IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA “PISCO MONTANO” HA PRESENTATO NELLE SCORSE SETTIMANE, CONGIUNTAMENTE A LEGAMBIENTE LAZIO, UN ARTICOLATO E DETTAGLIATO ESPOSTO ALLA PROCURA DI LATINA PER GLI INCENDI DI FERRAGOSTO DOPO LE NUMEROSE SEGNALAZIONI E TESTIMONIANZE RACCOLTE E I SOPRALLUOGHI EFFETTUATI.

Terracina, 1 novembre 2017                          Comunicato Stampa n. 64

All’inizio del mese scorso il nostro Circolo a seguito dei gravissimi accadimenti del mese di agosto a Terracina, riportati diffusamente dalla stampa, e dopo aver raccolto testimonianze, effettuato sopralluoghi, rilievi fotografici, analizzato la natura e l’entità del danno alla flora e alla fauna, monitorato il territorio coinvolto dagli incendi tramite il sistema della Unione Europea European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS, ha presentato un articolato e dettagliato esposto con allegati fotografici e rilevamenti satellitari alla Procura della Repubblica di Latina e per conoscenza a tutte le Autorità competenti per materia e per territorio, Forze dell’Ordine (Carabinieri Forestali, Comando e Sezione Carabinieri di Terracina, Polizia di Stato, Polizia Municipale, Polizia Provinciale) Vigili del Fuoco, Questura di Latina, Prefettura di Latina, ARPA LAZIO, Comune di Terracina, Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, Regione Lazio, Ministero dell’Ambiente.

La gravità della situazione è testimoniata dal fatto che gli incendi sono stati vasti e ripetuti. Ettari e ettari di preziosa vegetazione andati in fiamme, abitazioni evacuate, cittadini svegli ad assistere impotenti e impauriti al fuoco che distruggeva gli alberi e la macchia mediterranea lambendo le loro case. Incendi in sequenza appiccati sicuramente con dolo data la precisione e la dislocazione degli inneschi, ed è purtroppo solo di qualche giorno fa (25 ottobre) l’ultimo attacco che ha mandato in fumo ancora altri circa 5 ettari di macchia mediterranea nel comune di Terracina sempre a Monte Leano.

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“Le zone andate in fumo ad agosto a Terracina sono quasi tutte aree protette, e per di più solo recentemente promosse a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), con Decreto Legislativo del MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE del 6 dicembre 2016, come il SIC (Sito di Interesse Comunitario) IT6040007 “Monte Leano”, il SIC IT6040006 “Monti Ausoni meridionali” tutti ricadenti nella ZPS (Zona di Protezione Speciale) IT6040043 “Monti Ausoni e Aurunci” designata ai sensi della Direttiva Uccelli 209/147/CE ed estesa per 62327 ettari, e che risulta essere l’area protetta più danneggiata del Lazio con 3.399 ettari bruciati. Purtroppo anche a Terracina i danni alla flora e alla fauna sono spaventosi, con una superficie complessiva di preziosa Macchia Mediterranea, Querceti mediterranei, Praterie Montane, Pinete, di circa 156 ettari molto preziosi e difficilmente recuperabili, mentre il Lazio complessivamente risulta al quarto posto in Italia, dopo Sicilia, Calabria e Campania, con 13.142 ettari andati in fumo e la Provincia di Latina saldamente al primo posto della classifica nel Lazio. (Fonte: elaborazione Legambiente su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS)conferma Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo.

Nell’esposto si chiede di aprire un’indagine, effettuando una ricognizione delle zone interessate (tutte dettagliate e corredate di foto nell’esposto), auspicando sempre più l’intervento tempestivo del Comando Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare (CTUFAA) dell’Arma dei Carabinieri, in qualità di importante organo responsabile delle funzioni investigative e repressive per l’AIB (Antincendio boschivo), e di perseguire con durezza i responsabili, contestando in particolare (per le caratteristiche, la diffusione e gli impatti generati dagli incendi) oltre alle aggravanti già previste dal reato di incendio boschivo previsto dall’art. 423bis del Codice, la fattispecie di DISASTRO AMBIENTALE Art. 452 quater codice penale. Inoltre, dato che i siti coinvolti sono indicati e designati dagli Stati membri, ai sensi dell’articolo 4 della direttiva 92/43/CEE, come Zone Speciali di Conservazione (ZSC), si chiede che sia contestata anche la fattispecie di DISTRUZIONE O DETERIORAMENTO DI HABITAT ALL’INTERNO DI UN SITO PROTETTO, secondo il nuovo articolo 733 bis del codice penale.

Inoltre il Comune di Terracina presenta una classe di rischio ALTO (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo è assolutamente necessario (vista anche la preziosità dal punto di vista naturalistico delle aree ricadenti nel territorio comunale) ridefinire e potenziare il servizio di previsione, prevenzione e controllo delle aree a rischio, manutenere in modo costante le zone di interfaccia e delle fasce tagliafuoco, e adottare con urgenza tutti i provvedimenti stabiliti dai programmi e dai piani regionali compresi quelli relativi alla preparazione, alla formazione, alle dotazioni del nucleo di Protezione Civile comunale, e alla gestione dell’emergenza con la predisposizione di idonee procedure e relativi livelli di responsabilità, esercitazioni periodiche, designazione di aree di raccolta dei cittadini per assicurare i primi soccorsi in caso di eventi che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone, come quello di ferragosto.

 Il Circolo ringrazia tutti i soci, i volontari, i semplici cittadini, i comitati spontanei, le associazioni di Terracina che hanno contribuito e continuano a contribuire, anche con segnalazioni dirette a legambiente.terracina@gmail.com (e sono stati molti!) e rilasciando testimonianze, a tenere alta la guardia, contrastare il fenomeno e a tutelare il nostro prezioso territorio.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

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RIGENERAZIONE SCOLASTICA A TERRACINA: LEGAMBIENTE PRESENTA IL XVIII° RAPPORTO ECOSISTEMA SCUOLA DEDICATO ALLA VIVIBILITÀ, QUALITÀ DELLA MANUTENZIONE, SICUREZZA E RISCHI DEGLI EDIFICI SCOLASTICI ITALIANI NEL CORSO DELL’EVENTO SCUOLA INNOVA DEL PROSSIMO 17 OTTOBRE A ROMA. IL CIRCOLO FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUI BISOGNI DI MANUTENZIONE E RIGENERAZIONE DELLE SCUOLE E SUI NUOVI CRITERI DI GESTIONE.

Comunicato Stampa n.62                                    14.10.2017

scuola innova

Da pochi giorni hanno ormai riaperto le scuole della nostra città, e proprio il 28 settembre è stato presentato il XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanza Attiva (http://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/scuola.html) mentre Legambiente, con il suo Dipartimento Scuola e Formazione, organizza martedì prossimo 17 Ottobre a Roma un importante convegno dal titolo Scuola Innova – Secondo forum sull’edilizia scolastica il cui obiettivo è quello di far incontrare e confrontare, intorno alla grande sfida della riqualificazione energetica, antisismica e ambientale del patrimonio edilizio scolastico, istituzioni locali e nazionali, imprese e progettisti, mondo dell’educazione e associazioni. Lo scopo dell’evento è quello di approfondire, attraverso il contributo di Sindaci, Dirigenti scolastici e Progettisti, la programmazione e la governance dei processi ma anche le eccellenze e le buone pratiche, superando le barriere che oggi fermano o rallentano il processo di riqualificazione diffusa delle scuole italiane.

All’evento, organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club, parteciperà anche il Circolo di Terracina (che ha invitato ufficialmente anche il Sindaco, il Presidente della Provincia e i Dirigenti dei principali Istituti della Città) per condividere in particolare le iniziative in atto con l’IC Don Milani, prima scuola sostenibile di Legambiente a Terracina ed una delle 20 del Lazio, con la quale è in atto un’ampia collaborazione su temi quali: la qualità e la rigenerazione degli spazi scolastici, anche attraverso interventi pratici di efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili; l’attivazione di percorsi didattici ispirati alla sostenibilità (la cura dell’Orto e del Frutteto didattico, la consapevolezza alimentare e la lotta agli sprechi, lo stop al consumo di suolo, il Teatro come strumento di conoscenza dell’ambiente, l’utilizzo di Aule Verdi); la costruzione di un innovativo percorso di educazione basato sulla “outdoor education”: La Scuola nel Parco-Il Parco nella Scuola, in un ideale connessione tra la Scuola e il parco cittadino del Montuno, già riaperto da Legambiente in occasione della Campagna Nazionale Puliamo il Mondo 2016 e Festa dell’Albero 2016 e recentemente riaperto per Puliamo il Mondo 2017 e proposto da Legambiente all’Amministrazione Comunale come sede di un CEA (Centro di Educazione Ambientale), ma ancora purtroppo chiuso; l’innovazione dell’offerta formativa dell’IC “Don Milani” e la predisposizione congiunta di progetti finanziati dal MIUR o da altri enti, e con l’ITS Bianchini nell’ambito della convenzione di Alternanza Scuola-Lavoro relativamente al progetto da “Goletta Verde alle Sentinelle del mare” per la creazione presso l’Istituto di un centro di  monitoraggio della qualità delle acque del mare, dei fiumi e dei canali del nostro territorio.

Durante il forum verrà illustrato il XVIII° rapporto “Ecosistema Scuola”, l’analisi che annualmente Legambiente fa sulla qualità dei servizi scolastici e degli edifici che, oltre a fotografare la situazione attuale del patrimonio edilizio documenta il risultato dei processi di riqualificazione in corso e i piani di finanziamento associati. Il Rapporto Ecosistema Scuola, attraverso la fotografia di un campione di oltre 6000 scuole, definisce un quadro chiaro dei bisogni. Inoltre nel corso della giornata saranno premiate le amministrazioni più virtuose in Italia nella gestione del patrimonio edilizio scolastico e presentati i progetti più innovativi sia relativi alle nuove scuole che alla riqualificazione di quelle esistenti.

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In questi ultimi anni si è indubbiamente aperta una nuova fase rispetto agli interventi che riguardano il patrimonio edilizio scolastico, con una Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio e risorse dedicate. Il quadro dei finanziamenti è davvero rilevante, pari, secondo le ultime stime, a 7,4 miliardi di Euro, con 27.721 interventi avviati attraverso diversi programmi e canali di finanziamento nazionali, europei, regionali (#SCUOLESICURE, FONDO PROTEZIONE CIVILE (2008-2016), #MUTUIBEI, #INDAGINI DIAGNOSTICHE, #SCUOLEINNOVATIVE, #SCUOLEBELLE, FONDO KYOTO). A parte i fisiologici tempi di realizzazione degli interventi, si evidenzia però una diffusa difficoltà da parte degli Enti Locali nel partecipare ai bandi, e poi nella capacità di progettare e realizzare gli interventi. Ricordiamo che le scuole sono di proprietà per il 77% dei Comuni (scuole materne, primarie e secondarie di primo grado) e per 9% delle Province (secondarie di secondo grado), con un 5% di edifici che appartengono ad altri enti.

I risultati dell’indagine riportano che nel Lazio il 55,6% degli edifici scolastici sono stati costruiti dopo il 1974, solo il 13,5% secondo criteri antisismici e il 2,7% secondo i criteri della bioedilizia. Gli edifici scolastici del Lazio che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni sono ben al di sotto della media nazionale (il 18,9%) a fronte del 46% del dato nazionale mentre sono ancora tanti quelli che necessitano di manutenzione urgente (65%). Un dato rafforzato dalle pochissime certificazioni (molto al di sotto della media nazionale) che hanno le scuole: da quelle di collaudo e idoneità statica, agibilità, igienico-sanitaria, a quella per la prevenzione incendi.

Il Circolo Legambiente di Terracina, proprio nel corso della campagna nazionale Legambiente “NonTiscordardime” del 2017, ha effettuato una ricognizione dei problemi e delle necessità rilevate presso i plessi dell’IC Don Milani, proprio in vista della creazione di un Rapporto locale sulle Scuole di Terracina da inserire nel Rapporto nazionale. Le scuole di Terracina sono tutte abbastanza datate, con le più moderne realizzate tra gli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta, e molte sono state interessate negli anni novanta da lavori per favorire il superamento delle barriere architettoniche e dall’adeguamento alle norme per la prevenzione degli incendi. La gran parte possiede il certificato di idoneità statica ma non risultano eseguite le verifiche di valutazione di adeguatezza sismica, rischio amianto, radon e rischio elettromagnetico.

Durante la nostra ricognizione nei 4 plessi della Don Milani abbiamo rilevato numerosi problemi di infiltrazioni e muffe sulle pareti dovuti sia alla rottura della guaina impermeabile del tetto che alla ostruzione dei discendenti (con fogliame e altro materiale) che impedisce il normale deflusso dell’acqua piovana. Gli impianti termici sono vecchi e necessitano di continui interventi di manutenzione. Molti sono gli interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria necessari, interventi che vanno dalla sistemazione delle sale mensa, dei bagni, dei cancelli di ingresso e delle recinzioni, a quella delle pareti sia interne che esterne che presentano numerosi distacchi di intonaco e che vanno restaurate e ridipinte.

Sono necessari interventi di efficientamento energetico con la sostituzione delle lampade attuali con altre a basso consumo e la regolazione termica dei termosifoni con valvole termostatiche, la diffusione della differenziata (oltre alla carta e alla plastica) e il riciclo dei materiali (es.carta). Gli spazi esterni all’edificio presentano buche, vialetti sconnessi e pozzetti pericolosi e il verde è poco curato (spesso manca un impianto di irrigazione). Relativamente alla sicurezza delle aree antistanti le scuole soprattutto per gli attraversamenti pedonali si rilevano buche e dossi pericolosi, mancano semafori pedonali e transenne parapedonali.

Sarebbe inoltre utile sviluppare servizi di mobilità dolce per raggiungere le scuole con percorsi casa-scuola dedicati tutto l’anno (pedibus, ciclabilità favorita da piste che collegano le scuole con una futura rete di piste ciclabili cittadine), utilizzare le coperture (in una città soleggiata come Terracina!) per incrementate l’autoproduzione di energia elettrica e termica (impianti solari fotovoltaici e termici), adottare materiali e tecniche di manutenzione ispirati alla bioedilizia, favorire nelle mense scolastiche il bio, il km0, la stagionalità degli alimenti, i menù alternativi per motivi culturali e il recupero del cibo non utilizzato a favore delle organizzazioni impegnate nei servizi sociali. Inoltre sarebbe fondamentale eliminare l’uso delle stoviglie monouso di plastica (come il progetto che stiamo portando avanti all’ IC Don Milani, nostro partner nel progetto #Plasticfreebeaches).

“Non sono oggi più accettabili, infatti, ritardi rispetto alla integrale pubblicazione di una completa Anagrafe Scolastica che contenga informazioni aggiornate sui circa 43mila edifici scolastici del nostro Paese, oggi purtroppo ancora incompleta per quanto riguarda le certificazioni (agibilità, antincendio, collaudo statico, classe energetica). In particolare occorre avere, quanto prima, per ogni edificio un’analisi dello stato di salute e delle emergenze che riguardano la manutenzione, della condizione statica, sismica e di quella energetica. Come pure è necessario ridurre e semplificare le linee di finanziamento per la riqualificazione edilizia e fare in modo che la Struttura di Missione cambi ruolo per supportare attivamente i Comuni aiutandoli a superare i problemi di accesso ai bandi di finanziamento. A livello locale sarebbe auspicabile che l’Amministrazione Comunale di Terracina (così come la Provincia di Latina per le scuole superiori di sua competenza) predisponesse oltre ad una anagrafe completa dello stato di tutti gli edifici scolastici del territorio anche una relazione annuale sullo stato dell’edilizia scolastica comunale da illustrare pubblicamente (magari utilizzando, come oramai in uso in molti Enti, la modalità del question time) ed un programma dettagliato di lavoro con gli interventi previsti nel corso dell’anno schedulati sulla base di precise priorità. Noi come volontari Legambiente e come Laboratorio Urbano di Rigenerazione Sostenibile siamo già in azione (assieme ai dirigenti, ai genitori, ai docenti e alle maestre) per l’analisi dei bisogni e delle criticità, la programmazione dei finanziamenti, la realizzazione degli interventi di piccola manutenzione e sistemazione interna ed esterna dei quattro plessi scolastici dell’IC Don Milani, mettendoci come sempre la nostra volontà, le nostre competenze, il nostro tempo e anche qualche euro.” Dichiara l’ing. G. Subiaco responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Legambiente e Vicepresidente del circolo locale.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

GRANDE SUCCESSO PER L’EDIZIONE SPECIALE DEL 25^ DI PULIAMO IL MONDO 2017 DEDICATA AL RECUPERO E ALLA VALORIZZAZIONE DELL’APPIA TRAIANEA E DEL PORTO ANTICO A TERRACINA E PER LE VISITE GUIDATE ESTIVE PRESSO l’APPIA ANTICA A VILLA SALVINI, APPENA CONCLUSE. DOMENICA 24 SETTEMBRE AL PARCO DEL MONTUNO, INTEGRATO NEL DISEGNO DEL PORTO TRAIANEO, ALLA PRESENZA DI DOCENTI, BAMBINI E FAMIGLIE E’ STATO ILLUSTRATO IL PROGETTO COMPLETO DI VALORIZZAZIONE ECO-ARCHEOLOGICA, GIA’ PRESENTATO ALLA AMMINISTRAZIONE E INSERITO NEL PROGETTO PRESENTATO AL MIUR CON L’IC DON MILANI, SCUOLA SOSTENIBILE DI LEGAMBIENTE A TERRACINA.

Comunicato Stampa n.61                                              1.10.2017

 

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA INSIEME A LEGAMBIENTE NAZIONALE HA ANCHE PRESENTATO NEI MESI SCORSI ALLA AMMINISTRAZIONE UN PROTOCOLLO DI INTESA SULL’APPIA DAY PER FAR ENTRARE TERRACINA TRA I COMUNI ATTIVI NEL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE ECO-TURISTICA NAZIONALE ED EUROPEA DEL CAMMINO DELLA VIA APPIA ANCHE IL PREVISIONE DEL PROSSIMO APPIA DAY DEL 18 MAGGIO 2018. INSIEME ALLA RETE INTERNAZIONALE CAMMINI D’EUROPA- GOETHE IN ITALIA l’ITINERARIO DI TERRACINA VERRA’ ANCHE PRESENTATO NELL’EVENTO “ALL ROADS TAKE TO ROME” DEL 17 NOVEMBRE NELLA PRESTIGIOSA SEDE DI PALAZZO MASSIMO A ROMA.

Il 22, 23 e il 24 settembre con il patrocinio del Comune di Terracina, dell’Istituto Comprensivo Don Milani (Scuola Sostenibile Legambiente), dell’Archeoclub Aricino-Nemorense Vie Appie e Vie Romane, del progetto internazionale “Plastic Free Beaches” della Fondazione del Principato di Monaco, della Rete Internazionale “Cammini d’Europa”, del Goethe Festival, del Comitato nazionale Appia Day e di CoopCulture si è svolto Puliamo il Mondo 2017 a Terracina, celebrando oltre che l’ anniversario della venticinquesima edizione di Puliamo il Mondo (con una trasmissione RAI dedicata all’evento per tutta la settimana), anche i 1900 anni dalla morte dell’imperatore Traiano (8 agosto 117 d.c.), il cui ruolo è stato determinante per lo sviluppo di Terracina e il bicentenario della pubblicazione della seconda parte del Viaggio in Italia di J. W. Goethe (1817) e del suo passaggio a Terracina.

I luoghi della nostra preziosa Via Appia (nella sua variante costiera traianea) (Area Archeologica Stella Polare- Porto Traianeo, Area del Molo Gregoriano- Porto Traianeo, Taglio Traianeo del Pisco Montano, Appia Antica a Villa Salvini, Parco del Montuno) sono stati ripuliti e rigenerati dai volontari del Circolo, dai residenti del Quartiere, dagli esercizi commerciali e da più di cento alunni, genitori e docenti dell’IC Don Milani, Scuola Sostenibile Legambiente di Terracina. In particolare per quanto riguarda la Appia Antica a Villa Salvini, un tratto prezioso di Appia rigenerato e gestito dal Circolo Legambiente di Terracina, la pulizia si è svolta in contemporanea con la visita guidata già prevista a calendario per il 23 settembre e sono stati molti i cittadini e turisti che mentre ascoltavano le spiegazioni aiutavano i volontari a ripulire il bellissimo tratto di Appia antica all’interno della Villa.

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img2Terracina – Puliamo il Mondo 2017 nei luoghi dell’Appia Traianea (Area Archeologica Stella Polare- Porto Traianeo)

“Dopo il recente evento nazionale “Appia Day- Appia Trail: Terracina La Regina della Via Appia” del maggio scorso organizzato da Legambiente con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, il nostro Circolo ha messo a segno in pochi mesi una serie di iniziative concrete per il recupero e la valorizzazione della Via Appia costiera di Terracina, in totale coerenza con tutte le altre nostre iniziative e proposte di rigenerazione del Levante terracinese (Balneabilità della Costa del Levante e Potabilità della Sorgente Acqua Magnesia, Rigenerazione del Mercato della Marina, Progetto di Valorizzazione del Parco del Montuno, Proposta per l’Area del Molo), tra cui la gestione dell’Appia Antica a Villa Salvini, con un intenso calendario estivo da giugno a settembre che ha visto molti turisti anche da fuori regione e dall’estero partecipare alle nostre visite guidate bilingue ed “esperienziali” che toccavano molti temi e spunti interessanti della storia antica romana e terracinese e che poi si concludevano con una interessante degustazione guidata (Aperitivo Archeologico) sulla cucina romana antica costiera ispirata al ricettario attualizzato di Marco Gavio Apicio. Il nostro evento di Puliamo il Mondo presso i tratti ancora conservati ma poco curati del Porto Traianeo (Area Archeologica Stella Polare e Area del Molo Gregoriano) e del Taglio traianeo del Pisco Montano” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo “ ci permetterà’ di presentare entro l’anno a livello nazionale una proposta, già in itinere e validata a livello regionale, che renda questi luoghi simbolici e connessi da un filo di memoria importante da lasciare alle giovani generazioni ma anche da sfruttare dal punto di vista del turismo culturale e ambientale. Stiamo poi definendo un calendario di visite guidate invernali con archeo-animazioni su tutto l’itinerario, proprio sullo stile delle eco-animazioni fatte questa estate su tutto il litorale terracinese per il progetto internazionale #plasticfreebeaches, per rendere visibile a tutti e in particolar modo agli alunni delle scuole di Terracina e ai turisti che comunque sono interessati alla nostra Terracina anche in inverno, in un contesto di animazione e di esperienza ludico-informativa dal vivo, le preziosità dei nostri luoghi. A tal fine invieremo presto alla Amministrazione una richiesta di accesso ai luoghi dell’Appia Traianea appena ripuliti e ordinati per effettuare una pulizia mensile a rotazione, a cura del Circolo e dei residenti del quartiere e anche delle Scuole a supporto e integrazione delle normali attività del nostro gestore cittadino dei rifiuti De Vizia Urbaser Trasfer Spa, che ringraziamo, per mantenere tutti i luoghi in uno stato dignitoso e fruibile per le Scuole e i turisti, dotandoli anche se possibile di cartelloni informativi e illustrativi”.

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Terracina – Puliamo il Mondo 2017 nei luoghi dell’Appia Traianea (Progetto del Parco del Montuno del 2016)

Domenica 24 settembre, c’è poi stata la rinnovata ed emozionante presenza al Parco del Montuno per Puliamo il Mondo 2017, a distanza di un anno dalla grande e indimenticabile esperienza civica di ripulitura, ripristino e rigenerazione (dopo ben dieci anni di abbandono e incuria) dell’anno scorso con Puliamo il Mondo 2016 intervallata da visite guidate eco-archeologiche molto seguite dalla cittadinanza e dai turisti, e che ci fece diventare come Circolo, testimonial nazionale di Puliamo il Mondo 2016, e su cui Legambiente attende sempre fiduciosa, l’esito della istanza di gestione con progetto di rigenerazione e valorizzazione eco-archeologica, istanza che data oramai al 30 ottobre 2016 con il corposo progetto presentato ufficialmente all’Amministrazione il 15 dicembre 2016.

“Il sostanzioso progetto, partendo da uno studio di tutte le determinanti e dei vincoli del Parco,  prevede un piano completo e dettagliato di interventi di valorizzazione turistica, economica, ambientale, culturale, educativa, sociale, imprenditoriale ed un’analisi attenta dei costi, dei ricavi potenziali e della sostenibilità economica del piano. Viene dato inoltre grande rilievo alla possibilità di integrare il Parco con l’offerta formativa delle scuole promuovendo percorsi esperienziali e laboratori per i ragazzi dei diversi cicli scolastici secondo le più moderne metodologie didattiche di “outdoor education”. Un modello di gestione e di sviluppo di un’area verde moderno ed europeo basato su una partnership pubblico-privati-associazioni, in linea con gli schemi di finanziamento regionali, nazionali ed europei, finanziamenti che peraltro, proprio a causa della mancata risposta alla nostra istanza, non sono stati finora raccolti. Il Parco è un bene pubblico che deve essere riaperto, al più presto, a tutta la cittadinanza, le scuole e ai turisti che visitano la nostra città. Facciamo appello a tutte le forze attive e propositive che vogliono il progresso e lo sviluppo di questa città perché la riapertura di questo Parco diventi il simbolo di una nuova “economia civile”, aperta al ruolo fondamentale della cittadinanza attiva e delle imprese responsabili. E’ una questione di civiltà ma anche una grande innovazione per la città.” dichiara G. Subiaco responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Legambiente e Vicepresidente del Circolo.

 img4Terracina – Puliamo il Mondo 2017 nei luoghi dell’Appia Traianea (Area del Molo Gregoriano- Porto Traianeo)

img5Terracina – Puliamo il Mondo 2017 nei luoghi dell’Appia Traianea (Area del Taglio Traianeo di Pisco Montano)

 

img6Terracina – Puliamo il Mondo 2017 nei luoghi dell’Appia Traianea (Parco del Montuno- Porto Traianeo)

 

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img8Terracina – Puliamo il Mondo 2017 nei luoghi dell’Appia Traianea (Appia Antica a Villa Salvini- variante Traianea)

Per maggiori dettagli sull’evento: https://www.facebook.com/events/230405337488940/?ref=br_rs

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

PULIAMO IL MONDO 2017 A TERRACINA NEI LUOGHI DELL’APPIA TRAIANEA. L’EVENTO MONDIALE CLEAN UP THE WORLD- PULIAMO IL MONDO DI LEGAMBIENTE, CHE CELEBRA QUEST’ANNO IL SUO 25° ANNO, SI TERRÀ ANCHE QUEST’ANNO A TERRACINA IL 22, 23 E 24 SETTEMBRE, DOVE IL CIRCOLO “PISCO MONTANO” ORGANIZZA UN’EDIZIONE SPECIALE DELLA CAMPAGNA DEDICATA ALLA VALORIZZAZIONE DELL’APPIA TRAIANEA E DEL PORTO ANTICO A TERRACINA PER CELEBRARE L’ANNIVERSARIO DEI 1900 ANNI DALLA MORTE DI TRAIANO E IN ONORE DEL BICENTENARIO DELLA PUBBLICAZIONE DELLLA SECONDA PARTE DEL VIAGGIO IN ITALIA DI J. W. GOETHE (1817) E DEL SUO PASSAGGIO A TERRACINA.

Comunicato n.60                                                         20.9.2017

Puliamo il Mondo-Clean Up the World è la più grande iniziativa di volontariato ambientale al mondo, nata in Australia e organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con Rai, ANCI e con i patrocini del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e di UPI (Unione Province Italiane). Ogni anno a fine settembre, volontari di tutto il mondo si danno appuntamento in oltre 120 Paesi per scendere in campo e dare un segnale concreto di voglia di fare e di identità territoriale. In Italia siamo giunti alla 25esima edizione e siamo orgogliosi, come Legambiente, dei risultati raggiunti con oltre 600 mila volontari che hanno partecipato nel 2016, distribuiti in 1.700 comuni, che hanno reso fruibili e recuperato oltre 4000 aree del nostro Paese.

Il 22, 23 e il 24 settembre anche Terracina, grazie alla volontà e all’azione del circolo territoriale di Legambiente insieme alla Amministrazione, alle Scuole, Associazioni, Comitati di quartiere e semplici cittadini sarà possibile ripulire e riqualificare spazi importanti e preziosi della Città ma resi inospitali dall’incuria, dalla mancata manutenzione e dal degrado, liberando dai rifiuti abbandonati centri storici, strade, piazze, stazioni, parchi urbani e denunciando anche le situazioni di degrado ambientale più critiche e persistenti. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Terracina, dell’Istituto Comprensivo Don Milani (Scuola Sostenibile Legambiente), dell’Archeoclub Aricino-Nemorense Vie Appie e Vie Romane, del progetto internazionale “Plastic Free Beaches” della Fondazione del Principato di Monaco, della Rete Internazionale “Cammini d’Europa”, del Goethe Festival, del Comitato nazionale Appia Day e di CoopCulture.

Data la rilevanza dell’anniversario della venticinquesima edizione di Puliamo il Mondo e data la coincidenza con i 1900 anni dalla morte dell’imperatore Traiano (8 agosto 117 d.c.), il cui ruolo è stato determinante per lo sviluppo di Terracina, e in onore del bicentenario della pubblicazione dellla seconda parte del Viaggio in Italia di J. W. Goethe (1817) e del suo passaggio a Terracina, il Circolo Legambiente ”Pisco Montano” effettuerà in tutti e tre i giorni una pulizia straordinaria dei luoghi dell’Appia traianea, in vista di una prossima pubblicazione dell’Appia Traianea di Terracina come itinerario regionale e come parte integrante del cammino della Via Appia. Inoltre questa edizione speciale di Puliamo il Mondo a Terracina vedrà anche la presenza di rappresentanti delle imprese turistico-balneari che hanno aderito al progetto internazionale “PlasticFreeBeaches”, di cui Terracina è sito pilota internazionale, e sarà dedicata in modo particolare alla raccolta e differenziazione delle plastiche e alla informazione sulle buone pratiche da adottare per ridurne il consumo.

L’iniziativa si svolgerà il 22 settembre la mattina dalle 10.00 alle 13.00 presso l’Area Archeologica Stella Polare (Bar Traiano- da Francesco), dove si terrà anche una conferenza stampa alla presenza dei referenti degli Enti patrocinanti, con la presenza e l’azione delle “Classi di Puliamo il Mondo” dell’IC Don Milani, ed il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00 presso l’Area del Molo (Bar del Molo- da Bonifacio), il 23 settembre la mattina dalle 10.00 alle 13.00 presso la Villa Salvini e il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00 presso l’area del Taglio del Pisco Montano, il 24 settembre la mattina dalle 10.00 alle 13.00 presso il Parco del Montuno, dove si svolgeranno ecoanimazioni e archeoanimazioni con i bambini dell’IC Don Milani – Scuola Sostenibile Legambiente e dove verrà presentato il progetto di valorizzazione eco-archeologica del Parco che include anche il progetto “La scuola nel Parco e il Parco nella Scuola”. Il Circolo Legambiente provvederà a fornire indicazioni a tutti i partecipanti sulle tecniche di pulizia e sulle modalità di comportamento e ogni partecipante, che dovrà munirsi di calzature adeguate, verra’ consegnato un kit completo per la pulizia ma chi vorrà potrà anche portare con se da casa strumenti ed attrezzi utili per la pulizia.

L’iniziativa, aperta a tutti adulti e bambini, sarà integrata anche da visite guidate gratuite su tutti i siti e da eco-animazioni sulla prevenzione, riduzione e riciclo dei materiali plastici a cura di animatori volontari del progetto #plasticfreebeaches.  In particolare per quanto riguarda la Villa Salvini, la pulizia si svolgerà in contemporanea con la visita guidata già prevista a calendario per il 23 settembre proprio per testimoniare come si possa fruire e godere di un bene archeologico prendendone cura come cittadini con volontà, generosità e passione.

Le giornate vedranno la partecipazione attiva di alcune Classi dell’IC Don Milani, prima Scuola Sostenibile Legambiente di Terracina e una delle venti del Lazio, come “Classi di Puliamo il Mondo”, accompagnate dal personale docente e dai genitori. Agli alunni e ai i bambini verrà consegnato, a cura del Circolo, un Kit speciale per i piccoli e verranno offerte merendine e caramelle presso il Bar Traiano- da Francesco e il Bar del Molo- da Bonifacio, soci del Circolo Legambiente Terracina e membri della rete #Plasticfreebeaches.

L’iniziativa sarà ampiamente pubblicizzata a livello nazionale e internazionale sia come iniziativa nell’ambito del progetto internazionale “Plastic Free Beaches”, all’interno del programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco che come iniziativa propedeutica alla partecipazione di Terracina all’evento in corso di definizione  “All roads Take to Rome – Verso una Economia della Bellezza” (17 Novembre a Roma – Palazzo Massimo – Museo Nazionale Romano) promossa da Cammini d’Europa insieme a Società Geografica Italiana, Infosei e Communis Agere per proiettare nel futuro nuovi modelli di gestione e fruizione degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie, e con l’intento specifico di confermare l’importanza della Via Appia Antica – Regina Viarum – e degli altri Itinerari di storia, di cultura e di pellegrinaggio come asset imprescindibili della promozione dell’immenso patrimonio culturale italiano, materiale e immateriale. Sarà inoltre un evento propedeutico alla partecipazione come itinerario accreditato al prossimo Appia Day 2018, che si svolgerà il 13 maggio 2018 presso il Parco Archeologico dell’Appia Antica, dedicato alla rigenerazione del cammino della Via Appia a Terracina, sul quale è stato sottoposto un protocollo di intesa con l’Amministrazione.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE 2017: LA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO –TERRACINA MARE TRA PROBLEMI PRESENTI E PROSPETTIVE FUTURE AL CENTRO DELLA “EUROPEAN MOBILITY ACTION” PERMANENTE PROMOSSA DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA

Terracina,15 settembre 2017            Comunicato Stampa n.59

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA LANCIA PER LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE UNA AZIONE INDIPENDENTE E PERMANENTE (EUROPEAN MOBILITY PERMANENT ACTION) CHE INIZIA IL PROSSIMO 17 SETTEMBRE IN COLLABORAZIONE CON I COMITATI DEI PENDOLARI DELLA TRATTA FL/7 E CON L’OSSERVATORIO REGIONALE DEI TRASPORTI  E LEGAMBIENTE NAZIONALE NEL CONTESTO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE #PENDOLARIA, CHE HA AL CENTRO LA QUALITA’ DEI SERVIZI E DELLE INFRASTRUTTURE E IL BENESSERE E LA SICUREZZA DEI CLIENTI DELLA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO-TERRACINA MARE, INDIVIDUATA COME SNODO (HUB) DI COLLEGAMENTO PER TUTTA LA RIVIERA DI ULISSE, TRA LITORALE, ISOLE PONTINE, VIA APPIA E PARCO REGIONALE MONTI AUSONI

Il Circolo di Terracina, dopo la mobilitazione permanente a fianco dei comitati dei pendolari della tratta FL7, iniziata a gennaio scorso in occasione della campagna nazionale #PENDOLARIA con una azione non solo di protesta ma anche di raccolta e strutturazione di informazioni e proposta per il miglioramento degli orari e delle fermate dei treni e proseguita poi con diverse iniziative con la definizione di una proposta integrata per la mobilità sostenibile nel Sud Pontino, ha lanciato sulla piattaforma dell’Unione europea, in occasione della settimana europea della Mobilità sostenibile, un’azione permanente che si svolgerà nel corso dell’intero anno e che sarà incentrata sul miglioramento della condivisione delle informazioni, dei servizi con particolare riferimento all’inter-modalità e alla mobilità condivisa, del benessere e della sicurezza della stazione di Monte San Biagio -Terracina mare, denominata: TOWARDS A MULTIMODAL-SYNCHRONIZED SUSTAINABLE MOBILITY – TRAIN+BICYCLE+CAR+SHUTTLE SERVICES AT THE NEWLY RENOMINATED RAILWAY STATION: MONTE SAN BIAGIO – TERRACINA MARE ON ONE OF MOST POPULATED RAILWAY LINE IN ITALY (ROME-NAPLES- FL7). http://www.mobilityweek.eu/registered-actions/?country=IT&action_uid=gS4gZaUR,

Come già ribadito in altre occasioni (https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/08/07/legambiente-terracina-ribadisce-la-posizione-in-merito-alla-ridenominazione-della-stazione-monte-san-biagio-terracina-mare-come-hub-aggregativo-per-tutta-la-riviera-di-ulisse-considerando-c/) l’attenzione a questa stazione non preclude alcunchè riguardo al ripristino della stazione di Terracina che invece si pone sempre più come obiettivo di lungo periodo, fortemente condizionato dalla vastità dell’intervento necessario per sistemare l’intero fronte franoso sovrastante la ferrovia Priverno/Fossanova – Terracina, dai costi dell’intervento e dalla difficoltà di reperire i finanziamenti ed i cui tempi si prospettano sempre più lunghi anche a seguito della recente mancata assegnazione dei fondi per la messa in sicurezza del Monte Cucca (che costituisce, è bene saperlo, solo un tratto limitato del fronte franoso da mettere in sicurezza).

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L’obiettivo di questa azione permanente è quello di consentire alla nuova stazione Monte San Biagio-Terracina Mare, una stazione classificata di categoria SILVER da RFI, di essere pienamente inclusa anche nel nuovo Piano della Mobilità del Lazio per quanto riguarda il miglioramento dei servizi e la riqualificazione/rigenerazione e di diventare un sito di attuazione di buona pratiche di condivisione (car sharing e car pooling), di intermodalità e di bigliettazione integrata, proponendola a sito sperimentale di tutte le nuove misure regionali sulla mobilità sostenibile (come a esempio l’ abbonamento che consente l’accesso con la bici pieghevole ai treni regionali pagando un costo più basso rispetto al prezzo standard o come lo speciale abbonamento annuale per il trasporto pubblico locale che consente a tutti i sottoscrittori di ricevere un contributo per l’acquisto di bici pieghevole), entrambe azioni permanenti lanciate ufficialmente dalla Regione Lazio in occasione proprio della Settimana europea della mobilità per incentivare il contrasto allo smog e per decongestionare le città dal traffico, ma anche per creare nuova occupazione, con risvolti importanti anche nel cicloturismo, promuovendo il riavvicinamento ai territori ed alle bellezze naturali con effetti positivi sulla qualità della vita e sulla salute in piena sintonia con il tema  e gli intenti della Settimana Europea della Mobilità che ricordiamo è  quest’anno “Una Mobilità pulita, condivisa e intelligente”.  Le azioni progettuali e la sperimentazione di buone pratiche nell’arco dell’intero anno prenderanno spunto anche dal recente testo unificato delle proposte di legge n. 190, prima firmataria Cristiana Avenali, e n. 192 primo firmatario David Porrello che riguarda “Disposizioni per favorire la mobilità nuova” per promuovere la mobilità nuova e la mobilità ciclistica sul territorio regionale, che prevede l’istituzione di due fondi, uno di parte corrente con uno stanziamento di 250 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, uno in conto capitale, 800 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, che ha avuto proprio ieri il via libera con un sì all’unanimità, da parte della Commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità del Consiglio regionale del Lazio, per l’Aula.

La stazione è poi già assegnataria, grazie all’impegno dell’Amministrazione di Monte San Biagio, di un importante finanziamento nell’ambito dell’iniziativa nazionale di Ferrovie dello Stato denominata “500 stazioni” e dedicata alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie italiane principalmente adottando linee di design e di arredo uniformi. Il progetto per la stazione di Monte San Biagio include anche la ristrutturazione delle sale d’attesa, nuove pensiline e un sottopassaggio per attraversare i binari, eliminando quindi il sovrappasso.  Tuttavia, la stazione ad oggi manca ancora di servizi primari essenziali come ad esempio servizi igienici interni alla stazione e raggiungibili comodamente anche per i passeggeri in transito, di accessibilità idonea per i portatori di handicap, di un info-point adeguato al flusso turistico (intenso nel periodo estivo), di segnalatori acustici e visivi per facilitare l’attraversamento dell’Appia (molto trafficata in quel tratto), con semafori che vengono spenti con la sera con il rischio di rendere ancora più critico l’attraversamento già molto pericoloso.  Il Comune di Monte San Biagio aveva poi con Ordinanza n.44 del 03/04/2016 e a partire dal 1/05/2016, previsto nuove modalità di fruizione del parcheggio con un costo raddoppiato per i non residenti (15 euro di abbonamento mensile per i residenti e 30 euro per i non residenti). I cittadini di Terracina che vogliono usufruire del parcheggio sono ancora oggi costretti ad un esborso doppio rispetto a quelli di Monte San Biagio in attesa che il Comune di Terracina risolva finalmente la questione ripianando il Comune di Monte San Biagio. Inoltre il parcheggio non è custodito e neanche videosorvegliato, con continui furti e atti di vandalismo, e lo stesso non è dotato di biglietterie automatiche per l’acquisto dei tagliandi che possono essere acquistati solo presso le attività commerciali poste nelle vicinanze della stazione, che avendo orari fissati di apertura e di chiusura, non rendono possibile acquistare il tagliando a qualsiasi ora. Inoltre le linee COTRAL servono in modo incidentale la stazione provenendo da diverse località regionali e non sono tutte perfettamente sincronizzate con i treni (oltre a non garantire servizio di sabato e domenica) e inoltre penalizzano chi non ha il biglietto integrato regionale facendo pagare ben 7 euro a bordo per la tratta di 15 km (da Monte San Biagio a Terracina). Dal canto suo il COTRI del Comune di Terracina pur garantendo per quanto possibile la copertura giornaliera e festiva (con un biglietto orario di 1,50 euro), termina il servizio alle 20.00 e a volte causa fine turno alcune navette risultano partire vuote. Inoltre esiste un solo taxi (a prezzi non economici) e ci è stata riportata perfino la presenza saltuaria di tassisti abusivi.

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“L’azione permanente (che si svilupperà nel dettaglio nei prossimi mesi) prevede attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e condivisa e indicazioni su come migliorare la sicurezza dei passeggeri in transito, da svolgersi anche in collaborazione con le Amministrazioni locali e regionali, RFI e Trenitalia, con i Comitati dei Pendolari e con l’Osservatorio Regionale dei Trasporti e include attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e diffusione delle misure regionali disponibili, di monitoraggio e raccolta dati con somministrazioni di interviste e questionari sulla qualità del servizio complessiva con particolare attenzione alla inter-modalità, facilitando anche l’accesso concreto ai fondi europei per la mobilità sostenibile e mirando a promuovere e valorizzare le caratteristiche uniche della stazione di Monte San Biagio-Terracina Mare, come nodo di servizio territoriale, e come sito di sperimentazione delle iniziative di nuova mobilità sostenibile lanciate dalla Regione Lazio” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana del Circolo e referente dell’azione europea “La stazione di MSB-Terracina Mare ha una serie di caratteristiche peculiari che verranno opportunamente analizzate sia dal punto di vista del potenziale di sviluppo turistico di tutte le città servite e sia per le necessità derivanti dai flussi di passaggio come la presenza della Stazione sulla Via Appia, la vicinanza con il Parco Regionale dei Monti Ausoni, la capacità di servire tutto il litorale che va da San Felice fino al confine con Sperlonga e soprattutto le Isole Pontine (attraverso i porti di Terracina e San Felice Circeo), tutte località dotate di Bandiera Blu e delle 3 o 4 Vele Legambiente e Touring Club e un bacino di utenza di varie centinaia di migliaia di persone tra residenti e turisti che potrebbe sicuramente prevedere la fermata di intercity e treni veloci. Ricordiamo che nel nostro ultimo Rapporto Legambiente “Qualità delle stazioni nel Lazio” la stazione di Monte San Biagio – Terracina Mare risulta essere tra le migliori del Lazio”. Inoltre, il progetto di rigenerazione, allo studio del Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile di Legambiente, che sostanzia l’azione europea, si innesta sugli interventi già previsti dal finanziamento “500 stazioni” per allargarne l’ambito dall’infrastruttura ferroviaria al parcheggio e soprattutto ai servizi essenziali (igienici, illuminazione, informativi, per i passeggeri in transito); l’incremento della sicurezza (videosorveglianza, custodia, attraversamenti); l’autonomia e l’efficienza energetica (fotovoltaico, led); il miglioramento del collegamento pedonale stazione-parcheggio; un servizio efficiente di navette anche elettriche con Terracina ed in particolare con il porto; lo sviluppo di una rete ciclabile territoriale integrata; la promozione dei servizi di car sharing e car pooling e delle relative piattaforme software”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

NEL CORSO DEL CONVEGNO DI IERI “SOSTENIBILITA’ INNOVAZIONE E COMPETITIVITA’: PENSARE AD UN NUOVO PIANO STRATEGICO DEL TURISMO TRA IDENTITA’, VALORIZZAZIONE AMBIENTALE, ARCHEOLOGIA E ECONOMIA DEL MARE” ORGANIZZATO E PROMOSSO DA CONFCOMMERCIO LAZIO SUD A SPERLONGA ALL’INTERNO DELLA NOTA MANIFESTAZIONE “SAPORI DI MARE” GIUNTA ALLA SUA 14^ EDIZIONE, I CIRCOLI DI LEGAMBIENTE TERRACINA, FONDI E MINTURNO, ASSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO, CONFCOMMERCIO LAZIOSUD, CONFCOMMERCIO ASCOM TERRACINA, FONDI, MINTURNO E SINDACATO ITALIANO BALNEARI TERRACINA CHIEDONO NUOVAMENTE TUTTI INSIEME ALLA REGIONE LAZIO DI REVOCARE LE AUTORIZZAZIONI EMESSE E DI INTERROMPERE TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA, DAVANTI ALLE SPIAGGE DI TERRACINA, FONDI, SPERLONGA E MINTURNO.

Terracina, 7 settembre 2017                        Comunicato Stampa n.58

Dopo la recente determinazione n. G09852 del 13 Luglio 2017 della Regione Lazio per il rilascio di una concessione demaniale marittima di uno specchio acqueo di complessivi mq 305.000 (pari a 50 campi di calcio!) antistante la costa di Fondi e Sperlonga, a scopo di mitilicoltura, e la situazione ancora di assoluta incertezza relativa all’impianto che dovrebbe sorgere davanti alla costa di Terracina per il quale, la recente sentenza definitiva del TAR a favore di due consorzi turistici che erano ricorsi contro l’anticipata occupazione, non elimina il rischio di rilascio di una nuova concessione definitiva, e dopo il rinnovato allarme per un prossimo rilascio di una concessione anche davanti alle spiagge di Minturno-Scauri, sale il livello di preoccupazione per le nostre coste e per il turismo del nostro bellissimo litorale.

Il Presidente di Confcommercio Lazio Sud Giovanni Acampora,  nella lettera inviata al Presidente Nicola Zingaretti lo scorso 31 Agosto, afferma in modo chiaro i concreti rischi di deterioramento dell’ecosistema  marino nonché  di  “inquinamento paesaggistico”, “danni alla costa” “impatto sulla qualità del mare” e sottolinea gli “impatti molto negativi sulle vere ed uniche risorse strategiche e socio-economiche del nostro territorio che sono i beni ambientali e quelli culturali, creando problematiche pesanti alle imprese turistiche  e commerciali dell’area, in una  fase di lenta ripresa” e riafferma che “le imprese, insieme alle Amministrazioni Comunali, stanno da mesi cercando di invertire una rotta negativa che ha portato al degrado ambientale e all’abbandono  del patrimonio culturale delle nostre zone”.

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Giovanni Acampora – Presidente Confcommercio Lazio SUD

Il nuovo impianto appena definitivamente autorizzato davanti alla costa dei comuni di Fondi e Sperlonga sorgerebbe ad esempio a poche centinaia di metri di distanza dal SIC IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” che occupa una superficie di 2182 ettari ed interessa i Comuni di Terracina, Fondi e Sperlonga ed è il più esteso del Lazio. Nei fondali del SIC sono presenti 1459 ettari di Posidonia Oceanica, 7 ettari di habitat con Cymodocea Nodosa ed è presente la Pinna Nobilis specie protetta dalla direttiva Habitat. A protezione di tale ricchezza eco-sistemica la stessa Regione, con Delibera Regionale 604 del 3/11/2015, aveva ampliato di 382 ettari la perimetrazione di questo SIC. Inoltre, il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, invitato a parlare ieri al Convegno anche in rappresentanza dei Circoli di Fondi e Minturno-Sud Pontino, aveva definito ed inviato (unica associazione ambientalista della Regione insieme a Marevivo) alla Regione Lazio, ormai un anno fa, un articolato documento che integrava la bozza predisposta dalla Regione di misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e il Sito di Interesse Comunitario IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”. Le proposte del circolo di Terracina, orientate non solo alla conservazione (con monitoraggi costanti della qualità degli habitat) ma anche allo sviluppo del turismo ambientale per mezzo di attività educative e di esplorazione, non solo erano state accolte dalla Regione per la loro validità, ma la Regione aveva ritenuto opportuno estenderle a tutti gli altri SIC marini del Lazio divenendo parte integrante del documento finale di “MISURE DI CONSERVAZIONE DI 9 SIC MARINI, AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DELLE ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC)” con Deliberazione N. 679  del 15/11/2016 finalizzato alla designazione dei SIC a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97.

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Anna Giannetti – Presidente Legambiente Terracina

Nonostante tutto ciò la Regione Lazio, anche in presenza di pareri tecnico-economici negativi dei Comuni (purtroppo non vincolanti) e la netta contrarietà degli operatori turistici, della cittadinanza e delle associazioni e i sindacati di categoria, sta ancora procedendo con le autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura in base all’art.11 della Legge Regionale 20 giugno 2016 n. 8, legge che definiva un modus operandi temporaneo in attesa del recepimento della Direttiva Europea 23/08/2014 n. 2014/89/UE, direttiva che impone agli stati membri la pianificazione dello spazio marittimo prima di procedere con le autorizzazioni e che è stata recepita ad Ottobre 2016 (4 mesi dopo la legge regionale n.8) attraverso il Decreto Legislativo 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce (sotto la competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo.

Tutto ciò premesso, come ribadito nel corso del convegno, Legambiente, Confcommercio, Sindacato italiano balneari chiedono alla Regione, di revocare immediatamente tutte le autorizzazioni emesse e di sospendere gli iter autorizzativi in corso e al Ministero dei Trasporti (ora competente per la pianificazione marittima) di farsi parte attiva presso la Regione per richiamarla ad attenersi al quadro normativo vigente che prevede per ogni area marittima un piano di gestione che definisce le attività e gli usi (inclusi  gli impianti di acquacoltura e piscicoltura) dello spazio marittimo, predisposto a cura di un apposito comitato tecnico interministeriale (Trasporti, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Turismo) a cui partecipano anche i rappresentanti delle Regione e che prevede sia la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA).

Chiediamo inoltre che il redigendo Piano di gestione dello spazio marittimo della nostra Regione recepisca definitivamente che l’interesse diffuso, testimoniato anche dalla recente lettera inviata dal Presidente Confcommercio Lazio Sud Giovanni ACAMPORA al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del nostro territorio da San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga fino a Minturno-Scauri è assolutamente contrario alla costruzione degli impianti di mitilicoltura del tutto incompatibili con la vocazione turistica (testimoniata dalle numerose Bandiere Blu e dal numero di Vele di Legambiente!) e il valore paesaggistico della costa pontina che la Regione stessa sta promuovendo e valorizzando anche con finanziamenti dedicati, come quelli relativi alla economia del mare, una immensa risorsa che vale il 3,5 del nostro Pil, intorno ai 43 miliardi di euro (7 miliardi circa solo nel Lazio), con 185mila imprese (1600 nel Lazio) e 835 mila occupati (115 mila nel Lazio) principalmente donne e giovani (dati Unioncamere 2016).

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

GRANDE SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE AL PROGETTO INTERNAZIONALE #PLASTICFREEBEACHES DI LEGAMBIENTE SUPPORTATO DALLA FONDAZIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO DI CUI TERRACINA E’ IL SITO PILOTA ITALIANO PER L’ ATTUAZIONE DELLE POLITICHE DI PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLE PLASTICHE A MARE E SULLA COSTA: SONO STATI MOLTI GLI STABILIMENTI BALNEARI IMPEGNATI E CENTINAIA I BAMBINI E LE FAMIGLIE ATTIVI NELLA SFIDA INTERNAZIONALE #5MINUTESCHALLENGE – IN 5 MINUTI PUOI SALVARE UNA TARTARUGA MARINA

Comunicato stampa n.57                                                 4.09.2017

La città di Terracina, scelta da Legambiente come il sito marino e costiero che rappresenta l’Italia nel progetto internazionale #PlasticFreeBeaches, nel prestigioso programma “Beyond Plastic Med” finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco è riuscita a coinvolgere per raggiungere l’obiettivo di avere una Spiaggia Senza Plastiche (#plasticfreebeaches) tantissimi bambini, cittadini, turisti oltre ad esercenti, scuole, operatori turistici ed il gestore locale dei rifiuti nella sfida internazionale #5minuteschallenge- In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina educando in modo divertente ad una raccolta e un’analisi differenziata dei rifiuti secondo le classificazioni internazionali e al cambiamento dei comportamenti di acquisto, riducendo in particolare il packaging usa e getta di plastica, e soprattutto comprendendo gli impatti devastanti delle plastiche per la sopravvivenza dell’ecosistema marino e costiero e della fauna marina.

La sfida si è svolta nei giorni scorsi presso gli stabilimenti balneari: Italcanada, Shangri la’, Torre del Sole, Piccolo Lido, Il Galeone, Il Gabbiano, Alberto a mare, Le Rive di Traiano, Chiosco La Rotonda alla Spiaggia di Levante.

Le eco-animazioni (aperte a tutti grandi e piccoli) sono state precedute tutte dalla consegna di un kit informativo sui rifiuti e la loro biodegradabilità e da uno specifico bidone giallo standard per la raccolta delle plastiche e da una sessione informativa ed educativa sui rischi delle plastiche in spiaggia e in mare con una presentazione della iniziativa #5minuteschallenge – In 5 minuti puoi salvare una tartaruga marina, sfida internazionale che prevede la costituzione di due squadre (adulti, ragazzi, bambini) alle quali sono state consegnate pettorine gialle e buste. La sfida è stata quella di raccogliere, in pochi minuti, la maggior quantità di plastiche in giro sul litorale ed in mare e consegnare al termine la busta ad una giuria, composta dal Circolo e dallo Stabilimento ospitante. Sono state poi aperte le buste e analizzate le plastiche per quantità e qualità con una post sessione informativa ed educativa, è stato consegnato ad ogni Stabilimento un Decalogo dei buoni comportamenti per la prevenzione e la riduzione delle plastiche e poi si è proceduto all’assegnazione del premio alla squadra vincitrice, che è stata premiata con gelati e bibite fresche, condividendo allegramente foto sui social con hashtag #5minuteschallenge, #plasticfreebeaches, #schifidaspiaggia.

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Le eco-animazioni sono state riprese per un video promozionale del progetto (di cui oggi disponiamo di un piccolo promo a cura del videomaker locale Riccardo Gasbarrone, socio del Circolo disponibile al link https://www.facebook.com/circololegambienteterracinapiscomontano/videos/1832770646738085/ ) che sarà inviato anche alla Fondazione del Principato di Monaco, mettendo in risalto la bellezza di Terracina, delle sue coste e spiagge ma anche la precisa volontà di impegnarsi per affermarsi come meta mondiale di turismo sostenibile.

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“E’ stata una iniziativa molto innovativa per Terracina ma anche divertente e istruttiva che ha coinvolto tutto il litorale e le spiagge, in questa bella stagione ancora piene di bagnanti, con squadre attive in ogni stabilimento che si sono fronteggiate, raccogliendo plastiche sulla spiaggia e in mare, ma che soprattutto hanno compreso in pochi minuti i rischi e i pericoli di un eccessivo consumo di plastiche, di una loro cattiva differenziazione o mancato riciclo e il loro impatto sull’ecosistema marino e sulla fauna marina. Oltre tutti i partecipanti e la rete territoriale del progetto #PlasticFreeBeaches all’interno del prestigioso programma #BeyondPlasticMed, ringraziamo il gestore dei rifiuti cittadino De Vizia Urbaser Transfer SpA che ha anche partecipato attivamente ad alcune eco-animazioni, la Capitaneria di Porto- Guardia Costiera di Terracina e l’Ente Parco Riviera di Ulisse (uno dei parchi costieri più importanti del Lazio) per aver seguito con attenzione il nostro progetto e in particolar modo il nostro media Partner Radio Luna che ci ha seguiti quotidianamente con interviste radiofoniche e annunci relativi a tutta la programmazione sul litorale diffondendo anche interessanti pillole informative e interviste rilasciate anche dai bambini. Il progetto, che dura un anno, continuerà con altre iniziative importanti sulla progressiva sostituzione delle plastiche usa e getta con bioplastiche, in collaborazione con Legambiente nazionale, KyotoClub e l’Associazione ChimicaVerde Bionet, sull’utilizzo di acqua e detersivi alla spina, sul miglioramento della raccolta differenziata (in particolare la riduzione del rifiuto indifferenziato pro-capite e la promozione del riciclo) e nella direzione di una educazione ambientale continua nelle scuole e nella direzione di aiutare a raggiungere l’obiettivo di estendere la messa al bando  delle buste di plastica non biodegradabili e compostabili con spessore inferiore ai 100 micron già in vigore in Italia, Francia e Marocco a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Solo in Europa, infatti, ancora oggi, si utilizzano 100 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno, con un consumo equivalente di 190 milioni di tonnellate di petrolio per la loro produzione. La loro messa al bando, quindi, potrebbe ridurre di molto il loro utilizzo, i consumi di greggio e le conseguenti emissioni di anidride carbonica che ne derivano. Lo dimostrano i dati relativi all’Italia, primo paese in Europa a mettere il bando ai sacchetti di plastica nel 2011, dove abbiamo assistito in cinque anni una riduzione nel consumo di sacchetti di plastica del 55% (da 200mila a 90mila tonnellate/anno) e una diminuzione in termini di CO2 di circa 900 mila tonnellate. Terracina può essere al centro di nuove politiche per la riduzione delle plastiche e ha la potenzialità, operando unita come dimostra la rete territoriale del progetto, di diventare presto un eco-distretto #plasticfree” all’attenzione degli Organismi Internazionali come l’ONU ed essere da esempio per l’Europa e il Mediterraneo.” dichiarano Anna Giannetti Presidente del Circolo e Felice Enrico Di Spigno, Presidente SIB Balneari Terracina e coordinatore locale della rete del progetto internazionale #PlasticFreeBeaches.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

DOPO LA DETERMINA AUTORIZZATIVA REGIONALE DEL 13 LUGLIO SCORSO PER UN MEGAIMPIANTO DI MITILICOLTURA DAVANTI AL LITORALE DI FONDI, I CIRCOLI LEGAMBIENTE DI FONDI, TERRACINA E SUD PONTINO ASSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO CHIEDONO ALLA REGIONE LAZIO LA SOSPENSIONE DEGLI ITER AUTORIZZATIVI E L’ANNULLAMENTO DELLE AUTORIZZAZIONI EMESSE E SOLLECITANO IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI (COMPETENTE IN BASE AL DECRETO D.Lgs 201/2016 PER LA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO) A FARSI PARTE ATTIVA PRESSO LA REGIONE LAZIO PER INTERROMPERE TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA, DAVANTI ALLE SPIAGGE DI TERRACINA, FONDI, SPERLONGA E MINTURNO, IN ATTESA DEL RELATIVO PIANO DI GESTIONE E ANNUNCIANO CHE, COME GIA’ TERRACINA, ANCHE IL CIRCOLO DI FONDI SI COSTITUIRA’“AD ADIUVANDUM” DEL COMUNE DI FONDI NEL RICORSO AL TAR CONTRO L’AUTORIZZAZIONE DEL 13 LUGLIO SCORSO

Terracina, 28 agosto 2017                           comunicato Stampa n.56

Dopo la recente e del tutto inattesa determinazione n. G09852 del 13 Luglio 2017 della Regione Lazio per il rilascio di una concessione demaniale marittima di uno specchio acqueo di complessivi mq 305.000 (pari a 50 campi di calcio!) antistante la costa di Fondi e Sperlonga, a scopo di mitilicoltura, e la situazione ancora di assoluta incertezza relativa all’impianto che dovrebbe sorgere davanti alla costa di Terracina a seguito della determinazione n. G02621 del 31 marzo 2016 della Regione Lazio per l’anticipata occupazione di uno spazio acqueo di 500.000 mq (pari ad 80 campi di calcio !) ai fini di una sperimentazione e classificazione delle acque per la mitilicoltura, sulla quale dopo una sentenza favorevole del TAR di Roma sul ricorso presentato da due consorzi turistici di Terracina, pende ancora il giudizio del TAR di Latina per il ricorso presentato dal Comune di Terracina (con Legambiente Lazio e il Circolo di Terracina “ad adiuvandum”) restando quindi pericolosamente ancora aperta la questione autorizzativa per l’impianto di Terracina, i circoli Legambiente di Terracina e del Sud Pontino, dopo aver già invitato, solo lo scorso Aprile, la Regione Lazio a sospendere tutti gli iter concessori per gli impianti di mitilicoltura sulla costa pontina (https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/04/29/il-circolo-legambiente-sud-pontino-e-il-circolo-legambiente-terracina-chiedono-alla-regione-lazio-linterruzione-di-tutti-gli-iter-concessori-per-gli-impianti-di-mitilicoltura-sulla-costa-pont/), si mobilitano, con Legambiente Lazio,  a sostegno del Circolo di Fondi.

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La Regione Lazio infatti sta procedendo con le autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura in base all’art.11 della Legge Regionale 20 giugno 2016 n. 8, legge che definiva un modus operandi temporaneo in attesa del recepimento della Direttiva Europea 23/08/2014 n. 2014/89/UE, direttiva che impone agli stati membri la pianificazione dello spazio marittimo prima di procedere con le autorizzazioni. In particolare, la legge n.8 recita in premessa (art.11 comma 2): “Nelle more dell’attuazione della direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo, l’autorizzazione all’esercizio di impianti di acquacoltura in mare, tra cui mitilicoltura e piscicoltura, è rilasciata secondo le modalità di cui al presente articolo, nel rispetto dei principi di tutela del paesaggio e dell’ambiente, degli interessi connessi alla valorizzazione economica delle zone marine e costiere ed in conformità agli atti di pianificazione finalizzati ad uno sfruttamento sostenibile delle risorse marine” e prosegue al comma 3: “La Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, redige la pianificazione dello spazio marittimo come stabilito dalla direttiva 2014/89/UE”

Ora si dà il caso che la Regione non solo non ha provveduto, fino ad oggi, a redigere alcun piano dello spazio marittimo ma nel frattempo la direttiva 2014/89/UE è stata recepita ad Ottobre 2016 (4 mesi dopo la legge regionale n.8) attraverso il Decreto Legislativo 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce (sotto la competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo.

Riteniamo quindi, come già evidenziato nel nostro comunicato dello scorso Aprile, che a questo punto la Regione Lazio debba necessariamente attenersi a quanto delineato nel Dlgs n. 201 che prevede per ogni area marittima un piano di gestione dello spazio marittimo, predisposto a cura di un apposito comitato tecnico interministeriale (Trasporti, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Turismo) a cui partecipano anche i rappresentanti delle Regioni. Il piano di gestione individua la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e usi delle acque marine (inclusi gli impianti di acquacoltura e piscicoltura) presenti e futuri, e prevede per la redazione del piano sia la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA. In altre parole, visto il quadro normativo attuale in tema di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura, a nostro avviso la Regione Lazio, in attesa che venga redatto il piano di gestione ministeriale (e non avendo redatto nel frattempo un proprio piano) non ha più alcun titolo per concedere le autorizzazioni come invece continua a fare vista la recente e inattesa determinazione n. G09852 del 13 Luglio 2017 sul territorio di Fondi.

Tutto ciò premesso, Legambiente chiede di nuovo alla Regione Lazio (dopo averlo già fatto lo scorso Aprile) di annullare tutte le autorizzazioni emesse e di sospendere gli iter autorizzativi in corso e contemporaneamente chiede al Ministero dei Trasporti (ora competente per la pianificazione marittima) di farsi parte attiva presso la Regione per richiamarla ad attenersi al quadro normativo vigente. Chiediamo inoltre che il redigendo Piano di gestione dello spazio marittimo della nostra regione recepisca definitivamente che l’interesse diffuso del nostro territorio da San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga fino a Minturno è assolutamente contrario alla costruzione degli impianti di mitilicoltura del tutto incompatibili con la vocazione turistica e il valore paesaggistico della costa pontina che la Regione stessa sta promuovendo e valorizzando anche con finanziamenti dedicati.

I Presidenti dei Circoli Legambiente di Terracina, di Fondi e di Minturno si faranno carico, insieme a Legambiente  Lazio (che si costituirà anche “ad adiuvandum” del comune di Fondi nel ricorso al TAR per l’annullamento della Determinazione regionale N.G09852 del 13/7/2017 deliberato con la recente Deliberazione di Giunta comunale n. 282 del 08-08-2017) di inviare tempestivamente alla Regione Lazio una diffida a continuare ad operare in applicazione della Legge n. 8 del 2016 oramai superata dai fatti e contemporaneamente invieranno una comunicazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (in qualità di autorità competente designata dal D. Lgs n. 201/2016) affinchè richiami le Regioni a sospendere gli iter autorizzativi in attesa della Pianificazione degli spazi marittimi ai sensi della direttiva europea 2014/89/UE.

 

Il nuovo impianto autorizzato davanti alla costa dei comuni di Fondi e Sperlonga sorgerebbe (mettendolo gravemente a rischio) a poche centinaia di metri di distanza dal SIC IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” che occupa una superficie di 2182 ettari ed interessa i Comuni di Terracina, Fondi e Sperlonga. Nei fondali del SIC sono presenti 1459 ettari di Posidonia Oceanica, 7 ettari di habitat con Cymodocea Nodosa ed è presente la Pinna Nobilis specie protetta dalla direttiva Habitat. E proprio a protezione di tale ricchezza eco-sistemica la stessa Regione, con Delibera Regionale 604 del 3/11/2015 (stranamente mai citata nelle determinazioni autorizzative emesse fino ad oggi della Regione Lazio!) aveva ampliato di 382 ettari la perimetrazione di questo SIC (come di altri del Lazio). Inoltre, il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha definito ed inviato alla Regione Lazio a settembre 2016 un articolato documento (https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/09/19/comunicatostampan-18-il-circolo-legambiente-terracina-presenta-alla-regione-lazio-una-proposta-integrativa-al-documento-bozza-della-regione-ai-fini-della-designazione-dei-sic-marini-di-terracina-qual/) che integrava la bozza predisposta dalla Regione di misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e il Sito di Interesse Comunitario IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”. Le proposte del circolo di Terracina sono state accolte dalla Regione e per la loro validità, la Regione ha ritenuto opportuno estenderle a tutti gli altri SIC marini del Lazio divenendo parte integrante del documento finale di “MISURE DI CONSERVAZIONE DI 9 SIC MARINI, AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DELLE ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC)” finalizzato alla designazione dei SIC a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97.

“Essendo tutti e tre gli impianti in questione (quello di Terracina, quello di Fondi e quello di Minturno) posti a poche centinaia di metri da un SIC, a tutela degli ecosistemi marini del Lazio ed in particolare dei SIC marini che, tra l’altro, con la Deliberazione Regionale N. 679 del 15/11/2016 sono stati proposti dalla stessa Regione (evidentemente con scarsa coerenza già da noi precedentemente sottolineata https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/12/28/la-regione-lazio-delibera-le-misure-di-conservazione-dei-sic-marini-e-designa-finalmente-gli-stessi-a-zone-speciali-di-conservazione-zsc-le-proposte-del-circolo-legambiente-di-terracina-sono-state/) ad essere designati a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e del DPR 357/97, invieremo una nota congiunta anche al Ministero dell’Ambiente per chiedere che i SIC in questione siano finalmente (dopo gravi ritardi che sono costati anche una procedura di infrazione europea) designati a ZSC (visto che la  direttiva 92/43/CEE prevede la loro designazione entro 6 anni dalla loro definizione e i SIC sono stati definiti con Decreto del MATTM il 25 marzo 2005e che la VAS e la VIA previste ai fini del rilascio dei Piani di Gestione rispondano ai criteri di completezza e accuratezza dettati dalla più diffusa letteratura scientifica in materia. Criteri che debbono tener conto degli impatti, degli squilibri e dei rischi generati da tali mega-impianti (di tecnologia oramai obsoleta) sul delicato equilibrio di tutto l’ecosistema, sulle praterie di posidonia oceanica e sugli altri habitat e le specie presenti nei SIC, sulle comunità bentoniche esistenti nel sedimento sottostante, sul popolamento ittico e sulle aree di nursery presenti. Impatti prodotti dalle centinaia di giganteschi corpi morti in calcestruzzo che verranno posati sui fondali; dall’accumulo di sporcizia e limo di cui si impregnano le decine di migliaia di corde e calze impiegate; dall’ingente assorbimento di fitoplancton che si concentra nell’area di impianto; dall’enorme accumulo di gusci sui fondali e dalla necessità del loro smaltimento. Occorre poi considerare il rischio di contaminazione (per le altre specie e anche per l’uomo) causato dalle malattie batteriche e virali, dai parassiti e dagli organismi incrostanti che allignano in una popolazione così vasta di mitili. Oltre al fatto che, per loro natura,  i SIC sono una realtà dinamica e in continua evoluzione ed i cui confini non possono di certo essere fissati per legge come dimostra il ripopolamento della posidonia oceanica avvenuto dopo che queste zone sono diventate dei SIC, mettendo un freno agli ancoraggi selvaggi e alla pesca a strascico.” Dichiara Gabriele Subiaco Responsabile Scientifico e Vicepresidente del Circolo Legambiente di Terracina, circolo che è stato il primo ad avviare un ricorso “ad adiuvandum” con il Comune di Terracina contro l’autorizzazione della Regione Lazio. Dopo il primo blitz in mare di grande successo a Marina di Minturno, organizzato dal Circolo Legambiente Sud Pontino, sulle “cozze nucleari” su cui Legambiente Lazio ha voluto ribadire la propria contrarietà e la propria preoccupazione per il paventato impianto, ritenendo inopportuno il posizionamento dell’impianto di mitilicoltura nell’area, anche per una valutazione di incidenza ambientale parziale che non tiene minimamente in conto gli studi sulla presenza di radionuclidi e quindi non complessiva di tutti gli impatti sull’ecosistema, nonché per le caratteristiche tecniche obsolete del progetto presentato ma anche per ragioni attinenti alla salute pubblica,  visto che non tiene minimamente in conto gli studi sugli impatti dei radionuclidi sulla salute, i Circoli Legambiente pontini si attiveranno in una mobilitazione permanente con sit-in e volantinaggio sulla spiaggia ai bagnanti proprio davanti allo specchio acqueo tra Fondi e Sperlonga che sarebbe devastato dal nuovo impianto, con banchetti per la raccolta delle firme per stimolare la cittadinanza e i turisti a prendere coscienza della grave azione di aggressione alla bellezza delle nostre coste, la nostra Riviera di Ulisse, tra le poche ancora incontaminate del Lazio, come evidenziato anche dal recente rapporto conclusivo di Goletta Verde 2017.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

Nota congiunta del Circolo Legambiente di Terracina e di Legambiente Lazio: dopo #Lazioinfiamme anche #Terracinainfiamme con un prezioso SIC regionale, quello di Monte Leano, andato completamente in fumo. Occorre subito accertare e colpire duramente, per disastro ambientale, gli autori applicando la legge nazionale sugli ECOREATI ed intervenire con serie politiche di prevenzione e contrasto e con Piani di Adattamento al cambiamento climatico.

Comunicato Stampa n.54                         Terracina, 15 agosto 2017   

Terracina sembrava essere stata magicamente in parte risparmiata dai roghi che stanno devastando la provincia ma nelle ultime 24 ore è successo il finimondo. Incendi prima sulla collina di Monte Leano, un prezioso SIC della Regione Lazio, poi La Fossata e il Tempio di Giove, e ancora a Campo Soriano, La Fiora e, in tarda serata, a San Silviano. Ettari e ettari di preziosa vegetazione in fiamme, abitazioni evacuate, cittadini svegli ad assistere impotenti e impauriti al fuoco che distruggeva gli alberi e la macchia mediterranea lambendo le loro case. Incendi in sequenza appiccati sicuramente con dolo data la precisione e la dislocazione degli inneschi.

Nel 2017 in Italia quasi un terzo dell’intera superficie percorsa dal fuoco ha interessato aree di valore naturalistico e incluse nella rete Natura 2000, sempre più nel mirino di eco-mafiosi e piromani, segnala Legambiente, precisando che sono 24.677 gli ettari di Zone di Protezione Speciale per tutelare l’avifauna andate in fumo, 22.399 quelli dei Siti di importanza comunitaria e ben 21.204 gli ettari bruciati di parchi e aree protette. Le Regioni più colpite sono Sicilia, Campania e Calabria. Gli incendi nel 2017 hanno coinvolto in Italia 87 Siti di Importanza Comunitaria (Sic), 35 Zone di Protezione Speciale (Zps) e 45 Parchi e Aree protette, tra cui 9 Parchi nazionali, 15 Parchi regionali e 16 Riserve naturali. Il Lazio è tra le regioni che hanno perso il patrimonio maggiore con 173 ettari distrutti nei Sic, 2.797 nelle Zps e 847 nelle Aree protette.  La nostra preziosa zona di Monte Leano, SIC (IT6040007) tra i più importanti della Regione Lazio, purtroppo va ad aggiungersi al triste conto.

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(Foto Terracina Notizie)

Come emerge dal recente rapporto di Legambiente “Lazio in Fiamme” http://www.legambientelazio.it/rapporto-lazio-in-fiamme-di-legambiente-5-213-ettari-bruciati-nel-lazio-da-inizio-2017-erano-2-974-in-tutto-il-2016/ la situazione del Lazio è davvero drammatica con 5.213 ettari bruciati, pari alla superfice di 7.500 campi da calcio. Il comune più devastato in assoluto è di gran lunga quello di Itri con addirittura 1.172 ettari di territorio bruciato, quasi un quinto degli incendi di tutto il Lazio in 7 grandi roghi e con un’area complessiva pari al 10% dell’intero territorio comunale e quella pontina è la provincia più colpita dagli incendi in tutta la regione con 3.584 ettari alle fiamme con 25 incendi vasti. Un territorio vergognosamente e colpevolmente abbandonato e devastato da incendi e siccità.

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“Mostruoso” incendio a Terracina (Foto Jolly Barone)

Nei giorni scorsi Legambiente Lazio (dopo l’esposto dello scorso anno del Circolo di Terracina e di Legambiente Lazio sui roghi tossici che ha dato luogo ad una importante indagine e che avuto un suo impatto visto che il fenomeno quest’anno sembrerebbe essere sicuramente più contenuto) ha inviato il dossier #Lazioinfiamme in forma di esposto alla Procura della Repubblica perché siano individuati i colpevoli di tali barbari atti e della devastazione che ne consegue e siano individuate le responsabilità anche politiche e amministrative, perchè sono veramente  troppe le aree di pregio del nostro Paese finite in balia di eco-criminali e piromani e il 2017 verrà ricordato, come lo furono il 2007 e il 1997, come un anno orribile per la devastazione prodotta dalle fiamme. Non curare i nostri spazi verdi e lasciarli abbandonati  in balia di vandali e criminali è colpevole tanto quanto appiccare il fuoco, e questo vale anche per i Parchi pubblici cittadini, visto che sono giunte nel corso dell’estate al nostro Circolo diverse segnalazioni in tal senso, segnalazioni che sono state inviate anche al Comune e alla Polizia Municipale.

Occorre cambiare rapidamente metodo di prevenzione e contrasto, servono più controlli, occorre aumentare a dismisura le pene per i piromani, rinforzare (non annullare) il corpo forestale e i VVFF, utilizzare le nuove tecnologie (droni e satelliti) per rafforzare la sorveglianza e la vigilanza, aggiornare le mappe catastali con le zone incendiate e disincentivare il privato che guadagna sul numero di incendi. Ma serve soprattutto ricominciare a curare il territorio con una corretta manutenzione delle aree verdi che consenta di limitare gli effetti di un probabile incendio.

La gestione dell’emergenza incendi, afferma Legambiente, è stata segnata fino ad ora da troppi e ingiustificati ritardi a livello regionale e nazionale a partire dalle Regioni, che si sono mosse con troppa lentezza. Ad oggi il Lazio non ha ancora approvato il nuovo Piano AIB 2017 (piano antincendio boschivo) e le relative modalità attuative per organizzare la prevenzione, il lavoro a terra, e gli accordi con i Vigili del Fuoco e con la Protezione Civile. Ai ritardi, va aggiunta il numero insufficiente delle squadre di operai forestali e soprattutto l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima. In questo quadro si inserisce anche il processo di riorganizzazione delle funzioni dell’ex Corpo Forestale ora assorbito nell’Arma dei Carabinieri e i ritardi nazionali dovuti al fatto che il Governo e i Ministeri competenti non abbiano ancora approvato i decreti attuativi necessari al completamento del passaggio di competenze, personale, strumenti e mezzi per quanto riguarda l’antincendio boschivo, in modo da garantire su tutto il territorio squadre operative per gestire l’emergenza e svolgere le attività di prevenzione.

Occorre poi rafforzare il sistema dei controlli e degli interventi delle Forze dell’ordine nei confronti dei criminali che appiccano gli incendi.  Oggi, oltre il delitto di incendio doloso di cui all’art. art.423 bis del codice penale, si può e si deve applicare la legge sugli ecoreati (la n.68/2015) e in particolare il reato di disastro ambientale secondo quanto previsto dall’art. 452 quater del codice penale, uno dei nuovi delitti introdotti dalla legge, che usa la mano dura contro chi attenta alla salubrità degli ecosistemi, incrementando le pene fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti. 

Inderogabile inoltre che le Regioni, d’intesa con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, potenzino i corsi di formazione per le figure che devono svolgere la funzione di direzione delle operazioni di spegnimento (DOS) e che gli Enti locali procedano alla realizzazione e aggiornamento costante del Catasto delle aree percorse dal fuoco, finalizzato alla predisposizione dei vincoli di uso dei suoli, al fine di impedire speculazioni economiche sulle aree dove si siano verificati incendi, così come previsto dalla legge 353/2000. Inoltre, il ruolo degli Enti locali appare cruciale nelle attività di prevenzione degli incendi attraverso la cura e tutela del territorio e delle aree boschive, attraverso lo studio e la predisposizione di misure di mitigazione del rischio, così come le attività di controllo e di avvistamento, necessarie per la realizzazione di interventi tempestivi di spegnimento.

Infine occorre soprattutto superare l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima per pianificare e limitare le conseguenze del rischio di incendio e non solo avere un atteggiamento reattivo. Corriamo tutti quando il danno è già fatto solo per contare i danni o evitare che qualcuno ci rimetta le penne. Le politiche di adattamento al clima sono fondamentali e vanno praticate con Piani di Adattamento anche locali (che le Amministrazioni devono predisporre) per avviare una seria valutazione delle vulnerabilità del nostro territorio (uso e consumo del suolo, siccità, consumo di acqua e sistema idrico, ondate ed isole di calore, eventi estremi di pioggia e rischio idrogeologico), dei rischi (incendi, frane, alluvioni, allagamenti, carenza idrica, etc) e dei danni (rilevanti a settori importanti come l’agricoltura, l’industria e il turismo, all’ambiente, alle infrastrutture). Vanno  definiti obiettivi, strategie ed azioni di intervento, riportando con urgenza questi temi al centro delle politiche di governo della città e del territorio ma anche assegnando responsabilità precise ed obiettivi chiari agli Enti coinvolti, creando e diffondendo una nuova cultura basata sull’adattamento climatico, sviluppando una nuova economia che punti concretamente su innovazione e sostenibilità.

I soldi che ci sono dobbiamo spenderli per la cura del territorio e su una corretta manutenzione delle aree verdi, della rete idrica, delle strade, dei ponti, delle ferrovie e delle altre infrastrutture vitali perché quello che non spendiamo oggi, per proteggere il nostro territorio, lo pagheremo salato negli anni a venire. Il problema degli incendi va affrontato, a tutti i livelli di responsabilità, con una pianificazione, una organizzazione, una strategia di intervento ed una preparazione adeguate perché correre all’ultimo momento solo per limitare e constatare i danni purtroppo non serve a molto…

Il nostro Circolo sta raccogliendo i sospetti e le segnalazioni con le foto più significative, ma anche le proposte più utili al contenimento del rischio e al rafforzamento della sorveglianza e invita tutta la cittadinanza ad inviarle a legambiente.terracina@gmail.com in modo da integrare l’esposto già inviato in procura con i purtroppo amarissimi accadimenti del ferragosto terracinese.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LA NOTA DEL CIRCOLO: “SIAMO CERTI CHE IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE ONORERANNO PRESTO GLI IMPEGNI PRESI SUL PARCO DEL MONTUNO CON LEGAMBIENTE”

Terracina, 8 agosto  2017                            Comunicato Stampa n.53

IL Circolo Legambiente di Terracina dopo aver lavorato per tre mesi (Settembre, Ottobre e Novembre 2016) in modo volontario e gratuito nel Parco del Montuno (un Parco pubblico cittadino di 3 ettari, di grande valenza storico-naturalistica e panoramica, al centro della città, purtroppo chiuso e abbandonato da dieci anni) con attività di pulizia e rispristino dell’area, consentendone la riapertura al pubblico con visite guidate ed eventi di cittadinanza, ha presentato in data 30 ottobre 2016 all’Amministrazione formale istanza di richiesta di affidamento in gestione del Parco, presentando ufficialmente in data 15 dicembre 2016 un corposo ed articolato progetto di valorizzazione eco-archeologica, in linea con altre gestioni di successo di aree verdi da parte di Legambiente sul territorio nazionale, progetto che coinvolge profondamente tutte le scuole della città e che esprime un grande potenziale di sviluppo anche economico territoriale, sul quale il Sindaco e l’Amministrazione espressero grandi apprezzamenti.

A fine aprile, dopo 6 mesi dalla presentazione dell’istanza, il Circolo ha però dovuto inviare un sollecito formale per avere un riscontro sullo stato del procedimento in corso non riuscendo ad avere più notizie in merito allo stesso.

Il 24 maggio scorso, veniva emessa la delibera di indirizzo DGC-126-2017 del 19 maggio “Concessione in comodato d’uso del Parco del Montuno-Proposta formulata dal Circolo Legambiente di Terracina “Pisco Montano”- Procedura evidenziale-Indirizzi Gestionali”, a seguito della quale  il Circolo ha inviato all’Amministrazione motivate e articolate osservazioni non condividendo l’indirizzo espresso nella medesima. https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/05/27/la-proposta-di-legambiente-per-il-parco-del-montuno-chiuso-da-anni-dopo-il-comunicato-di-rettifica-della-notizia-della-assegnazione-sono-state-inviate-alla-amministrazione-comunale-osservazioni-ai-s/

Successivamente il Circolo veniva invitato con comunicazione ufficiale dell’Amministrazione ad una riunione per il giorno 27 giugno. Nel corso dell’incontro (per il quale è stato redatto un apposito verbale trasmesso via PEC), l’Amministrazione (presenti il Sindaco, l’assessore all’Ambiente e il Dirigente dipartimento attività produttive, culturali, sportive, turistiche, ambientali e cinque rappresentanti del Direttivo del Circolo) prendeva atto delle motivate osservazioni inviate dal Circolo Legambiente e assumeva l’impegno di dotare il Parco al più presto di una idonea copertura assicurativa, di avviare da subito e completare i lavori di messa in sicurezza più urgenti per la riapertura del Parco entro la fine di Luglio 2017 e si impegnava a definire in tempi rapidi uno schema di accordo con il Circolo Legambiente Pisco Montano, coerente con l’istanza presentata per l’affidamento in gestione allo stesso del Parco del Montuno (come già adottato per altri Parchi cittadini) per poter avviare al più presto l’importante progetto di rigenerazione urbana e valorizzazione eco-archeologica del Parco, già predisposto da mesi da Legambiente e su cui erano pronte anche alcune linee di finanziamento purtroppo vanificate dalle lungaggini del procedimento amministrativo in atto. Lo Schema di accordo è attualmente in corso di elaborazione a cura degli Uffici comunali e del Dirigente competente, in continuità amministrativa con altri atti analoghi e tenuto conto del completo possesso dei requisiti necessari da parte del Circolo Legambiente di Terracina e delle credenziali di prim’ordine che Legambiente può vantare a livello nazionale nella gestione dei parchi e delle aree protette.

montuno

Tutto quanto premesso, restiamo abbastanza sorpresi nonché perplessi sulla recente delibera di indirizzo, la DGC-188-2017 del 31 luglio 2017 avente ad oggetto “CONCESSIONE ATTRAVERSO BANDO PUBBLICO DI N. 3 AREE VERDI DI PROPRIETA’ COMUNALE PER L’INSTALLAZIONE DEI CHIOSCHI MOBILI PER LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE – ATTO DI INDIRIZZO”, che stabilisce la concessione di un’area delimitata del Parco ad uso commerciale per un chiosco mobile, e non possiamo che dichiararci contrari sia nel metodo che nel merito alla delibera e all’indirizzo espresso dalla medesima che peraltro contraddice il Regolamento dei Parchi Urbani (attualmente in itinere) che non prevedeva per il Parco del Montuno, data la sua caratteristica storico-naturalistica e gli associati vincoli, nessuna possibilità di insediamento di attività commerciali e che esula completamente dall’idea e dalla proposta di tutela, sviluppo e valorizzazione anche economica del Parco prevista nel nostro progetto in coerenza con gli indirizzi contenuti nella nuova legge regionale sulla rigenerazione urbana, recentemente approvata.

Nondimeno continuiamo ad essere convinti che il Sindaco e l’Amministrazione vorranno sicuramente onorare gli impegni presi e formalizzati con Legambiente, la più grande associazione ambientalista del Paese, nella riunione del 27 giugno scorso, non fosse altro perché di questa delibera non si fece alcun cenno in quella riunione, né il Circolo ha ricevuto ad oggi (a distanza di una settimana) alcuna comunicazione in tal senso, come anche previsto dal procedimento amministrativo in corso in merito alla nostra istanza.

Pertanto, in data odierna, abbiamo provveduto ad inviare richiesta via PEC all’Amministrazione per conoscere lo stato di avanzamento degli impegni assunti nella riunione del 27 Giugno ed in particolare riguardo allo stato di avanzamento e i tempi di completamento dei lavori urgenti di messa in sicurezza del Parco (che dovevano essere completati a fine Luglio) e allo stato di avanzamento e i tempi di completamento dell’iter amministrativo relativo alla istanza di Legambiente per la gestione del Parco.

Inoltre, abbiamo anche inviato nei giorni scorsi, richiesta ufficiale inoltrata via PEC alla Amministrazione per poter riaprire di nuovo (a distanza di un anno) il Parco (ripulendolo e ripristinandolo) in occasione dell’evento nazionale di Legambiente Puliamo il Mondo del 24 Settembre 2017 (campagna nazionale che quest’anno celebra i suoi 25 anni e che sarà seguita in modo particolare dalla RAI come partner storico di Legambiente in questa campagna) e ci auguriamo tutti che questa possa essere l’apertura definitiva e l’inizio, dopo un anno praticamente perso, di una nuova vita del Parco del Montuno, oggetto da anni di troppi atti amministrativi incoerenti.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.