PARTE IL PRIMO CORSO BASE INTENSIVO PER ASPIRANTI GUARDIE AMBIENTALI VOLONTARIE (G.A.V) DI LEGAMBIENTE A TERRACINA, ORGANIZZATO DAL CIRCOLO LOCALE IN COLLABORAZIONE CON IL CIRCOLO LEGAMBIENTE FIUGGI “WOLF” E SOTTO LA SUPERVISIONE DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE DELLE G.A.V LEGAMBIENTE DI FROSINONE. L’ OBIETTIVO E’ QUELLO DI ATTIVARE ANCHE NEL TERRITORIO DI TERRACINA UN SERVIZIO DI VIGILANZA AMBIENTALE DEI PARCHI URBANI, DEI MONUMENTI NATURALI ALL’INTERNO DEL PARCO DEGLI AUSONI, DEI SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA (SIC) E ZONE SPECIALI DI PROTEZIONE (ZPS), DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI MARINI E SPIAGGIATI E DI CONTRASTO ALL’ INQUINAMENTO DEI MARI E DEI FIUMI E AI ROGHI ILLECITI IN AGRICOLTURA.

Terracina, 17 febbraio  2017                                                                                  

Comunicato Stampa n.33

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, con il supporto del Circolo Legambiente Fiuggi  “Wolf”  sotto la supervisione del Coordinamento Provinciale G.A.V. Legambiente di Frosinone e con gli auspici di Legambiente Lazio, ha organizzato un primo corso base intensivo di preparazione per aspiranti guardie ambientali volontarie di 40 ore di teoria e 12 ore di esercitazioni pratiche con sessioni operative da svolgersi presso il territorio di Fiuggi (Riserva Naturale del Lago di Canterno, ora parte del Parco degli Ausoni e Lago di Fondi) e di Terracina (Monumento Naturale Regionale di Camposoriano e Monumento Naturale Regionale di Monte S. Angelo e Tempio di Giove, sempre parte del Parco degli Ausoni e Lago di Fondi ) ed esame finale.

Il corso, coordinato da Enzo Pirazzi Dirigente provinciale G.A.V. Legambiente di Frosinone e Presidente del Circolo Legambiente di Fiuggi “Wolf”, http://www.tg24.info/fiuggi-nuove-forze-a-tutela-dellambiente-e-del-benessere-degli-animali/ è finalizzato alla creazione di un Servizio di Vigilanza Ambientale (S.V.A.- G.A.V) anche a Terracina. A tutte le Aspiranti G.A.V, tutti Soci Volontari del Circolo di Terracina, che supereranno positivamente l’esame finale, sarà rilasciato un Attestato di partecipazione che permetterà di attivare il Servizio a livello comunale e di accedere al corso avanzato finalizzato all’ottenimento del decreto prefettizio di nomina a guardia ambientale zoofila. Il corso nasce come prima fase di un percorso che ha l’obiettivo di creare anche nella Provincia di Latina un Coordinamento Provinciale G.A.V. per un futuro Coordinamento G.A.V. Legambiente Lazio, tenendo conto però che la Regione Lazio è purtroppo ancora priva di una legge regionale che recepisca la Legge Nazionale in materia.

La finalità del Corso è quella di costituire un Servizio di Vigilanza Ambientale svolto da Legambiente sul territorio di Terracina con alcune primarie specializzazioni come l’educazione ambientale presso le Scuole, la tutela dei Parchi Urbani, dei Parchi Naturali Regionali, dei Monumenti Naturali e dei Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale, per il contrasto agli scarichi illegali in mare e nei fiumi, l’abbandono di rifiuti in mare, sui fondali e sulle spiagge e la prevenzione dei roghi illeciti. Le linee guida delle G.A.V. di Legambiente sono quelle di promuovere la partecipazione dei cittadini alla difesa dell’ambiente e alla definizione della propria qualità della vita, favorendo una migliore organizzazione sociale ed una modifica dei comportamenti individuali e collettivi; perseguire la protezione della persona umana, delle specie animali, vegetali e dell’ambiente; intervenire nel campo dell’educazione e della didattica per favorire nei giovani una coscienza sensibile ai problemi dell’ambiente e un equilibrato rapporto fra essere umano e natura.

gavhttp://www.tg24.info/fiuggi-le-nuove-guardie-ambientali-sulle-rive-del-lago-di-canterno-video/

Le Guardie Ambientali Volontarie Legambiente di Terracina saranno formate su diversi temi, dall’ecologia, all’etologia, alla protezione della flora, fauna, ambiente costiero e marino, alla normativa ambientale e ai regolamenti comunali, provinciali, regionali, alla legge sugli eco-reati e soprattutto sulle azioni di prevenzione,  promuoveranno e diffonderanno l’informazione in materia ambientale, con particolare riferimento alla legislazione relativa (a livello europeo, nazionale, regionale e comunale) e concorreranno ai compiti di protezione dell’ambiente.

Le G.A.V. oltre a svolgere un’importante funzione di informazione della cittadinanza sulla legislazione in materia ambientale, e soprattutto di promozione dell’educazione ambientale presso gli istituti scolastici, potranno segnalare e accertare, nei limiti dell’ incarico, violazioni di disposizioni di legge o di regolamento in materia di protezione del patrimonio naturale e dell’ambiente, nonché di provvedimenti istitutivi di parchi e riserve e dei relativi strumenti di pianificazione e attuazione e collaboreranno con gli enti od organismi pubblici (Comune, Provincia, Ente Parco, ISPRA, ARPA, Regione) in materia di inquinamento idrico, di smaltimento dei rifiuti, di escavazioni di materiali litoidi, di protezione della fauna selvatica, del benessere degli animali di affezione, di esercizio della caccia e della pesca, di tutela del patrimonio naturale e paesistico, di difesa dagli incendi boschivi e di prescrizioni di polizia forestale, e potranno supportare la Protezione Civile nelle opere di soccorso in caso di pubbliche calamità e di emergenza di carattere ecologico.

Proprio al fine di mettere in focus la funzione di vigilanza, prevenzione e repressione degli illeciti e dei reati ambientali, lo scorso gennaio Legambiente ha sottoscritto un importante protocollo di intesa a livello nazionale con l’Arma dei Carabinieri con le proprie articolazioni territoriali e i Reparti Speciali, in special modo il neo-costituito Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare (nato dall’assorbimento del Corpo Forestale e pertanto identificato come Carabinieri Forestali) e quello per la Tutela del Patrimonio Culturale, che opereranno in sinergia con i circoli di Legambiente diffusi sul territorio per promuovere la legalità e la tutela ambientale, favorendo attività di ricerca, analisi, formazione e informazione sui temi della tutela forestale, ambientale, agroalimentare e del patrimonio.  “Il nostro Circolo di Terracina, già protagonista di numerose azioni per la vigilanza e la tutela legale del nostro territorio con ricorsi, esposti, denunce e segnalazioni, si è già attivato, oltre che con altri Enti e Forze dell’Ordine sul territorio come la Polizia Municipale e la Guardia Costiera, con la locale Stazione Forestale Carabinieri guidata dal Comandante Luogotenente Giuseppe Pannone e con il Comando Stazione Carabinieri di Terracina guidata dal Comandante Maresciallo Antonino Ciulla, e con questa iniziativa di costituzione di un gruppo di G.A.V. a Terracina, intende dare piena attuazione al protocollo di intesa con una collaborazione finalizzata ad attività congiunte per la educazione, prevenzione e vigilanza sugli illeciti ambientali sul territorio di Terracina. Il nostro ringraziamento va a Enzo Pirazzi, Dirigente Provinciale G.A.V. di Frosinone e a tutta la squadra G.A.V Legambiente di Fiuggi per la loro disponibilità, generosità ed accoglienza.” afferma Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente di Terracina.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LEGAMBIENTE PRESENTA AL PARLAMENTO EUROPEO I DATI SUI RIFIUTI DEL MARE E DELLE SPIAGGE ITALIANE E DELLA NOSTRA CITTA’. IL CIRCOLO DI TERRACINA E’ PRESENTE CON I DATI RACCOLTI SULLE ACQUE E SULLE SPIAGGE E I FONDALI DI TERRACINA IN OCCASIONE DELLE CAMPAGNE “GOLETTA VERDE 2016”, “BEACH LITTER 2016”, “SPIAGGE E FONDALI PULITI 2016” E DEL PROGETTO EUROPEO “MARINE LITTER WATCH MONTH 2016” E PROMUOVE TERRACINA A SITO SPERIMENTALE PER L’ATTUAZIONE DELLA STRATEGIA EUROPEA SULLA PREVENZIONE E RIDUZIONE DEI RIFIUTI MARINI.

Terracina, 9 febbraio  2017                                                                                  

Comunicato Stampa n.32

Il 1 febbraio scorso Legambiente in collaborazione con Kyoto Club ha presentato al Parlamento europeo a Bruxelles i dati del monitoraggio scientifico sui macro e micro rifiuti galleggianti e spiaggiati, campionati durante le campagne Goletta Verde 2016, Goletta dei laghi 2016, Beach e Marine Litter 2016, frutto dello studio condotto congiuntamente da Legambiente ed Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, tutti corredati dalla analisi della tipologia delle plastiche recuperate. L’iniziativa europea si è posta l’obiettivo di sollecitare la ricerca di soluzioni per il possibile recupero del materiale disperso, e stimolare azioni e politiche di prevenzione a partire dall’attuazione delle misure previste per l’economia circolare. Ai lavori, aperti dall’onorevole Simona Bonafè, e coordinati da Francesco Ferrante di Kyoto Club, hanno partecipato l’onorevole Marco Affronte della commissione pesca, Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente Nazionale, Loris Pietrelli, Enea, Nicolas Kalogerakis, Technical University of Crete, Matjaz Malgaj, Head of Unit of Marine Environment and Water Industry, Francesco Degli Innocenti, Environmental Affair Novamont e Michel Loubry, Regional Director, West Region, PlasticsEurope.

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L’impatto economico dei rifiuti nei mari di tutto il mondo è di 8 miliardi di euro l’anno. È questa la stima del rapporto 2016 “Marine litter vital graphics” dell’Unep (United Nations Environment Programme) e Grid-Arendal. Per la sola pulizia di tutte le spiagge dell’Unione Europea la spesa è di 411,75 milioni di euro, mentre l’impatto sul settore della pesca in Europa è stimato intorno ai 61,7 milioni di euro. Nei mari italiani ogni kmq si trovano 58 rifiuti e nel mar Tirreno ben 62. Il 96% di questi rifiuti è costituito da plastica: al primo posto le buste (16%), a seguire teli (10%), reti e lenze (4%), frammenti di polistirolo (3%), bottiglie (3%), tappi e coperchi (3%), stoviglie (2%), assorbenti igienici (2%) e cassette di polistirolo intere o in frammenti (2%). Le principali fonti dei rifiuti galleggianti sono la cattiva gestione dei rifiuti urbani e dei reflui civili oltre che l’abbandono consapevole (29%) e le attività produttive, tra cui pesca, agricoltura, industria (20%). Il 46% dei rifiuti da attività produttive deriva dal settore della pesca (reti, lenze, cassette di polistirolo intere e frammentate). Tra i dati presentati a livello europeo ci sono anche quelli relativi al mare e alle spiagge di Terracina collezionati in occasione di Goletta Verde 2016 e quelli raccolti e forniti dal circolo di Terracina in occasione delle campagne Beach Litter 2016  https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/05/26/la-spiaggia-di-levante-di-terracina-tra-i-5-siti-del-lazio-per-lindagine-scientifica-beach-litter-2015-di-legambiente/   del maggio scorso, Spiagge e Fondali Puliti 2016  e Marine Litter Watch Month 2016 dell’ottobre scorso, nell’ambito di un progetto europeo in cui Terracina compare tre le 5 spiagge italiane e le 75 spiagge europee monitorate dalla UE https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/10/13/terracina-diventa-una-delle-5-spiagge-italiane-e-una-delle-75-spiagge-europee-monitorate-dal-17-settembre-al-16-ottobre-dal-marine-litter-watch-month-alla-sua-prima-edizione-promossa-dall/. Nell’applicazione software predisposta da Legambiente in collaborazione con ESRI italia raggiungibile al sito https://www.legambiente.it/marinelitter/?lang=eng è possibile visionare le spiagge sottoposte a monitoraggio tra cui quella di Levante di Terracina (corredata di scheda e foto).

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“Purtroppo, la cattiva gestione dei rifiuti a monte resta la principale causa del fenomeno e la plastica costituisce il 97% dei rifiuti galleggianti in mare. Al tempo stesso i nostri dati evidenziano come buona parte dei rifiuti che troviamo negli ambienti costieri e marini siano formati nella maggior parte dalla plastica, scomposta in micro-particelle e per questo ancora più dannosa, mentre potrebbero essere riciclati”– afferma Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente che ha partecipato ai lavori. “Il pacchetto della economia circolare e i nuovi importanti obiettivi fissati nell’ultimo passaggio in Commissione ambiente giocano un ruolo importantissimo anche nella riduzione del marine litter – ricorda Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club e promotore della legge italiana sulla messa al bando dei sacchetti non compostabili. Con una seria politica di prevenzione e riduzione dei rifiuti, a partire dalla plastica, l’utilizzo di un unico standard di valutazione, l’aumento del riciclaggio dei rifiuti e del packaging, la riduzione e l’eliminazione delle discariche, si avrebbe la massima riduzione del marine litter”.

”Grazie a Legambiente, Terracina è in prima fila per diventare un centro di osservazione e di sperimentazione importante a livello nazionale ed europeo per l’attuazione della Direttiva Marine Strategy e per il monitoraggio, la prevenzione e la riduzione dei rifiuti marini. Il nostro Circolo, dopo la partecipazione attiva alle campagne Goletta Verde 2016, Beach Litter 2016, Spiagge e Fondali Puliti 2016,  e Marine Litter Watch Month 2016 e l’apprezzamento avuto sia a livello europeo, con la scelta da parte della Agenzia Europea per l’Ambiente della nostra Città come sito di campionamento e classificazione dei rifiuti marini e spiaggiati, che a livello nazionale, con le nostre proposte sul monitoraggio dei rifiuti sui fondali dei SIC marini di Terracina accolte ed estese dalla Regione Lazio a tutti i SIC del Lazio,  rilancia il ruolo centrale che Terracina può e deve avere come sito per la sperimentazione delle politiche di prevenzione e monitoraggio dei rifiuti marini e su spiaggia e per l’attuazione completa della Direttiva Marine Strategy, l’importante direttiva comunitaria che, basandosi su un approccio integrato, si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea ponendo agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine, un obiettivo importante non solo dal punto di vista ambientale ma anche per lo sviluppo turistico sostenibile della nostra Città” dichiara Gabriele Subiaco, Vicepresidente e responsabile Scientifico del Circolo.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

LA REGIONE LAZIO DELIBERA LE MISURE DI CONSERVAZIONE DEI SIC MARINI E DESIGNA FINALMENTE GLI STESSI A ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC). LE PROPOSTE DEL CIRCOLO LEGAMBIENTE DI TERRACINA SONO STATE ACCOLTE DALLA REGIONE, INSERITE NELLA DELIBERA REGIONALE N. 679 ED ESTESE PER LA LORO RILEVANZA A TUTTI I SIC DEL LAZIO MA LE CONTRADDIZIONI DELLA REGIONE PURTROPPO CONTINUANO.

Terracina, 27 dicembre 2016                                                                                        

Comunicato Stampa n.29

La Regione Lazio, che pure sembrerebbe non molto interessata ai propri siti di importanza comunitaria,  vista la vicenda del mega impianto di allevamento di cozze autorizzato con Determinazione regionale del 21 marzo 2016, n. G02621 davanti alla costa tra Terracina e San Felice Circeo proprio a poche centinaia di metri di distanza dal più grande SIC marino del Lazio (Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”), ha emesso il 15/11/2016 la Deliberazione N. 679 http://www.regione.lazio.it/binary/rl_main/tbl_delibere/303700.pdf a cura della Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali avente per oggetto “Adozione delle Misure di Conservazione di n. 9 SIC marini, finalizzate alla designazione delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97 e s.m.i.” con la quale procede alla adozione delle misure di conservazione specifiche per 9 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) del Lazio: IT6000003 “Fondali tra le foci del Torrente Arrone e del Fiume Marta”, IT6000004 “Fondali tra Marina di Tarquinia e Punta delle Quaglie”,IT6000007 “Fondali antistanti Santa Marinella”,IT6000008 “Secche di Macchiatonda”,IT6000009 “Secche di Torre Flavia”,IT6000011 “Fondali tra Torre Astura e Capo Portiere”,IT6000012 “Fondali tra Capo Portiere e Lago di Caprolace”,IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina”,IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”. Per i restanti 3 SIC regionali (SIC delle  isole ponziane)  le misure sono ancora in corso di definizione. Le misure sono necessarie a garantire il mantenimento, ovvero, all’occorrenza, il ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e le specie di interesse comunitario e sono finalizzate alla designazione dei SIC a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97 e s.m.i. Con questa delibera la Regione sia avvia inoltre al superamento della procedura di infrazione 2015/2163 avviata da parte della Commissione Europea in ordine alla mancata designazione delle ZSC e delle relative misure di conservazione. La delibera verrà  trasmessa al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ai fini dell’emanazione del Decreto di designazione delle ZSC, ai sensi del D.M. 17 ottobre 2007. Le misure sono frutto di una procedura che ha visto, lo scorso Agosto, la pubblicazione sul sito web regionale e sugli Albi Pretori dei Comuni prospicenti i SIC interessati, delle bozze di misure di conservazione relative a 12 SIC marini della Rete Natura 2000 regionale.

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, rispettando la scadenza del 4 settembre, aveva definito ed inviato alla Regione Lazio (prot. n. 441831), in risposta alla pubblicazione sull’Albo Pretorio del Comune di Terracina della bozza di misure, un articolato documento che integrava la bozza predisposta dalla Regione di misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” http://www.regione.lazio.it/binary/prl_ambiente/tbl_contenuti/cartografia/Latina/IT6000013.PDF e il Sito di Interesse Comunitario IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” http://www.regione.lazio.it/binary/prl_ambiente/tbl_contenuti/cartografia/Latina/IT6000014.PDF.  Al termine del periodo di pubblicazione (1 agosto – 4 settembre 2016), sono quindi pervenuti 12 contributi alla Direzione Ambiente e Sistemi Naturali della Regione Lazio. L’Ufficio Tutela e Valorizzazione del Mare e delle Coste ha provveduto ad analizzare e valutare tutti i contributi pervenuti e all’occorrenza integrarli nelle bozze dei documenti pubblicati. Dei 12 contributi pervenuti, 8 sono relativi ai SIC IT6000015/16/17 delle isole di Ponza, Palmarola e Zannone, 3 sono relativi ai SIC IT6000009, IT6000012 e IT6000013 ed uno è generale e relativo a tutti i SIC. Gli 8 contributi relativi alle isole ponziane sono ancora in fase di valutazione, mentre dei restanti 4 contributi solo due sono stati valutati positivamente: quello dell’Associazione Marevivo il cui contributo, relativo a tutti i 12 SIC, è stato integrato nelle bozze di misure di conservazione e quello del Circolo Legambiente di Terracina relativo ai due SIC della costa terracinese, le cui proposte sono stato integrate nel documento finale di misure di conservazione e che, per la loro validità, la Regione ha ritenuto opportuno estendere a tutti gli altri SIC marini del Lazio.

Le azioni e gli interventi individuati e suggeriti da Legambiente riguardano principalmente: la realizzazione di un monitoraggio permanente degli Habitat e delle Specie di interesse comunitario anche mediante un sistema di geo-referenziazione; l’adozione di un sistema di indicatori che assicuri qualità ed efficacia al processo di governance del piano di gestione; azioni di sorveglianza e tutela attiva dei SIC; campagne di pulizia dei SIC dai rifiuti e dagli inerti in particolare di plastica che devastano oramai permanentemente i nostri mari (Marine Litter);  realizzazione di applicazioni mobili per garantire la tutela e segnalare la presenza di rifiuti o violazioni; lo sviluppo di progetti LIFE mirati alla salvaguardia degli habitat e delle specie presenti e orientati alla prevenzione dei rifiuti, la mitigazione delle minacce (inquinamento,  utilizzo della pesca a strascico, ancoraggio incontrollato dei natanti in particolare durante la stagione estiva, urbanizzazione selvaggia della costa e delle spiagge vicine) che possono mettere a repentaglio lo stato di salute e il delicato equilibrio dell’ecosistema marino che caratterizza la vita del SIC; attività di educazione, informazione e sensibilizzazione dei fruitori e dei cittadini. Il Circolo Legambiente di Terracina, ha voluto sottolineare con questo contributo l’importanza ed il ruolo centrale che i due SIC marini del nostro territorio ricoprono per l’attuazione concreta della Direttiva quadro 2008/56/CE europea sulla Marine Strategy emanata il 17 giugno 2008 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea e successivamente recepita in Italia con il d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010 e sulla cui attuazione l’Italia sconta purtroppo come sempre un notevole ritardo. L’importante direttiva comunitaria si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea ponendo agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine.

“Siamo orgogliosi di aver contribuito a integrare e migliorare il documento regionale e soprattutto siamo soddisfatti del fatto che i nostri suggerimenti siano stati recepiti, apprezzati ed estesi a tutti i SIC del Lazio, visto che uno degli obiettivi primari dell’azione di Legambiente sul nostro territorio è la difesa e la tutela attiva dell’ecosistema marino. Nessuna delle misure da noi suggerite va nella direzione di restringere l’accesso alla pesca o al turismo, ma piuttosto in quella di promuovere la sostenibilità ambientale di tutte le attività e gli interventi che avvengono nelle zone speciali di conservazione e nelle loro vicinanze. Con questo risultato ribadiamo il nostro ruolo attivo e propositivo nella gestione del territorio collaborando sia con il Comune di Terracina che con la Regione Lazio alla quale però chiediamo con fermezza di superare una volta per tutte l’atteggiamento contraddittorio che, se da una parte cerca giustamente di tutelare i SIC emanando misure di conservazione speciali e promuovendo gli stessi a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), dall’altra rilascia autorizzazioni e pareri ambientali positivi per la costruzione di un mega impianto per l’allevamento delle cozze a poche centinaia di metri, sia dal più esteso SIC del Lazio che dall’Area Marina protetta per il ripopolamento ittico recentemente estesa dalla stessa Regione (progetto “Mare Nostrum”), entrambe situate davanti alla costa di Terracina tra le più belle e preziose del nostro Paese” afferma Gabriele Subiaco, Vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente Terracina e autore del documento di proposta inviato alla Regione.

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Il Vice-Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente di Terracina

Ing. Gabriele Subiaco

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

#Comunicatostampan.18 IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA PRESENTA ALLA REGIONE LAZIO UNA PROPOSTA INTEGRATIVA AL DOCUMENTO BOZZA DELLA REGIONE AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DEI SIC MARINI DI TERRACINA QUALI ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC)

Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” ha definito ed inviato nei giorni scorsi alla Regione Lazio, rispettando la scadenza del 4 settembre, un articolato documento che integra le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e il Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago”.

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Il documento di Legambiente è stato prodotto a seguito della richiesta da parte della Regione Lazio a tutti i portatori di interesse di osservazioni ed integrazioni alla bozza dei documenti regionali “Misure di Conservazione del SIC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e del SIC IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”.

Il Circolo Legambiente di Terracina, già molto attivo nei mesi scorsi nella tutela dei SIC anche in occasione della campagna Goletta Verde sul proprio territorio, ed attualmente impegnato con un ricorso ad adiuvandum a fianco del Comune di Terracina contro la concessione dell’autorizzazione da parte della Regione Lazio alla anticipata occupazione dello specchio d’acqua prospiciente al SIC IT6000013 per la costruzione di un mega impianto di mitilicoltura (Determinazione regionale del 21 marzo 2016, n. G02621), ribadisce con questo documento l’importanza ed il ruolo centrale che i due SIC marini ricoprono non solo per la Direttiva Habitat che individua nella Prateria di Posidonia un habitat prioritario, ma anche per l’attuazione concreta della Direttiva quadro 2008/56/CE europea sulla Marine Strategy emanata il 17 giugno 2008 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea e successivamente recepita in Italia con il d.lgs. n. 190 del 13 ottobre 2010 e sulla cui attuazione l’Italia sconta purtroppo un notevole ritardo. L’importante direttiva comunitaria, la quale si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica dell’Unione Europea pone agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine, con l’attuazione di una strategia che consta di una “fase di preparazione” e di un “programma di misure” e costituisce uno dei perni su cui si fonda l’azione di Legambiente sul territorio costiero e marino del Comune di Terracina.

Come afferma Gabriele Subiaco, Vice-Presidente e Responsabile Scientifico del Circolo, autore del documento, “l’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso che deve essere protetto, salvaguardato e, dove possibile, ripristinato al fine ultimo di preservare la biodiversità e la vitalità di mari e oceani affinchè essi siano puliti, sani e produttivi; tuttavia le pressioni sulle risorse marine naturali e la domanda di servizi eco-sistemici marini sono spesso troppo elevate e si manifesta quindi l’esigenza di ridurre il loro impatto sulle acque marine, indipendentemente da dove si manifestino i loro effetti”. Il documento di Legambiente Terracina propone infatti una serie di azioni ed interventi integrativi al piano bozza della Regione rivolti alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione degli habitat e delle specie presenti nei due SIC marini del comune di Terracina:  habitat 1120 (Praterie di Posidonia oceanica), habitat 1110 (“Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina”- assimilato a Cymodocea nodosa), habitat 1170 (“Scogliere”- Coralligeno), Pinna Nobilis specie protetta dalla Direttiva Habitat (allegato IV).

Altre azioni e interventi individuati e suggeriti da Legambiente riguardano principalmente: la realizzazione di un monitoraggio permanente degli Habitat e delle Specie di interesse comunitario anche mediante un sistema geo-referenziato; l’adozione di un sistema di indicatori che assicuri qualità ed efficacia al processo di governance del piano di gestione; azioni di sorveglianza e tutela attiva dei SIC; campagne di pulizia dei SIC dai rifiuti e dagli inerti in particolare di plastica che devastano oramai permanentemente i nostri mari (Marine Litter);  realizzazione di applicazioni mobili per garantire la tutela e segnalare la presenza di rifiuti o violazioni; lo sviluppo di progetti LIFE mirati alla salvaguardia degli habitat e delle specie presenti e orientati alla prevenzione dei rifiuti, la mitigazione delle minacce (inquinamento,  utilizzo della pesca a strascico, ancoraggio incontrollato dei natanti in particolare durante la stagione estiva, urbanizzazione selvaggia della costa e delle spiagge) che possono mettere a repentaglio lo stato di salute e il delicato equilibrio dell’ecosistema che caratterizza la vita del SIC; la realizzazione di contratti di fiume e di foce per abbattere le fonti di inquinamento del Sisto e del Portatore; attività di educazione, informazione e sensibilizzazione dei fruitori e dei cittadini.

Le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione definiti, si applicano a tutti i SIC marini del Lazio ai fini della designazione degli stessi come Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa

alla conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche. A seguito di tale designazione, ai sensi dell’art. 2 del Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (D.M. del MATTM) del 17 ottobre 2007, “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)”, le misure di conservazione e gli indirizzi di gestione, come definiti, si applicheranno, pertanto, anche alle ZSC IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”.