IL CIRCOLO LEGAMBIENTE SUD PONTINO E IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA CHIEDONO ALLA REGIONE LAZIO L’INTERRUZIONE DI TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA SULLA COSTA PONTINA IN ATTESA DELLA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO PREVISTA DAL D.Lgs 201/2016 CHE RECEPISCE LA DIRETTIVA EUROPEA 2014/89/UE.

Terracina, 27 aprile 2017                                                                                                   Comunicato Stampa n.38

In occasione della Tavola Rotonda-Conferenza Stampa di domenica 23 aprile a Scauri, il Circolo Legambiente Verdeazzurro Sud Pontino e il Circolo Legambiente di Terracina dichiarano la loro posizione contraria all’impianto di allevamento mitili a Minturno. Il Circolo di Terracina, ad adiuvandum del Comune di Terracina contro la Regione Lazio nel ricorso al TAR sezione di Latina, dopo la sentenza favorevole all’annullamento della determina regionale del TAR sezione di Roma, supporta insieme al Circolo Sud Pontino l’Amministrazione Comunale di Minturno, nella persona del Sindaco G. Stefanelli, nella predisposizione del parere ai sensi dell’art.11 della Legge Regionale n.8 del 20 giugno scorso e nella Conferenza dei Servizi. I due Circoli chiedono, alla luce del recente DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2016, n. 201, di interrompere tutti gli iter autorizzativi in corso per gli impianti di mitilicoltura sulle coste del Lazio in attesa di una adeguata Pianificazione dello Spazio Marittimo.

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Domenica scorsa si è svolta la Conferenza Stampa contro l’imminente occupazione dell’area di Monte d’Oro a Scauri con un allevamento di cozze di ben 305.000 mq. Legambiente, pur non del tutto contraria in specifici contesti a questo utilizzo dello spazio marino, è scesa in campo in forza con i due Circoli costieri attivi di Terracina e del Sud Pontino, con il supporto di Legambiente Lazio, fermamente decisa a tutelare la qualità delle coste del Sud Pontino e di tutta la Provincia di Latina. La vicenda degli impianti in provincia di Latina, tra ricorsi al TAR per l’annullamento delle determinazioni autorizzative già emesse e pareri di valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione sempre favorevoli, sta sempre più acquisendo un valore di vera e propria lotta territoriale per la tutela oltre che dell’ambiente costiero e del paesaggio naturale anche delle attività turistico-ricettive ed economiche presenti sulla costa e la Regione Lazio a questo punto dovrebbe semplicemente prendere atto che l’interesse diffuso del territorio è contrario alla costruzione di questi impianti di mitilicoltura assolutamente incompatibili con la vocazione turistica e il valore paesaggistico della costa pontina.

Il Circolo di Terracina è stato invitato alla Conferenza Stampa per presentare la propria esperienza a Terracina, con il ricorso “ad adiuvandum” al TAR di Latina assieme al Comune di Terracina contro la determina autorizzativa n. G02621 del 21 marzo 2016 per “anticipata occupazione di uno specchio acqueo di complessivi mq 500.000 antistante il territorio del Comune di Terracina, ai fini della sperimentazione per la classificazione delle acque” ed ha evidenziato le mancanze e le contraddizioni della Regione https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/12/19/legambiente-ad-adiuvandum-del-comune-di-terracina-contro-il-megaimpianto-di-mitilicoltura-davanti-alle-coste-terracinesi-il-tar-sezione-di-latina-respinge-inaspettatamente-con-ordin/, mentre il Circolo Sud Pontino, in coerenza con le azioni dell’Amministrazione di Minturno, ha motivato la sua contrarietà all’impianto evidenziando anche la opacità nel processo decisionale della Regione nel caso di Minturno, con la decisione di acquisire pareri senza convocare la conferenza dei servizi, la valutazione di incidenza ambientale parziale e non complessiva di tutti gli impatti sull’ecosistema e le caratteristiche tecniche obsolete del progetto presentato dalla Cooperativa “La Marea”.

“Visto che la importante Direttiva Europea 23/08/2014, n. 2014/89/UE è stata finalmente recepita attraverso il DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce (sotto la competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo al fine di promuovere la crescita sostenibile delle economie marittime, lo sviluppo sostenibile delle zone marine e l’uso sostenibile delle risorse marine, assicurando la protezione dell’ambiente marino e costiero mediante l’applicazione dell’approccio ecosistemico e tenendo conto delle interazioni terra-mare riteniamo che la Regione Lazio debba oramai attenersi a quanto delineato in questo decreto che prevede per ogni area marittima individuata nelle linee guida di cui all’articolo 6, comma 2, un piano di gestione dello spazio marittimo, predisposto a cura di un apposito comitato tecnico interministeriale (Trasporti, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Turismo) a cui partecipano anche i rappresentanti delle Regioni  di ciascuna area marittima di riferimento. Il piano di gestione individua la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine, presenti e futuri, ed include la Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione di Incidenza”, afferma il Vice Presidente del Circolo di Terracina e responsabile del Dipartimento Scientifico Gabriele Subiaco.

“La Regione Lazio in assenza della pianificazione dello spazio marittimo non può continuare gli iter di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura ma piuttosto deve ottemperare ai propri obblighi di tutela del paesaggio costiero e del litorale laziale”, afferma Dino Zonfrillo, Presidente del Circolo Sud Pontino, “ e soprattutto non può chiedere, dopo anni, al Comune di Minturno, dopo due delibere all’unanimità del  23 luglio 2015 n. 212 e del 27 luglio 2015 n.12, tutte contrarie e dopo migliaia di firme raccolte dalla cittadinanza, un nuovo e più articolato parere tecnico, considerando il precedente parere non sufficiente in merito alla compatibilità dell’impianto e in merito agli impatti sul paesaggio naturale e costiero, peraltro non convocando la conferenza dei servizi, anzi ritenendo ormai concluso l’iter di raccolta (incompleta) di pareri dai vari Enti, mostrando quindi un grado di opacità oltre che incoerenza nel processo decisionale”.

Alla luce di quanto stabilito dal D.lgs n.201/2016 che finalmente definisce un processo completo ed integrato di pianificazione delle aree marittime e della successiva Deliberazione della Regione Lazio del 28 febbraio 2017, n. 84 L.R. 20 giugno 2016, n. 8 “Identificazione dei descrittori amministrativi e ambientali e relativa mappatura ai fini dell’individuazione dei vincoli e delle limitazioni degli spazi marini” adempimento collegato al medesimo D. lgs n. 201/2016, i due Circoli chiedono a gran voce alla Regione Lazio, nella persona del suo Presidente Nicola Zingaretti, di interrompere tutti gli iter autorizzativi degli impianti di mitilicoltura nella Provincia di Latina che evidentemente dovranno essere rivalutati alla luce del Piano di Gestione dello spazio marittimo laziale.

Il Presidente del Circolo di Terracina, Anna Giannetti e del Circolo Sud Pontino, Dino Zonfrillo si faranno carico, insieme a Legambiente  Lazio e coinvolgendo anche Legambiente nazionale, di inviare tempestivamente,  al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (in qualità di autorità competente designata dal D. Lgs n. 201/2016)  e al Ministero dell’Ambiente,  una nota per chiedere che la VAS e la VIA previste ai fini del rilascio del Piano di Gestione rispondano a criteri di completezza e accuratezza dettati dalla più diffusa letteratura scientifica in materia a tutela degli ecosistemi marini del Lazio ed in particolare dei SIC marini che, tra l’altro, sono stati proposti a ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC) dalla stessa Regione Lazio con la recente  Deliberazione N. 679 del 15/11/2016. Inoltre, in coerenza con la nostra natura di associazione attenta al territorio ma anche propositiva per una sua trasformazione sostenibile, nella nota segnaleremo ai Ministeri in indirizzo anche l’opportunità di introdurre innovazioni scientifiche e tecnologiche ad oggi disponibili nella tecnologia degli impianti di mitilicoltura (sistema smart farm, sistema neozelandese) rispetto alla tecnologia obsoleta degli impianti  longline di cui alle richieste in corso alla Regione Lazio, nuovi sistemi meno impattanti dal punto di vista ambientale visto che non prevedono l’utilizzo di reste di materiale plastico che con il loro distacco contribuiscono ad inquinare i fondali e il mare.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

PARTE IL PRIMO CORSO BASE INTENSIVO PER ASPIRANTI GUARDIE AMBIENTALI VOLONTARIE (G.A.V) DI LEGAMBIENTE A TERRACINA, ORGANIZZATO DAL CIRCOLO LOCALE IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCOLO LEGAMBIENTE FIUGGI “WOLF” E SOTTO LA SUPERVISIONE DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE DELLE G.A.V LEGAMBIENTE DI FROSINONE. L’ OBIETTIVO E’ QUELLO DI ATTIVARE ANCHE NEL TERRITORIO DI TERRACINA UN SERVIZIO DI VIGILANZA AMBIENTALE DEI PARCHI URBANI, DEI MONUMENTI NATURALI ALL’INTERNO DEL PARCO DEGLI AUSONI, DEI SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) E ZONE SPECIALI DI PROTEZIONE (ZPS), DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI MARINI E SPIAGGIATI E DI CONTRASTO ALL’ INQUINAMENTO DEI MARI E DEI FIUMI E AI ROGHI ILLECITI IN AGRICOLTURA.

Terracina, 17 febbraio  2017                                                                                  

Comunicato Stampa n.33

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, con il supporto del Circolo Legambiente Fiuggi  “Wolf”  sotto la supervisione del Coordinamento Provinciale G.A.V. Legambiente di Frosinone e con gli auspici di Legambiente Lazio, ha organizzato un primo corso base intensivo di preparazione per aspiranti guardie ambientali volontarie di 40 ore di teoria e 12 ore di esercitazioni pratiche con sessioni operative da svolgersi presso il territorio di Fiuggi (Riserva Naturale del Lago di Canterno, ora parte del Parco degli Ausoni e Lago di Fondi) e di Terracina (Monumento Naturale Regionale di Camposoriano e Monumento Naturale Regionale di Monte S. Angelo e Tempio di Giove, sempre parte del Parco degli Ausoni e Lago di Fondi ) ed esame finale.

Il corso, coordinato da Enzo Pirazzi Dirigente provinciale G.A.V. Legambiente di Frosinone e Presidente del Circolo Legambiente di Fiuggi “Wolf”, http://www.tg24.info/fiuggi-nuove-forze-a-tutela-dellambiente-e-del-benessere-degli-animali/ è finalizzato alla creazione di un Servizio di Vigilanza Ambientale (S.V.A.- G.A.V) anche a Terracina. A tutte le Aspiranti G.A.V, tutti Soci Volontari del Circolo di Terracina, che supereranno positivamente l’esame finale, sarà rilasciato un Attestato di partecipazione che permetterà di attivare il Servizio a livello comunale e di accedere al corso avanzato finalizzato all’ottenimento del decreto prefettizio di nomina a guardia ambientale zoofila. Il corso nasce come prima fase di un percorso che ha l’obiettivo di creare anche nella Provincia di Latina un Coordinamento Provinciale G.A.V. per un futuro Coordinamento G.A.V. Legambiente Lazio, tenendo conto però che la Regione Lazio è purtroppo ancora priva di una legge regionale che recepisca la Legge Nazionale in materia.

La finalità del Corso è quella di costituire un Servizio di Vigilanza Ambientale svolto da Legambiente sul territorio di Terracina con alcune primarie specializzazioni come l’educazione ambientale presso le Scuole, la tutela dei Parchi Urbani, dei Parchi Naturali Regionali, dei Monumenti Naturali e dei Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale, per il contrasto agli scarichi illegali in mare e nei fiumi, l’abbandono di rifiuti in mare, sui fondali e sulle spiagge e la prevenzione dei roghi illeciti. Le linee guida delle G.A.V. di Legambiente sono quelle di promuovere la partecipazione dei cittadini alla difesa dell’ambiente e alla definizione della propria qualità della vita, favorendo una migliore organizzazione sociale ed una modifica dei comportamenti individuali e collettivi; perseguire la protezione della persona umana, delle specie animali, vegetali e dell’ambiente; intervenire nel campo dell’educazione e della didattica per favorire nei giovani una coscienza sensibile ai problemi dell’ambiente e un equilibrato rapporto fra essere umano e natura.

gavhttp://www.tg24.info/fiuggi-le-nuove-guardie-ambientali-sulle-rive-del-lago-di-canterno-video/

Le Guardie Ambientali Volontarie Legambiente di Terracina saranno formate su diversi temi, dall’ecologia, all’etologia, alla protezione della flora, fauna, ambiente costiero e marino, alla normativa ambientale e ai regolamenti comunali, provinciali, regionali, alla legge sugli eco-reati e soprattutto sulle azioni di prevenzione,  promuoveranno e diffonderanno l’informazione in materia ambientale, con particolare riferimento alla legislazione relativa (a livello europeo, nazionale, regionale e comunale) e concorreranno ai compiti di protezione dell’ambiente.

Le G.A.V. oltre a svolgere un’importante funzione di informazione della cittadinanza sulla legislazione in materia ambientale, e soprattutto di promozione dell’educazione ambientale presso gli istituti scolastici, potranno segnalare e accertare, nei limiti dell’ incarico, violazioni di disposizioni di legge o di regolamento in materia di protezione del patrimonio naturale e dell’ambiente, nonché di provvedimenti istitutivi di parchi e riserve e dei relativi strumenti di pianificazione e attuazione e collaboreranno con gli enti od organismi pubblici (Comune, Provincia, Ente Parco, ISPRA, ARPA, Regione) in materia di inquinamento idrico, di smaltimento dei rifiuti, di escavazioni di materiali litoidi, di protezione della fauna selvatica, del benessere degli animali di affezione, di esercizio della caccia e della pesca, di tutela del patrimonio naturale e paesistico, di difesa dagli incendi boschivi e di prescrizioni di polizia forestale, e potranno supportare la Protezione Civile nelle opere di soccorso in caso di pubbliche calamità e di emergenza di carattere ecologico.

Proprio al fine di mettere in focus la funzione di vigilanza, prevenzione e repressione degli illeciti e dei reati ambientali, lo scorso gennaio Legambiente ha sottoscritto un importante protocollo di intesa a livello nazionale con l’Arma dei Carabinieri con le proprie articolazioni territoriali e i Reparti Speciali, in special modo il neo-costituito Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare (nato dall’assorbimento del Corpo Forestale e pertanto identificato come Carabinieri Forestali) e quello per la Tutela del Patrimonio Culturale, che opereranno in sinergia con i circoli di Legambiente diffusi sul territorio per promuovere la legalità e la tutela ambientale, favorendo attività di ricerca, analisi, formazione e informazione sui temi della tutela forestale, ambientale, agroalimentare e del patrimonio.  “Il nostro Circolo di Terracina, già protagonista di numerose azioni per la vigilanza e la tutela legale del nostro territorio con ricorsi, esposti, denunce e segnalazioni, si è già attivato, oltre che con altri Enti e Forze dell’Ordine sul territorio come la Polizia Municipale e la Guardia Costiera, con la locale Stazione Forestale Carabinieri guidata dal Comandante Luogotenente Giuseppe Pannone e con il Comando Stazione Carabinieri di Terracina guidata dal Comandante Maresciallo Antonino Ciulla, e con questa iniziativa di costituzione di un gruppo di G.A.V. a Terracina, intende dare piena attuazione al protocollo di intesa con una collaborazione finalizzata ad attività congiunte per la educazione, prevenzione e vigilanza sugli illeciti ambientali sul territorio di Terracina. Il nostro ringraziamento va a Enzo Pirazzi, Dirigente Provinciale G.A.V. di Frosinone e a tutta la squadra G.A.V Legambiente di Fiuggi per la loro disponibilità, generosità ed accoglienza.” afferma Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LA REGIONE LAZIO DELIBERA LE MISURE DI CONSERVAZIONE DEI SIC MARINI E DESIGNA FINALMENTE GLI STESSI A ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC). LE PROPOSTE DEL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA SONO STATE ACCOLTE DALLA REGIONE, INSERITE NELLA DELIBERA REGIONALE N. 679 ED ESTESE PER LA LORO RILEVANZA A TUTTI I SIC DEL LAZIO MA LE CONTRADDIZIONI DELLA REGIONE PURTROPPO CONTINUANO.

Terracina, 27 dicembre 2016                                                                                        

Comunicato Stampa n.29

La Regione Lazio, che pure sembrerebbe non molto interessata ai propri siti di importanza comunitaria,  vista la vicenda del mega impianto di allevamento di cozze autorizzato con Determinazione regionale del 21 marzo 2016, n. G02621 davanti alla costa tra Terracina e San Felice Circeo proprio a poche centinaia di metri di distanza dal più grande SIC marino del Lazio (Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”), ha emesso il 15/11/2016 la Deliberazione N. 679 http://www.regione.lazio.it/binary/rl_main/tbl_delibere/303700.pdf a cura della Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali avente per oggetto “Adozione delle Misure di Conservazione di n. 9 SIC marini, finalizzate alla designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97 e s.m.i.” con la quale procede alla adozione delle misure di conservazione specifiche per 9 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) del Lazio: IT6000003 “Fondali tra le foci del Torrente Arrone e del Fiume Marta”, IT6000004 “Fondali tra Marina di Tarquinia e Punta delle Quaglie”,IT6000007 “Fondali antistanti Santa Marinella”,IT6000008 “Secche di Macchiatonda”,IT6000009 “Secche di Torre Flavia”,IT6000011 “Fondali tra Torre Astura e Capo Portiere”,IT6000012 “Fondali tra Capo Portiere e Lago di Caprolace”,IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”,IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”. Per i restanti 3 SIC regionali (SIC delle  isole ponziane)  le misure sono ancora in corso di definizione. Le misure sono necessarie a garantire il mantenimento, ovvero, all’occorrenza, il ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e le specie di interesse comunitario e sono finalizzate alla designazione dei SIC a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97 e s.m.i. Con questa delibera la Regione sia avvia inoltre al superamento della procedura di infrazione 2015/2163 avviata da parte della Commissione Europea in ordine alla mancata designazione delle ZSC e delle relative misure di conservazione. La delibera verrà  trasmessa al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ai fini dell’emanazione del Decreto di designazione delle ZSC, ai sensi del D.M. 17 ottobre 2007. Le misure sono frutto di una procedura che ha visto, lo scorso Agosto, la pubblicazione sul sito web regionale e sugli Albi Pretori dei Comuni prospicenti i SIC interessati, delle bozze di misure di conservazione relative a 12 SIC marini della Rete Natura 2000 regionale.

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, rispettando la scadenza del 4 settembre, aveva definito ed inviato alla Regione Lazio (prot. n. 441831), in risposta alla pubblicazione sull’Albo Pretorio del Comune di Terracina della bozza di misure, un articolato documento che integrava la bozza predisposta dalla Regione di misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” http://www.regione.lazio.it/binary/prl_ambiente/tbl_contenuti/cartografia/Latina/IT6000013.PDF e il Sito di Interesse Comunitario IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” http://www.regione.lazio.it/binary/prl_ambiente/tbl_contenuti/cartografia/Latina/IT6000014.PDF.  Al termine del periodo di pubblicazione (1 agosto – 4 settembre 2016), sono quindi pervenuti 12 contributi alla Direzione Ambiente e Sistemi Naturali della Regione Lazio. L’Ufficio Tutela e Valorizzazione del Mare e delle Coste ha provveduto ad analizzare e valutare tutti i contributi pervenuti e all’occorrenza integrarli nelle bozze dei documenti pubblicati. Dei 12 contributi pervenuti, 8 sono relativi ai SIC IT6000015/16/17 delle isole di Ponza, Palmarola e Zannone, 3 sono relativi ai SIC IT6000009, IT6000012 e IT6000013 ed uno è generale e relativo a tutti i SIC. Gli 8 contributi relativi alle isole ponziane sono ancora in fase di valutazione, mentre dei restanti 4 contributi solo due sono stati valutati positivamente: quello dell’Associazione Marevivo il cui contributo, relativo a tutti i 12 SIC, è stato integrato nelle bozze di misure di conservazione e quello del Circolo Legambiente di Terracina relativo ai due SIC della costa terracinese, le cui proposte sono stato integrate nel documento finale di misure di conservazione e che, per la loro validità, la Regione ha ritenuto opportuno estendere a tutti gli altri SIC marini del Lazio.

Le azioni e gli interventi individuati e suggeriti da Legambiente riguardano principalmente: la realizzazione di un monitoraggio permanente degli Habitat e delle Specie di interesse comunitario anche mediante un sistema di geo-referenziazione; l’adozione di un sistema di indicatori che assicuri qualità ed efficacia al processo di governance del piano di gestione; azioni di sorveglianza e tutela attiva dei SIC; campagne di pulizia dei SIC dai rifiuti e dagli inerti in particolare di plastica che devastano oramai permanentemente i nostri mari (Marine Litter);  realizzazione di applicazioni mobili per garantire la tutela e segnalare la presenza di rifiuti o violazioni; lo sviluppo di progetti LIFE mirati alla salvaguardia degli habitat e delle specie presenti e orientati alla prevenzione dei rifiuti, la mitigazione delle minacce (inquinamento,  utilizzo della pesca a strascico, ancoraggio incontrollato dei natanti in particolare durante la stagione estiva, urbanizzazione selvaggia della costa e delle spiagge vicine) che possono mettere a repentaglio lo stato di salute e il delicato equilibrio dell’ecosistema marino che caratterizza la vita del SIC; attività di educazione, informazione e sensibilizzazione dei fruitori e dei cittadini. Il Circolo Legambiente di Terracina, ha voluto sottolineare con questo contributo l’importanza ed il ruolo centrale che i due SIC marini del nostro territorio ricoprono per l’attuazione concreta della Direttiva quadro 2008/56/CE europea sulla Marine Strategy emanata il 17 giugno 2008 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea e successivamente recepita in Italia con il d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010 e sulla cui attuazione l’Italia sconta purtroppo come sempre un notevole ritardo. L’importante direttiva comunitaria si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea ponendo agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine.

“Siamo orgogliosi di aver contribuito a integrare e migliorare il documento regionale e soprattutto siamo soddisfatti del fatto che i nostri suggerimenti siano stati recepiti, apprezzati ed estesi a tutti i SIC del Lazio, visto che uno degli obiettivi primari dell’azione di Legambiente sul nostro territorio è la difesa e la tutela attiva dell’ecosistema marino. Nessuna delle misure da noi suggerite va nella direzione di restringere l’accesso alla pesca o al turismo, ma piuttosto in quella di promuovere la sostenibilità ambientale di tutte le attività e gli interventi che avvengono nelle zone speciali di conservazione e nelle loro vicinanze. Con questo risultato ribadiamo il nostro ruolo attivo e propositivo nella gestione del territorio collaborando sia con il Comune di Terracina che con la Regione Lazio alla quale però chiediamo con fermezza di superare una volta per tutte l’atteggiamento contraddittorio che, se da una parte cerca giustamente di tutelare i SIC emanando misure di conservazione speciali e promuovendo gli stessi a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), dall’altra rilascia autorizzazioni e pareri ambientali positivi per la costruzione di un mega impianto per l’allevamento delle cozze a poche centinaia di metri, sia dal più esteso SIC del Lazio che dall’Area Marina protetta per il ripopolamento ittico recentemente estesa dalla stessa Regione (progetto “Mare Nostrum”), entrambe situate davanti alla costa di Terracina tra le più belle e preziose del nostro Paese” afferma Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente Terracina e autore del documento di proposta inviato alla Regione.

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Il Vice-Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente di Terracina

Ing. Gabriele Subiaco

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.