TERRACINA DIVENTA UNA DELLE 5 SPIAGGE ITALIANE e UNA DELLE 75 SPIAGGE EUROPEE, MONITORATE DAL 17 SETTEMBRE AL 16 OTTOBRE DAL “MARINE LITTER WATCH MONTH” ALLA SUA PRIMA EDIZIONE, PROMOSSA DALLA EUROPEAN ENVIRONMENT AGENCY (EEA)

Terracina 13 ottobre 2016

CON IL CIRCOLO LEGAMBIENTE “PISCO MONTANO” ANCHE TERRACINA PARTECIPA ALLA INIZIATIVA “MARINE LITTER WATCH MONTH” ALLA SUA PRIMA EDIZIONE, PROMOSSA DALLA EUROPEAN ENVIRONMENT AGENCY (EEA) E DIVENTA UNA DELLE 5 SPIAGGE ITALIANE e UNA DELLE 75 SPIAGGE EUROPEE, MONITORATE DAL 17 SETTEMBRE AL 16 OTTOBRE, PER L’ ATTUAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE E CONTRASTO AI RIFIUTI SU SPIAGGIA E MARE.

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Il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, a seguito dell’ottimo lavoro di campionamento e analisi dei rifiuti su un tratto della Spiaggia di Levante effettuato in occasione della campagna “Beach Litter 2016” del maggio scorso https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/05/26/la-spiaggia-di-levante-di-terracina-tra-i-5-siti-del-lazio-per-lindagine-scientifica-beach-litter-2015-di-legambiente/ all’interno del programma internazionale “CLEAN UP THE MED” giunto alla 23^ edizione, è stato selezionato a livello europeo per partecipare all’iniziativa MARINE LITTER WATCH MONTH, promossa dalla EUROPEAN ENVIRONMENT AGENCY (EEA) e svolta in stretta collaborazione con lo European Topic Center on Inland, Coastal and Marine Waters (ETC-ICM).

Alla Marine Litter Watch Community partecipano attualmente: Coalition Clean Baltic, Estonian Green Movement, HELMEPA, Institute for Water of the Republic of Slovenia, Hellenic Centre for Marine Research (HCMR), Keep Sweden Tidy, KIMO, Marine Conservation Society, MARNOBA, MIO-ECSDE, National Institute for Marine Research and Development of Romania, Plastic Change, Polish Ecological Club, Portuguese Association of Marine Litter, Seas at Risk, Surfers Against Sewage, Surfrider Foundation Europe, Legambiente per l’Italia. L’Agenzia Europea per L’Ambiente (EEA) che conta più di 20 Organizzazioni non governative tra le quali il MIO-ECSDE (Mediterranean Information Office Environment) e molti importanti istituti di ricerca europei hanno quindi unito le loro forze per lanciare il primo Marine Litter Watch Month che si terrà su 5 spiagge italiane selezionate e su 75 delle più belle spiagge europee tra il 17 Settembre ed il 16 Ottobre 2016.
Tutte le organizzazioni partecipanti all’iniziativa riconoscono come la mancanza di dati stia fortemente ostacolando una efficace implementazione di misure essenziali per indirizzare la crescente minaccia dei rifiuti marini (marine litter).

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L’iniziativa Marine Litter Watch Month ha quindi lo scopo di colmare questa mancanza di dati fornendo ai decision makers europei le informazioni necessarie per poter agire in modo da liberare i mari e le coste dai rifiuti. I sondaggi eseguiti sulle spiagge pilota durante il mese della campagna attueranno un protocollo scientifico di monitoraggio armonizzato tra gli Stati membri, basato sul “Documento Guida sul Monitoraggio dei Rifiuti marini nei mari europei” sviluppato nell’ambito della Direttiva Quadro Europea sulla Strategia Marina (Marine Strategy) che mira a proteggere i mari d’Europa e garantirne la loro sostenibilità. I dati raccolti alimenteranno direttamente il database della European Environment Agency (EEA) sottolineando la necessità di un’azione urgente e l’attuazione delle politiche a livello locale, nazionale, europeo e delle convenzioni marittime regionali per il raggiungimento degli obiettivi e degli impegni fissati nella lotta contro i rifiuti marini.
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“Siamo molto soddisfatti che il nostro lavoro fatto a maggio scorso sulla spiaggia di Levante per la campagna nazionale Beach Litter sia stato molto apprezzato e di essere stati quindi selezionati come una delle 5 spiagge italiane ed una delle 75 spiagge europee che verranno monitorate nell’ambito di questa importante iniziativa europea per il miglioramento della qualità dei nostri mari e delle nostre spiagge”- dichiara l’ing. Gabriele Subiaco Vicepresidente e Responsabile Scientifico del circolo Legambiente “Pisco Montano”- “dopo le azioni condotte nei mesi scorsi per la tutela dei nostri SIC marini, con il ricorso al TAR e la nota integrativa in Regione e l’arrivo di Goletta Verde nella nostra città, con questo risultato ribadiamo l’importanza ed il ruolo centrale che Terracina può e deve avere nell’attuazione concreta della Marine Strategy, l’importante direttiva comunitaria che, basandosi su un approccio integrato, si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea ponendo agli Stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine” https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/05/26/conoscere-e-gestire-il-marine-litter-terracina-come-sito-di-attuazione-del-progetto-europeo-life-smile/

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Nell’ambito della iniziativa Marine Litter Watch Month, il Circolo Legambiente di Terracina ha monitorato nella giornata del 9 ottobre 2016 il tratto di spiaggia libera del lungomare di Ponente posto tra via Basilicata e via Calabria: dopo aver suddiviso l’area di spiaggia monitorata di 5000 (100X50) metri quadri, si è proceduto alla raccolta e alla classificazione dei rifiuti rinvenuti secondo il protocollo di monitoraggio scientifico elaborato dal Ministero dell’Ambiente e da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) aggiornato con le classificazioni europee (MLW-Code), e che prevede l’individuazione della tipologia di rifiuto classificato in base alle categorie OSPAR (Oslo-Paris Convention per la Protezione dell’ambiente marino dell’Atlantico nordorientale). I rifiuti raccolti sono stati poi differenziati e smaltiti. I rifiuti rinvenuti sono stati vari e alcuni anche pericolosi sia per la sicurezza dei fruitori della spiaggia che per il potenziale inquinante. I rifiuti più numerosi sono stati: mozziconi di sigaretta, residui di plastica di diverse dimensioni, stecchi di legno, tappi di ferro e pezzi di metallo, residui di laterizi per l’edilizia. I dati raccolti verranno inviati all’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) e inseriti nella pubblicazione dei risultati ufficiali dell’indagine.

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