#CACCIAALDISCHETTO ANCHE A TERRACINA: RITROVATI 28 DISCHETTI SULLA SPIAGGIA DI LEVANTE A TERRACINA NEL CORSO DELL’ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO PROGRAMMATA IL 26 MARZO MATTINA E COORDINATA DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE CON IL SUPPORTO DI TUTTA LA RETE #PLASTICFREEBEACHES NELL’AMBITO DELL’INIZIATIVA PROMOSSA DAL PROGETTO EUROPEO CLEAN SEA LIFE, DI CUI LEGAMBIENTE E’ PARTNER.

COMUNICATO STAMPA N. 84                                                             26.3.2018

Come preannunciato nei giorni scorsi nell’ambito dell’iniziativa promossa da Clean Sea Life di cui Legambiente è partner si è svolta stamattina (26 marzo) a Terracina sulla spiaggia di Levante la #cacciaaldischetto, l’attività di pulizia delle spiagge coinvolte dalla dispersione dei dischetti, che nel weekend ha visto cittadini e associazioni al lavoro in diverse località, consultabili sul sito www.cleansealife.it.

Il Circolo di Terracina è stato tra i pochi circoli costieri del Lazio ad essere coinvolto nel monitoraggio e ad adottare un protocollo rigoroso sulla Spiaggia di Levante, già oggetto di analisi e studi per altre campagne nazionali Legambiente come #BeachLitter e #SpiaggeeFondaliPuliti.

Clean Sea Life (LIFE15 GIE/IT/000999), è un progetto LIFE co-finanziato dal dell’Unione Europea che vuole accrescere l’attenzione del pubblico sulla quantità di rifiuti presenti in mare e sulle spiagge, mostrare in che modo ne siamo responsabili e promuovere l’impegno attivo e costante per l’ambiente. Il progetto avuto inizio il 30 settembre 2016 e terminerà nel 2020. Capofila è il Parco Nazionale dell’Asinara, che porta avanti il progetto con l’ausilio dei partner CoNISMa, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e MPNetwork.

A Terracina l’attività è stata coordinata dal locale Circolo Legambiente “Pisco Montano” con il supporto di tutta la rete cittadina #Plasticfreebeachesterracina. E’ stata monitorata la spiaggia di Levante. Circa 5000mq divisi in 5 settori dove sono stati rinvenuti  28 dischetti presumibilmente portati dalle mareggiate dei giorni scorsi. Inoltre è stata bonificata l’area e rimosso anche altra plastica. I dati sono stati immediatamente comunicati alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Terracina e inseriti nel sistema di acquisizione centralizzato del progetto Clean Sea LIFE. I dischetti rinvenuti, corredati da foto e posizione di ritrovamento, sono a disposizione per ulteriori analisi da parte degli organi inquirenti.

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La rete Plastic Free Beaches Terracina aveva effettuato ulteriori monitoraggi nei giorni scorsi lungo tutto il litorale di Levante e Ponente senza rinvenire altri dischetti.

“Osserviamo soltanto che chi gestiva l’impianto di depurazione sul fiume Sele (Provincia di Salerno, Campania) sapeva già un mese fa quello che era accaduto e forse si poteva intervenire per evitare che questo materiale infestasse il mare e le spiagge di mezza Italia. Infatti molti impianti di questa tecnologia (MBBR a dischetti) sono dotati di reti di protezione a maglia con un diametro inferiore alla dimensione dei dischetti stessi in modo da impedirne la eventuale fuoriuscita. Milioni di dischetti finiti in mare di cui solo una piccolissima percentuale è quella che compare sulle spiagge del centro Italia. Moltissimo di questo materiale rimarrà per sempre in mare” commenta Legambiente.

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“Siamo grati al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, che ha individuato la fonte del gravissimo inquinamento causato dai dischetti di materiale plastico a danno di circa 500 km di costa tirrenica ma vogliamo che la Magistratura intervenga per accertare le responsabilità e le negligenze commesse, i responsabili siano perseguiti per reato di inquinamento ambientale come previsto dalla legge 68/2015 sugli ecoreati e che le operazioni di bonifica non siano solo affidate all’impegno volontario e alla dedizione dei cittadini ma che il Ministero dell’Ambiente e le Regioni interessate si impegnino subito per una valutazione complessiva dell’impatto dello sversamento delle plastiche, per un piano di rimozione e risanamento e intervengano affinchè le società di gestione del servizio idrico integrato delle ATO interessate verifichino i loro impianti e prendano le giuste precauzioni perché ciò che è accaduto al depuratore sul Sele non accada altrove”.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.anxurtime.it/13722-2/

https://www.radioluna.it/news/2018/03/dischetti-di-plastica-lappello-di-legambiente-ripuliamo-le-spiagge/

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-la-caccia-al-dischetto-sulle-spiagge-e-terminata-rintracciati-in-28/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1547/si-e-svolta-stamattina-spiaggia-di-levante-la-cacciaaldischetto-lattivita-di-pulizia-delle-spiagge

http://www.latinatoday.it/cronaca/dischetti-pulizia-spiaggia-circolo-legambiente-terracina.html

http://www.anxurtime.it/caccia-ai-dischetti/

http://www.radioluna.it/news/2018/03/clean-sea-life-legambiente-pulisce-la-spiaggia-di-terracina/

https://www.ilfaroonline.it/2018/03/27/terracina-grazie-al-circolo-legambiente-rinvenuti-28-dischetti-sulla-spiaggia-levante/214267/

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Annunci

22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua 2018: facciamo il punto della situazione sull’Acqua e il Sistema idrico di Terracina con gli indicatori e le proposte del Circolo Legambiente

Comunicato stampa n.83                                                               21.3.2018

Gli effetti sempre più ricorrenti dei cambiamenti climatici stanno accentuando nel mondo le crisi idriche legate alla disponibilità ed all’accesso all’acqua potabile, ma anche i danni derivanti da inondazioni e siccità. Il ciclo naturale dell’acqua è sempre di più messo in crisi e conseguentemente si riduce la disponibilità di acqua dolce di cui abbiamo bisogno per sopravvivere e svilupparsi e si assiste ad un depauperamento dei suoli, dei fiumi, dei laghi e quindi dei nostri ecosistemi e indefinitiva del “capitale naturale”. Il tema di quest’anno della Giornata mondiale dell’acqua è “Nature for Water” ovvero: usare le soluzioni che si trovano in natura per ridurre le inondazioni, la siccità e l’inquinamento delle acque anche attraverso investimenti nella infrastruttura “verde” armonizzandola con l’infrastruttura “grigia”. Innovazione tecnologica che tuttavia non può prescindere dal riconoscimento dell’acqua, della terra, dei fiumi come beni titolari di diritti universali che dovrebbero essere difesi attraverso l’adozione di riconoscimenti e di strumenti di diritto internazionale che introducano cioè obbligazioni vincolanti per gli Stati che consentirebbero di risolvere buona parte dei fattori di criticità legati all’accesso all’acqua investendo in nuove foreste, riconoscere il diritto dei fiumi e norme a loro tutela, ripristinare le zone umide creando i presupposti di lungo periodo per garantire l’accesso all’acqua alle future generazioni.

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La giornata mondiale dell’Acqua deve essere, a nostro avviso, non soltanto l’occasione di una “celebrazione” di circostanza fine a se stessa ma soprattutto un momento per fare in modo analitico il punto della situazione sull’acqua e il sistema idrico della nostra Città verificando anche l’efficacia delle azioni e degli strumenti di programmazione e di gestione messi già in atto o da prevedere. A tale scopo abbiamo elaborato applicandolo alla nostra Città alcuni indicatori già pubblicati lo scorso gennaio all’interno del Rapporto Ecosistema urbano 2017 di Terracina (https://legambienteterracina.wordpress.com/2018/01/30/legambiente-ha-presentato-sabato-scorso-27-gennaio-presso-laula-magna-del-its-a-bianchini-in-un-evento-nazionale-e-alla-presenza-di-istituzioni-aziende-di-servizi-associazioni-di-categoria/) confrontando il dato di Terracina con quello di Città analoghe (Piccole Città – capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti). Di seguito gli Indicatori (dati 2016) sull’Acqua e il Sistema idrico presi in esame:

  • consumi idrici domestici: il Consumo giornaliero pro capite di acqua potabile per uso domestico (litri/abitanti/giorno) è risultato di 111,5 litri/abitante/giorno, migliore del consumo medio delle Piccole Città (150,6 litri/abitante/giorno) e in linea addirittura con le città italiane più virtuose.
  • dispersione della rete: la dispersione della rete intesa come differenza percentuale tra acqua immessa e quella consumata per usi civili, industriali e agricoli risulta pari al 68%. La dispersione della rete è la somma delle dispersioni fisiche, ovvero perdite di rete e delle dispersioni amministrative, ovvero degli allacci illegali. Il valore di Terracina (anche se in linea con le perdite registrate da tutti i comuni dell’ATO4) risulta di molto peggiore della media delle perdite della rete idrica delle Piccole Città (36%).
  • capacità di depurazione: la Percentuale della popolazione residente servita da rete fognaria delle acque reflue urbane è pari all’83% contro una media per le Piccole Città del 90%.
  • costo servizio idrico integrato (per una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 150 metri cubi di acqua): il costo (€) annuo per famiglia del servizio idrico integrato (comprensivo di Iva 10%) a Terracina è pari a 342,5€, superiore rispetto alla media nazionale che è di 291€ mentre il minimo Italia è 112€ in base ai dati AEEGSI (Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico). Il servizio idrico integrato per uso domestico include le voci (acquedotto, fognatura, depurazione) sia variabili in funzione del consumo (€/mc) che in quota fissa (€/giorno).
  • investimenti pianificati nell’ATO4: gli investimenti pro capite pianificati per il quadriennio 2016-2019 (€/abitante) sono pari a 226 €/ab superiore alla media nazionale di 214 €/ab. Il Piano degli Investimenti approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell’ATO4 a dicembre 2016 prevede, complessivamente, oltre 155 milioni di euro di investimenti di cui: oltre 85 milioni di euro per le manutenzioni straordinarie, 37,6 dei quali già realizzati; oltre 70 milioni di euro per il recupero delle dispersioni fisiche, di cui oltre 10,6 già realizzati o in corso di realizzazione. Con questi interventi si prevede di portare le perdite fisiche al 49%. Per raggiungere il valore del centro-nord Italia, pari al 35%, occorrerebbero ulteriori 150 milioni di euro, nel Piano degli Investimenti, da destinare a queste attività.
  • qualità delle acque di balneazione: la normativa in materia di acque di balneazione (D.lgs. 116/2008 e D.M. 30/05/2010) classifica le acque di balneazione secondo 4 categorie (scarsa, sufficiente, buona, eccellente). La classificazione della qualità delle acque (bollettino Arpa Lazio 2016 – sui 7 punti di rilevamento del Comune di Terracina) a seguito della valutazione effettuata negli ultimi 4 anni è la seguente. Fiume Sisto buona; Scafa di Ponte eccellente; 250 metri a sinistra del Fiume Portatore buona; 500 metri a destra del Fiume Portatore sufficiente; Viale Europa eccellente; Fosso Acque Alte Della Valle eccellente; Fosso Canneto eccellente. I prelievi fatti da Goletta Verde Legambiente nel 2016 hanno dato esito negativo per un unico sito (Foce Sisto) sui 3 campionati mentre nel 2017 l’esito è stato positivo per tutti e tre i siti campionati (Foce del canale di navigazione, Foce del Portatore e Foce Sisto).
  • qualità delle acque marino costiere (acque comprese entro la distanza di 3.000 metri dalla costa e, comunque, entro la batimetrica dei 50 metri): in base al Dlgs 152/06, la qualità delle acque marino costiere è valutata sia mediante lo Stato Ecologico determinato secondo 5 classi di qualità (Elevato, Buono, Sufficiente, Scarso, Cattivo) che lo Stato Chimico, determinato secondo 2 classi di qualità (Buono, Non buono). Al giudizio di stato ecologico concorrono i monitoraggi biologici e i relativi indici, nonché il monitoraggio del carico di nutrienti (indice TRIX). Il giudizio di stato chimico è invece determinato sulla base della presenza o meno delle “sostanze prioritarie” della tabella 1/A allegata al DM 260/2010 (sostanze chimiche e metalli). In base al rapporto Arpa 2015, lo Stato Ecologico e quello Chimico delle acque di Terracina è risultato Buono  in confronto alla rilevazione più frequente nelle città costiere della regione Lazio che è Sufficiente per lo Stato Ecologico e Non Buono per lo Stato Chimico.
  • aggiornamento del Regolamento Edilizio Comunale: il Regolamento edilizio comunale andrebbe aggiornato con norme dedicate al risparmio idrico, al recupero delle acque meteoriche, alla regolamentazione del recupero delle acque grigie (derivanti dagli scarichi delle cucine, docce, vasche da bagno, lavandini) e con norme che incentivano l’uso di sistemi e impianti di fitodepurazione.

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Dall’analisi degli Indicatori emergono chiaramente alcune priorità improcrastinabili come: ammodernare la rete di distribuzione idrica per ridurre le perdite investendo su moderne tecniche di ricerca e riparazione perdite (come del resto recentemente avviato da Acqualatina con l’introduzione della nuova tecnologia “Hoselining”); estendere la rete di depurazione a tutti gli scarichi civili e industriali raggiungendo il 100% dell’utenza; adottare misure efficaci di tutela della risorsa idrica per garantire la buona qualità delle acque superficiali, sotterranee e marino costiere estendendo la rete di monitoraggio e l’analisi agli inquinanti chimici più critici per la salute umana come ad esempio pesticidi, diserbanti e concimi utilizzati in grandi volumi in agricoltura e alle microplastiche come nell’intento anche del progetto di Alternanza Scuola Lavoro (“Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare”) che Legambiente sta realizzando con l’ITS Bianchini, progetto recentemente finanziato anche dal MIUR; promuovere moderni strumenti di pianificazione e sviluppo del territorio e dei corpi idrici come i contratti di fiume e di foce; rivedere il modello di gestione  (ATO) che incontra alcune difficoltà ad affrontare uno stato di degrado della rete così marcato da richiedere incenti investimenti andando verso una governance completamente pubblica che attui l’indirizzo espresso dal referendum sull’acqua del 2011 e fedelmente riportato nella legge regionale L.R. del 4 Aprile 2014, n. 5. E’ inoltre fondamentale promuovere azioni di educazione e diffusione delle buone pratiche per ridurre lo spreco, incentivare il buon uso della risorsa idrica e monitorare la qualità delle acque in tutto il loro complesso ciclo naturale anche attraverso la creazione di strutture di rete a presidio del territorio come la nostra rete #Plasticfreebeaches che non a caso annovera al suo interno l’attore fondamentale sulla tematica acqua come il gestore del servizio idrico Acqualatina.

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“Il cambiamento climatico impone una trasformazione radicale nella gestione della risorsa idrica altrimenti ci si ritroverà in tempi brevi con riserve vuote ed ecosistemi acquatici danneggiati in maniera irreversibile. Risulta infatti evidente come, con il passare degli anni, i giorni di pioggia diminuiscono rendendo sempre più complessa la gestione della risorsa idrica, limitandone la disponibilità e favorendo il verificarsi di eventi estremi (alluvioni, allagamenti, intensi temporali, grandinate). Uno scenario questo con cui dovremo fare sempre più i conti, ma servono validi strumenti, che ad oggi però sono ancora carenti, come i Piani di Adattamento Climatico, a livello nazionale, a scala di bacino idrografico e a livello locale e di aree urbane. Ma al tempo stesso la condizione in cui ci ritroviamo obbliga a ripensare drasticamente al modo in cui gestiamo, consumiamo e utilizziamo l’acqua, rendendo quindi prioritari, nella nostra regione, nella nostra provincia e nel nostro Comune alcuni interventi e politiche fortemente innovative e di rottura rispetto al passato. In sintesi, è necessario cambiare rapidamente paradigma e passare dal concetto di un’acqua unica (risorsa infinita e prevalentemente potabile) utilizzata per tutti gli usi ad un concetto di molti tipi di acqua (risorsa finita e da riutilizzare il più possibile), acque diverse ognuna per un uso diverso (per bere, per innaffiare, per la doccia, per il bagno, per lavare in casa, per cucinare, per lavare le macchine in città, per l’agricoltura, per l’allevamento, per l’industria, etc.) attraverso operazioni multiple di recupero e di riutilizzo della risorsa idrica e riservando la preziosa acqua potabile esclusivamente agli usi per la quale è indispensabile superando anche la grave stortura economica che attualmente quasi equipara il costo di un litro di acqua  minerale in bottiglia a quello di un metro cubo (1000 litri) di acqua potabile pubblica, distorsione che è alla base di molti utilizzi impropri dell’acqua potabile.” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

#PLASTICFREEBEACHES TERRACINA: LA RETE DEL PROGETTO INTERNAZIONALE #PLASTICFREEBEACHES FINANZIATO DALLA FONDAZIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO DOPO UNA SERIE DI INIZIATIVE DI SUCCESSO SI E’ COSTITUITA FORMALMENTE IERI CON LA FIRMA DEL PROTOCOLLO DI INTESA E DIVENTA UN SOGGETTO AUTONOMO TERRITORIALE, APPLICANDO PER LA PRIMA VOLTA A LIVELLO NAZIONALE IL MODELLO PRESENTATO DA LEGAMBIENTE ALL’ONU A GIUGNO SCORSO E ANNUNCIA UNA SERIE DI INIZIATIVE, PROGETTI E MONITORAGGI

Comunicato stampa n.82                                                   18.3.2018

La città di Terracina, scelta da Legambiente come il sito marino e costiero che rappresenta l’Italia nel progetto internazionale #PlasticFreeBeaches, nel prestigioso programma “Beyond Plastic Med” finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco, dopo aver coinvolto durante la stagione primaverile ed estiva tutto il litorale terracinese e tantissimi bambini, cittadini, turisti oltre ad esercenti, scuole, operatori turistici ed il gestore locale dei rifiuti nella sfida internazionale #5minuteschallenge- In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina  e dopo la pulizia straordinaria della zona del Molo a settembre e della Spiaggia di Ponente con gli alunni dell’ITS A. Bianchini di dicembre e dopo diversi incontri effettuati per raccogliere tutte le istanze provenienti dai portatori di interesse arriva finalmente all’obiettivo del progetto e annuncia la firma del protocollo di intesa avvenuta ieri per la costituzione di una Rete multi-stakeholder permanente territoriale di coordinamento sul modello di quella presentata da Legambiente all’ONU lo scorso giugno nella Conferenza Mondiale sugli Oceani nella sessione “Multistakeholder Governance for Tackling Marine Litter in the Mediterranean Sea”.

Il Protocollo di Intesa firmato ieri presso l’Hotel Torre del Sole tra Legambiente ONLUS, Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ONLUS, Comune di Terracina, Capitaneria di Porto di Terracina, Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, De Vizia Urbaser Transfer SpA, Acqualatina SpA, Confcommercio SIB Balneari, Confcommercio ASCOM Terracina, Confcommercio Lazio Sud, Cooperativa dei Pescatori di Terracina, Cooperativa dei Pescatori “La Sirena”, Associazione Albergatori Terracina “Riviera di Ulisse”, Associazione Ristoratori Terracina “Terracina a Tavola”, Consorzio Turistico “Terracina D’Amare”, Hotel Torre del Sole, Stabilimento Balneare “Le Rive di Traiano”, Albergo Neapolis – Un punto macrobiotico, Waterstore – Acqua alla Spina di A. Sacchetti, Detersfusi- Detersivi alla Spina di Silvia e Angelo, B&B La Principessa del Silenzio- Legambiente Turismo, Bar del Molo da Bonifacio, Bar Traiano da Francesco, Scuola IC Don Milani – Scuola Sostenibile Legambiente, Scuola ITS A. Bianchini, Scuola IC M. Montessori, prevede il Coordinamento della Rete di Felice Enrico di Spigno, Presidente del Sindacato Italiano Balneari – Confcommercio Terracina e Socio di Legambiente Terracina con il supporto del Dipartimento Scientifico del Circolo, coordinato da Gabriele Subiaco, Vicepresidente del Circolo locale, e di Fabio Minutillo, ex Assessore all’Ambiente del Comune di Terracina e responsabile dell’importante progetto di start-up della raccolta differenziata a Terracina,  e membro del direttivo SIB Confcommercio anch’egli Socio Legambiente Terracina, per quanto riguarda l’attuazione di un ciclo virtuoso di riduzione della plastica monouso e la progressiva sostituzione con bioplastiche e per l’attuazione della corretta classificazione, differenziazione e smaltimento di plastiche e bioplastiche, privilegiando il riciclo e il riuso.

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Alcuni firmatari del Protocollo di Intesa per la costituzione della Rete Territoriale Plastic Free Beaches Terracina

L’evento di ieri ha visto la partecipazione oltre che dei Firmatari, dell’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone, dell’Assessore allo Sviluppo Economico Gianni Percoco, della Presidente nazionale dell’Associazione Chimica Verde BioNET Sofia Mannelli, tra i massimi esperti italiani di materiali, prodotti e filiere biocompatibili, con i saluti in video della neoeletta Vice Direttore di Legambiente Nazionale Serena Carpentieri, responsabile tra l’altro,  del progetto internazionale Plastic Free Beaches e co-autrice del modello presentato all’ONU, la quale ha portato i ringraziamenti di Legambiente nazionale e della Fondazione Principato di Monaco per il grande lavoro svolto a Terracina, con i saluti del Comandante dell’Ufficio Circondariale Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Terracina  T.V. Alessandro Poerio e del Sindaco di Terracina Nicola Procaccini, che pur non potendo partecipare in quanto fuori città, hanno inviato i loro auguri di buon lavoro alla Rete ribadendo supporto per l’importante iniziativa che pone Terracina al centro degli sforzi internazionali sul problema della plastica. “Tra gli impegni più importanti dei firmatari del protocollo, oltre quello educativo permanente per bambini, ragazzi e adulti attraverso cicli di seminari presso le scuole e le associazioni di categoria, ma anche con modalità innovative di “edutainment” come la sfida #5minuteschallenge – in 5 minuti salvi una tartaruga marina, che tanto successo ha avuto sul nostro litorale, c’è sicuramente quello di supportare l’istituzione di un Laboratorio Cittadino per l’analisi delle microplastiche presso il Dipartimento Chimico dell’ITS A. Bianchini, e quello di favorire iniziative per promuovere gli acquisti #green di bioplastiche compostabili, in collaborazione con Legambiente nazionale, KyotoClub e l’Associazione ChimicaVerde Bionet, promuovendo anche l’utilizzo di acqua e detersivi alla spina, il miglioramento della raccolta differenziata (in particolare la riduzione del rifiuto indifferenziato pro-capite e la promozione del riciclo), e la costituzione di un eco-distretto #rifiutifree e #plasticfree a Terracina” dichiara Felice Enrico Di Spigno, Coordinatore della Rete PFB Terracina. “A tale fine sarà essenziale il ruolo proattivo della Amministrazione e della Ditta Gestore Integrato dei Rifiuti Urbani, attivandosi con i Consorzi di riciclo come CONAI e COREPLA, e delle aziende di riciclo, per raggiungere la concreta fattibilità di recupero dei materiali presenti sulle nostre spiagge e per aumentare invece la compostabilità di bioplastiche sostitutive”, conferma Fabio Minutillo, membro delegato della Rete sui temi degli acquisti e della differenziazione e smaltimento, riuso e riciclo.

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I Soci attivi del Circolo Legambiente che supportano la Rete Territoriale PFB Terracina

L’obiettivo della Rete territoriale è anche il monitoraggio costante e periodico di alcuni indicatori di performance che abbiamo proposto come Dipartimento Scientifico sulla riduzione dei rifiuti plastici per indirizzare le azioni della Rete e misurare e verificare la loro validità ed efficacia. Gli indicatori, che saranno misurati in collaborazione con il Gestore dei Rifiuti (De Vizia Transfer SpA Urbaser SA) e con il Gestore Idrico integrato (Acqualatina SpA), riguarderanno tutte le realtà rappresentate nella rete e i buoni risultati raggiunti all’interno della rete costituiranno la premessa per poter poi estendere le buone pratiche sperimentate all’intera città ed anche ad altre realtà” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente del Circolo e Responsabile Scientifico.

“Con la recente nomina di un referente dedicato, Daniele Iadicicco, Confcommercio Lazio Sud andrà a svolgere una attenta e mirata azione sindacale legata al settore del turismo sostenibile che può attrarre sui nostri territori flussi turistici nazionali e internazionali di qualità e in questo senso l’adesione alla Rete territoriale costituisce un passo avanti nella direzione intrapresa. La presenza di Confcommercio a tutti i livelli (distrettuale e locale), garantirà anche la messa in campo di un articolato progetto locale di etichetta ecologica ispirato a quello di Legambiente Turismo – ECOLABEL “Consigliato per l’impegno in difesa dell’ambiente”, con un decalogo pratico ed efficace che indichi gli obiettivi di sostenibilità nella gestione ordinaria delle imprese ricettive, sviluppati in misure specifiche per aree balneari, aree interne collinari e di montagna, campeggi ed altre strutture ricettive e/o turistiche, e che possa costituire un fattore distintivo di premialità per tutte le imprese aderenti, valutando anno dopo anno le performance sui rifiuti plastici”, dichiara Giovanni Acampora, Presidente Confcommercio Lazio Sud.

La Rete, con le sue iniziative, progetti e monitoraggi, verrà a breve presentata anche a RAI3 in una conosciuta trasmissione dedicata all’ambiente Geo&Geo, dopo essere stata già annunciata  a dicembre sul prestigioso Corriere della Sera http://www.corriere.it/buone-notizie/17_dicembre_27/isola-rifiuti-grande-come-triestino-si-aggira-mediterraneo-5208f8b8-eb06-11e7-aee4-bc31285a7c38.shtml e la prossima iniziativa annunciata riguarda l’adesione della Rete alla Campagna nazionale Legambiente #Beach Litter 2018 intorno alla metà di aprile, aperto a tutti gli altri Portatori di Interesse che vogliano cooperare con la Rete per la raccolta e l’analisi dei rifiuti spiaggiati e in mare.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.doveventi.it/terracina/protocollo-plastic-free-beaches-terracina-sottoscrizione/

https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/62031/terracina-guerra-alla-plasticaa-protocollo-pilota-di-legambiente

http://www.gazzettinodelgolfo.it/terracina-protocollo-dintesa-per-la-costituzione-della-rete-territoriale-plastic-free-beaches/

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-scelta-da-legambiente-come-il-sito-marino-e-costiero-che-rappresenta-litalia-nel-progetto-internazionale-plasticfreebeache/

http://www.latinatoday.it/cronaca/plasticfreebeaches-terracina-protocollo-di-intesa.html

http://www.anxurtime.it/13640-2/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1539/progetto-internazionale-plasticfreebeaches-nel-prestigioso-programma-beyond-plastic-med-parte-da-terracina

http://terracinablog.altervista.org/terracina-sara-sito-marino-e-costiero-di-un-progetto-internazionale-ambientalista-plastic-free-beaches/

http://www.mondobalneare.com/news/2930/una-virtuosa-rete-di-imprese-dichiara-guerra-alla-plastica-in-spiaggia.html

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LEGAMBIENTE HA PRESENTATO SABATO SCORSO 27 GENNAIO PRESSO l’AULA MAGNA DEL ITS A. BIANCHINI IN UN EVENTO NAZIONALE E ALLA PRESENZA DI ISTITUZIONI, AZIENDE DI SERVIZI, ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, E ALTRI ENTI, LA PRIMA EDIZIONE DEL RAPPORTO LEGAMBIENTE “ECOSISTEMA URBANO DI TERRACINA 2017”: UNO STUDIO DETTAGLIATO DEGLI INDICATORI SULLA QUALITA’ DELL’ARIA, DELL’ACQUA, SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI, SULLA MOBILITA’, SUL VERDE URBANO, SUL SUOLO E SULLE ENERGIE RINNOVABILI CORREDATO DI PROPOSTE OPERATIVE SU CUI LEGAMBIENTE SI IMPEGNA A FORNIRE TUTTO IL SUPPORTO POSSIBILE ALLA CITTA’

Comunicato stampa n.76                                                29 gennaio 2018

Sintesi – Buona la Qualità dell’Aria anche se i superamenti della soglia per l’Ozono risultano superiori ai valori medi di riferimento ma i dati vanno consolidati predisponendo centraline di misura fisse o aumentando il numero e la frequenza delle campagne di misura. Acqua e Sistema Idrico: ottimo il consumo idrico pro-capite ma occorre investire sulla qualità della rete di distribuzione e ampliare la raccolta della rete fognaria. Rifiuti: siamo sulla buona strada con una percentuale di differenziata elevata ma occorre fare più attenzione alla produzione pro capite della frazione indifferenziata, applicando la Tariffa puntuale, consolidando il successo del premio Comuni Ricicloni di Legambiente e puntando decisamente ai Comuni #rifiutifree. Mobilità: ancora troppe auto, poco trasporto pubblico locale (scarsa sia la domanda che l’offerta, anche se ecologica) e ancora penalizzata la mobilità lenta a parte il valore ottimale dell’indicatore sulle piste ciclabili, ed è importantissimo dotarsi del Piano della Mobilità Sostenibile; Verde Urbano: vanno aperte, curate, sistemate ed attrezzate le aree esistenti, create nuove aree, sviluppati progetti di forestazione urbana e adottati moderni strumenti di pianificazione come il Piano del Verde. Suolo: il consumo va ridotto e regolamentato meglio, va posta notevole attenzione al dissesto idrogeologico del territorio che interessa un terzo della superficie comunale e al fenomeno dell’erosione costiera e vanno sviluppati progetti di recupero ambientale delle cave che deturpano fortemente il paesaggio della città, cosi’ come è ormai irrinunciabile dotarsi del Piano di Azione  per l’Energia Sostenibile e il Clima; Energie Rinnovabili: occorre iniziare finalmente con convinzione a pianificarle, promuoverle e svilupparle partecipando a Comuni Rinnovabili di Legambiente e aprendo uno Sportello dedicato all’ambiente.

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Il Circolo Legambiente “Pisco Montano” ha presentato nell’evento del 27 gennaio scorso, patrocinato dal Comune di Terracina, Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Arpa Lazio, Consorzio della Bonifica Pontina, Scuola ITS A. Bianchini, e dalle principali Aziende Gestori locali come Gestore Idrico Integrato Acqualatina SpA, Gestore Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer SpA, Gestore Verde Cittadino Verdeidea srl, Gestore Trasporti Locali CO.TR.I, Gestore Pubblica Illuminazione City Green Light srl, con il supporto di due Media Partner Latina Oggi e Lazio TV, e alla presenza di tutti i principali portatori di interesse e le principali Forze dell’Ordine a tutela dell’Ambiente (Carabinieri Forestali e Capitaneria di Porto-Guardia Costiera), e le principali associazioni di categoria (CONFCOMMERCIO, SIB Balneari), e le associazioni a tutela dell’ambiente e della salute come ISDE-Medici per l’Ambiente,  LA PRIMA EDIZIONE DEL RAPPORTO LEGAMBIENTE “ECOSISTEMA URBANO DI TERRACINA 2017”, ispirato al rapporto annuale che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica da decenni per i capoluoghi di provincia italiani. Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, le cosiddette Piccole Città.

“L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa bene e spende bene le sue risorse, che si misura, accetta le proprie carenze, progetta miglioramenti, evolve e pianifica le trasformazioni future, e che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza – commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente nazionale e curatore insieme a Mirko Laurenti del report nazionale – e siamo particolarmente contenti che Terracina, grazie al Circolo locale, abbia preso con decisione questa strada innovativa, avviandosi a diventare un laboratorio di monitoraggio dei propri indicatori, di confronto sistematico e di sperimentazione di buone pratiche a livello nazionale, come già in atto con il premio assegnato oggi a Terracina per Comuni Ricicloni o il progetto internazionale di Legambiente e della Fondazione Principato di Monaco sulla prevenzione, riduzione e il riciclo della plastica “Plastic Free Beaches”, di cui Terracina è sito pilota nazionale”.

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“L’Ecosistema Urbano è uno studio analitico sulla Città che il nostro Circolo ha condotto in questi mesi e che vuole essere non una pagella ma uno strumento di lavoro che ha l’obiettivo di aiutare a comprendere il funzionamento della Città su temi ambientali importanti quali la Qualità dell’Aria, l’Acqua e il Servizio Idrico, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità, il Verde Urbano, il Suolo e le Energie Rinnovabili. Un quadro di riferimento analitico, chiaro e basato su dati ufficiali che consente finalmente di confrontare la Città di Terracina con altre realtà analoghe. Abbiamo considerato il quadro nella sua complessità, con le luci e le ombre e abbiamo identificato anche proposte operative e priorità di azioni. Ebbene, se pensiamo alla Città come ad una macchina, oggi l’abbiamo dotata di un cruscotto che consentirà sicuramente di guidarla con una maggiore consapevolezza su dove siamo oggi e su dove vogliamo stare domani” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e  Vicepresidente del Circolo e autore del Rapporto.

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ARIA: i risultati sulla qualità dell’aria derivano da dati pubblicati da Arpa Lazio e relativi a campagne periodiche organizzate a Terracina ma bisogna prioritariamente dotarsi di una rete di centraline fisse nei punti più critici (es. incrocio Via Roma-via Derna, ponte del Salvatore, Ponte dell’Ospedale, Ponte tra Via Appia Nuova e Via Ponte Rosso, interno/esterno della Galleria); gli indicatori monitorati, che sono quelli tipici (il Biossido di azoto NO2, l’Ozono O3, le Polveri sottili Pm2,5 e Pm10), indicano una qualità buona dell’aria (soprattutto se confrontata con altre realtà del nostro Paese come le città del nord Italia) anche se i superamenti della soglia per l’Ozono risultano superiori ai valori medi di riferimento e sia il PM2,5 che il PM10 risultano comunque superiori ai limiti stabiliti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). In particolare per l’ozono, di norma ascrivibile al traffico veicolare, sarebbe opportuno fare più campagne estive, quando ci sono i maggiori picchi a causa dell’irraggiamento e delle temperature elevate. Per il PM2,5 e il PM10, sarebbe comunque opportuno fare una campagna di misure invernale visto che le polveri sottili derivano oltre che dal traffico veicolare anche dal riscaldamento domestico.

ACQUA E REFLUI: ottimo il dato sul Consumo giornaliero pro capite di acqua potabile per uso domestico (111,5 litri) in linea con le migliori pratiche a livello nazionale. Buona la Qualità delle Acque di balneazione e delle Acque marino-costiere sia per quanto riguarda lo Stato Ecologico (buono) che lo Stato Chimico (buono). E’ necessario però investire sulla qualità della rete di distribuzione dell’acqua per usi civili, industriali e agricoli che presenta un dato di Dispersione (68%) elevato rispetto ai valori nazionali. Va anche migliorata la Percentuale delle utenze collegate alla rete fognaria che risulta estesa al 83% della popolazione. Anche la Tariffa media (342€) di una famiglia tipo, di tre persone con un consumo annuo di 150 metri cubi di acqua, risulta superiore alla media nazionale e lontano dalle migliori città italiane. Inoltre è necessario dettare misure efficaci di tutela della risorsa idrica per garantire la buona qualità delle acque superficiali, sotterranee e marino costiere estendendo la rete di monitoraggio e gli inquinanti analizzati come previsto anche dal nostro progetto di ASL con l’ITS Bianchini recentemente finanziato dal Miur (Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare).

RIFIUTI: bene la Percentuale di raccolta differenziata (73,07%) che porta Terracina quest’anno per la prima volta nei Comuni Ricicloni del Lazio di Legambiente, in linea con le migliori pratiche nazionali. Bene anche la Percentuale di abitanti serviti dalla raccolta domiciliare (100%) e la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani (492 Kg/abitante) in linea con la media nazionale ed europea che si attesta sotto i 500 Kg/abitante. E’ fondamentale invece ridurre la Produzione annua pro-capite della frazione indifferenziata (attualmente 133 Kg/abitante) che è molto lontana dai migliori valori italiani che sono tutti al di sotto dei 75 kg/abitante. La Tari annuale applicata dal nostro comune (per una famiglia di tre persone che vive in una casa di 100 mq)  è di 290€ e risulta leggermente superiore al valore medio delle Piccole Città che è di 287€ anche se comunque distante dai valori migliori italiani che sono quelli del Trentino Alto Adige con Trento e Bolzano che pagano soli 178€. Significativamente più alta della media la spesa annua ad abitante per la Tari (205€/abitante) superiore alla media Italia dei comuni con un numero di abitanti compreso tra 15.000 e 50.0000 che è di 155,27€/abitante. Oltre a diminuire progressivamente la Tari, occorre porsi a breve l’obiettivo della Tariffa Puntuale, già applicata in 280 Comuni italiani, che è il cuore del sistema della differenziata peraltro obbligatoria dal 2020 come riporta il Collegato alla legge L.R. di stabilità del 8 agosto 2016. E’ importante aderire all’indagine nazionale di Legambiente COMUNI RICICLONI per puntare al premio annuale e portare Terracina anche nella graduatoria nazionale dei comuni Rifiuti Free (% RD > 65% e <75 kg pro capite di indifferenziata). E’ poi necessario sviluppare progetti dedicati al Marine e Beach Litter (su cui c’è anche un impegno di finanziamento regionale): un esempio è la Rete #Plasticfreebeachesterracina all’interno del Progetto internazionale “PlasticFreeBeaches” finanziato dal programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco, creata da Legambiente, SIB, Confcommercio, Cooperative Pescatori, Esercenti e Scuole che sta diventando un modello a livello nazionale e internazionale.

MOBILITA’: i dati del Trasporto pubblico locale (TPL) sia relativamente alla domanda di servizio (Passeggeri trasportati annualmente dal trasporto pubblico) che all’offerta (Percorrenza annua per abitante) risultano molto inferiori alla media. Questi due indicatori assieme al Tasso di motorizzazione auto (58,7 ogni 100 abitanti) ci dicono che Terracina è ancora una città con una mobilità decisamente auto-centrica. Buono il dato del Costo del servizio (1,61 €/km), della Spesa per singolo viaggio (0,48 €/viaggio) e della Incidentalità stradale (4,20 morti e feriti per 1000 abitanti). Nella media il valore dell’indicatore relativo all’uso di auto ecologiche ed ottimo il dato sull’uso dei mezzi ecologici nel TPL (83%) quasi tutti a metano. Per quanto riguarda gli indicatori sulla mobilità lenta, è buono il dato sui metri equivalenti di Piste ciclabili ogni 100 abitanti (16,26), ma c’è da migliorare sulla mobilità pedonale visto il deficit sia dell’indicatore relativo alle Isole pedonali (0,22 mq/abitante) che di quello relativo alle ZTL, Zone 20 e Zone 30. E’ importante sviluppare la Mobilità dolce sfruttando gli strumenti della Legge Regionale 28 dicembre 2017, n. 11 “Disposizioni per favore la mobilità nuova” recentemente approvata (che favorisce la mobilità collettiva come car pooling, car e bike sharing, l’utilizzo di bici+treno, promozione zone 20 e 30, parcheggi e spazi comuni dedicati per le biciclette, il cicloturismo, le ciclofficine, le ciclovie e le infrastutture per la mobilità). Inoltre è cruciale dotarsi del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), moderno e imprescindibile strumento di programmazione della mobilità complessiva nelle città che supera il piano della viabilità e del traffico.

VERDE URBANO: gli indicatori sul Verde Urbano mostrano un grave deficit sia in termini di Verde Urbano Disponibile (0,14%) che Fruibile (3,4 metro quadro/abitante), lontani dai valori medi di riferimento e anche da quanto stabilito dall’ Art. 17 della legge 765 (che detta gli standard urbanistici minimi del PRG) che individua in almeno 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport. Per quanto riguarda gli Orti urbani e sociali pur essendo stata individuata un’area (sebbene di molto inferiore alla media nazionale) di 4000 metri quadri da adibire a questo scopo e definita una graduatoria dei richiedenti, ad oggi ancora non è stato assegnato alcun lotto. Anche la percentuale delle aree percorse dal fuoco nel periodo 2011-2016 2,51% risulta superiore alla media nazionale (1,19%) con un totale di superficie distrutta in sei anni pari a 342 ettari che non tiene conto della devastazione degli incendi avvenuta nel 2017 con ben 234 ettari bruciati in un solo anno. Il Comune di Terracina presenta una classe di rischio incendi alto (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo, è assolutamente necessario aggiornare il catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000, rafforzando gli investimenti in ambito forestale anche con strumenti finanziati, e occorre anche che siano presto integrati nella pianificazione urbanistica locale alcuni strumenti di Pianificazione e di Gestione del verde come il Piano del Verde, il Regolamento del Verde Urbano, il Censimento del verde urbano, la Carta del verde urbano, il Catasto degli alberi, che cominciano ad essere adottati in moltissime città italiane e che sono ormai imprescindibili.

IL SUOLO: relativamente al Consumo di Suolo del nostro Comune il rapporto tra la superfice impermeabilizzata e la superficie totale (12,42%) risulta superiore sia alla media provinciale che a quella regionale e nazionale (7,64%) con un incremento 2015-2016 di 1,06 ettari di suolo del territorio comunale edificato e sottratto al verde. Invece sia il Suolo consumato pro capite (m2/ab) che la Percentuale di suolo consumato nel periodo 2012-2016 (8 ettari) risultano inferiori alle medie di riferimento. Superiore alla media nazionale anche la riduzione (-25,15%) della superficie agricola utilizzata (SAU) valutata negli anni di censimento 1982-2010. Relativamente al tema del dissesto idrogeologico del territorio risultano in linea con il dato medio nazionale le Aree a pericolosità da frane e idraulica (32,29 % sulla superficie totale) mentre superiore al dato medio nazionale risultano le Aree ad elevata pericolosità da frane ed idraulica (12,34%) con una popolazione a rischio di circa 4.000 persone. L’erosione costiera impatta oltre la metà delle coste del Comune di Terracina (53,33%) nel cui territorio sono presenti anche un numero elevato di Cave 6 (di cui 2 attive e 4 inattive), un dato consistente se confrontato con la media nazionale di siti estrattivi per comune (2,54). E’ poi necessario rivedere la applicazione della L.R. 7 del 2017 «Rigenerazione Urbana» (Art. 8) subordinando la possibilità di fare ricorso all’istituto della monetizzazione alla “comprovata impossibilità” di reperire gli standard secondo la prassi ordinaria evitando cosi consumo di suolo (riduzione del verde,  impermeabilizzazione del terreno, allagamenti, isole di calore, etc.) e preservare il verde agricolo, considerando il contributo e la valenza della agricoltura urbana in una città come Terracina, anche tenendo conto della Legge Regionale n. 14 “Disposizioni per valorizzare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti da filiera corta”;

ENERGIE RINNOVABILI: i dati (GSE) della Potenza installata di Fotovoltaico per 1000 Abitanti a Terracina sono di molto inferiori alla media provinciale, regionale e nazionale nonostante le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la città. Il dato sul Fotovoltaico e termico pubblico purtroppo non è disponibile pur in presenza di questionari che Legambiente, tutti gli anni, invia ai Comuni italiani per l’indagine nazionale Comuni Rinnovabili. Il Consumo di energia elettrica per uso domestico, pari a 1068,8KWh, risulta superiore alla media delle Piccole Città e lontano dalle migliori. Il Comune di Terracina ha deliberato, negli anni passati, l’adozione di un PAES ma ad oggi non si è ancora dotata di questo importante Piano Energetico che nel frattempo non si chiama più PAES ma PAESC visto che ha integrato anche la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e che molti comuni e regioni stanno adottando come piano sovraordinato. E’ imprescindibile adottare il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc) insieme ad uno Sportello Informativo Unico Ambiente (Qualità dell’Acqua, Risparmio idrico, Energie Rinnovabili, Efficienza Energetica, Aree Protette, Biodiversità, etc.), favorendo anche la partecipazione attiva di Terracina all’indagine nazionale di Legambiente «COMUNI RINNOVABILI» nello spirito del confronto e del miglioramento continuo.

Infine auspichiamo che l’Amministrazione si doti presto di un Regolamento edilizio sostenibile che integri i principi di sostenibilità e di efficienza energetica degli edifici, le energie rinnovabili, il risparmio idrico, l’isolamento acustico, il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie, l’incentivazione di sistemi e impianti di fitodepurazione, la tutela della permeabilità del suolo e promuovano l’utilizzo di materiali e tecnologie costruttive anti-impermeabilizzazione (materiali drenanti e rain garden) e di materiali da costruzione locali e riciclabili.

http://www.latinatoday.it/cronaca/legambiente-primo-rapporto-ecosistema-urbano-terracina-2017.html

http://www.retisolidali.it/ecosistema-urbano-di-terracina-2017/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1483/legambiente-annuncia-i-dati-ufficiali-del-rapporto-ecosistema-urbano-2017-di-terracina-presentato-lo-scorso-27-gennaio-ed-elabora-proposte-operative-per-la-citta

https://www.ilfaroonline.it/2018/01/29/204465/204465/

http://www.anxurtime.it/troppe-automobili-trasporto-pubblico-migliorare-report-legambiente/

http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=122993

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-legambiente-ha-presentato-lo-studio-degli-indicatori-sulla-qualita-dellaria-acqua-e-rifiuti/

 

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” INSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE NAZIONALE ANNUNCIA L’EVENTO “PRESENTAZIONE DEL I^ RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO 2017 DELLA CITTA’ DI TERRACINA” CHE SI SVOLGERA’ SABATO 27 GENNAIO 2018 DALLE ORE 9 ALLE ORE 13.30 PRESSO l’AULA MAGNA DELL’ITS A. BIANCHINI

Comunicato stampa n.75                                             25 gennaio 2018

L’EVENTO “PRESENTAZIONE DEL I^ RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO 2017 DELLA CITTA’ DI TERRACINA” DEL 27 GENNAIO 2018, ORGANIZZATO DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA IN COORDINAMENTO CON LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE NAZIONALE SI SVOLGERA’ PRESSO l’AULA MAGNA DELL’ITS A. BIANCHINI ed ha la finalità di presentare la 1^ edizione del Rapporto che il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha elaborato, basato su alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Nazionale Ecosistema Urbano https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-urbano-2017 https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/ecosistema-urbano-2017-dati-performance-ambientali-comuni-capoluogo , recentemente presentato a Milano a Palazzo Marino.

L’evento ha il patrocinio, oltre che di Legambiente nazionale e regionale, dei seguenti Enti pubblici locali: Comune di Terracina, Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Arpa Lazio, Consorzio della Bonifica Pontina, Scuola ITS A. Bianchini, e delle principali Aziende Gestori locali come Gestore Idrico Integrato Acqualatina SpA, Gestore Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer SpA, Gestore Verde Cittadino Verdeidea srl, Gestore Trasporti Locali CO.TR.I, Gestore Pubblica Illuminazione City Green Light srl, e due Media Partner come Latina Oggi e Lazio TV, i quali parteciperanno tutti anche alla Tavola Rotonda, insieme alle principali Forze dell’Ordine a tutela dell’Ambiente (Carabinieri Forestali e Capitaneria di Porto-Guardia Costiera), alle principali associazioni di categoria (CONFCOMMERCIO, SIB Balneari), alle associazioni a tutela dell’ambiente e della salute come ISDE-Medici per l’Ambiente.

L’Ecosistema Urbano è uno studio analitico sulla Città che il nostro Circolo ha condotto in questi mesi e che vuole essere uno strumento di lavoro con l’obiettivo di aiutare a comprendere il funzionamento della Città su temi importanti quali la Qualità dell’Aria, Qualità dell’Acqua e il Servizio Idrico Integrato, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità, il Verde Urbano, il Consumo di Suolo e le Energie Rinnovabili. Un quadro di riferimento analitico, chiaro e condiviso che consente di confrontare in modo oggettivo la nostra Città con altre realtà analoghe a livello nazionale.

Gli indicatori di sostenibilità dell’ecosistema urbano e in genere di qualità ambientale e della vita rappresentano uno strumento scientifico, diffuso a livello nazionale ed internazionale, oramai imprescindibile e dai risvolti pratici notevolissimi in quanto rappresentano il vero e proprio cruscotto della Città, utile ad orientare l’azione di governo, a decidere e fissare gli obiettivi, a misurarne i risultati e a valutarne l’efficacia e la concretezza. Inoltre rappresentano un formidabile strumento di trasparenza e di comunicazione (anche turistica) visto che consentono a tutti i fruitori della Città di valutare, con semplicità ed immediatezza, il livello di servizio complessivo offerto dalla Città in tutte le sue componenti più rilevanti (es. ambiente, servizi, sanità, cultura, trasporti, sicurezza, vivibilità, accessibilità, economia, etc). Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti, le cosiddette Piccole Città.

L’evento, dalle ore 9 alle ore 13.30, aperto a tutti e inserito all’interno del percorso di Alternanza Scuola Lavoro dell’ITS A. Bianchini, prevede la seguente organizzazione

  • Introduzione e apertura dei lavori a cura del Presidente Legambiente Lazio, R. Scacchi
  • Presentazione del Rapporto nazionale Legambiente ECOSISTEMA URBANO 2017 a cura del Responsabile Nazionale di Legambiente per le Aree Urbane, A. Fiorillo
  • Presentazione del 1^ rapporto ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 2017 a cura del Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente, G. Subiaco
  • Consegna Ufficiale del Premio Legambiente Comuni Ricicloni al Comune di Terracina
  • Tavola Rotonda dal titolo “Performance Ambientali e Qualità della Vita” (che sarà moderata da A. Fiorillo di Legambiente Nazionale)
  • Conclusioni a cura del Presidente del Circolo Legambiente Terracina, A. Giannetti

Presentazione ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 27 gennaio 2018

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

IL PROGETTO DI LEGAMBIENTE E DELL’ISTITUTO TECNICO STATALE A. BIANCHINI DI TERRACINA “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE” PER LA CREAZIONE DI UN CENTRO DI MONITORAGGIO DELLA QUALITA’ DELLE ACQUE DELLA RIVIERA DI ULISSE E’ TRA I 14 PROGETTI FINANZIATI DAL MIUR CON FONDI EUROPEI DEL PON 2014-2020 PER L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO (POTENZIAMENTO DEI PERCORSI ASL) NELLA REGIONE LAZIO.

Comunicato stampa n.70                                                      20.12.2017

Il progetto “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE” sviluppato nell’ambito della convenzione tra il Circolo Legambiente di Terracina e l’ITS A. Bianchini, con il supporto del Dipartimento Scientifico di Legambiente nazionale e il Dipartimento Scuola e Formazione di Legambiente nazionale, finalizzato alla creazione di percorsi di Alternanza Scuola Lavoro risulta tra i 14 progetti approvati ed ammessi al finanziamento per la Regione Lazio in base alle graduatorie MIUR a valere sul PON 2014-2020 – Fondi strutturali europei, avviso n. 3781 del 05/04/2017 – FSE – Potenziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro sottoazione: Percorsi ASL, pubblicate con decreto del 7 dicembre scorso. Il Progetto, di livello nazionale, è stato già presentato ufficialmente nel corso della Tappa di Terra di Goletta Verde a Terracina lo scorso 5 Luglio, e rientra nelle iniziative che il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” sta portando avanti sul tema del mare e della qualità delle acque sul nostro territorio (Beach Litter 2016-2017, Spiagge e Fondali Puliti-Clean up the Med 2016-2017, SOS Goletta, Monitoraggio della Posidonia Oceanica dei SIC) e si inserisce a pieno titolo all’interno del progetto internazionale Legambiente #Plasticfreebeaches, all’interno del programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco, di cui Terracina è sito di attuazione pilota internazionale, con un focus particolare sull’analisi delle acque marine e sull’analisi chimico-fisica delle microplastiche presenti nelle acque del nostro mare e sulle nostre spiagge.

L’obiettivo finale del progetto è quello di creare a Terracina un centro di monitoraggio certificato ed autonomo, perfettamente allineato alle metodiche e ai protocolli scientifici di laboratorio di Legambiente nazionale per “Goletta Verde”, per l’analisi periodica della qualità e lo studio delle maggiori e più pericolose cause di inquinamento del sistema delle acque della Riviera di Ulisse. Gli Alunni dell’indirizzo chimico dell’ITS A. Bianchini diventeranno delle vere e proprie “Sentinelle del Mare” a guardia delle acque del nostro territorio durante tutto l’anno, con il supporto e l’indirizzo costante di Legambiente.

Il Progetto è partito l’estate scorsa, con l’esperienza di ASL che gli alunni del Bianchini (indirizzo chimico) hanno fatto partecipando a Goletta Verde 2017, durante la quale hanno effettuato, assieme ai tecnici di Legambiente, sia i campionamenti sulla costa del Lazio che le analisi microbiologiche realizzate nei laboratori di Legambiente a Roma. Il progetto “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE” strutturato in fasi, prevede, una prima fase di predisposizione del Laboratorio con strumenti e dotazioni e l’acquisizione delle conoscenze e le competenze di base, per le analisi fisico-chimiche e batteriologiche delle acque come da programma scientifico Goletta Verde, tutto certificato da Legambiente ed operativo sul nostro territorio per tutto l’anno, per monitorare l’inquinamento organico (presenza di batteri fecali e germi patogeni derivante da assenza di depuratori, di reti fognarie o dal cattivo funzionamento di tali sistemi).

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Le alunne dell’ITS Bianchini nella sede nazionale di Legambiente in Via Salaria a Roma

Un successivo, e più ambizioso, sviluppo del progetto consentirà, acquisendo ulteriori conoscenze e competenze e dotando il laboratorio di strumenti e strutture idonee, di poter estendere il monitoraggio periodico anche alle microplastiche, ai fertilizzanti chimici (fosfati e nitrati),  ai pesticidi e ai diserbanti, alle sostanze tossiche e non biodegradabili quali metalli pesanti, oli minerali, idrocarburi, ammoniaca, solventi. Cioè a tutte quelle sostanze chimiche che, come messo in evidenza ormai da anni dall’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) nei rapporti annuali sullo stato delle acque italiane, inquinano gravemente i corpi idrici, le acque continentali e quelle marine, producendo effetti dannosissimi sulla flora e sulla fauna, con gravi pericoli anche per l’uomo, effetti che non rimangono localizzati nelle zone di scarico, ma si fanno sentire spesso a distanze notevoli.

“Dopo la firma della Convenzione con il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” è subito partito il progetto, che ha impegnato i nostri alunni su tutta la costa del Lazio e a Roma nei laboratori di Legambiente e che sta impegnando anche la nostra Scuola per il completamento delle attrezzature del Laboratorio. Sono quindi veramente soddisfatto per l’ulteriore e prezioso riconoscimento da parte del MIUR al progetto, che oltre a proiettare il nostro Istituto a livello nazionale, data la reputazione della storica campagna Legambiente “Goletta Verde”,  è soprattutto una opportunità di formazione professionale concreta e di crescita civica per i ragazzi e una grande occasione per loro di venire a contatto e di conoscere la più grande realtà associativa ambientale del nostro Paese. Ci impegneremo a fondo, con il supporto fondamentale di Legambiente nelle sue articolazioni locale e nazionale, per creare questo presidio territoriale per il monitoraggio delle acque che vuole essere non solo una occasione di pratica professionale per gli allievi, come è nello spirito dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro, ma anche un modo per sviluppare nei ragazzi una cultura più rispettosa dell’ambiente e delle risorse del loro territorio” dichiara il Prof. Maurizio Trani dirigente scolastico dell’ITS Bianchini.

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Progetto “Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare” lezione in aula presso l’Istituto Bianchini

“Siamo felici di questo risultato e crediamo in questo progetto che Legambiente nella sua articolazione locale, regionale e nazionale supporterà con convinzione fornendo know-how, tecnologie e strumenti  oltre a favorire la ricerca degli ulteriori finanziamenti necessari.  Fin dalla sua nascita, il circolo Legambiente di Terracina ha messo al centro della sua azione il tema cruciale,

 

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Progetto “Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare” riunione nel Laboratorio di chimica del ITS Bianchini

per il nostro territorio, del mare e delle spiagge e quindi della qualità delle acque e del sedimento, con molte iniziative, indagini e progetti di grande rilievo, che hanno avuto riconoscimenti nazionali, europei, internazionali. Il progetto “Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare” rappresenta un ulteriore prestigioso passo avanti, perché avere un centro di monitoraggio delle acque della Riviera di Ulisse significa poter avviare un serio processo di promozione e di valorizzazione del nostro territorio, che non può non passare attraverso una maggiore attenzione ai suoi corsi d’acqua (Linea Pio, Portatore, Ufente, Amaseno, Sisto, etc.) da cui derivano le gravi forme di inquinamento come il #marinelitter, le microplastiche e l’inquinamento da agenti chimici, tutti fattori che poi vanno a compromettere inevitabilmente la qualità delle acque del nostro mare.  Un ringraziamento doveroso va in particolare alla Prof. Angela Fruggiero dell’indirizzo chimico che ha creduto con convinzione fin da subito nelle nostre potenzialità, al Prof. Maurizio Trani (Dirigente scolastico) per il suo costante incoraggiamento e alla Prof. Piera Petti per aver coordinato l’attività di progettazione finanziata per il PON MIUR e alla Prof. Simona Ciocia per il suo supporto nella comunicazione. Un grande ringraziamento va anche agli insostituibili e preziosi colleghi del Dipartimento Scientifico nazionale e del Laboratorio Goletta Verde Giorgio Zampetti, Serena Carpentieri, Stefania di Vito e del Dipartimento Scuola e Formazione di Legambiente nazionale Vanessa Pallucchi e Claudia Cappelletti che ci hanno sempre supportato e aiutato” dichiara Gabriele Subiaco Vicepresidente, responsabile scientifico e coordinatore del progetto.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

RETE #PLASTICFREEBEACHES A TERRACINA: DALLA PULIZIA STRAORDINARIA DELLA SPIAGGIA DI PONENTE DEL 12 DICEMBRE EMERGONO RIFIUTI INGOMBRANTI NON SMALTITI, MICROPLASTICHE E A SORPRESA ANCHE CENTINAIA DI RESTE PER LA MITILICOLTURA. TERRACINA PUO’ DIVENTARE PRESTO UN ECO-DISTRETTO #PLASTICFREE E UN ESEMPIO A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE.

Comunicato stampa n.69                                                          13.12.2017

A conclusione della pulizia straordinaria della Spiaggia di Ponente del 12 dicembre scorso, che ha visto la partecipazione e l’impegno degli alunni dell’indirizzo chimico del ITS A. Bianchini di Terracina con il quale il Circolo Legambiente ha avviato una importante collaborazione, la Rete #plasticfreebeaches creata da Legambiente all’interno del prestigioso Programma Internazionale “Beyond Plastic Med” della Fondazione Principato di Monaco, coordinata da Felice Enrico Di Spigno, Presidente del Sindacato dei Balneari, a cui partecipano attualmente SIB, Confcommercio Lazio Sud, Confcommercio ASCOM Terracina, Capitaneria di Porto di Terracina, De Vizia Urbaser Transfer SpA, Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, e le Scuole IC Don Milani, ITS A. Bianchini,  fa un’analisi qualitativa e quantitativa dei rifiuti raccolti sottolineando nuovamente la gravità del problema della plastica in mare e sulle spiagge (Marine e Beach Litter).

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La pulizia straordinaria del 12 dicembre sulla Spiaggia di Ponente di Terracina

Purtroppo non è  una questione residuale, quando parliamo di Marine e Beach Litter, perché secondo l’UNEP (United Nations Environment Programme) l’impatto economico derivato dai rifiuti nei mari del Pianeta è di 8 miliardi di euro l’anno e la sola spesa europea per la pulizia annuale delle spiagge è stimata in circa 412 milioni di euro. Sotto la lente d’ingrandimento della rete territoriale #Plasticfreebeaches anche le fonti d’inquinamento da microplastiche prodotte dalla degradazione delle plastiche, dai tessuti in fibra ed usate nei cosmetici e nei dentifrici, che purtroppo, per le dimensioni inferiori a 5mm, non vengono trattenute dagli impianti di depurazione delle acque reflue, come ricorda la recente campagna di Legambiente #Faidafiltro, insieme a circa 100 milioni di cotton fioc che arrivano nei nostri anch’essi per carenze depurative e per la cattiva abitudine di utilizzare il WC come il cestino di rifiuti, a cui si è ispirata la recente campagna di Legambiente #norifiutinelWC.

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Alcuni rifiuti spiaggiati raccolti dalla rete dopo le mareggiate sulla Spiaggia di Ponente

Inoltre ormai non è più moralmente accettabile che si continui ad utilizzare alcuni oggetti di plastica “usa e getta” e le nostre abitudini casalinghe devono cambiare drasticamente se vogliamo evitare questa catastrofe: i dati presentati, la settimana scorsa,  in occasione del workshop “Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa” organizzato dall’ENEA in collaborazione con Accademia dei Lincei e Forum Plinianum  a cui il Dipartimento Scientifico di Legambiente è stato invitato a partecipare, ci dicono che circa 700mila microfibre di plastica vengono scaricate in mare da un solo lavaggio di lavatrice e 24 sono le tonnellate di microplastica provenienti dai prodotti cosmetici di uso quotidiano che ogni giorno riversiamo nei mari europei e che entrano nella catena alimentare. Prodotti di degradazione delle plastiche sono stati rinvenuti infatti nei pesci e persino nel sale da cucina! Il Mar Mediterraneo non è ancora agli stessi livelli del Pacific Trash Vortex, l’isola di plastica nell’Oceano Pacifico grande come la Turchia, ma la plastica nel Mediterraneo rappresenta già un’emergenza e un recente rapporto dell’Unione Europea stima nel Mar Mediterraneo oltre 100mila pezzi di plastica per kmq.

“Durante la pulizia effettuata dopo le mareggiate di questi giorni abbiamo trovato: pezzi di polistirolo di diversa grandezza derivanti dallo sbriciolamento delle cassette utilizzate per il pesce, tappi di bottiglie e bicchieri di plastica, secchioni di plastica usati per la pittura degli edifici, pezzi di sedie da esterno in plastica, lattine di metallo, bottiglie e contenitori in vetro, pezzi di legno, pezzi di tessuto, addirittura una bombola del gas. In genere, tutti rifiuti che normalmente raccogliamo e classifichiamo durante le nostre campagne periodiche nazionali come Beach Litter e Spiagge e Fondali Puliti. Un dato sorprendente è stato invece il numero veramente rilevante di “reste” rinvenute nel corso della pulizia, circa un centinaio in meno di 5.000 metri quadrati. Le reste sono le reti di plastica dove si coltivano i mitili. Probabilmente a causa delle mareggiate dovute alle condizioni meteo degli ultimi giorni, le reste sono riaffiorate dal fondale dove tendono ad accumularsi proprio per via del mancato smaltimento come rifiuti speciali da parte delle aziende di mitilicoltura, e sono arrivate, a centinaia, fin sulle nostre spiagge. Questo fatto ci ricorda, ancor di più, che non dobbiamo abbassare assolutamente la guardia contro i mega-impianti di mitilicoltura che rischiano di devastare anche il mare di Terracina. E anche se il TAR del Lazio-sezione di Roma, dopo aver emesso sentenza favorevole contro il mega-impianto di Terracina (almeno negandone il carattere di urgenza!), ha accordato la sospensione, rispondendo di fatto in modo positivo al ricorso del Comune di Fondi, pur rimandando la decisione sul merito al prossimo 6 Aprile, dobbiamo tuttavia continuare a vigilare, come sta facendo, oramai da due anni il nostro Circolo che è diventato, sul tema, un punto di riferimento per tutto il sud pontino con analisi scientifiche, tecniche e ambientali di assoluto valore”, dichiara Gabriele Subiaco, Vice Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo.

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Una moltitudine di reste di plastica utilizzate per la mitilicoltura e non smaltite appropriatamente

“La giornata di pulizia straordinaria è stata anche l’occasione, da parte della rete del progetto #plasticfreebeaches, per avviare una serie di iniziative importanti, anche in vista della firma prossima del Protocollo di Intesa: estendere la rete a breve anche ai Pescatori, alle loro Cooperative e ai diportisti, avviare un tavolo di confronto con l’Amministrazione e l’azienda locale dei rifiuti De Vizia Urbaser Transfer SpA per la valorizzazione delle potenzialità dei materiali di plastica a fine vita e delle filiere del riciclo, inserire nella rete il Gestore Idrico Integrato AcquaLatina Spa per verificare assieme le azioni che si possono attuare sul filtraggio delle acque reflue per combattere il problema delle microplastiche e dei cotton fioc, e continuare nell’opera di sensibilizzazione dei ragazzi delle Scuole cittadine e di tutta la cittadinanza e dei turisti”-  dichiarano Anna Giannetti Presidente del Circolo e Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari Terracina e coordinatore locale della rete del progetto internazionale #PlasticFreeBeaches- “Inoltre la prossima campagna Legambiente #beachlitter 2018 in primavera prevederà una azione pilota innovativa sul riciclo dei materiali plastici in collaborazione con l’Amministrazione e la De Vizia Urbaser Transfer SpA. Terracina, operando unita e compatta come sta dimostrando la rete territoriale del progetto, può diventare presto un eco-distretto #plasticfree” all’attenzione del Governo, della Unione Europea, degli Organismi Internazionali come l’ONU ed essere da esempio per l’Europa e il Mediterraneo.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

#PLASTICFREEBEACHES A TERRACINA: LA RETE DEL PROGETTO INTERNAZIONALE #PLASTICFREEBEACHES DI LEGAMBIENTE DELLA FONDAZIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO DI CUI TERRACINA E’ IL SITO PILOTA ITALIANO MOSTRA ANCORA UNA VOLTA IL SUO ATTIVISMO ED ORGANIZZA, DI CONCERTO ALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE E ALLA DE VIZIA URBASER TRANSFER SPA, UNA PULIZIA STRAORDINARIA DELLA SPIAGGIA DI TERRACINA DOPO LE MAREGGIATE INVERNALI PER MARTEDI’ 12 DICEMBRE DALLE ORE 9.00 alle 12.00 PARTENDO DALLA SPIAGGIA ANTISTANTE PIAZZALE ALDO MORO COINVOLGENDO LA CITTADINANZA CON LA #5MINUTESCHALLENGE – IN 5 MINUTI PUOI SALVARE UNA TARTARUGA MARINA

Comunicato stampa n.68                                        9.12.2017

La città di Terracina, scelta da Legambiente come il sito marino e costiero che rappresenta l’Italia nel progetto internazionale #PlasticFreeBeaches, nel prestigioso programma “Beyond Plastic Med” finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco, dopo aver coinvolto durante la stagione estiva tutto il litorale terracinese e tantissimi bambini, cittadini, turisti oltre ad esercenti, scuole, operatori turistici ed il gestore locale dei rifiuti nella sfida internazionale #5minuteschallenge- In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina educando in modo divertente ad una raccolta e un’analisi differenziata dei rifiuti secondo le classificazioni internazionali e al cambiamento dei comportamenti di acquisto, mostra ancora una volta di saper giocare a livello internazionale e si mobilita con tutta la rete cittadina, coordinata da Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari per una raccolta straordinaria della plastica per martedì 12 dicembre ore 9.00-12.00 a partire dalla spiaggia antistante il Piazzale Aldo Moro. In caso di maltempo/pioggia, la raccolta straordinaria verrà rimandata al primo giorno utile.

“Dopo aver visto quanta plastica si era accumulata sulle spiagge dopo l’ultima mareggiata, vicenda che era stata riportata perfino dai giornali locali, abbiamo subito voluto dimostrare che Terracina non si lamenta ma si unisce e “al grido di #plasticfreebeaches” è in grado di mobilitarsi compatta per raggiungere l’obiettivo. Abbiamo pertanto deciso, concordemente con l’Amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone, la De Vizia Urbaser Transfer SpA, gestore integrato dei rifiuti urbani, il Circolo Legambiente Terracina e con tutti i partner della nostra rete, incluse le Scuole, di proporre una mattinata di pulizia straordinaria sulla spiaggia di Terracina” – afferma Felice Enrico Di Spigno, Coordinatore della rete territoriale “Plastic Free Beaches”. “Ringraziamo l’Amministrazione e il Gestore dei rifiuti urbani per aver subito aderito e dato corso all’iniziativa e il Circolo Legambiente Terracina che si è subito attivato e che mette a disposizione la sua organizzazione e le sue attrezzature per pulire”. Terracina tutta ama il proprio mare e le proprie spiagge e le difende tutto l’anno dall’aggressione dei rifiuti marini, il #beachlitter and #marinelitter e aspettiamo che anche molti cittadini attivi e associazioni si uniscano al nostro sforzo!

La rete raccoglierà e analizzerà i rifiuti, e la pulizia è aperta a tutti, accettando la sfida dei 5 minuti e condividendo foto sui social con hashtag #5minuteschallenge, #plasticfreebeaches, #schifidaspiaggia. Parteciperanno anche le classi dell’IC Don Milani, Scuola Sostenibile Legambiente Terracina.

salva una tartaruga

“Il progetto #plasticfreebeaches a Terracina, che a breve annuncerà la firma del protocollo di intesa per la costituzione di una rete permanente di coordinamento multi-stakeholder sul modello di quella presentata da Legambiente all’ONU lo scorso giugno, continuerà con altre iniziative importanti sulla progressiva sostituzione delle plastiche usa e getta con bioplastiche, in collaborazione con Legambiente nazionale, KyotoClub e l’Associazione ChimicaVerde Bionet, sull’utilizzo di acqua e detersivi alla spina, sul miglioramento della raccolta differenziata (in particolare la riduzione del rifiuto indifferenziato pro-capite e la promozione del riciclo) e nonostante lo stop della proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici, votata all’unanimità dalla Camera nell’ottobre 2016 e poi ferma al Senato a cui era seguito l’appello #Faidafiltro, lanciato il 16 novembre scorso da Marevivo, Legambiente, Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e Wwf per approvare al più presto la proposta di legge, e che ora è purtroppo bloccata dal parere negativo del Ministero dello Sviluppo Economico, continua nella esigenza di riduzione progressiva delle plastiche monouso e delle microplastiche per evitarne la dispersione nell’ambiente marino, anche attraverso la ricerca su loro sostituti, con il Ministero dell’Ambiente che invece, proprio allo scorso G7 di Bologna, rinnova il suo impegno nella Coalizione Internazionale ‘Stop Plastic Waste’. Inoltre Legambiente ha recentemente presentato ad ECOMONDO dello scorso novembre a Rimini, uno studio promosso dall’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo con Legambiente ed Enea, per analizzare, anche attraverso il coinvolgimento delle aziende di riciclo, la concreta fattibilità di recupero dei materiali presenti sulle nostre spiagge, per quella frazione degradata o composta da diversi polimeri che non possono tornare tal quali nelle rispettive filiere. Legambiente promuoverà la prossima campagna di raccolta del #beachlitter in alcuni Comuni costieri in accordo con le Amministrazioni e studierà la realizzazione di un impianto pilota per il riciclo di questi materiali e Terracina vuole essere uno di questi. Terracina sta infatti dimostrando sempre più di poter essere al centro di nuove politiche per la riduzione delle plastiche e ha la potenzialità, operando unita e compatta come sta dimostrando la rete territoriale del progetto, di diventare presto un eco-distretto #plasticfree” all’attenzione degli Organismi Internazionali come l’ONU ed essere da esempio per l’Europa e il Mediterraneo.dichiarano Anna Giannetti Presidente del Circolo e Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari Terracina e coordinatore locale della rete del progetto internazionale #PlasticFreeBeaches.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

GRANDE SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE AL PROGETTO INTERNAZIONALE #PLASTICFREEBEACHES DI LEGAMBIENTE SUPPORTATO DALLA FONDAZIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO DI CUI TERRACINA E’ IL SITO PILOTA ITALIANO PER L’ ATTUAZIONE DELLE POLITICHE DI PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLE PLASTICHE A MARE E SULLA COSTA: SONO STATI MOLTI GLI STABILIMENTI BALNEARI IMPEGNATI E CENTINAIA I BAMBINI E LE FAMIGLIE ATTIVI NELLA SFIDA INTERNAZIONALE #5MINUTESCHALLENGE – IN 5 MINUTI PUOI SALVARE UNA TARTARUGA MARINA

Comunicato stampa n.57                                                 4.09.2017

La città di Terracina, scelta da Legambiente come il sito marino e costiero che rappresenta l’Italia nel progetto internazionale #PlasticFreeBeaches, nel prestigioso programma “Beyond Plastic Med” finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco è riuscita a coinvolgere per raggiungere l’obiettivo di avere una Spiaggia Senza Plastiche (#plasticfreebeaches) tantissimi bambini, cittadini, turisti oltre ad esercenti, scuole, operatori turistici ed il gestore locale dei rifiuti nella sfida internazionale #5minuteschallenge- In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina educando in modo divertente ad una raccolta e un’analisi differenziata dei rifiuti secondo le classificazioni internazionali e al cambiamento dei comportamenti di acquisto, riducendo in particolare il packaging usa e getta di plastica, e soprattutto comprendendo gli impatti devastanti delle plastiche per la sopravvivenza dell’ecosistema marino e costiero e della fauna marina.

La sfida si è svolta nei giorni scorsi presso gli stabilimenti balneari: Italcanada, Shangri la’, Torre del Sole, Piccolo Lido, Il Galeone, Il Gabbiano, Alberto a mare, Le Rive di Traiano, Chiosco La Rotonda alla Spiaggia di Levante.

Le eco-animazioni (aperte a tutti grandi e piccoli) sono state precedute tutte dalla consegna di un kit informativo sui rifiuti e la loro biodegradabilità e da uno specifico bidone giallo standard per la raccolta delle plastiche e da una sessione informativa ed educativa sui rischi delle plastiche in spiaggia e in mare con una presentazione della iniziativa #5minuteschallenge – In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina, sfida internazionale che prevede la costituzione di due squadre (adulti, ragazzi, bambini) alle quali sono state consegnate pettorine gialle e buste. La sfida è stata quella di raccogliere, in pochi minuti, la maggior quantità di plastiche in giro sul litorale ed in mare e consegnare al termine la busta ad una giuria, composta dal Circolo e dallo Stabilimento ospitante. Sono state poi aperte le buste e analizzate le plastiche per quantità e qualità con una post sessione informativa ed educativa, è stato consegnato ad ogni Stabilimento un Decalogo dei buoni comportamenti per la prevenzione e la riduzione delle plastiche e poi si è proceduto all’assegnazione del premio alla squadra vincitrice, che è stata premiata con gelati e bibite fresche, condividendo allegramente foto sui social con hashtag #5minuteschallenge, #plasticfreebeaches, #schifidaspiaggia.

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Le eco-animazioni sono state riprese per un video promozionale del progetto (di cui oggi disponiamo di un piccolo promo a cura del videomaker locale Riccardo Gasbarrone, socio del Circolo disponibile al link https://www.facebook.com/circololegambienteterracinapiscomontano/videos/1832770646738085/ ) che sarà inviato anche alla Fondazione del Principato di Monaco, mettendo in risalto la bellezza di Terracina, delle sue coste e spiagge ma anche la precisa volontà di impegnarsi per affermarsi come meta mondiale di turismo sostenibile.

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“E’ stata una iniziativa molto innovativa per Terracina ma anche divertente e istruttiva che ha coinvolto tutto il litorale e le spiagge, in questa bella stagione ancora piene di bagnanti, con squadre attive in ogni stabilimento che si sono fronteggiate, raccogliendo plastiche sulla spiaggia e in mare, ma che soprattutto hanno compreso in pochi minuti i rischi e i pericoli di un eccessivo consumo di plastiche, di una loro cattiva differenziazione o mancato riciclo e il loro impatto sull’ecosistema marino e sulla fauna marina. Oltre tutti i partecipanti e la rete territoriale del progetto #PlasticFreeBeaches all’interno del prestigioso programma #BeyondPlasticMed, ringraziamo il gestore dei rifiuti cittadino De Vizia Urbaser Transfer SpA che ha anche partecipato attivamente ad alcune eco-animazioni, la Capitaneria di Porto- Guardia Costiera di Terracina e l’Ente Parco Riviera di Ulisse (uno dei parchi costieri più importanti del Lazio) per aver seguito con attenzione il nostro progetto e in particolar modo il nostro media Partner Radio Luna che ci ha seguiti quotidianamente con interviste radiofoniche e annunci relativi a tutta la programmazione sul litorale diffondendo anche interessanti pillole informative e interviste rilasciate anche dai bambini. Il progetto, che dura un anno, continuerà con altre iniziative importanti sulla progressiva sostituzione delle plastiche usa e getta con bioplastiche, in collaborazione con Legambiente nazionale, KyotoClub e l’Associazione ChimicaVerde Bionet, sull’utilizzo di acqua e detersivi alla spina, sul miglioramento della raccolta differenziata (in particolare la riduzione del rifiuto indifferenziato pro-capite e la promozione del riciclo) e nella direzione di una educazione ambientale continua nelle scuole e nella direzione di aiutare a raggiungere l’obiettivo di estendere la messa al bando  delle buste di plastica non biodegradabili e compostabili con spessore inferiore ai 100 micron già in vigore in Italia, Francia e Marocco a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Solo in Europa, infatti, ancora oggi, si utilizzano 100 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno, con un consumo equivalente di 190 milioni di tonnellate di petrolio per la loro produzione. La loro messa al bando, quindi, potrebbe ridurre di molto il loro utilizzo, i consumi di greggio e le conseguenti emissioni di anidride carbonica che ne derivano. Lo dimostrano i dati relativi all’Italia, primo paese in Europa a mettere il bando ai sacchetti di plastica nel 2011, dove abbiamo assistito in cinque anni una riduzione nel consumo di sacchetti di plastica del 55% (da 200mila a 90mila tonnellate/anno) e una diminuzione in termini di CO2 di circa 900 mila tonnellate. Terracina può essere al centro di nuove politiche per la riduzione delle plastiche e ha la potenzialità, operando unita come dimostra la rete territoriale del progetto, di diventare presto un eco-distretto #plasticfree” all’attenzione degli Organismi Internazionali come l’ONU ed essere da esempio per l’Europa e il Mediterraneo.” dichiarano Anna Giannetti Presidente del Circolo e Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari Terracina e coordinatore locale della rete del progetto internazionale #PlasticFreeBeaches.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

DOPO LA DETERMINA AUTORIZZATIVA REGIONALE DEL 13 LUGLIO SCORSO PER UN MEGAIMPIANTO DI MITILICOLTURA DAVANTI AL LITORALE DI FONDI, I CIRCOLI LEGAMBIENTE DI FONDI, TERRACINA E SUD PONTINO ASSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO CHIEDONO ALLA REGIONE LAZIO LA SOSPENSIONE DEGLI ITER AUTORIZZATIVI E L’ANNULLAMENTO DELLE AUTORIZZAZIONI EMESSE E SOLLECITANO IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI (COMPETENTE IN BASE AL DECRETO D.Lgs 201/2016 PER LA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO) A FARSI PARTE ATTIVA PRESSO LA REGIONE LAZIO PER INTERROMPERE TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA, DAVANTI ALLE SPIAGGE DI TERRACINA, FONDI, SPERLONGA E MINTURNO, IN ATTESA DEL RELATIVO PIANO DI GESTIONE E ANNUNCIANO CHE, COME GIA’ TERRACINA, ANCHE IL CIRCOLO DI FONDI SI COSTITUIRA’“AD ADIUVANDUM” DEL COMUNE DI FONDI NEL RICORSO AL TAR CONTRO L’AUTORIZZAZIONE DEL 13 LUGLIO SCORSO

Terracina, 28 agosto 2017                           comunicato Stampa n.56

Dopo la recente e del tutto inattesa determinazione n. G09852 del 13 Luglio 2017 della Regione Lazio per il rilascio di una concessione demaniale marittima di uno specchio acqueo di complessivi mq 305.000 (pari a 50 campi di calcio!) antistante la costa di Fondi e Sperlonga, a scopo di mitilicoltura, e la situazione ancora di assoluta incertezza relativa all’impianto che dovrebbe sorgere davanti alla costa di Terracina a seguito della determinazione n. G02621 del 31 marzo 2016 della Regione Lazio per l’anticipata occupazione di uno spazio acqueo di 500.000 mq (pari ad 80 campi di calcio !) ai fini di una sperimentazione e classificazione delle acque per la mitilicoltura, sulla quale dopo una sentenza favorevole del TAR di Roma sul ricorso presentato da due consorzi turistici di Terracina, pende ancora il giudizio del TAR di Latina per il ricorso presentato dal Comune di Terracina (con Legambiente Lazio e il Circolo di Terracina “ad adiuvandum”) restando quindi pericolosamente ancora aperta la questione autorizzativa per l’impianto di Terracina, i circoli Legambiente di Terracina e del Sud Pontino, dopo aver già invitato, solo lo scorso Aprile, la Regione Lazio a sospendere tutti gli iter concessori per gli impianti di mitilicoltura sulla costa pontina (https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/04/29/il-circolo-legambiente-sud-pontino-e-il-circolo-legambiente-terracina-chiedono-alla-regione-lazio-linterruzione-di-tutti-gli-iter-concessori-per-gli-impianti-di-mitilicoltura-sulla-costa-pont/), si mobilitano, con Legambiente Lazio,  a sostegno del Circolo di Fondi.

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La Regione Lazio infatti sta procedendo con le autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura in base all’art.11 della Legge Regionale 20 giugno 2016 n. 8, legge che definiva un modus operandi temporaneo in attesa del recepimento della Direttiva Europea 23/08/2014 n. 2014/89/UE, direttiva che impone agli stati membri la pianificazione dello spazio marittimo prima di procedere con le autorizzazioni. In particolare, la legge n.8 recita in premessa (art.11 comma 2): “Nelle more dell’attuazione della direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo, l’autorizzazione all’esercizio di impianti di acquacoltura in mare, tra cui mitilicoltura e piscicoltura, è rilasciata secondo le modalità di cui al presente articolo, nel rispetto dei principi di tutela del paesaggio e dell’ambiente, degli interessi connessi alla valorizzazione economica delle zone marine e costiere ed in conformità agli atti di pianificazione finalizzati ad uno sfruttamento sostenibile delle risorse marine” e prosegue al comma 3: “La Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, redige la pianificazione dello spazio marittimo come stabilito dalla direttiva 2014/89/UE”

Ora si dà il caso che la Regione non solo non ha provveduto, fino ad oggi, a redigere alcun piano dello spazio marittimo ma nel frattempo la direttiva 2014/89/UE è stata recepita ad Ottobre 2016 (4 mesi dopo la legge regionale n.8) attraverso il Decreto Legislativo 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce (sotto la competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo.

Riteniamo quindi, come già evidenziato nel nostro comunicato dello scorso Aprile, che a questo punto la Regione Lazio debba necessariamente attenersi a quanto delineato nel Dlgs n. 201 che prevede per ogni area marittima un piano di gestione dello spazio marittimo, predisposto a cura di un apposito comitato tecnico interministeriale (Trasporti, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Turismo) a cui partecipano anche i rappresentanti delle Regioni. Il piano di gestione individua la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e usi delle acque marine (inclusi gli impianti di acquacoltura e piscicoltura) presenti e futuri, e prevede per la redazione del piano sia la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA. In altre parole, visto il quadro normativo attuale in tema di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura, a nostro avviso la Regione Lazio, in attesa che venga redatto il piano di gestione ministeriale (e non avendo redatto nel frattempo un proprio piano) non ha più alcun titolo per concedere le autorizzazioni come invece continua a fare vista la recente e inattesa determinazione n. G09852 del 13 Luglio 2017 sul territorio di Fondi.

Tutto ciò premesso, Legambiente chiede di nuovo alla Regione Lazio (dopo averlo già fatto lo scorso Aprile) di annullare tutte le autorizzazioni emesse e di sospendere gli iter autorizzativi in corso e contemporaneamente chiede al Ministero dei Trasporti (ora competente per la pianificazione marittima) di farsi parte attiva presso la Regione per richiamarla ad attenersi al quadro normativo vigente. Chiediamo inoltre che il redigendo Piano di gestione dello spazio marittimo della nostra regione recepisca definitivamente che l’interesse diffuso del nostro territorio da San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga fino a Minturno è assolutamente contrario alla costruzione degli impianti di mitilicoltura del tutto incompatibili con la vocazione turistica e il valore paesaggistico della costa pontina che la Regione stessa sta promuovendo e valorizzando anche con finanziamenti dedicati.

I Presidenti dei Circoli Legambiente di Terracina, di Fondi e di Minturno si faranno carico, insieme a Legambiente  Lazio (che si costituirà anche “ad adiuvandum” del comune di Fondi nel ricorso al TAR per l’annullamento della Determinazione regionale N.G09852 del 13/7/2017 deliberato con la recente Deliberazione di Giunta comunale n. 282 del 08-08-2017) di inviare tempestivamente alla Regione Lazio una diffida a continuare ad operare in applicazione della Legge n. 8 del 2016 oramai superata dai fatti e contemporaneamente invieranno una comunicazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (in qualità di autorità competente designata dal D. Lgs n. 201/2016) affinchè richiami le Regioni a sospendere gli iter autorizzativi in attesa della Pianificazione degli spazi marittimi ai sensi della direttiva europea 2014/89/UE.

 

Il nuovo impianto autorizzato davanti alla costa dei comuni di Fondi e Sperlonga sorgerebbe (mettendolo gravemente a rischio) a poche centinaia di metri di distanza dal SIC IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” che occupa una superficie di 2182 ettari ed interessa i Comuni di Terracina, Fondi e Sperlonga. Nei fondali del SIC sono presenti 1459 ettari di Posidonia Oceanica, 7 ettari di habitat con Cymodocea Nodosa ed è presente la Pinna Nobilis specie protetta dalla direttiva Habitat. E proprio a protezione di tale ricchezza eco-sistemica la stessa Regione, con Delibera Regionale 604 del 3/11/2015 (stranamente mai citata nelle determinazioni autorizzative emesse fino ad oggi della Regione Lazio!) aveva ampliato di 382 ettari la perimetrazione di questo SIC (come di altri del Lazio). Inoltre, il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha definito ed inviato alla Regione Lazio a settembre 2016 un articolato documento (https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/09/19/comunicatostampan-18-il-circolo-legambiente-terracina-presenta-alla-regione-lazio-una-proposta-integrativa-al-documento-bozza-della-regione-ai-fini-della-designazione-dei-sic-marini-di-terracina-qual/) che integrava la bozza predisposta dalla Regione di misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e il Sito di Interesse Comunitario IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”. Le proposte del circolo di Terracina sono state accolte dalla Regione e per la loro validità, la Regione ha ritenuto opportuno estenderle a tutti gli altri SIC marini del Lazio divenendo parte integrante del documento finale di “MISURE DI CONSERVAZIONE DI 9 SIC MARINI, AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DELLE ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC)” finalizzato alla designazione dei SIC a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97.

“Essendo tutti e tre gli impianti in questione (quello di Terracina, quello di Fondi e quello di Minturno) posti a poche centinaia di metri da un SIC, a tutela degli ecosistemi marini del Lazio ed in particolare dei SIC marini che, tra l’altro, con la Deliberazione Regionale N. 679 del 15/11/2016 sono stati proposti dalla stessa Regione (evidentemente con scarsa coerenza già da noi precedentemente sottolineata https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/12/28/la-regione-lazio-delibera-le-misure-di-conservazione-dei-sic-marini-e-designa-finalmente-gli-stessi-a-zone-speciali-di-conservazione-zsc-le-proposte-del-circolo-legambiente-di-terracina-sono-state/) ad essere designati a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e del DPR 357/97, invieremo una nota congiunta anche al Ministero dell’Ambiente per chiedere che i SIC in questione siano finalmente (dopo gravi ritardi che sono costati anche una procedura di infrazione europea) designati a ZSC (visto che la  direttiva 92/43/CEE prevede la loro designazione entro 6 anni dalla loro definizione e i SIC sono stati definiti con Decreto del MATTM il 25 marzo 2005e che la VAS e la VIA previste ai fini del rilascio dei Piani di Gestione rispondano ai criteri di completezza e accuratezza dettati dalla più diffusa letteratura scientifica in materia. Criteri che debbono tener conto degli impatti, degli squilibri e dei rischi generati da tali mega-impianti (di tecnologia oramai obsoleta) sul delicato equilibrio di tutto l’ecosistema, sulle praterie di posidonia oceanica e sugli altri habitat e le specie presenti nei SIC, sulle comunità bentoniche esistenti nel sedimento sottostante, sul popolamento ittico e sulle aree di nursery presenti. Impatti prodotti dalle centinaia di giganteschi corpi morti in calcestruzzo che verranno posati sui fondali; dall’accumulo di sporcizia e limo di cui si impregnano le decine di migliaia di corde e calze impiegate; dall’ingente assorbimento di fitoplancton che si concentra nell’area di impianto; dall’enorme accumulo di gusci sui fondali e dalla necessità del loro smaltimento. Occorre poi considerare il rischio di contaminazione (per le altre specie e anche per l’uomo) causato dalle malattie batteriche e virali, dai parassiti e dagli organismi incrostanti che allignano in una popolazione così vasta di mitili. Oltre al fatto che, per loro natura,  i SIC sono una realtà dinamica e in continua evoluzione ed i cui confini non possono di certo essere fissati per legge come dimostra il ripopolamento della posidonia oceanica avvenuto dopo che queste zone sono diventate dei SIC, mettendo un freno agli ancoraggi selvaggi e alla pesca a strascico.” Dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina, circolo che è stato il primo ad avviare un ricorso “ad adiuvandum” con il Comune di Terracina contro l’autorizzazione della Regione Lazio. Dopo il primo blitz in mare di grande successo a Marina di Minturno, organizzato dal Circolo Legambiente Sud Pontino, sulle “cozze nucleari” su cui Legambiente Lazio ha voluto ribadire la propria contrarietà e la propria preoccupazione per il paventato impianto, ritenendo inopportuno il posizionamento dell’impianto di mitilicoltura nell’area, anche per una valutazione di incidenza ambientale parziale che non tiene minimamente in conto gli studi sulla presenza di radionuclidi e quindi non complessiva di tutti gli impatti sull’ecosistema, nonché per le caratteristiche tecniche obsolete del progetto presentato ma anche per ragioni attinenti alla salute pubblica,  visto che non tiene minimamente in conto gli studi sugli impatti dei radionuclidi sulla salute, i Circoli Legambiente pontini si attiveranno in una mobilitazione permanente con sit-in e volantinaggio sulla spiaggia ai bagnanti proprio davanti allo specchio acqueo tra Fondi e Sperlonga che sarebbe devastato dal nuovo impianto, con banchetti per la raccolta delle firme per stimolare la cittadinanza e i turisti a prendere coscienza della grave azione di aggressione alla bellezza delle nostre coste, la nostra Riviera di Ulisse, tra le poche ancora incontaminate del Lazio, come evidenziato anche dal recente rapporto conclusivo di Goletta Verde 2017.

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