IL 5 DICEMBRE E’ LA GIORNATA MONDIALE DEL SUOLO. IL CIRCOLO LEGAMBIENTE TERRACINA PISCO MONTANO, ATTIVO NELLA CAMPAGNA #SALVAILSUOLO E #SALVAILSUOLOTERRACINA, FA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUL CONSUMO DI SUOLO DI TERRACINA PRESENTANDO ALCUNI INDICATORI ELABORATI ALL’INTERNO DELLO STUDIO SULL’ECOSISTEMA URBANO DELLA CITTA’ CHE SARA’ PRESENTATO A BREVE.

Terracina, 3 dicembre 2017                   Comunicato Stampa n. 67

Se pensiamo alla superficie di una nazione di medie dimensioni, come l’Ungheria, il Portogallo o la Repubblica Ceca completamente ricoperta da cemento e asfalto, ebbene questa è grossomodo la superficie di suoli agricoli che negli ultimi 50 anni è stata “consumata” da insediamenti e infrastrutture nei 28 paesi dell’Unione Europea. Il suolo continua ad essere consumato a una velocità allarmante, nonostante la crisi che affligge il settore delle costruzioni in molti Paesi. Ogni anno, 1000 km2 di aree coltivate vengono cancellate da nuovi edifici. Il consumo di suolo è solo la punta di un iceberg: oltre 250.000 siti sono pesantemente contaminati, quasi la metà dei terreni agricoli sono minacciati dalla riduzione della sostanza organica e gli equilibri ecologici dei sistemi naturali vengono compromessi, decine di milioni di ettari soffrono gli effetti dell’erosione e del dissesto idrogeologico, e la desertificazione avanza in molti paesi del Mediterraneo, rendendo le coltivazioni sempre più sensibili alla siccità e ai cambiamenti climatici.

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Il 10 ottobre scorso a Palazzo Madama le associazioni della coalizione italiana #salvailsuolo (formata da ACLI, Coldiretti, FAI – Fondo Ambiente Italiano, INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow Food, WWF) hanno incontrato e consegnato simbolicamente le 82.000 firme (circa un terzo di quante raccolte in tutta l’UE e in gran parte dovute all’impegno di Legambiente su tutto il territorio nazionale!) raccolte al Presidente del Senato Pietro Grasso, chiedendo di varare entro la legislatura la legge per il contenimento del consumo di suolo e la difesa delle aree agricole già approvata dalla Camera nel maggio 2016 e ferma da più di 500 giorni in Senato. Un provvedimento i cui obiettivi sono fermare il consumo di suolo e incentivare da subito la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità.

Secondo gli ultimi dati ISPRA, in Italia al 2016 risultano cementificati oltre 23 mila km2 (pari alla dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale. Il consumo di suolo procede a un ritmo di 3 metri quadri al secondo, senza risparmiare aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, o di estrema vulnerabilità a rischi ambientali, come alluvioni, frane e terremoti. Il tutto in mancanza di una norma efficace che regoli la demolizione degli edifici abusivi. Fermare il degrado del suolo è un preciso target sottoscritto con l’adesione all’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile a cui la UE ha aderito con convinzione, ma ad oggi il suolo e la sua tutela continuano ad essere temi sconosciuti per il diritto europeo.

La giornata mondiale del suolo è anche l’occasione per fare il punto della situazione sul consumo di suolo della nostra Città e sugli strumenti di programmazione e di gestione messi in atto. A tale scopo abbiamo elaborato applicandolo alla nostra Città alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme al Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano.

Gli indicatori sul consumo di suolo esaminati sono: la Percentuale di suolo consumato, I reati di abusivismo, le cave, l’Indice di Permeabilità del suolo e l’indice di riduzione dell’impatto edilizio (R.I.E.). Tali indicatori, elaborati sulla base di dati ufficiali e pubblici, sono stati confrontati con il Valore di Riferimento, ottenuto facendo la media dei valori dei capoluoghi di provincia con meno di 80.000 abitanti – le cosiddette Piccole Città- , valori pubblicati all’interno del Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente. https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-urbano-2017 che Legambiente, assieme al Il Sole 24 Ore e ad Ambiente Italia, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani, recentemente presentato con grande successo di pubblico e alla presenza di molte Amministrazioni della Penisola.

consumo suolo1

Google MAPS Immagine del Territorio del Comune di Terracina

Percentuale Consumo di suolo: relativamente al Consumo di Suolo del nostro Comune (dati ISPRA-Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente 2016), il rapporto tra la superfice impermeabilizzata e la superficie totale (12,42%) risulta superiore sia alla media provinciale (10,28%) che a quella regionale (8,34%) e nazionale (7,64%). Gli ettari di suolo consumato a Terracina sono 1693,13 su un totale di 11.935,37. L’incremento 2015-2016 è di 1,06 ettari di suolo di territorio comunale edificato e sottratto al verde pari allo 0,06%, positivamente inferiore sia rispetto all’incremento provinciale (0,15%), regionale (0,27%) e nazionale (0,22%).

 Reati di abusivismo: Per quanto riguarda i reati legati al ciclo del cemento e quindi all’abusivismo edilizio, non avendo ancora completato l’elaborazione dell’indicatore specifico per Terracina, sottolineiamo che il Lazio risulta comunque al 4° posto con 375 infrazioni (erano 514 nel 2015), 462 denunce e 162 sequestri, ed è Latina la peggior provincia, al 5° posto nella graduatoria nazionale con 144 infrazioni (Rapporto Legambiente Ecomafia 2017).

 Cave: Sempre relativamente alla problematica del consumo di suolo, il territorio di Terracina presenta (da Piano Regione Lazio Attività Estrattive – PRAE) un numero elevato di Cave, ben 6 (di cui 2 attive e 4 inattive), un dato consistente se confrontato con la media nazionale di siti estrattivi per comune con siti di questo tipo (2,54). Nel 2015 in Italia sono presenti 5.353 siti estrattivi attivi e non attivi e sono 2105 i comuni con almeno un sito estrattivo. Le attività di estrazione di risorse minerarie da cava rappresentano una fonte rilevante di problematiche ambientali che vanno dal consumo di risorse non rinnovabili del sottosuolo e del suolo, al rischio idrogeologico, al potenziale inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, all’impatto negativo sul paesaggio, sulla biodiversità e, in alcuni casi, sulla salute umana costituendo una forte causa di degrado ambientale. E’ necessario dunque ridurre e regolamentare meglio il consumo di suolo e vanno promossi progetti di recupero ambientale delle cave che deturpano inesorabilmente il paesaggio della nostra Città.

Indici di Permeabilità: la permeabilità del suolo costituisce il requisito delle aree non coperte da edifici né pavimentate, ovvero pavimentate con materiali drenanti, di consentire la percolazione delle acque meteoriche nel terreno, contribuendo si all’alimentazione delle falde acquifere che a combattere efficacemente il fenomeno estivo dell’isola di calore. La permeabilità è regolata attraverso l’Indice di Permeabilità, espresso in percentuale, che definisce il rapporto tra la superficie di suolo permeabile e l’intera superficie fondiaria del lotto edificabile. Il  R.I.E (Riduzione dell’Impatto Edilizio) è invece un indice di qualità ambientale che certifica la qualità dell’intervento edilizio rispetto alla permeabilità del suolo e del verde (l’indice è compreso tra 0 e 10). Entrambi questi indici ci auguriamo che vengano integrati presto all’interno del vigente Regolamento edilizio comunale.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.

 

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