ITER DI APPROVAZIONE DEL PIANO DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA “PISCO MONTANO” PRESENTA LE PROPRIE OSSERVAZIONI SU MOBILITA’ SOSTENIBILE, ENERGIA E RISCHIO CLIMATICO, INTEGRAZIONE CON SIC, ZSC E ZPS LIMITROFI SIA MONTANI CHE MARINI, INTEGRAZIONE GESTIONALE DI TERRACINA NELLA UNESCO MAB – RISERVA DELLA BIOSFERA (AREA DI TRANSIZIONE) CON L’ OBIETTIVO DI RICREARE LO STORICO LEGAME TRA IL PARCO E IL TERRITORIO DI TERRACINA.

Comunicato Stampa n.63                                    25.10.2017

Nei giorni scorsi e rispettando la scadenza del 19 ottobre,  il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina ha inviato all’attenzione del Parco del Circeo le osservazioni al Piano del Parco come da iter in corso di approvazione.

L’approvazione del Piano del Parco rappresenta un momento storico, un vero traguardo per questa area protetta e per tutto il territorio per la salvaguardia della biodiversità e lo sviluppo economico del territorio, strumento di sintesi tra le esigenze di conservazione e quelle di fruizione sostenibile dell’area.

Le osservazioni prodotte dal nostro Circolo hanno tutte il comune denominatore di ricollegare il Comune ed il territorio di Terracina al Parco come vuole la sua storia, visto che gran parte dell’area rialzata della “duna antica” da Terracina a Nettuno coperta da boschi, era chiamata appunto Macchia di Terracina e di Cisterna ed era circondata da acquitrini e paludi infestate dalla malaria, nella quale vivevano alcune migliaia di persone dedite alla compravendita di legname e alla caccia, attività che per secoli hanno alimentato,  attraverso la preziosa rete dei canali, l’economia di Terracina. Proprio per ricordare l’importanza che la Macchia di Terracina ha avuto per secoli per la vita della nostra comunità, abbiamo voluto che il Piano recepisse gli indirizzi e le azioni tese a testimoniare, rinsaldare e a non far dimenticare questo storico legame cercando di lavorare sulle connessioni del Parco con il territorio circostante per poterlo integrare all’interno dello stesso legandolo con la storia passata ma anche futura di tutto il sud pontino.

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Stato paludoso dell’Agro pontino nell’anno 1777. (da Bortolotti et al., 1986)

Le osservazioni presentate dal Circolo in sintesi riguardano: il Piano per la mobilità integrata e sostenibile, il Piano energetico e l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’inclusione nel Parco del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” per preservarlo da eventuali scempi come dalle autorizzazioni dei mega impianti per la mitilicoltura contro i quali il nostro circolo lotta da anni, la creazione di una rete di collegamento con le aree protette, SIC, ZPS, ZSC e i Parchi circostanti, l’integrazione compiuta del Comune di Terracina nella governance del Parco data la presenza del Comune di Terracina nella Transition Area UNESCO MAB-Man and Biosphere fin dal 2013.

Entrando nel dettaglio, in particolare è stata proposta la stesura di un Piano della Mobilità Sostenibile integrato tra i comuni del Parco in modo da collegare in modo più efficiente il Parco alla linea ferroviaria FL7 (Roma –Napoli) utilizzando gli hub di Priverno-Fossanova e Monte San Biagio-Terracina Mare che possono diventare veri e proprie porte di accesso al Parco, anche come InfoPoint di primo livello, ma anche incrementando la rete interna di piste ciclabili e interconnettendola con la prevista Ciclovia del Sole che potrebbe attraversare il Parco da nord a sud collegando (con le piste ciclabili già in uso e con altre da costruire) i Comuni di Latina-Sabaudia-San Felice Circeo e Terracina. E’ stata proposta la stesura di un PAESC (Piano di Azioni per l’Energia Sostenibile ed il Clima)  del Parco (esteso ed integrato con tutti i Comuni inclusi nel Parco) con obiettivi e azioni comuni sia sul piano della mitigazione (incremento dell’uso delle rinnovabili e degli interventi di efficientamento energetico) sia sul piano delle misure e delle azioni di adattamento climatico (in particolare per affrontare i fenomeni dell’innalzamento della temperatura del mare, del livello delle acque e dell’incremento dei fenomeni di erosione costiera) in linea con quanto già definito e previsto dagli scenari e dalle vulnerabilità ipotizzate nella Strategia nazionale e nel Piano nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici per il sud pontino. Un’altra osservazione riguarda la proposta di estendere a tutto il SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” l’area inclusa nell’ampliamento a mare del Parco in modo da compiere appieno, come affermato nel Piano, la funzione di tutela della prateria di posidonia che costituisce un elemento fondamentale per la protezione della fascia costiera e per la salvaguardia del sistema dunale e soprattutto contribuire ad escludere definitivamente la possibilità di installazione tra la foce del Sisto e del Portatore di un impianto di mitilicoltura di 500.000 mq proprio a ridosso dei confini settentrionali del SIC IT6000013 con un disastroso impatto sia ambientale che sulla economia turistica del litorale (come riportato nell’attuale ricorso ad adiuvandum del nostro Circolo al Comune di Terracina contro la Regione Lazio). Si propone anche di utilizzare, per la redazione del Piano di Gestione del SIC, le misure già proposte dal nostro Circolo alla Regione Lazio e dalla stessa approvate e di attuare, d’intesa con la Regione Lazio, una gestione integrata da parte del Parco del SIC marino anche per le parti non incluse nel perimetro amministrativo del Parco per garantire l’omogeneità di gestione del SIC, ed un adeguato livello di raggiungimento degli obiettivi di conservazione, senza necessariamente aggiungere ulteriori elementi di vincolo e di tutela.

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SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”

E’ stato proposto inoltre, congiuntamente al Circolo Legambiente Sabaudia “Larus”, che il Piano possa includere anche la creazione a terra di una vera e propria rete con le aree protette e i parchi limitrofi come il Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, la ZPS IT6040043 “Monti Ausoni e Aurunci”, Il Sito di Interesse Comunitario IT6040007 “Monte Leano”, il Sito di Interesse Comunitario IT6040006 “Monti Ausoni meridionali”, il SIC/ZPS Lago di Fondi, il costituendo parco dei Monti Lepini attraverso la progettazione di corridoi ecologici di interconnessione tra le diverse aree per gli spostamenti in particolare dell’avifauna, che tenga conto del fatto che, come riportato nel Piano, esiste una Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva CEE 79/409 (Direttiva Uccelli Selvatici) per tutta l’area terrestre del Parco, che si estende alla fascia costiera marina, utilizzando ad esempio come corridoi i canali della bonifica pontina che potrebbero a loro volta diventare un SIC come è già in parte avvenuto per una loro porzione ricadente nel SIC “Canali in disuso della bonifica pontina” (IT6040008).

Infine data la presenza del Comune di Terracina nella UNESCO MAB- transition area dal 2013 (delibera Comune di Terracina DGC n.399 del 30 ottobre 2013 – Adesione alla Transition Area), si propone, anche considerando l’intero Parco Nazionale del Circeo, o anche un’area più vasta, come unità gestionale della “Riserva della Biosfera del Circeo”, di integrare anche il Comune di Terracina tra i Comuni di riferimento per il Parco e di impegnare il Comune di Terracina in una cogestione diretta della Transition Area. In particolare poi si chiede di riferirsi per tutto cio’ che riguarda la gestione dell’area al più aggiornato documento “Lima Action Plan for UNESCO’s Man and the Biosphere (MAB) Programme and its World Network of Biosphere Reserves (2016-2025)” adottato il 17 marzo 2016 al 4th World Congress of Biosphere Reserves in Lima, Peru.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

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SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE 2017: LA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO –TERRACINA MARE TRA PROBLEMI PRESENTI E PROSPETTIVE FUTURE AL CENTRO DELLA “EUROPEAN MOBILITY ACTION” PERMANENTE PROMOSSA DAL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA

Terracina,15 settembre 2017            Comunicato Stampa n.59

IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA LANCIA PER LA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE UNA AZIONE INDIPENDENTE E PERMANENTE (EUROPEAN MOBILITY PERMANENT ACTION) CHE INIZIA IL PROSSIMO 17 SETTEMBRE IN COLLABORAZIONE CON I COMITATI DEI PENDOLARI DELLA TRATTA FL/7 E CON L’OSSERVATORIO REGIONALE DEI TRASPORTI  E LEGAMBIENTE NAZIONALE NEL CONTESTO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE #PENDOLARIA, CHE HA AL CENTRO LA QUALITA’ DEI SERVIZI E DELLE INFRASTRUTTURE E IL BENESSERE E LA SICUREZZA DEI CLIENTI DELLA STAZIONE DI MONTE SAN BIAGIO-TERRACINA MARE, INDIVIDUATA COME SNODO (HUB) DI COLLEGAMENTO PER TUTTA LA RIVIERA DI ULISSE, TRA LITORALE, ISOLE PONTINE, VIA APPIA E PARCO REGIONALE MONTI AUSONI

Il Circolo di Terracina, dopo la mobilitazione permanente a fianco dei comitati dei pendolari della tratta FL7, iniziata a gennaio scorso in occasione della campagna nazionale #PENDOLARIA con una azione non solo di protesta ma anche di raccolta e strutturazione di informazioni e proposta per il miglioramento degli orari e delle fermate dei treni e proseguita poi con diverse iniziative con la definizione di una proposta integrata per la mobilità sostenibile nel Sud Pontino, ha lanciato sulla piattaforma dell’Unione europea, in occasione della settimana europea della Mobilità sostenibile, un’azione permanente che si svolgerà nel corso dell’intero anno e che sarà incentrata sul miglioramento della condivisione delle informazioni, dei servizi con particolare riferimento all’inter-modalità e alla mobilità condivisa, del benessere e della sicurezza della stazione di Monte San Biagio -Terracina mare, denominata: TOWARDS A MULTIMODAL-SYNCHRONIZED SUSTAINABLE MOBILITY – TRAIN+BICYCLE+CAR+SHUTTLE SERVICES AT THE NEWLY RENOMINATED RAILWAY STATION: MONTE SAN BIAGIO – TERRACINA MARE ON ONE OF MOST POPULATED RAILWAY LINE IN ITALY (ROME-NAPLES- FL7). http://www.mobilityweek.eu/registered-actions/?country=IT&action_uid=gS4gZaUR,

Come già ribadito in altre occasioni (https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/08/07/legambiente-terracina-ribadisce-la-posizione-in-merito-alla-ridenominazione-della-stazione-monte-san-biagio-terracina-mare-come-hub-aggregativo-per-tutta-la-riviera-di-ulisse-considerando-c/) l’attenzione a questa stazione non preclude alcunchè riguardo al ripristino della stazione di Terracina che invece si pone sempre più come obiettivo di lungo periodo, fortemente condizionato dalla vastità dell’intervento necessario per sistemare l’intero fronte franoso sovrastante la ferrovia Priverno/Fossanova – Terracina, dai costi dell’intervento e dalla difficoltà di reperire i finanziamenti ed i cui tempi si prospettano sempre più lunghi anche a seguito della recente mancata assegnazione dei fondi per la messa in sicurezza del Monte Cucca (che costituisce, è bene saperlo, solo un tratto limitato del fronte franoso da mettere in sicurezza).

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L’obiettivo di questa azione permanente è quello di consentire alla nuova stazione Monte San Biagio-Terracina Mare, una stazione classificata di categoria SILVER da RFI, di essere pienamente inclusa anche nel nuovo Piano della Mobilità del Lazio per quanto riguarda il miglioramento dei servizi e la riqualificazione/rigenerazione e di diventare un sito di attuazione di buona pratiche di condivisione (car sharing e car pooling), di intermodalità e di bigliettazione integrata, proponendola a sito sperimentale di tutte le nuove misure regionali sulla mobilità sostenibile (come a esempio l’ abbonamento che consente l’accesso con la bici pieghevole ai treni regionali pagando un costo più basso rispetto al prezzo standard o come lo speciale abbonamento annuale per il trasporto pubblico locale che consente a tutti i sottoscrittori di ricevere un contributo per l’acquisto di bici pieghevole), entrambe azioni permanenti lanciate ufficialmente dalla Regione Lazio in occasione proprio della Settimana europea della mobilità per incentivare il contrasto allo smog e per decongestionare le città dal traffico, ma anche per creare nuova occupazione, con risvolti importanti anche nel cicloturismo, promuovendo il riavvicinamento ai territori ed alle bellezze naturali con effetti positivi sulla qualità della vita e sulla salute in piena sintonia con il tema  e gli intenti della Settimana Europea della Mobilità che ricordiamo è  quest’anno “Una Mobilità pulita, condivisa e intelligente”.  Le azioni progettuali e la sperimentazione di buone pratiche nell’arco dell’intero anno prenderanno spunto anche dal recente testo unificato delle proposte di legge n. 190, prima firmataria Cristiana Avenali, e n. 192 primo firmatario David Porrello che riguarda “Disposizioni per favorire la mobilità nuova” per promuovere la mobilità nuova e la mobilità ciclistica sul territorio regionale, che prevede l’istituzione di due fondi, uno di parte corrente con uno stanziamento di 250 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, uno in conto capitale, 800 mila euro per ciascuna annualità 2018 e 2019, che ha avuto proprio ieri il via libera con un sì all’unanimità, da parte della Commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità del Consiglio regionale del Lazio, per l’Aula.

La stazione è poi già assegnataria, grazie all’impegno dell’Amministrazione di Monte San Biagio, di un importante finanziamento nell’ambito dell’iniziativa nazionale di Ferrovie dello Stato denominata “500 stazioni” e dedicata alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie italiane principalmente adottando linee di design e di arredo uniformi. Il progetto per la stazione di Monte San Biagio include anche la ristrutturazione delle sale d’attesa, nuove pensiline e un sottopassaggio per attraversare i binari, eliminando quindi il sovrappasso.  Tuttavia, la stazione ad oggi manca ancora di servizi primari essenziali come ad esempio servizi igienici interni alla stazione e raggiungibili comodamente anche per i passeggeri in transito, di accessibilità idonea per i portatori di handicap, di un info-point adeguato al flusso turistico (intenso nel periodo estivo), di segnalatori acustici e visivi per facilitare l’attraversamento dell’Appia (molto trafficata in quel tratto), con semafori che vengono spenti con la sera con il rischio di rendere ancora più critico l’attraversamento già molto pericoloso.  Il Comune di Monte San Biagio aveva poi con Ordinanza n.44 del 03/04/2016 e a partire dal 1/05/2016, previsto nuove modalità di fruizione del parcheggio con un costo raddoppiato per i non residenti (15 euro di abbonamento mensile per i residenti e 30 euro per i non residenti). I cittadini di Terracina che vogliono usufruire del parcheggio sono ancora oggi costretti ad un esborso doppio rispetto a quelli di Monte San Biagio in attesa che il Comune di Terracina risolva finalmente la questione ripianando il Comune di Monte San Biagio. Inoltre il parcheggio non è custodito e neanche videosorvegliato, con continui furti e atti di vandalismo, e lo stesso non è dotato di biglietterie automatiche per l’acquisto dei tagliandi che possono essere acquistati solo presso le attività commerciali poste nelle vicinanze della stazione, che avendo orari fissati di apertura e di chiusura, non rendono possibile acquistare il tagliando a qualsiasi ora. Inoltre le linee COTRAL servono in modo incidentale la stazione provenendo da diverse località regionali e non sono tutte perfettamente sincronizzate con i treni (oltre a non garantire servizio di sabato e domenica) e inoltre penalizzano chi non ha il biglietto integrato regionale facendo pagare ben 7 euro a bordo per la tratta di 15 km (da Monte San Biagio a Terracina). Dal canto suo il COTRI del Comune di Terracina pur garantendo per quanto possibile la copertura giornaliera e festiva (con un biglietto orario di 1,50 euro), termina il servizio alle 20.00 e a volte causa fine turno alcune navette risultano partire vuote. Inoltre esiste un solo taxi (a prezzi non economici) e ci è stata riportata perfino la presenza saltuaria di tassisti abusivi.

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“L’azione permanente (che si svilupperà nel dettaglio nei prossimi mesi) prevede attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e condivisa e indicazioni su come migliorare la sicurezza dei passeggeri in transito, da svolgersi anche in collaborazione con le Amministrazioni locali e regionali, RFI e Trenitalia, con i Comitati dei Pendolari e con l’Osservatorio Regionale dei Trasporti e include attività di informazione ed educazione alla mobilità sostenibile e diffusione delle misure regionali disponibili, di monitoraggio e raccolta dati con somministrazioni di interviste e questionari sulla qualità del servizio complessiva con particolare attenzione alla inter-modalità, facilitando anche l’accesso concreto ai fondi europei per la mobilità sostenibile e mirando a promuovere e valorizzare le caratteristiche uniche della stazione di Monte San Biagio-Terracina Mare, come nodo di servizio territoriale, e come sito di sperimentazione delle iniziative di nuova mobilità sostenibile lanciate dalla Regione Lazio” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana del Circolo e referente dell’azione europea “La stazione di MSB-Terracina Mare ha una serie di caratteristiche peculiari che verranno opportunamente analizzate sia dal punto di vista del potenziale di sviluppo turistico di tutte le città servite e sia per le necessità derivanti dai flussi di passaggio come la presenza della Stazione sulla Via Appia, la vicinanza con il Parco Regionale dei Monti Ausoni, la capacità di servire tutto il litorale che va da San Felice fino al confine con Sperlonga e soprattutto le Isole Pontine (attraverso i porti di Terracina e San Felice Circeo), tutte località dotate di Bandiera Blu e delle 3 o 4 Vele Legambiente e Touring Club e un bacino di utenza di varie centinaia di migliaia di persone tra residenti e turisti che potrebbe sicuramente prevedere la fermata di intercity e treni veloci. Ricordiamo che nel nostro ultimo Rapporto Legambiente “Qualità delle stazioni nel Lazio” la stazione di Monte San Biagio – Terracina Mare risulta essere tra le migliori del Lazio”. Inoltre, il progetto di rigenerazione, allo studio del Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile di Legambiente, che sostanzia l’azione europea, si innesta sugli interventi già previsti dal finanziamento “500 stazioni” per allargarne l’ambito dall’infrastruttura ferroviaria al parcheggio e soprattutto ai servizi essenziali (igienici, illuminazione, informativi, per i passeggeri in transito); l’incremento della sicurezza (videosorveglianza, custodia, attraversamenti); l’autonomia e l’efficienza energetica (fotovoltaico, led); il miglioramento del collegamento pedonale stazione-parcheggio; un servizio efficiente di navette anche elettriche con Terracina ed in particolare con il porto; lo sviluppo di una rete ciclabile territoriale integrata; la promozione dei servizi di car sharing e car pooling e delle relative piattaforme software”.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili

LEGAMBIENTE TERRACINA RIBADISCE LA POSIZIONE IN MERITO ALLA RIDENOMINAZIONE DELLA STAZIONE MONTE SAN BIAGIO – TERRACINA MARE COME HUB AGGREGATIVO PER TUTTA LA RIVIERA DI ULISSE, CONSIDERANDO CHE TERRACINA PURTROPPO, E NON DA OGGI, NON E’ PRESENTE COME NODO DELLA FERROVIA ROMA-NAPOLI, PUR CONFERMANDO STAMATTINA AI MICROFONI DI AGORA’ESTATE RAI 3, LA VOLONTA’ DI PERSEGUIRE ANCHE IL PIU’ DIFFICILE OBIETTIVO DI RIAPRIRE PRESTO LA TRATTA TERRACINA-PRIVERNO FOSSANOVA

Comunicato Stampa n.52                                                       2.8.2017

Il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina (nato solo poco più di un anno fa) ha sempre avuto una posizione chiara ed univoca, ed esprime soddisfazione per il risultato della ridenominazione della stazione di Monte San Biagio in Monte San Biagio-Terracina Mare, raggiunto anche con gli sforzi e le richieste avviate già alcuni anni fa dall’Amministrazione di Terracina e con la collaborazione attiva del Comune di Monte San Biagio, pur rispettando gli sforzi fatti, in questi anni, dai comitati, dalle associazioni, dai cittadini, e dall’Amministrazione per il ripristino della tratta Priverno Fossanova- Terracina, sforzi che però – si deve constatare-  non hanno portato i risultati sperati.

Il nostro Circolo da gennaio 2017 si è impegnato con una mobilitazione straordinaria permanente in occasione della nostra prestigiosa campagna nazionale denominata “Pendolaria” sulla tratta FL7 Roma-Napoli insieme ai Comitati dei pendolari cercando di affiancarli con una azione non solo di protesta ma anche di raccolta e strutturazione di informazioni e proposta evidenziando anche le gravi lacune del nostro trasporto cittadino e delle sue tipicità. La frana del Monte Cucca che ha interrotto la tratta Terracina-Priverno risale oramai al lontano 2012 ed in questi anni è forse mancata una mobilitazione numericamente rilevante della cittadinanza anche per elevare l’attenzione sul problema portandola anche a livello dei media nazionali. Inoltre sul piano della comunicazione i messaggi sono stati sempre a nostro avviso troppo rassicuranti con la prospettiva del “miracolo” sempre a portata di mano. Infatti l’ambiguità tra la messa in sicurezza del Monte Cucca (doveroso e con i fondi ora messi a disposizione della Regione Lazio sicuramente raggiungibile) e il ripristino della ferrovia abbandonata – inserita nel nostro dossier Pendolaria 2016 tra quelle “sospese per inagibilità della infrastruttura”- ha sempre creato confusione e noi abbiamo cercato di chiarire tutto questo già a gennaio nel nostro primo comunicato https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/01/28/legambiente-ha-presentato-a-palermo-il-24-gennaio-scorso-il-rapporto-pendolaria-2016-la-linea-roma-napoli-via-formia-risulta-ancora-piu-infernale-dopo-la-recente-entrata-in/

“Partecipando attivamente e in modo permanente a “Pendolaria 2017” con una mobilitazione straordinaria e interloquendo con i comitati, le amministrazioni e la Regione, Trenitalia e RFI ed essendo presenti nell’Osservatorio Regionale Trasporti come Legambiente Lazio, https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/02/26/legambiente-terracina-continua-la-campagna-pendolaria-2017-con-la-mobilitazione-permanente-sulla-linea-fl7-roma-formianapoli-a-sostegno-dei-comitati-pendolari-ma-anche-per-promuovere-una-mo/   ci siamo resi conto delle grandi difficoltà in cui versiamo a Terracina come nodo ferroviario purtroppo NON presente sulla tratta FL7, delle diseconomie del doppio pendolarismo (Priverno-Fossanova e Monte San Biagio) e della necessità di operare in una logica aggregativa e comprensoriale che miri ad aumentare il bacino di utenza per raggiungere gli obiettivi fissati, come ad esempio quello di poter effettuare fermate dei treni veloci o degli Intercity”, dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo.
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Collegamento in diretta su RAI 3 dalla Stazione di Terracina dai microfoni di Agora Estate

Tutto ciò premesso, seguendo il nostro approccio che è stato fin dall’inizio un approccio pragmatico e realista finalizzato ad ottenere il meglio per la nostra città, riteniamo il cambio di denominazione della stazione di Monte San Biagio in Monte San Biagio – Terracina Mare uno risultato importante (un obiettivo di breve periodo) che non preclude alcunchè riguardo al ripristino della stazione di Terracina (che si pone inevitabilmente come obiettivo di medio-lungo periodo visti i tempi della messa in sicurezza della montagna e poi del ripristino del servizio di trasporto ferroviario) ma che ridà alla città una presenza sui siti web importante dal punto di vista dello sviluppo turistico di un territorio che vive di turismo, in particolare estivo, e che non può permettersi (nel 2017) di restare congelato, in una sorta di incantesimo, in attesa del ritorno del “vecchio” treno a Terracina,  per mettere mano ad un serio piano di sviluppo dell’offerta turistica e culturale della città e dei servizi connessi e per risolvere una volta per tutte le annose problematiche dei pendolari sulla tratta.

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“Per noi, il cambio di denominazione della stazione di Monte San Biagio non è solo ‘nominale’ ma è sostanziale ed assolutamente necessario per cominciare a parlare veramente dello sviluppo turistico di un territorio, con un piano di potenziamento concreto di tutti i servizi che preveda: non solo più fermate e più treni ma anche la possibilità di fermata degli Intercity (che oggi, a bacino di utenza aumentato, potrebbe diventare una realtà), la riqualificazione dei parcheggi con annessi servizi primari (igienici, illuminazione, videosorveglianza, servizi informativi) e realizzazione del sottopasso di connessione con la stazione, collegamenti con il TPL in coincidenza con tutti i treni, il collegamento con navette dirette con il porto di Terracina in coincidenza con la partenza e l’arrivo dei traghetti o per eventi specifici, la promozione dei servizi di car sharing e car pooling e delle relative piattaforme software, lo sviluppo della rete ciclabile territoriale per favorire la mobilità intermodale (bici-treno). Non possiamo permetterci di perdere altri anni preziosi ma dobbiamo iniziare da subito a costruire una rete di servizi efficienti attorno all’hub di Monte San Biagio-Terracina Mare visto che già oggi la stazione di Monte San Biagio (che nel nostro Rapporto Legambiente “Qualità delle stazioni nel Lazio” risulta essere tra le migliori) ualità delle staè stata inserita tra le 500 stazioni italiane con finanziamenti per la riqualificazione da parte del Ministero dei Trasporti. Rete all’interno della quale sarà poi possibile integrare più facilmente, e ci auguriamo tra non molto, la stazione di Terracina” afferma Gabriele Subiaco, Vicepresidente e responsabile del Laboratorio di Rigenerazione Urbana Sostenibile del Circolo.

“Ribadiamo di voler affrontare la questione della stazione di Terracina con un approccio più civico e partecipativo facendola uscire dalla palude che l’ha fatta precipitare come “stazione nel vuoto”, come riportata nel Dossier Stazioni di Legambiente, chiedendo un tavolo concertato con la Regione Lazio, all’interno delle azioni partecipative relative alla discussione del Piano di Mobilità del Lazio,  al quale debbono sedere oltre all’Amministrazione locale, anche i comitati, le associazioni e tutti i portatori di interesse, e finalizzato ad ottenere un Piano specifico e completo di tutti gli interventi necessari per traguardare il ripristino del treno a Terracina ed una calendarizzazione puntuale degli stessi, valutando anche i danni di eventuali ritardi di attuazione del Piano per la collettività. Al contempo però ci impegneremo, come stiamo già facendo, anche per la stazione di Monte San Biagio – Terracina, al fianco dei comitati pendolari e insieme agli altri circoli, alle amministrazioni e agli operatori turistici per il potenziamento dei servizi, in una ottica di collaborazione costruttiva con proposte e progetti concreti di sviluppo del territorio” conclude Anna Giannetti Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

 

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE TERRACINA CONTINUA LA CAMPAGNA PENDOLARIA 2017 CON LA MOBILITAZIONE PERMANENTE SULLA linea FL7 Roma – Formia/Napoli A SOSTEGNO DEI COMITATI PENDOLARI MA ANCHE PER PROMUOVERE UNA MOBILITA’ NUOVA.

Terracina, 24 febbraio  2017                                                                                 

 Comunicato Stampa n.34

Il Circolo Legambiente di Terracina continua la mobilitazione annunciata per la campagna Pendolaria 2017 sulla tratta FL7 Roma-Formia/Napoli rafforzando la sua azione di supporto al Comitato Pendolari di Terracina, Priverno e MonteSanbiagio in coordinamento con il Circolo Legambiente Sud Pontino e il Coordinamento Interregionale dei Pendolari. Si aprono spiragli positivi sui nuovi treni più confortevoli ma diverse sono le perplessità sulle modifiche all’orario di servizio in vigore, mentre continuano i guasti sulla linea, i disservizi, i ritardi, i sovraffollamenti e nel frattempo la situazione del progetto di messa in sicurezza e ripristino della tratta Terracina-Priverno/Fossanova si fa sempre più confusa tra passaggi di competenza nell’esecuzione della messa in sicurezza del Monte Cucca tra RFI, Comune di Terracina e Regione Lazio mentre arriva anche lo stop inaspettato del Consiglio Regionale. Si lavora alla predisposizione di un articolato dossier con l’obiettivo di far diventare la linea Roma-Napoli l’arteria principale della mobilità su ferro per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Lazio e della Campania e alla attuazione di una mobilità nuova per favorire l’intermodalità sulla linea.

Il Circolo Legambiente di Terracina continua la mobilitazione permanente sul trasporto pubblico locale già annunciata per la campagna Pendolaria https://legambienteterracina.wordpress.com/2017/01/28/legambiente-ha-presentato-a-palermo-il-24-gennaio-scorso-il-rapporto-pendolaria-2016-la-linea-roma-napoli-via-formia-risulta-ancora-piu-infernale-dopo-la-recente-entrata-in/  viaggiando sulla tratta Roma-Priverno/Fossanova-MonteSanbiagio-Formia/Napoli insieme ai pendolari e ai turisti per cercare di individuare i problemi più significativi ma anche gli aspetti positivi del servizio e sta predisponendo un articolato dossier da portare al tavolo di confronto con la Regione e Trenitalia.  “Nei nostri viaggi sulla tratta FL7 effettuati nei giorni scorsi con il Comitato Pendolari di Terracina, Priverno e Monte San Biagio abbiamo potuto constatare positivamente la presenza di treni mediamente più puntuali e confortevoli (anche se un po’ freddi soprattutto la mattina presto) e condizioni di viaggio decisamente migliori rispetto ad alcuni anni fa. Treni più puliti, condizioni dei servizi igienici migliorate, maggiore cura degli accessi per le persone diversamente abili” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina, “ma la situazione continua ad essere esplosiva sul fronte della carenza e del sovraffollamento dei treni, dei continui disservizi, con guasti e cancellazioni tanto che appena qualche giorno fa i Pendolari della Stazione Priverno Fossanova alle 6 del mattino hanno protestato invadendo i binari della stazione per un guasto tecnico che aveva sospeso la circolazione ferroviaria, segno questo di un malcontento oramai difficilmente contenibile. Anche ieri il traffico sulla linea è stato fortemente rallentato sia in direzione Napoli sia verso Roma, per vari guasti, in più punti della linea, ai sistemi di distanziamento in sicurezza dei treni, registrando allungamenti dei tempi di viaggio fra gli 80 e i 120 minuti ed oggi fino a 90 minuti di ritardo per i treni in partenza da Roma per un convoglio guasto sulla linea tra le stazioni di Campoleone e Cisterna di latina. Una condizione davvero “infernale” per le migliaia di Pendolari costretti a subire un vero e proprio bollettino di guerra quasi giornaliero di problemi e malfunzionamenti del servizio.”.

In questi ultimi giorni sono state comunicate alle Amministrazioni Comunali e ai Comitati Pendolari della FL7 le possibili modifiche dell’orario ferroviario di Trenitalia licenziato dal tavolo permanente, aperto da Regione Lazio, Trenitalia, RFI e Regione Campania, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 12 marzo, ma sono tanti ancora i nodi da sciogliere, e la stessa Regione ha dovuto ammettere di considerare questo orario ancora come “sperimentale” fino al 12 giugno, con la necessità di un costante monitoraggio per analizzarne eventuali criticità e prevedendo incontri di raccordo con i Comitati. Un nodo su tutti è quello della modalità stessa di costituzione di un tavolo permanente di lavoro in Regione Lazio, su cui i Comitati della intera linea e il loro Coordinamento interregionale si sono sempre mostrati attenti (si veda a tale proposito la lettera inviata alla Regione Lazio, Regione Campania, Trenitalia, RFI il 9 gennaio da tutto il Coordinamento Interregionale dei Pendolari che auspicava un incontro il 14 gennaio a Minturno, incontro riprogrammato poi dalla Regione per il 14 febbraio, ovvero un mese dopo la data auspicata e dopo che solo “alcuni Sindaci” delle città servite dalla linea FL7 avevano avuto una presentazione anticipata del nuovo orario) ma che sarebbe poi stato istituito “a loro insaputa”, in quanto nelle note uscite a mezzo stampa non vi era stato alcun riferimento specifico alla istituzione del tavolo e nè di quali fossero le modalità di lavoro e di scambio documentale con i Comitati, le Associazioni e le rappresentanze dei Pendolari.

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La situazione di Terracina è oltremodo critica, vista la già disagiata situazione dovuta alla mancanza di una stazione funzionante (ricordiamo che la stazione di Terracina è purtroppo chiusa dal 2012 e versa in condizioni di degrado che abbiamo opportunamente documentato e che segnaleremo al tavolo di confronto regionale) che obbliga i pendolari e i turisti ad utilizzare i bus sostitutivi Trenitalia per i collegamenti con la stazione di Priverno-Fossanova e le navette (COTRI O COTRAL) per il collegamento con quella di Monte San Biagio.

 “Pur apprezzando alcuni cambiamenti migliorativi (eliminazione del buco mattutino per arrivare a Roma nella fascia oraria 10:36-12:36, il ripristino della frequenza dei treni serali ogni mezz’ora al rientro da Roma in orario di punta, in particolare alle 20, manca pero’ il treno in partenza da Roma alle 19:56) segnalano al contempo un insopportabile allungamento dei tempi di percorrenza dei treni mattutini che aumentano il loro tempo di percorrenza in media di un quarto d’ora a fermate invariate per qualcuno (in particolare il treno 12204 che vedrà aumentato per chi parte da Priverno di 18 minuti il tempo di percorrenza per arrivare a Roma), mentre permane la forbice oraria dalle 5:45 alle 07:04 per i treni in arrivo a Roma (partenze da Priverno Fossanova rispettivamente alle 4:43 e alle 5:59). Manca poi un treno che arrivi a Roma in prossimità delle 7:00, lo chiedono i lavoratori del comparto sanità, sicurezza, scuola, chi lavora su turnazioni continue oltre moltissimi lavoratori privati che hanno la necessità di giungere a Roma prima delle ore 7:00. Sempre con il nuovo orario mancherà un treno che arrivi a Roma tra le 08:04 e le 08:59, anche questo intervallo di tempo infatti si presenta troppo ampio per le esigenze dei Pendolari. Nella fascia oraria mattutina 5-10 di arrivo a Roma con il nuovo orario mancheranno 2 treni rispetto all’orario precedente l’11 Dicembre 2016. Si è passati in questa fascia oraria da 11 a 9 treni. La grave mancanza è poi il taglio dei treni 5:50 e 6:56 partenti da Priverno che dall’ 11 Dicembre 2016 partono invece da Latina. Il Comitato Pendolari di Terracina e Priverno chiede pertanto il ripristino di questi treni utilizzati dai Pendolari del territorio i quali avevano la certezza di un viaggio confortevole avendo il posto a sedere sicuro e non dovendo risentire tali treni delle problematiche che spesso avvengono nelle stazioni che vanno da Priverno a scendere verso Formia e che costituiscono motivo di ritardi giornalieri. Tali treni inoltre permettevano una migliore distribuzione dei pendolari su tutti i treni con destinazione Roma evitando il sovraffollamento degli stessi” segnala il Comitato Pendolari di Terracina. I Pendolari di Monte San Biagio (stazione che nelle intenzioni di Trenitalia sembrerebbe avviarsi sempre più a diventare uno snodo primario della linea FL7 per la sua posizione strategica sulla Via Appia) esprimono parere parzialmente favorevole sul nuovo orario, pur sottolineando la permanenza di alcuni problemi come ad esempio i tempi di percorrenza nella fascia oraria dalle 6:00 alle 8:00 e la mancanza dei collegamenti nella prima fascia mattutina in modo da evitare che l’arrivo a Roma possa avvenire unicamente alle ore 5.45 o alle ore 7.04, anche e soprattutto per evitare il sovraffollamento dei pochi treni in fasce orarie critiche, e le irrisolte problematiche dei pendolari in arrivo e partenza dalle stazioni intermedie, come Pomezia e Torricola, ed esprimendo parere contrario ad una ipotetica fermata eccezionale a Fondi del treno delle 14.56 da Roma solo per venire incontro alle esigenze di pochi lavoratori del comparto ortofrutticolo mentre da lunedì 20 febbraio, dopo due mesi di richieste e solleciti visto i numerosi bus COTRAL vuoti per mancata coincidenza, sono finalmente entrate in vigore anche alcune importanti modifiche dell’orario COTRAL che interessano le stazioni FS di Terracina e Monte San Biagio con una rimodulazione oraria di oltre 100 corse per migliorare le coincidenze con la linea FL7.

Il Coordinamento Interregionale ribadisce comunque nell’ultimo comunicato di febbraio l’importanza di tornare al metodo su cui era basato l’orario antecedente all’11 dicembre 2016, ovvero all’abolizione di ogni esperimento di modello di “rottura di carico” su cui si fonda l’attuale orario di servizio con scelte che inequivocabilmente hanno portato al drastico peggioramento dello stesso. Il Coordinamento sta presentando in queste ore un articolato documento di proposta alla Regione con le principali richieste provenienti dai diversi Comitati sulla tratta FL7. Il Coordinamento si pone l’obiettivo di far diventare la linea Roma-Napoli l’arteria principale della mobilità su ferro e lo strumento indispensabile allo sviluppo economico, sociale e culturale del Lazio e della Campania e a tal fine il Circolo Legambiente di Terracina con il Circolo Sud Pontino e con i Circoli limitrofi della Campania sono stati subito attivi per rafforzare l’azione in corso del Coordinamento Interregionale, garantendo una mobilitazione permanente al fine di potenziare il ruolo della tratta FL7 rendendola centrale per la politica del trasporto su ferro della Regione Lazio. Questo  anche  attraverso un progetto di trasformazione che doti la tratta di tutte le caratteristiche rilevanti per una mobilità più sostenibile, favorendo una inter-modalità “Bici in Treno”, con un uso combinato della bicicletta e del trasporto pubblico, inter-modalità che rappresenta uno dei punti chiave della proposta di legge regionale sulla “Mobilità Nuova” presentata dalla Consigliera Regionale Cristiana Avenali, componente della Commissione Mobilità, attualmente in attesa del parere della commissione bilancio e del passaggio all’esame del Consiglio, al fine di disincentivare sempre più l’uso dell’auto privata e scegliere un mezzo di trasporto  più pulito.

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Sul versante dei lavori per il ripristino della tratta Terracina-Priverno Fossanova la situazione si fa invece sempre più confusa e a preoccupare sono la finanziabilità e i tempi di realizzazione delle opere previste. La proposta presentata dal M5S di porre il tema dei lavori di ripristino all’Ordine del Giorno della seduta del 15 febbraio scorso del Consiglio Regionale è stata inaspettatamente bocciata, mentre solo un anno fa, il 12 gennaio 2016, quello stesso ordine del giorno era stato invece approvato all’unanimità. Ad oggi sembra esserci un conflitto di attribuzione di responsabilità, tra Regione e Comune, dei lavori di messa in sicurezza del Monte Cucca, mentre RFI sembra oramai “pericolosamente” uscita di scena, nonostante sia suo il progetto approvato in Conferenza dei Servizi e passato al vaglio del Comitato Lavori Pubblici. Vale la pena ricordare che la Regione Lazio aveva già concesso nel 2012 al Comune di Terracina un contributo straordinario di quattrocento mila euro (Determinazione N. A11556 del 12 novembre 2012) per l’esecuzione di un intervento per la messa in sicurezza dell’area che però era risultato insufficiente per la riapertura della tratta ferroviaria.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.