La Spiaggia di Levante di Terracina tra i 5 siti del Lazio per l’indagine scientifica BEACH LITTER 2016 di Legambiente

 Sulle spiagge italiane al posto delle conchiglie si trova un tappeto multicolore di rifiuti, tra tappi di bottiglia, stoviglie usa e getta, mozziconi di sigaretta, cotton fioc gettati nel wc e passati indenni dai depuratori. Ogni cento metri di spiaggia se ne contano in media 714, e tre su quattro sono oggetti di plastica. L’allarme arriva del rapporto Beach Litter di Legambiente, che ha monitorato 47 spiagge italiane per un’area di 106mila metri quadrati e ha rinvenuto oltre 33mila rifiuti spiaggiati.

A guidare la top ten degli oggetti più presenti tra la sabbia ci sono pezzi di plastica e polistirolo (22,3% del totale), destinati con il tempo a frammentarsi in milioni di microparticelle che finiscono nella pancia dei pesci e, da lì, sulle nostre tavole. Il 13,2% dei rifiuti sono i bastoncini dei cotton fioc di cui i volontari hanno raccolto 4.412 pezzi, più dei 2.642 mozziconi di sigaretta (7,9%). Seguono tappi e coperchi di plastica e metallo, bottiglie e reti da pesca.

A livello geografico la situazione più critica è sulla spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino (Roma), in prossimità della foce del Tevere, dove si accumulano i rifiuti provenienti dal fiume. Qui Legambiente ha trovato oltre 5.500 rifiuti in 100 metri, di cui 2 su 3 imputabili alla cattiva depurazione (3.716 i cotton fioc raccolti). Maglia nera anche per la spiaggia di Olivella nel comune di Santa Flavia (PA), con 1.252 rifiuti in 100 metri.

Le 47 spiagge campionate:
– Liguria e Toscana le spiagge campionate ricadono nei comuni di Genova (spiaggia di Voltri) e Orbetello (spiaggia della Giannella) nella provincia di Grosseto.
– Lazio cinque campionamenti: la spiaggia Coccia di Morto a Fiumicino, quella diCapocotta a Ostia, due settori sul lido di Marechiaro ad Anzio e la spiaggia di Levante a Terracina (Lt).
– Campania è presente nell’indagine con ben sedici spiagge: una nel casertano, aCastelvolturno (spiaggia libera in località Bagnara); cinque nella provincia di Napoli, a Pozzuoli la spiaggia delle Monachelle e la spiaggia della Riserva naturale Costa di Licola, l’arenile alla marina di Castellammare di Stabia, la spiaggia del Pezzolo alla Marina di Seiano di Vico Equense e la spiaggia di Cava dell’Isola a Forio sull’isola di Ischia; per Salerno c’è la spiaggia di Mercatello, mentre nel territorio provinciale la spiaggia di Pioppi, quella di Agnone Cilento a Montecorice, al Piano di Velia ad Ascea, la spiaggia di Trentova e il Lido Venere ad Agropoli, l’Oasi dunale Torre di Mare a Capaccio-Paestum, la spiaggia il località Magazzeno a Pontecagnano, la spiaggia libera a Battipaglia e l’area protetta dunale di Legambiente Silaris a Eboli.
– Sicilia, troviamo la spiaggia Olivella a Santa Flavia e quella di San Cataldo a Trappeto, entrambe nella provincia di Palermo, a Siracusa la spiaggia dell’Arenella, alla Marina di Priolo Gargallo e a Punta delle Formiche a Pachino, sempre in provincia di Siracusa; la spiaggia Cantone a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, e la spiaggia di Babbaluciara ad Agrigento.
– Calabria: la spiaggia presso il lungomare Italo Falcomatà a Reggio Calabria e la spiaggia di Steccato di Cutro in provincia di Crotone.
Basilicata: In provincia di Matera il lido di Policoro, il lido San Teodoro a Pisticci e il lido Onda Libera a Scanzano Jonico.
Puglia: a Taranto una spiaggia sul Mar Piccolo, nei pressi del Parco Cimino e a Ginosa è stata campionata una spiaggia libera su iniziativa dell’amministrazione comunale. In provincia di Bari è stata campionata la spiaggia Cala Lama Monachile a Polignano a Mare.
Marche: sono sei le spiagge presenti nell’indagine: la spiaggia Torrette di Ancona, quella della Marina di Montemarciano e la spiaggia Marzocca a Senigallia; la spiaggia nella riserva naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto, il lido San Tommaso a Fermo e la spiaggia Faleriense a Porto Sant’Elpidio.
In alto Adriatico sono state monitorate la spiaggia Vascello d’oro a Comacchio, in provincia di Ferrara, la spiaggia presso la Laguna del Mort a Eraclea (Venezia) e la Canovella de’ Zoppoli a Duino Aurisina (Ts). 
Pulire tutte le spiagge dell’Unione europea costa 411,75 milioni di euro all’anno, mentre l’impatto dei rifiuti sul settore della pesca è di circa 61,7 milioni. La stima, che emerge da uno studio commissionato dall’Ue ad Arcadis, è rilanciata da Legambiente in occasione della presentazione del report Beach Litter. “Il problema dei rifiuti spiaggiati e di quelli in mare rappresenta la punta dell’iceberg: circa il 70% dei rifiuti che entra a contatto con l’ecosistema marino affonda e solo il 15% resta in superficie”, spiega la presidente di Legambiente Rossella Muroni. “Per questo è urgente mettere in programma azioni per la progressiva riduzione dei rifiuti in mare e nella fascia costiera come previsto dalla direttiva Ue Marine Strategy, che in Italia non sono ancora state messe in campo”. Il dossier dell’associazione ambientalista rientra nella campagna “Spiagge e Fondali puliti – Clean-up the Med 2016”, che nel weekend mobiliterà i cittadini in tutta la Penisola per la pulizia di spiagge, scogliere e fondali.

(FONTE ANSA)

http://www.legambiente.it/beachlitter/

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6 pensieri su “La Spiaggia di Levante di Terracina tra i 5 siti del Lazio per l’indagine scientifica BEACH LITTER 2016 di Legambiente

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