetto di messa in sicurezza e di mitigazione del rischio idrogeologico di tutto il fronte franoso esteso, progetto complessivo di cui non esistono ancora però i presupposti ne’ tecnici ne’ economici, visto che l’unico progetto, ad oggi, effettivamente approvato e finanziato dalla Regione Lazio su piattaforma RENDIS e in via di attuazione da parte del Comune di Terracina, coprirebbe solo una parte del versante e non sarebbe sufficiente per la riattivazione della tratta, neanche con la eventuale esigua cifra aggiuntiva stanziata dal Comune di Terracina.

“Al di là delle promesse e di quanto ha raccontato e continua a raccontare, con l’ultima uscita sulla stampa locale, la politica e l’amministrazione locale da anni e cioè che i lavori attualmente finanziati per Monte Cucca avrebbero – una volta completati – consentito la riapertura della linea, la situazione continua a vivere ancora una pericolosa fase di stallo, visto che, se da una parte c’è la disponibilità a riattivare la tratta, dall’altra non c’è, ancora ad oggi e dopo quasi 8 anni dalla caduta del masso, alcuna chiarezza sui lavori complessivi di messa in sicurezza necessari, i loro costi e i loro tempi e soprattutto su quali siano i parametri di accettabilità del rischio da parte di RFI, considerato che i lavori di messa in sicurezza del versante non ridurrebbero la classe di rischio elevata (classe 4) come da Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) ma lo mitigherebbero soltanto. I cittadini di Terracina, soprattutto in questa fase pre-elettorale a rischio di false promesse, vorrebbero invece impegni seri sul ripristino della ferrovia o lo studio tecnico di valide alternative di trasporto. Abbiamo quindi richiesto, dopo la recente audizione di Novembre scorso con Legambiente Lazio e Osservatorio Regionale sui Trasporti, alla luce del nuovo piano di investimenti – che pero’ non mostrerebbe nessun avanzamento rispetto a quanto affermato mesi fa da parte della Regione Lazio- , un nuovo incontro tecnico di approfondimento con Assessorato Regionale ai Trasporti e Direzione Generale Trasporti della Regione Lazio per evidenziare ancora una volta la assoluta necessita’ del proegtto complessivo finalizzato al ripristino della tratta.dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”. 

https://www.agoraregionelazio.com/terracina-vicrnda-treno-legambiente-chiede-incontro-tecnico-con-la-regione-lazio

https://latinatu.it/legambiente-chiede-un-progetto-per-il-ripristino-della-tratta-terracina-fossanova/

http://www.anxurtime.it/questione-treno-legambiente-chiede-un-incontro-tecnico/

https://www.ilfaroonline.it/2020/06/21/terracina-legambiente-torna-sulla-questione-treno-e-bussa-alla-regione/347021/

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3104/legambiente-torna-sul-problema-treno-chiedendo-alla-regione-un-nuovo-incontro-tecnico-di-approfondimento

https://www.h24notizie.com/2020/06/24/treno-legambiente-chiede-un-nuovo-incontro-tecnico-di-approfondimento/?fbclid=IwAR3nP3_jY_BXkJ5pVlKRyW4ad7MZSXGde0v8aPODY-dnZLMqh9BxKbtxOdU

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LEGAMBIENTE COMPIE 40 ANNI: A TERRACINA IL CIRCOLO LEGAMBIENTE PISCO MONTANO E’ NATO 4 ANNI FA, FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE E DIAMO QUALCHE NUMERO CON ANNA GIANNETTI, PRESIDENTE DEL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO”, CONSIGLIERE NAZIONALE E MEMBRO DEL DIRETTIVO REGIONALE DELLA ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA PIU’ GRANDE DEL PAESE.

Comunicato stampa n.180                                      26 maggio  2020                                                   

Legambiente, la storica associazione ambientalista, ha compiuto lo scorso 20 maggio 40 anni. https://www.lanuovaecologia.it/legambiente-festeggia-40-anni-di-attivita/. Un compleanno importante che arriva in un momento storico in cui la crisi climatica e la pandemia in corso ci avvertono che non possiamo più rimandare le decisioni: “dobbiamo dire addio e subito alle fonti fossili, ripensare la mobilità, ma soprattutto svegliare una politica e un’industria che in Italia praticamente dormono sui temi green”. Cosi’ afferma giustamente il nostro Presidente nazionale Ing. Stefano Ciafani.  

Legambiente nasce il 20 maggio 1980 come Lega per l’Ambiente dell’ARCI, portando avanti campagne itineranti come Goletta Verde, Goletta dei laghi, Goletta dei Fiumi e Treno Verde, monitoraggi scientifici come ad esempio Beach Litter e Park Litter, iniziative territoriali, di solidarietà, di cittadinanza attiva come le campagne nazionali Puliamo il mondo, Festa dell’Albero, Spiagge e Fondali Puliti, di riscoperta del territorio e valorizzazione dei piccoli comuni come Voler Bene all’Italia, di valorizzazione di cammini storici come l’Appia Day, o campagne di tutela dei beni culturali come Salvalarte, campagne di sensibilizzazione e attività sempre basate su solide basi scientifiche e giuridiche, con ben quattro neologismi coniati dei quali 2 inseriti nel vocabolario Zingarelli (ecomafia, ecomostri) e 2 nella Treccani (Terra dei fuochi, Grab – Grande raccordo anulare delle bici), ma anche azioni e monitoraggi che hanno stimolato il Paese ad occuparsi di temi ambientali come le energie rinnovabili con Comuni Rinnovabili, i rifiuti con Comuni Ricicloni, la depurazione, l’inquinamento atmosferico, l’ inquinamento acustico ed elettromagnetico e ora la plastica usa e getta fino all’approvazione di importanti leggi dello Stato che hanno tenuto conto dei dati e delle proposte di Legambiente, come la legge sugli ecoreati 68/2015 o la legge per la messa al bando dei sacchetti di plastica o dei cottonfioc o delle microplastiche nei prodotti cosmetici, o come il recente disegno di legge salvamare, con mobilitazioni di piazza, flash mob, e vertenze e denunce portate avanti con il prezioso supporto del Centro di Azione Giuridica Legambiente.

E a testimonianza del grande attivismo di Legambiente alcuni numeri: 200 mila persone scese in piazza a Roma il 10 maggio 1986 dopo la catastrofe nucleare di Chernobyl e le cento battaglie contro le centrali nucleari con 25 mila bambini bielorussi, russi e ucraini ospitati in Italia per il soggiorno terapeutico post esposizione alle radiazioni nucleari, 600 mila firme per la petizione ‘Fermiamo la febbre del pianeta’ già negli anni Novanta per ridurre le emissioni climalteranti quando la questione climatica non era presa ancora in considerazione, 700 Comuni che sempre nel 1986 approvarono la delibera comunale per vietare l’uso delle buste di plastica, 8 milioni di cittadini coinvolti in Puliamo il mondo dal 1994, 8 mila chilometri di costa con la campagna Goletta Verde che ogni anno tocca decine di porti su tutte le coste italiane e 10 mila campioni di acqua monitorati dal 1986 con il laboratorio mobile di Goletta Verde, 650 ore di monitoraggio dei rifiuti galleggianti dal 2013 con Goletta Verde, 13 laghi analizzati per la presenza di microplastiche dal 2016, 325 spiagge monitorate dal 2014 contando e classificando, uno a uno, 250 mila rifiuti trovati nella sabbia, le 1000 lenzuola con la scritta ‘No allo smog’ stesi dai balconi del rione Tamburi di Taranto adiacente allo stabilimento siderurgico dell’Ilva fino al lancio nazionale della campagna “Mal’aria” nel gennaio 2009, 270 tappe nelle città con il Treno Verde dal 1988 con quasi 2.000 ore di educazione ambientale per gli studenti, 4.300 ore di monitoraggio scientifico dello smog e dell’ inquinamento acustico, 2 mila ordinanze di custodia cautelare emesse dal 2002 grazie al delitto riconosciuto nel Codice Penale, anche grazie all’impegno di Legambiente, di “Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”,  5 mila opere d’arte recuperate tra le macerie dopo il violento terremoto che colpì nel 2009 la provincia de l’Aquila.

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” nasce quattro anni fa, il 22 febbraio 2016, e ha da subito incarnato con i suoi volontari lo spirito legambientino più verace fatto di denunce, vertenze, mobilitazioni oltre che di campagne e azioni di “citizen science”, sensibilizzazione e di cittadinanza attiva, con un solido approccio scientifico e un corretto impianto giuridico anche grazie alla preziosa collaborazione con il Centro di Azione Giuridica Legambiente Lazio e con un grande impegno sul fronte educativo, coinvolgendo decine di insegnanti ed educatori ambientali.

Il Circolo si è impegnato da subito fortemente per il referendum sulle trivelle in mare del 2016, evitando che anche i nostri mari diventassero un colabrodo di pozzi petroliferi, abbiamo ospitato nel 2016 presso il nostro Porto la Tappa di Goletta Verde più importante del Lazio e spinto affinche’ si completasse un tratto di fognatura sulla Riviera di Levante fondamentale per la riqualificazione delle importanti sorgenti costiere, abbiamo sventato un mega impianto di mitilicoltura grande come quattro campi di calcio davanti la spiaggia di Terracina e sventato anche un mega campo di ormeggio per grosse imbarcazioni davanti alla Riviera di Levante, iniziative che avrebbero deturpato per sempre il nostro mare e le nostre coste, con le sue pregiate Zone Speciali di Conservazione/ZSC come i Fondali tra Capo Circeo e Terracina SICIT6000013 e i Fondali tra Terracina e Lago Lungo SICIT6000014 a tutela di straordinari habitat protetti, fatto riaprire con uno sforzo senza precedenti dei nostri volontari e valorizzato con un progetto innovativo il Parco del Montuno, centralissimo parco ecoarcheologico di 3 ettari, protetto da numerosi vincoli per la sua bellezza, ma che era stato abbandonato e chiuso da dieci anni per tristi vicende amministrative e giudiziarie e che invece oggi è ritornato ad essere un frequentato parco cittadino, teatro di più di 50 eventi dedicati alla educazione ambientale, alla legalita’, allo studio naturalistico e botanico, alla valorizzazione storica e archeologica, alla pulizia dei rifiuti, alla gestione della risorsa idrica, al benessere.

Diamo anche noi qualche numero sulle attività più rilevanti: abbiamo portato a Terracina dal 2016 ben 16 campagne di Legambiente nazionale coinvolgendo le scuole di ogni ordine e grado (Spiagge e Fondali Puliti, Goletta Verde, Puliamo il Mondo, Festa dell’Albero), fornito supporto per l’ottenimento dal 2017 dell’attestato di Terracina come Comune Riciclone Legambiente,  stimolato la nascita di  5 scuole sostenibili di Legambiente a Terracina (IC Milani, IC A.Fiorini, IC M. Montessori, IPS A. Filosi e ITS A. Bianchini) con 3 progetti PON-MIUR di educazione ambientale, erogando 200 ore di educazione ambientale sui temi della analisi e qualita’ delle acque, della categorizzazione dei rifiuti sulla spiaggia e in mare, della prevenzione e contrasto alla plastica in mare, della agricoltura sostenibile e del cibo buono, etico giusto, creando orti, frutteti, giardini sensoriali didattici e sessioni di trasformazione dei cibi coltivati, piantato in quattro anni più di 100 alberi con più di 1000 alunni che hanno partecipato alle Feste dell’ Albero, raccolto e categorizzato in quattro anni 5500 rifiuti sulle spiagge di Terracina, i cui dati sono stati forniti al Governo Italiano, al Consiglio Europeo, all’ Agenzia Europea per l’Ambiente, all’ ONU, messo in piedi un laboratorio certificato per l’analisi delle acque superficiali e delle microplastiche con il dipartimento chimico di un importante istituto tecnico (ITS A. Bianchini), e con gli alunni e i docenti raccolto, campionato e analizzato 200 campioni di acque marine e fluviali e altrettanti campioni di sedimento per la verifica delle microplastiche, condotto un progetto di pulizia dei fondali e bonifica dei fondali dalle reti abbandonate in collaborazione con la Guardia Costiera e il Ministero dell’ Ambiente, firmato una convenzione con il laboratorio di Ecotossicologia della prestigiosa Universita’ di Siena, per un progetto per la quantificazione e caratterizzazione del marine litter e delle microplastiche in specie ittiche nel Golfo di Terracina, sottoscritto con la Provincia di Latina il Contratto di Costa dell’Agro Pontino e il Contratto di Fiume Amaseno, condotto il progetto di monitoraggio della Posidonia Oceanica all’interno del piano di Gestione e Monitoraggio della Regione Lazio per le zone marine protette che abbiamo contribuito ad integrare, raccolto e monitorato 1000 rifiuti per la campagna Park Litter sulla categorizzazione dei rifiuti nei parchi cittadini, condotto campagne come #Salvalarte per il recupero dei beni culturali della citta’, come la Villa Salvini, progettato e pubblicizzato nel contesto della grande iniziativa nazionale di Legambiente Appia Day dedicata alla valorizzazione della Via Appia, eventi di promozione e sensibilizzazione e progettato e valorizzato due Cammini che appartengono ormai alla Via Francigena del Sud- Direttrice Via Appia, “Il Cammino di Traiano” e “Il Cammino di Goethe” inseriti in circuiti nazionali ed europei, che hanno visto dal 2016 più di 1000 visitatori, ripulito e riaperto sentieri di grande pregio turistico, come il Sentiero del Tempio verso Monte S. Angelo, adottato e ripulito con costanza aree archeologiche di pregio della Città come quella dell’Antico Porto Traianeo, presentato 2 esposti dettagliati e importanti alla Procura di Latina sui roghi tossici di materiale plastico nelle campagne e gli incendi boschivi che hanno deturpato importanti Zone Speciali di Conservazione/ZSC montane, Monti Ausoni meridionali SICIT6040006, Monte Leano SICIT6040007, Monte S. Angelo SICIT6040009, firmato un importante protocollo con l’Ente Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi per la valorizzazione di tutti i sentieri presenti nella rete del Parco e per la vigilanza antiincendio delle zone protette, portato avanti progetti internazionali come quello della Fondazione Principato di Monaco “Plastic Free Beaches” con eventi e animazioni che hanno coinvolto dal 2017 2000 partecipanti su tutto il litorale di Terracina e creato il primo progetto in Italia di rete di comunità con decine di categorie sindacali, datoriali, economiche cooperative, associazioni e scuole, gestore rifiuti urbani contro le plastiche in mare e sulle spiagge, denominato “Plastic Free Beaches Terracina”, che ha permesso a Terracina di aderire nel 2019 alla #plasticfreechallenge del Ministero dell’Ambiente, inaugurato dal 2018 il progetto di “Fishing for Litter  Terracina” con i pescatori che è stato determinante per la creazione di un protocollo regionale Regione Lazio, Corepla, Arpa Lazio, Autorità Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Direzione Marittima del Lazio, AGCI Lazio Agrital e Legambiente Lazio e per la preparazione di un Disegno di Legge approvato alla Camera, conosciuto come “Salvamare” e con il quale abbiamo raccolto 2400 sacchi di rifiuti per un totale di  24 tonnellate di rifiuti (per l’80% plastica), costituito nel 2019 il primo Punto Chimica Verde Bionet dedicato alla attuazione della strategia contro la Plastica, occupandoci di bioplastiche e materiali compostabili e biodegradabili proponendo una sostituzione della plastica monouso a diverse categorie, avviando una sperimentazione con la consegna di oltre 1800 cassette in materiale compostabile sostitutive del polistirolo ai pescatori, definito un progetto di firmato uno storico protocollo con Acqualatina SpA– Gestore Idrico Integrato della Provincia di Latina contro la plastica #NOPLASTIC e inaugurato la prima scuola completamente “Plastic Free” della Provincia di Latina sostituendo l’uso delle bottiglie di plastica con i distributori di acqua potabile e la consegna di 800 borracce, inaugurato sempre con l’ITS A. Bianchini la prima Climate School della Provincia di Latina con corsi dedicati alla emergenza ambientale e climatica in orario scolastico, presentand, promuovendo e facendo approvare in Consiglio Comunale a dicembre 2019 una propria mozione per dichiarare l’Emergenza Climatica e Ambientale a Terracina, prodotto ben 3 edizioni di un importante report annuale denominato Ecosistema Urbano Terracina, l’unico report di Legambiente per citta’ non capoluogo di Provincia, con quasi 100 indicatori per monitorare la qualita’ di vita e la performance ambientale di Terracina, siamo stati invitati in diverse trasmissioni del Servizio RadioTv nazionale RAI (Buongiorno Regione, TGR- Puliamo il Mondo, Agora’ RAI3, TV7 Speciale TG1 RAI1, Linea Verde RAI1), fatto nascere un Dipartimento Legambiente Terracina Animalhelp per la tutela e benessere animale con volontari animalisti impegnati per il contrasto al randagismo e per la tutela della fauna selvatica, istituito il primo Raggruppamento di Guardie Ambientali e Zoofile Volontarie di Legambiente in Provincia di latina, con Guardie munite di riconoscimento della Prefettura di Latina e con volontari esperti nel diritto ambientale e nella legge sugli ecoreati.

“E’ stato un percorso davvero entusiasmante e siamo cresciuti molto anche in termini associativi in questi quattro anni, grazie al continuo supporto della nostra Associazione nazionale e regionale, con significativi risultati anche dal punto di vista scientifico ed educativo, interagendo con le Istituzioni, le Forze dell’Ordine, le Scuole, le Universita’, le Associazioni, i Comitati, i Sindacati, le Associazioni datoriali, le Categorie Economiche, essendo presenti fisicamente e operativamente sul territorio e collaborando in molte iniziative regionali e nazionali, tessendo reti importanti con esperti del settore, con referenti politici, con intellettuali, ricercatori e scienziati. Abbiamo cercato di testimoniare con la nostra presenza, come Legambiente ci insegna da 40 anni, che si può costruire e far crescere una comunita’ di cittadini consapevoli e attivi che creano bellezza sul territorio, che si possono definire nuovi modelli educativi centrati sul rispetto dell’ambiente, che si possono portare avanti progetti sperimentali a livello nazionale e internazionale utili per la definizione di politiche ambientali innovative come quelle relative alla plastica monouso, o definire e implementare buone pratiche e costruire un modello di sviluppo virtuoso, tirando fuori sempre il meglio dalle persone e dalle situazioni, agendo con passione, competenza tecnica e metodologica, tenacia e coerenza”. dichiara Anna Giannetti, Presidente Circolo Terracina “Pisco Montano”, Consigliere Nazionale e Membro del Direttivo Regionale di Legambiente.

https://www.lanuovaecologia.it/i-successi-del-circolo-legambiente-pisco-montano-a-terracina/

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3074/i-40-anni-di-legambiente-il-circolo-pisco-montano-e-nato-4-anni-fa-ecco-il-punto-della-situazione-con-anna-giannetti?fbclid=IwAR19jSEW0ISW9vp1BDfU78v5wrRD0VHYPMhuQEoyM6FcPalN4LAY0vpvkLI

http://www.anxurtime.it/legambiente-compie-40-anni-una-storia-di-iniziative-e-successi/

https://www.latinatoday.it/attualita/legambiente-40-anni-terracina-circolo-pisco-montano.html?fbclid=IwAR0RBKC5Mt7ffvmL6DlCNsjnwOwnwq1Tm0la3NipgGPoNlE_H51SajQRpfE

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LEGAMBIENTE TERRACINA CON IL PROGRAMMA LINEA VERDE DI RAI 1 PER CELEBRARE IN MODO INSOLITO L’APPIA DAY – NON POTENDO ANCORA ORGANIZZARE EVENTI CULTURALI APERTI AL PUBBLICO – PER UN SERVIZIO TELEVISIVO SUL TAGLIO TRAIANEO DEL PISCO MONTANO E IL PORTO ANTICO, E PER FAR RIPARTIRE TERRACINA E IL TURISMO PROPRIO DALLE SUE STRAORDINARIE BELLEZZE.

Comunicato stampa n.179                               19 maggio  2020

Ieri 18 maggio, giornata storica per la ripartenza dopo i mesi di lockdown per via del #coronavirus, il Circolo Legambiente Terracina ha potuto celebrare in modo insolito il consueto appuntamento dell’Appia Day, giunto ormai alla quarta edizione, ospitando, anche grazie alla cortese disponibilita’ della Anxur Yacht srl di Alessandro Facchin che ha reso possibile le riprese in mare, la troupe di Rai 1 di Linea Verde, storico programma itinerante che offre ogni settimana un viaggio alla scoperta del territorio italiano, della biodiversità e delle eccellenze agroalimentari, con l’autorevole presenza del famoso giornalista e scrittore, nonché dirigente e capostruttura RAI, Angelo Mellone e lo scrittore e critico letterario Andrea Cantarini.

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, autore di un importante progetto di riqualificazione del Cammino di Traiano a Terracina, sviluppato insieme al Comitato nazionale Appia Day e a Legambiente Turismo, progetto patrocinato dal Comune di Terracina, dall’Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e dal MIBAC e inserito come anello urbano nella Via Francigena del Sud- Direttrice Via Appia, recentemente certificata a livello europeo, rappresentato della Presidente Anna Giannetti, è stato la voce narrante dell’eta’ imperiale a Terracina e in particolare del magnifico decennio dal 105 al 115 d.c, anni in cui l’imperatore Traiano ha voluto lasciare una traccia indelebile anche nella nostra Citta’, impegnandosi nel rifacimento della antica Via Appia (il famoso Decennovium), nell’allargamento e potenziamento dell’Antico Porto con lavori di escavazione per evitare gli insabbiamenti e di rafforzamento della scogliera protettiva, e nella costruzione di un cosiddetto diversivo della Via Appia traianea, proprio nello stesso periodo in cui curava la creazione della Via Appia Traiana da Benevento a Brindisi, concludendo con il monumentale taglio di Pisco Montano (necessario per aumentare l’efficienza del passaggio e degli approvvigionamenti durante la campagna per la conquista della Dacia), opera ingegneristica tra le più ardite dell’antichita’, ispirato con molta probabilita’ da Apollodoro da Damasco, consulente e architetto imperiale, il quale utilizzo’ tecniche costruttive innovative, e il quale nello stesso periodo era impegnato nella costruzione del famoso Ponte sul Danubio, una altra opera di grande ingegneria strutturale e militare rilevante per l’espansione dell’ Impero Romano e che presenta alcune somiglianze con il taglio del Pisco Montano.

Il Porto di Terracina divento’ all’epoca, quando Traiano conquistando finalmente la Dacia nel 109 d.c. da’ inizio ad un decennio di grandi ricchezze e sviluppo portando l’Impero alla sua massima espansione-   uno scalo commerciale e logistico molto fiorente con grandi magazzini portuali e strutture militari, riportati sulle molteplici carte archeologiche del grande storico e archeologo De La Blanchere, per lo stoccaggio di prodotti apprezzati come olio, vino, prodotti della pesca e dell’agricoltura, fondamentali per l’approvvigionamento sia di Roma e le citta’ limitrofe che delle legioni militari che passavano sull’Appia in direzione di Brindisi.

Il taglio del Pisco Montano – inserito nel Monumento Naturale Monte S. Angelo e adesso parte dell’Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi-, è stato ripreso in modo professionale attraverso l’utilizzo di un drone tecnologicamente evoluto e questo contribuira’ sicuramente a far conoscere ancora meglio la grandezza storico-archeologica unica del sito e a riaffermare la magnificenza e la ricchezza di Terracina ai tempi di Traiano.

Il servizio andra’ in onda Domenica 31 maggio alle ore 12 circa nel corso della consueta puntata di Linea Verde su RAI1.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

https://www.agoraregionelazio.com/legambiente-terracina-nel-programma-linea-verde-di-rai-1/?fbclid=IwAR3PxdHiq2F4S1JlxoWI31e32aq3_EzufHYxWjaQUhNjC7O9E-NLPk1Kvbw

http://www.anxurtime.it/appia-day-la-rai-ospite-di-legambiente-per-raccontare-le-bellezze-di-terracina/

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Airone Stellato ferito recuperato sulla spiaggia di Terracina dalla guardia costiera

Grazie alla Capitaneria di porto Guardia Costiera di Terracina e al suo comandante TV Emilia Denaro per essersi prontamente attivati per mettere in sicurezza l’Airone stellato ferito dopo che lo stesso era stato salvato dalle onde. Il volatile è stato poi trasferito dai volontari del Circolo Legambiente di Terracina presso il centro rapaci di Formia.

Un bello esempio di collaborazione tra Guardia Costiera, Legambiente e Parco Riviera di Ulisse per la salvaguardia dell’ambiente e del nostro ecosistema marino e costiero.

grazie a Anna Giannetti, Anna Di Carlo, Nicola Marrone

http://www.latinatoday.it/cronaca/terracina-airone-salvato-guardia-costiera.html?fbclid=IwAR1zyfHDOQw2qFedaLUzqvQF5UCpPLEJPZWLlU5RMVG9GXU_ZXoLUScQDBE

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3048/airone-stellato-soccorso-dalla-guardia-costiera-di-terracina?fbclid=IwAR3y7Cn1uEWOFbCXXk7zwdKq3INTe7E-7ulzinvhXo-BYzWB9tb5qYqdPdw

SALVATAGGIO A TERRACINA DI UN AIRONE STELLATO

Raro esemplare di airone stellato soccorso dalla Guardia costiera

https://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/99155/un-rarissimo-airone-stellato-trovato-ferito-sullarenile?fbclid=IwAR1AScB-JFIMFqva8SPYfBXguL1uexezsORUAld3MtCSvVp_kY60ZlX195k

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/05/10/foto/terracina_trovato_e_soccorso_in_spiaggia_un_uccello_migratore_raro_nel_lazio-256248931/1/?fbclid=IwAR05zvO3lieGUkVVpiBBm0lm3jwwpX-TRXBcstaPq4ATyKdeV1sHCEYqz0M#1

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