SENTENZA DEL TAR DEL LAZIO PER L’IMPIANTO DI MITILICOLTURA DI FONDI: molti dei rilievi e delle eccezioni evidenziate nei mesi scorsi da LEGAMBIENTE sugli iter autorizzativi delle Regione Lazio per gli impianti di mitilicoltura sulla costa pontina riconosciute dalla sentenza esemplare del 6 aprile scorso relativa alla concessione per l’impianto sulla costa di Fondi. Speriamo che dopo questa pesante sentenza si metta finalmente una pietra tombale sopra la sconcertante vicenda degli impianti di cozze sul litorale pontino.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO N. 87                       17.4.2018

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Quater di Roma, nella camera di consiglio del 6 aprile 2018 si è definitivamente pronunciato sul ricorso relativo alla Determinazione n. G09852 del 13 luglio 2017 della Direzione Regionale Agricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca della Regione Lazio, avente ad oggetto il rilascio di concessione demaniale marittima alla Mitilflegrea Soc. Coop. a.r.l., di uno specchio acqueo di complessivi mq 305.000 antistante il territorio del Comune di Fondi e del Comune di Sperlonga, a scopo di mitilicoltura, accogliendolo e annullando tutti gli atti impugnati dal Comune di Fondi, disponendo definitivamente, in virtù della natura delle illegittimità emerse, l’invio degli atti alla Procura della Repubblica e alla Procura regionale della Corte dei Conti per le valutazioni di competenza e ordinando che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

La sentenza riconosce molti dei rilievi che i circoli Legambiente di Terracina, di Fondi e di Minturno, coadiuvati dal Centro di Azione Giuridica (CEAG) Legambiente Lazio, avevano sollevato per l’impianto in questione ad agosto scorso quando avevano chiesto di nuovo alla Regione Lazio (dopo averlo già fatto lo scorso Aprile) di annullare tutte le autorizzazioni emesse e di sospendere gli iter autorizzativi in corso. In particolare la sentenza accoglie anche molte delle tesi che il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina con analisi, studi, note e comunicati sostiene da due anni sul tema delle autorizzazioni della Regione Lazio per gli impianti di cozze sulla costa pontina, schierandosi a fianco del Comune di Terracina nel ricorso ad adiuvandum per l’impianto davanti la spiaggia di Terracina e supportando con le sue analisi tecnico-ambientali anche le amministrazioni di Minturno e Fondi nei rispettivi ricorsi.

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In primis la sentenza evidenzia come le attività in concessione rilasciate dalla Regione, specificamente gli impianti di acquacoltura e mitilicoltura, debbono rispettare la vocazione turistica del territorio, la gradevolezza paesaggistica e l’habitat naturale in particolare quando lo specchio acqueo interessato dagli impianti in concessione è di particolare rilevanza sul piano ambientale e naturalistico come nel caso delle concessioni sulla costa pontina visto i numerosi siti di importanza comunitaria (SIC) che insistono nella zona.

In relazione al punto precedente, la sentenza ravvisa anche la necessità, più volte evidenziata da Legambiente nei mesi scorsi, di provvedere a redigere il “Piano dello spazio marittimo” in base al D.Lgs. n. 201 del 17 ottobre 2016, di recepimento della Direttiva 2014/89/UE che oltre a stabilire la distribuzione spaziale e temporale dei nuovi impianti di acquacoltura e piscicoltura, impone, per detti impianti, la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA): ciò anche tenuto conto che le aree interessate dalle concessioni risultano tutte ubicate in adiacenza a Siti di Importanza Comunitaria (SIC) tutelati dalla normativa europea.

La sentenza rileva anche molte gravi anomalie procedurali, in applicazione del art.11 della Legge Regionale n. 8/2016, evidenziando la superficialità con cui è stata condotta l’istruttoria sull’istanza di Fondi da parte della competente Direzione regionale, la quale non si è avveduta dell’estensione e dell’ubicazione dell’impianto richiesto in concessione, invece prontamente rilevati dalla Capitaneria di Porto di Gaeta. Il Collegio giudicante del TAR ha ritenuto che tale condotta sia palese espressione di un non corretto e negligente esercizio del potere, dal momento che la segnalazione scritta, da parte della Capitaneria di Porto di Gaeta, avrebbe dovuto suggerire alla Regione, quanto meno, di approfondire l’esame della documentazione per verificare la correttezza dei rilievi dell’Autorità portuale o, viceversa, per poterli fondatamente confutare.

Altro punto importante, la sentenza ribadisce la non esistenza del carattere di urgenza dell’anticipata occupazione ai fini della sperimentazione per la classificazione delle acque ai sensi del Regolamento CE n. 854 del 29 aprile 2004 e s.m.i, come già affermato alcuni mesi fa con la sentenza del TAR n. 257 del 9 gennaio 2017, nel giudizio relativo alla analoga determinazione n. G02621 del 21 marzo 2016, con la quale la Regione Lazio ha autorizzato la stessa Mitilflegrea a occupare anticipatamente, ai sensi dell’art. 38 del codice della navigazione e dell’art. 35 del relativo regolamento di esecuzione, lo specchio acqueo di complessivi mq 500.000 antistante il territorio del Comune di Terracina. Anzi la sentenza odierna ribadisce non solo l’inesistenza del carattere di urgenza della anticipata occupazione ma decreta anche con molta chiarezza, come da Legambiente tante volte sottolineato, che in dipendenza dello specifico metodo di “campionamento” previsto dal Regolamento CE n. 854/2004 per la classificazione delle acque per la mitilicoltura non si ravvisa alcuna necessità di procedere alla realizzazione completa dell’intero impianto potendo procedere alla classificazione con semplici campionamenti puntuali.

In definitiva il TAR rileva che la Regione ha fornito al Comune di Fondi informazioni insufficienti, parziali e fuorvianti, tanto che plausibilmente, proprio perché ritenendosi non interessato dal futuro impianto di mitilicoltura, il Comune di Fondi non forniva riscontro. Le molte illegittimità del complessivo procedimento, riscontrate dal TAR, rendono di fatto illegittimo il provvedimento di concessione. Inoltre le circostanze fattuali ricostruite dal Consiglio del TAR, e quelle desumibili dagli atti, non sono state né smentite né minimamente contestate dalla Regione Lazio. In virtù di tutto questo il TAR ha proceduto ad accogliere il ricorso e ad annullare gli atti impugnati.

Insomma un gran pasticcio, una sentenza pesante ed una brutta pagina per la Regione Lazio, speriamo solo che adesso si metta finalmente una pietra tombale sopra la sconcertante vicenda degli impianti di cozze su tutto il litorale pontino.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 https://www.ilfaroonline.it/2018/04/17/impianto-mitilicoltura-fondi-legambiente-terracina-dal-tar-sentenza-esemplare/217752/

http://www.agoraregionelazio.com/mitilicoltura-sentenza-del-tar-del-lazio-per-limpianto-di-fondi/

http://www.fondinotizie.net/notizie/comunicati-stampa/5292/cozze-legambiente-dopo-la-sentenza-del-tar-speriamo-ora-venga-messa-una-pietra-tombale-su-questo-tipo-di-concessioni

http://www.anxurtime.it/allevamenti-di-cozze-il-tar/

http://www.h24notizie.com/2018/04/no-al-mare-di-cozze-tra-fondi-e-sperlonga-il-giubilo-di-legambiente-sentenza-pesante/

http://www.temporeale.info/79015/citta/fondi/fondi-impianto-mitilicoltura-legambiente-sentenza-del-tar-esemplare.html

 

 

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#CACCIAALDISCHETTO ANCHE A TERRACINA: RITROVATI 28 DISCHETTI SULLA SPIAGGIA DI LEVANTE A TERRACINA NEL CORSO DELL’ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO PROGRAMMATA IL 26 MARZO MATTINA E COORDINATA DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE CON IL SUPPORTO DI TUTTA LA RETE #PLASTICFREEBEACHES NELL’AMBITO DELL’INIZIATIVA PROMOSSA DAL PROGETTO EUROPEO CLEAN SEA LIFE, DI CUI LEGAMBIENTE E’ PARTNER.

COMUNICATO STAMPA N. 84                                                             26.3.2018

Come preannunciato nei giorni scorsi nell’ambito dell’iniziativa promossa da Clean Sea Life di cui Legambiente è partner si è svolta stamattina (26 marzo) a Terracina sulla spiaggia di Levante la #cacciaaldischetto, l’attività di pulizia delle spiagge coinvolte dalla dispersione dei dischetti, che nel weekend ha visto cittadini e associazioni al lavoro in diverse località, consultabili sul sito www.cleansealife.it.

Il Circolo di Terracina è stato tra i pochi circoli costieri del Lazio ad essere coinvolto nel monitoraggio e ad adottare un protocollo rigoroso sulla Spiaggia di Levante, già oggetto di analisi e studi per altre campagne nazionali Legambiente come #BeachLitter e #SpiaggeeFondaliPuliti.

Clean Sea Life (LIFE15 GIE/IT/000999), è un progetto LIFE co-finanziato dal dell’Unione Europea che vuole accrescere l’attenzione del pubblico sulla quantità di rifiuti presenti in mare e sulle spiagge, mostrare in che modo ne siamo responsabili e promuovere l’impegno attivo e costante per l’ambiente. Il progetto avuto inizio il 30 settembre 2016 e terminerà nel 2020. Capofila è il Parco Nazionale dell’Asinara, che porta avanti il progetto con l’ausilio dei partner CoNISMa, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e MPNetwork.

A Terracina l’attività è stata coordinata dal locale Circolo Legambiente “Pisco Montano” con il supporto di tutta la rete cittadina #Plasticfreebeachesterracina. E’ stata monitorata la spiaggia di Levante. Circa 5000mq divisi in 5 settori dove sono stati rinvenuti  28 dischetti presumibilmente portati dalle mareggiate dei giorni scorsi. Inoltre è stata bonificata l’area e rimosso anche altra plastica. I dati sono stati immediatamente comunicati alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Terracina e inseriti nel sistema di acquisizione centralizzato del progetto Clean Sea LIFE. I dischetti rinvenuti, corredati da foto e posizione di ritrovamento, sono a disposizione per ulteriori analisi da parte degli organi inquirenti.

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La rete Plastic Free Beaches Terracina aveva effettuato ulteriori monitoraggi nei giorni scorsi lungo tutto il litorale di Levante e Ponente senza rinvenire altri dischetti.

“Osserviamo soltanto che chi gestiva l’impianto di depurazione sul fiume Sele (Provincia di Salerno, Campania) sapeva già un mese fa quello che era accaduto e forse si poteva intervenire per evitare che questo materiale infestasse il mare e le spiagge di mezza Italia. Infatti molti impianti di questa tecnologia (MBBR a dischetti) sono dotati di reti di protezione a maglia con un diametro inferiore alla dimensione dei dischetti stessi in modo da impedirne la eventuale fuoriuscita. Milioni di dischetti finiti in mare di cui solo una piccolissima percentuale è quella che compare sulle spiagge del centro Italia. Moltissimo di questo materiale rimarrà per sempre in mare” commenta Legambiente.

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“Siamo grati al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, che ha individuato la fonte del gravissimo inquinamento causato dai dischetti di materiale plastico a danno di circa 500 km di costa tirrenica ma vogliamo che la Magistratura intervenga per accertare le responsabilità e le negligenze commesse, i responsabili siano perseguiti per reato di inquinamento ambientale come previsto dalla legge 68/2015 sugli ecoreati e che le operazioni di bonifica non siano solo affidate all’impegno volontario e alla dedizione dei cittadini ma che il Ministero dell’Ambiente e le Regioni interessate si impegnino subito per una valutazione complessiva dell’impatto dello sversamento delle plastiche, per un piano di rimozione e risanamento e intervengano affinchè le società di gestione del servizio idrico integrato delle ATO interessate verifichino i loro impianti e prendano le giuste precauzioni perché ciò che è accaduto al depuratore sul Sele non accada altrove”.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.anxurtime.it/13722-2/

https://www.radioluna.it/news/2018/03/dischetti-di-plastica-lappello-di-legambiente-ripuliamo-le-spiagge/

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-la-caccia-al-dischetto-sulle-spiagge-e-terminata-rintracciati-in-28/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1547/si-e-svolta-stamattina-spiaggia-di-levante-la-cacciaaldischetto-lattivita-di-pulizia-delle-spiagge

http://www.latinatoday.it/cronaca/dischetti-pulizia-spiaggia-circolo-legambiente-terracina.html

http://www.anxurtime.it/caccia-ai-dischetti/

http://www.radioluna.it/news/2018/03/clean-sea-life-legambiente-pulisce-la-spiaggia-di-terracina/

https://www.ilfaroonline.it/2018/03/27/terracina-grazie-al-circolo-legambiente-rinvenuti-28-dischetti-sulla-spiaggia-levante/214267/

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22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua 2018: facciamo il punto della situazione sull’Acqua e il Sistema idrico di Terracina con gli indicatori e le proposte del Circolo Legambiente

Comunicato stampa n.83                                                               21.3.2018

Gli effetti sempre più ricorrenti dei cambiamenti climatici stanno accentuando nel mondo le crisi idriche legate alla disponibilità ed all’accesso all’acqua potabile, ma anche i danni derivanti da inondazioni e siccità. Il ciclo naturale dell’acqua è sempre di più messo in crisi e conseguentemente si riduce la disponibilità di acqua dolce di cui abbiamo bisogno per sopravvivere e svilupparsi e si assiste ad un depauperamento dei suoli, dei fiumi, dei laghi e quindi dei nostri ecosistemi e indefinitiva del “capitale naturale”. Il tema di quest’anno della Giornata mondiale dell’acqua è “Nature for Water” ovvero: usare le soluzioni che si trovano in natura per ridurre le inondazioni, la siccità e l’inquinamento delle acque anche attraverso investimenti nella infrastruttura “verde” armonizzandola con l’infrastruttura “grigia”. Innovazione tecnologica che tuttavia non può prescindere dal riconoscimento dell’acqua, della terra, dei fiumi come beni titolari di diritti universali che dovrebbero essere difesi attraverso l’adozione di riconoscimenti e di strumenti di diritto internazionale che introducano cioè obbligazioni vincolanti per gli Stati che consentirebbero di risolvere buona parte dei fattori di criticità legati all’accesso all’acqua investendo in nuove foreste, riconoscere il diritto dei fiumi e norme a loro tutela, ripristinare le zone umide creando i presupposti di lungo periodo per garantire l’accesso all’acqua alle future generazioni.

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La giornata mondiale dell’Acqua deve essere, a nostro avviso, non soltanto l’occasione di una “celebrazione” di circostanza fine a se stessa ma soprattutto un momento per fare in modo analitico il punto della situazione sull’acqua e il sistema idrico della nostra Città verificando anche l’efficacia delle azioni e degli strumenti di programmazione e di gestione messi già in atto o da prevedere. A tale scopo abbiamo elaborato applicandolo alla nostra Città alcuni indicatori già pubblicati lo scorso gennaio all’interno del Rapporto Ecosistema urbano 2017 di Terracina (https://legambienteterracina.wordpress.com/2018/01/30/legambiente-ha-presentato-sabato-scorso-27-gennaio-presso-laula-magna-del-its-a-bianchini-in-un-evento-nazionale-e-alla-presenza-di-istituzioni-aziende-di-servizi-associazioni-di-categoria/) confrontando il dato di Terracina con quello di Città analoghe (Piccole Città – capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti). Di seguito gli Indicatori (dati 2016) sull’Acqua e il Sistema idrico presi in esame:

  • consumi idrici domestici: il Consumo giornaliero pro capite di acqua potabile per uso domestico (litri/abitanti/giorno) è risultato di 111,5 litri/abitante/giorno, migliore del consumo medio delle Piccole Città (150,6 litri/abitante/giorno) e in linea addirittura con le città italiane più virtuose.
  • dispersione della rete: la dispersione della rete intesa come differenza percentuale tra acqua immessa e quella consumata per usi civili, industriali e agricoli risulta pari al 68%. La dispersione della rete è la somma delle dispersioni fisiche, ovvero perdite di rete e delle dispersioni amministrative, ovvero degli allacci illegali. Il valore di Terracina (anche se in linea con le perdite registrate da tutti i comuni dell’ATO4) risulta di molto peggiore della media delle perdite della rete idrica delle Piccole Città (36%).
  • capacità di depurazione: la Percentuale della popolazione residente servita da rete fognaria delle acque reflue urbane è pari all’83% contro una media per le Piccole Città del 90%.
  • costo servizio idrico integrato (per una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 150 metri cubi di acqua): il costo (€) annuo per famiglia del servizio idrico integrato (comprensivo di Iva 10%) a Terracina è pari a 342,5€, superiore rispetto alla media nazionale che è di 291€ mentre il minimo Italia è 112€ in base ai dati AEEGSI (Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico). Il servizio idrico integrato per uso domestico include le voci (acquedotto, fognatura, depurazione) sia variabili in funzione del consumo (€/mc) che in quota fissa (€/giorno).
  • investimenti pianificati nell’ATO4: gli investimenti pro capite pianificati per il quadriennio 2016-2019 (€/abitante) sono pari a 226 €/ab superiore alla media nazionale di 214 €/ab. Il Piano degli Investimenti approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell’ATO4 a dicembre 2016 prevede, complessivamente, oltre 155 milioni di euro di investimenti di cui: oltre 85 milioni di euro per le manutenzioni straordinarie, 37,6 dei quali già realizzati; oltre 70 milioni di euro per il recupero delle dispersioni fisiche, di cui oltre 10,6 già realizzati o in corso di realizzazione. Con questi interventi si prevede di portare le perdite fisiche al 49%. Per raggiungere il valore del centro-nord Italia, pari al 35%, occorrerebbero ulteriori 150 milioni di euro, nel Piano degli Investimenti, da destinare a queste attività.
  • qualità delle acque di balneazione: la normativa in materia di acque di balneazione (D.lgs. 116/2008 e D.M. 30/05/2010) classifica le acque di balneazione secondo 4 categorie (scarsa, sufficiente, buona, eccellente). La classificazione della qualità delle acque (bollettino Arpa Lazio 2016 – sui 7 punti di rilevamento del Comune di Terracina) a seguito della valutazione effettuata negli ultimi 4 anni è la seguente. Fiume Sisto buona; Scafa di Ponte eccellente; 250 metri a sinistra del Fiume Portatore buona; 500 metri a destra del Fiume Portatore sufficiente; Viale Europa eccellente; Fosso Acque Alte Della Valle eccellente; Fosso Canneto eccellente. I prelievi fatti da Goletta Verde Legambiente nel 2016 hanno dato esito negativo per un unico sito (Foce Sisto) sui 3 campionati mentre nel 2017 l’esito è stato positivo per tutti e tre i siti campionati (Foce del canale di navigazione, Foce del Portatore e Foce Sisto).
  • qualità delle acque marino costiere (acque comprese entro la distanza di 3.000 metri dalla costa e, comunque, entro la batimetrica dei 50 metri): in base al Dlgs 152/06, la qualità delle acque marino costiere è valutata sia mediante lo Stato Ecologico determinato secondo 5 classi di qualità (Elevato, Buono, Sufficiente, Scarso, Cattivo) che lo Stato Chimico, determinato secondo 2 classi di qualità (Buono, Non buono). Al giudizio di stato ecologico concorrono i monitoraggi biologici e i relativi indici, nonché il monitoraggio del carico di nutrienti (indice TRIX). Il giudizio di stato chimico è invece determinato sulla base della presenza o meno delle “sostanze prioritarie” della tabella 1/A allegata al DM 260/2010 (sostanze chimiche e metalli). In base al rapporto Arpa 2015, lo Stato Ecologico e quello Chimico delle acque di Terracina è risultato Buono  in confronto alla rilevazione più frequente nelle città costiere della regione Lazio che è Sufficiente per lo Stato Ecologico e Non Buono per lo Stato Chimico.
  • aggiornamento del Regolamento Edilizio Comunale: il Regolamento edilizio comunale andrebbe aggiornato con norme dedicate al risparmio idrico, al recupero delle acque meteoriche, alla regolamentazione del recupero delle acque grigie (derivanti dagli scarichi delle cucine, docce, vasche da bagno, lavandini) e con norme che incentivano l’uso di sistemi e impianti di fitodepurazione.

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Dall’analisi degli Indicatori emergono chiaramente alcune priorità improcrastinabili come: ammodernare la rete di distribuzione idrica per ridurre le perdite investendo su moderne tecniche di ricerca e riparazione perdite (come del resto recentemente avviato da Acqualatina con l’introduzione della nuova tecnologia “Hoselining”); estendere la rete di depurazione a tutti gli scarichi civili e industriali raggiungendo il 100% dell’utenza; adottare misure efficaci di tutela della risorsa idrica per garantire la buona qualità delle acque superficiali, sotterranee e marino costiere estendendo la rete di monitoraggio e l’analisi agli inquinanti chimici più critici per la salute umana come ad esempio pesticidi, diserbanti e concimi utilizzati in grandi volumi in agricoltura e alle microplastiche come nell’intento anche del progetto di Alternanza Scuola Lavoro (“Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare”) che Legambiente sta realizzando con l’ITS Bianchini, progetto recentemente finanziato anche dal MIUR; promuovere moderni strumenti di pianificazione e sviluppo del territorio e dei corpi idrici come i contratti di fiume e di foce; rivedere il modello di gestione  (ATO) che incontra alcune difficoltà ad affrontare uno stato di degrado della rete così marcato da richiedere incenti investimenti andando verso una governance completamente pubblica che attui l’indirizzo espresso dal referendum sull’acqua del 2011 e fedelmente riportato nella legge regionale L.R. del 4 Aprile 2014, n. 5. E’ inoltre fondamentale promuovere azioni di educazione e diffusione delle buone pratiche per ridurre lo spreco, incentivare il buon uso della risorsa idrica e monitorare la qualità delle acque in tutto il loro complesso ciclo naturale anche attraverso la creazione di strutture di rete a presidio del territorio come la nostra rete #Plasticfreebeaches che non a caso annovera al suo interno l’attore fondamentale sulla tematica acqua come il gestore del servizio idrico Acqualatina.

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“Il cambiamento climatico impone una trasformazione radicale nella gestione della risorsa idrica altrimenti ci si ritroverà in tempi brevi con riserve vuote ed ecosistemi acquatici danneggiati in maniera irreversibile. Risulta infatti evidente come, con il passare degli anni, i giorni di pioggia diminuiscono rendendo sempre più complessa la gestione della risorsa idrica, limitandone la disponibilità e favorendo il verificarsi di eventi estremi (alluvioni, allagamenti, intensi temporali, grandinate). Uno scenario questo con cui dovremo fare sempre più i conti, ma servono validi strumenti, che ad oggi però sono ancora carenti, come i Piani di Adattamento Climatico, a livello nazionale, a scala di bacino idrografico e a livello locale e di aree urbane. Ma al tempo stesso la condizione in cui ci ritroviamo obbliga a ripensare drasticamente al modo in cui gestiamo, consumiamo e utilizziamo l’acqua, rendendo quindi prioritari, nella nostra regione, nella nostra provincia e nel nostro Comune alcuni interventi e politiche fortemente innovative e di rottura rispetto al passato. In sintesi, è necessario cambiare rapidamente paradigma e passare dal concetto di un’acqua unica (risorsa infinita e prevalentemente potabile) utilizzata per tutti gli usi ad un concetto di molti tipi di acqua (risorsa finita e da riutilizzare il più possibile), acque diverse ognuna per un uso diverso (per bere, per innaffiare, per la doccia, per il bagno, per lavare in casa, per cucinare, per lavare le macchine in città, per l’agricoltura, per l’allevamento, per l’industria, etc.) attraverso operazioni multiple di recupero e di riutilizzo della risorsa idrica e riservando la preziosa acqua potabile esclusivamente agli usi per la quale è indispensabile superando anche la grave stortura economica che attualmente quasi equipara il costo di un litro di acqua  minerale in bottiglia a quello di un metro cubo (1000 litri) di acqua potabile pubblica, distorsione che è alla base di molti utilizzi impropri dell’acqua potabile.” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

#PLASTICFREEBEACHES TERRACINA: LA RETE DEL PROGETTO INTERNAZIONALE #PLASTICFREEBEACHES FINANZIATO DALLA FONDAZIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO DOPO UNA SERIE DI INIZIATIVE DI SUCCESSO SI E’ COSTITUITA FORMALMENTE IERI CON LA FIRMA DEL PROTOCOLLO DI INTESA E DIVENTA UN SOGGETTO AUTONOMO TERRITORIALE, APPLICANDO PER LA PRIMA VOLTA A LIVELLO NAZIONALE IL MODELLO PRESENTATO DA LEGAMBIENTE ALL’ONU A GIUGNO SCORSO E ANNUNCIA UNA SERIE DI INIZIATIVE, PROGETTI E MONITORAGGI

Comunicato stampa n.82                                                   18.3.2018

La città di Terracina, scelta da Legambiente come il sito marino e costiero che rappresenta l’Italia nel progetto internazionale #PlasticFreeBeaches, nel prestigioso programma “Beyond Plastic Med” finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco, dopo aver coinvolto durante la stagione primaverile ed estiva tutto il litorale terracinese e tantissimi bambini, cittadini, turisti oltre ad esercenti, scuole, operatori turistici ed il gestore locale dei rifiuti nella sfida internazionale #5minuteschallenge- In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina  e dopo la pulizia straordinaria della zona del Molo a settembre e della Spiaggia di Ponente con gli alunni dell’ITS A. Bianchini di dicembre e dopo diversi incontri effettuati per raccogliere tutte le istanze provenienti dai portatori di interesse arriva finalmente all’obiettivo del progetto e annuncia la firma del protocollo di intesa avvenuta ieri per la costituzione di una Rete multi-stakeholder permanente territoriale di coordinamento sul modello di quella presentata da Legambiente all’ONU lo scorso giugno nella Conferenza Mondiale sugli Oceani nella sessione “Multistakeholder Governance for Tackling Marine Litter in the Mediterranean Sea”.

Il Protocollo di Intesa firmato ieri presso l’Hotel Torre del Sole tra Legambiente ONLUS, Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ONLUS, Comune di Terracina, Capitaneria di Porto di Terracina, Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, De Vizia Urbaser Transfer SpA, Acqualatina SpA, Confcommercio SIB Balneari, Confcommercio ASCOM Terracina, Confcommercio Lazio Sud, Cooperativa dei Pescatori di Terracina, Cooperativa dei Pescatori “La Sirena”, Associazione Albergatori Terracina “Riviera di Ulisse”, Associazione Ristoratori Terracina “Terracina a Tavola”, Consorzio Turistico “Terracina D’Amare”, Hotel Torre del Sole, Stabilimento Balneare “Le Rive di Traiano”, Albergo Neapolis – Un punto macrobiotico, Waterstore – Acqua alla Spina di A. Sacchetti, Detersfusi- Detersivi alla Spina di Silvia e Angelo, B&B La Principessa del Silenzio- Legambiente Turismo, Bar del Molo da Bonifacio, Bar Traiano da Francesco, Scuola IC Don Milani – Scuola Sostenibile Legambiente, Scuola ITS A. Bianchini, Scuola IC M. Montessori, prevede il Coordinamento della Rete di Felice Enrico di Spigno, Presidente del Sindacato Italiano Balneari – Confcommercio Terracina e Socio di Legambiente Terracina con il supporto del Dipartimento Scientifico del Circolo, coordinato da Gabriele Subiaco, Vicepresidente del Circolo locale, e di Fabio Minutillo, ex Assessore all’Ambiente del Comune di Terracina e responsabile dell’importante progetto di start-up della raccolta differenziata a Terracina,  e membro del direttivo SIB Confcommercio anch’egli Socio Legambiente Terracina, per quanto riguarda l’attuazione di un ciclo virtuoso di riduzione della plastica monouso e la progressiva sostituzione con bioplastiche e per l’attuazione della corretta classificazione, differenziazione e smaltimento di plastiche e bioplastiche, privilegiando il riciclo e il riuso.

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Alcuni firmatari del Protocollo di Intesa per la costituzione della Rete Territoriale Plastic Free Beaches Terracina

L’evento di ieri ha visto la partecipazione oltre che dei Firmatari, dell’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone, dell’Assessore allo Sviluppo Economico Gianni Percoco, della Presidente nazionale dell’Associazione Chimica Verde BioNET Sofia Mannelli, tra i massimi esperti italiani di materiali, prodotti e filiere biocompatibili, con i saluti in video della neoeletta Vice Direttore di Legambiente Nazionale Serena Carpentieri, responsabile tra l’altro,  del progetto internazionale Plastic Free Beaches e co-autrice del modello presentato all’ONU, la quale ha portato i ringraziamenti di Legambiente nazionale e della Fondazione Principato di Monaco per il grande lavoro svolto a Terracina, con i saluti del Comandante dell’Ufficio Circondariale Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Terracina  T.V. Alessandro Poerio e del Sindaco di Terracina Nicola Procaccini, che pur non potendo partecipare in quanto fuori città, hanno inviato i loro auguri di buon lavoro alla Rete ribadendo supporto per l’importante iniziativa che pone Terracina al centro degli sforzi internazionali sul problema della plastica. “Tra gli impegni più importanti dei firmatari del protocollo, oltre quello educativo permanente per bambini, ragazzi e adulti attraverso cicli di seminari presso le scuole e le associazioni di categoria, ma anche con modalità innovative di “edutainment” come la sfida #5minuteschallenge – in 5 minuti salvi una tartaruga marina, che tanto successo ha avuto sul nostro litorale, c’è sicuramente quello di supportare l’istituzione di un Laboratorio Cittadino per l’analisi delle microplastiche presso il Dipartimento Chimico dell’ITS A. Bianchini, e quello di favorire iniziative per promuovere gli acquisti #green di bioplastiche compostabili, in collaborazione con Legambiente nazionale, KyotoClub e l’Associazione ChimicaVerde Bionet, promuovendo anche l’utilizzo di acqua e detersivi alla spina, il miglioramento della raccolta differenziata (in particolare la riduzione del rifiuto indifferenziato pro-capite e la promozione del riciclo), e la costituzione di un eco-distretto #rifiutifree e #plasticfree a Terracina” dichiara Felice Enrico Di Spigno, Coordinatore della Rete PFB Terracina. “A tale fine sarà essenziale il ruolo proattivo della Amministrazione e della Ditta Gestore Integrato dei Rifiuti Urbani, attivandosi con i Consorzi di riciclo come CONAI e COREPLA, e delle aziende di riciclo, per raggiungere la concreta fattibilità di recupero dei materiali presenti sulle nostre spiagge e per aumentare invece la compostabilità di bioplastiche sostitutive”, conferma Fabio Minutillo, membro delegato della Rete sui temi degli acquisti e della differenziazione e smaltimento, riuso e riciclo.

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I Soci attivi del Circolo Legambiente che supportano la Rete Territoriale PFB Terracina

L’obiettivo della Rete territoriale è anche il monitoraggio costante e periodico di alcuni indicatori di performance che abbiamo proposto come Dipartimento Scientifico sulla riduzione dei rifiuti plastici per indirizzare le azioni della Rete e misurare e verificare la loro validità ed efficacia. Gli indicatori, che saranno misurati in collaborazione con il Gestore dei Rifiuti (De Vizia Transfer SpA Urbaser SA) e con il Gestore Idrico integrato (Acqualatina SpA), riguarderanno tutte le realtà rappresentate nella rete e i buoni risultati raggiunti all’interno della rete costituiranno la premessa per poter poi estendere le buone pratiche sperimentate all’intera città ed anche ad altre realtà” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente del Circolo e Responsabile Scientifico.

“Con la recente nomina di un referente dedicato, Daniele Iadicicco, Confcommercio Lazio Sud andrà a svolgere una attenta e mirata azione sindacale legata al settore del turismo sostenibile che può attrarre sui nostri territori flussi turistici nazionali e internazionali di qualità e in questo senso l’adesione alla Rete territoriale costituisce un passo avanti nella direzione intrapresa. La presenza di Confcommercio a tutti i livelli (distrettuale e locale), garantirà anche la messa in campo di un articolato progetto locale di etichetta ecologica ispirato a quello di Legambiente Turismo – ECOLABEL “Consigliato per l’impegno in difesa dell’ambiente”, con un decalogo pratico ed efficace che indichi gli obiettivi di sostenibilità nella gestione ordinaria delle imprese ricettive, sviluppati in misure specifiche per aree balneari, aree interne collinari e di montagna, campeggi ed altre strutture ricettive e/o turistiche, e che possa costituire un fattore distintivo di premialità per tutte le imprese aderenti, valutando anno dopo anno le performance sui rifiuti plastici”, dichiara Giovanni Acampora, Presidente Confcommercio Lazio Sud.

La Rete, con le sue iniziative, progetti e monitoraggi, verrà a breve presentata anche a RAI3 in una conosciuta trasmissione dedicata all’ambiente Geo&Geo, dopo essere stata già annunciata  a dicembre sul prestigioso Corriere della Sera http://www.corriere.it/buone-notizie/17_dicembre_27/isola-rifiuti-grande-come-triestino-si-aggira-mediterraneo-5208f8b8-eb06-11e7-aee4-bc31285a7c38.shtml e la prossima iniziativa annunciata riguarda l’adesione della Rete alla Campagna nazionale Legambiente #Beach Litter 2018 intorno alla metà di aprile, aperto a tutti gli altri Portatori di Interesse che vogliano cooperare con la Rete per la raccolta e l’analisi dei rifiuti spiaggiati e in mare.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

http://www.doveventi.it/terracina/protocollo-plastic-free-beaches-terracina-sottoscrizione/

https://www.latinaoggi.eu/news/attualita/62031/terracina-guerra-alla-plasticaa-protocollo-pilota-di-legambiente

http://www.gazzettinodelgolfo.it/terracina-protocollo-dintesa-per-la-costituzione-della-rete-territoriale-plastic-free-beaches/

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-scelta-da-legambiente-come-il-sito-marino-e-costiero-che-rappresenta-litalia-nel-progetto-internazionale-plasticfreebeache/

http://www.latinatoday.it/cronaca/plasticfreebeaches-terracina-protocollo-di-intesa.html

http://www.anxurtime.it/13640-2/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1539/progetto-internazionale-plasticfreebeaches-nel-prestigioso-programma-beyond-plastic-med-parte-da-terracina

http://terracinablog.altervista.org/terracina-sara-sito-marino-e-costiero-di-un-progetto-internazionale-ambientalista-plastic-free-beaches/

http://www.mondobalneare.com/news/2930/una-virtuosa-rete-di-imprese-dichiara-guerra-alla-plastica-in-spiaggia.html

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IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO”, IN OCCASIONE DELLA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE REGIONALE DI DOMENICA 4 MARZO, ESPONE LE PROPRIE PRIORITA’ PER LA CITTA’ DI TERRACINA, RIBADENDO LA CENTRALITA’ DELLA QUESTIONE AMBIENTALE E DEL TEMA DELLA QUALITA’ DELLA VITA, SPESSO DIMENTICATE IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE DAI CANDIDATI PONTINI.

 

 

 

Comunicato stampa n.80                                                                 1.03.2018

La campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2018 del Lazio sta andando verso la sua naturale conclusione e quello che è balzato agli occhi e alle orecchie, tranne alcune lodevoli eccezioni, è la quasi totale assenza dei temi ambientali nei programmi e nella comunicazione dei candidati pontini, e questo nonostante Terracina possa essere anche in alcuni ambiti, un modello da proporre e di cui vantarsi in Regione. Solo un mese fa è stato infatti presentato, a cura del Circolo, il Primo Rapporto Ecosistema Urbano Terracina 2017 che con dovizia di dati e analisi certificate ha illustrato la situazione delle performance ambientali della Città, costituendo uno strumento imprescindibile per definire le priorità di programmazione e di azione della Città, non solo a livello locale ma anche regionale http://www.latinatoday.it/cronaca/legambiente-primo-rapporto-ecosistema-urbano-terracina-2017.html .  Il nostro Circolo, da sempre attento alle vicende politiche della nostra città, della nostra provincia e della nostra regione, ha individuato alcune questioni nodali, alcune purtroppo solo accennate o solo genericamente affrontate in campagna elettorale, ma che meriterebbero invece una grande considerazione visto l’impatto sulla qualità della vita di tanti cittadini e su cui Il nostro Circolo si è già impegnato in questi anni e continuerà a farlo qualsiasi sia il colore e la composizione della nuova Giunta e del nuovo Consiglio regionale.

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RIFIUTI E PLASTICHE

Pur avendo quasi tutti i candidati citato il problema della gestione dei rifiuti tra quelli da affrontare, e pur essendo il Piano Regionale dei Rifiuti ormai una priorità anche alla luce dei recenti disservizi legati alla carenza degli impianti di trattamento della Regione (in particolare quelli di compostaggio), e nonostante che Terracina sia stata premiata nel 2017, per la prima volta, da Legambiente come COMUNE RICICLONE DEL LAZIO e possa da adesso in poi ragionevolmente puntare ad entrare anche nella graduatoria nazionale dei comuni Rifiuti Free (% RD > 65% e <75 kg pro-capite di indifferenziata), solo alcuni hanno messo in programma:  la riduzione della TARI ed il raggiungimento dell’obiettivo della Tariffa Puntuale (già applicata in 280 Comuni italiani, che è il cuore del sistema della differenziata peraltro obbligatoria dal 2020 come riporta il Collegato alla legge regionale di stabilità del 8 agosto 2016); il tema generale del corretto smaltimento dei rifiuti e le problematiche degli impianti carenti e della legislazione carente (il cosiddetto “end-of-waste”) che stanno mettendo in seria difficoltà tutta la filiera del recupero dei materiali differenziati vanificando spesso gli sforzi fatti da cittadini e amministrazioni nella differenziazione; la necessità di imprimere un impulso decisivo alla Economia Circolare che può dare vita a tante nuove imprese e generare tanti nuovi posti di lavoro cogliendo anche l’impatto che la Green Economy può avere sui nostri territori anche in ottica di sviluppo economico. Senza dimenticare le buone pratiche che Terracina sta avviando e che possono essere replicate anche a livello regionale, come quella che vede la nostra Città essere il sito italiano di attuazione del Progetto internazionale “PlasticFreeBeaches” finanziato dal programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco, con la Rete #Plasticfreebeachesterracina creata da Legambiente, SIB, Confcommercio, Cooperative Pescatori, Esercenti e Scuole che sta diventando un modello a livello nazionale e internazionale, e potrebbe diventare una best practice regionale per il contrasto al Marine e Beach Litter su cui la Regione porrà sicuramente molta attenzione nei prossimi anni con finanziamenti dedicati.

INFRASTRUTTURE, PORTI E MOBILITA’ SOSTENIBILE

Si è parlato molto di infrastrutture, quasi un nuovo “Piano Marshall dell’Agro Pontino”: nuove autostrade (la Roma-Latina), porti ed aeroporti come se fossimo nel pieno di uno sviluppo economico senza fine e con una idea della mobilità e dei trasporti a dir poco novecentesca, senza pensare a come mantenere l’esistente (manutenendo strade, ricostruendo ponti e ripristinando ferrovie) e soprattutto a “cosa e chi” deve passare su quelle strade e perché, sorvolando sui piani partecipati di sviluppo della mobilità come il Piano regionale della Mobilità, o quasi ignorando i gravi deficit di qualità del trasporto ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale che il nostro Circolo ha portato alla attenzione della Regione con le proprie iniziative e campagne #Pendolaria, come pure poca è stata l’attenzione dedicata ai temi del pendolarismo giornaliero, della mobilità per lo sviluppo turistico, della mobilità dolce e integrata, delle ciclovie e dei cammini. Eppure la Regione ha recentemente approvato una importante legge regionale (Legge sulla Mobilita’ Nuova n.11 del 28 dicembre 2017 stanziando più di un milione di euro nel biennio 2018-2019) per incrementare la ciclabilita’ e Terracina si trova proprio sulla direttrice della futura Ciclovia nazionale con la possibilità di collegare diversi tratti di pista ciclabile litoranea, ed è assolutamente necessario invece che le questioni dell’accesso e dei servizi di accoglienza della nostra Città anche per i cittadini senior e disabili, del doppio (e costoso) pendolarismo con le due stazioni di Priverno-Fossanova (scambio) e Monte San Biagio-Terracina Mare, dell’uso della stazione di Terracina e del ripristino della tratta ferroviaria tra Terracina e Priverno-Fossanova (con una decisione definitiva su questo a sei anni dalla frana), siano poste con forza  ma anche con tanta consapevolezza della complessità, al centro del piano della mobilità regionale. Il nostro circolo nel contesto della campagna annuale di Legambiente #Pendolaria ha portato all’attenzione da anni una serie di istanze provenienti dai cittadini e dagli utenti e sta lavorando ad una proposta di mobilità integrata (treno, auto, bici, traghetto, bus) per il sud pontino che prevede, tra l’altro, massima attenzione alla qualità dei servizi della tratta ferroviaria FL7 Roma-Napoli, la realizzazione del tratto laziale della ciclovia come infrastruttura portante regionale, la realizzazione di una metropolitana leggera che colleghi la nostra provincia con Roma, con un deciso e fermo No alla realizzazione dell’autostrada Roma-Latina e alla trasformazione dell’Aeroporto di Latina da militare a civile per dare invece priorità agli investimenti dedicati ad una efficace manutenzione del sistema viario (strade e ponti) provinciale completamente dissestato a cominciare dalla Pontina e dal ponte sul fiume Sisto, oltre alla necessità di procedere ad un aggiornamento del vetusto Piano Regionale di Coordinamento dei Porti che risale ormai al 1998. La questione del Porto di Terracina infatti andrebbe affrontata in modo sistemico e strategico, con un Piano integrato e partecipato di tutta l’area portuale evitando interventi ad hoc, come nel caso del discusso parcheggio, seppur necessario per lo sviluppo turistico, e attivandosi per fornire il Porto di una Stazione marittima e dei servizi di base visto lo stato di assoluto degrado in cui versa.

ACQUA PUBBLICA, RISCHIO CLIMATICO, SICCITA’ E INCENDI, DISSESTO IDROGEOLOGICO

Con qualche eccezione anche l’importante questione dell’acqua pubblica (su cui peraltro la nostra Regione si è espressa con una legge del 2014 n. 5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque” che ha fatto storia, dopo il referendum sull’acqua pubblica del 2011) e soprattutto la grave situazione della rete di distribuzione con una dispersione idrica superiore al 60% e la necessità di enormi investimenti per il suo ammodernamento avrebbe dovuto essere tema centrale (e non lo è stato purtroppo se non con qualche eccezione) così come il tema della grave siccità dell’anno scorso e dei cambiamenti climatici in atto che vedono anche la nostra Regione in grave crisi come approvvigionamenti idrici con impatti rilevanti sulle attività economiche e sulla vita delle persone nella nostra provincia oltre che sul turismo. L’intero assetto degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) andrebbe rivisto alla luce dello stato in cui versano i nostri bacini idrici, anche se Terracina, ne ha risentito meno di altre e degli investimenti necessari per l’ammodernamento della rete che sono poco compatibili con l’affidamento della gestione a società private. Anche la questione degli incendi, che pure ha funestato la nostra città e tutto il Sud Pontino la scorsa estate con migliaia di ettari di bosco andati in fumo nella nostra città e provincia molti dei quali appartenenti ad aree di assoluto pregio ambientale (SIC, ZSC, ZPS), è stata assente dal dibattito, o minoritaria, mentre invece è necessario già da ora partire con l’aggiornamento del Piano Anti Incendio Boschivo regionale che possa fare tesoro dei tanti errori commessi l’anno scorso frutto anche di una riorganizzazione del Corpo Forestale che abbiamo pagato a caro prezzo. Pochi hanno ricordato che il Comune di Terracina presenta una classe di rischio incendi alto (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo, è assolutamente necessario aggiornare il catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000, rafforzando gli investimenti in ambito forestale anche con strumenti finanziati. Oltre al tema del controllo e della  riforestazione del territorio bruciato che va portato avanti anche con finanziamenti mirati. Per non parlare delle questioni climatiche che pure danneggiano la nostra regione e la nostra economia locale come abbiamo visto nei mesi scorsi con siccità prolungata, alluvioni e trombe d’aria e su cui è necessario impegnarsi a fondo per la definizione di un Piano regionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici che, recependo le vulnerabilità e i rischi individuati dalla Strategia e dal Piano Nazionale, definisca le azioni da attuare sui territori per prevenire e mitigare i rischi. Siamo poi convinti che sia necessario un Piano di interventi unitario e straordinario per il dissesto idrogeologico a Terracina, tenuto conto del fatto che più di un terzo del comune di Terracina è a rischio frane e idraulico con circa 4000 persone a rischio attivandosi a livello regionale per i finanziamenti e attribuendo priorità alle emergenze post-incendi.

 TURISMO, CAMMINI E ITINERARI, EROSIONE DELLA COSTA E MITILICOLTURA

Anche su fronte del turismo, che pure rappresenta una fetta importante della nostra economia cittadina e regionale non abbiamo ascoltato molte proposte articolate, eppure la Regione deve dotarsi quanto prima di un Piano strategico regionale, coerente con il piano strategico nazionale 2017-2022 recentemente approvato, che possa valorizzare ogni singolo aspetto del nostro prezioso territorio sviluppandone la vocazione eco-turistica e culturale. La legge regionale n.2 del 10 marzo 2017, sulla valorizzazione dei cammini poteva costituire un ottimo punto di partenza, visto che a Terracina il nostro Circolo dalla sua nascita si sta impegnando per la valorizzazione del Cammino della via Appia a Terracina e per la costruzione del Itinerario Culturale Europeo di Goethe a Terracina entrambi presentati anche in prestigiosi contesti internazionali e conosciuti anche a livello regionale come una buona pratica di progettazione, speriamo presto finanziata. Anche sul fronte della erosione delle coste (che impatta oltre il 60% della costa della nostra città e il 44% della costa laziale) e delle spiagge e dei ripascimenti, nonostante la gravità crescente del fenomeno che mette al rischio le nostre belle coste e le attività commerciali turistiche, non abbiamo sentito molte proposte, mentre invece è assolutamente necessario predisporre un Piano strategico e operativo che coinvolga soprattutto gli operatori balneari, tutelando le piccole imprese a gestione familiare, prevedendo premialità per gli operatori più sensibili all’ambiente e che si fanno carico delle problematiche in coerenza con la Direttiva Strategia Marina dando sostanza alla Direttiva europea che prevede la Gestione Integrata delle Zone Costiere. Per non parlare del tema degli impianti per la Mitilicoltura, questione ancora aperta e da noi più volte sottolineata per la sua gravità, con comunicati e azioni congiunte, ma di fatto ignorato da tutti i candidati, nonostante i gravi potenziali impatti sul turismo del sud pontino. Ribadiamo anche la necessità di adottare quanto prima i Piani di gestione dei Siti di importanza comunitaria (SIC)/ZSC marini e dei SIC/ZSC terrestri del Lazio e di nominare gli enti gestori dei SIC/ZSC; di evitare i campi di ormeggio in specchi di acqua di particolare valore paesaggistico, naturalistico e ambientale sfruttando  per le nuove infrastrutturazioni per la nautica minore i corsi d’acqua e i canali se compatibile idrogeologicamente; di promuovere lo strumento dei Contratti di fiume accorciando i tempi e finanziando in modo adeguato sia la fase progettuale che quella di realizzazione del Piano di Azioni; oltre ad un No deciso e fermo alle trivellazioni nel Tirreno, il cui rischio non è ancora sventato.

RIGENERAZIONE URBANA, RECUPERO EDILIZIO, EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Anche sulla rigenerazione urbana Terracina, con il primo Laboratorio di rigenerazione urbana sostenibile del Lazio, fondato da Legambiente nel 2016, potrebbe rappresentare un elemento di buona pratica alla luce della recente approvazione della legge regionale n. 7 del 18 luglio 2017 sulla Rigenerazione Urbana e il Recupero Edilizio, favorendo una interpretazione in chiave ecosostenibile della Legge, che pure presenta alcuni aspetti sicuramente complessi (a tale proposito la Regione ha emesso recentemente con la Deliberazione n.867 del 19 dicembre 2017 una Circolare interpretativa che non scioglie però ancora tutti i dubbi) e applicando le sue parti più innovative per la rigenerazione di aree e zone degradate della nostra città magari proponendo progetti per finanziamenti regionali, o modificando il regolamento edilizio vigente per il nostro Comune con l’introduzione dei criteri di bioarchitettura e sostenibilità, e non utilizzando solo alcune norme vantaggiose, come fatto con il recente regolamento sulla monetizzazioni degli standard urbanistici approvato a fine anno. Altro tema completamente assente è quello delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica ad oggi assolutamente inesistenti a Terracina (con 78Kw/abitante contro una media nazionale di oltre 300KW) nonostante le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la Città. Il Piano Energetico regionale sviluppato negli scorsi anni ma ancora non operativo dovrà essere dotato anche delle misure economiche necessarie a spingere questa innovazione energetica in territori più arretrati come il nostro, e a questo proposito citiamo i recentissimi  Bandi e interventi della Regione Lazio per oltre 55 milioni di euro per sostenere gli investimenti di imprese ed enti locali in materia di efficienza energetica, economia circolare e sostenibilità, oltre ad impegnare la Regione per una definitiva liberalizzazione dell’autoproduzione e dello scambio dell’energia prodotta in loco con notevole vantaggio per i cittadini e le aziende oggi ingiustamente penalizzati.

AGRICOLTURA E PRODOTTI DI QUALITA’, MERCATI CITTADINI, CHILOMETRO ZERO E MIGLIO ZERO

Pur citandola genericamente come tema di campagna elettorale, nessun candidato ci sembra abbia presentato proposte puntuali per la valorizzazione nel proprio territorio dei prodotti agricoli e alimentari di qualità’, di cui peraltro la nostra città è molto ricca e questo anche alla luce della Legge regionale n. 14 del 7 novembre 2016 sulla Filiera Corta e i Prodotti di Qualità, che prevede uno stanziamento di 600.000 euro per il triennio 2016-2018, e che definisce un circuito in cui inserire le aziende agricole e le imprese e strutture ricettive che utilizzano almeno il 50% di prodotti a filiera corta che saranno contraddistinte da un logo, i bandi per le risorse genetiche autoctone, per il pesce a miglio zero, contributi ai comuni che promuovono iniziative nelle scuole, e l’indicazione di utilizzo dei prodotti a filiera corta nelle strutture di ristorazione collettiva pubblica, con la Regione promotrice di accordi tra i produttori e la grande distribuzione organizzata presente sul territorio laziale per la vendita dei prodotti provenienti dalla filiera corta, e sostenendo la nascita di gruppi di acquisto e di gruppi di offerta di cittadini. Non abbiamo visto proposte articolate su come concretamente valorizzare tutta la filiera dal produttore al consumatore, nonostante Terracina sia un Comune fortemente agricolo e ittico, e anche dopo la comunicazione della nostra posizione a riguardo, sul modello di gestione del nostro prezioso “Mercato della Marina” che oramai versa in condizioni di degrado inaccettabili e che potrebbe diventare il cuore pulsante di una nuova economia diffusa cittadina tutta a “chilometro zero” e a “miglio zero” e di come porre in generale il tema generale della riqualificazione dei mercati cittadini e rionali in ambito regionale anche con l’accesso a finanziamenti europei.

VERDE URBANO E CONSUMO DI SUOLO

Il tema della tutela dei parchi e del favorire la partecipazione civica alla gestione dei parchi cittadini, visto che gli indicatori sul Verde Urbano per Terracina mostrano un grave deficit sia in termini di Verde Urbano Disponibile (0,14%) che Fruibile (3,4 metro quadro/abitante), lontani dai valori medi di riferimento e anche da quanto stabilito dall’ Art. 17 della legge 765 (che detta gli standard urbanistici minimi del PRG) che individua in almeno 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport (dati Legambiente- Ecosistema Urbano 2017), è stato quasi del tutto assente totalmente dal dibattito, nonostante la Regione, proprio a partire dal collegato alla legge di stabilità (legge regionale n. 9 del 14 agosto del 2017) all’articolo 16 preveda incentivi per la manutenzione delle aree verdi con un impegno di circa un milione di euro di incentivi nel biennio 2017-2018.  Altri temi importanti di nostro sicuro interesso sono: la promozione di una Legge regionale per dire stop al Consumo di Suolo, per favorire la gestione dei Parchi Pubblici cittadini da parte dei comitati e delle associazioni anche attraverso l’adozione, da parte dei Comuni del Lazio, del Regolamento sui Beni Comuni; la revisione della L.R. 7 (Rigenerazione urbana) in particolare l’art.8 che consente comunque la monetizzazione degli standard urbanistici sotto i 1000/500 mq aumentando di fatto il consumo di suolo.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA PRESENTA, COME GIA’ ANNUNCIATO, PER IL PROSSIMO 23 FEBBRAIO, UNA INIZIATIVA, IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DEL PASSAGGIO DI GOETHE (1787) A TERRACINA, “J.W. GOETHE A TERRACINA” ORGANIZZATA ALL’INTERNO DEL FESTIVAL NAZIONALE “GOETHE IN ITALIA”, CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI TERRACINA, REGIONE LAZIO – VISIT LAZIO, CAMMINI D’EUROPA, APPIA DAY, COOPCULTURE, ITS A. BIANCHINI – indirizzo TURISMO E CON LA GENTILE COLLABORAZIONE DEL PRESTIGIOSO MUSEO “CASA DI GOETHE” DI ROMA E LOCANDA MARTORELLI – MUSEO DEL “GRAND TOUR” DI ARICCIA

Comunicato stampa n.79                                                      20.2.2018

#goetheinitalia #camminideuropa #casadigoethe #terracina #grandtour #roma #appia #economiadellabellezza

L’itinerario #camminodigoetheaterracina era stato già inagurato il 30 dicembre scorso in occasione della prima tappa del Festival nazionale Goethe in Italia a Terracina, https://legambienteterracina.wordpress.com/2018/01/10/il-circolo-legambiente-terracina-annuncia-per-il-30-dicembre-2017-la-creazione-di-un-nuovo-itinerario-storico-naturalistico-cittadino-denominato-sulle-orme-di-j-w-goethe-organizzato/ come itinerario letterario-storico-naturalistico-paesaggistico, guidato dal Circolo Legambiente Terracina con la gentile collaborazione del Museo Casa di Goethe di Roma e del Museo del Grand Tour-Locanda Martorelli di Ariccia gestito dall’Archeoclub Aricino-Nemorense, in italiano e in inglese con un bel successo di pubblico, proveniente anche da fuori città.

L’itinerario è stato il frutto di una intensa azione di progettazione culturale che il Circolo sta svolgendo, ormai da mesi, in qualità di membro della Rete nazionale di Partenariato di “Goethe in Italia” al fine di certificare l’Itinerario europeo di Goethe come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa (secondo le previsioni e i criteri descritti nella risoluzione CM/Res(2013)67) e in qualità di membro del Comitato nazionale promotore dell“Appia Day, con la istituzione del #camminodellaviaappiatraianea, il quale presenta molti tratti di collegamento con il #camminodigoethe.

L’evento del 23 febbraio sarà anche l’occasione per il Comune di Terracina di sottoscrivere lo Statuto dell’ Associazione Culturale Europea “Goethe in Italia” nella quale saranno coinvolti gli oltre 70 Comuni attraversati dall’itinerario, con un Comitato scientifico internazionale che coinvolgerà personalità e studiosi di Cammini d’Europa, Società Geografica Italiana, Goethe-Institut, Museo “Casa di Goethe” e altre autorevoli personalità e istituzioni culturali.

L’evento del 23 è già presente sul sito: http://www.goetheinitalia.it/goethe-a-terracina/

Federico Massimo Ceschin, segretario generale dei Cammini D’Europa e coordinatore del Festival “Goethe In Italia” dichiara “Sono particolarmente lieto che Terracina sia tra i primi Comuni italiani ad aderire nell’Associazione, a dimostrazione di quanto la figura di J.W. Goethe sia presente e viva nel cuore della città. Ricordo che il 23 maggio 1962 per la commemorazione di Goethe arrivo’  l’allora Ministro Folchi a Terracina, a testimonianza dell’importanza di questa figura per Terracina. Ringrazio l’Amministrazione, il Sindaco Dott. N. Procaccini e l’Assessore Dott. Avv. B. Cerilli, per la sensibilità mostrata e il Circolo Legambiente di Terracina per il grande lavoro svolto nella progettazione culturale del tratto terracinese dell’itinerario culturale europeo dedicato a Goethe”.

Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, membro del Comitato Promotore nazionale Appia Day e membro della rete di partenariato nazionale di Goethe in Italia, dichiara con soddisfazione “il nostro Circolo sta svolgendo, lavorando in modo sinergico con le Associazioni culturali e le Istituzioni museali tedesche più prestigiose, un ruolo molto importante per la costruzione di un itinerario culturale, letterario, paesaggistico, storico, archeologico, scientifico, naturalistico che metta al centro una delle figure più rilevanti della storia e della scienza Europea che ha scelto di dedicare pagine importanti a Terracina, per la sua grande bellezza storico e naturalistica, per la sua posizione centrale per il progetto di Bonifica di Pio VI, e per la sua posizione strategica di snodo tra Nord e Sud. La nostra Amministrazione, nella persona dell’Assessore B. Cerilli, che proprio l’anno scorso, in occasione della ricorrenza del 23 febbraio, aveva sollecitato le associazioni a farsi promotrici di eventi dedicati al grande genio europeo, cogliendo l’ importanza della nostra azione di recupero e rigenerazione dei luoghi e della memoria cittadina, ha poi voluto sottoscrivere lo Statuto dell’Associazione e si presenta quindi come membro fondatore della Associazione Culturale Europea “Goethe in Italia”. Allo stesso modo la presenza attiva del gestore cittadino dei nostri più preziosi beni culturali e dello straordinario Museo della Bonificazione Pontina “CoopCulture” e delle classi dell’indirizzo turistico del nostro prestigioso istituto “A. Bianchini” sottolineano ancora di più l’importanza della sinergia tra Istituzioni, Associazioni e Imprese Culturali e della Scuola nella ricostruzione della memoria collettiva cittadina”.

Il Programma dell’iniziativa, parte del programma di Alternanza Scuola Lavoro con l’Istituto A. Bianchini – indirizzo Turismo, aperto a tutta la cittadinanza, è il seguente:

Ore 9.00 Casa Comunale: Omaggio alle Stele Commemorative di J.W. Goethe a Terracina

Ore 9.30 Palazzo della Bonificazione Pontina (Sala Abbate):

  • Introduzione e Saluti del Sindaco N. Procaccini e dell’ Assessore alla Cultura B. Cerilli
  • Presentazione dell’Iniziativa “Goethe in Italia” a cura di F. M. Ceschin, e adesione del Comune di Terracina alla Associazione Culturale Europea “Goethe In Italia” con la sottoscrizione dello Statuto.
  • Relatori: MC. Vincenti, A. Giannetti, M. Gazzetti, D. Hock: Esperienze del Museo Casa di Goethe di Roma, del Museo Grand Tour – Locanda Martorelli di Ariccia, dell’ Itinerario “Goethe a Terracina”

Ore 11.00 Museo della Città: Visita Guidata del Museo della Città “Goethe, Pio VI, la riapertura della Via Appia e la Bonifica a Terracina” con lettura del Primo Brano tratto da “Viaggio in Italia” in cui si racconta il Decennovium e l’arrivo sulla via Appia

Ore 12.00 Camminata Panoramica verso la Rupe di Goethe (Pisco Montano) “con gli occhi di Goethe”

Ore 12.30 Visita al Parco panoramico del Montuno con vista sulla Rupe con lettura del Secondo Brano tratto da “Viaggio in Italia”

Ore 13.30 Omaggio alla Piazza J.W. Goethe con deposizione di targa e omaggio di fiori

Locandina Evento J.W. Goethe a Terracina 23 febbraio 2018

https://www.ilfaroonline.it/2018/02/22/gothe-a-terracina-arriva-litinerario-culturale-organizzato-da-legambiente/208332/

http://www.terracinatime.it/2018/02/22/eventi-e-cultura/viaggio-italia-goethe-levento-terracina/

http://www.h24notizie.com/2018/02/terracina-23-febbraio-si-celebra-passaggio-goethe-in-citta/

http://www.latinatoday.it/eventi/j-w-goethe-a-terracina.html

https://latina.biz/liniziativa-cammino-goethe-…/…/59444.html

http://www.anxurtime.it/goethe-terracina-liniziativa-legam…/

http://paologiannetti.blog.tiscali.it/…/j-w-goethe-a-terra…/

http://www.comune.terracina.lt.it/news/news_action.php…

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1522/iniziativa-in-occasione-della-ricorrenza-del-passaggio-di-goethe-1787-jw-goethe-a-terracina-organizzata-allinterno-del-festival-nazionale-goethe-in-italia

http://www.goetheinitalia.it/partenariato-goethe-in-italia/

http://www.goetheinitalia.it/goethe-a-terracina/

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

MERCATO DELLA MARINA: LEGAMBIENTE TERRACINA, AUTORE UN ANNO FA DI UNA INNOVATIVA PROPOSTA DI RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE, CHE HA ISPIRATO ANCHE L’AMMINISTRAZIONE, PROPONE UN MODELLO DI GESTIONE ALTERNATIVO AL PROJECT FINANCING E ALLA GESTIONE PRIVATA CHE NON TUTELA I PICCOLI OPERATORI COMMERCIALI E SNATURA LA FUNZIONE DI MERCATO CITTADINO. LA RIQUALIFICAZIONE DEL MERCATO NON PUO’ ESSERE UN PROGETTO DI MERA RISTRUTTURAZIONE IMMOBILIARE MA DEVE ESSERE UN GRANDE PROGETTO DI COESIONE E RINASCITA SOCIALE CON UN QUADRO REGOLAMENTARE CHIARO ISPIRATO A TRASPARENZA E EQUITA’.

Comunicato stampa n.77                                                        8 febbraio 2018

Con riferimento alla Deliberazione di Giunta Comunale n. 15 del 25/01/2018 – Approvazione progetto di fattibilità tecnico-economica dei lavori di “Riqualificazione del Mercato della Marina – Concessione lavori pubblici e gestione ex art. 164 e seguenti del codice degli appalti (D.Lgs. 50/2016) – contenente la proposta dell’Amministrazione per la Riqualificazione del mercato della Marina, notiamo con soddisfazione che la Giunta, dopo un anno, riprende l’idea progettuale di “Smart Market” concepita all’interno del Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile di Legambiente e presentata più di un anno fa nel corso di un incontro pubblico promosso dalla stessa Amministrazione.

La notizia della Deliberazione è stata proprio commentata giorni fa dal giornale Latina Oggi (http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/60571/terracina-un-concorso-da-25-milioni-di-euro-per-il-mercato-la-marina- ), lo stesso giornale che un anno fa all’indomani dell’incontro pubblico del 14 gennaio 2017 titolava: “Il “salotto” della Marina Ecco il nuovo mercato – Il piano di Legambiente: Smart market, prodotti tipici e struttura avveniristica” http://www.latinaoggi.eu/news/terracina/35233/un–salotto–nel-centro-della-citta–ecco-la-nuova–marina-.html  (v.di foto sotto) con la TV locale LAZIOTV che dedicava alla nostra proposta un ampio servizio televisivo  (https://www.youtube.com/watch?v=81gtopsQwpM).

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foto dell’articolo di Latina Oggi del 16 gennaio 2017

A parte gli aspetti tecnici progettuali relativi alla riqualificazione secondo moderni standard architettonici di utilizzo multifunzionale sui quali rimaniamo tuttora convinti, e che ci piace siano stati apprezzati, ci preme però evidenziare che la nostra proposta complessiva prevedeva già un anno fa (ed è questo il punto dirimente) un diverso modello di gestione, nell’ottica della vera rigenerazione urbana sostenibile, che mal si concilia con la modalità di gestione, prospettata nella Deliberazione della Giunta, che prevede un Project Financing per la riqualificazione del mercato con affidamento del contratto di concessione quarantennale (e con gara assegnata con il solo criterio dell’offerta più vantaggiosa, senza altre premialità sociali) ad un imprenditore o ad un consorzio di imprenditori privati, logica tra l’altro già sperimentata altrove e che tende a snaturare la struttura e la funzione sociale mercatale per farne brutte copie di centri commerciali.

Un approccio quello del Project Financing che infatti viene spesso contestato perchè scarica il soggetto pubblico da ogni responsabilità affidando la gestione del bene a privati e che non tutela affatto, (soprattutto quando il soggetto pubblico deroga ai propri impegni di tutela della coesione sociale privandolo di un quadro regolamentare chiaro e di criteri corretti di assegnazione),  gli operatori già presenti nel mercato e i piccoli commercianti di zona  (e non) i quali saranno soggetti alle tariffe di affitto dei box stabilite dal concessionario, il quale cercherà ovviamente di rientrare dei costi sostenuti per riqualificare l’immobile e di remunerare il capitale privato investito nel più breve tempo possibile, quando non richiede compensazioni (es. nuove cubature, parcheggi, etc.) per rientrare dell’oneroso investimento.

Inoltre nella Deliberazione non si fa nessun accenno ad un Regolamento Comunale, di cui pure si era parlato nella Assemblea Pubblica del 14 gennaio 2017, e che avrebbe sicuramente messo nero su bianco le regole da rispettare (tra cui ad esempio le condizioni di accesso dei piccoli commercianti ai box ristrutturati, le tariffe dei box, i costi dei servizi di manutenzione e gli eventuali incentivi o sgravi fiscali). Analizzando poi il Piano Economico Finanziario (PEF) allegato alla Delibera emerge che l’analisi dei flussi di cassa (VAN) prevede un tempo di ritorno dell’investimento necessario solo per la ristrutturazione dell’immobile (1.610.000€) di ben 15 anni, al quale vanno sommate le altre spese (per arredi, impianti, progettazione, etc) per un altro milione di euro che prolungano di un’altra decina di anni il tempo di recupero del capitale investito, portando i tempi di ritorno del capitale a ben oltre i 20 anni, tempi difficilmente accettabili per qualunque imprenditore privato accorto che inoltre (sempre in base all’analisi economica riportata nel PEF) non avrebbe alcun vantaggio in questo investimento visto che, nell’arco di tempo ipotizzato (40 anni),  vedrebbe sicuramente il suo capitale meglio remunerato con l’investimento in titoli di risparmio ordinari (es. BTP a 20 o 30 anni). Inoltre, è evidente a tutti che l’area del Mercato oltre a necessitare di una riqualificazione immobiliare, è priva di spazi accessori e di servizi, che ne rendono assai difficile l’accessibilità. Di tutto questo, come ad esempio, aree pedonalizzate, parcheggi, nodi di scambio, ponti e passerelle, non vi è menzione nella Deliberazione e nei suoi allegati se non per un piccolo refuso (?) nel testo in cui vengono nominati i parcheggi. E’ quindi abbastanza chiaro che il “business plan”, più che motivare la convenienza dell’investimento, cerca di giustificare solo la necessità dei lunghissimi 40 anni di durata della concessione ai fini della fattibilità finanziaria dell’investimento, con il potenziale investitore che si troverebbe (a meno di eventuali compensazioni) in una situazione difficile, con un ritorno del capitale troppo in la’ nel tempo e remunerato a tassi inferiori a quelli di mercato.

Ciò che invece potrà accadere nella realtà è che il gestore (imprenditore), in assenza di un quadro regolamentare e a meno di eventuali compensazioni, una volta incassata la concessione quarantennale, per recuperare in tempi più ragionevoli il suo capitale cercherà di aumentare i canoni di affitto dei box restringendo di molto la platea dei potenziali aspiranti ad un posto nel Mercato e determinando sia conseguenti concentrazioni degli stessi soggetti possessori di maggiore liquidità (come ad esempio gli operatori della grande distribuzione) sia aumenti nei prezzi di vendita al cliente finale, tradendo quella funzione di calmieratori di prezzi che i mercati pubblici cittadini hanno di fatto storicamente ricoperto, oltre a rimettere completamente nelle mani del concessionario (cioè il privato e non più il Comune, il quale uscirebbe completamente di scena per quaranta anni!) i canoni e le regole di affitto e di gestione degli spazi del Mercato.

Inoltre, da quanto leggiamo nella Delibera, rimane anche un enorme punto interrogativo su chi garantirà la qualità delle opere di riqualificazione previste e con quali criteri, sulle caratteristiche di sostenibilità ambientale della riqualificazione (purtroppo neanche accennate) oltre che su come verrà gestita e quanto vale realmente la manutenzione ordinaria e soprattutto straordinaria per i lunghi 40 anni di durata della concessione. Valore evidentemente assai complicato da prevedere (entro margini di errore accettabili) ma che è cruciale per stabilire in maniera congrua e certa le tariffe di affitto dei box. Tema questo della manutenzione straordinaria sul quale sono naufragate molte gestioni (anche cooperative) di mercati rionali in Italia travolte da costi di manutenzione del tutto inaspettati.

L’idea che noi sosteniamo (e che abbiamo sostenuto fin dall’inizio condivisa da tanti produttori e commercianti ed operatori del settore con cui ci siamo confrontati) è invece quella di applicare i principi della rigenerazione urbana e di affidare la riqualificazione e la gestione del Mercato della Marina ad un soggetto-rete (cooperativa, associazione, consorzio) formato da molteplici portatori di interesse che operano già attivamente nel settore, competenti, qualificati e direttamente interessati allo sviluppo economico e sociale del Mercato: le associazioni commerciali di categoria, gli operatori mercatali già presenti, le cooperative di produttori a filiera corta, i commercianti e i ristoratori della città, le realtà locali impegnate nella rivitalizzazione del quartiere, le nuove imprese giovanili in grado di creare lavoro e portare vivacità sociale, la nuova imprenditoria femminile, le giovani imprese artigiane, “le strade del commercio” come dal recente bando regionale, dove vengono finanziati raggruppamenti di almeno 30 attività economiche su strada (esercizi di vicinato, attività artigianali, mercati rionali, bar e ristoranti, musei, cinema, teatri, attività professionali e attività economiche svolte su aree pubbliche), e dove Terracina risulta già assegnataria di finanziamenti proprio per la zona del Mercato della Marina, come il Consorzio recentemente avviato per la Rete “Le Vie di Giove”.

Insomma, non pochi finanziatori privati in cerca di buone opportunità imprenditoriali o comunque interessati ad espandersi nell’appetibilissimo “centro della città”,  ma i tanti protagonisti della storia e della cultura del cibo della città uniti in un progetto collettivo di riqualificazione che ha al centro gli operatori del settore dove sono loro a studiare le soluzioni migliori per rinnovare gli spazi rendendoli luoghi di socialità e presidio territoriale e dove mettere a sistema idee ed energie per includere socialmente ed economicamente attraverso un processo partecipativo che nasce dal basso ma integra idee originali ed esperienze concrete garantendo con il coinvolgimento delle componenti più attive e propositive il successo dell’operazione.

Rivitalizzare un mercato cittadino non è una mera operazione tecnica di restyling di una struttura ormai fatiscente ma è un grande progetto di coesione sociale attorno al tema del cibo. Iniziative simili sono state portate avanti con successo (senza arrivare a Barcellona, Lisbona e Parigi) a Roma nel mercato di Primavalle, a Milano (nei mercati di Suffragio, Darsena e Lorenteggio) e a Bari nel Mercato di Carbonara. In questi casi l’Amministrazione ha favorito una riqualificazione sostenendo direttamente gli operatori della cooperativa/consorzio (senza intermediazioni di finanziatori privati), scontando/annullando per più anni gli oneri e le imposte comunali o prolungando le concessioni in cambio di interventi strutturali che gli operatori si accollano stipulando convenzioni accessibili che rendano possibili con la stessa modalità anche le manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Il nostro modello ideale, recentemente premiato anche da Legambiente come best practice di “Ecosistema Urbano” è ad esempio il progetto torinese “I mercati rionali per la coesione sociale”, finanziato con fondi europei URBACT mediante il quale il comune di Torino ha deciso di investire nel rilancio dei mercati locali in base alle richieste reali dei cittadini e dare dunque loro una finalità più chiara, favorendo le micro economie locali e di quartiere e la coesione sociale, con un approccio partecipativo. In questa logica il bando gestito dalle Amministrazioni non è più un mero bando per la ristrutturazione edilizia dell’immobile ma è un bando per la realizzazione di un progetto sociale complessivo di riqualificazione/rigenerazione dello spazio mercato che premia l’originalità, l’innovatività, la solidità, l’inclusività del progetto, le prospettive occupazionali per i giovani e gli svantaggiati,  la capacità di valorizzare i piccoli produttori e le tradizioni e la cultura locale valutando tutte le componenti sia materiali che immateriali tipiche di un progetto di rigenerazione urbana, e la cooperativa/consorzio vincente è quella che presenta non il progetto tecnico migliore o più economico ma il progetto sociale e culturale più convincente e radicato nel territorio. Percorso che può essere eventualmente ed ulteriormente facilitato con un progetto integrato del mercato e dell’area urbana circostante di alto livello, come da Legge regionale n°.7 del 18 luglio 2017 sulla Rigenerazione Urbana e coerente con l’impianto della Legge regionale n°14 del 7 novembre 2016 dedicata alla valorizzazione ed al sostegno dei prodotti agricoli ed alimentari provenienti dalla cosiddetta filiera corta, che prevede finanziamenti per i “mercati dei contadini” con spazi privilegiati nei nuovi mercati comunali per la vendita diretta di prodotti a filiera corta, gestito e realizzato dalla stessa Amministrazione che punti ai finanziamenti sia regionali che europei sul tema (URBACT su tutti). Proprio in un momento in cui il sistema pubblico regionale si è assunto infatti con la nuova legge sulla filiera corta il compito di affiancare il sistema produttivo, per favorire la sua aggregazione in comunità di produttori, garantendo qualità e risparmi per i consumatori, riscontriamo invece un approccio privatistico e una carenza di coinvolgimento nel progetto comunale dei tanti soggetti portatori di interesse, come ad esempio, oltre la nostra Associazione, attiva nella rigenerazione del territorio di Levante, anche di altre Associazioni di categoria molto rappresentative della economia del nostro territorio, e questo rende la Deliberazione di Giunta, pur apprezzabile nella sua volontà di risolvere un annoso problema, un’azione poco partecipata, calata dall’alto e non radicata nel tessuto micro-imprenditoriale della città. Non abbiamo certo apprezzato la scelta di non avere istituito un tavolo di consultazione pubblico, aperto, partecipato e condivisivo, magari prolungando i lavori della prima Assemblea Cittadina del 14 gennaio scorso (che a questo punto, dobbiamo pensare, è servita solo a raccogliere spunti e idee innovative) e rimaniamo invece convinti che questo sia l’unico approccio che possa assicurare il successo di un’operazione complessa come questa, garantendo tutti (cittadini, clienti, produttori, e operatori commerciali) con un modello di gestione di un bene pubblico aperto, partecipato e trasparente, perché siamo certi che solo la collaborazione a rete delle varie realtà esistenti e attive in Città e sul Territorio potrà costruire una visione collettiva per il mercato della Marina che sia economicamente auto-sufficiente, socialmente inclusiva e ambientalmente sostenibile. Dichiara Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina .

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-nuovo-mercato-marina-da-una-idea-stravolta-di-legambiente/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1505/la-proposta-di-legambiente-terracina-per-il-mercato-della-marina

https://www.ilfaroonline.it/2018/02/10/legambiente-terracina-quello-del-mercato-della-marina-deve-un-progetto-rinascita-sociale-la-citta/206490/

http://www.h24notizie.com/2018/02/terracina-riqualificazione-mercato-marina-ricetta-legambiente/

http://terracinablog.altervista.org/legambiente-contesta-la-delibera-giunta-la-gestione-privata-mercato-marina/

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE HA PRESENTATO SABATO SCORSO 27 GENNAIO PRESSO l’AULA MAGNA DEL ITS A. BIANCHINI IN UN EVENTO NAZIONALE E ALLA PRESENZA DI ISTITUZIONI, AZIENDE DI SERVIZI, ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, E ALTRI ENTI, LA PRIMA EDIZIONE DEL RAPPORTO LEGAMBIENTE “ECOSISTEMA URBANO DI TERRACINA 2017”: UNO STUDIO DETTAGLIATO DEGLI INDICATORI SULLA QUALITA’ DELL’ARIA, DELL’ACQUA, SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI, SULLA MOBILITA’, SUL VERDE URBANO, SUL SUOLO E SULLE ENERGIE RINNOVABILI CORREDATO DI PROPOSTE OPERATIVE SU CUI LEGAMBIENTE SI IMPEGNA A FORNIRE TUTTO IL SUPPORTO POSSIBILE ALLA CITTA’

Comunicato stampa n.76                                                29 gennaio 2018

Sintesi – Buona la Qualità dell’Aria anche se i superamenti della soglia per l’Ozono risultano superiori ai valori medi di riferimento ma i dati vanno consolidati predisponendo centraline di misura fisse o aumentando il numero e la frequenza delle campagne di misura. Acqua e Sistema Idrico: ottimo il consumo idrico pro-capite ma occorre investire sulla qualità della rete di distribuzione e ampliare la raccolta della rete fognaria. Rifiuti: siamo sulla buona strada con una percentuale di differenziata elevata ma occorre fare più attenzione alla produzione pro capite della frazione indifferenziata, applicando la Tariffa puntuale, consolidando il successo del premio Comuni Ricicloni di Legambiente e puntando decisamente ai Comuni #rifiutifree. Mobilità: ancora troppe auto, poco trasporto pubblico locale (scarsa sia la domanda che l’offerta, anche se ecologica) e ancora penalizzata la mobilità lenta a parte il valore ottimale dell’indicatore sulle piste ciclabili, ed è importantissimo dotarsi del Piano della Mobilità Sostenibile; Verde Urbano: vanno aperte, curate, sistemate ed attrezzate le aree esistenti, create nuove aree, sviluppati progetti di forestazione urbana e adottati moderni strumenti di pianificazione come il Piano del Verde. Suolo: il consumo va ridotto e regolamentato meglio, va posta notevole attenzione al dissesto idrogeologico del territorio che interessa un terzo della superficie comunale e al fenomeno dell’erosione costiera e vanno sviluppati progetti di recupero ambientale delle cave che deturpano fortemente il paesaggio della città, cosi’ come è ormai irrinunciabile dotarsi del Piano di Azione  per l’Energia Sostenibile e il Clima; Energie Rinnovabili: occorre iniziare finalmente con convinzione a pianificarle, promuoverle e svilupparle partecipando a Comuni Rinnovabili di Legambiente e aprendo uno Sportello dedicato all’ambiente.

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Il Circolo Legambiente “Pisco Montano” ha presentato nell’evento del 27 gennaio scorso, patrocinato dal Comune di Terracina, Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Arpa Lazio, Consorzio della Bonifica Pontina, Scuola ITS A. Bianchini, e dalle principali Aziende Gestori locali come Gestore Idrico Integrato Acqualatina SpA, Gestore Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer SpA, Gestore Verde Cittadino Verdeidea srl, Gestore Trasporti Locali CO.TR.I, Gestore Pubblica Illuminazione City Green Light srl, con il supporto di due Media Partner Latina Oggi e Lazio TV, e alla presenza di tutti i principali portatori di interesse e le principali Forze dell’Ordine a tutela dell’Ambiente (Carabinieri Forestali e Capitaneria di Porto-Guardia Costiera), e le principali associazioni di categoria (CONFCOMMERCIO, SIB Balneari), e le associazioni a tutela dell’ambiente e della salute come ISDE-Medici per l’Ambiente,  LA PRIMA EDIZIONE DEL RAPPORTO LEGAMBIENTE “ECOSISTEMA URBANO DI TERRACINA 2017”, ispirato al rapporto annuale che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica da decenni per i capoluoghi di provincia italiani. Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, le cosiddette Piccole Città.

“L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa bene e spende bene le sue risorse, che si misura, accetta le proprie carenze, progetta miglioramenti, evolve e pianifica le trasformazioni future, e che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza – commenta Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente nazionale e curatore insieme a Mirko Laurenti del report nazionale – e siamo particolarmente contenti che Terracina, grazie al Circolo locale, abbia preso con decisione questa strada innovativa, avviandosi a diventare un laboratorio di monitoraggio dei propri indicatori, di confronto sistematico e di sperimentazione di buone pratiche a livello nazionale, come già in atto con il premio assegnato oggi a Terracina per Comuni Ricicloni o il progetto internazionale di Legambiente e della Fondazione Principato di Monaco sulla prevenzione, riduzione e il riciclo della plastica “Plastic Free Beaches”, di cui Terracina è sito pilota nazionale”.

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“L’Ecosistema Urbano è uno studio analitico sulla Città che il nostro Circolo ha condotto in questi mesi e che vuole essere non una pagella ma uno strumento di lavoro che ha l’obiettivo di aiutare a comprendere il funzionamento della Città su temi ambientali importanti quali la Qualità dell’Aria, l’Acqua e il Servizio Idrico, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità, il Verde Urbano, il Suolo e le Energie Rinnovabili. Un quadro di riferimento analitico, chiaro e basato su dati ufficiali che consente finalmente di confrontare la Città di Terracina con altre realtà analoghe. Abbiamo considerato il quadro nella sua complessità, con le luci e le ombre e abbiamo identificato anche proposte operative e priorità di azioni. Ebbene, se pensiamo alla Città come ad una macchina, oggi l’abbiamo dotata di un cruscotto che consentirà sicuramente di guidarla con una maggiore consapevolezza su dove siamo oggi e su dove vogliamo stare domani” dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e  Vicepresidente del Circolo e autore del Rapporto.

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ARIA: i risultati sulla qualità dell’aria derivano da dati pubblicati da Arpa Lazio e relativi a campagne periodiche organizzate a Terracina ma bisogna prioritariamente dotarsi di una rete di centraline fisse nei punti più critici (es. incrocio Via Roma-via Derna, ponte del Salvatore, Ponte dell’Ospedale, Ponte tra Via Appia Nuova e Via Ponte Rosso, interno/esterno della Galleria); gli indicatori monitorati, che sono quelli tipici (il Biossido di azoto NO2, l’Ozono O3, le Polveri sottili Pm2,5 e Pm10), indicano una qualità buona dell’aria (soprattutto se confrontata con altre realtà del nostro Paese come le città del nord Italia) anche se i superamenti della soglia per l’Ozono risultano superiori ai valori medi di riferimento e sia il PM2,5 che il PM10 risultano comunque superiori ai limiti stabiliti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). In particolare per l’ozono, di norma ascrivibile al traffico veicolare, sarebbe opportuno fare più campagne estive, quando ci sono i maggiori picchi a causa dell’irraggiamento e delle temperature elevate. Per il PM2,5 e il PM10, sarebbe comunque opportuno fare una campagna di misure invernale visto che le polveri sottili derivano oltre che dal traffico veicolare anche dal riscaldamento domestico.

ACQUA E REFLUI: ottimo il dato sul Consumo giornaliero pro capite di acqua potabile per uso domestico (111,5 litri) in linea con le migliori pratiche a livello nazionale. Buona la Qualità delle Acque di balneazione e delle Acque marino-costiere sia per quanto riguarda lo Stato Ecologico (buono) che lo Stato Chimico (buono). E’ necessario però investire sulla qualità della rete di distribuzione dell’acqua per usi civili, industriali e agricoli che presenta un dato di Dispersione (68%) elevato rispetto ai valori nazionali. Va anche migliorata la Percentuale delle utenze collegate alla rete fognaria che risulta estesa al 83% della popolazione. Anche la Tariffa media (342€) di una famiglia tipo, di tre persone con un consumo annuo di 150 metri cubi di acqua, risulta superiore alla media nazionale e lontano dalle migliori città italiane. Inoltre è necessario dettare misure efficaci di tutela della risorsa idrica per garantire la buona qualità delle acque superficiali, sotterranee e marino costiere estendendo la rete di monitoraggio e gli inquinanti analizzati come previsto anche dal nostro progetto di ASL con l’ITS Bianchini recentemente finanziato dal Miur (Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare).

RIFIUTI: bene la Percentuale di raccolta differenziata (73,07%) che porta Terracina quest’anno per la prima volta nei Comuni Ricicloni del Lazio di Legambiente, in linea con le migliori pratiche nazionali. Bene anche la Percentuale di abitanti serviti dalla raccolta domiciliare (100%) e la Produzione annua pro capite di rifiuti urbani (492 Kg/abitante) in linea con la media nazionale ed europea che si attesta sotto i 500 Kg/abitante. E’ fondamentale invece ridurre la Produzione annua pro-capite della frazione indifferenziata (attualmente 133 Kg/abitante) che è molto lontana dai migliori valori italiani che sono tutti al di sotto dei 75 kg/abitante. La Tari annuale applicata dal nostro comune (per una famiglia di tre persone che vive in una casa di 100 mq)  è di 290€ e risulta leggermente superiore al valore medio delle Piccole Città che è di 287€ anche se comunque distante dai valori migliori italiani che sono quelli del Trentino Alto Adige con Trento e Bolzano che pagano soli 178€. Significativamente più alta della media la spesa annua ad abitante per la Tari (205€/abitante) superiore alla media Italia dei comuni con un numero di abitanti compreso tra 15.000 e 50.0000 che è di 155,27€/abitante. Oltre a diminuire progressivamente la Tari, occorre porsi a breve l’obiettivo della Tariffa Puntuale, già applicata in 280 Comuni italiani, che è il cuore del sistema della differenziata peraltro obbligatoria dal 2020 come riporta il Collegato alla legge L.R. di stabilità del 8 agosto 2016. E’ importante aderire all’indagine nazionale di Legambiente COMUNI RICICLONI per puntare al premio annuale e portare Terracina anche nella graduatoria nazionale dei comuni Rifiuti Free (% RD > 65% e <75 kg pro capite di indifferenziata). E’ poi necessario sviluppare progetti dedicati al Marine e Beach Litter (su cui c’è anche un impegno di finanziamento regionale): un esempio è la Rete #Plasticfreebeachesterracina all’interno del Progetto internazionale “PlasticFreeBeaches” finanziato dal programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco, creata da Legambiente, SIB, Confcommercio, Cooperative Pescatori, Esercenti e Scuole che sta diventando un modello a livello nazionale e internazionale.

MOBILITA’: i dati del Trasporto pubblico locale (TPL) sia relativamente alla domanda di servizio (Passeggeri trasportati annualmente dal trasporto pubblico) che all’offerta (Percorrenza annua per abitante) risultano molto inferiori alla media. Questi due indicatori assieme al Tasso di motorizzazione auto (58,7 ogni 100 abitanti) ci dicono che Terracina è ancora una città con una mobilità decisamente auto-centrica. Buono il dato del Costo del servizio (1,61 €/km), della Spesa per singolo viaggio (0,48 €/viaggio) e della Incidentalità stradale (4,20 morti e feriti per 1000 abitanti). Nella media il valore dell’indicatore relativo all’uso di auto ecologiche ed ottimo il dato sull’uso dei mezzi ecologici nel TPL (83%) quasi tutti a metano. Per quanto riguarda gli indicatori sulla mobilità lenta, è buono il dato sui metri equivalenti di Piste ciclabili ogni 100 abitanti (16,26), ma c’è da migliorare sulla mobilità pedonale visto il deficit sia dell’indicatore relativo alle Isole pedonali (0,22 mq/abitante) che di quello relativo alle ZTL, Zone 20 e Zone 30. E’ importante sviluppare la Mobilità dolce sfruttando gli strumenti della Legge Regionale 28 dicembre 2017, n. 11 “Disposizioni per favore la mobilità nuova” recentemente approvata (che favorisce la mobilità collettiva come car pooling, car e bike sharing, l’utilizzo di bici+treno, promozione zone 20 e 30, parcheggi e spazi comuni dedicati per le biciclette, il cicloturismo, le ciclofficine, le ciclovie e le infrastutture per la mobilità). Inoltre è cruciale dotarsi del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), moderno e imprescindibile strumento di programmazione della mobilità complessiva nelle città che supera il piano della viabilità e del traffico.

VERDE URBANO: gli indicatori sul Verde Urbano mostrano un grave deficit sia in termini di Verde Urbano Disponibile (0,14%) che Fruibile (3,4 metro quadro/abitante), lontani dai valori medi di riferimento e anche da quanto stabilito dall’ Art. 17 della legge 765 (che detta gli standard urbanistici minimi del PRG) che individua in almeno 9 metri quadri/abitante gli spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport. Per quanto riguarda gli Orti urbani e sociali pur essendo stata individuata un’area (sebbene di molto inferiore alla media nazionale) di 4000 metri quadri da adibire a questo scopo e definita una graduatoria dei richiedenti, ad oggi ancora non è stato assegnato alcun lotto. Anche la percentuale delle aree percorse dal fuoco nel periodo 2011-2016 2,51% risulta superiore alla media nazionale (1,19%) con un totale di superficie distrutta in sei anni pari a 342 ettari che non tiene conto della devastazione degli incendi avvenuta nel 2017 con ben 234 ettari bruciati in un solo anno. Il Comune di Terracina presenta una classe di rischio incendi alto (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo, è assolutamente necessario aggiornare il catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000, rafforzando gli investimenti in ambito forestale anche con strumenti finanziati, e occorre anche che siano presto integrati nella pianificazione urbanistica locale alcuni strumenti di Pianificazione e di Gestione del verde come il Piano del Verde, il Regolamento del Verde Urbano, il Censimento del verde urbano, la Carta del verde urbano, il Catasto degli alberi, che cominciano ad essere adottati in moltissime città italiane e che sono ormai imprescindibili.

IL SUOLO: relativamente al Consumo di Suolo del nostro Comune il rapporto tra la superfice impermeabilizzata e la superficie totale (12,42%) risulta superiore sia alla media provinciale che a quella regionale e nazionale (7,64%) con un incremento 2015-2016 di 1,06 ettari di suolo del territorio comunale edificato e sottratto al verde. Invece sia il Suolo consumato pro capite (m2/ab) che la Percentuale di suolo consumato nel periodo 2012-2016 (8 ettari) risultano inferiori alle medie di riferimento. Superiore alla media nazionale anche la riduzione (-25,15%) della superficie agricola utilizzata (SAU) valutata negli anni di censimento 1982-2010. Relativamente al tema del dissesto idrogeologico del territorio risultano in linea con il dato medio nazionale le Aree a pericolosità da frane e idraulica (32,29 % sulla superficie totale) mentre superiore al dato medio nazionale risultano le Aree ad elevata pericolosità da frane ed idraulica (12,34%) con una popolazione a rischio di circa 4.000 persone. L’erosione costiera impatta oltre la metà delle coste del Comune di Terracina (53,33%) nel cui territorio sono presenti anche un numero elevato di Cave 6 (di cui 2 attive e 4 inattive), un dato consistente se confrontato con la media nazionale di siti estrattivi per comune (2,54). E’ poi necessario rivedere la applicazione della L.R. 7 del 2017 «Rigenerazione Urbana» (Art. 8) subordinando la possibilità di fare ricorso all’istituto della monetizzazione alla “comprovata impossibilità” di reperire gli standard secondo la prassi ordinaria evitando cosi consumo di suolo (riduzione del verde,  impermeabilizzazione del terreno, allagamenti, isole di calore, etc.) e preservare il verde agricolo, considerando il contributo e la valenza della agricoltura urbana in una città come Terracina, anche tenendo conto della Legge Regionale n. 14 “Disposizioni per valorizzare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti da filiera corta”;

ENERGIE RINNOVABILI: i dati (GSE) della Potenza installata di Fotovoltaico per 1000 Abitanti a Terracina sono di molto inferiori alla media provinciale, regionale e nazionale nonostante le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la città. Il dato sul Fotovoltaico e termico pubblico purtroppo non è disponibile pur in presenza di questionari che Legambiente, tutti gli anni, invia ai Comuni italiani per l’indagine nazionale Comuni Rinnovabili. Il Consumo di energia elettrica per uso domestico, pari a 1068,8KWh, risulta superiore alla media delle Piccole Città e lontano dalle migliori. Il Comune di Terracina ha deliberato, negli anni passati, l’adozione di un PAES ma ad oggi non si è ancora dotata di questo importante Piano Energetico che nel frattempo non si chiama più PAES ma PAESC visto che ha integrato anche la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e che molti comuni e regioni stanno adottando come piano sovraordinato. E’ imprescindibile adottare il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (Paesc) insieme ad uno Sportello Informativo Unico Ambiente (Qualità dell’Acqua, Risparmio idrico, Energie Rinnovabili, Efficienza Energetica, Aree Protette, Biodiversità, etc.), favorendo anche la partecipazione attiva di Terracina all’indagine nazionale di Legambiente «COMUNI RINNOVABILI» nello spirito del confronto e del miglioramento continuo.

Infine auspichiamo che l’Amministrazione si doti presto di un Regolamento edilizio sostenibile che integri i principi di sostenibilità e di efficienza energetica degli edifici, le energie rinnovabili, il risparmio idrico, l’isolamento acustico, il recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie, l’incentivazione di sistemi e impianti di fitodepurazione, la tutela della permeabilità del suolo e promuovano l’utilizzo di materiali e tecnologie costruttive anti-impermeabilizzazione (materiali drenanti e rain garden) e di materiali da costruzione locali e riciclabili.

http://www.latinatoday.it/cronaca/legambiente-primo-rapporto-ecosistema-urbano-terracina-2017.html

http://www.retisolidali.it/ecosistema-urbano-di-terracina-2017/

http://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/1483/legambiente-annuncia-i-dati-ufficiali-del-rapporto-ecosistema-urbano-2017-di-terracina-presentato-lo-scorso-27-gennaio-ed-elabora-proposte-operative-per-la-citta

https://www.ilfaroonline.it/2018/01/29/204465/204465/

http://www.anxurtime.it/troppe-automobili-trasporto-pubblico-migliorare-report-legambiente/

http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=122993

http://www.agoraregionelazio.com/terracina-legambiente-ha-presentato-lo-studio-degli-indicatori-sulla-qualita-dellaria-acqua-e-rifiuti/

 

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” INSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE NAZIONALE ANNUNCIA L’EVENTO “PRESENTAZIONE DEL I^ RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO 2017 DELLA CITTA’ DI TERRACINA” CHE SI SVOLGERA’ SABATO 27 GENNAIO 2018 DALLE ORE 9 ALLE ORE 13.30 PRESSO l’AULA MAGNA DELL’ITS A. BIANCHINI

Comunicato stampa n.75                                             25 gennaio 2018

L’EVENTO “PRESENTAZIONE DEL I^ RAPPORTO LEGAMBIENTE ECOSISTEMA URBANO 2017 DELLA CITTA’ DI TERRACINA” DEL 27 GENNAIO 2018, ORGANIZZATO DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA IN COORDINAMENTO CON LEGAMBIENTE LAZIO E LEGAMBIENTE NAZIONALE SI SVOLGERA’ PRESSO l’AULA MAGNA DELL’ITS A. BIANCHINI ed ha la finalità di presentare la 1^ edizione del Rapporto che il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha elaborato, basato su alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Nazionale Ecosistema Urbano https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-urbano-2017 https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/ecosistema-urbano-2017-dati-performance-ambientali-comuni-capoluogo , recentemente presentato a Milano a Palazzo Marino.

L’evento ha il patrocinio, oltre che di Legambiente nazionale e regionale, dei seguenti Enti pubblici locali: Comune di Terracina, Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, Arpa Lazio, Consorzio della Bonifica Pontina, Scuola ITS A. Bianchini, e delle principali Aziende Gestori locali come Gestore Idrico Integrato Acqualatina SpA, Gestore Rifiuti Urbani De Vizia Urbaser Transfer SpA, Gestore Verde Cittadino Verdeidea srl, Gestore Trasporti Locali CO.TR.I, Gestore Pubblica Illuminazione City Green Light srl, e due Media Partner come Latina Oggi e Lazio TV, i quali parteciperanno tutti anche alla Tavola Rotonda, insieme alle principali Forze dell’Ordine a tutela dell’Ambiente (Carabinieri Forestali e Capitaneria di Porto-Guardia Costiera), alle principali associazioni di categoria (CONFCOMMERCIO, SIB Balneari), alle associazioni a tutela dell’ambiente e della salute come ISDE-Medici per l’Ambiente.

L’Ecosistema Urbano è uno studio analitico sulla Città che il nostro Circolo ha condotto in questi mesi e che vuole essere uno strumento di lavoro con l’obiettivo di aiutare a comprendere il funzionamento della Città su temi importanti quali la Qualità dell’Aria, Qualità dell’Acqua e il Servizio Idrico Integrato, la Gestione dei Rifiuti, la Mobilità, il Verde Urbano, il Consumo di Suolo e le Energie Rinnovabili. Un quadro di riferimento analitico, chiaro e condiviso che consente di confrontare in modo oggettivo la nostra Città con altre realtà analoghe a livello nazionale.

Gli indicatori di sostenibilità dell’ecosistema urbano e in genere di qualità ambientale e della vita rappresentano uno strumento scientifico, diffuso a livello nazionale ed internazionale, oramai imprescindibile e dai risvolti pratici notevolissimi in quanto rappresentano il vero e proprio cruscotto della Città, utile ad orientare l’azione di governo, a decidere e fissare gli obiettivi, a misurarne i risultati e a valutarne l’efficacia e la concretezza. Inoltre rappresentano un formidabile strumento di trasparenza e di comunicazione (anche turistica) visto che consentono a tutti i fruitori della Città di valutare, con semplicità ed immediatezza, il livello di servizio complessivo offerto dalla Città in tutte le sue componenti più rilevanti (es. ambiente, servizi, sanità, cultura, trasporti, sicurezza, vivibilità, accessibilità, economia, etc). Gli indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti, le cosiddette Piccole Città.

L’evento, dalle ore 9 alle ore 13.30, aperto a tutti e inserito all’interno del percorso di Alternanza Scuola Lavoro dell’ITS A. Bianchini, prevede la seguente organizzazione

  • Introduzione e apertura dei lavori a cura del Presidente Legambiente Lazio, R. Scacchi
  • Presentazione del Rapporto nazionale Legambiente ECOSISTEMA URBANO 2017 a cura del Responsabile Nazionale di Legambiente per le Aree Urbane, A. Fiorillo
  • Presentazione del 1^ rapporto ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 2017 a cura del Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente, G. Subiaco
  • Consegna Ufficiale del Premio Legambiente Comuni Ricicloni al Comune di Terracina
  • Tavola Rotonda dal titolo “Performance Ambientali e Qualità della Vita” (che sarà moderata da A. Fiorillo di Legambiente Nazionale)
  • Conclusioni a cura del Presidente del Circolo Legambiente Terracina, A. Giannetti

Presentazione ECOSISTEMA URBANO TERRACINA 27 gennaio 2018

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA, AUTORE DI UN PIANO DI RIGENERAZIONE SOSTENIBILE E IN CHIAVE ECOTURISTICA DELLA COSTA DI LEVANTE PRESENTATO GIA’ UN ANNO FA ALLA AMMINISTRAZIONE, E DI UNA SERIE DI IMPORTANTI PROPOSTE E INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE E SVILUPPO DELLA ZONA, INVIA ALLA AMMINISTRAZIONE E A TUTTI GLI ENTI PREPOSTI, DETTAGLIATE OSSERVAZIONI IN MERITO AL RILASCIO DI UNA CONCESSIONE PER LA INSTALLAZIONE DI UN CAMPO DI ORMEGGIO ANTISTANTE LA COSTA DI LEVANTE, UNA DELLE COSTE PIU’ BELLE DELLA REGIONE LAZIO.

Comunicato stampa n.74                                            18 gennaio 2018

Il Circolo, di concerto con Legambiente Lazio, ha inviato nei giorni scorsi, con riferimento all’avviso avente per oggetto TERRACINA – LOC.: COSTA DI LEVANTE – ASSENTIMENTO IN CONCESSIONE SPECCHIO ACQUEO PER INSTALLAZIONE CAMPO DI ORMEGGIO, EX ART. 36 DEL CODICE DELLA NAVIGAZIONE ED ART. 8, COMMA 6 DEL REGOLAMENTO REGIONALE N. 19 DEL 12.08.2016, in qualità di Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta ai sensi dell’art. 13 legge n. 349/86 e successive modificazioni e portatore di interesse diffuso in tema di tutela ambientale e paesaggistica e a seguito di accesso agli atti avvenuto in data 11 gennaio 2018, una serie di articolate osservazioni, inviate per conoscenza anche agli assessorati e agli uffici competenti della Regione Lazio, alla Capitaneria di Porto di Terracina, all’Ente Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e all’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, al Ministero dell’Ambiente, sottolineando il fatto che tale concessione per 8800mq andrebbe ad impattare gravemente e irrimediabilmente sul grande valore naturalistico, storico, archeologico e paesaggistico dell’area, prospicente alla antica Via Appia nella sua variante traianea, limitrofo al Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, alle pendici del Monumento Naturale Regionale Tempio di Giove e Monte S. Angelo (EUAP1085), parco suburbano che rientra nella tipologia di paesaggio dell’ “Appennino centrale” e nel sistema di paesaggio “montano”, e al cui interno è presente un sito di interesse archeologico caratterizzato dalle strutture antiche pertinenti al complesso santuariale attribuito a Giove Anxur, tra i più importanti del Lazio, Sito di Importanza Comunitaria (IT6040009) in virtù della riconosciuta valenza naturalistica del territorio e della presenza di habitat della flora e della fauna selvatiche indicate dalle direttive europee.

Il Circolo è autore di un Progetto di Rigenerazione Sostenibile di tutta la costa di Levante, solo recentemente riguadagnata alla pubblica fruizione con la chiusura di un depuratore costiero e il completamento del tratto fognario costiero e con grandi potenzialità di sviluppo eco-turistico, che comprende il sito dell’ex depuratore, l’area archeologica di Pisco montano e la valorizzazione dell’Appia antica “traianea” sul versante costiero, il parco del Montuno, il mercato della Marina, l’Area del Molo e l’anello ciclopedonale di Levante e la più recente proposta per la definizione di una area marina protetta di Levante denominata “Il Miglio Blu”, http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/54168/la-rigenerazione-urbana-diventa-legge_-a-terracina-legambiente-ha-gia-un-piano , proposta che ha contribuito a portare Terracina al riconoscimento nel 2017 delle 3 Vele di LegambienteTouring Club.

In particolare le osservazioni, oltre a concentrarsi sugli aspetti tecnici e sulla valutazione di impatto ambientale dell’installazione, richiedendo pareri integrativi alla Amministrazione e richiedendo alla Regione Lazio la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA) previste ai fini del rilascio dei Piani di Utilizzazione a scopo turistico ricreativo delle aree del demanio marittimo, e soprattutto chiedendo che esse rispondano ai criteri di completezza e accuratezza dettati dalla più diffusa letteratura tecnica e scientifica in materia, riguardano anche la eccessiva vicinanza dello specchio acqueo coinvolto nella concessione al SIC – Sito di Importanza Comunitaria IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” che occupa una superficie di 2182 ettari nei cui fondali sono presenti 1459 ettari di Posidonia Oceanica, 7 ettari di habitat con Cymodocea Nodosa ed è presente la Pinna Nobilis specie protetta dalla direttiva europea Habitat. Lazio, che proprio nella zona della costa di levante di Terracina presenta la maggiore presenza e densità di Posidonia Oceanica come dimostrano anche le enormi quantità di questa pianta acquatica che in questi giorni, a seguito di numerose mareggiate, sono state riversate sulla spiaggia di Levante e sulla scogliera di Levante.

costa levante

La meravigliosa Costa di Levante (in rosso la posizione approssimativa del campo di ormeggio)

Inoltre le osservazioni riportano alla necessità di salvaguardare sia la Qualità delle acque di Balneazione, peraltro, a seguito della chiusura del depuratore costiero, oggetto di un costante monitoraggio da parte di Legambiente “Goletta Verde” che ne ha rilevato il grande recupero ambientale, e oggetto di una proposta del Circolo di riammissione al monitoraggio per la balneabilità dei tratti precedentemente esclusi (in prossimità del Depuratore), già concordata con Regione Lazio e ARPA LAZIO che la Qualità delle Acque marino-costiere (e delle acque termali sorgive di cui la zona è ricchissima, come l’antica Sorgente dell’Acqua Magnesia e l’antica Sorgente dell’Acqua Sulfurea – di cui anche la stessa Amministrazione aveva promosso poco tempo fa la riqualificazione) considerato anche il pericolo generato dallo scarico a mare dei liquami di scolo e delle acque non depurate provenienti da sentine o da altri impianti delle imbarcazioni e di altre sostanze tossiche e inquinanti.

Inoltre le osservazioni riguardano l’impatto sulla Qualità dell’aria (tipo di carburante utilizzato dalle imbarcazioni ed emissioni gassose prodotte) e sull’inquinamento acustico (uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali acustici o sonori) e luminoso (luci e fari posizionati per la visibilità notturna del campo di ormeggio) visto l’impatto di queste diverse fonti inquinanti oltre che sui residenti della zona anche sulla preziosa fauna (uccelli marini, in particolare gabbiani di molte diverse sottospecie) che numerosissimi da sempre vivono nella zona e che da sempre hanno scelto come loro sito di riproduzione proprio le falesie rocciose prospicenti la zona di mare interessata dal campo di ormeggio.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.