ENTRA NEL VIVO IL PROGETTO INTERNAZIONALE #PLASTICFREEBEACHES DI LEGAMBIENTE SUPPORTATO DALLA FONDAZIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO DI CUI TERRACINA E’ IL SITO PILOTA ITALIANO PER L’ ATTUAZIONE DELLE POLITICHE DI PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLE PLASTICHE A MARE E SULLA COSTA: PARTE UN INTENSO CALENDARIO DI ECO-ANIMAZIONI CHE VEDRA’ IMPEGNATA TUTTA LA COSTA DI TERRACINA CON LA SFIDA INTERNAZIONALE #5MINUTESCHALLENGE – IN 5 MINUTI PUOI SALVARE UNA TARTARUGA MARINA!

Comunicato stampa n.55                                                     18.8.2017

Terracina, che ha contribuito ai risultati presentati da Legambiente all’ONU a giugno scorso attraverso l’analisi e la classificazione dei rifiuti spiaggiati, marini e sui fondali fatte dai volontari del Circolo locale, è stata scelta da Legambiente come il sito marino e costiero che rappresenta l’Italia nel progetto internazionale #PlasticFreeBeaches, nel prestigioso programma “Beyond Plastic Med” finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco, progetto assegnato a Legambiente a seguito di una serrata competizione a cui hanno partecipato numerose e titolate organizzazioni internazionali https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/06/20/grazie-a-legambiente-terracina-sara-il-sito-costiero-e-marino-pilota-del-progetto-internazionale-plasticfreebeaches-parte-del-prestigioso-programma-beyond-plastic-med-con-i/.

Terracina è quindi il sito pilota per la definizione della cosiddetta “multistakeholder governance” proposta da Legambiente all’ONU come modello “mondiale” in cui ogni operatore economico, sociale, scolastico, istituzionale sarà coinvolto per raggiungere l’obiettivo di avere una Spiaggia Senza Plastiche (#plasticfreebeaches) sensibilizzando tutti (cittadini, turisti, sportivi, pescatori, esercenti, scuole, gestori dei rifiuti, operatori turistici) ad una raccolta e un’analisi differenziata dei rifiuti e al cambiamento dei comportamenti di acquisto, riducendo in particolare il packaging usa e getta di plastica.

Dopo l’avvio del progetto e la consegna dei kit informativi e dei bidoni di raccolta delle plastiche e la presentazione dell’iniziativa a tutti i partecipanti, è stato concordato un ampio calendario di eco-animazioni imperniate sulla sfida internazionale #5minuteschallenge- In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina.

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Il calendario delle eco-animazioni con la sfida internazionale #5minuteschallenge – In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina (che si svolgeranno tutte in orario 17-18.30) e’ il seguente:

21 agosto – Stabilimento Italcanada

22 agosto – Stabilimento Shangri la’

23 agosto – Stabilimento Torre del Sole

24 agosto – Stabilimento Piccolo Lido

25 agosto – Stabilimento Il Galeone

28 agosto – Stabilimento Il Gabbiano

29 agosto – Stabilimento Alberto a mare

30 agosto – Stabilimento Le Rive di Traiano

31 agosto – Stabilimento La Rotonda

Inoltre a fine settembre in corrispondenza della Campagna nazionale di Legambiente Clean Up the World – Puliamo il Mondo verranno organizzati due eventi più lunghi di pulizia ed eco-animazione, uno nei pressi dell’Area del Molo e l’altro presso l’Area Archeologica del Porto di Traiano (Stella Polare) per sensibilizzare tutti anche sui rifiuti plastici presenti nella zona del Porto, incastrati nelle Scogliere di Ponente e di Levante, che avranno al centro il Bar del Molo – da Bonifacio (per l’ Area del Molo) e il Bar Traiano- da Francesco (per l’Area Archeologica Stella Polare), entrambi membri attivi della rete del progetto. Saranno coinvolte anche le Cooperative dei Pescatori, le associazioni di Diportisti e di Pesca Sportiva, le scuole della città (in particolare l’Istituto “Don Milani” prima Scuola Sostenibile di Legambiente a Terracina e l’ITS Bianchini che collabora già con il nostro Circolo su importanti progetti sulla qualità delle acque http://lanuovaecologia.it/riviera-ulisse-arrivo-le-sentinelle-del-mare/ e che sarà coinvolto nell’analisi scientifica delle microplastiche sia in mare che sulle spiagge), il Gestore integrato dei Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer SpA .

Il Circolo Legambiente di Terracina, che con il proprio Dipartimento Scientifico che si occupa del tema delle plastiche a mare e sulle spiagge fin dalla sua fondazione ed è autore della importante conferenza “Un Mare di Plastica”, svoltasi il 28 maggio presso lo Stabilimento Le Rive di Traiano, https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/06/03/il-circolo-legambiente-di-terracina-nel-corso-della-conferenza-un-mare-di-plastica-tenutasi-domenica-scorsa-28-maggio-in-occasione-della-campagna-nazionale-spiagge-e-fondal/ ,  con i propri Soci Volontari Animatori, coadiuvati anche dagli Animatori degli Stabilimenti balneari, condurra’ l’ eco-animazione (aperta a tutti grandi e piccoli) che sarà preceduta da una sessione informativa ed educativa sui rischi delle plastiche in spiaggia e in mare e da una presentazione della iniziativa #5minuteschallenge – In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina!, sfida internazionale che prevede la costituzione di due squadre (adulti, ragazzi, bambini) alle quali verranno consegnate pettorine e buste. La sfida sarà quella di raccogliere, in pochi minuti, la maggior quantità di plastiche in giro e consegnare al termine la busta ad una giuria, composta dal Circolo e dallo Stabilimento. Si procederà quindi alla analisi delle plastiche (quantità e qualità) con una post sessione informativa ed educativa e la squadra vincitrice verra’ premiata con gelati e bibite fresche. Mentre si svolge la gara si potranno condividere foto sui social con hashtag #5minuteschallenge #plasticfreebeaches. Nel caso di rifiuti plastici di particolare rilevanza si potrà usare il consueto hashtag #schifidaspiaggia.

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Le eco-animazioni saranno riprese e poi montate per un video promozionale del progetto che sarà inviato anche alla Fondazione del Principato di Monaco, mettendo in risalto la bellezza di Terracina, delle sue coste e spiagge ma anche la propria volontà di affermarsi come meta mondiale di turismo sostenibile, obiettivo che comincia ad essere nel mirino di stati e città importanti (si veda il caso del Costarica primo Paese al mondo a vietare la plastica usa e getta dal 2021 http://dorsogna.blogspot.it/2017/08/il-costa-rica-primo-paese-del-mondo.html?m=1).

La Responsabile Nazionale Legambiente del progetto e responsabile nazionale Goletta Verde Serena Carpentieri dichiara “Il Circolo di Terracina, con il suo dipartimento scientifico guidato da Gabriele Subiaco, insieme al Coordinatore locale della rete dei portatori di Interesse del Progetto #PlasticFreeBeaches e Presidente dei SIB Balneari Terracina Felice Enrico Di Spigno e al Presidente Confcommercio ASCOM Terracina Giovanni Amuro, ha messo a segno fin dall’inizio del progetto una azione concertata di grandi proporzioni, davvero in linea con le aspettative internazionali, coinvolgendo tutti gli attori più importanti del territorio di Terracina e questo sicuramente ci rafforza nell’idea che Terracina possa vincere la sfida e diventare un simbolo nazionale e internazionale per la lotta alle plastiche in mare, anche ispirandosi al Costarica, dove entro il 2021 sara’ vietato tutto cio’ che costituisce plastica mono-uso, bottiglie di plastica, buste di plastica, forchette di plastica, contenitori in polistirolo, bicchieri di plastica, inplasticamento mono-uso, utilizzando azioni educative e persuasive, incentivi e obblighi. Inoltre Terracina può avviarsi a diventare un vero e proprio eco-distretto per le plastiche, stimolando una raccolta differenziata attenta alle diverse tipologie di plastiche e di questo ringraziamo il Gestore integrato dei Rifiuti Urbani, De Vizia Urbaser Transfer SpA per essersi impegnata pubblicamente nel progetto, in occasione della recente tappa di Terra di Goletta Verde 2017 del 5 luglio scorso https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/07/10/goletta-verde-a-terracina-per-raccontare-le-tre-vele-nella-guida-blu-di-legambiente-e-touring-club-i-positivi-risultati-delle-analisi-delle-acque-2017-i-tanti-progetti-avviati-per-il-mare-e-le-spiag/

“Inoltre siamo contenti di annunciare anche l’interesse a partecipare stabilmente alla rete del Parco Regionale della Riviera di Ulisse (il Parco regionale costiero più importante del Sud Pontino) ma anche di alcune importanti realtà commerciali “green” della nostra città come Water Store Point in via Delle Arene  per la distribuzione dell’acqua alla spina e del negozio di Detersfusi in via Salerno per la distribuzione di detersivi alla spina e l’albergo ristorante Neapolis di UPM-Un punto macrobiotico di via Lombardia da sempre impegnato nella diffusione di pratiche di sostenibilità. Il progetto avrà anche il patrocinio ed il supporto diretto della Capitaneria di Porto- Guardia Costiera di Terracina, che è molto attenta ed impegnata sul fronte ambientale e con cui si sta avviando una importante collaborazione sul nostro territorio e vogliamo ringraziare a nome di Legambiente tutta il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera per l’enorme lavoro che fa oltre che in materia di sicurezza in mare anche per la prevenzione e il controllo degli scarichi abusivi, dei rifiuti marini e della mala depurazione. Quindi una rete di realtà economiche, sociali, istituzionali, educative di prim’ordine, a cui speriamo presto di aggiungere anche le Cooperative dei pescatori, i diportisti e le associazioni di pesca sportiva, per un progetto vetrina a livello internazionale per la nostra città e per la sperimentazione e la diffusione di nuove pratiche come ad esempio la riduzione/eliminazione delle plastiche (favorendo l’uso di acqua e detersivi alla spina), la diffusione dell’’uso di materiali alternativi compostabili per la ristorazione (Mater-Bi, PLA, Polpa di cellulosa), il recupero ed il riciclo delle plastiche in mare, l’eliminazione dei prodotti che contengono microplastiche (dentifrici, cosmetici). La città ha bisogno di progetti concreti per convertirsi rapidamente  ad un vero turismo sostenibile, in grado di attrarre nuovi e stabili flussi turistici destagionalizzati e di qualità, valorizzando appieno e con continuità le ricchezze storiche, artistiche, culturali, ambientali ed enogastronomiche della nostra città all’interno di una rete di itinerari turistici più ampi e competitivi che promuovano tutto il nostro territorio pontino” dichiarano Gabriele Subiaco, Vice-Presidente del Circolo e Responsabile Scientifico con Felice Enrico Di Spigno, presidente SIB Balneari Terracina e coordinatore locale della rete del progetto internazionale #PlasticFreeBeaches.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

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Nota congiunta del Circolo Legambiente di Terracina e di Legambiente Lazio: dopo #Lazioinfiamme anche #Terracinainfiamme con un prezioso SIC regionale, quello di Monte Leano, andato completamente in fumo. Occorre subito accertare e colpire duramente, per disastro ambientale, gli autori applicando la legge nazionale sugli ECOREATI ed intervenire con serie politiche di prevenzione e contrasto e con Piani di Adattamento al cambiamento climatico.

Comunicato Stampa n.54                         Terracina, 15 agosto 2017   

Terracina sembrava essere stata magicamente in parte risparmiata dai roghi che stanno devastando la provincia ma nelle ultime 24 ore è successo il finimondo. Incendi prima sulla collina di Monte Leano, un prezioso SIC della Regione Lazio, poi La Fossata e il Tempio di Giove, e ancora a Campo Soriano, La Fiora e, in tarda serata, a San Silviano. Ettari e ettari di preziosa vegetazione in fiamme, abitazioni evacuate, cittadini svegli ad assistere impotenti e impauriti al fuoco che distruggeva gli alberi e la macchia mediterranea lambendo le loro case. Incendi in sequenza appiccati sicuramente con dolo data la precisione e la dislocazione degli inneschi.

Nel 2017 in Italia quasi un terzo dell’intera superficie percorsa dal fuoco ha interessato aree di valore naturalistico e incluse nella rete Natura 2000, sempre più nel mirino di eco-mafiosi e piromani, segnala Legambiente, precisando che sono 24.677 gli ettari di Zone di Protezione Speciale per tutelare l’avifauna andate in fumo, 22.399 quelli dei Siti di importanza comunitaria e ben 21.204 gli ettari bruciati di parchi e aree protette. Le Regioni più colpite sono Sicilia, Campania e Calabria. Gli incendi nel 2017 hanno coinvolto in Italia 87 Siti di Importanza Comunitaria (Sic), 35 Zone di Protezione Speciale (Zps) e 45 Parchi e Aree protette, tra cui 9 Parchi nazionali, 15 Parchi regionali e 16 Riserve naturali. Il Lazio è tra le regioni che hanno perso il patrimonio maggiore con 173 ettari distrutti nei Sic, 2.797 nelle Zps e 847 nelle Aree protette.  La nostra preziosa zona di Monte Leano, SIC (IT6040007) tra i più importanti della Regione Lazio, purtroppo va ad aggiungersi al triste conto.

Incendio Leano 1

(Foto Terracina Notizie)

Come emerge dal recente rapporto di Legambiente “Lazio in Fiamme” http://www.legambientelazio.it/rapporto-lazio-in-fiamme-di-legambiente-5-213-ettari-bruciati-nel-lazio-da-inizio-2017-erano-2-974-in-tutto-il-2016/ la situazione del Lazio è davvero drammatica con 5.213 ettari bruciati, pari alla superfice di 7.500 campi da calcio. Il comune più devastato in assoluto è di gran lunga quello di Itri con addirittura 1.172 ettari di territorio bruciato, quasi un quinto degli incendi di tutto il Lazio in 7 grandi roghi e con un’area complessiva pari al 10% dell’intero territorio comunale e quella pontina è la provincia più colpita dagli incendi in tutta la regione con 3.584 ettari alle fiamme con 25 incendi vasti. Un territorio vergognosamente e colpevolmente abbandonato e devastato da incendi e siccità.

Incendio S. Silviano

“Mostruoso” incendio a Terracina (Foto Jolly Barone)

Nei giorni scorsi Legambiente Lazio (dopo l’esposto dello scorso anno del Circolo di Terracina e di Legambiente Lazio sui roghi tossici che ha dato luogo ad una importante indagine e che avuto un suo impatto visto che il fenomeno quest’anno sembrerebbe essere sicuramente più contenuto) ha inviato il dossier #Lazioinfiamme in forma di esposto alla Procura della Repubblica perché siano individuati i colpevoli di tali barbari atti e della devastazione che ne consegue e siano individuate le responsabilità anche politiche e amministrative, perchè sono veramente  troppe le aree di pregio del nostro Paese finite in balia di eco-criminali e piromani e il 2017 verrà ricordato, come lo furono il 2007 e il 1997, come un anno orribile per la devastazione prodotta dalle fiamme. Non curare i nostri spazi verdi e lasciarli abbandonati  in balia di vandali e criminali è colpevole tanto quanto appiccare il fuoco, e questo vale anche per i Parchi pubblici cittadini, visto che sono giunte nel corso dell’estate al nostro Circolo diverse segnalazioni in tal senso, segnalazioni che sono state inviate anche al Comune e alla Polizia Municipale.

Occorre cambiare rapidamente metodo di prevenzione e contrasto, servono più controlli, occorre aumentare a dismisura le pene per i piromani, rinforzare (non annullare) il corpo forestale e i VVFF, utilizzare le nuove tecnologie (droni e satelliti) per rafforzare la sorveglianza e la vigilanza, aggiornare le mappe catastali con le zone incendiate e disincentivare il privato che guadagna sul numero di incendi. Ma serve soprattutto ricominciare a curare il territorio con una corretta manutenzione delle aree verdi che consenta di limitare gli effetti di un probabile incendio.

La gestione dell’emergenza incendi, afferma Legambiente, è stata segnata fino ad ora da troppi e ingiustificati ritardi a livello regionale e nazionale a partire dalle Regioni, che si sono mosse con troppa lentezza. Ad oggi il Lazio non ha ancora approvato il nuovo Piano AIB 2017 (piano antincendio boschivo) e le relative modalità attuative per organizzare la prevenzione, il lavoro a terra, e gli accordi con i Vigili del Fuoco e con la Protezione Civile. Ai ritardi, va aggiunta il numero insufficiente delle squadre di operai forestali e soprattutto l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima. In questo quadro si inserisce anche il processo di riorganizzazione delle funzioni dell’ex Corpo Forestale ora assorbito nell’Arma dei Carabinieri e i ritardi nazionali dovuti al fatto che il Governo e i Ministeri competenti non abbiano ancora approvato i decreti attuativi necessari al completamento del passaggio di competenze, personale, strumenti e mezzi per quanto riguarda l’antincendio boschivo, in modo da garantire su tutto il territorio squadre operative per gestire l’emergenza e svolgere le attività di prevenzione.

Occorre poi rafforzare il sistema dei controlli e degli interventi delle Forze dell’ordine nei confronti dei criminali che appiccano gli incendi.  Oggi, oltre il delitto di incendio doloso di cui all’art. art.423 bis del codice penale, si può e si deve applicare la legge sugli ecoreati (la n.68/2015) e in particolare il reato di disastro ambientale secondo quanto previsto dall’art. 452 quater del codice penale, uno dei nuovi delitti introdotti dalla legge, che usa la mano dura contro chi attenta alla salubrità degli ecosistemi, incrementando le pene fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti. 

Inderogabile inoltre che le Regioni, d’intesa con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, potenzino i corsi di formazione per le figure che devono svolgere la funzione di direzione delle operazioni di spegnimento (DOS) e che gli Enti locali procedano alla realizzazione e aggiornamento costante del Catasto delle aree percorse dal fuoco, finalizzato alla predisposizione dei vincoli di uso dei suoli, al fine di impedire speculazioni economiche sulle aree dove si siano verificati incendi, così come previsto dalla legge 353/2000. Inoltre, il ruolo degli Enti locali appare cruciale nelle attività di prevenzione degli incendi attraverso la cura e tutela del territorio e delle aree boschive, attraverso lo studio e la predisposizione di misure di mitigazione del rischio, così come le attività di controllo e di avvistamento, necessarie per la realizzazione di interventi tempestivi di spegnimento.

Infine occorre soprattutto superare l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima per pianificare e limitare le conseguenze del rischio di incendio e non solo avere un atteggiamento reattivo. Corriamo tutti quando il danno è già fatto solo per contare i danni o evitare che qualcuno ci rimetta le penne. Le politiche di adattamento al clima sono fondamentali e vanno praticate con Piani di Adattamento anche locali (che le Amministrazioni devono predisporre) per avviare una seria valutazione delle vulnerabilità del nostro territorio (uso e consumo del suolo, siccità, consumo di acqua e sistema idrico, ondate ed isole di calore, eventi estremi di pioggia e rischio idrogeologico), dei rischi (incendi, frane, alluvioni, allagamenti, carenza idrica, etc) e dei danni (rilevanti a settori importanti come l’agricoltura, l’industria e il turismo, all’ambiente, alle infrastrutture). Vanno  definiti obiettivi, strategie ed azioni di intervento, riportando con urgenza questi temi al centro delle politiche di governo della città e del territorio ma anche assegnando responsabilità precise ed obiettivi chiari agli Enti coinvolti, creando e diffondendo una nuova cultura basata sull’adattamento climatico, sviluppando una nuova economia che punti concretamente su innovazione e sostenibilità.

I soldi che ci sono dobbiamo spenderli per la cura del territorio e su una corretta manutenzione delle aree verdi, della rete idrica, delle strade, dei ponti, delle ferrovie e delle altre infrastrutture vitali perché quello che non spendiamo oggi, per proteggere il nostro territorio, lo pagheremo salato negli anni a venire. Il problema degli incendi va affrontato, a tutti i livelli di responsabilità, con una pianificazione, una organizzazione, una strategia di intervento ed una preparazione adeguate perché correre all’ultimo momento solo per limitare e constatare i danni purtroppo non serve a molto…

Il nostro Circolo sta raccogliendo i sospetti e le segnalazioni con le foto più significative, ma anche le proposte più utili al contenimento del rischio e al rafforzamento della sorveglianza e invita tutta la cittadinanza ad inviarle a legambiente.terracina@gmail.com in modo da integrare l’esposto già inviato in procura con i purtroppo amarissimi accadimenti del ferragosto terracinese.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

APPROVATA LA LEGGE PER LA RIGENERAZIONE URBANA E IL RECUPERO EDILIZIO NEL LAZIO. IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA, CHE AVEVA GIA’ ISTITUITO UN ANNO FA A TERRACINA IL PRIMO LABORATORIO DI RIGENERAZIONE URBANA DEL LAZIO, E’ IN PRIMA LINEA PER L’ATTUAZIONE VIRTUOSA DELLA LEGGE NEI COMUNI DELLA RIVIERA DI ULISSE. IL LABORATORIO, ISPIRANDOSI ALLA NUOVA LEGGE, DEFINISCE I CRITERI DI INTERVENTO ORGANICI PER LA ZONA PORTUALE E L’AREA DEL MOLO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.50                                                                     15.7.2017

Lo scorso 11 Luglio è stata finalmente approvata dal Consiglio Regionale del Lazio la legge n.365 per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio. La legge, dopo la scadenza del piano casa il primo giugno scorso, è partita da un’iniziativa presentata dall’Assessore Michele Civita con l’obiettivo di superare le norme transitorie e derogatorie contenute nel piano casa con nuove disposizioni legislative ordinarie. Tra le misure previste, premialità con incremento di volumi o superfici (si arriva, in alcuni casi, fino al 40 per cento), ma anche delocalizzazioni e cambi di destinazione d’uso. La legge disciplina i programmi di rigenerazione urbana, gli “ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio”, gli interventi per il miglioramento sismico e l’efficienza energetica, nonché i cosiddetti interventi “diretti”, ma anche norme per il “riordino funzionale” degli stabilimenti balneari, tanto marittimi che lacuali, nel rispetto della disciplina paesistica e ambientale. Ai Comuni è affidato poi un ruolo centrale nella scelta e nella valutazione degli interventi.

“Un provvedimento che finalmente restituisce protagonismo ai Comuni e alle realtà territoriali con l’intento di rilanciare il settore edilizio, senza ulteriore consumo di suolo e crescita incontrollata della città, tenendo conto dell’interesse pubblico e del rischio sismico, idrogeologico, dei cambiamenti climatici, per rendere le città resilienti e vivibili” commenta Cristiana Avenali, Consigliere regionale promotrice di molti degli emendamenti alla legge proposti ed approvati, recependo le proposte delle associazioni ambientaliste (Legambiente in primis), degli ordini professionali e del mondo universitario, con l’obiettivo di migliorare la legge.

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Il Circolo Legambiente Terracina, già a settembre 2016, istituiva il primo Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile, in collaborazione con Legambiente Lazio e il circolo tematico nazionale Legambiente “Città invisibili” dedicato alla rigenerazione urbana. Il Laboratorio si era subito fatto promotore di una proposta all’Amministrazione Comunale di Terracina per uno studio di un progetto pilota finalizzato alla redazione di un Piano Integrato di rigenerazione urbana del Territorio Costiero del Levante di Terracina, comprendente il sito dell’”Ex-depuratore di Via delle Cave” e l’”Area archeologico-naturalistica di Pisco Montano connessa alla valorizzazione del Parco Archeologico Nazionale dell’Appia Antica nella sua variante costiera (detta Traianea)” ma anche il “Parco del Montuno”, “il Mercato della Marina”, l’”Anello Ciclopedonale di Levante”, la “Valorizzazione della Sorgente Acqua Magnesia” e tutta l’”Area Portuale” e la redazione di linee guida per la rigenerazione urbana, identificando interventi-tipo e individuando criteri standard di sviluppo e gestione sostenibile da replicare anche in altre aree. Il Laboratorio aveva poi portato a termine il progetto di rigenerazione urbana del Parco del Montuno, presentato in Conferenza Stampa già a fine settembre, e una idea progettuale di rigenerazione dell’antico Mercato della Marina anch’esso presentato nel corso di una Assemblea Pubblica a gennaio scorso, e dall’inizio dell’anno, insieme a Legambiente Lazio e al Circolo tematico “Città Invisibili”, ha seguito in modo costante tutto l’iter della legge, comprensivo di tutti gli emendamenti, soprattutto quelli in linea con le esperienze territoriali del Circolo, colloquiando con le strutture regionali.

“Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo approccio, creando già un anno fa, a Terracina, da veri innovatori e anticipando di quasi un anno la legge, il primo Laboratorio di rigenerazione urbana sostenibile del Lazio e applicandolo a progetti importanti (i cosiddetti interventi-tipo) quali quello del Parco del Montuno e del  Mercato della Marina, ma anche quello di valorizzazione della Sorgente dell’Acqua Magnesia, connesso al nostro progetto di Balneabilità della Costa di levante e di Potabilità delle acque sorgive costiere, recentemente menzionato anche nel corso della nostra Tappa di Terra di Goletta Verde 2017. Il Circolo, con il suo Laboratorio, da mesi sta lavorando per elaborare una visione organica di sviluppo territoriale ispirata alla novità della rigenerazione urbana e oggi, con la legge ormai approvata, saremo in prima linea nella applicazione di metodi e criteri connessi, con tutte le Amministrazioni e gli Enti locali più sensibili e i Parchi nazionali e Regionali della provincia, non sottovalutando mai che le aree e gli interventi di rigenerazione urbana costituiscono priorità per l’attribuzione dei fondi strutturali europei e dei fondi nazionali a sostegno delle attività di riqualificazione e rigenerazione urbana, economica e sociale, come dimostrato dalla recente approvazione del progetto “Latina anche città di mare – Volano di riqualificazione urbana” fortemente voluto dagli assessori al Governo del Territorio e alla Programmazione Europea, Gianfranco Buttarelli e Cristina Leggio della Giunta Coletta, per cui è stato chiesto ed ottenuto il massimo del finanziamento previsto per i comuni capoluogo di provincia, ovvero ben 18 milioni di euro” dichiara Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

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Foto by Andrea Longo

“Pur non essendo la legge approvata, la legge “perfetta” sulla rigenerazione urbana, oggi abbiamo finalmente uno strumento legislativo regionale che consente di attuare progetti integrati e una progettazione partecipata del territorio pensata specificamente per la rigenerazione di aree abbandonate o degradate come, ad esempio, la “Zona portuale e l’area del molo di Terracina” contemperando gli interessi di tutti, pubblici privati e forze sociali, avendo la possibilità concreta anche di accedere a fonti di finanziamento strutturali europei. Certo che, al di là di quelle che sono le destinazioni d’uso attuali o future ipotizzate per l’area e le loro motivazioni, dobbiamo avere prima ben chiari quelli che sono i criteri ispiratori della progettazione e cioè quello di accrescere la sostenibilità ambientale delle opere e degli interventi, incrementando il verde ma anche utilizzando materiali biocompatibili e processi costruttivi ispirati a strumenti di certificazione accreditati (es. il protocollo Itaca); diminuire o azzerare il consumo di suolo, con strutture più dense che limitino le superfici non permeabili, evitando l’uso di distese di asfalto o cemento per realizzare strutture (es. parcheggi) utilizzati magari solo due o tre mesi l’anno; predisporre il potenziamento dei servizi perchè spesso la progettazione si concentra solo sul tema infrastrutturale trascurando il tema fondamentale dei servizi, che invece andrebbero pensati e progettati al pari delle infrastrutture (e parliamo non solo di quelli specifici legati alla funzione dell’area portuale ma anche dei servizi di base come quelli igienici, l’illuminazione e i servizi informativi assolutamente inesistenti o carenti nell’area). Inoltre, aspetto critico fondamentale, dobbiamo garantire una mobilità intermodale sostenibile (una zona portuale è per sua natura uno snodo (hub) intermodale), considerando i vincoli posti dalla viabilità attuale nella realizzazione delle opere e nella predisposizione dei servizi e sicuramente da questo punto di vista la sponda destra del Canale di Navigazione è l’area più penalizzata, ma soprattutto la zona andrebbe gestita come nodo centrale all’interno della rete dei trasporti locale (per facilitare la connessione con le altre zone della città ma anche con i paesi vicini) e con collegamenti veloci (navette elettriche) con l’unico reale snodo (hub) alla rete ferroviaria nazionale (la stazione di Monte S. Biagio, peraltro a breve opportunamente ridenominata Terracina-Mare), su cui è allo studio, da parte dei Circoli Legambiente attivi del Sud Pontino e di Legambiente Lazio, una proposta complessiva di riorganizzazione del trasporto pubblico-privato locale (bici, auto, treno, traghetti per le isole) che possa favorire nuove politiche di espansione turistica e che possa garantire la vivibilità della tratta per il pendolarismo e che possa essere più vicino alle moderne istanze di multimodalità ed ecocompatibilità. La zona portuale deve inoltre diventare anche il punto di partenza e terminale di quella che è la rete di piste ciclopedonali per la mobilità dolce e dei servizi di car e bike sharing associati” dichiara l’ing. Gabriele Subiaco Vicepresidente e responsabile del Laboratorio di Rigenerazione urbana sostenibile di Legambiente, annunciando a breve una conferenza di presentazione della Legge regionale anche a Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

 

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA, CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI TERRACINA, DELLA CAPITANERIA DI PORTO-GUARDIA COSTIERA, DI CONFCOMMERCIO LAZIO SUD E ASCOM TERRACINA, DEL SINDACATO ITALIANO BALNEARI E CON LA COLLABORAZIONE DEGLI STABILIMENTI LA ROTONDA E LE RIVE DI TRAIANO, E CON LA GRADITA PARTECIPAZIONE DEGLI ALUNNI DELL’INDIRIZZO CHIMICO DELL’ ITS A. BIANCHINI, PORTA PER LA SECONDA VOLTA L’EVENTO INTERNAZIONALE CLEAN UP THE MED E LA CAMPAGNA NAZIONALE SPIAGGE E FONDALI PULITI – CLEAN UP THE MED- ANCHE A TERRACINA DOMENICA 28 MAGGIO ORE 15-19 PRESSO LA SPIAGGETTA DI LEVANTE

Terracina 26 maggio 2017                                                           

COMUNICATO STAMPA n. 43

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA, CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI TERRACINA, DELLA CAPITANERIA DI PORTO-GUARDIA COSTIERA, di CONFCOMMERCIO LAZIO SUD E ASCOM TERRACINA, del sindacato ITALIANO balneari e con la collaborazione degli stabilimenti La Rotonda e Le Rive di Traiano, e con la gradita partecipazione DEGLI ALUNNI dell’INDIRIZZO CHIMICO DELL’ ITS A. Bianchini, PORTA PER LA SECONDA VOLTA LA CAMPAGNA NAZIONALE SPIAGGE E FONDALI PULITI – CLEAN UP THE MED-  anche a Terracina DOMENICA 28 maggio ore 15-19 presso la Spiaggetta di Levante con raccolta dei rifiuti sulla spiaggia e nei fondali E CON UNA CONFERENZA SUI RIFIUTI DENOMINATA “UN MARE DI PLASTICA” CHE ANTICIPA I DATI DI TERRACINA sulla raccolta #beachlitter2017 CHE SARANNO PRESENTATI ALL’ONU A GIUGNO IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA MONDIALE SUGLI OCEANI. Terracina partecipa AL PROGETTO INTERNAZIONALE #plasticfreebeaches e ANIMERA’ l’EVENTO INSIEME A TUTTI I BAGNANTI CON LA SFIDA internazionale #5minuteschallengE.

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E’ in programma per domenica prossima 28 maggio un grande evento di volontariato ecologico e di educazione ambientale, per quello che è diventato un nostro consueto appuntamento alla vigilia dell’estate: un piccolo esercito pacifico di volontari che armati di sacchi, guanti e rastrelli, ripulisce le spiagge e i fondali dai rifiuti abbandonati https://www.legambiente.it/contenuti/campagne/spiagge-e-fondali-puliti-2017

L’evento organizzato da Legambiente nell’ambito della Campagna SPIAGGE E FONDALI PULITI –  CLEAN UP THE MED e dal Circolo Legambiente locale di Terracina e patrocinato dal Comune di Terracina, dalla Capitaneria di Porto- Guardia Costiera di Terracina, dalla Confcommercio Lazio SUD e ASCOM Terracina, dal Sindacato Italiano Balneari, con la gentile collaborazione dello Stabilimento Balneare “La Rotonda” e lo Stabilimento Balneare “Rive di Traiano”, in collaborazione con il dipartimento chimico dell’ITS A. Bianchini di Terracina, attivo con un nostro progetto sui temi della qualità delle acque e dei rifiuti marini.

Il Circolo di Terracina è diventato, grazie alla notorietà acquisita con le proprie analisi scientifiche, anche una delle sedi costiere del progetto internazionale di Legambiente Plastic Free Beaches che gode del supporto dell’iniziativa “Beyond plastic Med” (BeMed) Task Force, sostenuto, tra gli altri, dalla Fondazione Principato di Monaco. Il progetto ha lo scopo di ridurre il problema del #marinelitter, grazie al coinvolgimento attivo di cittadini, associazioni, operatori turistici ed economici. Nell’ambito del progetto, anche Terracina è coinvolta nella  #5MinutesChallenge, una allegra “competizione” che sfiderà bagnanti e volontari: “Quanti rifiuti riesci a raccogliere in 5 minuti? E’ un’azione estemporanea che permette di coinvolgere tutti anche solo 5 minuti per pulire la propria spiaggia. Anche un impegno piccolo può fare la differenza!

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L’evento quest’anno avrà anche grande visibilità nazionale e internazionale, sia perché i dati di Terracina sono stati già presentati in sede di Parlamento Europeo https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/02/10/legambiente-presenta-al-parlamento-europeo-i-dati-sui-rifiuti-del-mare-e-delle-spiagge-italiane-e-della-nostra-citta-il-circolo-di-terracina-e-presente-con-i-dati-raccolti-sulle-acq sia in vista della Conferenza ONU sugli Oceani di giugno https://www.legambiente.it/contenuti/articoli/legambiente-conferenza-onu-oceani, a cui partecipa tra i principali invitati Legambiente e durante la quale saranno presentati anche i risultati relativi al Monitoraggio dei Rifiuti su Spiaggia e Mare a Terracina.

Infatti Terracina, oltre ad essere stata l’approdo l’anno scorso della storica campagna Goletta Verde  http://www.legambientelazio.it/il-bilancio-del-monitoraggio-di-goletta-verde-nel-lazio-oltre-la-meta-dei-campionamenti-e-fuorilegge/ e’ anche uno dei 5 siti monitorati del Lazio per la prevenzione e il contrasto dei rifiuti su spiaggia https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/05/26/la-spiaggia-di-levante-di-terracina-tra-i-5-siti-del-lazio-per-lindagine-scientifica-beach-litter-2015-di-legambiente/ ed è anche diventato, grazie al Circolo Legambiente Terracina, una delle 5 spiagge italiane e una delle 75 spiagge europee monitorate dalla Agenzia Europea per l’Ambiente https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/10/13/terracina-diventa-una-delle-5-spiagge-italiane-e-una-delle-75-spiagge-europee-monitorate-dal-17-settembre-al-16-ottobre-dal-marine-litter-watch-month-alla-sua-prima-edizione-promossa-dall/ , e con l’ingresso nell’importante progetto internazionale PlasticFreeBeaches  è entrata finalmente nel radar delle Spiagge più importanti di Europa per le attività di prevenzione, catalogazione e pulizia periodica dei rifiuti. . https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/rifiuti-spiaggiati-legambiente-presenta-i-dati-beach-litter-2017-e-gli-eventi-d

L’iniziativa, aperta a tutti, adulti e minorenni accompagnati si svolgerà Domenica 28 maggio dalle 15 alle 18 presso la Spiaggetta di Levante a Terracina (punto di accoglienza presso lo Stabilimento La Rotonda) e coinvolgerà tutti i presenti con iniziative di comunicazione ecologica oltre che di volontariato pratico con sacchi e guanti per la pulizia. Vi sarà anche la possibilità di effettuare immersioni a cura dei soci e volontari sub nei fondali antistanti la Spiaggetta per effettuare la pulizia dei fondali. Invitiamo chi vorrà partecipare a munirsi di un paio di guanti e di calzature adeguate e/o pinne e maschere e retini). I rifiuti più particolari potranno essere condivisi via social con hashtag #schifidaspiaggia #5minuteschallenge #plasticfreebeaches

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A conclusione dell’iniziativa, alle ore 18  (presso lo Stabilimento Le Rive di Traiano) sarà tenuta una Conferenza dal titolo “Un Mare di Plastica” a cura del Responsabile del Dipartimento Scientifico del Circolo Ing. Gabriele Subiaco sui risultati della campagna nazionale #Beachlitter2017 https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/rifiuti-spiaggiati-legambiente-presenta-i-dati-beach-litter-2017-e-gli-eventi-d . L’indagine vuole quantificare i problemi del #beachlitter e #marinelitter in Italia ma anche proporre soluzioni, a partire dai dettami della Direttiva Europea Marine Strategy 2008/56/ec. L’indagine è stata condotta per la seconda volta anche a Terracina lo scorso 1 aprile dove è stata presa in esame, da parte degli ambientalisti del Circolo Legambiente Terracina, un ‘area di circa 6000 mq della Spiaggia di Levante e si è effettuata la raccolta, la campionatura e la corretta classificazione dei rifiuti, con l’utilizzo delle categorie di campionamento OSPAR. Sono stati raccolti, campionati e catalogati circa 1500 rifiuti. Saranno anche anticipati alcuni dati su Terracina che verranno presentati il 5 e 6 giugno all’ONU in occasione della Conferenza sugli Oceani.

I rifiuti raccolti verranno poi differenziati e consegnati, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione, alla De Vizia Transfer Spa, gestore integrato dei rifiuti cittadini, il quale metterà a disposizione il proprio personale per la raccolta finale dei sacchi.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, in quanto la presenza di ogni singolo cittadino “può sembrare una goccia nel mare, ma, se ci pensiamo bene, ognuno di noi è una goccia che compone il mare”.

Per ulteriori informazioni visitate il nostro sito web  https://legambienteterracina.wordpress.com/ o contattate il Circolo di Legambiente a Terracina (email: legambiente.terracina@gmail.com, cell: 3491412199)

LA PROPOSTA DI LEGAMBIENTE PER IL PARCO DEL MONTUNO CHIUSO DA ANNI: DOPO IL COMUNICATO DI RETTIFICA DELLA NOTIZIA DELLA ASSEGNAZIONE, SONO STATE INVIATE ALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE OSSERVAZIONI AI SENSI DELLA 241/90 RELATIVE ALLA RECENTE DELIBERA DI INDIRIZZO PER LA CONCESSIONE IN COMODATO D’USO DEL PARCO – DGC N.126 DEL 19 MAGGIO 2017. L’ENNESIMA OCCASIONE PERSA PER IL PARCO?

Terracina, 24 maggio 2017                                                                       

Comunicato stampa n. 42

IL COMUNE DI TERRACINA NON SOLO NON ASSEGNA IL PARCO A LEGAMBIENTE COME INSPIEGABILMENTE COMUNICATO NEI GIORNI SCORSI, MA DOPO BEN 6 LUNGHI MESI DI ANALISI DELLA NOSTRA ISTANZA DI AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEL PARCO, FORMULA UNA DELIBERA DI INDIRIZZO CHE CONSIDERA IL CIRCOLO LEGAMBIENTE ALLA STREGUA DI UNA DITTA CHE OPERA IN ECONOMIA, CON L’OBBLIGO DI EFFETTUARE I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA, RIATTIVAZIONE IMPIANTI E RIALLESTIMENTO DEI GIOCHI CON UNA CIFRA INCONGRUA, IMPONE UNA PESANTE POLIZZA ASSICURATIVA SUL PARCO, NON OFFRE ALCUN CONTRIBUTO PER I SERVIZI DI GESTIONE E SOPRATTUTTO IGNORA COMPLETAMENTE IL VALORE DEL PROGETTO DI LEGAMBIENTE E LE SUE IMPORTANTI RICADUTE SULLA SCUOLA E SULLA ECONOMIA TURISTICA DELLA CITTA’ METTENDO IN ATTO UNA DISPARITA’ DI TRATTAMENTO NEI CONFRONTI DEL CIGNO VERDE.  

La delibera di Giunta Comunale DGC-126-2017 che ha per oggetto: “Concessione in comodato d’uso del Parco del Montuno-Proposta formulata dal Circolo Legambiente di Terracina “Pisco Montano”- Procedura evidenziale-Indirizzi Gestionali” emessa il 19 Maggio 2017 con la quale si delibera la redazione dell’Avviso Pubblico di manifestazione di interesse per la concessione in comodato d’uso del Parco del Montuno, ha riservato purtroppo al Circolo Legambiente di Terracina, proponente, ormai in data 30/10/2016, di un’istanza di gestione del Parco, chiuso da anni, un’amara sorpresa e a questa delibera il Circolo ha immediatamente risposto inviando formalmente in data odierna motivate osservazioni, in qualità di soggetto proponente, ai sensi dell’art. 9 e ss. della Legge n. 241/90 e successive modificazioni e integrazioni.

“Dopo aver invano atteso, a seguito della nostra istanza, una comunicazione formale di avvio del procedimento e di assegnazione del Responsabile Unico e dopo essere stati costretti a sollecitare formalmente il 30 aprile scorso la risposta della Amministrazione alla nostra istanza dopo ben 180 giorni, questa delibera arriva come una doccia fredda e oltre ad essere mal formulata risulta francamente irrispettosa dell’impegno, della qualità e quantità di lavoro manuale, tecnico e di progettazione effettuato dal Circolo e dai suoi Volontari in questi mesi, con la pulizia, il ripristino, la riapertura temporanea del Parco e con la produzione di una articolata e completa proposta progettuale di sviluppo e gestione del Parco, in coordinamento con Legambiente Lazio e Legambiente nazionale, ispirata alle migliori pratiche di rigenerazione sul territorio nazionale, finalizzata alla creazione di un Parco eco-archeologico, progetto basato sull’analisi puntuale delle effettive condizioni del Parco e che ha permesso di fornire all’Amministrazione anche indicazioni precise in merito ai lavori necessari per la sua messa in sicurezza ”dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo “e continuano per noi a rimanere oscure le ragioni della mancata risposta alla nostra richiesta formale, risollecitata più volte, del 21 Novembre scorso per continuare l’attività gratuita e volontaria di pulizia e ripristino del Parco, alla quale non è stata mai fornita alcuna risposta, richiesta ispirata al principio di sussidiarietà art. 118 comma 4 della Costituzione e che ci avrebbe permesso di continuare il nostro lavoro volontario al Parco”.

Terracina rischia di perdere così una grande opportunità di riaprire il Parco con un progetto di rigenerazione urbana con le più moderne metodologie, presentato e accolto con entusiasmo dallo stesso Sindaco in presenza di una nutrita delegazione di dirigenti e soci di Legambiente lo scorso 15 dicembre e che aveva spinto perfino il TG3 della RAI a venire a Terracina e fare un servizio, dal titolo, “Terracina Virtuosa”” (http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-49b4c28a-eb69-424d-8d88-229f88fc5348.html ).

 L’ insufficiente schema della Delibera evidenzia un trattamento analogo a quanto si possa ipotizzare per l’assegnazione di un appalto ad una ditta di lavori di manutenzione e ignora totalmente, nell’attribuzione del punteggio, le caratteristiche e i requisiti di Legambiente, la qualità progettuale dei servizi e il progetto di rigenerazione offerto, ponendo l’accento solo sugli interventi di ripristino e messa in sicurezza del Parco e sui loro costi. Inoltre introduce clausole e condizioni “capestro”, prospettando una incomprensibile situazione discriminatoria rispetto agli parchi cittadini (sia quelli già regolamentati, come il Parco della Rimembranza, sia quelli in fase di regolamentazione che quelli ancora non regolamentati), riservando a Legambiente, che pure ha pulito e ripristinato per mesi il Parco con un grande sforzo, tutto ampiamente documentato con foto, video, articoli e servizi TV, che ha presentato un innovativo progetto di rigenerazione, e che, peraltro, ha tutti i titoli, ai sensi dell’art.7 della legge 266/91 sul Volontariato, per essere convenzionata direttamente, un trattamento “di sfavore” procedendo ad una delibera di indirizzo e a una successiva procedura di evidenza pubblica, aperta a tutti i soggetti senza alcun requisito minimo per la gestione di un Parco pubblico, formulata con criteri penalizzanti, che brevemente qui riassumiamo: 1) obbligo di assicurazione per tutti i profili di responsabilità, NON presente negli altri parchi incluso il Parco della Rimembranza; 2) obbligo di fornire i lavori per la messa in sicurezza, per la riattivazione degli impianti e per la fornitura dei giochi nuovi da realizzare con un contributo di soli 15,000€ complessivi, per altro forniti in due tranche annuali di 7500€. Da nostre valutazioni tecniche supportate anche da preventivi specifici, e tenendo conto della massima economia e del nostro servizio volontario di coordinamento tecnico, tutti i lavori richiesti non possono assolutamente essere coperti con 15.000€, e comunque a questo punto si suggerisce all’Amministrazione, per un puro criterio di risparmio economico, di procedere essa stessa alla realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del Parco prima di procedere alla riapertura e all’affidamento della sua gestione; 3) nessun contributo per i servizi di apertura/chiusura, pulizia e piccola manutenzione offerti quando invece questi servizi vengono ovviamente riconosciuti nella gestione degli altri parchi; 4) Inoltre, si impongono, a differenza degli altri parchi incluso il Parco della Rimembranza, precisi orari di apertura e chiusura, addirittura citando una vecchia delibera comunale; 5) Inoltre l’Amministrazione si riserva 20gg l’anno per eventi propri o di altri soggetti, senza specificare il periodo o ventilare un possibile accordo, ben sapendo che, nel caso si scegliessero i 20 giorni consecutivi di agosto in una località balneare si andrebbe ad impattare irrimediabilmente sulle finanze di una Associazione ONLUS che vive di autofinanziamento.

Ma come se non bastasse, e questo è davvero singolare, viene richiesto al futuro comodatario di risolvere anche altre problematiche di accesso indebito al Parco, problematiche per le quali il comodatario non avrebbe alcun titolo ad agire e che invece necessiterebbero di un tavolo di mediazione tra l’Amministrazione e gli Operatori economici che affacciano sul Parco, vista la necessità di tutelare, oltre che il bene pubblico, anche le attività economiche della zona e le loro necessità. Tra l’altro viene completamente ignorato il problema dei gabbiotti all’ingresso del Parco, da noi segnalato, soprattutto per la presenza su di essi di una copertura in pannelli di amianto, per il quale è necessario un intervento di dismissione e smaltimento degli stessi con apposita procedura, così come viene tralasciato il problema molto rilevante del ripristino del sistema antincendio necessario perché il Parco ha subito vari tentativi di incendio nel passato e confina con abitazioni civili e attività commerciali, già oggi a rischio da questo punto di vista. Viene altresì ignorata anche la necessità di includere il Parco nel moderno sistema di video-sorveglianza, assolutamente necessario visto il serio problema del vandalismo al quale è soggetto.

Ed ancora, invece di comprendere che l’investimento di Legambiente per lo sviluppo del Parco ha bisogno di tempo per essere realizzato e portare i suoi frutti, dovendo accedere a diverse fonti di finanziamento, finanziamenti che erano già stati individuati e che anche a causa della lentezza del procedimento sono andati in parte persi, impone una durata di soli 4 anni e in più non prorogabili, con il rischio di dover riconsegnare alla scadenza dei 4 anni, alla Amministrazione, un Parco completamente riqualificato e ben gestito e dover pagare poi, in un nuovo contesto, anche un canone concessorio!

Dulcis in fundo, indirizza l’Avviso Pubblico soltanto sulle proposte migliorative della quantità e qualità dei lavori di manutenzione e sui costi degli stessi, non menzionando i servizi e non considerando la qualità della proposta progettuale di sviluppo e gestione e soprattutto ignorando completamente la volontà di impiantare un vero e proprio Centro di Educazione Ambientale regionale a Terracina (apprezzatissimo invece dalle Scuole, come da nostro recente accordo con IC Don Milani, che ha scelto di diventare Scuola Sostenibile Legambiente e con cui si sta già sviluppando un progetto che potrebbe riguardare anche il Parco), riducendo la nostra articolata proposta ad un mero servizio di manutenzione straordinaria fornito da una impresa appaltatrice che opera in economia, come se il Circolo potesse essere assimilato ad una piccola impresa. Impresa che, per come è costruita la delibera, potrà tranquillamente partecipare all’Avviso, in quanto non è previsto nella stessa nessun requisito specifico per la partecipazione come invece previsto nella recente delibera dei parchi DGC-122-2017 (aperta solo ad ONLUS e Comitati).

 “Dopo aver pulito e ripristinato il Parco lavorando per mesi, dopo aver studiato e predisposto un progetto di rigenerazione innovativo, dopo esserci messi sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento e integrazione e dopo aver atteso ben sei mesi, ci aspettavamo una risposta più coerente e adeguata al livello della nostra Associazione e alla sua capacità operativa e tecnica. In ogni caso vogliamo ribadire alla cittadinanza e ai molti che ci stanno contattando da mesi per chiederci della riapertura, la volontà e la disponibilità di Legambiente non solo a continuare i lavori di pulizia e piccola manutenzione ma anche a gestire, manutenere e sviluppare il Parco del Montuno implementando il progetto già pronto ma questo potrà avvenire, come da noi richiesto nella nostra istanza, solo ed esclusivamente alle giuste condizioni di gestione attualmente applicate ad analoga Associazione ONLUS per il Parco della Rimembranza, e con l’impegno da parte della Amministrazione di aderire convintamente al progetto innovativo di rigenerazione con una condivisione delle opportunità e dei rischi di questo approccio. Riteniamo quindi la delibera di Giunta Comunale DGC-126-2017 per la concessione in comodato d’uso del Parco del Montuno, pur rispettandone fino in fondo la discrezionalità amministrativa, del tutto inappropriata in riferimento alla nostra istanza” dichiara l’ing. Gabriele Subiaco Vicepresidente Responsabile scientifico del Circolo e del Laboratorio di Rigenerazione di Legambiente “inoltre riteniamo che gli indirizzi gestionali espressi nella delibera stabiliscano di fatto una ingiustificata disparità di trattamento nei confronti dell’eventuale affidatario del Parco del Montuno, sia rispetto a quanto accordato al gestore del Parco della Rimembranza con la Delibera COC-2015-0105, sia rispetto a quanto recentemente definito per alcuni altri Parchi con la Delibera DGC-122-2017 e sia rispetto a quanto adottato per altri Parchi cittadini ancora fuori da ogni tipo di regolamentazione”

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

Grande successo per la partecipazione di Terracina all’#Appia Day e per la tappa di Terracina dell’#Appia Trail di Legambiente denominata Terracina la Regina della Via Appia. La tappa dà l’avvio, con gli auspici della Amministrazione Comunale e con l’impegno di Legambiente, Federtrek, Coopculture, Artes, Visit Terracina e il sostegno prestigioso delle Scuole del Territorio IC Don Milani e IPS Filosi, ad un progetto per la attivazione di una rete sinergica sul territorio che lavorerà alla creazione di un innovativo percorso turistico-esperienziale fatto di storia, archeologia, enogastronomia, cultura locale, performance teatrali, rievocazioni in costume, aperto al contributo di tutti i cittadini, le associazioni e gli operatori turistici del territorio, per ridare a Terracina il ruolo strategico che ha avuto da sempre sulla Via Appia.

Terracina, 18 maggio 2017                                                                                                Comunicato Stampa n.41

E’ stata una esperienza intensa quella dell’#appia trail che ha fatto tappa a Terracina, dopo il grande successo dell’#AppiaDay del 14 maggio a Roma. L’Amministrazione Comunale e il Circolo Legambiente di Terracina hanno infatti partecipato alla giornata #Appia Day del 14 maggio, promossa da Legambiente e da diverse associazioni nazionali e locali, per riscoprire a piedi e in bicicletta l’antica strada romana e i suoi monumenti,

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Antonio Cederna e chiedere la pedonalizzazione della Regina Viarium 365 giorni l’anno. Quasi come 19 anni fa (era il 9/03/1997), quando ci fu la prima giornata di pedonalizzazione della Regina Viarum, decine di migliaia di persone hanno letteralmente invaso l’Appia Antica pedonalizzata, “muovendosi dolcemente” a piedi o in bicicletta, per riappropriarsi della storia e dei monumenti di una delle aree più belle e antiche di Roma mentre il nostro Gonfalone di Terracina sventolava insieme agli altri Gonfaloni dei circa venti comuni sull’Appia aderenti alla manifestazione .

Per la prima importante tappa dell’#AppiaTrail dopo Roma, denominata non senza enfasi “Terracina La Regina della Via Appia”, Il Circolo Legambiente locale “Pisco Montano”, insieme alla associazione Artes – Arte Storia e Territorio, al vessillifero in costume della Legio Secunda Parthica, l’unica legione acquartierata sull’Appia e con il supporto della piattaforma social Visit Terracina e di Laziotv insieme alla Amministrazione Comunale con una importante delegazione formata dal Sindaco, e dagli Assessori alla Cultura e Turismo e all’Ambiente, dal Direttore del Museo civico e archeologico, hanno accolto la delegazione nazionale di Legambiente e Federtrek al Fanum Feroniae (Bosco di Feronia) ricchissimo di vegetazione e sorgenti ai piedi di Monte Leano e hanno camminato insieme per quasi cinque chilometri sul tracciato originario dell’Appia Antica, insieme a molti cittadini e con la calda partecipazione degli abitanti delle antiche centuriazioni della Valle, assaporandone il carattere ancora agreste e naturale, rievocandone i fasti e comprendendone profondamente l’importanza e la ricchezza, spesso privatizzata e di difficile accesso, ma ancora ben visibile, di antiche tombe, chiese, muri, ponti, archi e acquedotti e del suo possente basolato lavico, solo visibile a tratti ma perfettamente percepibile in tutta la sua maestosità. L’arrivo al Foro Emiliano, ancora così ben conservato, sul percorso della via Appia, ha suggellato poi la grande bellezza della Regina della Via Appia con il suo Capitolium, dedicato alla triade capitolina, un grande Teatro romano in corso di disvelamento e restauro fino alla pavimentazione originale del Foro Emiliano, capolavoro unico di preservazione dell’Appia. Un grande pomeriggio di storia, arte, bellezza, umanità, emozioni, offerta alla delegazione di camminatori da giovani terracinesi preparati ed appassionati, la Associazione Artes- Arte Storia e Territorio, con la certezza che l’amore per la nostra città è un fuoco di cui loro sono destinati a custodire la fiamma. Il reading storico-poetico-letterario della Maestra Catia Mosa, artista e performer molto conosciuta e amata in città, ha poi accolto la delegazione (che dopo 5 chilometri di cammino finalmente si è potuta sedere e dissetare!) e li ha condotti sul filo dei ricordi e delle emozioni permettendo di rivivere tutta la tappa anche con gli occhi dei poeti, dei viaggiatori, degli artisti che nei secoli, vivendo, amando o anche solo arrivando a Terracina, ne hanno assaporato la stessa bellezza!

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Il 17 maggio, la visita straordinaria, con la festosa partecipazione di due classi della Scuola Don Milani, al tratto originario e uno dei meglio conservati (dopo Roma) della Via Appia nella sua cosiddetta variante traianea nella splendida Villa Salvini, grazie alla grande disponibilità e generosità della Sig. Gigliola Salvini (amante e custode attenta di alcuni dei gioielli più preziosi della nostra Città), ha suggellato poi la unicita’ della tappa #appiatrail di Terracina, con il tratto appena riaperto grazie al lavoro e all’impegno infaticabile e testardo del Circolo locale di Legambiente che ha pulito e ripristinato il sito archeologico e che lo gestirà accompagnando di nuovo a partire dal 1 giugno, cittadini, turisti, viaggiatori, appassionati sul bellissimo basolato lavico perfettamente conservato della Via Appia, una tappa incastonata come un piccolo gioiello all’interno dell’innovativo percorso turistico-esperienziale in via di progettazione.

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Il taglio del Pisco Montano con le sue molteplici interpretazioni ha poi riportato l’attenzione sulla importanza strategica di Terracina e del suo porto e della caratteristica strategica di “Hub” della Citta’ rispetto a tutti i trasporti sia via terra che via mare.

Il convegno nazionale del 18 maggio  ”Terracina regina della via appia”, svoltosi nella splendida cornice del Palazzo della Bonificazione Pontina, con il patrocinio di Regione Lazio- Visit Lazio e del Comune di Terracina, Mibact e Agenzia per il Demanio, dedicato ad un reperto storico di importanza eccezionale, anch’esso perfettamente conservato, ritrovato a Terracina, il più antico miliare romano relativo alla Via Appia, datato tra il 255 e 253 a.C., che menziona gli edili Publio Claudio, figlio del censore Appio Claudio Cieco, e Caio Furio, è stato moderato da Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente di Terracina, e dopo i Saluti istituzionali e l’avvio ai lavori da parte del Sindaco e dell’assessore alla Cultura, ha visto i saluti della delegazione nazionale da parte di Legambiente e Federtrek , una chiara esposizione del dott. Piero Longo, direttore del Museo Civico e Archeologico di Terracina, gli interventi del dott. Giuseppe Recchia di Artes e del dott. Alessandro la Porta di Coopculture, tutti orientati alla definizione di un concreto progetto di valorizzazione del percorso dell’Appia, cosi’ come l’intervento delle dirigenti scolastiche Prof. G. Di Cretico dell’ IC Don Milani e Prof. Anna Maria Masci dell’IPS Alessandro Filosi, scuole di eccellenza a Terracina che rappresentano la rete dei saperi e delle memorie, parti integranti e imprescindibili dell’ecosistema culturale cittadino e che si sono candidate a sostenere dal punto di vista della costruzione culturale il progetto di  valorizzazione dell’Appia attraverso il coinvolgimento attivo dei bambini e dei ragazzi che devono riprendere coscienza assoluta della grande Via Appia su cui poggiano ogni giorno i loro piedi e della rilevanza assoluta di Terracina per il percorso. In particolare l’IPS A. Filosi, con la Dirigente Anna Maria Masci, ha portato in dote al Convegno una articolata idea progettuale da sviluppare in rete su tutto il percorso della via Appia, che possa valorizzare l’aspetto enogastronomico associato alla fruizione dei beni culturali e naturali della Citta’ e di tutto il comprensorio del Sud Pontino. L’Agenzia del Demanio autorevolmente rappresentata dalla vice Direttrice del Lazio, Dott.ssa Grazia Critelli, ha presentato il progetto nazionale “Cammini e percorsi” con il prossimo innovativo bando per l’assegnazione di oltre 100 beni pubblici dislocati accanto a ciclovie e cammini di tutta Italia. Per l’esattezza si tratta di 103 beni, 43 dello Stato, 50 degli Enti territoriali e 10 dell’Anas, che attraverso bandi di gara pubblicati entro l’estate, saranno affidati in concessione gratuita a giovani e imprese oppure in concessione di valorizzazione ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. Legambiente nazionale e regionale nelle sue conclusioni ha ulteriormente confermato l’interesse, agendo da facilitatore tra tutti gli attori coinvolti e mostrando di voler investire sul nostro territorio da tutti i punti di vista, di coordinare e supportare una rete attiva sull’Appia che possa mettere a sistema e comunicare tutte le eccellenze e che possa rientrare nel progetto complessivo sia per la Regione Lazio, data l’approvazione recente da parte del Consiglio regionale del Lazio della legge per la realizzazione, manutenzione, gestione, promozione e valorizzazione della rete dei cammini del Lazio (RCL) con un iniziale dotazione finanziaria di 700 mila euro- unica Regione in Italia ad aver normato un “sistema regionale di cammini“-, che per il Mibact, il quale per la valorizzazione dell’antico tracciato assegna un finanziamento pari a 20 milioni di euro sull’area tematica Cultura e turismo (1 miliardo di euro), deliberato dal CIPE il 1 maggio 2016 a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020, e finalizzato ad un’azione di rafforzamento dell’offerta culturale del nostro Paese.

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L’Appia trail prosegue poi per arrivare venerdì 19 maggio a Minturnae dove, in uno dei comprensori archeologici più importanti d’Italia sarà possibile ammirare: Il Teatro Romano con il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri (l’antica Pirae) e nella zona di Castelforte; un tratto originale della via Appia (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica; i resti del Foro Repubblicano, del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale. Questo perché l’Appia trail è già pensata per unire in rete anche i territori per creare degli itinerari turistici ricchi ed attrattivi che valorizzino al meglio le singole tappe ma siano anche capaci di creare continuità tra i territori per esprimere al massimo il valore culturale ma anche turistico del nostro Paese.

 

Con l’evento nazionale #Appiaday di Legambiente arriva il 16-17 maggio a Terracina l’#AppiaTrail e Terracina diventa “La Regina della Via Appia”

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Terracina 11 maggio 2017- COMUNICATO STAMPA n. 40

L’Appia Day (www.appiaday.it), alla sua seconda edizione, rappresenta una grande giornata di promozione promossa da Legambiente, assieme a Touring Club, FederTrek, Italia Nostra, Velolove, ed altre associazioni locali e nazionali con la collaborazione di Roma Capitale, del Parco Archeologico dell’Appia Antica, del Parco Regionale dell’Appia Antica, della Sovrintendenza Capitolina e con il patrocinio del MiBACT, della Regione Lazio e dell’Enit e il supporto di COOPCULTURE. L’evento si terrà domenica 14 maggio a Roma, per celebrare tutto il tracciato italiano dell’Appia Antica aprendo al pubblico – esclusivamente a piedi e in bici – il più straordinario museo a cielo aperto del mondo per raccontare come proprio dalla Regina Viarum possa partire un’idea nuova di sviluppo del territorio.

Il Circolo Legambiente Terracina è membro del Comitato Promotore nazionale e l’Amministrazione Comunale di Terracina, tra le tante Amministrazioni dei Comuni della Via Appia, ha aderito all’evento non solo patrocinandolo ma intervenendo domenica 14 maggio a Roma con una propria Delegazione promuovendo i propri prodotti tipici e le bellezze del proprio territorio, insieme al Circolo, e saluterà la partenza della delegazione dell’APPIA TRAIL previsto dal 14 maggio al 19 maggio, sostenuto da Coopculture e Regione Lazio, che partirà da Roma, in concomitanza con l’Appia Day, per arrivare a Santa Maria Capua Vetere – Capua incontrando operatori, istituzioni e comunità locali con eventi organizzati sul territorio, in particolare con tre incontri e convegni realizzati a Terracina, Minturno e Santa Maria Capua Vetere.

Terracina è una delle tappe più importanti dell’Appia Trail dopo Roma e prevede una serie di eventi, in stretta collaborazione con ARTES- Arte Territorio Storia, con il supporto dei media partner Visit Terracina e Lazio TV, e la partecipazione attiva delle Scuole IC Don Milani, IPS Alessandro Filosi e sarà sede di un importante Convegno Nazionale “Terracina – La Regina della Via Appia” con la presenza della Amministrazione Comunale, Regione Lazio, MiBACT, Agenzia del Demanio e CoopCulture.

Questo è il programma dell’evento: Il 16 maggio alle ore 17.30 ci sarà l’accoglienza della Delegazione Appia Trail da parte di una rappresentanza della Amministrazione Comunale, Circolo Legambiente TerracinaArtes- Arte Storia e Territorio, Visit Terracina, Lazio TV, delle Scuole e di tutta la Cittadinanza, presso il cosidetto Fanum Feroniae (presso Molino Cipolla) da dove si partirà tutti insieme percorrendo, per circa 4,5 km, il tratto dell’Appia Antica, l’antico decumano, con tappe ricche di storia e aneddoti, fino al Foro Emiliano (ora Piazza del Municipio), con una importante pavimentazione perfettamente conservata fatta eseguire da Aulo Emilio, con visita al cosidetto Capitolium con i resti della Via Appia Antica, il Teatro romano, e l’ Arco cosidetto di “Galba” dal nome dell’imperatore Servio Sulpicio Galba nato a Terracina il 24 dicembre 3 a.c, tutti importantissimi monumenti sulla Via Appia, che vanno dall’età sillana alla piena età imperiale. A seguire alle 21 sempre a Piazza Municipio un insolito reading poetico-storico-letterario a cura della Prof. Catia Mosa (IC Don Milani) con la collaborazione di ARTES.  Il 17 maggio alle ore 9.30 , dopo una colazione tipica terracinese da Ilvana a Piazza della Repubblica, ci sarà una visita guidata a cura di ARTES ad un tratto di Appia antica (variante cosidetta “traianea”) perfettamente conservato, all’interno di una Villa privata, denominata “Villa Salvini” (tratto curato e manutenuto dal Circolo Legambiente di Terracina) e all’imponente taglio cosidetto “traianeo” di Pisco Montano, che ha permesso anche un importante sviluppo della città di Terracina, già sede di un importante porto commerciale in epoca romana.

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Alle 11.30 presso la Sala F. Abbate del Palazzo della Bonificazione Pontina- Museo della Città ci sarà un importante Convegno Nazionale sul tema “Terracina – La Regina della Via Appia” organizzato dal Comune di Terracina in collaborazione con Legambiente nazionale e con il Circolo Legambiente Terracina e con il contributo di Coopculture, dedicato ad un reperto storico di importanza eccezionale, anch’esso perfettamente conservato, ritrovato a Terracina, il più antico miliare romano relativo alla Via Appia, datato tra il 255 e 253 a.C., che menziona gli edili Publio Claudio, figlio del censore Appio Claudio Cieco, e Caio Furio. Il Convegno sarà introdotto dal Sindaco Nicola Procaccini e moderato da Anna Giannetti, Presidente Circolo Legambiente Terracina, e vedrà la partecipazione dell’Assessore alla Cultura e Turismo Barbara Cerilli, di Federtrek nazionale Francesco Senatore, del Direttore del Museo della Città di Terracina Piero Longo, di ARTES Giuseppe Recchia, del Dirigente Sc. IC Don Milani Giusy Di Cretico, del Dirigente Sc. IPS Alessandro Filosi Anna Maria Masci, di Legambiente nazionale Alessandra Bonfanti, di CoopCulture Alessandro La Porta, del Consigliere Regione Lazio Cristiana Avenali, dell’Agenzia del Demanio Francesca Graziani, e sarà concluso dal Consigliere MiBACT Paolo Piacentini e dal Vice Presidente della Regione Lazio, Assessore Formazione, Ricerca, Scuola, Università e Turismo Massimiliano Smeriglio (in attesa di conferma), con un aperitivo a cura dell’IPS Filosi offerto da Legambiente.

 

L’ISTITUTO DON MILANI DIVENTA LA PRIMA SCUOLA SOSTENIBILE LEGAMBIENTE DI TERRACINA E TRA LE 20 DEL LAZIO, INIZIANDO CON IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA UN CAMMINO VERSO UN PROFONDO CAMBIAMENTO DELLA GESTIONE DELL’EDIFICIO SCOLASTICO E DEL MODO DI VIVERLO, ATTRAVERSO L’ASSUNZIONE DI STILI DI VITA PIÙ SOSTENIBILI: DALL’ALIMENTAZIONE, AGLI SPOSTAMENTI, DAGLI ACQUISTI GREEN ALLA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI, DALLA CURA DEGLI SPAZI AL LORO UTILIZZO.

Terracina, 7 maggio 2017                                                                                  

Comunicato Stampa n.39

Il Circolo Legambiente di Terracina continua nel suo impegno concreto per la Città e, con la firma della Convenzione con l’Istituto Comprensivo Don Milani, raggiunge un importante obiettivo, già annunciato nel corso della recente Campagna Nazionale di Legambiente “Non ti Scordar di me’- Operazione Scuole Pulite 2017” dello scorso marzo, ovvero quello di far diventare l’Istituto la prima “Scuola Sostenibile” di Legambiente a Terracina, tra le 20 del Lazio. La Convenzione, firmata nei giorni scorsi, consentirà di avviare, tra l’Istituto e Legambiente un’ampia collaborazione su temi, quali: la qualità  e la rigenerazione degli spazi scolatici anche attraverso interventi pratici di efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili nella scuola; l’attivazione di percorsi didattici ispirati alla sostenibilità (la cura dell’Orto e del Frutteto didattico, la consapevolezza alimentare e la lotta agli sprechi, lo stop al consumo di suolo, il Teatro come strumento di conoscenza dell’ambiente, l’utilizzo di Aule Verdi); la costruzione di un innovativo percorso di educazione “La Scuola nel Parco: Il Parco nella Scuola” in un ideale connessione tra la Scuola e il parco cittadino del Montuno, già riaperto da Legambiente in occasione della Campagna Nazionale “Puliamo il Mondo 2016” e “Festa dell’Albero 2016” e proposto da Legambiente alla Amministrazione Comunale come sede di un CEA (Centro di educazione ambientale); l’innovazione dell’offerta formativa dell’IC Don Milani e l‘inserimento dell’IC nel rapporto annuale di Legambiente “Ecosistema Scuola” dedicato alla vivibilità, qualità della manutenzione, sicurezza e rischi degli edifici scolastici italiani; la predisposizione congiunta di progetti finanziati dal MIUR o da altri enti.

Dopo il successo della Campagna Nazionale “Festa dell’Albero 2016”  di novembre 2016 https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/11/16/il-circolo-legambiente-pisco-montano-di-terracina-con-il-patrocinio-del-comune-di-terracina-celebra-la-festa-dellalbero-il-giorno-20-novembre-ore-9-30-nel-parco-del-montuno-di-terracina-appena-ripul/  ripetuto in occasione dello scorso 17 marzo con la Campagna Nazionale denominata Nontiscordardimé, Operazione Scuole pulite https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/03/15/il-circolo-legambiente-di-terracina-e-listituto-don-milani-partecipano-alla-campagna-nazionale-di-legambiente-non-ti-scordar-di-me-che-si-svolge-venerdi-17/, il Circolo Legambiente di Terracina e l’IC Don  Milani hanno deciso di ampliare la loro collaborazione siglando una Convenzione per riconoscere all’Istituto lo status di Scuola Sostenibile Legambiente e arricchirla di progetti e temi innovativi e stimolanti che impegneranno significativamente entrambe le organizzazioni.

La Dirigente Scolastica Prof. Giusy Di Cretico, soddisfatta per l’accordo, afferma: “Il nostro Istituto, con tutti i suoi Plessi, ha da anni favorito una serie di iniziative ed esperienze di valore per promuovere tra gli allievi il rispetto per l’ambiente e un nuovo senso di comunità solidale (Progetto Scuola senza Zaino, Progetto Amici del Pianeta- Aule Verdi, Progetto Sapere i Sapori “L’Orto è Servito”, Progetto Rifiuti Zero, Progetto EcoSchools) e la proposta di Legambiente, con il suo gruppo di volontari e animatori appassionati, formati e dedicati, ci consentirà di valorizzare tutte le nostre iniziative integrandole con le metodologie didattiche, progettuali e di rigenerazione urbana di Legambiente per renderle riconoscibili e comunicabili anche in ottica progettuale verso il Ministero dell’Istruzione, tanto è vero che abbiamo già avviato una task force dedicata ai finanziamenti in ambito PON MIUR 2014-2020 e abbiamo già presentato un primo progetto importante congiunto.

Inoltre i percorsi didattici proposti da Legambiente Scuola e Formazione “Scuole Amiche del Clima-Buone Pratiche per una scuola più smart” e “Ricominciamo dalla A Agricoltura, Ambiente, Alimentazione” ma anche la proposta innovativa di un percorso didattico congiunto “La Scuola nel Parco, il Parco nella Scuola” ispirato all’”outdoor education and training” e per un futuro ideale gemellaggio tra la nostra scuola ed il Parco del Montuno, riportato in vita da Legambiente solo pochi mesi fa con l’intenzione di crearne un Centro di Educazione Ambientale, forniscono un quadro di riferimento innovativo ed efficace per attivare nuove coscienze civiche e diffondere buone pratiche, ampliando e ponendo all’avanguardia nel settore ambientale l’offerta formativa del nostro Istituto e la città stessa”.

“Con la Convenzione con l’IC Don Milani, il nostro Circolo, nato solo poco più di un anno fa, mette radici nella parte più viva della nostra comunità cittadina (la scuola dell’infanzia e del primo ciclo) portando come sempre valore, innovazione, manualità pratica e progettualità e creando i presupposti per una crescita collettiva nella direzione della responsabilità verso l’ambiente delle nuove generazioni. Grazie all’impegno del Dirigente scolastico Prof. Giusy Di Cretico, alla infaticabile passione “verde” della Prof. Catia Mosa  autrice di importanti progetti educativi green negli anni passati (Progetto Amici del Pianeta- Aule Verdi), all’intraprendenza, tenacia e innovatività della Prof. Gilberta Coniguardi, all’azione “rigeneratrice” del Circolo Legambiente di Terracina con il supporto di Legambiente Lazio e di Legambiente Scuola e Formazione, abbiamo già realizzato orti e frutteti didattici, piantumato nuovi alberi, costruito compostiere e fioriere riciclando pallets di legno, attivato tutti i percorsi didattici associati, innovando da subito l’offerta formativa della Scuola  http://www.icdonmilaniterracina.it/web/legambiente e presentando anche progetti congiunti al MIUR. Inoltre sono già attivi gruppi di lavoro anche con il coinvolgimento di genitori (tutti assicurati e formati da Legambiente) che aiuteranno nella realizzazione di diversi interventi di rigenerazione degli spazi scolastici interni ed esterni. Gli interventi sono già stati individuati e documentati, con una metodologia innovativa, nel corso dell’indagine effettuata, in occasione della campagna “Non Ti scordar di me” del 17 marzo scorso, dal nostro Dipartimento Scientifico e dal Laboratorio di Rigenerazione Urbana del Circolo di Legambiente diretti dal Prof. ing. Gabriele Subiacoafferma Anna Giannetti, Presidente del Circolo di Terracina.

 “Il Circolo Legambiente di Terracina ha portato a casa, a solo poco più di un anno di nascita, un obiettivo straordinario come quello di far diventare l’IC Don Milani la prima Scuola Sostenibile Legambiente a Terracina e una delle 20 scuole del Lazio http://www.icdonmilaniterracina.it/web/legambiente. Legambiente ha sempre promosso e praticato con il suo dipartimento nazionale Scuola e Formazione, con il suo impegno a livello regionale, ma anche con i propri presidi educativi e centri di educazione ambientale, e attraverso la professionalità della sua rete di educatori ambientali iscritti al Registro Nazionale, un nuovo modo di fare Scuola. Proprio alla fine dell’anno scorso agli Stati Generali dell’educazione ambientale il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare hanno sottoscritto un protocollo per il rilancio di una strategia nazionale per l’educazione ambientale, accordando un investimento di 20 milioni di euro per l’educazione ambientale e la convocazione annuale di un tavolo nazionale per ridefinire e valutare la strategia per l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. Legambiente poi da anni propone il dossier Ecosistema Scuola https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/ecosistema_scuola_2016_xvii_rapporto.pdf , e si rivolge al Ministero, agli enti locali e al mondo della scuola per sollecitare una sempre maggiore cura degli edifici scolastici, per gli importanti valori impliciti ed espliciti che esprimono per le nostre comunità. Saremo al fianco del Circolo di Terracina per supportare tutte le loro iniziative sul territorio e garantire il successo della Convenzione siglata con l’Istituto Comprensivo Don Milani” dichiarano Vanessa Pallucchi, Presidente Legambiente Scuola e Formazione nazionale e Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

#SCHIFI DA SPIAGGIA CAMPAGNA BEACH LITTER CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA – PISCO MONTANO

Il Circolo Legambiente di Terracina riporta di seguito le foto dei rifiuti rinvenuti lungo un tratto della Spiaggia Di Levante durante l’indagine della Campagna Beach Litter 2016: lo scopo di ciò rientra nelle peculiarità del Circolo Legambiente di Terracina, nello specifico  sensibilizzare, rispetto la criticità del rilascio di rifiuti  in mare e sulla spiaggia,  i cittadini e gli ospiti nella stagione estiva e invernale,  nella certezza che tali immagini possano far riflettere tutti noi sull’importanza della prevenzione. Molti dei rifiuti catalogati sono da considerarsi molto pericolosi e in svariati casi letali per la fauna marina che tanto abbiamo a cuore. Inoltre ciò che viene ingerito irrimediabilmente da molte  specie di pesci, appartenenti alla catena alimentare, viene presentano sulla nostra tavola e quindi diventa pericoloso anche per le nostra salute. In attesa di ottenere dati statistici concreti grazie al dipartimento scientifico di Legambiente (si riportano  nel frattempo i risultati del 2015   che si consiglia vivamente di visionare alla pagina  http://www.legambiente.it/beachlitter/ ) di seguito alcune   foto  #schifidaspiaggia  e uno schema da poter visionare per capire il tempo in cui ci impiegano tali rifiuti a decomporsi.

 

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