IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA E LA SCUOLA SOSTENIBILE LEGAMBIENTE DI TERRACINA IC DON MILANI ADERISCONO ALLA CAMPAGNA NAZIONALE “FESTA DELL’ALBERO 2017” CON UNA SERIE DI EVENTI EDUCATIVI CHE SI SVOLGERANNO AL PARCO DEL MONTUNO E PRESSO I PLESSI DELLA SCUOLA DON MILANI. L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “CENTRO UPM DI ROMA” PORTA PER LA PRIMA VOLTA ANCHE A TERRACINA L’IMPORTANTE PROGETTO NAZIONALE RICONOSCIUTO DALL’ONU “UN BOSCO PER LA CITTA’”. QUEST’ANNO LA FESTA E’ DEDICATA ALLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI CON LO SLOGAN “IL FUTURO NON SI BRUCIA”!

Terracina, 14 novembre 2017                       Comunicato Stampa n. 65

 Nel corso dell’estate 2017 sono andati letteralmente in fumo migliaia e migliaia di ettari di superfici boschive da nord a sud della penisola. Le temperature torride, la scarsa manutenzione dei territori e la mano criminale dell’uomo hanno innescato un mix esplosivo. Ed è proprio alla piaga degli incendi boschivi che quest’anno Legambiente dedica la Festa dell’Albero, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di FLA- FederlegnoArredo, CONLEGNO – Consorzio Servizi Legno sughero, ASSOCARTA e AFI-Associazione forestale italiana, che promuoveranno alcune piantumazioni simboliche in aree protette e territori colpiti dagli incendi.

La Festa dell’Albero è la storica campagna di Legambiente per la tutela del verde e del territorio nell’ambito della Giornata Nazionale degli Alberi che si realizza fin dal 1898, richiamando l’attenzione di tutti sull’importanza dei boschi e delle foreste, sul loro fondamentale ruolo di polmone verde per la Terra. La campagna nazionale vuole mettere l’accento sulla tutela del patrimonio arboreo, la riqualificazione del verde urbano, la valorizzazione degli spazi pubblici, la messa a dimora di nuovi alberi, la biodiversità contro i mutamenti climatici e il dissesto idrogeologico. Il nostro Circolo, autore con Legambiente Lazio di un importante e articolato esposto alla Procura di Latina per l’ipotesi di disastro ambientale e la distruzione di habitat protetto a danno di rilevanti aree protette boschive, vuole insieme alla Scuola Sostenibile Legambiente IC Don Milani e all’Associazione Culturale Centro UPM di Roma, che promuove il progetto Un Bosco per la Città (da una idea di Mario Pianesi), mettere a dimora giovani alberi per educare i cittadini a riflettere sulla prevenzione degli incendi boschivi che hanno deturpato la città nei mesi scorsi, mandando in fumo centinaia di ettari di preziosa foresta e macchia mediterranea e sulla non casualità del fenomeno degli incendi, oggi frutto dell’azione di piromani ed ecomafie e sulle sue conseguenze a livello ecologico e sociale. L’iniziativa e il concorso fotografico “il futuro non si brucia” sarà un’occasione per ricordare che senza i nostri polmoni verdi non c’è futuro e, anche se in piccola parte, per compensare tristemente la perdita di tanti alberi divorati dagli incendi. Nel pieno spirito della Legge n. 10 del 14 Gennaio 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, la Scuola Sostenibile IC Don Milani uilizza il suolo pubblico del Parco (purtroppo ancora chiuso ma aperto per l’occasione) per coinvolgere gli studenti nella messa a dimora delle piante e si impegna ad interessarsi nel tempo alla crescita e alla difesa del Parco, aderendo al progetto Legambiente “Gli Angeli del Parco”.

La festa dell’Albero di Legambiente a Terracina, aperta a tutta la cittadinanza, prevede il seguente calendario di iniziative:

  • Parco Pubblico del Montuno – Venerdì 17 novembre dalle 9 alle 13 (Laboratori didattici all’aperto, abbraccio degli alberi, censimento delle specie arboree, animazioni didattiche sui rischi degli incendi e la corretta prevenzione e della corretta classificazione dei rifiuti, messa a dimora di piante e piantine gentilmente offerti dall’UTB dei Carabinieri Forestali di Fogliano-Sabaudia nell’ambito del progetto UPM “Un Bosco per la Città”, seminario su Consumo di Suolo e Forestazione Urbana e presentazione del Concorso Fotografico: “Il futuro non si brucia”)
  • Scuola IC Don Milani – Martedì 21 Novembre dalle 9 alle 13 presso ogni Plesso della Don Milani – Festa dell’Albero a Scuola con piantumazioni e scambio di riflessioni sugli incendi estivi, riportando tutta l’esperienza fatta “outdoor” presso il Parco
  • Parco Pubblico del Montuno – Venerdì 24 novembre dalle 9 alle 13 (Laboratori didattici all’aperto, abbraccio degli alberi, messa a dimora di piante e piantine gentilmente offerti dall’UTB dei Carabinieri Forestali di Fogliano-Sabaudia nell’ambito del progetto UPM-Un Bosco per la Città, e presentazione del progetto “Gli Angeli del Parco” per avviare gli alunni ad una consapevolezza civica dell’importanza dei parchi come polmoni verdi e contrastare il vandalismo). A conclusione della mattinata si terrà anche la cerimonia di consegna degli Attestati di Guardia Ambientale Zoofila Volontaria Legambiente ai Soci Volontari del Circolo che hanno superato l’esame del Corso e che costituiranno il primo Raggruppamento di Guardie Volontarie Legambiente nella Provincia di Latina.

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Il Circolo Legambiente porta quindi a Terracina per l’occasione l’importante progetto nazionale “Un Bosco per la Città” – da una idea di Mario Pianesi, grazie all’Associazione Culturale “Centro UPM” di Roma e all’Albergo Ristorante “Neapolis” di Terracina, affiliato all’Associazione Nazionale e Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, progetto già avviato nella Regione Marche nel 2002 e che ha visto il successivo coinvolgimento di altre Regioni e di numerosi Comuni, trovando pieno riconoscimento in occasione della proclamazione dell’ONU nel 2011 dell’Anno Internazionale delle Foreste, con il Patrocinio di ONU, UNESCO, UNCCD, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari e Forestali, Corpo Forestale dello Stato e con il grande apprezzamento del Ministero della Pubblica Istruzione che lo ha individuato come progetto di eccellenza per le Scuole. Il Progetto “Un Bosco per la Città” offre un’opportunità per rispondere ai molteplici problemi ambientali presenti nelle diverse Regioni d’Italia. Gli alberi, ed in particolare le formazioni boschive, agiscono infatti come elementi riequilibratici dell’aria, dell’acqua e della terra, garantendo, tra le altre cose, l’abbattimento dei livelli di CO2 in atmosfera, il miglioramento del clima nelle zone urbanizzate e naturali e la formazione di una preziosa riserva di ossigeno.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

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ITER DI APPROVAZIONE DEL PIANO DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” PRESENTA LE PROPRIE OSSERVAZIONI SU MOBILITA’ SOSTENIBILE, ENERGIA E RISCHIO CLIMATICO, INTEGRAZIONE CON SIC, ZSC E ZPS LIMITROFI SIA MONTANI CHE MARINI, INTEGRAZIONE GESTIONALE DI TERRACINA NELLA UNESCO MAB – RISERVA DELLA BIOSFERA (AREA DI TRANSIZIONE) CON L’ OBIETTIVO DI RICREARE LO STORICO LEGAME TRA IL PARCO E IL TERRITORIO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.63                                    25.10.2017

Nei giorni scorsi e rispettando la scadenza del 19 ottobre,  il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina ha inviato all’attenzione del Parco del Circeo le osservazioni al Piano del Parco come da iter in corso di approvazione.

L’approvazione del Piano del Parco rappresenta un momento storico, un vero traguardo per questa area protetta e per tutto il territorio per la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo economico del territorio, strumento di sintesi tra le esigenze di conservazione e quelle di fruizione sostenibile dell’area.

Le osservazioni prodotte dal nostro Circolo hanno tutte il comune denominatore di ricollegare il Comune ed il territorio di Terracina al Parco come vuole la sua storia, visto che gran parte dell’area rialzata della “duna antica” da Terracina a Nettuno coperta da boschi, era chiamata appunto Macchia di Terracina e di Cisterna ed era circondata da acquitrini e paludi infestate dalla malaria, nella quale vivevano alcune migliaia di persone dedite alla compravendita di legname e alla caccia, attività che per secoli hanno alimentato,  attraverso la preziosa rete dei canali, l’economia di Terracina. Proprio per ricordare l’importanza che la Macchia di Terracina ha avuto per secoli per la vita della nostra comunità, abbiamo voluto che il Piano recepisse gli indirizzi e le azioni tese a testimoniare, rinsaldare e a non far dimenticare questo storico legame cercando di lavorare sulle connessioni del Parco con il territorio circostante per poterlo integrare all’interno dello stesso legandolo con la storia passata ma anche futura di tutto il sud pontino.

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Stato paludoso dell’Agro pontino nell’anno 1777. (da Bortolotti et al., 1986)

Le osservazioni presentate dal Circolo in sintesi riguardano: il Piano per la mobilità integrata e sostenibile, il Piano energetico e l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’inclusione nel Parco del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” per preservarlo da eventuali scempi come dalle autorizzazioni dei mega impianti per la mitilicoltura contro i quali il nostro circolo lotta da anni, la creazione di una rete di collegamento con le aree protette, SIC, ZPS, ZSC e i Parchi circostanti, l’integrazione compiuta del Comune di Terracina nella governance del Parco data la presenza del Comune di Terracina nella Transition Area UNESCO MAB-Man and Biosphere fin dal 2013.

Entrando nel dettaglio, in particolare è stata proposta la stesura di un Piano della Mobilità Sostenibile integrato tra i comuni del Parco in modo da collegare in modo più efficiente il Parco alla linea ferroviaria FL7 (Roma –Napoli) utilizzando gli hub di Priverno-Fossanova e Monte San Biagio-Terracina Mare che possono diventare veri e proprie porte di accesso al Parco, anche come InfoPoint di primo livello, ma anche incrementando la rete interna di piste ciclabili e interconnettendola con la prevista Ciclovia del Sole che potrebbe attraversare il Parco da nord a sud collegando (con le piste ciclabili già in uso e con altre da costruire) i Comuni di Latina-Sabaudia-San Felice Circeo e Terracina. E’ stata proposta la stesura di un PAESC (Piano di Azioni per l’Energia Sostenibile ed il Clima)  del Parco (esteso ed integrato con tutti i Comuni inclusi nel Parco) con obiettivi e azioni comuni sia sul piano della mitigazione (incremento dell’uso delle rinnovabili e degli interventi di efficientamento energetico) sia sul piano delle misure e delle azioni di adattamento climatico (in particolare per affrontare i fenomeni dell’innalzamento della temperatura del mare, del livello delle acque e dell’incremento dei fenomeni di erosione costiera) in linea con quanto già definito e previsto dagli scenari e dalle vulnerabilità ipotizzate nella Strategia nazionale e nel Piano nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici per il sud pontino. Un’altra osservazione riguarda la proposta di estendere a tutto il SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” l’area inclusa nell’ampliamento a mare del Parco in modo da compiere appieno, come affermato nel Piano, la funzione di tutela della prateria di posidonia che costituisce un elemento fondamentale per la protezione della fascia costiera e per la salvaguardia del sistema dunale e soprattutto contribuire ad escludere definitivamente la possibilità di installazione tra la foce del Sisto e del Portatore di un impianto di mitilicoltura di 500.000 mq proprio a ridosso dei confini settentrionali del SIC IT6000013 con un disastroso impatto sia ambientale che sulla economia turistica del litorale (come riportato nell’attuale ricorso ad adiuvandum del nostro Circolo al Comune di Terracina contro la Regione Lazio). Si propone anche di utilizzare, per la redazione del Piano di Gestione del SIC, le misure già proposte dal nostro Circolo alla Regione Lazio e dalla stessa approvate e di attuare, d’intesa con la Regione Lazio, una gestione integrata da parte del Parco del SIC marino anche per le parti non incluse nel perimetro amministrativo del Parco per garantire l’omogeneità di gestione del SIC, ed un adeguato livello di raggiungimento degli obiettivi di conservazione, senza necessariamente aggiungere ulteriori elementi di vincolo e di tutela.

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SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”

E’ stato proposto inoltre, congiuntamente al Circolo Legambiente Sabaudia “Larus”, che il Piano possa includere anche la creazione a terra di una vera e propria rete con le aree protette e i parchi limitrofi come il Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, la ZPS IT6040043 “Monti Ausoni e Aurunci”, Il Sito di Interesse Comunitario IT6040007 “Monte Leano”, il Sito di Interesse Comunitario IT6040006 “Monti Ausoni meridionali”, il SIC/ZPS Lago di Fondi, il costituendo parco dei Monti Lepini attraverso la progettazione di corridoi ecologici di interconnessione tra le diverse aree per gli spostamenti in particolare dell’avifauna, che tenga conto del fatto che, come riportato nel Piano, esiste una Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva CEE 79/409 (Direttiva Uccelli Selvatici) per tutta l’area terrestre del Parco, che si estende alla fascia costiera marina, utilizzando ad esempio come corridoi i canali della bonifica pontina che potrebbero a loro volta diventare un SIC come è già in parte avvenuto per una loro porzione ricadente nel SIC “Canali in disuso della bonifica pontina” (IT6040008).

Infine data la presenza del Comune di Terracina nella UNESCO MAB- transition area dal 2013 (delibera Comune di Terracina DGC n.399 del 30 ottobre 2013 – Adesione alla Transition Area), si propone, anche considerando l’intero Parco Nazionale del Circeo, o anche un’area più vasta, come unità gestionale della “Riserva della Biosfera del Circeo”, di integrare anche il Comune di Terracina tra i Comuni di riferimento per il Parco e di impegnare il Comune di Terracina in una cogestione diretta della Transition Area. In particolare poi si chiede di riferirsi per tutto cio’ che riguarda la gestione dell’area al più aggiornato documento “Lima Action Plan for UNESCO’s Man and the Biosphere (MAB) Programme and its World Network of Biosphere Reserves (2016-2025)” adottato il 17 marzo 2016 al 4th World Congress of Biosphere Reserves in Lima, Peru.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

RIGENERAZIONE SCOLASTICA A TERRACINA: LEGAMBIENTE PRESENTA IL XVIII° RAPPORTO ECOSISTEMA SCUOLA DEDICATO ALLA VIVIBILITÀ, QUALITÀ DELLA MANUTENZIONE, SICUREZZA E RISCHI DEGLI EDIFICI SCOLASTICI ITALIANI NEL CORSO DELL’EVENTO SCUOLA INNOVA DEL PROSSIMO 17 OTTOBRE A ROMA. IL CIRCOLO FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUI BISOGNI DI MANUTENZIONE E RIGENERAZIONE DELLE SCUOLE E SUI NUOVI CRITERI DI GESTIONE.

Comunicato Stampa n.62                                    14.10.2017

scuola innova

Da pochi giorni hanno ormai riaperto le scuole della nostra città, e proprio il 28 settembre è stato presentato il XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanza Attiva (http://www.cittadinanzattiva.it/comunicati/scuola.html) mentre Legambiente, con il suo Dipartimento Scuola e Formazione, organizza martedì prossimo 17 Ottobre a Roma un importante convegno dal titolo Scuola Innova – Secondo forum sull’edilizia scolastica il cui obiettivo è quello di far incontrare e confrontare, intorno alla grande sfida della riqualificazione energetica, antisismica e ambientale del patrimonio edilizio scolastico, istituzioni locali e nazionali, imprese e progettisti, mondo dell’educazione e associazioni. Lo scopo dell’evento è quello di approfondire, attraverso il contributo di Sindaci, Dirigenti scolastici e Progettisti, la programmazione e la governance dei processi ma anche le eccellenze e le buone pratiche, superando le barriere che oggi fermano o rallentano il processo di riqualificazione diffusa delle scuole italiane.

All’evento, organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club, parteciperà anche il Circolo di Terracina (che ha invitato ufficialmente anche il Sindaco, il Presidente della Provincia e i Dirigenti dei principali Istituti della Città) per condividere in particolare le iniziative in atto con l’IC Don Milani, prima scuola sostenibile di Legambiente a Terracina ed una delle 20 del Lazio, con la quale è in atto un’ampia collaborazione su temi quali: la qualità e la rigenerazione degli spazi scolastici, anche attraverso interventi pratici di efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili; l’attivazione di percorsi didattici ispirati alla sostenibilità (la cura dell’Orto e del Frutteto didattico, la consapevolezza alimentare e la lotta agli sprechi, lo stop al consumo di suolo, il Teatro come strumento di conoscenza dell’ambiente, l’utilizzo di Aule Verdi); la costruzione di un innovativo percorso di educazione basato sulla “outdoor education”: La Scuola nel Parco-Il Parco nella Scuola, in un ideale connessione tra la Scuola e il parco cittadino del Montuno, già riaperto da Legambiente in occasione della Campagna Nazionale Puliamo il Mondo 2016 e Festa dell’Albero 2016 e recentemente riaperto per Puliamo il Mondo 2017 e proposto da Legambiente all’Amministrazione Comunale come sede di un CEA (Centro di Educazione Ambientale), ma ancora purtroppo chiuso; l’innovazione dell’offerta formativa dell’IC “Don Milani” e la predisposizione congiunta di progetti finanziati dal MIUR o da altri enti, e con l’ITS Bianchini nell’ambito della convenzione di Alternanza Scuola-Lavoro relativamente al progetto da “Goletta Verde alle Sentinelle del mare” per la creazione presso l’Istituto di un centro di  monitoraggio della qualità delle acque del mare, dei fiumi e dei canali del nostro territorio.

Durante il forum verrà illustrato il XVIII° rapporto “Ecosistema Scuola”, l’analisi che annualmente Legambiente fa sulla qualità dei servizi scolastici e degli edifici che, oltre a fotografare la situazione attuale del patrimonio edilizio documenta il risultato dei processi di riqualificazione in corso e i piani di finanziamento associati. Il Rapporto Ecosistema Scuola, attraverso la fotografia di un campione di oltre 6000 scuole, definisce un quadro chiaro dei bisogni. Inoltre nel corso della giornata saranno premiate le amministrazioni più virtuose in Italia nella gestione del patrimonio edilizio scolastico e presentati i progetti più innovativi sia relativi alle nuove scuole che alla riqualificazione di quelle esistenti.

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In questi ultimi anni si è indubbiamente aperta una nuova fase rispetto agli interventi che riguardano il patrimonio edilizio scolastico, con una Struttura di Missione presso la Presidenza del Consiglio e risorse dedicate. Il quadro dei finanziamenti è davvero rilevante, pari, secondo le ultime stime, a 7,4 miliardi di Euro, con 27.721 interventi avviati attraverso diversi programmi e canali di finanziamento nazionali, europei, regionali (#SCUOLESICURE, FONDO PROTEZIONE CIVILE (2008-2016), #MUTUIBEI, #INDAGINI DIAGNOSTICHE, #SCUOLEINNOVATIVE, #SCUOLEBELLE, FONDO KYOTO). A parte i fisiologici tempi di realizzazione degli interventi, si evidenzia però una diffusa difficoltà da parte degli Enti Locali nel partecipare ai bandi, e poi nella capacità di progettare e realizzare gli interventi. Ricordiamo che le scuole sono di proprietà per il 77% dei Comuni (scuole materne, primarie e secondarie di primo grado) e per 9% delle Province (secondarie di secondo grado), con un 5% di edifici che appartengono ad altri enti.

I risultati dell’indagine riportano che nel Lazio il 55,6% degli edifici scolastici sono stati costruiti dopo il 1974, solo il 13,5% secondo criteri antisismici e il 2,7% secondo i criteri della bioedilizia. Gli edifici scolastici del Lazio che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni sono ben al di sotto della media nazionale (il 18,9%) a fronte del 46% del dato nazionale mentre sono ancora tanti quelli che necessitano di manutenzione urgente (65%). Un dato rafforzato dalle pochissime certificazioni (molto al di sotto della media nazionale) che hanno le scuole: da quelle di collaudo e idoneità statica, agibilità, igienico-sanitaria, a quella per la prevenzione incendi.

Il Circolo Legambiente di Terracina, proprio nel corso della campagna nazionale Legambiente “NonTiscordardime” del 2017, ha effettuato una ricognizione dei problemi e delle necessità rilevate presso i plessi dell’IC Don Milani, proprio in vista della creazione di un Rapporto locale sulle Scuole di Terracina da inserire nel Rapporto nazionale. Le scuole di Terracina sono tutte abbastanza datate, con le più moderne realizzate tra gli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta, e molte sono state interessate negli anni novanta da lavori per favorire il superamento delle barriere architettoniche e dall’adeguamento alle norme per la prevenzione degli incendi. La gran parte possiede il certificato di idoneità statica ma non risultano eseguite le verifiche di valutazione di adeguatezza sismica, rischio amianto, radon e rischio elettromagnetico.

Durante la nostra ricognizione nei 4 plessi della Don Milani abbiamo rilevato numerosi problemi di infiltrazioni e muffe sulle pareti dovuti sia alla rottura della guaina impermeabile del tetto che alla ostruzione dei discendenti (con fogliame e altro materiale) che impedisce il normale deflusso dell’acqua piovana. Gli impianti termici sono vecchi e necessitano di continui interventi di manutenzione. Molti sono gli interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria necessari, interventi che vanno dalla sistemazione delle sale mensa, dei bagni, dei cancelli di ingresso e delle recinzioni, a quella delle pareti sia interne che esterne che presentano numerosi distacchi di intonaco e che vanno restaurate e ridipinte.

Sono necessari interventi di efficientamento energetico con la sostituzione delle lampade attuali con altre a basso consumo e la regolazione termica dei termosifoni con valvole termostatiche, la diffusione della differenziata (oltre alla carta e alla plastica) e il riciclo dei materiali (es.carta). Gli spazi esterni all’edificio presentano buche, vialetti sconnessi e pozzetti pericolosi e il verde è poco curato (spesso manca un impianto di irrigazione). Relativamente alla sicurezza delle aree antistanti le scuole soprattutto per gli attraversamenti pedonali si rilevano buche e dossi pericolosi, mancano semafori pedonali e transenne parapedonali.

Sarebbe inoltre utile sviluppare servizi di mobilità dolce per raggiungere le scuole con percorsi casa-scuola dedicati tutto l’anno (pedibus, ciclabilità favorita da piste che collegano le scuole con una futura rete di piste ciclabili cittadine), utilizzare le coperture (in una città soleggiata come Terracina!) per incrementate l’autoproduzione di energia elettrica e termica (impianti solari fotovoltaici e termici), adottare materiali e tecniche di manutenzione ispirati alla bioedilizia, favorire nelle mense scolastiche il bio, il km0, la stagionalità degli alimenti, i menù alternativi per motivi culturali e il recupero del cibo non utilizzato a favore delle organizzazioni impegnate nei servizi sociali. Inoltre sarebbe fondamentale eliminare l’uso delle stoviglie monouso di plastica (come il progetto che stiamo portando avanti all’ IC Don Milani, nostro partner nel progetto #Plasticfreebeaches).

“Non sono oggi più accettabili, infatti, ritardi rispetto alla integrale pubblicazione di una completa Anagrafe Scolastica che contenga informazioni aggiornate sui circa 43mila edifici scolastici del nostro Paese, oggi purtroppo ancora incompleta per quanto riguarda le certificazioni (agibilità, antincendio, collaudo statico, classe energetica). In particolare occorre avere, quanto prima, per ogni edificio un’analisi dello stato di salute e delle emergenze che riguardano la manutenzione, della condizione statica, sismica e di quella energetica. Come pure è necessario ridurre e semplificare le linee di finanziamento per la riqualificazione edilizia e fare in modo che la Struttura di Missione cambi ruolo per supportare attivamente i Comuni aiutandoli a superare i problemi di accesso ai bandi di finanziamento. A livello locale sarebbe auspicabile che l’Amministrazione Comunale di Terracina (così come la Provincia di Latina per le scuole superiori di sua competenza) predisponesse oltre ad una anagrafe completa dello stato di tutti gli edifici scolastici del territorio anche una relazione annuale sullo stato dell’edilizia scolastica comunale da illustrare pubblicamente (magari utilizzando, come oramai in uso in molti Enti, la modalità del question time) ed un programma dettagliato di lavoro con gli interventi previsti nel corso dell’anno schedulati sulla base di precise priorità. Noi come volontari Legambiente e come Laboratorio Urbano di Rigenerazione Sostenibile siamo già in azione (assieme ai dirigenti, ai genitori, ai docenti e alle maestre) per l’analisi dei bisogni e delle criticità, la programmazione dei finanziamenti, la realizzazione degli interventi di piccola manutenzione e sistemazione interna ed esterna dei quattro plessi scolastici dell’IC Don Milani, mettendoci come sempre la nostra volontà, le nostre competenze, il nostro tempo e anche qualche euro.” Dichiara l’ing. G. Subiaco responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana di Legambiente e Vicepresidente del circolo locale.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

PULIAMO IL MONDO 2017 A TERRACINA NEI LUOGHI DELL’APPIA TRAIANEA. L’EVENTO MONDIALE CLEAN UP THE WORLD- PULIAMO IL MONDO DI LEGAMBIENTE, CHE CELEBRA QUEST’ANNO IL SUO 25° ANNO, SI TERRÀ ANCHE QUEST’ANNO A TERRACINA IL 22, 23 E 24 SETTEMBRE, DOVE IL CIRCOLO “PISCO MONTANO” ORGANIZZA UN’EDIZIONE SPECIALE DELLA CAMPAGNA DEDICATA ALLA VALORIZZAZIONE DELL’APPIA TRAIANEA E DEL PORTO ANTICO A TERRACINA PER CELEBRARE L’ANNIVERSARIO DEI 1900 ANNI DALLA MORTE DI TRAIANO E IN ONORE DEL BICENTENARIO DELLA PUBBLICAZIONE DELLLA SECONDA PARTE DEL VIAGGIO IN ITALIA DI J. W. GOETHE (1817) E DEL SUO PASSAGGIO A TERRACINA.

Comunicato n.60                                                         20.9.2017

Puliamo il Mondo-Clean Up the World è la più grande iniziativa di volontariato ambientale al mondo, nata in Australia e organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con Rai, ANCI e con i patrocini del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e di UPI (Unione Province Italiane). Ogni anno a fine settembre, volontari di tutto il mondo si danno appuntamento in oltre 120 Paesi per scendere in campo e dare un segnale concreto di voglia di fare e di identità territoriale. In Italia siamo giunti alla 25esima edizione e siamo orgogliosi, come Legambiente, dei risultati raggiunti con oltre 600 mila volontari che hanno partecipato nel 2016, distribuiti in 1.700 comuni, che hanno reso fruibili e recuperato oltre 4000 aree del nostro Paese.

Il 22, 23 e il 24 settembre anche Terracina, grazie alla volontà e all’azione del circolo territoriale di Legambiente insieme alla Amministrazione, alle Scuole, Associazioni, Comitati di quartiere e semplici cittadini sarà possibile ripulire e riqualificare spazi importanti e preziosi della Città ma resi inospitali dall’incuria, dalla mancata manutenzione e dal degrado, liberando dai rifiuti abbandonati centri storici, strade, piazze, stazioni, parchi urbani e denunciando anche le situazioni di degrado ambientale più critiche e persistenti. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Terracina, dell’Istituto Comprensivo Don Milani (Scuola Sostenibile Legambiente), dell’Archeoclub Aricino-Nemorense Vie Appie e Vie Romane, del progetto internazionale “Plastic Free Beaches” della Fondazione del Principato di Monaco, della Rete Internazionale “Cammini d’Europa”, del Goethe Festival, del Comitato nazionale Appia Day e di CoopCulture.

Data la rilevanza dell’anniversario della venticinquesima edizione di Puliamo il Mondo e data la coincidenza con i 1900 anni dalla morte dell’imperatore Traiano (8 agosto 117 d.c.), il cui ruolo è stato determinante per lo sviluppo di Terracina, e in onore del bicentenario della pubblicazione dellla seconda parte del Viaggio in Italia di J. W. Goethe (1817) e del suo passaggio a Terracina, il Circolo Legambiente ”Pisco Montano” effettuerà in tutti e tre i giorni una pulizia straordinaria dei luoghi dell’Appia traianea, in vista di una prossima pubblicazione dell’Appia Traianea di Terracina come itinerario regionale e come parte integrante del cammino della Via Appia. Inoltre questa edizione speciale di Puliamo il Mondo a Terracina vedrà anche la presenza di rappresentanti delle imprese turistico-balneari che hanno aderito al progetto internazionale “PlasticFreeBeaches”, di cui Terracina è sito pilota internazionale, e sarà dedicata in modo particolare alla raccolta e differenziazione delle plastiche e alla informazione sulle buone pratiche da adottare per ridurne il consumo.

L’iniziativa si svolgerà il 22 settembre la mattina dalle 10.00 alle 13.00 presso l’Area Archeologica Stella Polare (Bar Traiano- da Francesco), dove si terrà anche una conferenza stampa alla presenza dei referenti degli Enti patrocinanti, con la presenza e l’azione delle “Classi di Puliamo il Mondo” dell’IC Don Milani, ed il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00 presso l’Area del Molo (Bar del Molo- da Bonifacio), il 23 settembre la mattina dalle 10.00 alle 13.00 presso la Villa Salvini e il pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00 presso l’area del Taglio del Pisco Montano, il 24 settembre la mattina dalle 10.00 alle 13.00 presso il Parco del Montuno, dove si svolgeranno ecoanimazioni e archeoanimazioni con i bambini dell’IC Don Milani – Scuola Sostenibile Legambiente e dove verrà presentato il progetto di valorizzazione eco-archeologica del Parco che include anche il progetto “La scuola nel Parco e il Parco nella Scuola”. Il Circolo Legambiente provvederà a fornire indicazioni a tutti i partecipanti sulle tecniche di pulizia e sulle modalità di comportamento e ogni partecipante, che dovrà munirsi di calzature adeguate, verra’ consegnato un kit completo per la pulizia ma chi vorrà potrà anche portare con se da casa strumenti ed attrezzi utili per la pulizia.

L’iniziativa, aperta a tutti adulti e bambini, sarà integrata anche da visite guidate gratuite su tutti i siti e da eco-animazioni sulla prevenzione, riduzione e riciclo dei materiali plastici a cura di animatori volontari del progetto #plasticfreebeaches.  In particolare per quanto riguarda la Villa Salvini, la pulizia si svolgerà in contemporanea con la visita guidata già prevista a calendario per il 23 settembre proprio per testimoniare come si possa fruire e godere di un bene archeologico prendendone cura come cittadini con volontà, generosità e passione.

Le giornate vedranno la partecipazione attiva di alcune Classi dell’IC Don Milani, prima Scuola Sostenibile Legambiente di Terracina e una delle venti del Lazio, come “Classi di Puliamo il Mondo”, accompagnate dal personale docente e dai genitori. Agli alunni e ai i bambini verrà consegnato, a cura del Circolo, un Kit speciale per i piccoli e verranno offerte merendine e caramelle presso il Bar Traiano- da Francesco e il Bar del Molo- da Bonifacio, soci del Circolo Legambiente Terracina e membri della rete #Plasticfreebeaches.

L’iniziativa sarà ampiamente pubblicizzata a livello nazionale e internazionale sia come iniziativa nell’ambito del progetto internazionale “Plastic Free Beaches”, all’interno del programma Beyond Plastic Med della Fondazione Principato di Monaco che come iniziativa propedeutica alla partecipazione di Terracina all’evento in corso di definizione  “All roads Take to Rome – Verso una Economia della Bellezza” (17 Novembre a Roma – Palazzo Massimo – Museo Nazionale Romano) promossa da Cammini d’Europa insieme a Società Geografica Italiana, Infosei e Communis Agere per proiettare nel futuro nuovi modelli di gestione e fruizione degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie, e con l’intento specifico di confermare l’importanza della Via Appia Antica – Regina Viarum – e degli altri Itinerari di storia, di cultura e di pellegrinaggio come asset imprescindibili della promozione dell’immenso patrimonio culturale italiano, materiale e immateriale. Sarà inoltre un evento propedeutico alla partecipazione come itinerario accreditato al prossimo Appia Day 2018, che si svolgerà il 13 maggio 2018 presso il Parco Archeologico dell’Appia Antica, dedicato alla rigenerazione del cammino della Via Appia a Terracina, sul quale è stato sottoposto un protocollo di intesa con l’Amministrazione.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE 2017: LA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO –TERRACINA MARE TRA PROBLEMI PRESENTI E PROSPETTIVE FUTURE AL CENTRO DELLA “EUROPEAN MOBILITY ACTION” PERMANENTE PROMOSSA DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA

Terracina,15 settembre 2017            Comunicato Stampa n.59

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA LANCIA PER LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE UNA AZIONE INDIPENDENTE E PERMANENTE (EUROPEAN MOBILITY PERMANENT ACTION) CHE INIZIA IL PROSSIMO 17 SETTEMBRE IN COLLABORAZIONE CON I COMITATI DEI PENDOLARI DELLA TRATTA FL/7 E CON L’OSSERVATORIO REGIONALE DEI TRASPORTI  E LEGAMBIENTE NAZIONALE NEL CONTESTO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE #PENDOLARIA, CHE HA AL CENTRO LA QUALITA’ DEI SERVIZI E DELLE INFRASTRUTTURE E IL BENESSERE E LA SICUREZZA DEI CLIENTI DELLA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO-TERRACINA MARE, INDIVIDUATA COME SNODO (HUB) DI COLLEGAMENTO PER TUTTA LA RIVIERA DI ULISSE, TRA LITORALE, ISOLE PONTINE, VIA APPIA E PARCO REGIONALE MONTI AUSONI

Il Circolo di Terracina, dopo la mobilitazione permanente a fianco dei comitati dei pendolari della tratta FL7, iniziata a gennaio scorso in occasione della campagna nazionale #PENDOLARIA con una azione non solo di protesta ma anche di raccolta e strutturazione di informazioni e proposta per il miglioramento degli orari e delle fermate dei treni e proseguita poi con diverse iniziative con la definizione di una proposta integrata per la mobilità sostenibile nel Sud Pontino, ha lanciato sulla piattaforma dell’Unione europea, in occasione della settimana europea della Mobilità sostenibile, un’azione permanente che si svolgerà nel corso dell’intero anno e che sarà incentrata sul miglioramento della condivisione delle informazioni, dei servizi con particolare riferimento all’inter-modalità e alla mobilità condivisa, del benessere e della sicurezza della stazione di Monte San Biagio -Terracina mare, denominata: TOWARDS A MULTIMODAL-SYNCHRONIZED SUSTAINABLE MOBILITY – TRAIN+BICYCLE+CAR+SHUTTLE SERVICES AT THE NEWLY RENOMINATED RAILWAY STATION: MONTE SAN BIAGIO – TERRACINA MARE ON ONE OF MOST POPULATED RAILWAY LINE IN ITALY (ROME-NAPLES- FL7). http://www.mobilityweek.eu/registered-actions/?country=IT&action_uid=gS4gZaUR,

Come già ribadito in altre occasioni (https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/08/07/legambiente-terracina-ribadisce-la-posizione-in-merito-alla-ridenominazione-della-stazione-monte-san-biagio-terracina-mare-come-hub-aggregativo-per-tutta-la-riviera-di-ulisse-considerando-c/) l’attenzione a questa stazione non preclude alcunchè riguardo al ripristino della stazione di Terracina che invece si pone sempre più come obiettivo di lungo periodo, fortemente condizionato dalla vastità dell’intervento necessario per sistemare l’intero fronte franoso sovrastante la ferrovia Priverno/Fossanova – Terracina, dai costi dell’intervento e dalla difficoltà di reperire i finanziamenti ed i cui tempi si prospettano sempre più lunghi anche a seguito della recente mancata assegnazione dei fondi per la messa in sicurezza del Monte Cucca (che costituisce, è bene saperlo, solo un tratto limitato del fronte franoso da mettere in sicurezza).

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L’obiettivo di questa azione permanente è quello di consentire alla nuova stazione Monte San Biagio-Terracina Mare, una stazione classificata di categoria SILVER da RFI, di essere pienamente inclusa anche nel nuovo Piano della Mobilità del Lazio per quanto riguarda il miglioramento dei servizi e la riqualificazione/rigenerazione e di diventare un sito di attuazione di buona pratiche di condivisione (car sharing e car pooling), di intermodalità e di bigliettazione integrata, proponendola a sito sperimentale di tutte le nuove misure regionali sulla mobilità sostenibile (come a esempio l’ abbonamento che consente l’accesso con la bici pieghevole ai treni regionali pagando un costo più basso rispetto al prezzo standard o come lo speciale abbonamento annuale per il trasporto pubblico locale che consente a tutti i sottoscrittori di ricevere un contributo per l’acquisto di bici pieghevole), entrambe azioni permanenti lanciate ufficialmente dalla Regione Lazio in occasione proprio della Settimana europea della mobilità per incentivare il contrasto allo smog e per decongestionare le città dal traffico, ma anche per creare nuova occupazione, con risvolti importanti anche nel cicloturismo, promuovendo il riavvicinamento ai territori ed alle bellezze naturali con effetti positivi sulla qualità della vita e sulla salute in piena sintonia con il tema  e gli intenti della Settimana Europea della Mobilità che ricordiamo è  quest’anno “Una Mobilità pulita, condivisa e intelligente”.  Le azioni progettuali e la sperimentazione di buone pratiche nell’arco dell’intero anno prenderanno spunto anche dal recente testo unificato delle proposte di legge n. 190, prima firmataria Cristiana Avenali, e n. 192 primo firmatario David Porrello che riguarda “Disposizioni per favorire la mobilità nuova” per promuovere la mobilità nuova e la mobilità ciclistica sul territorio regionale, che prevede l’istituzione di due fondi, uno di parte corrente con uno stanziamento di 250 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, uno in conto capitale, 800 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, che ha avuto proprio ieri il via libera con un sì all’unanimità, da parte della Commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità del Consiglio regionale del Lazio, per l’Aula.

La stazione è poi già assegnataria, grazie all’impegno dell’Amministrazione di Monte San Biagio, di un importante finanziamento nell’ambito dell’iniziativa nazionale di Ferrovie dello Stato denominata “500 stazioni” e dedicata alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie italiane principalmente adottando linee di design e di arredo uniformi. Il progetto per la stazione di Monte San Biagio include anche la ristrutturazione delle sale d’attesa, nuove pensiline e un sottopassaggio per attraversare i binari, eliminando quindi il sovrappasso.  Tuttavia, la stazione ad oggi manca ancora di servizi primari essenziali come ad esempio servizi igienici interni alla stazione e raggiungibili comodamente anche per i passeggeri in transito, di accessibilità idonea per i portatori di handicap, di un info-point adeguato al flusso turistico (intenso nel periodo estivo), di segnalatori acustici e visivi per facilitare l’attraversamento dell’Appia (molto trafficata in quel tratto), con semafori che vengono spenti con la sera con il rischio di rendere ancora più critico l’attraversamento già molto pericoloso.  Il Comune di Monte San Biagio aveva poi con Ordinanza n.44 del 03/04/2016 e a partire dal 1/05/2016, previsto nuove modalità di fruizione del parcheggio con un costo raddoppiato per i non residenti (15 euro di abbonamento mensile per i residenti e 30 euro per i non residenti). I cittadini di Terracina che vogliono usufruire del parcheggio sono ancora oggi costretti ad un esborso doppio rispetto a quelli di Monte San Biagio in attesa che il Comune di Terracina risolva finalmente la questione ripianando il Comune di Monte San Biagio. Inoltre il parcheggio non è custodito e neanche videosorvegliato, con continui furti e atti di vandalismo, e lo stesso non è dotato di biglietterie automatiche per l’acquisto dei tagliandi che possono essere acquistati solo presso le attività commerciali poste nelle vicinanze della stazione, che avendo orari fissati di apertura e di chiusura, non rendono possibile acquistare il tagliando a qualsiasi ora. Inoltre le linee COTRAL servono in modo incidentale la stazione provenendo da diverse località regionali e non sono tutte perfettamente sincronizzate con i treni (oltre a non garantire servizio di sabato e domenica) e inoltre penalizzano chi non ha il biglietto integrato regionale facendo pagare ben 7 euro a bordo per la tratta di 15 km (da Monte San Biagio a Terracina). Dal canto suo il COTRI del Comune di Terracina pur garantendo per quanto possibile la copertura giornaliera e festiva (con un biglietto orario di 1,50 euro), termina il servizio alle 20.00 e a volte causa fine turno alcune navette risultano partire vuote. Inoltre esiste un solo taxi (a prezzi non economici) e ci è stata riportata perfino la presenza saltuaria di tassisti abusivi.

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“L’azione permanente (che si svilupperà nel dettaglio nei prossimi mesi) prevede attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e condivisa e indicazioni su come migliorare la sicurezza dei passeggeri in transito, da svolgersi anche in collaborazione con le Amministrazioni locali e regionali, RFI e Trenitalia, con i Comitati dei Pendolari e con l’Osservatorio Regionale dei Trasporti e include attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e diffusione delle misure regionali disponibili, di monitoraggio e raccolta dati con somministrazioni di interviste e questionari sulla qualità del servizio complessiva con particolare attenzione alla inter-modalità, facilitando anche l’accesso concreto ai fondi europei per la mobilità sostenibile e mirando a promuovere e valorizzare le caratteristiche uniche della stazione di Monte San Biagio-Terracina Mare, come nodo di servizio territoriale, e come sito di sperimentazione delle iniziative di nuova mobilità sostenibile lanciate dalla Regione Lazio” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana del Circolo e referente dell’azione europea “La stazione di MSB-Terracina Mare ha una serie di caratteristiche peculiari che verranno opportunamente analizzate sia dal punto di vista del potenziale di sviluppo turistico di tutte le città servite e sia per le necessità derivanti dai flussi di passaggio come la presenza della Stazione sulla Via Appia, la vicinanza con il Parco Regionale dei Monti Ausoni, la capacità di servire tutto il litorale che va da San Felice fino al confine con Sperlonga e soprattutto le Isole Pontine (attraverso i porti di Terracina e San Felice Circeo), tutte località dotate di Bandiera Blu e delle 3 o 4 Vele Legambiente e Touring Club e un bacino di utenza di varie centinaia di migliaia di persone tra residenti e turisti che potrebbe sicuramente prevedere la fermata di intercity e treni veloci. Ricordiamo che nel nostro ultimo Rapporto Legambiente “Qualità delle stazioni nel Lazio” la stazione di Monte San Biagio – Terracina Mare risulta essere tra le migliori del Lazio”. Inoltre, il progetto di rigenerazione, allo studio del Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile di Legambiente, che sostanzia l’azione europea, si innesta sugli interventi già previsti dal finanziamento “500 stazioni” per allargarne l’ambito dall’infrastruttura ferroviaria al parcheggio e soprattutto ai servizi essenziali (igienici, illuminazione, informativi, per i passeggeri in transito); l’incremento della sicurezza (videosorveglianza, custodia, attraversamenti); l’autonomia e l’efficienza energetica (fotovoltaico, led); il miglioramento del collegamento pedonale stazione-parcheggio; un servizio efficiente di navette anche elettriche con Terracina ed in particolare con il porto; lo sviluppo di una rete ciclabile territoriale integrata; la promozione dei servizi di car sharing e car pooling e delle relative piattaforme software”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

SICCITÀ, CRISI IDRICA E CAMBIAMENTI CLIMATICI: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA ESPRIME PREOCCUPAZIONE SULLA SITUAZIONE DI SICCITÀ NEL SUD PONTINO CON UN LIVELLO DI SEVERITÀ IDRICA ELEVATA CONFERMATO ANCHE NELL’ULTIMA RIUNIONE DELL’OSSERVATORIO SUGLI USI IDRICI COORDINATO DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE SVOLTASI IERI 26 LUGLIO. SERVONO NUOVI MODELLI DI USO E CONSUMO DELLA PREZIOSA RISORSA, IL NOSTRO #OROBLU, ED E’ NECESSARIO ATTUARE CON URGENZA INTERVENTI E POLITICHE INNOVATIVE ED ACCELERARE SUI PIANI DI ADATTAMENTO AL CLIMA ANCHE A LIVELLO LOCALE.

Comunicato Stampa n.51                                                    27.7.2017

Anche in Italia iniziano a essere ormai sempre più evidenti gli effetti dei cambiamenti climatici. L’emergenza siccità che sta continuando a colpire da nord a sud tutta la Penisola ci ricorda ancora una volta che il clima sta già cambiando con fenomeni metereologici estremi che ormai aumentano di anno in anno, come le recenti grandinate di luglio, causando danni all’ambiente, a settori strategici come l’agricoltura, la pesca e il turismo, e soprattutto mettendo in pericolo la salute e la vita delle persone. Legambiente è in prima linea sulla stampa e in televisione per denunciare la gravità della situazione ma anche per attuare nuovi modelli di uso e gestione della preziosa risorsa, anche definendo incentivi e nuove regole: http://lanuovaecologia.it/emergenza-siccita-la-denuncia-legambiente/

Il bollettino rosso di queste ultime settimane è davvero preoccupante: caldo record, assenza di piogge con i 2/3 dei campi coltivati lungo la Penisola a secco. Ormai ammontano già ad oltre 2 miliardi, secondo un’analisi Coldiretti, i danni provocati a coltivazioni e allevamenti. Al momento hanno richiesto lo stato di calamità già sei regioni: Toscana, Lazio, Campania, Emilia Romagna, Calabria e Sardegna. La dichiarazione dello stato di eccezionale avversità atmosferica sarà formalizzata dopo la definitiva approvazione del d.l. Mezzogiorno. Lo stato di calamità attiva il fondo di solidarietà nazionale, con strumento come la sospensione delle rate dei mutui e del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico delle imprese agricole danneggiate e accesso al Fondo per il ristoro danni.

cambiamenti climaticiAnche nel Lazio la situazione è grave, l’Osservatorio permanente sugli usi idrici, coordinato dal ministero dell’Ambiente e dall’Autorità di Distretto dell’Appennino Centrale, si è riunito in varie occasioni nelle scorse settimane portando il problema della siccità da un livello di severità idrica media ad un livello di severità idrica alta. Una decisione presa con particolare riferimento alla difficile situazione del lago di Bracciano ma non solo. Si evidenzia, nella comunicazione dell’osservatorio, come anche la provincia di Latina e Frosinone presentino carenze idriche, rispetto alla media, che vanno dal 20% al 70%. Un dato confermato da un’ulteriore analisi presentata nei giorni scorsi da Legambiente nel dossier Goletta dei Laghi. Per i Comuni del Lazio in cui sono presenti i laghi, si registrano a giugno 2017 valori di mm caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, per Albano, Nemi, Canterno e Fiuggi, e fino all’85% nella zona di Bracciano, Trevignano e Bolsena.

Nell’ultima riunione dell’Osservatorio Sugli Usi Idrici svoltasi il 26 luglio, presso la sede dell’Autorità di distretto dell’Appennino centrale, le Regioni del Distretto hanno illustrato la situazione di severità idrica in atto sul proprio territorio. Il quadro di severità idrologica è confermato elevato, sulla base dell’aggiornamento dei dati al 24 luglio 2017. È confermato il livello di severità idrica elevata per il Lazio dove con riferimento alla crisi idrica dell’ATO 2 Lazio Centrale, la Regione Lazio ha confermato che è in corso un confronto con il Comune di Roma ed il gestore ACEA ATO 2 SpA, si stanno verificando tutte le possibili soluzioni al fine di trovare un punto di equilibrio tale da assicurare un accettabile livello di servizio per i cittadini, mitigando quanto più possibile i disagi, anche a tutela degli aspetti igienico-sanitari ed ambientali. Già calendarizzata la prossima riunione per il 4 agosto alle ore 10. Anche in questa occasione, le regioni del distretto dell’Appennino centrale, dovranno anticipare un’approfondita relazione dell’evoluzione della situazione idrica e fornire un rapporto sull’efficacia delle azioni emesse in campo.

Il cambiamento climatico impone un radicale cambiamento soprattutto nella gestione della risorsa idrica, occorre cambiare velocemente passo altrimenti ci si ritroverà in tempi brevi con riserve vuote ed ecosistemi acquatici danneggiati in maniera irreversibile. Risulta infatti evidente come, con il passare degli anni, i giorni di pioggia diminuiscono, con un’evidenza delle conseguenze del cambiamento climatico in atto che anno dopo anno rende sempre più complessa la gestione della risorsa idrica, limitandone la disponibilità e favorendo il verificarsi di eventi estremi (alluvioni, allagamenti, intensi temporali, grandinate). Uno scenario questo con cui dovremo fare sempre più i conti, ma servono validi strumenti, che ad oggi però sono ancora carenti, come i Piani di adattamento, a livello nazionale, a scala di bacino idrografico e a livello locale e di aree urbane. Ma al tempo stesso la condizione in cui ci ritroviamo obbliga a ripensare drasticamente il modo in cui gestiamo, consumiamo e utilizziamo l’acqua, rendendo quindi prioritari, nella nostra regione, alcuni interventi e politiche fortemente innovative e di rottura rispetto al passato:

Innanzitutto sul fronte dell’agricoltura, prima vittima di questa emergenza siccità, serve iniziare un dibattito nazionale sull’acqua agricola e sull’acqua nel cibo. A livello nazionale l‘acqua per l’uso agricolo e l’allevamento è pari al 60% del consumo, il consumo industriale ed energetico ammonta al 22% , e quello domestico potabile solo al 18%!. Quindi, discutere e dibattere di acqua domestica in Italia, durante una crisi idrica, significa discutere del 18% della questione. La maggior parte delle motivazioni di questa crisi idrica sono agricole, ed il vero problema non è l’acqua che beviamo, ma è l’acqua che “mangiamo” (l’acqua contenuta nei cibi). E questo perché per arrivare a servire in tavola una bistecca abbiamo bisogno di utilizzare oltre 4 mila litri di acqua.

Occorre poi ripensare ad una riconversione del sistema di irrigazione dei terreni agricoli (quasi totalmente fondato sulla modalità ad aspersione o a pioggia), puntando a sistemi di micro-irrigazione e a goccia, che possono garantire almeno il 50% del risparmio di acqua utilizzata e ragionare sugli scenari futuri di riconversione agricola verso colture meno idro-esigenti, o comunque adeguate alle condizioni climatiche e alle disponibilità idriche del territorio. Ad un’analisi più attenta troveremo dei paradossi indicibili sul nostro territorio. Guardiamo la produzione dei kiwi nella Pianura Pontina, una coltura idrovora che non appartiene alla nostra realtà agricola.

Infine è necessario rivedere completamente il sistema di tariffazione degli usi dell’acqua (il costo idrico spesso è basso per la fascia agricola, e questo non costituisce sicuramente un disincentivo alla spreco) con un sistema di premialità e penalità che valorizzi le esperienze virtuose. Serve dare incentivi veri e sensati agli agricoltori che hanno un ruolo decisivo nel superamento di questa crisi.

– E’ fondamentale poi adeguare le condutture idriche. È impensabile procedere con questi livelli di captazione di laghi e fiumi quando la dispersione idrica degli acquedotti laziali è altissima: secondo i dati di Ecosistema Urbano 2016, il completo Rapporto Annuale di Legambiente sulle Aree Urbane, l’acqua che si perde nelle tubature è il 44,4% a Roma, il 53,8% Rieti, il 67,0% a Latina e addirittura il 75,4% Frosinone. In pratica oltre la metà dell’acqua di sorgente o prelevata da altri corpi idrici, come dimostra il caso di Bracciano, che entra negli acquedotti, si disperde prima di essere utilizzabile per usi civili. Va quindi affrontato e risolto con piani di investimento consistenti il problema della dispersione idrica di una rete di captazione, adduzione e distribuzione che fa acqua da tutte le parti (e non è un gioco di parole), la questione delle eccessive captazioni idropotabili e il sovra sfruttamento della risorsa idrica che rischiano di produrre disastri ambientali inimmaginabili ed irreversibili.

– Poi bisogna intervenire sull’uso e il consumo di acqua nelle città (con un cambio degli stili di vita per evitare gli sprechi eccessivi) che è alle stelle con 165 litri al giorno per abitante a Roma, seguono Rieti (152 l/ab/gg), Latina (143 l/ab/gg) e Frosinone (125 l/ab/gg). E’ fondamentale inserire sempre di più la voce del risparmio idrico all’interno dei regolamenti edilizi. Molti comuni già lo stanno facendo obbligando e/o incentivando azioni come le cassette wc a doppio scarico e l’utilizzo dei riduttori di flusso. Una buona pratica che fa bene e che andrebbe replicata su tutto il territorio. Mettere in pratica azioni per il risparmio della risorsa idrica nelle case (attraverso la raccolta della pioggia e la separazione, trattamento e riuso delle acque grigie), adottare dei regolamenti edilizi per la riqualificazione degli edifici anche dal punto di vista idrico sono scelte obbligate e fondamentali, per una concreta politica di tutela della risorsa. Ma soprattutto sono interventi a basso costo, da parte delle amministrazioni, che consentono da subito risultati concreti. In questo senso va nella giusta direzione la nuova “Legge sulla Rigenerazione Urbana e Recupero Edilizio” della Regione Lazio che mette in campo premialità connesse proprio all’adozione di tecnologie per il recupero e riuso delle acque meteoriche, durante gli interventi edilizi che lo permettano.

– Inoltre per ridurre i prelievi di acqua e gli scarichi nei corpi idrici ricettori, occorre praticare il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura, così come nell’industria e sul piano della gestione della risorsa è necessario che la Regione Lazio metta in campo politiche indirizzate verso la tutela, il risparmio e l’efficienza nell’uso dell’acqua. Oggi i nuovi Piani di gestione a livello di distretto idrografico, calati poi nei PTA (piani di tutela delle acque regionali), devono prevedere strumenti concreti che si trasformano in piani di gestione locale, indirizzati al risparmio e alla tutela quantitativa della risorsa idrica.

-Infine occorre rendere sempre più efficace il sistema dei controlli preventivi da parte degli enti locali e di quelli repressivi da parte delle forze dell’ordine, dei prelievi abusivi di acqua dalle aste fluviali e dalle falde, così come occorre aggiornare il censimento dei pozzi di prelievo idrico ed irriguo.

In sintesi, è necessario cambiare rapidamente paradigma e passare dal concetto di un’acqua unica (risorsa infinita e prevalentemente potabile) utilizzata per tutti gli usi ad un concetto di molti tipi di acqua (risorsa finita e da riutilizzare al massimo) ognuno per un uso diverso (per bere, per innaffiare, per la doccia, per il bagno, per lavare in casa, per cucinare, per lavare le macchine in città, per l’agricoltura, per l’allevamento, per l’industria, etc.). Acque diverse per usi diversi o anche la stessa acqua recuperata ed utilizzata più volte per usi diversi, riservando la preziosa acqua potabile esclusivamente agli usi per la quale è indispensabile.

Anche la provincia di Latina risulta tra quelle maggiormente colpite dalla siccità e dalla crisi idrica, con acqua a singhiozzo e disagi in mezza provincia pontina con giornate difficili che sono state e sono tuttora vissute principalmente nei comuni del  sud pontino (Minturno, Scauri, Formia Gaeta, Fondi, Castelforte, Itri, Spigno Saturnia e Santi Cosma e Damiano) ma anche dei Monti Lepini (Priverno, Maenza, Roccagorga) con una riduzione dal 30% al 50% della disponibilità complessiva rispetto al fabbisogno idrico minimo stimato per il periodo luglio-agosto (dati Acqualatina 2017). Nell’ultima riunione del 26 luglio scorso dell’Osservatorio Permanente Sugli Usi Idrici coordinato dal Ministero dell’Ambiente, i rispettivi Enti d’Ambito Territoriale Ottimale, della Provincia di Latina e di Frosinone, hanno segnalato una crescente situazione di preoccupazione che sta interessando la disponibilità delle risorse idriche ad uso potabile, anche qui a causa della drastica riduzione della portata in alcune delle principali fonti di approvvigionamento. Oltre alle ordinarie manovre di regolazione della pressione, chiusure notturne e a volte diurne per permettere il riempimento dei serbatoi e la ricerca e riparazione delle perdite di maggiore entità, è in atto un piano di emergenza che, stoppata l’installazione dei dissalatori a Formia e ora anche a Ventotene (il cui impatto ambientale specifico merita di essere approfondito con studi e periodi significativi di sperimentazione in loco non certo compatibili con i tempi dell’emergenza), prevede l’approvvigionamento di acqua potabile con navi cisterna dal porto di Napoli per le isole di Ponza e Ventotene e per le città del Golfo di Gaeta, l’impianto di potabilizzazione nell’area industriale Panapesca a Gaeta e il ripristino di alcune fonti che erano state abbandonate nel tempo. Andrebbe anche valutata la possibilità di costruire by-pass veloci con reti idriche di ATO confinanti che hanno disponibilità di risorsa idrica.

Il nostro territorio di Terracina, alimentato dalle imponenti sorgenti di Ponticelli e di Colle Francesconi, è stato oggetto, negli anni, di una maggiore attività di ricerca delle perdite fisiche con consistenti interventi di rifacimento della rete di distribuzione da parte del Gestore che, uniti ad un uso più accorto della risorsa idrica, sembrano per ora tenerlo fuori dalla crisi.

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Atlante delle Sorgenti della Provincia di Latina – la sorgente di Ponticelli che alimenta la città di Terracina

“Il modello attuale di gestione delle ATO con i comuni che detengono il 51% e le società private (molte francesi) con il 49% non sembra sicuramente quello più adatto in questo quadro di riferimento di siccità e crisi idrica che è destinata purtroppo ad aggravarsi nei prossimi anni a causa dei cambiamenti climatici. In alcuni casi gli Enti Pubblici non vogliono, in altri non hanno le competenze per controllare i Gestori privati, in altri non sono in grado (per le dinamiche politiche) di mantenere gli impegni presi di medio-lungo (si veda il caso del dissalatore di Ventotene) sui piani industriali di intervento. Per quanto riguarda il nostro ATO4, esiste un piano, approvato con Deliberazione n. 17 del 20/12/2016 dalla Conferenza dei Sindaci e dai Presidenti dell’Ato4  denominato “Nuove Risorse”, che aveva dato il via a una serie di interventi di Recupero Dispersioni Fisiche con uno stanziamento di 70 milioni di euro, ma non è stato sufficiente alla luce dei gravi abbassamenti di falda associati ad un grave calo delle piogge pari a circa il 50% rispetto all’estate del 2013, e siamo già ad un Piano Straordinario di emergenza con una richiesta, da parte del Gestore Acqualatina, di incrementare gli investimenti sulla rete di almeno 150-160 milioni di euro nei prossimi 15 anni (che traguarda un Obiettivo di Perdite Fisiche al 2032 del 35%), rispetto a quelli già approvati, con un impegno ulteriore di circa 10 milioni di euro l’anno che risulterebbe però insostenibile per la tariffa attuale ATO4 (Dati Acqualatina 2017). Non si ha invece notizia dell’attuazione della importante legge della Regione Lazio n.5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque” che prevede, attraverso il piano di sicurezza delle acque destinate al consumo umano (art. 4 bis), anche misure di governo, prevenzione e risoluzione sistematica e non emergenziale delle problematiche. Per le interruzioni di servizio e di comunicazione e i conseguenti disservizi è stata nel frattempo promossa una class action nei confronti di Acqualatina per il riconoscimento dei diritti degli utenti in relazione alla somministrazione di acqua, e sono stati presentati altri esposti, come quello recente e completo dell’Associazione Pendolari Stazione Minturno Scauri e della Confconsumatori – Federazione Provinciale Latina considerando che la legge regionale evidenzia all’art. 2 che “la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile, in attuazione dei principi costituzionali, sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona”.  Visto il quadro critico di riferimento che si prospetta nei prossimi anni e gli enormi investimenti necessari per risanare la rete idrica andrebbe ripreso invece l’indirizzo espresso dal referendum sull’acqua del 2011 e fedelmente riportato nella legge regionale L.R. del 4 Aprile 2014, n. 5, andando verso una gestione dell’acqua (bene comune naturale e diritto umano universale) completamente pubblica con società gestite dallo stato che reinvestono i guadagni nella manutenzione della rete invece che convertirli in dividendi per gli azionisti privati e pubblici come avviene oggi. Questo si può fare, ci sono già esempi di aziende pubbliche virtuose in Italia, ad esempio a Milano dove una azienda pubblica offre un ottimo servizio ai cittadini ed ha reso Milano la metropoli europea con la più alta percentuale di raccolta differenziata. Certo lo Stato non deve abdicare alla sua funzione di indirizzo e di controllo e soprattutto bisogna evitare ogni tentazione politico-clientelare” dichiara Anna Giannetti Presidente del circolo Legambiente di Terracina.

“Anche il nostro territorio ha risentito negli ultimi anni in modi diversi degli impatti dei cambiamenti climatici con danni causati da eventi meteorici particolarmente intensi che provocano siccità, frane e dissesti o piene dei corsi d’acqua, eventi che accadono con frequenza ed intensità crescenti e che non è più possibile far rientrare nella categoria delle “calamità” o della “fatalità non prevedibile” ma è necessario avviare piuttosto una riflessione seria e sistematica su come prevenire gli impatti causati e su come “adattare” il nostro habitat ad un clima che è cambiato e che è destinato, nei prossimi anni, certo a non migliorare.

Dobbiamo avviare, soprattutto a livello locale, una seria valutazione delle vulnerabilità del nostro territorio (uso e consumo del suolo, siccità, consumo di acqua e sistema idrico, ondate ed isole di calore, eventi estremi di pioggia e rischio idrogeologico), dei rischi (incendi, frane, alluvioni, allagamenti, carenza idrica, etc) e dei danni (rilevanti a settori importanti come l’agricoltura, l’industria e il turismo, all’ambiente, alle infrastrutture) e questo è possibile dal 2015 attraverso il nuovo Patto dei Sindaci che con il PAESC mira a definire a livello locale non solo la strategia di mitigazione (abbassare le emissioni di CO2 in chiave energetica per limitare l’innalzamento della temperatura terrestre), come in precedenza, ma anche la strategia di adattamento (adattare i territori ai cambiamenti climatici già in atto). Occorre definire una pianificazione territoriale puntuale (Piano di Adattamento al Clima), a livello comunale o anche a livello di distretto territoriale accorpando più Comuni, definendo obiettivi, strategie ed azioni di intervento, riportando con urgenza questi temi al centro delle politiche di governo della città e del territorio ma anche assegnando responsabilità precise ed obiettivi chiari agli Enti coinvolti, creando e diffondendo una nuova cultura basata sull’adattamento climatico, sviluppando una nuova economia che punti concretamente su innovazione e sostenibilità.

Certo c’è bisogno di soldi per intervenire su un territorio già fortemente provato, e spesso ci sentiamo dire che i soldi non ci sono. I soldi, forse non c’è ne sono molti, ma quelli che ci sono dobbiamo spenderli bene, vanno cambiate le priorità cominciando ad investire sulla cura del territorio e su una corretta manutenzione della rete idrica, delle strade, dei ponti (vedi gli enormi problemi generati dalla interruzione, per cause strutturali, del Ponte sul Sisto tra Terracina e San Felice Circeo), delle ferrovie e delle altre infrastrutture vitali piuttosto che continuare a pensare a nuovi grandi opere, spesso inutili, destinate a consumare ed impermeabilizzare altro suolo. Secondo la Commissione Europea, il costo minimo di un mancato adattamento ai cambiamenti climatici a livello europeo andrebbe dai 150 miliardi di euro all’anno nel 2025 ai 300 miliardi di euro all’anno nel 2050. Insomma, quello che non spendiamo oggi, per proteggere il nostro territorio, lo pagheremo salato negli anni a venire” afferma l’ing Gabriele Subiaco Vicepresidente e Responsabile scientifico del Circolo Legambiente di Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

APPROVATA LA LEGGE PER LA RIGENERAZIONE URBANA E IL RECUPERO EDILIZIO NEL LAZIO. IL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA, CHE AVEVA GIA’ ISTITUITO UN ANNO FA A TERRACINA IL PRIMO LABORATORIO DI RIGENERAZIONE URBANA DEL LAZIO, E’ IN PRIMA LINEA PER L’ATTUAZIONE VIRTUOSA DELLA LEGGE NEI COMUNI DELLA RIVIERA DI ULISSE. IL LABORATORIO, ISPIRANDOSI ALLA NUOVA LEGGE, DEFINISCE I CRITERI DI INTERVENTO ORGANICI PER LA ZONA PORTUALE E L’AREA DEL MOLO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.50                                                                     15.7.2017

Lo scorso 11 Luglio è stata finalmente approvata dal Consiglio Regionale del Lazio la legge n.365 per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio. La legge, dopo la scadenza del piano casa il primo giugno scorso, è partita da un’iniziativa presentata dall’Assessore Michele Civita con l’obiettivo di superare le norme transitorie e derogatorie contenute nel piano casa con nuove disposizioni legislative ordinarie. Tra le misure previste, premialità con incremento di volumi o superfici (si arriva, in alcuni casi, fino al 40 per cento), ma anche delocalizzazioni e cambi di destinazione d’uso. La legge disciplina i programmi di rigenerazione urbana, gli “ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio”, gli interventi per il miglioramento sismico e l’efficienza energetica, nonché i cosiddetti interventi “diretti”, ma anche norme per il “riordino funzionale” degli stabilimenti balneari, tanto marittimi che lacuali, nel rispetto della disciplina paesistica e ambientale. Ai Comuni è affidato poi un ruolo centrale nella scelta e nella valutazione degli interventi.

“Un provvedimento che finalmente restituisce protagonismo ai Comuni e alle realtà territoriali con l’intento di rilanciare il settore edilizio, senza ulteriore consumo di suolo e crescita incontrollata della città, tenendo conto dell’interesse pubblico e del rischio sismico, idrogeologico, dei cambiamenti climatici, per rendere le città resilienti e vivibili” commenta Cristiana Avenali, Consigliere regionale promotrice di molti degli emendamenti alla legge proposti ed approvati, recependo le proposte delle associazioni ambientaliste (Legambiente in primis), degli ordini professionali e del mondo universitario, con l’obiettivo di migliorare la legge.

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Il Circolo Legambiente Terracina, già a settembre 2016, istituiva il primo Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile, in collaborazione con Legambiente Lazio e il circolo tematico nazionale Legambiente “Città invisibili” dedicato alla rigenerazione urbana. Il Laboratorio si era subito fatto promotore di una proposta all’Amministrazione Comunale di Terracina per uno studio di un progetto pilota finalizzato alla redazione di un Piano Integrato di rigenerazione urbana del Territorio Costiero del Levante di Terracina, comprendente il sito dell’”Ex-depuratore di Via delle Cave” e l’”Area archeologico-naturalistica di Pisco Montano connessa alla valorizzazione del Parco Archeologico Nazionale dell’Appia Antica nella sua variante costiera (detta Traianea)” ma anche il “Parco del Montuno”, “il Mercato della Marina”, l’”Anello Ciclopedonale di Levante”, la “Valorizzazione della Sorgente Acqua Magnesia” e tutta l’”Area Portuale” e la redazione di linee guida per la rigenerazione urbana, identificando interventi-tipo e individuando criteri standard di sviluppo e gestione sostenibile da replicare anche in altre aree. Il Laboratorio aveva poi portato a termine il progetto di rigenerazione urbana del Parco del Montuno, presentato in Conferenza Stampa già a fine settembre, e una idea progettuale di rigenerazione dell’antico Mercato della Marina anch’esso presentato nel corso di una Assemblea Pubblica a gennaio scorso, e dall’inizio dell’anno, insieme a Legambiente Lazio e al Circolo tematico “Città Invisibili”, ha seguito in modo costante tutto l’iter della legge, comprensivo di tutti gli emendamenti, soprattutto quelli in linea con le esperienze territoriali del Circolo, colloquiando con le strutture regionali.

“Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo approccio, creando già un anno fa, a Terracina, da veri innovatori e anticipando di quasi un anno la legge, il primo Laboratorio di rigenerazione urbana sostenibile del Lazio e applicandolo a progetti importanti (i cosiddetti interventi-tipo) quali quello del Parco del Montuno e del  Mercato della Marina, ma anche quello di valorizzazione della Sorgente dell’Acqua Magnesia, connesso al nostro progetto di Balneabilità della Costa di levante e di Potabilità delle acque sorgive costiere, recentemente menzionato anche nel corso della nostra Tappa di Terra di Goletta Verde 2017. Il Circolo, con il suo Laboratorio, da mesi sta lavorando per elaborare una visione organica di sviluppo territoriale ispirata alla novità della rigenerazione urbana e oggi, con la legge ormai approvata, saremo in prima linea nella applicazione di metodi e criteri connessi, con tutte le Amministrazioni e gli Enti locali più sensibili e i Parchi nazionali e Regionali della provincia, non sottovalutando mai che le aree e gli interventi di rigenerazione urbana costituiscono priorità per l’attribuzione dei fondi strutturali europei e dei fondi nazionali a sostegno delle attività di riqualificazione e rigenerazione urbana, economica e sociale, come dimostrato dalla recente approvazione del progetto “Latina anche città di mare – Volano di riqualificazione urbana” fortemente voluto dagli assessori al Governo del Territorio e alla Programmazione Europea, Gianfranco Buttarelli e Cristina Leggio della Giunta Coletta, per cui è stato chiesto ed ottenuto il massimo del finanziamento previsto per i comuni capoluogo di provincia, ovvero ben 18 milioni di euro” dichiara Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

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Foto by Andrea Longo

“Pur non essendo la legge approvata, la legge “perfetta” sulla rigenerazione urbana, oggi abbiamo finalmente uno strumento legislativo regionale che consente di attuare progetti integrati e una progettazione partecipata del territorio pensata specificamente per la rigenerazione di aree abbandonate o degradate come, ad esempio, la “Zona portuale e l’area del molo di Terracina” contemperando gli interessi di tutti, pubblici privati e forze sociali, avendo la possibilità concreta anche di accedere a fonti di finanziamento strutturali europei. Certo che, al di là di quelle che sono le destinazioni d’uso attuali o future ipotizzate per l’area e le loro motivazioni, dobbiamo avere prima ben chiari quelli che sono i criteri ispiratori della progettazione e cioè quello di accrescere la sostenibilità ambientale delle opere e degli interventi, incrementando il verde ma anche utilizzando materiali biocompatibili e processi costruttivi ispirati a strumenti di certificazione accreditati (es. il protocollo Itaca); diminuire o azzerare il consumo di suolo, con strutture più dense che limitino le superfici non permeabili, evitando l’uso di distese di asfalto o cemento per realizzare strutture (es. parcheggi) utilizzati magari solo due o tre mesi l’anno; predisporre il potenziamento dei servizi perchè spesso la progettazione si concentra solo sul tema infrastrutturale trascurando il tema fondamentale dei servizi, che invece andrebbero pensati e progettati al pari delle infrastrutture (e parliamo non solo di quelli specifici legati alla funzione dell’area portuale ma anche dei servizi di base come quelli igienici, l’illuminazione e i servizi informativi assolutamente inesistenti o carenti nell’area). Inoltre, aspetto critico fondamentale, dobbiamo garantire una mobilità intermodale sostenibile (una zona portuale è per sua natura uno snodo (hub) intermodale), considerando i vincoli posti dalla viabilità attuale nella realizzazione delle opere e nella predisposizione dei servizi e sicuramente da questo punto di vista la sponda destra del Canale di Navigazione è l’area più penalizzata, ma soprattutto la zona andrebbe gestita come nodo centrale all’interno della rete dei trasporti locale (per facilitare la connessione con le altre zone della città ma anche con i paesi vicini) e con collegamenti veloci (navette elettriche) con l’unico reale snodo (hub) alla rete ferroviaria nazionale (la stazione di Monte S. Biagio, peraltro a breve opportunamente ridenominata Terracina-Mare), su cui è allo studio, da parte dei Circoli Legambiente attivi del Sud Pontino e di Legambiente Lazio, una proposta complessiva di riorganizzazione del trasporto pubblico-privato locale (bici, auto, treno, traghetti per le isole) che possa favorire nuove politiche di espansione turistica e che possa garantire la vivibilità della tratta per il pendolarismo e che possa essere più vicino alle moderne istanze di multimodalità ed ecocompatibilità. La zona portuale deve inoltre diventare anche il punto di partenza e terminale di quella che è la rete di piste ciclopedonali per la mobilità dolce e dei servizi di car e bike sharing associati” dichiara l’ing. Gabriele Subiaco Vicepresidente e responsabile del Laboratorio di Rigenerazione urbana sostenibile di Legambiente, annunciando a breve una conferenza di presentazione della Legge regionale anche a Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

 

IL PROGETTO DI LEGAMBIENTE E DELL’ISTITUTO TECNICO STATALE A. BIANCHINI DI TERRACINA “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE”: NASCE UN CENTRO DI MONITORAGGIO DELLA QUALITA’ DELLE ACQUE DELLA RIVIERA DI ULISSE.

Comunicato stampa n.47                                                                                              

26.6.2017

Il progetto che rientra nell’ambito della convenzione firmata qualche settimana fa dal Circolo Legambiente di Terracina e l’ITS Bianchini, finalizzata anche a rispondere all’Avviso pubblico del Miur per il potenziamento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro a valere sui Fondi Strutturali Europei (FSE)– Programma Operativo Nazionale (PON) “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020, mira alla realizzazione di un presidio per il  monitoraggio della qualità delle acque del mare, dei fiumi, dei canali e dei laghi del territorio della Riviera di Ulisse coinvolgendo inizialmente i territori costieri di San Felice Circeo, Terracina e Sperlonga.

Il progetto è partito nei giorni scorsi con l’esperienza di tirocinio che i ragazzi del Bianchini (indirizzo chimico) hanno fatto partecipando sia ai campionamenti sulla costa del Lazio effettuati nell’ambito della indagine Goletta Verde 2017, assieme ai tecnici di Legambiente, che alle analisi microbiologiche realizzate nei laboratori di Legambiente a Roma.

Goletta Verde è la principale e più importante campagna di denuncia, informazione e sensibilizzazione sullo stato di salute del nostro mare, che dal 1986, ogni estate, compie il periplo delle coste italiane prelevando e analizzando campioni d’acqua ed eseguendo su ognuno le analisi microbiologiche e misure di parametri chimico-fisici, analizzando anche i rifiuti galleggianti in mare e le microplastiche.

Il progetto “DA GOLETTA VERDE ALLE SENTINELLE DEL MARE” strutturato in fasi, prevede, dopo un periodo iniziale di tirocinio per l’acquisizione delle conoscenze e le competenze di base, una fase di consolidamento delle stesse e di predisposizione degli strumenti e delle dotazioni per poter realizzare, presso l’ITS Bianchini, una struttura di laboratorio per le analisi fisico-chimiche e batteriologiche in modo da avviare un monitoraggio periodico delle acque come da programma scientifico Goletta Verde, tutto certificato da Legambiente ed operativo sul nostro territorio per tutto l’anno, con l’obiettivo di monitorare l’inquinamento organico (derivante da assenza di depuratori, di reti fognarie o dal cattivo funzionamento di tali sistemi), cioè la presenza di batteri fecali e dei numerosi germi patogeni che li accompagnano, la cui proliferazione è favorita dalla presenza di detersivi non biodegradabili che si riversano in mare, e la cui presenza non comporta, in genere, gravi rischi per la balneazione; ma l’inquinamento fecale può essere tanto notevole da porre seri problemi igienico-sanitari anche direttamente per l’uomo.

Un successivo, e più ambizioso, sviluppo del progetto consentirà, acquisendo ulteriori conoscenze e competenze e dotando il laboratorio di strumenti e strutture idonee,  di poter estendere il monitoraggio periodico anche alle microplastiche; ai  fertilizzanti chimici ricchi di fosfati e nitrati il cui uso eccessivo e scorretto in agricoltura e il conseguente scarico in fiumi, laghi e mari produce condizioni di eutrofizzazione; ai pesticidi, quali insetticidi e diserbanti, la cui immissione nei corsi d’acqua o la penetrazione nel terreno è ancora  più grave visto che essendo poco biodegradabili rischiano di distruggere ogni forma di vita e di contaminare le risorse idriche;  alle sostanze tossiche e non biodegradabili quali metalli pesanti, oli minerali, idrocarburi, ammoniaca, solventi ed altre ancora, il cui scarico nei corpi idrici determina un inquinamento di origine industriale legato in primo luogo ai residui di lavorazione.

Tutte queste sostanze chimiche, come messo in evidenza ormai da anni dall’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) nei rapporti annuali sullo stato delle acque italiane, inquinano gravemente i corpi idrici e sappiamo bene, che al di là dell’inquinamento da batteri fecali (su cui in base alla normativa vigente l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) determina la balneabilità delle nostre coste), l’inquinamento chimico costituisce oramai la vera minaccia all’ambiente e alla salute umana in quanto contamina in misura crescente sia le acque continentali sia quelle marine, producendo effetti dannosissimi sulla flora e sulla fauna, con gravi pericoli anche per l’uomo; effetti che non rimangono localizzati nelle zone di scarico, ma si fanno sentire spesso a distanze notevoli.

L’obiettivo finale del progetto è quello di creare un centro di monitoraggio certificato ed autonomo, con l’ auspicabile coinvolgimento di altri partner territoriali (tra cui il gestore idrico Acqualatina SpA), per l’analisi periodica delle maggiori e più pericolose cause di inquinamento del sistema delle acque della Riviera di Ulisse. I ragazzi del Bianchini diventeranno delle vere e proprie “Sentinelle del Mare” a guardia del mare e delle acque del nostro territorio durante tutto l’anno.

Il Progetto verrà presentato ufficialmente il prossimo 5 Luglio, in occasione della Tappa di Terra di Goletta Verde che sarà annunciato a breve, nel corso del quale verranno illustrate le maggiori iniziative che Legambiente sta realizzando sul tema del mare e della qualità delle acque sul nostro territorio (Beach Litter 2017, Spiagge e Fondali Puliti-Clean up the Med 2017, progetto #Plasticfreebeaches, campagna estiva SOS Goletta, Monitoraggio della Posidonia Oceanica e degli altri habitat protetti dei SIC marini tra capo Circeo e Sperlonga).

“Il progetto, al quale, in questi mesi abbiamo lavorato con Legambiente, è un progetto ambizioso e di grande valore. Una opportunità di formazione professionale concreta per i ragazzi ma anche una grande occasione di crescita civica per i giovani che hanno subito aderito allo spirito innovativo che Legambiente ha portato nella nostra scuola, mettendosi immediatamente in gioco e partecipando con entusiasmo alle attività promosse dal Circolo locale. La nostra scuola si impegna, con il supporto fondamentale di Legambiente e la collaborazione di altri partner che aderiranno al progetto a creare questo presidio territoriale per il monitoraggio delle acque che vuole essere non solo una occasione di pratica professionale per gli allievi ma anche un modo per dare concretezza ad un percorso di sostenibilità del nostro territorio” dichiara il Prof. Maurizio Trani dirigente scolastico dell’ITS Bianchini.

“Fin dalla sua nascita, il circolo Legambiente di Terracina ha messo al centro della sua azione il tema cruciale, per il nostro territorio, del mare e quindi della qualità delle acque. Sono molte le iniziative, le indagini e i progetti che abbiamo promosso e realizzato in questo anno e mezzo di vita del Circolo sul tema. Alcune di grande rilievo come il lavoro di analisi e classificazione delle plastiche spiaggiate, che hanno portato la spiaggia di Levante di Terracina, ad essere una delle 5 spiagge italiane monitorate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente ed i nostri dati ad essere presentati al Parlamento Europeo e all’Onu, o come il progetto, appena avviato assieme ai principali portatori di interesse nella economia del mare del nostro territorio,  #Plasticfreebeaches finanziato dalla Fondazione del Principato di Monaco per la riduzione/eliminazione della plastica dalle nostre spiagge.

Il progetto “Da Goletta Verde alle Sentinelle del Mare” rappresenta un ulteriore prestigioso passo avanti, perché avere un centro di monitoraggio delle acque della Riviera di Ulisse significa poter avviare un serio processo di promozione e di valorizzazione del nostro territorio, auspicato anche dalle amministrazioni più sensibili, che deve passare inevitabilmente attraverso una maggiore attenzione ai suoi corsi d’acqua (Linea Pio, Portatore, Ufente, Amaseno, Sisto, etc.) da cui derivano le gravi forme di inquinamento come il #marinelitter, le microplastiche e gli agenti chimici tossici che poi vanno a compromettere la qualità delle acque del nostro mare. Corsi d’acqua, della cui importanza tutti ci rendiamo ancora maggiormente conto in questi giorni di grande siccità che colpisce il nostro Paese, che devono, in primo luogo, essere monitorati dal punto di vista delle cause di inquinamento che vanno affrontate e progressivamente ridotte ed eliminate per consentire anche di offrire una maggiore fruibilità dei fiumi attraverso un loro utilizzo virtuoso favorito da strumenti di tutela della risorsa idrica e naturalistica innovativi come i Contratti di fiume, che aprono le porte a progettualità in grado di intercettare con successo i fondi europei.

I ritardi in questo settore costano multe salatissime all’Italia. Soldi che potrebbero essere spesi per mettere finalmente fine all’emergenza depurativa ed attuare una corretta gestione della risorsa idrica con azioni e strumenti precisi che coinvolgano tutti gli attori interessati, per poter arrivare a coniugare la qualità dei corpi idrici con la mitigazione del rischio e lo sviluppo socio economico delle comunità locali, e i contratti di fiume vanno proprio in questa direzione.

Inoltre, siamo soddisfatti che sia stato l’ITS Bianchini stesso a proporci questo progetto, segno che le azioni che il Circolo sta facendo ed il valore che sta esprimendo sul territorio cominciano ad essere apprezzate dalla comunità che lo vive quotidianamente, progetto che Legambiente nella sua articolazione locale, regionale e nazionale supporterà con convinzione fornendo know-how, tecnologie e strumenti  oltre a favorire la ricerca dei finanziamenti necessari.  Un ringraziamento doveroso va in particolare ai Prof. Angelina Fruggiero e Ciro Ballone che hanno creduto con convinzione fin da subito in questa idea, proponendocela con entusiasmo e alla Prof. Piera Petti per aver coordinato l’attività di progettazione finanziata per il PON MIUR” dichiara Gabriele Subiaco Vicepresidente e responsabile scientifico.

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IL CIRCOLO LEGAMBIENTE SUD PONTINO E IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA CHIEDONO ALLA REGIONE LAZIO L’INTERRUZIONE DI TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA SULLA COSTA PONTINA IN ATTESA DELLA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO PREVISTA DAL D.Lgs 201/2016 CHE RECEPISCE LA DIRETTIVA EUROPEA 2014/89/UE.

Terracina, 27 aprile 2017                                                                                                   Comunicato Stampa n.38

In occasione della Tavola Rotonda-Conferenza Stampa di domenica 23 aprile a Scauri, il Circolo Legambiente Verdeazzurro Sud Pontino e il Circolo Legambiente di Terracina dichiarano la loro posizione contraria all’impianto di allevamento mitili a Minturno. Il Circolo di Terracina, ad adiuvandum del Comune di Terracina contro la Regione Lazio nel ricorso al TAR sezione di Latina, dopo la sentenza favorevole all’annullamento della determina regionale del TAR sezione di Roma, supporta insieme al Circolo Sud Pontino l’Amministrazione Comunale di Minturno, nella persona del Sindaco G. Stefanelli, nella predisposizione del parere ai sensi dell’art.11 della Legge Regionale n.8 del 20 giugno scorso e nella Conferenza dei Servizi. I due Circoli chiedono, alla luce del recente DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2016, n. 201, di interrompere tutti gli iter autorizzativi in corso per gli impianti di mitilicoltura sulle coste del Lazio in attesa di una adeguata Pianificazione dello Spazio Marittimo.

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Domenica scorsa si è svolta la Conferenza Stampa contro l’imminente occupazione dell’area di Monte d’Oro a Scauri con un allevamento di cozze di ben 305.000 mq. Legambiente, pur non del tutto contraria in specifici contesti a questo utilizzo dello spazio marino, è scesa in campo in forza con i due Circoli costieri attivi di Terracina e del Sud Pontino, con il supporto di Legambiente Lazio, fermamente decisa a tutelare la qualità delle coste del Sud Pontino e di tutta la Provincia di Latina. La vicenda degli impianti in provincia di Latina, tra ricorsi al TAR per l’annullamento delle determinazioni autorizzative già emesse e pareri di valutazione di incidenza ambientale da parte della Regione sempre favorevoli, sta sempre più acquisendo un valore di vera e propria lotta territoriale per la tutela oltre che dell’ambiente costiero e del paesaggio naturale anche delle attività turistico-ricettive ed economiche presenti sulla costa e la Regione Lazio a questo punto dovrebbe semplicemente prendere atto che l’interesse diffuso del territorio è contrario alla costruzione di questi impianti di mitilicoltura assolutamente incompatibili con la vocazione turistica e il valore paesaggistico della costa pontina.

Il Circolo di Terracina è stato invitato alla Conferenza Stampa per presentare la propria esperienza a Terracina, con il ricorso “ad adiuvandum” al TAR di Latina assieme al Comune di Terracina contro la determina autorizzativa n. G02621 del 21 marzo 2016 per “anticipata occupazione di uno specchio acqueo di complessivi mq 500.000 antistante il territorio del Comune di Terracina, ai fini della sperimentazione per la classificazione delle acque” ed ha evidenziato le mancanze e le contraddizioni della Regione https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/12/19/legambiente-ad-adiuvandum-del-comune-di-terracina-contro-il-megaimpianto-di-mitilicoltura-davanti-alle-coste-terracinesi-il-tar-sezione-di-latina-respinge-inaspettatamente-con-ordin/, mentre il Circolo Sud Pontino, in coerenza con le azioni dell’Amministrazione di Minturno, ha motivato la sua contrarietà all’impianto evidenziando anche la opacità nel processo decisionale della Regione nel caso di Minturno, con la decisione di acquisire pareri senza convocare la conferenza dei servizi, la valutazione di incidenza ambientale parziale e non complessiva di tutti gli impatti sull’ecosistema e le caratteristiche tecniche obsolete del progetto presentato dalla Cooperativa “La Marea”.

“Visto che la importante Direttiva Europea 23/08/2014, n. 2014/89/UE è stata finalmente recepita attraverso il DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce (sotto la competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo al fine di promuovere la crescita sostenibile delle economie marittime, lo sviluppo sostenibile delle zone marine e l’uso sostenibile delle risorse marine, assicurando la protezione dell’ambiente marino e costiero mediante l’applicazione dell’approccio ecosistemico e tenendo conto delle interazioni terra-mare riteniamo che la Regione Lazio debba oramai attenersi a quanto delineato in questo decreto che prevede per ogni area marittima individuata nelle linee guida di cui all’articolo 6, comma 2, un piano di gestione dello spazio marittimo, predisposto a cura di un apposito comitato tecnico interministeriale (Trasporti, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Turismo) a cui partecipano anche i rappresentanti delle Regioni  di ciascuna area marittima di riferimento. Il piano di gestione individua la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine, presenti e futuri, ed include la Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione di Incidenza”, afferma il Vice Presidente del Circolo di Terracina e responsabile del Dipartimento Scientifico Gabriele Subiaco.

“La Regione Lazio in assenza della pianificazione dello spazio marittimo non può continuare gli iter di rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura ma piuttosto deve ottemperare ai propri obblighi di tutela del paesaggio costiero e del litorale laziale”, afferma Dino Zonfrillo, Presidente del Circolo Sud Pontino, “ e soprattutto non può chiedere, dopo anni, al Comune di Minturno, dopo due delibere all’unanimità del  23 luglio 2015 n. 212 e del 27 luglio 2015 n.12, tutte contrarie e dopo migliaia di firme raccolte dalla cittadinanza, un nuovo e più articolato parere tecnico, considerando il precedente parere non sufficiente in merito alla compatibilità dell’impianto e in merito agli impatti sul paesaggio naturale e costiero, peraltro non convocando la conferenza dei servizi, anzi ritenendo ormai concluso l’iter di raccolta (incompleta) di pareri dai vari Enti, mostrando quindi un grado di opacità oltre che incoerenza nel processo decisionale”.

Alla luce di quanto stabilito dal D.lgs n.201/2016 che finalmente definisce un processo completo ed integrato di pianificazione delle aree marittime e della successiva Deliberazione della Regione Lazio del 28 febbraio 2017, n. 84 L.R. 20 giugno 2016, n. 8 “Identificazione dei descrittori amministrativi e ambientali e relativa mappatura ai fini dell’individuazione dei vincoli e delle limitazioni degli spazi marini” adempimento collegato al medesimo D. lgs n. 201/2016, i due Circoli chiedono a gran voce alla Regione Lazio, nella persona del suo Presidente Nicola Zingaretti, di interrompere tutti gli iter autorizzativi degli impianti di mitilicoltura nella Provincia di Latina che evidentemente dovranno essere rivalutati alla luce del Piano di Gestione dello spazio marittimo laziale.

Il Presidente del Circolo di Terracina, Anna Giannetti e del Circolo Sud Pontino, Dino Zonfrillo si faranno carico, insieme a Legambiente  Lazio e coinvolgendo anche Legambiente nazionale, di inviare tempestivamente,  al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (in qualità di autorità competente designata dal D. Lgs n. 201/2016)  e al Ministero dell’Ambiente,  una nota per chiedere che la VAS e la VIA previste ai fini del rilascio del Piano di Gestione rispondano a criteri di completezza e accuratezza dettati dalla più diffusa letteratura scientifica in materia a tutela degli ecosistemi marini del Lazio ed in particolare dei SIC marini che, tra l’altro, sono stati proposti a ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC) dalla stessa Regione Lazio con la recente  Deliberazione N. 679 del 15/11/2016. Inoltre, in coerenza con la nostra natura di associazione attenta al territorio ma anche propositiva per una sua trasformazione sostenibile, nella nota segnaleremo ai Ministeri in indirizzo anche l’opportunità di introdurre innovazioni scientifiche e tecnologiche ad oggi disponibili nella tecnologia degli impianti di mitilicoltura (sistema smart farm, sistema neozelandese) rispetto alla tecnologia obsoleta degli impianti  longline di cui alle richieste in corso alla Regione Lazio, nuovi sistemi meno impattanti dal punto di vista ambientale visto che non prevedono l’utilizzo di reste di materiale plastico che con il loro distacco contribuiscono ad inquinare i fondali e il mare.

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Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA 2017 DEDICATA DALL’ONU ALLE ACQUE REFLUE E DI SCARICO, LEGAMBIENTE: IL COMPLETAMENTO DELL’INTERVENTO DI PROLUNGAMENTO DELLA RETE DI RACCOLTA DELLE ACQUE REFLUE DELLA COSTA DI LEVANTE DI TERRACINA DOPO IL PASSAGGIO DI GOLETTA VERDE RAPPRESENTA UN GRANDE RISULTATO CHE CONSENTIRA’ LA PROSSIMA RIAPERTURA ALLA BALNEAZIONE DELLA COSTA E LA RIQUALIFICAZIONE DELLA SORGENTE DELL’ACQUA MAGNESIA, RESTITUENDO COSI’ ALLA CITTA’ UNO DEI LUOGHI SIMBOLO DELLA MEMORIA DEI TERRACINESI.

Terracina, 27 marzo 2017                                                                           

Comunicato Stampa n.36

Nel corso della Conferenza Stampa regionale di Legambiente per Goletta Verde, storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/07/01/comunicaton-15-la-tappa-di-goletta-verde-di-legambiente-a-terracina-grandi-passi-avanti-per-lambiente-il-turismo-e-lenogastronomia-di-terracina/, tenutasi a Terracina il 28 giugno scorso, alla presenza di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, Acqualatina SpA, Capitaneria di Porto e Arpa Lazio durante la quale erano stati presentati dati dei prelievi fatti dai tecnici di Goletta Verde presso lo scarico dell’ex-Depuratore e la Sorgente Acqua Magnesia, Acqualatina SpA aveva assunto l’importante impegno di completare l’intervento relativo al prolungamento della rete di raccolta delle acque reflue della costa di Levante.

In pochi mesi, grazie alla sensibilità dei suoi vertici, all’azione propositiva e alla pressione costante di Legambiente, Acqualatina SpA, rispettando gli impegni assunti in conferenza stampa, ha completato i lavori di prolungamento del tratto fognario costiero lungo la via Appia tra la zona della Torre Gregoriana e Porta Napoletana che renderanno possibile già prima dell’estate l’avvio della richiesta di riammissione al programma di monitoraggio delle acque al fine di riaprire presto alla balneabilità il bellissimo tratto costiero di Levante e in un prossimo futuro ripristinare anche la potabilità della antica sorgente termale “Acqua Magnesia”.

“A seguito delle analisi dei campionamenti effettuati nello specchio acqueo sotto al Monumento naturale Tempio di Giove Anxur, presso la Torre Gregoriana (scarico ex-depuratore) e presso la Scogliera di Levante (sorgente Acqua Magnesia) dai tecnici di Goletta Verde a giugno scorso, il nostro Circolo – con il supporto attivo di Legambiente Lazio-  ha continuato a spingere per riconsegnare alla totale fruizione dei cittadini e dei turisti questo preziosissimo tratto di costa di Levante, con un’ azione sinergica che vede insieme l’Amministrazione Comunale, il gestore idrico integrato Acqualatina SpA, la Regione Lazio, Arpa Lazio, il Ministero della Salute e la Capitaneria di porto al fine di ripristinare quanto prima il monitoraggio delle acque costiere. Un intervento fondamentale per la rigenerazione della costa dal punto di vista ambientale e turistico e che rappresenta un importante passo in avanti verso una maggiore tutela e valorizzazione del prezioso ecosistema marino e costiero di Terracina e di tutta la Riviera di Levante. E’ poi davvero emozionante che in occasione della appena celebrata Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo scorso e il cui tema scelto dall’Onu per il 2017 sono proprio le acque reflue e di scarico, si possa celebrare così degnamente a Terracina la Giornata!” dichiara Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano.

goletta verde 

Acqualatina SpA è sempre stata al fianco della Amministrazione della Città di Terracina per migliorare il servizio e le reti idriche e fognarie della Città mostrando una grande attenzione agli aspetti ambientali e facendosi promotore di molte iniziative, sia per quanto riguarda le campagne di risparmio idrico che per quanto riguarda il supporto alle attività di analisi e monitoraggio delle acque come richiesto dal rapporto di Goletta Verde 2016 di Legambiente, ed è stato un attore fondamentale per la chiusura del Depuratore di Via delle Cave e il reindirizzamento di tutti gli scarichi delle acque reflue verso il nuovo depuratore di Borgo Hermada. Con il grande investimento effettuato per il completare il tratto fognario di Levante si mostra ancora una volta sensibile alle questioni ambientali. Con Legambiente Terracina poi il rapporto, già iniziato in occasione di Goletta Verde, si è ulteriormente consolidato con la partecipazione alla campagna mondiale Puliamo il Mondo- Clean Up the World come sponsor della storica iniziativa di riqualificazione del Parco del Montuno di cui è stata ipotizzata congiuntamente la possibilità di ripristino dell’impianto idrico e la creazione di un punto informativo e formativo sulla bonta’ e sull’utilizzo consapevole dell’Acqua, e si è ulteriormente rafforzato in occasione della campagna Legambiente Non ti Scordar di Me’- Operazione Scuole Pulite e per il progetto di rigenerazione “La Scuola che Vogliamo” con l’Istituto Don Milani con cui Legambiente Terracina sta firmando un protocollo di intesa che prevede anche percorsi didattici relativi al risparmio idrico”, dichiara il gestore idrico dell’ATO4 Acqualatina SpA, nella persona di Antonio Pisterzi, Responsabile Rapporti con la Pubblica Amministrazione.

 Anche Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, sottolinea l’importanza della azione di Acqualatina SpA e ringrazia i vertici del Gestore Idrico dell’ ATO4 per la serietà dimostrata nel portare avanti l’impegno assunto lo scorso giugno, “Non ci capita spesso come Legambiente di dover plaudire alle buone azioni delle Amministrazioni e dei Gestori dei servizi essenziali e siamo davvero soddisfatti di questa azione del gestore idrico integrato Acqualatina SpA che, dopo aver attuato la chiusura dell’ecomostro-depuratore costiero di Via delle Cave e la ricollettazione di tutta la rete fognaria verso il nuovo depuratore di Borgo Hermada, a valle delle nostre richieste, ha mantenuto fede al suo impegno (e in tempo per la nuova stagione turistica!) per permettere una completa rigenerazione della zona e una sempre maggiore fruibilità della costa di levante, zona che è già stata individuata da Legambiente come oggetto di una importante azione integrata di rigenerazione urbana https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/09/19/comunicatostampan-19-nasce-a-terracina-il-primo-laboratorio-di-rigenerazione-urbana-sostenibile-di-legambiente-nel-lazio-obiettivo-iniziale-il-progetto-pilota-per-la-redazione-di-un-piano-integrato/ e che è già oggi sede di un importante lavoro di consolidamento per la mitigazione del rischio idrogeologico con fondi regionali. La nostra intenzione è quella di impegnarci, di concerto con l’Amministrazione, per la completa rigenerazione del tratto di mare e di costa antistante il vecchio depuratore e soprattutto ripristinare in tempi brevi l’antichissima “Sorgente Acqua Magnesia”, uno dei luoghi più preziosi e importanti per la memoria storica di Terracina, e parte integrante della variante traianea della Via Appia, che il 14 maggio sarà anche teatro di un importante evento nazionale di Legambiente  denominato Appia Day 2017”.