APPROVATA LA LEGGE PER LA RIGENERAZIONE URBANA E IL RECUPERO EDILIZIO NEL LAZIO. IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA, CHE AVEVA GIA’ ISTITUITO UN ANNO FA A TERRACINA IL PRIMO LABORATORIO DI RIGENERAZIONE URBANA DEL LAZIO, E’ IN PRIMA LINEA PER L’ATTUAZIONE VIRTUOSA DELLA LEGGE NEI COMUNI DELLA RIVIERA DI ULISSE. IL LABORATORIO, ISPIRANDOSI ALLA NUOVA LEGGE, DEFINISCE I CRITERI DI INTERVENTO ORGANICI PER LA ZONA PORTUALE E L’AREA DEL MOLO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.50                                                                     15.7.2017

Lo scorso 11 Luglio è stata finalmente approvata dal Consiglio Regionale del Lazio la legge n.365 per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio. La legge, dopo la scadenza del piano casa il primo giugno scorso, è partita da un’iniziativa presentata dall’Assessore Michele Civita con l’obiettivo di superare le norme transitorie e derogatorie contenute nel piano casa con nuove disposizioni legislative ordinarie. Tra le misure previste, premialità con incremento di volumi o superfici (si arriva, in alcuni casi, fino al 40 per cento), ma anche delocalizzazioni e cambi di destinazione d’uso. La legge disciplina i programmi di rigenerazione urbana, gli “ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio”, gli interventi per il miglioramento sismico e l’efficienza energetica, nonché i cosiddetti interventi “diretti”, ma anche norme per il “riordino funzionale” degli stabilimenti balneari, tanto marittimi che lacuali, nel rispetto della disciplina paesistica e ambientale. Ai Comuni è affidato poi un ruolo centrale nella scelta e nella valutazione degli interventi.

“Un provvedimento che finalmente restituisce protagonismo ai Comuni e alle realtà territoriali con l’intento di rilanciare il settore edilizio, senza ulteriore consumo di suolo e crescita incontrollata della città, tenendo conto dell’interesse pubblico e del rischio sismico, idrogeologico, dei cambiamenti climatici, per rendere le città resilienti e vivibili” commenta Cristiana Avenali, Consigliere regionale promotrice di molti degli emendamenti alla legge proposti ed approvati, recependo le proposte delle associazioni ambientaliste (Legambiente in primis), degli ordini professionali e del mondo universitario, con l’obiettivo di migliorare la legge.

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Il Circolo Legambiente Terracina, già a settembre 2016, istituiva il primo Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile, in collaborazione con Legambiente Lazio e il circolo tematico nazionale Legambiente “Città invisibili” dedicato alla rigenerazione urbana. Il Laboratorio si era subito fatto promotore di una proposta all’Amministrazione Comunale di Terracina per uno studio di un progetto pilota finalizzato alla redazione di un Piano Integrato di rigenerazione urbana del Territorio Costiero del Levante di Terracina, comprendente il sito dell’”Ex-depuratore di Via delle Cave” e l’”Area archeologico-naturalistica di Pisco Montano connessa alla valorizzazione del Parco Archeologico Nazionale dell’Appia Antica nella sua variante costiera (detta Traianea)” ma anche il “Parco del Montuno”, “il Mercato della Marina”, l’”Anello Ciclopedonale di Levante”, la “Valorizzazione della Sorgente Acqua Magnesia” e tutta l’”Area Portuale” e la redazione di linee guida per la rigenerazione urbana, identificando interventi-tipo e individuando criteri standard di sviluppo e gestione sostenibile da replicare anche in altre aree. Il Laboratorio aveva poi portato a termine il progetto di rigenerazione urbana del Parco del Montuno, presentato in Conferenza Stampa già a fine settembre, e una idea progettuale di rigenerazione dell’antico Mercato della Marina anch’esso presentato nel corso di una Assemblea Pubblica a gennaio scorso, e dall’inizio dell’anno, insieme a Legambiente Lazio e al Circolo tematico “Città Invisibili”, ha seguito in modo costante tutto l’iter della legge, comprensivo di tutti gli emendamenti, soprattutto quelli in linea con le esperienze territoriali del Circolo, colloquiando con le strutture regionali.

“Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo approccio, creando già un anno fa, a Terracina, da veri innovatori e anticipando di quasi un anno la legge, il primo Laboratorio di rigenerazione urbana sostenibile del Lazio e applicandolo a progetti importanti (i cosiddetti interventi-tipo) quali quello del Parco del Montuno e del  Mercato della Marina, ma anche quello di valorizzazione della Sorgente dell’Acqua Magnesia, connesso al nostro progetto di Balneabilità della Costa di levante e di Potabilità delle acque sorgive costiere, recentemente menzionato anche nel corso della nostra Tappa di Terra di Goletta Verde 2017. Il Circolo, con il suo Laboratorio, da mesi sta lavorando per elaborare una visione organica di sviluppo territoriale ispirata alla novità della rigenerazione urbana e oggi, con la legge ormai approvata, saremo in prima linea nella applicazione di metodi e criteri connessi, con tutte le Amministrazioni e gli Enti locali più sensibili e i Parchi nazionali e Regionali della provincia, non sottovalutando mai che le aree e gli interventi di rigenerazione urbana costituiscono priorità per l’attribuzione dei fondi strutturali europei e dei fondi nazionali a sostegno delle attività di riqualificazione e rigenerazione urbana, economica e sociale, come dimostrato dalla recente approvazione del progetto “Latina anche città di mare – Volano di riqualificazione urbana” fortemente voluto dagli assessori al Governo del Territorio e alla Programmazione Europea, Gianfranco Buttarelli e Cristina Leggio della Giunta Coletta, per cui è stato chiesto ed ottenuto il massimo del finanziamento previsto per i comuni capoluogo di provincia, ovvero ben 18 milioni di euro” dichiara Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

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Foto by Andrea Longo

“Pur non essendo la legge approvata, la legge “perfetta” sulla rigenerazione urbana, oggi abbiamo finalmente uno strumento legislativo regionale che consente di attuare progetti integrati e una progettazione partecipata del territorio pensata specificamente per la rigenerazione di aree abbandonate o degradate come, ad esempio, la “Zona portuale e l’area del molo di Terracina” contemperando gli interessi di tutti, pubblici privati e forze sociali, avendo la possibilità concreta anche di accedere a fonti di finanziamento strutturali europei. Certo che, al di là di quelle che sono le destinazioni d’uso attuali o future ipotizzate per l’area e le loro motivazioni, dobbiamo avere prima ben chiari quelli che sono i criteri ispiratori della progettazione e cioè quello di accrescere la sostenibilità ambientale delle opere e degli interventi, incrementando il verde ma anche utilizzando materiali biocompatibili e processi costruttivi ispirati a strumenti di certificazione accreditati (es. il protocollo Itaca); diminuire o azzerare il consumo di suolo, con strutture più dense che limitino le superfici non permeabili, evitando l’uso di distese di asfalto o cemento per realizzare strutture (es. parcheggi) utilizzati magari solo due o tre mesi l’anno; predisporre il potenziamento dei servizi perchè spesso la progettazione si concentra solo sul tema infrastrutturale trascurando il tema fondamentale dei servizi, che invece andrebbero pensati e progettati al pari delle infrastrutture (e parliamo non solo di quelli specifici legati alla funzione dell’area portuale ma anche dei servizi di base come quelli igienici, l’illuminazione e i servizi informativi assolutamente inesistenti o carenti nell’area). Inoltre, aspetto critico fondamentale, dobbiamo garantire una mobilità intermodale sostenibile (una zona portuale è per sua natura uno snodo (hub) intermodale), considerando i vincoli posti dalla viabilità attuale nella realizzazione delle opere e nella predisposizione dei servizi e sicuramente da questo punto di vista la sponda destra del Canale di Navigazione è l’area più penalizzata, ma soprattutto la zona andrebbe gestita come nodo centrale all’interno della rete dei trasporti locale (per facilitare la connessione con le altre zone della città ma anche con i paesi vicini) e con collegamenti veloci (navette elettriche) con l’unico reale snodo (hub) alla rete ferroviaria nazionale (la stazione di Monte S. Biagio, peraltro a breve opportunamente ridenominata Terracina-Mare), su cui è allo studio, da parte dei Circoli Legambiente attivi del Sud Pontino e di Legambiente Lazio, una proposta complessiva di riorganizzazione del trasporto pubblico-privato locale (bici, auto, treno, traghetti per le isole) che possa favorire nuove politiche di espansione turistica e che possa garantire la vivibilità della tratta per il pendolarismo e che possa essere più vicino alle moderne istanze di multimodalità ed ecocompatibilità. La zona portuale deve inoltre diventare anche il punto di partenza e terminale di quella che è la rete di piste ciclopedonali per la mobilità dolce e dei servizi di car e bike sharing associati” dichiara l’ing. Gabriele Subiaco Vicepresidente e responsabile del Laboratorio di Rigenerazione urbana sostenibile di Legambiente, annunciando a breve una conferenza di presentazione della Legge regionale anche a Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

 

Con l’evento nazionale #Appiaday di Legambiente arriva il 16-17 maggio a Terracina l’#AppiaTrail e Terracina diventa “La Regina della Via Appia”

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Terracina 11 maggio 2017- COMUNICATO STAMPA n. 40

L’Appia Day (www.appiaday.it), alla sua seconda edizione, rappresenta una grande giornata di promozione promossa da Legambiente, assieme a Touring Club, FederTrek, Italia Nostra, Velolove, ed altre associazioni locali e nazionali con la collaborazione di Roma Capitale, del Parco Archeologico dell’Appia Antica, del Parco Regionale dell’Appia Antica, della Sovrintendenza Capitolina e con il patrocinio del MiBACT, della Regione Lazio e dell’Enit e il supporto di COOPCULTURE. L’evento si terrà domenica 14 maggio a Roma, per celebrare tutto il tracciato italiano dell’Appia Antica aprendo al pubblico – esclusivamente a piedi e in bici – il più straordinario museo a cielo aperto del mondo per raccontare come proprio dalla Regina Viarum possa partire un’idea nuova di sviluppo del territorio.

Il Circolo Legambiente Terracina è membro del Comitato Promotore nazionale e l’Amministrazione Comunale di Terracina, tra le tante Amministrazioni dei Comuni della Via Appia, ha aderito all’evento non solo patrocinandolo ma intervenendo domenica 14 maggio a Roma con una propria Delegazione promuovendo i propri prodotti tipici e le bellezze del proprio territorio, insieme al Circolo, e saluterà la partenza della delegazione dell’APPIA TRAIL previsto dal 14 maggio al 19 maggio, sostenuto da Coopculture e Regione Lazio, che partirà da Roma, in concomitanza con l’Appia Day, per arrivare a Santa Maria Capua Vetere – Capua incontrando operatori, istituzioni e comunità locali con eventi organizzati sul territorio, in particolare con tre incontri e convegni realizzati a Terracina, Minturno e Santa Maria Capua Vetere.

Terracina è una delle tappe più importanti dell’Appia Trail dopo Roma e prevede una serie di eventi, in stretta collaborazione con ARTES- Arte Territorio Storia, con il supporto dei media partner Visit Terracina e Lazio TV, e la partecipazione attiva delle Scuole IC Don Milani, IPS Alessandro Filosi e sarà sede di un importante Convegno Nazionale “Terracina – La Regina della Via Appia” con la presenza della Amministrazione Comunale, Regione Lazio, MiBACT, Agenzia del Demanio e CoopCulture.

Questo è il programma dell’evento: Il 16 maggio alle ore 17.30 ci sarà l’accoglienza della Delegazione Appia Trail da parte di una rappresentanza della Amministrazione Comunale, Circolo Legambiente TerracinaArtes- Arte Storia e Territorio, Visit Terracina, Lazio TV, delle Scuole e di tutta la Cittadinanza, presso il cosidetto Fanum Feroniae (presso Molino Cipolla) da dove si partirà tutti insieme percorrendo, per circa 4,5 km, il tratto dell’Appia Antica, l’antico decumano, con tappe ricche di storia e aneddoti, fino al Foro Emiliano (ora Piazza del Municipio), con una importante pavimentazione perfettamente conservata fatta eseguire da Aulo Emilio, con visita al cosidetto Capitolium con i resti della Via Appia Antica, il Teatro romano, e l’ Arco cosidetto di “Galba” dal nome dell’imperatore Servio Sulpicio Galba nato a Terracina il 24 dicembre 3 a.c, tutti importantissimi monumenti sulla Via Appia, che vanno dall’età sillana alla piena età imperiale. A seguire alle 21 sempre a Piazza Municipio un insolito reading poetico-storico-letterario a cura della Prof. Catia Mosa (IC Don Milani) con la collaborazione di ARTES.  Il 17 maggio alle ore 9.30 , dopo una colazione tipica terracinese da Ilvana a Piazza della Repubblica, ci sarà una visita guidata a cura di ARTES ad un tratto di Appia antica (variante cosidetta “traianea”) perfettamente conservato, all’interno di una Villa privata, denominata “Villa Salvini” (tratto curato e manutenuto dal Circolo Legambiente di Terracina) e all’imponente taglio cosidetto “traianeo” di Pisco Montano, che ha permesso anche un importante sviluppo della città di Terracina, già sede di un importante porto commerciale in epoca romana.

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Alle 11.30 presso la Sala F. Abbate del Palazzo della Bonificazione Pontina- Museo della Città ci sarà un importante Convegno Nazionale sul tema “Terracina – La Regina della Via Appia” organizzato dal Comune di Terracina in collaborazione con Legambiente nazionale e con il Circolo Legambiente Terracina e con il contributo di Coopculture, dedicato ad un reperto storico di importanza eccezionale, anch’esso perfettamente conservato, ritrovato a Terracina, il più antico miliare romano relativo alla Via Appia, datato tra il 255 e 253 a.C., che menziona gli edili Publio Claudio, figlio del censore Appio Claudio Cieco, e Caio Furio. Il Convegno sarà introdotto dal Sindaco Nicola Procaccini e moderato da Anna Giannetti, Presidente Circolo Legambiente Terracina, e vedrà la partecipazione dell’Assessore alla Cultura e Turismo Barbara Cerilli, di Federtrek nazionale Francesco Senatore, del Direttore del Museo della Città di Terracina Piero Longo, di ARTES Giuseppe Recchia, del Dirigente Sc. IC Don Milani Giusy Di Cretico, del Dirigente Sc. IPS Alessandro Filosi Anna Maria Masci, di Legambiente nazionale Alessandra Bonfanti, di CoopCulture Alessandro La Porta, del Consigliere Regione Lazio Cristiana Avenali, dell’Agenzia del Demanio Francesca Graziani, e sarà concluso dal Consigliere MiBACT Paolo Piacentini e dal Vice Presidente della Regione Lazio, Assessore Formazione, Ricerca, Scuola, Università e Turismo Massimiliano Smeriglio (in attesa di conferma), con un aperitivo a cura dell’IPS Filosi offerto da Legambiente.

 

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE SUD PONTINO E IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA CHIEDONO ALLA REGIONE LAZIO L’INTERRUZIONE DI TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA SULLA COSTA PONTINA IN ATTESA DELLA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO PREVISTA DAL D.Lgs 201/2016 CHE RECEPISCE LA DIRETTIVA EUROPEA 2014/89/UE.

Terracina, 27 aprile 2017                                                                                                   Comunicato Stampa n.38

In occasione della Tavola Rotonda-Conferenza Stampa di domenica 23 aprile a Scauri, il Circolo Legambiente Verdeazzurro Sud Pontino e il Circolo Legambiente di Terracina dichiarano la loro posizione contraria all’impianto di allevamento mitili a Minturno. Il Circolo di Terracina, ad adiuvandum del Comune di Terracina contro la Regione Lazio nel ricorso al TAR sezione di Latina, dopo la sentenza favorevole all’annullamento della determina regionale del TAR sezione di Roma, supporta insieme al Circolo Sud Pontino l’Amministrazione Comunale di Minturno, nella persona del Sindaco G. Stefanelli, nella predisposizione del parere ai sensi dell’art.11 della Legge Regionale n.8 del 20 giugno scorso e nella Conferenza dei Servizi. I due Circoli chiedono, alla luce del recente DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2016, n. 201, di interrompere tutti gli iter autorizzativi in corso per gli impianti di mitilicoltura sulle coste del Lazio in attesa di una adeguata Pianificazione dello Spazio Marittimo.

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Domenica scorsa si è svolta la Conferenza Stampa contro l’imminente occupazione dell’area di Monte d’Oro a Scauri con un allevamento di cozze di ben 305.000 mq. Legambiente, pur non del tutto contraria in specifici contesti a questo utilizzo dello spazio marino, è scesa in campo in forza con i due Circoli costieri attivi di Terracina e del Sud Pontino, con il supporto di Legambiente Lazio, fermamente decisa a tutelare la qualità delle coste del Sud Pontino e di tutta la Provincia di Latina. La vicenda degli impianti in provincia di Latina, tra ricorsi al TAR per l’annullamento delle determinazioni autorizzative già emesse e pareri di valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione sempre favorevoli, sta sempre più acquisendo un valore di vera e propria lotta territoriale per la tutela oltre che dell’ambiente costiero e del paesaggio naturale anche delle attività turistico-ricettive ed economiche presenti sulla costa e la Regione Lazio a questo punto dovrebbe semplicemente prendere atto che l’interesse diffuso del territorio è contrario alla costruzione di questi impianti di mitilicoltura assolutamente incompatibili con la vocazione turistica e il valore paesaggistico della costa pontina.

Il Circolo di Terracina è stato invitato alla Conferenza Stampa per presentare la propria esperienza a Terracina, con il ricorso “ad adiuvandum” al TAR di Latina assieme al Comune di Terracina contro la determina autorizzativa n. G02621 del 21 marzo 2016 per “anticipata occupazione di uno specchio acqueo di complessivi mq 500.000 antistante il territorio del Comune di Terracina, ai fini della sperimentazione per la classificazione delle acque” ed ha evidenziato le mancanze e le contraddizioni della Regione https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/12/19/legambiente-ad-adiuvandum-del-comune-di-terracina-contro-il-megaimpianto-di-mitilicoltura-davanti-alle-coste-terracinesi-il-tar-sezione-di-latina-respinge-inaspettatamente-con-ordin/, mentre il Circolo Sud Pontino, in coerenza con le azioni dell’Amministrazione di Minturno, ha motivato la sua contrarietà all’impianto evidenziando anche la opacità nel processo decisionale della Regione nel caso di Minturno, con la decisione di acquisire pareri senza convocare la conferenza dei servizi, la valutazione di incidenza ambientale parziale e non complessiva di tutti gli impatti sull’ecosistema e le caratteristiche tecniche obsolete del progetto presentato dalla Cooperativa “La Marea”.

“Visto che la importante Direttiva Europea 23/08/2014, n. 2014/89/UE è stata finalmente recepita attraverso il DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce (sotto la competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo al fine di promuovere la crescita sostenibile delle economie marittime, lo sviluppo sostenibile delle zone marine e l’uso sostenibile delle risorse marine, assicurando la protezione dell’ambiente marino e costiero mediante l’applicazione dell’approccio ecosistemico e tenendo conto delle interazioni terra-mare riteniamo che la Regione Lazio debba oramai attenersi a quanto delineato in questo decreto che prevede per ogni area marittima individuata nelle linee guida di cui all’articolo 6, comma 2, un piano di gestione dello spazio marittimo, predisposto a cura di un apposito comitato tecnico interministeriale (Trasporti, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Turismo) a cui partecipano anche i rappresentanti delle Regioni  di ciascuna area marittima di riferimento. Il piano di gestione individua la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine, presenti e futuri, ed include la Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione di Incidenza”, afferma il Vice Presidente del Circolo di Terracina e responsabile del Dipartimento Scientifico Gabriele Subiaco.

“La Regione Lazio in assenza della pianificazione dello spazio marittimo non può continuare gli iter di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura ma piuttosto deve ottemperare ai propri obblighi di tutela del paesaggio costiero e del litorale laziale”, afferma Dino Zonfrillo, Presidente del Circolo Sud Pontino, “ e soprattutto non può chiedere, dopo anni, al Comune di Minturno, dopo due delibere all’unanimità del  23 luglio 2015 n. 212 e del 27 luglio 2015 n.12, tutte contrarie e dopo migliaia di firme raccolte dalla cittadinanza, un nuovo e più articolato parere tecnico, considerando il precedente parere non sufficiente in merito alla compatibilità dell’impianto e in merito agli impatti sul paesaggio naturale e costiero, peraltro non convocando la conferenza dei servizi, anzi ritenendo ormai concluso l’iter di raccolta (incompleta) di pareri dai vari Enti, mostrando quindi un grado di opacità oltre che incoerenza nel processo decisionale”.

Alla luce di quanto stabilito dal D.lgs n.201/2016 che finalmente definisce un processo completo ed integrato di pianificazione delle aree marittime e della successiva Deliberazione della Regione Lazio del 28 febbraio 2017, n. 84 L.R. 20 giugno 2016, n. 8 “Identificazione dei descrittori amministrativi e ambientali e relativa mappatura ai fini dell’individuazione dei vincoli e delle limitazioni degli spazi marini” adempimento collegato al medesimo D. lgs n. 201/2016, i due Circoli chiedono a gran voce alla Regione Lazio, nella persona del suo Presidente Nicola Zingaretti, di interrompere tutti gli iter autorizzativi degli impianti di mitilicoltura nella Provincia di Latina che evidentemente dovranno essere rivalutati alla luce del Piano di Gestione dello spazio marittimo laziale.

Il Presidente del Circolo di Terracina, Anna Giannetti e del Circolo Sud Pontino, Dino Zonfrillo si faranno carico, insieme a Legambiente  Lazio e coinvolgendo anche Legambiente nazionale, di inviare tempestivamente,  al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (in qualità di autorità competente designata dal D. Lgs n. 201/2016)  e al Ministero dell’Ambiente,  una nota per chiedere che la VAS e la VIA previste ai fini del rilascio del Piano di Gestione rispondano a criteri di completezza e accuratezza dettati dalla più diffusa letteratura scientifica in materia a tutela degli ecosistemi marini del Lazio ed in particolare dei SIC marini che, tra l’altro, sono stati proposti a ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC) dalla stessa Regione Lazio con la recente  Deliberazione N. 679 del 15/11/2016. Inoltre, in coerenza con la nostra natura di associazione attenta al territorio ma anche propositiva per una sua trasformazione sostenibile, nella nota segnaleremo ai Ministeri in indirizzo anche l’opportunità di introdurre innovazioni scientifiche e tecnologiche ad oggi disponibili nella tecnologia degli impianti di mitilicoltura (sistema smart farm, sistema neozelandese) rispetto alla tecnologia obsoleta degli impianti  longline di cui alle richieste in corso alla Regione Lazio, nuovi sistemi meno impattanti dal punto di vista ambientale visto che non prevedono l’utilizzo di reste di materiale plastico che con il loro distacco contribuiscono ad inquinare i fondali e il mare.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE TERRACINA CONTINUA LA CAMPAGNA PENDOLARIA 2017 CON LA MOBILITAZIONE PERMANENTE SULLA linea FL7 Roma – Formia/Napoli A SOSTEGNO DEI COMITATI PENDOLARI MA ANCHE PER PROMUOVERE UNA MOBILITA’ NUOVA.

Terracina, 24 febbraio  2017                                                                                 

 Comunicato Stampa n.34

Il Circolo Legambiente di Terracina continua la mobilitazione annunciata per la campagna Pendolaria 2017 sulla tratta FL7 Roma-Formia/Napoli rafforzando la sua azione di supporto al Comitato Pendolari di Terracina, Priverno e MonteSanbiagio in coordinamento con il Circolo Legambiente Sud Pontino e il Coordinamento Interregionale dei Pendolari. Si aprono spiragli positivi sui nuovi treni più confortevoli ma diverse sono le perplessità sulle modifiche all’orario di servizio in vigore, mentre continuano i guasti sulla linea, i disservizi, i ritardi, i sovraffollamenti e nel frattempo la situazione del progetto di messa in sicurezza e ripristino della tratta Terracina-Priverno/Fossanova si fa sempre più confusa tra passaggi di competenza nell’esecuzione della messa in sicurezza del Monte Cucca tra RFI, Comune di Terracina e Regione Lazio mentre arriva anche lo stop inaspettato del Consiglio Regionale. Si lavora alla predisposizione di un articolato dossier con l’obiettivo di far diventare la linea Roma-Napoli l’arteria principale della mobilità su ferro per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Lazio e della Campania e alla attuazione di una mobilità nuova per favorire l’intermodalità sulla linea.

Il Circolo Legambiente di Terracina continua la mobilitazione permanente sul trasporto pubblico locale già annunciata per la campagna Pendolaria https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/01/28/legambiente-ha-presentato-a-palermo-il-24-gennaio-scorso-il-rapporto-pendolaria-2016-la-linea-roma-napoli-via-formia-risulta-ancora-piu-infernale-dopo-la-recente-entrata-in/  viaggiando sulla tratta Roma-Priverno/Fossanova-MonteSanbiagio-Formia/Napoli insieme ai pendolari e ai turisti per cercare di individuare i problemi più significativi ma anche gli aspetti positivi del servizio e sta predisponendo un articolato dossier da portare al tavolo di confronto con la Regione e Trenitalia.  “Nei nostri viaggi sulla tratta FL7 effettuati nei giorni scorsi con il Comitato Pendolari di Terracina, Priverno e Monte San Biagio abbiamo potuto constatare positivamente la presenza di treni mediamente più puntuali e confortevoli (anche se un po’ freddi soprattutto la mattina presto) e condizioni di viaggio decisamente migliori rispetto ad alcuni anni fa. Treni più puliti, condizioni dei servizi igienici migliorate, maggiore cura degli accessi per le persone diversamente abili” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina, “ma la situazione continua ad essere esplosiva sul fronte della carenza e del sovraffollamento dei treni, dei continui disservizi, con guasti e cancellazioni tanto che appena qualche giorno fa i Pendolari della Stazione Priverno Fossanova alle 6 del mattino hanno protestato invadendo i binari della stazione per un guasto tecnico che aveva sospeso la circolazione ferroviaria, segno questo di un malcontento oramai difficilmente contenibile. Anche ieri il traffico sulla linea è stato fortemente rallentato sia in direzione Napoli sia verso Roma, per vari guasti, in più punti della linea, ai sistemi di distanziamento in sicurezza dei treni, registrando allungamenti dei tempi di viaggio fra gli 80 e i 120 minuti ed oggi fino a 90 minuti di ritardo per i treni in partenza da Roma per un convoglio guasto sulla linea tra le stazioni di Campoleone e Cisterna di latina. Una condizione davvero “infernale” per le migliaia di Pendolari costretti a subire un vero e proprio bollettino di guerra quasi giornaliero di problemi e malfunzionamenti del servizio.”.

In questi ultimi giorni sono state comunicate alle Amministrazioni Comunali e ai Comitati Pendolari della FL7 le possibili modifiche dell’orario ferroviario di Trenitalia licenziato dal tavolo permanente, aperto da Regione Lazio, Trenitalia, RFI e Regione Campania, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 12 marzo, ma sono tanti ancora i nodi da sciogliere, e la stessa Regione ha dovuto ammettere di considerare questo orario ancora come “sperimentale” fino al 12 giugno, con la necessità di un costante monitoraggio per analizzarne eventuali criticità e prevedendo incontri di raccordo con i Comitati. Un nodo su tutti è quello della modalità stessa di costituzione di un tavolo permanente di lavoro in Regione Lazio, su cui i Comitati della intera linea e il loro Coordinamento interregionale si sono sempre mostrati attenti (si veda a tale proposito la lettera inviata alla Regione Lazio, Regione Campania, Trenitalia, RFI il 9 gennaio da tutto il Coordinamento Interregionale dei Pendolari che auspicava un incontro il 14 gennaio a Minturno, incontro riprogrammato poi dalla Regione per il 14 febbraio, ovvero un mese dopo la data auspicata e dopo che solo “alcuni Sindaci” delle città servite dalla linea FL7 avevano avuto una presentazione anticipata del nuovo orario) ma che sarebbe poi stato istituito “a loro insaputa”, in quanto nelle note uscite a mezzo stampa non vi era stato alcun riferimento specifico alla istituzione del tavolo e nè di quali fossero le modalità di lavoro e di scambio documentale con i Comitati, le Associazioni e le rappresentanze dei Pendolari.

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La situazione di Terracina è oltremodo critica, vista la già disagiata situazione dovuta alla mancanza di una stazione funzionante (ricordiamo che la stazione di Terracina è purtroppo chiusa dal 2012 e versa in condizioni di degrado che abbiamo opportunamente documentato e che segnaleremo al tavolo di confronto regionale) che obbliga i pendolari e i turisti ad utilizzare i bus sostitutivi Trenitalia per i collegamenti con la stazione di Priverno-Fossanova e le navette (COTRI O COTRAL) per il collegamento con quella di Monte San Biagio.

 “Pur apprezzando alcuni cambiamenti migliorativi (eliminazione del buco mattutino per arrivare a Roma nella fascia oraria 10:36-12:36, il ripristino della frequenza dei treni serali ogni mezz’ora al rientro da Roma in orario di punta, in particolare alle 20, manca pero’ il treno in partenza da Roma alle 19:56) segnalano al contempo un insopportabile allungamento dei tempi di percorrenza dei treni mattutini che aumentano il loro tempo di percorrenza in media di un quarto d’ora a fermate invariate per qualcuno (in particolare il treno 12204 che vedrà aumentato per chi parte da Priverno di 18 minuti il tempo di percorrenza per arrivare a Roma), mentre permane la forbice oraria dalle 5:45 alle 07:04 per i treni in arrivo a Roma (partenze da Priverno Fossanova rispettivamente alle 4:43 e alle 5:59). Manca poi un treno che arrivi a Roma in prossimità delle 7:00, lo chiedono i lavoratori del comparto sanità, sicurezza, scuola, chi lavora su turnazioni continue oltre moltissimi lavoratori privati che hanno la necessità di giungere a Roma prima delle ore 7:00. Sempre con il nuovo orario mancherà un treno che arrivi a Roma tra le 08:04 e le 08:59, anche questo intervallo di tempo infatti si presenta troppo ampio per le esigenze dei Pendolari. Nella fascia oraria mattutina 5-10 di arrivo a Roma con il nuovo orario mancheranno 2 treni rispetto all’orario precedente l’11 Dicembre 2016. Si è passati in questa fascia oraria da 11 a 9 treni. La grave mancanza è poi il taglio dei treni 5:50 e 6:56 partenti da Priverno che dall’ 11 Dicembre 2016 partono invece da Latina. Il Comitato Pendolari di Terracina e Priverno chiede pertanto il ripristino di questi treni utilizzati dai Pendolari del territorio i quali avevano la certezza di un viaggio confortevole avendo il posto a sedere sicuro e non dovendo risentire tali treni delle problematiche che spesso avvengono nelle stazioni che vanno da Priverno a scendere verso Formia e che costituiscono motivo di ritardi giornalieri. Tali treni inoltre permettevano una migliore distribuzione dei pendolari su tutti i treni con destinazione Roma evitando il sovraffollamento degli stessi” segnala il Comitato Pendolari di Terracina. I Pendolari di Monte San Biagio (stazione che nelle intenzioni di Trenitalia sembrerebbe avviarsi sempre più a diventare uno snodo primario della linea FL7 per la sua posizione strategica sulla Via Appia) esprimono parere parzialmente favorevole sul nuovo orario, pur sottolineando la permanenza di alcuni problemi come ad esempio i tempi di percorrenza nella fascia oraria dalle 6:00 alle 8:00 e la mancanza dei collegamenti nella prima fascia mattutina in modo da evitare che l’arrivo a Roma possa avvenire unicamente alle ore 5.45 o alle ore 7.04, anche e soprattutto per evitare il sovraffollamento dei pochi treni in fasce orarie critiche, e le irrisolte problematiche dei pendolari in arrivo e partenza dalle stazioni intermedie, come Pomezia e Torricola, ed esprimendo parere contrario ad una ipotetica fermata eccezionale a Fondi del treno delle 14.56 da Roma solo per venire incontro alle esigenze di pochi lavoratori del comparto ortofrutticolo mentre da lunedì 20 febbraio, dopo due mesi di richieste e solleciti visto i numerosi bus COTRAL vuoti per mancata coincidenza, sono finalmente entrate in vigore anche alcune importanti modifiche dell’orario COTRAL che interessano le stazioni FS di Terracina e Monte San Biagio con una rimodulazione oraria di oltre 100 corse per migliorare le coincidenze con la linea FL7.

Il Coordinamento Interregionale ribadisce comunque nell’ultimo comunicato di febbraio l’importanza di tornare al metodo su cui era basato l’orario antecedente all’11 dicembre 2016, ovvero all’abolizione di ogni esperimento di modello di “rottura di carico” su cui si fonda l’attuale orario di servizio con scelte che inequivocabilmente hanno portato al drastico peggioramento dello stesso. Il Coordinamento sta presentando in queste ore un articolato documento di proposta alla Regione con le principali richieste provenienti dai diversi Comitati sulla tratta FL7. Il Coordinamento si pone l’obiettivo di far diventare la linea Roma-Napoli l’arteria principale della mobilità su ferro e lo strumento indispensabile allo sviluppo economico, sociale e culturale del Lazio e della Campania e a tal fine il Circolo Legambiente di Terracina con il Circolo Sud Pontino e con i Circoli limitrofi della Campania sono stati subito attivi per rafforzare l’azione in corso del Coordinamento Interregionale, garantendo una mobilitazione permanente al fine di potenziare il ruolo della tratta FL7 rendendola centrale per la politica del trasporto su ferro della Regione Lazio. Questo  anche  attraverso un progetto di trasformazione che doti la tratta di tutte le caratteristiche rilevanti per una mobilità più sostenibile, favorendo una inter-modalità “Bici in Treno”, con un uso combinato della bicicletta e del trasporto pubblico, inter-modalità che rappresenta uno dei punti chiave della proposta di legge regionale sulla “Mobilità Nuova” presentata dalla Consigliera Regionale Cristiana Avenali, componente della Commissione Mobilità, attualmente in attesa del parere della commissione bilancio e del passaggio all’esame del Consiglio, al fine di disincentivare sempre più l’uso dell’auto privata e scegliere un mezzo di trasporto  più pulito.

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Sul versante dei lavori per il ripristino della tratta Terracina-Priverno Fossanova la situazione si fa invece sempre più confusa e a preoccupare sono la finanziabilità e i tempi di realizzazione delle opere previste. La proposta presentata dal M5S di porre il tema dei lavori di ripristino all’Ordine del Giorno della seduta del 15 febbraio scorso del Consiglio Regionale è stata inaspettatamente bocciata, mentre solo un anno fa, il 12 gennaio 2016, quello stesso ordine del giorno era stato invece approvato all’unanimità. Ad oggi sembra esserci un conflitto di attribuzione di responsabilità, tra Regione e Comune, dei lavori di messa in sicurezza del Monte Cucca, mentre RFI sembra oramai “pericolosamente” uscita di scena, nonostante sia suo il progetto approvato in Conferenza dei Servizi e passato al vaglio del Comitato Lavori Pubblici. Vale la pena ricordare che la Regione Lazio aveva già concesso nel 2012 al Comune di Terracina un contributo straordinario di quattrocento mila euro (Determinazione N. A11556 del 12 novembre 2012) per l’esecuzione di un intervento per la messa in sicurezza dell’area che però era risultato insufficiente per la riapertura della tratta ferroviaria.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE PRESENTA AL PARLAMENTO EUROPEO I DATI SUI RIFIUTI DEL MARE E DELLE SPIAGGE ITALIANE E DELLA NOSTRA CITTA’. IL CIRCOLO DI TERRACINA E’ PRESENTE CON I DATI RACCOLTI SULLE ACQUE E SULLE SPIAGGE E I FONDALI DI TERRACINA IN OCCASIONE DELLE CAMPAGNE “GOLETTA VERDE 2016”, “BEACH LITTER 2016”, “SPIAGGE E FONDALI PULITI 2016” E DEL PROGETTO EUROPEO “MARINE LITTER WATCH MONTH 2016” E PROMUOVE TERRACINA A SITO SPERIMENTALE PER L’ATTUAZIONE DELLA STRATEGIA EUROPEA SULLA PREVENZIONE E RIDUZIONE DEI RIFIUTI MARINI.

Terracina, 9 febbraio  2017                                                                                  

Comunicato Stampa n.32

Il 1 febbraio scorso Legambiente in collaborazione con Kyoto Club ha presentato al Parlamento europeo a Bruxelles i dati del monitoraggio scientifico sui macro e micro rifiuti galleggianti e spiaggiati, campionati durante le campagne Goletta Verde 2016, Goletta dei laghi 2016, Beach e Marine Litter 2016, frutto dello studio condotto congiuntamente da Legambiente ed Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, tutti corredati dalla analisi della tipologia delle plastiche recuperate. L’iniziativa europea si è posta l’obiettivo di sollecitare la ricerca di soluzioni per il possibile recupero del materiale disperso, e stimolare azioni e politiche di prevenzione a partire dall’attuazione delle misure previste per l’economia circolare. Ai lavori, aperti dall’onorevole Simona Bonafè, e coordinati da Francesco Ferrante di Kyoto Club, hanno partecipato l’onorevole Marco Affronte della commissione pesca, Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente Nazionale, Loris Pietrelli, Enea, Nicolas Kalogerakis, Technical University of Crete, Matjaz Malgaj, Head of Unit of Marine Environment and Water Industry, Francesco Degli Innocenti, Environmental Affair Novamont e Michel Loubry, Regional Director, West Region, PlasticsEurope.

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L’impatto economico dei rifiuti nei mari di tutto il mondo è di 8 miliardi di euro l’anno. È questa la stima del rapporto 2016 “Marine litter vital graphics” dell’Unep (United Nations Environment Programme) e Grid-Arendal. Per la sola pulizia di tutte le spiagge dell’Unione Europea la spesa è di 411,75 milioni di euro, mentre l’impatto sul settore della pesca in Europa è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro. Nei mari italiani ogni kmq si trovano 58 rifiuti e nel mar Tirreno ben 62. Il 96% di questi rifiuti è costituito da plastica: al primo posto le buste (16%), a seguire teli (10%), reti e lenze (4%), frammenti di polistirolo (3%), bottiglie (3%), tappi e coperchi (3%), stoviglie (2%), assorbenti igienici (2%) e cassette di polistirolo intere o in frammenti (2%). Le principali fonti dei rifiuti galleggianti sono la cattiva gestione dei rifiuti urbani e dei reflui civili oltre che l’abbandono consapevole (29%) e le attività produttive, tra cui pesca, agricoltura, industria (20%). Il 46% dei rifiuti da attività produttive deriva dal settore della pesca (reti, lenze, cassette di polistirolo intere e frammentate). Tra i dati presentati a livello europeo ci sono anche quelli relativi al mare e alle spiagge di Terracina collezionati in occasione di Goletta Verde 2016 e quelli raccolti e forniti dal circolo di Terracina in occasione delle campagne Beach Litter 2016  https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/05/26/la-spiaggia-di-levante-di-terracina-tra-i-5-siti-del-lazio-per-lindagine-scientifica-beach-litter-2015-di-legambiente/   del maggio scorso, Spiagge e Fondali Puliti 2016  e Marine Litter Watch Month 2016 dell’ottobre scorso, nell’ambito di un progetto europeo in cui Terracina compare tre le 5 spiagge italiane e le 75 spiagge europee monitorate dalla UE https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/10/13/terracina-diventa-una-delle-5-spiagge-italiane-e-una-delle-75-spiagge-europee-monitorate-dal-17-settembre-al-16-ottobre-dal-marine-litter-watch-month-alla-sua-prima-edizione-promossa-dall/. Nell’applicazione software predisposta da Legambiente in collaborazione con ESRI italia raggiungibile al sito https://www.legambiente.it/marinelitter/?lang=eng è possibile visionare le spiagge sottoposte a monitoraggio tra cui quella di Levante di Terracina (corredata di scheda e foto).

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“Purtroppo, la cattiva gestione dei rifiuti a monte resta la principale causa del fenomeno e la plastica costituisce il 97% dei rifiuti galleggianti in mare. Al tempo stesso i nostri dati evidenziano come buona parte dei rifiuti che troviamo negli ambienti costieri e marini siano formati nella maggior parte dalla plastica, scomposta in micro-particelle e per questo ancora più dannosa, mentre potrebbero essere riciclati”– afferma Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente che ha partecipato ai lavori. “Il pacchetto della economia circolare e i nuovi importanti obiettivi fissati nell’ultimo passaggio in Commissione ambiente giocano un ruolo importantissimo anche nella riduzione del marine litter – ricorda Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club e promotore della legge italiana sulla messa al bando dei sacchetti non compostabili. Con una seria politica di prevenzione e riduzione dei rifiuti, a partire dalla plastica, l’utilizzo di un unico standard di valutazione, l’aumento del riciclaggio dei rifiuti e del packaging, la riduzione e l’eliminazione delle discariche, si avrebbe la massima riduzione del marine litter”.

”Grazie a Legambiente, Terracina è in prima fila per diventare un centro di osservazione e di sperimentazione importante a livello nazionale ed europeo per l’attuazione della Direttiva Marine Strategy e per il monitoraggio, la prevenzione e la riduzione dei rifiuti marini. Il nostro Circolo, dopo la partecipazione attiva alle campagne Goletta Verde 2016, Beach Litter 2016, Spiagge e Fondali Puliti 2016,  e Marine Litter Watch Month 2016 e l’apprezzamento avuto sia a livello europeo, con la scelta da parte della Agenzia Europea per l’Ambiente della nostra Città come sito di campionamento e classificazione dei rifiuti marini e spiaggiati, che a livello nazionale, con le nostre proposte sul monitoraggio dei rifiuti sui fondali dei SIC marini di Terracina accolte ed estese dalla Regione Lazio a tutti i SIC del Lazio,  rilancia il ruolo centrale che Terracina può e deve avere come sito per la sperimentazione delle politiche di prevenzione e monitoraggio dei rifiuti marini e su spiaggia e per l’attuazione completa della Direttiva Marine Strategy, l’importante direttiva comunitaria che, basandosi su un approccio integrato, si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea ponendo agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine, un obiettivo importante non solo dal punto di vista ambientale ma anche per lo sviluppo turistico sostenibile della nostra Città” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente e responsabile Scientifico del Circolo.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE HA PRESENTATO A PALERMO IL 24 GENNAIO SCORSO IL RAPPORTO PENDOLARIA 2016: LEGAMBIENTE TERRACINA SI MOBILITERA’ SULLA TRATTA FERROVIARIA ROMA-NAPOLI PER MANTENERE L’ATTENZIONE SUL PENDOLARISMO DEL SUD PONTINO.

Terracina, 28 gennaio  2017                                                  

Comunicato Stampa n.31

Pendolaria, storica campagna di denuncia di Legambiente, nata nel 2008, dedicata ai treni regionali e locali, al pendolarismo ed alla mobilità urbana per un trasporto ferroviario regionale e locale moderno e per rendere le città meno inquinate e più vivibili, fa il punto sul trasporto pendolare nel nostro Paese denunciando l’inadeguatezza del servizio e proponendo soluzioni concrete per realizzare un trasporto ferroviario regionale e locale moderno e al passo con l’Europa. Il Rapporto 2016  https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/pendolaria_2016.pdf, presentato lo scorso 24 gennaio a Palermo alla presenza di Orazio Iacono, direttore divisione passeggeri regionale Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, direttore esercizio rete RFI, Giovanni Pistorio, assessore alle infrastrutture Regione Sicilia, Giusto Catania, assessore alla mobilità Comune di Palermo, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente e Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia, e molti rappresentanti di comitati pendolari, analizza con grande dettaglio una serie notevole di dati senza trascurare i disagi dei viaggiatori che ogni giorno utilizzano il trasporto ferroviario per spostarsi. Sono infatti circa 3 i milioni di pendolari che ogni giorno si spostano in treno per raggiungere i posti di lavoro e di studio tra carrozze sovraffollate, degrado, ritardi e sono le disuguaglianze il tratto più forte che viene fuori dal Rapporto Pendolaria 2016, fotografando un Paese che in treno viaggia sempre di più a velocità differenti, con prospettive, problemi e speranze molto diverse, che cambiano da regione a regione e, a volte nelle stesse città a seconda delle linee. La ricetta per uscire da questo stato di impasse la fornisce Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: “Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno. Arrivare a 10 milioni di persone al 2030 è una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo.”

Analizzando meglio i risultati del rapporto relativamente al trasporto nel Lazio si rileva che nella nostra regione ci sono ben 540mila pendolari sulle tratte ferroviarie, quasi tutte tra i primissimi posti nella classifica delle più frequentate, con un totale di 383 treni, la cui età media è di 16,9 anni (a fronte di una età media nazionale di 17,2 anni) mentre il 27,1% dei treni ha più di 15 anni (il 69% in Italia). La Regione Lazio, se migliora dal punto di vista dell’età dei convogli in circolazione, presenta una situazione comunque grave per quel che riguarda la spesa per il servizio ferroviario pendolare visto che i fondi stanziati non arrivano nemmeno allo 0,1% del bilancio regionale.  In questi anni si è inoltre assistito alla chiusura di oltre 1.120 chilometri di linee ferroviarie, cui vanno aggiunti 412 km di rete ordinaria che risulta “sospesa” per inagibilità dell’infrastruttura, tra cui la ormai tristemente nota Priverno Fossanova-Terracina.

 

“Risale infatti al settembre del 2012 la frana del Monte Cucca che ha reso inagibile la ferrovia per Terracina, con la conseguente chiusura della stazione. La Regione Lazio, a seguito del parere favorevole della Conferenza dei servizi e con Determinazione n. 15233 del 30 ottobre 2014 della Direzione Regionale infrastrutture, ambiente e politiche abitative, aveva approvato il progetto generale definitivo denominato “Indagini geologico-tecniche e progettazione delle opere di difesa dalla caduta massi dal km 113+800 al Km 114+800 della linea ferroviaria Priverno-Terracina località La Fiora”, a cura di Rete Ferroviaria Italiana, per un importo pari a circa 10 milioni di euro, progetto poi presentato anche al Comitato Regionale dei Lavori Pubblici il 19 giugno 2015. A gennaio 2016, il Consiglio Regionale aveva poi approvato, all’unanimità, una mozione che impegnava la Giunta Regionale al finanziamento integrale dell’opera di messa in sicurezza e ripristino della tratta ferroviaria e ora, con i fondi disponibili del POR FESR Lazio 2014-2020 sull’ Asse prioritario 5 – Rischio idrogeologico per oltre 90 milioni di euro, l’obiettivo sembra davvero raggiungibile, anche se a tutt’oggi non vi è ancora certezza sull’avvio dei lavori, nonostante che i cittadini, attraverso comitati spontanei e associazioni, con petizioni e raccolta firme, e l’Amministrazione Comunale di Terracina non abbiano mai smesso da anni di esercitare forti pressioni perché si conseguisse il risultato del ripristino della tratta, ritenuta importante anche per lo sviluppo turistico della città di Terracina e di tutto il comprensorio.” – dichiara Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”- “Nella categoria “Stazioni nel vuoto” del nostro Rapporto entra ormai di diritto quella di Terracina chiusa ormai dal lontano 2012 e precipitata nel degrado e nel vandalismo con binari invasi dalle erbacce, locali vuoti con i vetri rotti, biglietteria murata, diventata occasionale meta di senzatetto che spesso tentano di riaprirne i locali per trovare riparo. Dato che Trenitalia garantisce comunque il collegamento dalla stazione Priverno-Fossanova con bus sostitutivi in coincidenza e visti i tempi presumibilmente lunghi non solo per l’auspicabile avvio ma anche per la eventuale conclusione dei lavori di messa in sicurezza e ripristino della vecchia tratta, andrebbe presa in seria considerazione anche l’ipotesi di potenziare la vicina stazione di Monte San Biagio che è sulla direttissima Roma-Napoli, vero e autentico hub sia per Roma che per Napoli, arricchendola con fermate aggiuntive dei treni regionali non-stop che collegano Formia a Roma oltre che con fermate degli Intercity dal Nord e Sud Italia, attuando una rigenerazione dell’intera stazione rendendola più funzionale ed accogliente anche per i turisti (nel Dossier Stazioni di Legambiente Lazio http://www.legambientelazio.it/legambiente-presenta-dossier-qualita-delle-stazioni-nel-lazio-le-peggiori-due-ponti-tor-di-valle-e-quelle-della-termini-centocelle/ la stazione risulta non essere tra le peggiori!). La rigenerazione dovrebbe portare al potenziamento del servizio di parcheggio auto come snodo intermodale, con annessi servizi igienici e di illuminazione e coperture per le auto in sosta, sempre tenendone accessibili i prezzi e garantendo una completa autonomia energetica, e al rafforzamento del servizio veloce di navette in coincidenza (anche elettriche!) che in una decina di minuti consentirebbero di raggiungere il centro di Terracina. Sarebbe utile anche riprendere poi il vecchio progetto presentato a Trenitalia con il cambio di denominazione da “Monte San Biagio” a “Monte San Biagio-Terracina mare””.  

Nel Rapporto viene menzionata infatti la situazione critica della linea regionale FL7 che con i 128 chilometri ferroviari che separano la stazione di Roma Termini da quella di Formia è diventata una delle ferrovie regionali del Lazio “infernali” come testimonia la sua presenza nel Dossier Legambiente Lazio “TROFEO CARONTE” 2015 http://www.legambientelazio.it/wp-content/uploads/20151216dossier_caronte.pdf . I Pendolari tra Lazio e Campania denunciano infatti gravi disagi con il nuovo orario invernale in vigore dall’11 dicembre 2016, poi parzialmente rivisto il 2 gennaio anche per le proteste degli stessi pendolari, e che ha visto una riduzione delle corse tutta a carico della utenza della stazione di Minturno-Scauri, per la regione Lazio, e delle utenze di Sessa Aurunca e Falciano-Mondragone per la Campania. Proprio a fronte di tali modifiche di orario e treni è nato un importante Coordinamento interregionale che raggruppa i comitati pendolari di Minturno, Monte San Biagio, Terracina, Priverno, Sezze Romano facenti parte della regione Lazio, e i comitati di Sessa Aurunca (comitati civici e pendolari), Falciano-Mondragone-Villa Literno, Associazione pendolari Sannio-Terra di lavoro, Comitati pendolari Terra di Mezzo, appartenenti alla regione del sud pontino e della Campania, la cui finalità è quella di ribadire che “la linea Roma-Napoli è fondamentale per l’economia del Lazio meridionale e della Campania, oltre che per la vitalità e la vivibilità dei territori, per il loro sviluppo turistico e culturale oltre che per garantire alle popolazioni pieno accesso a strutture essenziali come quelle sanitarie e universitarie”.

Per tutte queste ragioni e per mostrare la nostra vicinanza a tutti i Comitati Pendolari della tratta Roma-Napoli e ai Pendolari di Terracina, attualmente divisi tra bus sostitutivi Trenitalia per la Stazione Priverno-Fossanova e Navette e Bus Cotri e Cotral per la  Stazione di Monte San Biagio, nei prossimi giorni il Circolo Legambiente di Terracina, in coordinamento con i Circoli di Monte San Biagio, Fondi e Formia-Minturno (Sud Pontino) e con il supporto di Legambiente Lazio organizzerà una mobilitazione su tutta la tratta Roma-Napoli via Formia per evidenziarne le criticità, far conoscere le condizioni di vita dei pendolari del Sud Pontino e rivendicare l’assoluta necessità di migliorare la qualità del servizio fornito, avanzando anche proposte concrete e coinvolgendo tutti gli interlocutori della Regione Lazio, Trenitalia e RFI oltre che i Comuni del territorio.